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Modalità operative di intervento: il terapeuta in azione nella terapia della gestalt.

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Presentazione sul tema: "Modalità operative di intervento: il terapeuta in azione nella terapia della gestalt."— Transcript della presentazione:

1 Modalità operative di intervento: il terapeuta in azione nella terapia della gestalt

2 Modalità operative di intervento: Secondo la Terapia della Gestalt alla base di un disagio psicologico vi è una "Gestalt" aperta, un'esperienza che la persona non ha potuto completare per adattarsi all'ambiente che evidentemente si è mostrato intollerante riguardo alla soddisfazione di un bisogno.

3 Modalità operative di intervento: Scopo della Terapia della Gestalt è quello di aiutare la persona ad essere "responsabile", cioè capace di rispondere alle situazioni ambientali attuali sulla base delle esperienze presenti. Il terapeuta, per raggiungere questo obiettivo, stimola il cliente a:

4 Modalità operative di intervento: AUMENTARE LA SUA CONSAPEVOLEZZA, il suo essere attento, cioè, a ciò che sperimenta attraverso i suoi sensi e i suoi sentimenti e rivivendoli nel qui e ora.

5 Modalità operative di intervento: "CHIUDERE LA GESTALT" rimasta aperta, e cioè permettere alla persona di concludere nel qui e ora quell'esperienza arcaica che è all'origine del suo disturbo;

6 Modalità operative di intervento: SPERIMENTARE NEL PRESENTE la possibilità di vivere fino in fondo, cioè portare a termine quell'esperienza con modalità nuove, questa volta corrispondenti al bisogno attuale della persona.

7 J. Simkin identifica alcuni punti che ritiene fondamentali nel lavoro di un terapeuta della Gestalt; questi possono essere sintetizzati come segue: USA SE STESSO NELLA RELAZIONE TERAPEUTICA: è egli stesso uno strumento di crescita nella misura in cui è consapevole di quello che sente e di quello che fa nel qui e ora.

8 J. Simkin FA DA SPECCHIO, cioè offre al cliente un feed-back di ciò che vede e sente nel setting terapeutico. Questo è un modo attraverso cui il cliente può entrare in contatto con parti di sé prima sconosciute;

9 J. Simkin sollecita la persona a PRESTARE A ATTENZIONE A QUELLO CHE FA O DICE, suggerendogli, per esempio, di parlare meno velocemente e di guardarsi o ascoltarsi mentre agisce;

10 J. Simkin ascolta quello che la persona dice e RIFORMULA VERBALIZZANDO LE EMOZIONI CONNESSE; questo dà il senso al cliente di essere ascoltato e compreso ed è un modo in cui può cogliere intimamente l'importanza dell'ascoltare ed essere in contatto con se stesso;

11 J. Simkin CREA UN AMBIENTE SICURO nel setting terapeutico rispettando per esempio i tempi del cliente senza spingerlo a fare cose e senza anticiparlo nella sua crescita, rispettandolo cioè per quello che è, non per quello che fa.

12 J. Simkin SUGGERISCE ESPERIMENTI, insegna al cliente cose che non ha imparato a fare o che non si permette di fare, e non che non è capace di fare;

13 J. Simkin STIMOLA LA CREATIVITÀ' del cliente, essendo lui stesso creativo nel proporre esperimenti o suggerendogli di farne alcuni da lui inventati che gli consentano di mettere in atto quel comportamento che in genere non si permette di avere;

14 J. Simkin INSEGNA A RICONOSCERE I MODI CHE LA PERSONA USA PER BLOCCARSI dal contatto, prestando attenzione sia al suo linguaggio verbale sia a quello non verbale; per esempio una persona potrebbe parlare molto in fretta accelerando il ritmo delle parole ogni qualvolta esprime contenuti spiacevoli (e può essere un modo per distrarsi e non stare in contatto con i sentimenti), oppure può non guardare il terapeuta mentre gli parla (ed è un modo per eludere il contatto con lui);

15 J. Simkin PERMETTE ALLA PERSONA DI "MASTICARE" piuttosto che introiettare ingoiandoli i nuovi atteggiamenti o comportamenti appresi, cosicché possa inserirli gradualmente nella sua esperienza, assimilandoli nella propria personalità; per consentire questo processo il terapeuta stimola il cliente ad essere consapevole dei suoi cambiamenti e verifica l'inserimento di questi nel quadro globale della sua esperienza.

16 Regole di base" della Terapia della Gestalt

17 "REGOLE DI BASE" DELLA TERAPIA DELLA GESTALT LA PERSONA HA LA CAPACITA DI A UTOREGOLARSl, per cui tutto quello che il terapeuta fa o suggerisce in terapia è un invito proposto pei facilitare la consapevolezza, e non è un ordine che la persona "deve" eseguire

18 "REGOLE DI BASE" DELLA TERAPIA DELLA GESTALT OGNI RICHIESTA DI SPIEGAZIONE E' UN MODO DI ALLONTA NARSI DAL QUI E ORA : il terapeuta incoraggia il cliente a fare affermazioni in prima persona circa quello che sta sperimentando in quel momento e blocca così ogni tentativo di metacomunicazione.

19 "REGOLE DI BASE" DELLA TERAPIA DELLA GESTALT OGNI COSA IO DICA O FACCIA E' PARTE DI ME: la persona cioè è responsabile di tutto quello che dice o fa

20 "REGOLE DI BASE" DELLA TERAPIA DELLA GESTALT NO AL PETTEGOLEZZO, al parlare cioè di un'altra persona, sia presente sia essa assente, usando la terza persona singolare, cioè non rivolgendosi a lei direttamente.

21 "REGOLE DI BASE" DELLA TERAPIA DELLA GESTALT LE DOMANDE SONO UN MODO PER EVITARE L'INTERAZIONE IL TERAPEUTA E' CENTRATO SUL "CHE COSA E SUL COME DI OGNI COMPORTAMANTO E NON SUL PERCHE.

22 "REGOLE DI BASE" DELLA TERAPIA DELLA GESTALT IL TERAPEUTA NON INTERPRETA

23 "REGOLE DI BASE" DELLA TERAPIA DELLA GESTALT La Terapia della Gestalt si serve di "tecniche" specifiche che sono di aiuto al cliente per diventare consapevole di sé.

24 "REGOLE DI BASE" DELLA TERAPIA DELLA GESTALT Il terapeuta presta attenzione al linguaggio non verbale.

25 "REGOLE DI BASE" DELLA TERAPIA DELLA GESTALT Il terapeuta stimola la sperimentazione. Un modo per stimolare il cliente alla consapevolezza è quello di suggerirgli il completamento della frase "Io sono consapevole di...".

26 "REGOLE DI BASE" DELLA TERAPIA DELLA GESTALT Il terapeuta suggerisce al cliente di "stare con" le sue emozioni, i suoi sentimenti o le sensazioni che prova, di lasciarsi sentire, cioè, quello che sente e di mantenerne la consapevolezza.

27 "REGOLE DI BASE" DELLA TERAPIA DELLA GESTALT Il terapeuta suggerisce al cliente di fare l'esperienza di ripetere più volte una frase, un gesto o un comportamento allo scopo di aiutarlo ad esplorare sul senso che questi hanno per la persona; in questo modo il cliente espande il campo della propria consapevolezza.

28 "REGOLE DI BASE" DELLA TERAPIA DELLA GESTALT Il terapeuta suggerisce al cliente di "esagerare", cioè di enfatizzare una sensazione fisica o un comportamento fino al punto in cui non emerge la posizione opposta, cioè l'altra polarità.

29 "REGOLE DI BASE" DELLA TERAPIA DELLA GESTALT La tecnica del "dialogo" è quella più specifica nella Terapia della Gestalt. Essa comporta l'identificazione della persona con più aspetti di sé in tempi diversi e la proiezione di essi all'esterno cosicché si rende possibile la loro osservazione come fossero oggetti esterni a sé. Una volta individuata ciascuna "parte", che corrisponde ad una polarità, la persona è invitata a "diventare" quella parte, ad essere cioè quella polarità in modo da fare contatto con essa e da esplorarla. Lo stesso procedimento si applica poi all'altra polarità cosicché la persona diviene consapevole di ognuna di esse e delle loro differenze; in questo modo diventa capace di prestare loro ascolto in momenti diversi.

30 "REGOLE DI BASE" DELLA TERAPIA DELLA GESTALT La tecnica del dialogo, dunque, è un aiuto per fare contatto con le polarità e questo è un primo passo per la loro integrazione.

31 "REGOLE DI BASE" DELLA TERAPIA DELLA GESTALT Il "dialogo" può effettuarsi anche tra la persona e un "oggetto", sia esso astratto sia concreto, che la persona sente particolarmente emergente dal "campo" (è figura sullo sfondo). Il procedimento è analogo: anche in questo caso la persona si identifica con l'oggetto in cui proietta parti di sé

32 "REGOLE DI BASE" DELLA TERAPIA DELLA GESTALT Attraverso il "dialogo" e il "gioco delle sedie" si rende possibile non solo la consapevolezza di due poli diversi, quanto si crea una situazione in cui è possibile il cambiamento, attuabile solo nel qui ed ora; inoltre in questo modo si scoraggia il "pettegolezzo" e si incrementa l'uso del parlare direttamente. Tutte queste modalità sono utili per stimolare il contatto con se stessi e il proprio mondo esperenziale.

33 "REGOLE DI BASE" DELLA TERAPIA DELLA GESTALT Il terapeuta fa uso della fantasia. L'uso della fantasia nella terapia della Gestalt si fonda sull'utilizzazione dei processi di identificazione e di proiezione.

34 "REGOLE DI BASE" DELLA TERAPIA DELLA GESTALT Il terapeuta presta attenzione al linguaggio verbale. Per questo l'osservazione del linguaggio usato dalla persona è un'indicazione di come è strutturata al livello profondo. Il terapeuta attraverso il suggerimento di modifiche da attuare nel linguaggio stimola la consapevolezza e invita al cambiamento.

35 "REGOLE DI BASE" DELLA TERAPIA DELLA GESTALT Non posso". Quando il cliente usa questa frase il terapeuta suggerisce di sostituirla con "Non voglio" e di fare attenzione alla risonanza emotiva in seguito al differente modo di esprimersi. Molto spesso il cliente, facendo questa esperienza, fa contatto con la difficoltà a prendere la responsabilità di quello che vuole. Il cliente diviene consapevole che si deresponsabilizza e fa l'esperienza di autoaffermarsi dicendo "non voglio".

36 "REGOLE DI BASE" DELLA TERAPIA DELLA GESTALT "Una parte di me". Un altro modo per non assumersi la responsabilità di se stessi è quello di delegarla ad una parte di sé. Il terapeuta suggerisce di cambiare "una parte di me" in "Io..."; alle generalizzazioni del tipo "la gente dice", "tutti pensano" il terapeuta invita a sostituire "io dico", "io penso".

37 "REGOLE DI BASE" DELLA TERAPIA DELLA GESTALT "Ma". Quando la persona esprime due affermazioni del tipo "io voglio correre, ma sono stanco", il terapeuta suggerisce di cambiare il "ma" in "e", poiché entrambe le affermazioni sono vere contemporaneamente e corrispondono alla richiesta che viene da due parti distinte di sé. Cambiando il "ma" in "e" la persona è sollecitata a riconoscere entrambe le verità presenti allo stesso tempo nella propria esperienza.

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