La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

Sistemi informativi sanitari. Modello di interpretazione del sistema sanitario Obiettivo principale Tutela della salute Competenze miste Dati di popolazione.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "Sistemi informativi sanitari. Modello di interpretazione del sistema sanitario Obiettivo principale Tutela della salute Competenze miste Dati di popolazione."— Transcript della presentazione:

1 Sistemi informativi sanitari

2 Modello di interpretazione del sistema sanitario Obiettivo principale Tutela della salute Competenze miste Dati di popolazione Informazione epidemiologica Efficienza distributiva Guarigione paziente Competenze mediche Memoria individuale Profilo longitudinale Efficienza produttiva Gestione dellindividuo Gestione di popolazione ASSISTITO Competenze necessarie Sviluppo banche dati (SIS) Metodi di analisi Sistemi di valutazione

3 Dalla realtà allazione Mondo reale Dati Informazione Azione (raccolta, codifica) (analisi, interpretazione, presentazione) (politica, coinvolgimento)

4 I dati di cui disponiamo non sono quelli che vogliamo; i dati che vogliamo non sono quelli che ci servono; i dati che ci servono non sono quelli che possiamo ottenere. Legge di Finagle

5 Qualità dei dati Validità : ci interessano per i nostri scopi? Le definizioni e i metodi di raccolta sono espliciti e chiari? Bias di selezione: sono rappresentativi della popolazione e del problema in esame? Bias di classificazione: cè un effetto non casuale nella suddivisione dei dati in gruppi? Significatività statistica: le differenze rilevate si sono verificate per effetto del caso?

6 Fonti dei dati: come? Completezza Accuratezza Rilevanza e/o rappresentatività Tempestività

7 Fonti dei dati: quali? di routine: informazioni raccolte, raggruppate e rese disponibili regolarmente, secondo protocolli e standard ben definiti e ripetuti (censimento, registri di mortalità, notifiche di malattie infettive,…) ad hoc: informazioni raccolte per uno scopo specifico, non regolarmente né in modo standardizzato (indagini nazionali o locali)

8 Fonti dei dati: cosa? Dati demografici:età, sesso, residenza,… Caratteristiche legate a salute e fattori di rischio: stile di vita, occupazione, sintomi e segni,… Dati relativi alla domanda sanitaria: frequenze dei vari interventi,… Mortalità Morbidità Utilizzo dei servizi sanitari …….

9 Informazioni assolute e comparative Spesso i dati riguardanti un luogo, un periodo, una popolazione sono difficili da interpretare se isolati e necessitano di un confronto con dati simili, raccolti in precedenza o in unaltra popolazione.

10 Sistema informativo sanitario ( flussi amministrativi correnti) Popolazione Nosologica-SDO Specialistica ambulatoriale-ASA Farmaceutica Certificato assistenza al parto - CEDAP Mortalità

11 Banca dati nosologica (SDO): Istituita con lintroduzione in Italia del DRG come strumento per la remunerazione dellassistenza ospedaliera

12 Oggetto della rilevazione è l'assistenza specialistica ambulatoriale resa ai singoli pazienti esterni, in ambito ospedaliero e territoriale, dagli erogatori pubblici e privati accreditati. L'identificazione delle prestazioni si effettua secondo il Nomenclatore Tariffario Regionale con Delibere di Giunta Regionale. ASA Specialistica ambulatoriale

13 Farmaceutica Il sistema informativo Assistenza Farmaceutica Territoriale (AFT) vuole rispondere allesigenza di disporre di dati analitici e completi riguardo alle prescrizioni farmaceutiche territoriali, per l'individuazione di interventi e per il monitoraggio sulle caratteristiche dei consumi farmaceutici. Il flusso è attivato dal 1° gennaio 2002 con periodicità mensile.

14 CedAP Il Certificato di Assistenza al Parto (CedAP) fornisce informazioni di carattere sanitario, epidemiologico e socio-demografico attraverso la rilevazione degli eventi di nascita, di nati-mortalità e di nati affetti da malformazioni, dati rilevanti ai fini della sanità pubblica, necessari per la programmazione sanitaria nazionale e regionale. E entrato in vigore dal primo gennaio 2002 (Decreto Ministeriale 349 del 16 luglio 2001) il nuovo flusso informativo in formato elettronico.

15 CedAP (flusso informativo del Certificato di assistenza al parto) Il percorso nascita: la gravidanza e il parto I punti nascita – Caratteristiche delle strutture ospedaliere Indagini diagnostiche in gravidanza Alcune caratteristiche delle madri: abortività spontanea precedente ed area geografica di provenienza Durata della gestazione Il luogo del parto Modalità del parto e presentazione del feto Parti e tecniche di procreazione medicalmente assistita Il neonato CeDAP: i nati totali, i nati vivi e i nati morti Il peso alla nascita Il punteggio Apgar a 5 minuti dalla nascita La natimortalità Le malformazioni

16 ReM (Registro di Mortalità) I dati di mortalità rappresentano uno dei principali strumenti di monitoraggio dello stato di salute della popolazione.

17

18 XVIII secolo: primi tentativi di classificazione sistematica delle malattie per specifiche esigenze XVIII secolo: primi tentativi di classificazione sistematica delle malattie per specifiche esigenze 1893: la prima Classificazione Internazionale delle Cause di Morte fu approvata ufficialmente durante la Conferenza dell'Istituto Internazionale di Statistica a Chicago 1893: la prima Classificazione Internazionale delle Cause di Morte fu approvata ufficialmente durante la Conferenza dell'Istituto Internazionale di Statistica a Chicago 1924: l'Italia adottò tale Classificazione ai fini di statistica sanitaria 1924: l'Italia adottò tale Classificazione ai fini di statistica sanitaria 1948: lOMS pubblicò la sesta edizione della Classificazione Internazionale delle Malattie (ICD), da allora adottata anche per rilevare le cause di morbosità 1948: lOMS pubblicò la sesta edizione della Classificazione Internazionale delle Malattie (ICD), da allora adottata anche per rilevare le cause di morbosità Breve storia

19 1962: comparve parallelamente la prima classificazione degli interventi e delle procedure diagnostiche e terapeutiche 1962: comparve parallelamente la prima classificazione degli interventi e delle procedure diagnostiche e terapeutiche 1975: lOMS approvò la 9 a revisione della ICD 1975: lOMS approvò la 9 a revisione della ICD 1994: in Italia venne introdotta lICD9 per la codifica delle informazioni cliniche rilevate attraverso la scheda di dimissione ospedaliera (SDO). 1994: in Italia venne introdotta lICD9 per la codifica delle informazioni cliniche rilevate attraverso la scheda di dimissione ospedaliera (SDO). Breve storia

20 ICD9CM International Classification of Diseases, 9th revision, Clinical Modification 1979: in USA entra in vigore lICD9CM, (Commissione formata da rappresentanti delle associazioni professionali ed accademiche dei medici e degli ospedali, dell'ufficio regionale dellOMS e dell'HCFA) Dal 1986 la ICD9CM è stata aggiornata annualmente dalla stessa commissione 1988: lesplosione dellepidemia di AIDS ha determinato la necessità di un aggiornamento straordinario per lintroduzione dei codici relativi allAIDS ed alle infezioni da HIV.

21 ...Clinical Modification...Clinical Modification Dalla ICD9, orientata a scopo di classificazioni statistiche di morbosità e mortalità, Alla ICD-9-CM, predisposta soprattutto per scopi clinici e di ricerca degli ospedali: vengono introdotti – la classificazione delle procedure – un quinto carattere, per consentire una classificazione più precisa ed analitica delle formulazioni diagnostiche

22 Decreto del Ministero della Sanità 27 ottobre 2000, n. 380 La traduzione italiana della ICD9CM versione 1997, predisposta a cura del Ministero della Salute e pubblicata dallIstituto Poligrafico dello Stato, sostituisce, a partire dal 1 gennaio 2001, la versione precedente nella codifica delle informazioni contenute nella scheda di dimissione ospedaliera (SDO).

23 La struttura della classificazione ICD è determinata da due assi principali: l'eziologia la sede anatomica

24 È un sistema di classificazione e di codifica delle malattie e dei traumatismi che consente la registrazione sistematica dei dati di mortalità e di morbidità attraverso la traduzione in codici numerici o alfanumerici dei termini in cui sono formulate le diagnosi di malattia e gli altri problemi relativi alle condizioni di salute; la nona revisione è stata approvata nel 1975 dallAssemblea dellOMS e tradotta in Italiano dallISTAT che ne ha curato la pubblicazione in due volumi nel 1979; la Modificazione Clinica è stata sviluppata negli Stati Uniti sai per fornire un sistema di classificazione degli interventi chirurgici e delle principali procedure diagnostico – terapeutiche. ICD-9-CM

25 Nuovi rapporti fondati sul criterio dellaccreditamento delle istituzioni, sulla modalità di pagamento a prestazione e sulladozione del sistema di verifica e revisione della qualità delle attività svolte e delle prestazioni erogate (Art. 8) Decreti di riforma (D.lgs. 502/92-517/93)

26 DMS 15 aprile 1994 Attivazione delle nuove modalità di remunerazione delle prestazioni di assistenza ospedaliera per acuti. Attivazione delle nuove modalità di remunerazione delle prestazioni di assistenza ospedaliera per acuti. La SDO è la fonte informativa necessaria anche per lindividuazione e la classificazione dei singoli episodi di ricovero La SDO è la fonte informativa necessaria anche per lindividuazione e la classificazione dei singoli episodi di ricovero

27 D.M.S. 15/4/94 SISTEMA DEI DRG COME STRUMENTO DI TARIFFAZIONE DEGLI EPISODI DI RICOVERO TIPOLOGIA RICOVERO MODALITA DI APPLICAZIONE UNITA DI PAGAMENTO Day-careAccesso/ Episodio di ricovero Accesso (medico) % DRG (chirurgico) Degenza ordinaria per acuti Ricoveri (0 – 1 gg.) Inliers Outliers Tariffa DRG specifica Giornate di degenza (outliers) RiabilitazioneRicoveri riabilitazione Quota pro/die MDC specifiche LungodegenzaRicoveri lungodegenzaGiornate di degenza

28 Le principali categorie dei sistemi di classificazione dei ricoveri in ospedali per acuti

29 DRG A COSA SERVONO? Misurano il prodotto dellOspedale

30 Definiscono loggetto della remunerazione dellattività ospedaliera (tariffe predefinite): – finanziamento prospettico dei produttori (PPS) di prestazioni di ricovero – compensazione interregionale Consentono la valutazione di tipo clinico- epidemiologico dellattività svolta Permettono il confronto tra ospedali e tra reparti in termini di: – complessità della casistica trattata – efficienza operativa DRG

31 D.M.S. 28/12/91 ISTITUZIONE DELLA SCHEDA DI DIMISSIONE OSPEDALIERA Per ogni paziente dimesso Per ogni paziente dimesso È parte integrante della cartella clinica È parte integrante della cartella clinica (valore legale) Il medico responsabile della cura del paziente è anche responsabile della corretta compilazione della SDO Il medico responsabile della cura del paziente è anche responsabile della corretta compilazione della SDO Il Direttore Sanitario è responsabile della sua completezza e della trasmissione agli organi preposti (Regione) Il Direttore Sanitario è responsabile della sua completezza e della trasmissione agli organi preposti (Regione)

32 SCHEDA DI DIMISSIONE OSPEDALIERA Normativa Nazionale D.M – Istituzione della scheda di dimissione ospedaliera D.M – Disciplina del flusso informativo sui dimessi dagli istituti di ricovero pubblici e privati Nota – Rilevazione dei dati sui dimessi dagli istituti pubblici e privati. Regole essenziali di codifica delle variabili cliniche D.M n° 380 – Regolamento recante laggiornamento della disciplina del flusso informativo sui dimessi dagli istituti di ricovero pubblici e privati

33 Struttura e campi della SDO Denominazione istituto di ricovero Denominazione istituto di ricovero Numero della SDO Numero della SDO Cognome e nome del paziente Cognome e nome del paziente Sesso Sesso Data di nascita Data di nascita Luogo di nascita Luogo di nascita Stato civile Stato civile Luogo della residenza Luogo della residenza Cittadinanza Cittadinanza Codice sanitario individuale Codice sanitario individuale Regione di appartenenza Regione di appartenenza AUSL di iscrizione AUSL di iscrizione

34 Contenuto della SDO: le domande fondamentali per descrivere i requisiti essenziali di un ricovero in ospedale per acuti

35 Dati necessari per lattribuzione al DRG Sesso Sesso Età Età Modalità di dimissione Modalità di dimissione Diagnosi principale alla dimissione Diagnosi principale alla dimissione Altre diagnosi alla dimissione Altre diagnosi alla dimissione Intervento chirurgico principale Intervento chirurgico principale Altri interventi o procedure Altri interventi o procedure

36 Logica di attribuzione del DRG 25 categorie diagnostiche principali MDC, organizzate o su base etiologica o su categorie di pazienti dimessi 25 categorie diagnostiche principali MDC, organizzate o su base etiologica o su categorie di pazienti dimessi Mutualmente esclusive, cioè 1 codice 1 MDC Mutualmente esclusive, cioè 1 codice 1 MDC Diagnosi principale = MDC 1 – 23 Diagnosi principale = MDC 1 – 23 Preattribuzioni = MDC 24 – 25 Preattribuzioni = MDC 24 – 25

37 Struttura tipica di una MDC MDC Tipi di intervento Presenza di interventi o procedure Diagnosi principale Maggiore Minore Altri interventi Intervento non correlato alla d. p. Neoplasie Diagnosi specifiche Sintomi Altre diagnosi

38 Logica di attribuzione al DRG RICOVERI CHIRURGICI RICOVERI CHIRURGICI presenza di intervento chirurgico presenza di particolari procedure diagnostico – terapeutiche RICOVERI MEDICI RICOVERI MEDICI assenza di intervento chirurgico assenza di particolari procedure diagnostico –terapeutiche

39 PESI RELATIVI Indicatore associato a ciascun DRG. Evidenzia il rapporto fra il costo medio dello specifico DRG ed il costo medio del caso medio (calcolato su tutti i DRG). I pesi relativi italiani, corrispondenti alla 10.a versione dei DRG, sono riportati nel decreto del Ministero della sanità 30 giugno 1997.

40 software che consente lattribuzione dei codici di diagnosi e dintervento ai gruppi del sistema di DRG

41 La disponibilità dei dati raccolti dai sistemi informativi e una crescente attenzione alla qualità dellassistenza e ai suoi risultati hanno però progressivamente determinato un uso crescente dei sistemi informativi per finalità parzialmente o radicalmente diverse da quelle che ne avevano promosso l istituzione.

42 Negli ultimi anni il dibattito sul funzionamento del sistema sanitario, una volta quasi esclusivamente concentrato sui problemi dei costi e delle prestazioni, si è ampliato e comprende oggi una crescente attenzione a come far crescere il valore salute di ogni euro speso per la sanità…

43 … è necessario aumentare la capacità degli attuali sistemi informativi di misurare la performance … migliorando con urgenza luso dei dati attualmente disponibili … e realizzando nuovi sistemi informativi che rispondano pienamente alle nuove esigenze di misura. EA McGlynn HIS Design Issues and Analytic Applications RAND Health 1998

44 I sistemi informativi per la gestione diventano in misura crescente sistemi informativi per misurare la performance delle organizzazioni sanitarie e la qualità dei servizi offerti.

45 Cosa e come misurare Per quel che riguarda i parametri della valutazione di qualità in sanità il noto paradigma di Donabedian prevede 3 possibili dimensioni rilevanti fra cui esiste una relazione causale struttura processo esito

46 Indicatori di processo e di esito Indicatori di processo: misurano laderenza del processo assistenziale a standard di riferimento. Devono necessariamente essere basati su prove di efficacia, devono essere condivisi dai professionisti e adattati al contesto locale. Non misurano il risultato finale ma informano che il processo assistenziale è stato erogato in maniera appropriata secondo quanto definito da standard di riferimento (linee guida, percorsi clinici ecc) dando una indicazione ragionevole di quanto questo può influenzare lesito. Indicatori di esito documentano che si sono raggiunti gli esiti attesi in termini di salute.

47 Misure di esito devono tener conto delle caratteristiche dei pazienti trattati e della loro gravità.

48 Le fonti informative per la costruzione degli indicatori Flussi informativi correnti vs database clinici ad hoc Dati correnti sono facilmente disponibili in molti setting assistenziali (sebbene possa variare il grado di completezza ed accuratezza);possono essere usati in modo retrospettivo, mentre il disegno di studi sperimentali, per definizione, deve essere prospettico; sono facilmente disponibili in molti setting assistenziali (sebbene possa variare il grado di completezza ed accuratezza);possono essere usati in modo retrospettivo, mentre il disegno di studi sperimentali, per definizione, deve essere prospettico; vengono già raccolti per altri scopi, i costi per la loro raccolta sono pertanto plausibilmente molto inferiori vengono già raccolti per altri scopi, i costi per la loro raccolta sono pertanto plausibilmente molto inferiori le questioni etiche e di consenso al trattamento dei dati sono meno problematiche per i dati correnti rispetto ai dati raccolti principalmente a scopo di ricerca. le questioni etiche e di consenso al trattamento dei dati sono meno problematiche per i dati correnti rispetto ai dati raccolti principalmente a scopo di ricerca.

49 Raccolte cliniche ad hoc I dati correnti spesso non contemplano importanti variabili cliniche che devono essere necessariamente raccolte per una corretta valutazione dei processi e degli esiti (ad esempio sulla gravità della malattia) maggiore grado di completezza e accuratezza dei dati

50 Il percorso diagnostico-terapeutico-assistenziale del paziente con sindrome coronarica acuta presso il Policlinico SantOrsola Malpighi: monitoraggio

51 CRITERI di SELEZIONE: data di dimissione >= 1 gennaio 2000 e data di dimissione <= 31 dicembre 2005 presidio di ricovero: S.Orsola diagnosi 410.x1 in principale o secondarie età > 18 e ricovero in regime ordinario MDC = 05 esclusione ricoveri programmati con preospedalizzazione esclusione pazienti con diagnosi (complicanze cardiache non specificate altrove, in qualunque posizione) esclusione DRG 468 (intervento chirurgico esteso non correlato alla diagnosi principale) esclusione dimissioni a domicilio (anche protette) e volontarie entro 3 gg. BANCA DATI SDO

52 Mortlità intra ospedaliera Mortalità REMCAN STEMI NSTEMI ANDAMENTO DELLA MORTALITÀ a 30 gg. INTRAOSPEDALIERA e DA REM STRATIFICATA PAZIENTI STEMI E NSTEMI

53 OR GREZZI (95%CI) OR AGGIUSTATI (95%CI) OR GREZZI (95%CI) OR AGGIUSTATI (95%CI) OR GREZZI (95%CI) OR AGGIUSTATI (95%CI) IMA [ ] [ ] [0.460 – 0.793] [0.487 – 0.884] [0.537 – 0.923] [0.501 – 0.915] IMA Stemi [ ] [ ] [ ] [ ] [ ] [ ] IMA NStemi [ ] [ ] [ ] [ ] [ ] [ ] ANALISI TEMPORALE del RISCHIO DI MORTALITÀ INTRA-OSPEDALIERA a 30 gg. (CONFRONTO CON )

54 Indicatori di processoSantOrsola anno 2004 Target GAP Aspirina entro 24 h89.7%95% β-bloccanti entro 24 h80.5%78% Tempo mediano PTCA69 min [55-98] min Aspirina dimissione89.2%95% β-bloccanti dimissione87.2%87% ACE inibitori dimissione80.7%78% Confronto degli indicatori di processo del SantOrsola con i valori di riferimento target del progetto GAP-Guideline Applied in Pratictice dellAmerican College of Cardiology – ACC (Database clinico anno 2004).


Scaricare ppt "Sistemi informativi sanitari. Modello di interpretazione del sistema sanitario Obiettivo principale Tutela della salute Competenze miste Dati di popolazione."

Presentazioni simili


Annunci Google