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1 Towards a Theory of Revealed Economic Behavior: The Economic-Neurosciences Interface J.M.E. Pennings, P.Garcia, E. Hendrix

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Presentazione sul tema: "1 Towards a Theory of Revealed Economic Behavior: The Economic-Neurosciences Interface J.M.E. Pennings, P.Garcia, E. Hendrix"— Transcript della presentazione:

1 1 Towards a Theory of Revealed Economic Behavior: The Economic-Neurosciences Interface J.M.E. Pennings, P.Garcia, E. Hendrix

2 2 abstract Interazione tra neuroscienze ed economia, possibile? Un modello di decision-making Spunto per ricerche integrate Studio delle funzioni cerebrali può aiutare la comprensione del comportamento umano

3 3 Come spiegare fenomeni complessi? Fenomeni economici e sociali hanno un comune background: il comportamento delluomo. La comprensione del processo di presa delle decisioni è stato ampiamente indagato, qui si propone un modello alternativo rispetto a quello delleconomia tradizionale (homo economicus). Neurobiologia e neurofisiologia aiutano a comprendere come il cervello trasforma input ambientali in percezioni passibili di interpretazione.

4 4 Analizziamo gli stadi: Dagli input agli esiti comportamentali ai fenomeni… Il tutto come processo continuo nel tempo e dinamico. Ecco linterfaccia tra economics and neurosciences: ambientetrasmissione stimolispazio multidimensionale delle percezioni fase computazionalefase intuitiva esito comportamentale interazione tra comportamenti fenomeni

5 5 Il processo è simultaneo e interattivo Il dm trasforma gli stimoli in percezioni e queste riflettono linterpretazione dello stimolo. Le percezioni sono linput dellalgoritmo di scelta. Gli stimoli possono essere fisici e non (es. un flusso di informazioni). Lattività talamica (filtro) attiva le diverse regioni che rispondono ai differenti stimoli. Il collegamento è bidirezionale. Il dm deve scendere di livello, fino ad una dimensione più bassa e appropriata.

6 6 Il ruolo della memoria La percezione verrà confrontata con quanto depositato nella memoria. La memoria funge da filtro e selezionati gli stimoli rilevanti li trasforma. Potremmo sintetizzare formalmente questa fase: F(п(t), memory(t)): filtro stimoli Ma la memory trasforma gli stimoli, allora: T[F(п(t)), memory(t)]: trasformazione in percezioni Queste fluiscono nel MDPS. Questo è uno spazio di stimoli filtrati cioè di percezioni, che diventa input della fase successiva permettendo al dm di sviluppare comportamenti potenziali che soddisfino i suoi obiettivi. La trasformazione avviene grazie alla fase successiva.

7 7 Fasi delle dinamiche cognitive Si compone di due steps: computazionale e intuitivo. Computazionale: è la fase analitica. Riguarda il processo cognitivo attraverso cui il dm lega le percezioni ai suoi obiettivi. La scelta è legata alle aspettative di ritorno. Sono coinvolte le aree prefrontali, parietali e temporali. Questa fase porta ad alternative comportamentali. Una sottofase è quella di ottimizzazione. Con il contributo della memoria si passa dagli esiti alternativi a quelli potenziali, legati maggiormente agli obiettivi. [BOS](t)=comput(Ω(-,t)), memory(T), obiettivi: spazio degli esiti comportamentali (vincoli e criteri per valutare le alternative) La fase di selezione riduce il numero di alternative. Pot Beh(t)=max(U(c(t))soggetto a BOS(t), intuizione) [qui costante] Intuitiva: è la fase non analitica. Linterazione tra esiti potenziali e intuizione: Beh (t)=Ints(Pot Beh(t), intuizione) Le fasi sono processate insieme.

8 8 I fenomeni Il risultato dellinterazione tra più comportamenti dei dms e le istituzioni (insiemi di regole) danno luogo ai fenomeni della società. Nelle interazioni gioca un ruolo anche lintelligenza sociale, cioè la capacità di comprendere e manipolare gli stati mentali di altri e quindi di influire sui loro comportamenti. In questo modello tutto ciò rientra negli stimoli. Se questi diventeranno percezioni dipende ancora dai filtri e dai processi visti sopra.

9 9 Fenomeni economici Sono processi in evoluzione. Dipendenti dai comportamenti dei soggetti. I soggetti agiscono tenendo in considerazione gli esiti conseguenze delle loro scelte comportamentali (solo in talune circostanze). A volte si possono interpretare con i modelli standard. Normalmente invece agiscono in modo non predeterminato né simile. Il problema è quello di cogliere delle regolarità se pur variabili nel loro contenuto interno. Spesso sono complessi ed eterogenei. Occorre tenere in considerazione esperienze, obiettivi, regole. Passaggio ulteriore: le istituzioni sono frutto di decisioni umane.

10 10 La struttura proposta Vuole essere un ponte tra discipline (es. del gioco dazzardo) Vuole indagare la relazione tra fase analitica e intuitiva (quando e come può accadere un ribaltamento di preferenza?). Per gli economisti è un problema di framing, di payoffs ed esiti; per i neuroscienziati è un problema di attivazioni parallele. Forse una strada percorribile è una mediazione tra discipline?


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