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Comunicazione e consumi multimediali dei giovani in Calabria (PRIN 2005) Unità di Ricerca - Università della Calabria.

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Presentazione sul tema: "Comunicazione e consumi multimediali dei giovani in Calabria (PRIN 2005) Unità di Ricerca - Università della Calabria."— Transcript della presentazione:

1 Comunicazione e consumi multimediali dei giovani in Calabria (PRIN 2005) Unità di Ricerca - Università della Calabria

2 Giovani e Consumo Culturale Questo è il titolo del Programma di Ricerca Scientifica di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN 2005), cofinanziato dal MIUR e coordinato dal Prof. Natale Ammaturo (Università di Salerno). Al progetto hanno partecipato quattro Unità di ricerca: Università di Salerno (Responsabile: Prof. Natale Ammaturo). Università Suor Orsola Benincasa di Napoli (Responsabile: Prof.ssa Ornella De Sanctis). Università di Lecce (Responsabile: Prof. Carlo Gelosi) Università della Calabria (Responsabile: Prof.ssa Giovannella Greco).

3 Comunicazione e Consumi Multimediali dei Giovani in Calabria Questo è il titolo del progetto dellUnità di ricerca dellUniversità della Calabria.

4 Unità di ricerca - Università della Calabria Giovannella Greco (Responsabile Scientifico): Prof. Straordinario SPS/08 - Docente di Sociologia delle comunicazioni di massa B, Sociologia dei media A, Media Education B. Maria Francesca Amendola: Psicologa e psicoterapeuta, Dirigente A.S. 4 - Cosenza. Walter Belmonte: Assegnista di ricerca SPS/08 - Docente di Teoria e tecniche dei media, Sociologia delle comunicazioni di massa A. Enrico De Santo: Cultore della materia SPS/08 - Docente di Sociologia delleducazione, Media Education A. Giuliana Esposito: Cultore della materia SPS/08 - Dottoranda di ricerca. Simona Perfetti: Ricercatore M-PED/01, Docente di Psicopedagogia del linguaggio e della comunicazione. Rosario Ponziano: Cultore della materia SPS/08 - Docente di Sociologia della musica, Sociologia dei media B.

5 Presupposti teorici della ricerca Uno degli aspetti cruciali, che caratterizzano la società occidentale contemporanea, consiste nel graduale e inarrestabile passaggio dallesperienza diretta delle cose alla loro rappresentazione. Lavvento, lo sviluppo e la crescente pervasività dei media hanno fortemente contribuito a determinare questo passaggio, che tende ad allargare a dismisura lo spettro esperienziale di ciascuno, sia pure in una dimensione sempre più virtuale (1). Fatto sta che, a stretto contatto con le molteplici sollecitazioni derivanti da un ricco e diversificato universo multimediale, i giovani crescono oggi in un ambiente del tutto inedito, nel quale sperimentano esperienze mai conosciute prima. (1) Piromallo Gambardella A., Le sfide della comunicazione, Laterza, Roma-Bari 2001.

6 Oltre a ciò, al sistema verticale delle disuguaglianze sociali è venuto progressivamente sostituendosi un sistema orizzontale di ambiti di vita, variamente privilegiati, cui si può contemporaneamente partecipare. Il crescere della differenziazione - non solo e non tanto strutturale (come moltiplicazione degli ambiti sociali) quanto, piuttosto, simbolica (come moltiplicazione dei codici e dei modelli culturali di riferimento) - ha fatto emergere una pluralità di raggruppamenti sociali (trasversali alle tradizionali variabili socio-economiche), che si basano su una condivisione di stili di vita cui si può aderire spontaneamente.

7 Alla progressiva sperimentazione, da parte dellindividuo, di un inedito senso di libertà si associa un graduale sgretolamento delle certezze, conseguente alla scomparsa di centri forti di identificazione e appartenenza sociale. Questo passaggio dal prevalere di legami forti al prevalere di legami deboli trova, oggi, la sua espressione più emblematica nel sistema dei consumi il quale, da linguaggio della differenziazione sociale, si è progressivamente trasformato in linguaggio di una pluralità di diversi modi di approcciare la complessità sociale e collocarvisi, con una conseguente degerarchizzazione dei modelli di consumo, nessuno dei quali appare migliore e, dunque, preferibile ad un altro (1). (1) P. Parmiggiani, Pratiche di consumo e riconoscimento sociale: consumatori alla ricerca di sé, in E. Di Nallo, P. Guidicini, La Rosa M. (a cura di), Identità e appartenenza nella società della globalizzazione, Franco Angeli, Milano 2004, pp

8 Grazie alle maggiori opportunità di scelta offerte da una continua e inarrestabile offerta multimediale, nellattualità si può osservare una molteplicità di stili di consumo dai quali lindividuo entra ed esce a seconda dei momenti e delle occasioni, e rispetto ai quali non mette mai in atto una identificazione totale. Lemergere di una dimensione edonistica e di un nuovo sentimento tribale ha dato vita ad una etica dellestetica (1), che individua la matrice del legame sociale nella comune fruizione di prodotti mediali, nella condivisione di stili di consumo e di peculiari codici espressivi, che appaiono costitutivamente provvisori e revocabili. (1) M. Maffesoli, Nel vuoto delle apparenze. Per unetica dellestetica, Garzanti, Milano 1993.

9 Oggetto, ipotesi e obiettivi della ricerca Utilizzando la lente dei consumi multimediali, la ricerca ha esplorato le forme di comunicazione che caratterizzano luniverso giovanile, e più specificamente quello degli adoloscenti tra i 15 e i 18 anni, e dei giovani tra i 21 e i 24 anni, ovvero: studenti della scuola media superiore e studenti universitari. Ipotizzando lemergere, in questo universo, di una tendenza verso forme di comunicazione mediata, la ricerca ha perseguito i seguenti obiettivi:

10 1.Individuare i prodotti mediali o i media cult capaci di annodare i fili delle molteplici ed eterogenee esperienze giovanili, esprimendone la cultura, il gusto, lo stile. 2.Accertare la presenza, tra gli adolescenti, di una maggiore propensione ad esplorare e sperimentare in maniera più flessibile lofferta multimediale e, tra i giovani, di una dieta meno variabile e più definita. 3.Verificare una tendenza di cambiamento nelle pratiche di consumo giovanile, a svantaggio dei tradizionali media di massa.

11 Fasi della ricerca Il disegno della ricerca si è articolato in due fasi: Nella prima fase, sulla base dei risultati scientifici più recenti sul rapporto tra giovani e media nel nostro Paese (1), è stata elaborata la griglia da utilizzare nella conduzione dei focus group e, al fine di verificarne lefficacia, sono stati condotti 7 focus group con studenti universitari, reclutati tra gli iscritti ad alcuni corsi laurea triennale e specialistica della Facoltà di Lettere e Filosofia dellUniversità della Calabria. I focus group, composti da 6 soggetti ciascuno, sono stati realizzati presso il Dipartimento di Scienze dellEducazione. (1) Indagine Iard (2003); Giovani & Media. Terzo Rapporto Censis sulla Comunicazione in Italia, Franco Angeli, Milano 2004; I media che vorrei. Quarto Rapporto Censis sulla Comunicazione in Italia, Franco Angeli, Milano 2005.

12 Nella seconda fase, sono stati realizzati 6 focus group, di cui: 3 con studenti delle scuole superiori e 3 con studenti universitari. Ogni gruppo è stato composto in modo da rappresentare equamente la tipologia dei corsi di studi frequentati dai giovani calabresi:

13 1.Tra gli studenti della scuola media superiore, residenti rispettivamente nelle province di Catanzaro, Cosenza e Reggio Calabria, sono stati selezionati 3 gruppi, ciascuno dei quali costituito da 6 partecipanti di età compresa tra i 15 e i 18 anni. Relativamente ad ogni provincia, è stato selezionato 1 gruppo costituito da 2 studenti che frequentano i licei, 2 gli istituti tecnico-commerciali e 2 gli istituti professionali, di cui 1 M e 1 F residenti rispettivamente nellarea urbana e suburbana. 2.Tra gli studenti dellUniversità della Calabria, provenienti rispettivamente dalle province di Catanzaro, Cosenza e Reggio Calabria, sono stati selezionati 3 gruppi, ciascuno dei quali costituito da 6 di partecipanti di età compresa tra i 21 e i 24 anni. Relativamente ad ogni provincia, è stato selezionato 1 gruppo costituito da 2 studenti che frequentano corsi di studi umanistici, 2 corsi di studi sociali e 2 corsi di studi scientifici, di cui 1 M e 1 F che abitano rispettivamente in famiglia e in alloggio universitario.

14 Metodologia della ricerca La ricerca, volta a privilegiare lesplorazione, lapprofondimento e la scoperta di nuovi nessi e significati rispetto alla verifica e alla generalizzabilità dei risultati, si è avvalsa dellesclusivo uso di metodi qualitativi quali i focus group. Sulla base di criteri coerenti con gli obiettivi della ricerca, la selezione dei gruppi ha seguito un campionamento a scelta ragionata, optando nel reclutamento dei partecipanti per il coinvolgimento di gruppi naturali (studenti di scuola media superiore e studenti universitari).

15 Ogni focus group è stato condotto, attraverso lausilio di un sistema di audioregistrazione e alla presenza di un osservatore, da un moderatore il quale si è servito di una griglia semistrutturata, composta da una lista di temi da trattare pensati come domande contenitori il cui grado di esplicitazione è legato alla specifica situazione interattiva che si è venuta a creare allinterno di ogni singolo gruppo. Sulla base delle verifiche effettuate sul campo, è stata elaborata la seguente griglia di conduzione dei focus group:

16 1. Avvio Spiegazione del compito che si svolgerà insieme Presentazione del tema della discussione Invito alla libera espressione della propria opinione Consegna delle associazioni libere Presentazione di ciascun partecipante (incluso il moderatore) Durata della fase: 5 minuti

17 2. I media La società contemporanea è caratterizzata dalla presenza di una molteplicità di media, tradizionali e nuovi (nominarli…), con i quali vi trovate ad interagire. Fra tutti questi strumenti, quali sono quelli che utilizzate abitualmente? Quali sono le motivazioni che vinducono al consumo? E quali le aspettative? Quali media percepite come a voi più vicini e quali come a voi più lontani? Qual è il medium che preferite più di tutti gli altri? E quali emozioni vi suscita lutilizzo di questo strumento? Durata della fase: 10 minuti

18 3. La musica Nellarco della giornata, quanto tempo dedicate allascolto della musica? In quali momenti della giornata è per voi consueto ascoltare musica? Attraverso quali strumenti? E con quali modalità (da soli, in compagnia, in un luogo a voi familiare, in qualsiasi luogo…)? Cosa provate quando ascoltate musica? Se vi chiedessi di definire con una parola limportanza che ha per voi lascolto della musica, quale utilizzereste? Lascolto della musica dal vivo è per voi una pratica abituale? Quali sono i luoghi in cui più frequentemente ascoltate musica dal vivo (pub, teatro, piazza, stadio…)? Solitamente, frequentate questi luoghi da soli o in compagnia?

19 Cosa provate quando ascoltate musica dal vivo? Se vi chiedessi di definire con una parola limportanza che ha per voi lascolto della musica dal vivo, quale utilizzereste? Quale genere musicale preferite? E qual è il vostro artista o gruppo preferito? Frequentate corsi di musica? Cantate o suonate qualche strumento? Fate parte di una band? Vi esibite in pubblico? Cosa provate quando cantate o suonate? Se vi chiedessi di definire con una parola limportanza che ha per voi la pratica della musica, quale utilizzereste? Durata della fase: 15 minuti

20 4. Gli altri Chi sono i vostri amici (amici dinfanzia, compagni di scuola, colleghi di università, vicini di casa, compaesani…)? Come trascorrete il tempo con loro? Di cosa parlate? Esistono motivi di contrasto tra di voi? Per quali motivi avvengono? Come definireste il rapporto con loro? Fate parte di qualche associazione? Di quale tipo (ludica, culturale, sociale, religiosa, sportiva, politica, volontariato…)? Chi è il/la vostro/a partner (compagno/a di scuola, collega di università, vicino/a di casa, compaesano/a…)? Come trascorrete il tempo con lui/lei? Di cosa parlate? Esistono motivi di contrasto tra di voi? Per quali motivi avvengono? Come definireste il rapporto con lui/lei?

21 Dialogate con i vostri genitori? Di quali argomenti? Come trascorrete il tempo con loro? Esistono motivi di contrasto tra di voi? Per quali motivi avvengono? Come definireste il rapporto con loro? Dialogate con i vostri insegnanti/docenti? Di quali argomenti? Esistono motivi di contrasto tra di voi? Per quali motivi avvengono? Come definireste il rapporto con loro? Durata della fase: 15 minuti

22 5. La comunicazione Preferite comunicare faccia a faccia o mediante qualche strumento (cellulare, sms, , chat…)? Per quali ragioni? Quali differenze riscontrate tra la comunicazione diretta e quella mediata? Quali difficoltà incontrate nelluna e nellaltra forma di comunicazione? E quali vantaggi? Quali emozioni provate quando comunicate faccia a faccia? E quali quando comunicate attraverso qualche strumento? Durata della fase: 10 minuti

23 6. Commiato Ringraziamenti Eventuali commenti da parte dei partecipanti Saluti Durata della fase: 5 minuti

24 Analisi dei dati Nella fase di analisi dei dati, si è optato per la trascrizione integrale delle registrazioni effettuate durante lo svolgimento dei focus group, così da consentire al gruppo di ricerca una base di analisi il più possibile dettagliata ed esaustiva. Questa scelta ha consentito di elaborare la seguente griglia di analisi dei risultati:

25 1. I media Strumenti Motivazioni Aspettative Preferenze Emozioni

26 2. La musica 2.1. Ascolto Tempi Luoghi Modalità Strumenti Emozioni Parola chiave

27 2.2. Ascolto live Tempi Luoghi Modalità Emozioni Parola chiave

28 2.3. Pratica Modalità Emozioni Parola chiave 2.4. Genere/Artista/Gruppo Genere Artista Gruppo

29 3. Gli altri 3.1. Amici Chi sono Attività Dialogo Contrasti Parola chiave Associazione

30 3.2. Partner Chi è Attività Dialogo Contrasti Parola chiave

31 3.3. Genitori Dialogo Attività Contrasti Parola chiave 3.4. Insegnanti/docenti Dialogo Contrasti Parola chiave

32 4. La comunicazione Preferenze Motivazioni Differenze Emozioni

33 Risultati della ricerca Entrando nel merito delle tendenze emergenti dalla ricerca, si possono avanzare le seguenti considerazioni relative ai singoli temi dibattuti nei focus group: I media I dati più recenti del nostro Paese in tema di comunicazione e media mettono in luce che, negli ultimi anni, «cè stato un notevole passo in avanti dei multimediali, che erano il 46,6% del totale nel 2002… e sono diventati il 53% nel Un risultato importante, raggiunto in particolare grazie allapporto delle fasce più giovani e più istruite della popolazione» (1). (1) CENSIS, (2006), 40° Rapporto annuale sulla situazione sociale del Paese, p. 145.

34 I risultati della ricerca condotta in Calabria, nel confermare questo dato, evidenziano anche che i consumi multimediali di giovani e adolescenti presentano caratteristiche di immediatezza, leggerezza, velocità, superficialità cui, tuttavia, si accompagnano il bisogno di coinvolgimento emotivo e di approfondimento, e la ricerca di soggetti autorevoli cui fare riferimento. Si può, inoltre, osservare che il contesto generale dimpiego dei media da parte degli adolescenti appare più esteso di quello dei giovani; ma, in entrambi i casi, si registra una maggiore propensione alluso con funzione di svago e una minore propensione verso i media a stampa.

35 Più in generale, si registra che luniverso preso in considerazione è affollato dalla presenza di una grande quantità di media. Secondo lordine proposto dai soggetti coinvolti nella ricerca, televisione, cellulare, internet e radio sono quelli più frequentemente nominati. In minor misura, compaiono anche giornali, computer, mp3, libri, lettori cd/dvd. Sono questi gli strumenti abituali della loro dieta multimediale.

36 È interessante osservare, tuttavia, che lindicazione del medium preferito interviene a modificare lordine sopra evidenziato nel seguente modo: internet, cellulare, radio e televisione. Una possibile spiegazione di questa apparente incongruenza risiede nel fatto che adolescenti e giovani tendono a diffidare dei mezzi di comunicazione di massa, pur essendone grandi consumatori, perché vi associano prevalentemente una dimensione funzionale e modellizzante.

37 Nei confronti della televisione, ad esempio, mostrano un atteggiamento critico, sostenendo di non guardare i programmi spazzatura e di non essere vittime inconsapevoli dei talk show di Maria De Filippi. Tuttavia, considerato lalto livello dinformazione che dimostrano di avere su tali programmi, nonché il gusto che manifestano nel parlarne, si ha limpressione che essi ne facciano un alto consumo, solo che provano imbarazzo a dichiararlo esplicitamente, per timore di essere giudicati.

38 Diverso è il discorso per un altro strumento di comunicazione di massa, la radio, molto amata, oltre che molto usata dai giovani perché percepita come uno specchio in cui riflettersi, tanto a livello linguistico quanto a livello emotivo; non a caso, la sua programmazione si basa prevalentemente sulla musica che, per loro, rappresenta un contenuto ad alto valore esistenziale e sociale.

39 Per quanto riguarda invece i nuovi media, in particolare internet e telefono cellulare, le motivazioni che inducono alluso appaiono differenti. Nel caso di internet, definito da qualcuno una finestra sul mondo, si passa dalla comunicazione e dalla socialità (posta elettronica, chat, forum, messenger) alla conoscenza (ricerca, studio, lavoro) o, più in generale, si sottolinea la possibilità di scaricare musica, film, ed avere più visioni.

40 Occorre precisare, tuttavia, che se molti sono certi delle possibilità offerte da internet, una parte consistente sembra nutrire nei suoi confronti forti perplessità: infatti, alcuni tendono ad individuare in questo strumento la sintesi ideale tra i media che consentono di sviluppare relazioni alla pari e quelli che permettono laccesso alle conoscenze e alle informazioni, peraltro in modo immediato e completo, altri invece tendono a considerarlo come uno strumento invasivo nei cui infiniti meandri ci si può perdere.

41 Nel caso del cellulare, che come dichiara qualcuno è ormai diventato una dipendenza, si esalta la capacità di comunicare in modo diretto ed immediato, il suo essere uno strumento che consente, sempre e comunque, la relazione con gli altri (amici, famiglia, persone considerate vitali), soprattutto mediante lo scambio di SMS. Dietro luso degli SMS, la cui motivazione prevalente sembra essere di tipo economico («un SMS costa poco»), si cela in realtà ben altro: molto spesso, infatti, i messaggi vengono utilizzati per esprimere – come alcuni affermano – ciò che non riescono a dire quando sono luno di fronte allaltro. Si ha pertanto limpressione che la possibilità di raggiungersi in qualsiasi momento tenda a ridurre la capacità di mettersi in gioco nella relazione con gli altri.

42 Riepilogando, limpiego dei media da parte di giovani e adolescenti appare caratterizzato, oltre che dalla valutazione che essi danno della valenza comunicativa dei singoli strumenti, anche dalla differente percezione soggettiva del rapporto che intrattengono con tali strumenti: infatti, mentre la relazione con la televisione appare spesso subita, o comunque non scelta, quella con cellulare e internet è vissuta in maniera entusiastica, come una opportunità di estendere il proprio corpo oltre i limiti della fisicità. Più in generale, le esigenze in base alle quali scelgono di relazionarsi ad uno strumento piuttosto che ad un altro sono profondamente diverse e, di norma, le motivazioni delluso dei nuovi media risiedono nella relazionalità, mentre quelle relative ai media tradizionali nellintrattenimento.

43 Questa differenza si riflette anche sul piano delle emozioni legate alluso dello strumento preferito. Paradossalmente, forse, ma non troppo, le emozioni vissute tendono a spostarsi più sul versante dei media non relazionali. In ogni caso, lemozione, di per sé intersoggettiva, sembra essere vissuta dai giovani in una dimensione introspettiva, perché, quando sono in relazione diretta con laltro, essi non sono capaci di esprimere i sentimenti che provano: lemozione, se cè, è vissuta dentro di sé ma non manifestata. Forse è questa la ragione che lega il loro mondo interiore alla musica, veicolo costante di mediazione tra sé ed il mondo.

44 La musica Una considerazione preliminare in merito al rapporto che i giovani intrattengono con la musica è che la maggior parte delle osservazioni su questo tema si riferiscono prevalentemente allascolto piuttosto che alla pratica musicale, che risulta essere scarsamente presente tra i soggetti coinvolti nella ricerca. Ciò premesso, il consumo abituale di musica risulta molto alto e avviene attraverso vari strumenti; nellordine proposto: lettore mp3, computer e radio sono più utilizzati rispetto a tv, stereo, autoradio, internet, lettore Cd e cellulare.

45 Quanto alle preferenze musicali, non vanno ad un genere o ad un artista/gruppo particolare, ma sembrano essere difformi, come lo è la cultura a mosaico in cui sono immerse le giovani generazioni. Fra i generi citati (rock, musica leggera, musica italiana, house, hip hop, jazz, ecc.), tutti appartenenti allambito variegato della popular music, si può sottolineare che, pur non essendovi un grosso scarto, quello che gode di maggiori consensi è il rock, nato – guarda caso – proprio «in concomitanza con la scoperta sociale dei giovani» (1). (1) Ponziano R., (2007), Rock e identità giovanile, In-formazione. Studi e ricerche su giovani, media e formazione, n. 2, p. 33.

46 Linteresse verso questo genere musicale «rimane costante in tutte le generazioni giovanili che si sono susseguite dal secondo dopoguerra ad oggi» (1); pertanto, seppur con motivazioni diverse rispetto al passato, e con unaccentuata frammentazione di stili, «il rock appare quanto mai vivo nellinteresse che i giovani… nutrono nei suoi confronti, quasi a conferma del fatto che questa musica continua a dare luogo a forme didentità e di comunicazione delle proprie esperienze ed emozioni» (2). (1) Ponziano R., (2007), op. cit., p. 33. (2) Ivi, p. 34.

47 In ogni caso, qualunque sia lo strumento utilizzato nellascolto e qualunque sia il genere o lartista preferito, la musica sembra essere per loro, innanzi tutto, libertà: «poter essere come si vuole e non come si deve essere», «poter essere al di là di qualsiasi vincolo». Essa è percepita come un linguaggio capace di esprime desideri, sogni, stati danimo: una sorta di «diario dellanima» sul quale scrivere le proprie emozioni e, al tempo stesso, una «isola felice» nella quale ritrovarsi, un tramite comunicativo con laltro che «sta di fronte» o «alberga in me».

48 In alcuni casi, lascolto di musica induce una sensazione di rilassamento e di compagnia («distoglie dai pensieri, rilassa, accompagna qualsiasi attività»), mentre in altri sollecita il movimento corporeo, leuforia e ristabilisce un equilibrio interiore rigenerante o energetico («ti fa scatenare», «quando ascolto musica punk, sono euforica e mi diverto»). Ciò lascia intendere che il rapporto dei giovani con la musica si configura come una sorta di viaggio interiore, di percorso emotivo legato alla dimensione privata della persona. È come se i giovani avessero delegato allascolto della musica il gravoso compito di scandire il loro tempo interiore: la musica come qualcuno di loro afferma – «esprime stati danimo, dà voce a quello che hai dentro». Ciò che emerge è il bisogno di staccare la spina dalla vita quotidiana per rifugiarsi in un altro mondo.

49 La ricorrenza di alcune espressioni quali, ad esempio, «mi rilassa, sono nel mio mondo», «mi rilassa, stacco la spina, mi scopro ad immaginare», «mi rilassa, mi stacco dai miei pensieri», «o mi rilassa o mi scarica» problematizza il modo in cui i giovani percepiscono il rapporto con se stessi e, soprattutto, con lambiente circostante e con gli altri, nel senso che le emozioni suscitate dallascolto musicale sembrano non trovare riscontro sul piano relazionale. Ciò induce ad ipotizzare che essi vivano il rapporto con laltro più come un bisogno che nasce da una mancanza, che non come un incontro emotivo vero.

50 Sarà, forse, per questa ragione che le emozioni provate nellascolto della musica live appaiono legate più alla condivisione di una medesima passione che non ad un vivere insieme – o, meglio, condividere – quel tempo interiore scandito dallascolto solitario della musica. In questo caso, le espressioni ricorrenti sono: «ci sono persone insieme a te, condividi la musica con chi non conosci», «è bello condividere la stessa sensazione», «pensiamo di avere la stessa passione comune», «ci si ritrova in gruppo, si è più caricati, ci si diverte di più».

51 La musica dal vivo diventa, in qualche modo, pretesto per vivere una esperienza comune; e non tutto ciò che pertiene alla condivisione di emozioni, in questo ambito, è legato allevento musicale, poiché entrano in gioco anche altri fattori quali, ad esempio, il viaggio, lattesa, il ritorno dal concerto: tutti momenti di uno stare insieme che si esaurisce non appena quella esperienza (il concerto) giunge a compimento.

52 Può tornare utile, a questo punto, aprire una breve parentesi sul tema delle emozioni. Lemozione presuppone la presenza dellaltro, è un rivolgersi allaltro. In cosa consiste questo movimento verso laltro? Cosa significa condividere emozioni? Forse, il senso dellaltro è solo desiderio di una mancanza. È diverso emozionarsi quando si è da soli con se stessi e quando si è con gli altri, ma in cosa consiste questa differenza? E perché per i giovani è così importante emozionarsi in compagnia del gruppo dei pari?

53 Avere la percezione che in un dato contesto si stanno consumando delle emozioni (che poi finiscono), ognuno a modo proprio, dà lidea di una gioventù veloce, che consuma in fretta, che non si accontenta mai di niente ma che ha bisogno, proprio per questo, di provare emozioni forti, sia pure fugaci, transitorie, provvisorie, revocabili (che si possono vivere con chiunque), che ha bisogno di credere che sta vivendo qualcosa dimportante, anche quando importante non è, quando tutto finisce lì.

54 È una immedesimazione nel gruppo che non si ha e in una comunità che non cè. Tutto questo, consumato in un evento che come pochi riesce a dare questa percezione, ci fa sostenere che la musica, oltre che viaggio introspettivo, è collante dellinterazione col gruppo dei pari. Ma è davvero collante? Ciò che muove lattuale generazione giovanile è la ricerca di luoghi comuni (virtuali o no che siano), e esperienze comuni (mediate o no che siano).

55 Lemozione è un sentire soggettivo che presuppone la presenza dellaltro, che può essere vissuto solo in uno spazio dintersoggettività (sia pure solo immaginato). Ciò appare evidente anche nei pochi giovani che hanno dichiarato di fare musica, per i quali laltro è colui che dice «sei vivo e non sei solo» offrendo, così, un riconoscimento non solo della propria esistenza ma di quello che uno è e sta creando. Latto creativo, che è un atto profondamente comunicativo, ha in sé laltro; e chi fa musica si rivolge, sempre, a qualcuno: persino un artista non può fare a meno di ammettere limportanza dellaltro nel suo atto creativo, che è sempre un atto dedicato.

56 Gli altri Questarea tematica riguarda le relazioni dei giovani con amici, partner, genitori e insegnanti/docenti. Nei confronti dellamicizia emerge un sentimento di disincanto, derivante dalla consapevolezza che sono poche le persone delle quali ci si può fidare: «ho soltanto due vere amiche con cui condivido tutto, con gli altri cè il rispetto ma non mi fido»; «conoscenze ne ho molte ma amici pochissimi», «quelli veri sono pochi e selezionati»; «i veri amici sono quelli con cui riesci a stare in silenzio o a parlare di tutto».

57 Netta appare la distinzione tra amici e conoscenti. Alquanto diffusa è la tendenza a considerare «amici veri» solo quelli dinfanzia, mentre le conoscenze universitarie appaiono – come essi stessi affermano – «a convenienza». Tale tendenza, tuttavia, appare in contraddizione con una visione dellamicizia slegata dai concetti di necessità e utilità: la vera amicizia «non si dimostra solo al momento del bisogno», ma «è condivisione», «stare insieme nella quotidianità». Limpressione che se ne ricava è che i giovani non si affannano a trovare qualcosa di meglio sul piano relazione, nel senso che, forse, avendo tante altre cose a loro disposizione, diventa faticoso andare alla ricerca di relazioni profonde, intense, in una parola: impegnative; piuttosto, preferiscono lamentarsi della scarsità di vere amicizie.

58 Eppure, nostante si registri una forte selezione, indotta probabilmente da una diffidenza precocemente acquisita, lamicizia sembra rimanere un fatto centrale in questa fase della vita, a giudicare dal modo in cui giovani e adolescenti definiscono il rapporto amicale: «intenso», «meraviglioso», «fantastico», «bellissimo», «eccezionale», «perfetto», «essenziale», «immancabile», «importantissimo».

59 Viceversa, nei confronti dellamore si registrano parole così tiepide da fare ipotizzare una minore rilevanza del rapporto con il partner. Anche in questo ambito, ricorrente appare il dato della scarsità, nella duplice accezione che sono pochi i giovani accoppiati e altrettanto pochi quelli che considerano importante avere un partner. Non sappiamo se questo dipenda dal consumo di alcune pratiche oggi possibili e consentite anche fuori dal rapporto di coppia o dal pragmatismo, dallimmediatezza, dalla minore problematicità legata alle relazioni amorose. Ciò che rileviamo è che la relazione con il partner sembra essere percepita come un aspetto marginale della loro vita e vissuta più sotto il profilo conviviale che non compiutamente relazionale, tanto che tra le attività svolte insieme emergono: «organizzare viaggi, gite con gli amici», «facciamo un giro in macchina», «andiamo in discoteca».

60 Nonostante tutti i limiti legati al cambiamento della struttura e dei ruoli familiari, ciò che appare fortemente presente come punto di riferimento ideale, se non reale, è la famiglia, rispetto alla quale emergono da parte dei giovani aspettative di stabilità, sicurezza, continuità, orientamento. Fermo restando la presenza materna che, sia pure con sempre maggiori difficoltà, continua a sobbarcarsi lonere della cura dei figli, persino la consapevolezza dellassenza paterna non sembra scalfire nei giovani la convinzione che solo dalla famiglia possa provenire una qualche forma di rassicurazione; anche quando evidente appare la discrepanza tra le loro aspettative e la realtà.

61 In altre parole, i giovani desidererebbero trovare nei loro genitori un punto di riferimento costante ma, spesso, non è così: o perché, lavorando entrambi fuori casa, non hanno molto tempo da dedicare ai figli; o perché cè una mancanza di confidenza e complicità e, in questo caso, la loro funzione di cura sembra limitarsi al controllo; o perché sembrano non aver superato, essi stessi, la soglia delladolescenza.

62 Quanto al rapporto con insegnanti/docenti, emerge il bisogno di una guida che non cè, o cè sempre meno, e la caduta complessiva di autorevolezza della formazione. I giovani denunciano una mancanza di dialogo, definito del tutto assente o limitato alla sfera formativa: «non cè rapporto», «un rapporto molto didattico, una semplice trasmissione del sapere»; e individuano tra i principali motivi di contrasto una richiesta eccessiva dimpegno nello studio.

63 Essi, inoltre, percepiscono il rapporto con i docenti universitari come più distante e formale di quello che avevano con i loro insegnanti e, sottolineandone limpronta cattedratica, ritengono che distanza e formalità si attenuino solo nei «rari casi» in cui il docente riesce a trasferire la passione verso il suo lavoro. In ogni caso, ciò che emerge è lesigenza di un contatto più diretto e di una maggiore confidenza.

64 La comunicazione Per i giovani la comunicazione tende a configurarsi, oltre che come uno scambio tra pari, come un flusso discontinuo che si attiva solo nel momento in cui si realizza una connessione, e i cui contenuti non sono predeterminati ma generati, via via, dalle persone che si mettono in relazione. Ad essere sottolineata è, soprattutto, la dimensione soggettiva, emotiva ed affettiva che viene a crearsi.

65 In tale prospettiva, lo strumento che meglio risponde a questi requisiti è il telefono cellulare, ritenuto lunico vero mezzo di comunicazione, in quanto permette di estendere la comunicazione faccia a faccia al di là dei limiti spazio- temporali connessi alla fisicità della propria persona. Il telefonino, infatti, è percepito dai giovani come un prolungamento della propria persona mediante il quale si può comunicare qui ed ora con chiunque e, se i telefonini sono graditi da tutti, è perché a tutti danno limpressione di essere al servizio di chi li usa senza sottrarre tempo, energie e risorse (cognitive ed emotive) a chi limpiega.

66 Pur tendendo ad utilizzare prevalentemente forme di comunicazione mediata, essi dichiarano di preferire la comunicazione faccia a faccia, in quanto consente un contatto più completo e autentico con gli altri. Tuttavia, considerato il largo utilizzo del telefono cellulare, la dichiarata preferenza di un contatto diretto sembra incarnare più un bisogno o un desiderio che non una esperienza comunicativa concretamente vissuta.

67 Tanto più, se sono in gioco i sentimenti. Ciò che, infatti, essi temono di più è la destabilizzazione, e niente destabilizza come il provare emozioni che non si sanno gestire. In cerca di conferme, temono la disconferma dellaltro, perciò tendono a preservarsi, a non mettersi in gioco, a non rischiare in prima persona. Non a caso, le emozioni di cui parlano rispecchiano da una parte momenti vissuti in solitudine come nel caso della musica, e dallaltra una forte esigenza di incontrare laltro che però si traduce in una mancanza e nel desiderio di un altrove, che i giovani non riescono a trovare, forse perché, come qualcuno ha affermato, «le emozioni… fanno paura perché ti fanno diventare unaltra persona».

68 Considerazioni conclusive I giovani coinvolti nella ricerca danno limpressione di non soffermarsi a riflettere più di tanto su ciò che hanno di fronte e, men che meno, sulle passioni, forse perché disorientati da troppi stimoli; un atteggiamento, questo, che sembra tradursi in una mancanza di approfondimento. Il dato che emerge non è tanto quello della frammentazione, dellinsicurezza, del disorientamento, che pure cè, quanto quello di una mancata definizione di sé; e questa indefinitezza, sparsa in mille rivoli, induce ad ipotizzare che lattuale generazione giovanile si configuri come una generazione dellindefinito.

69 Dai risultati della ricerca tende a delinearsi una ipotesi di lettura della comunicazione giovanile che, in attesa di ulteriori conferme o smentite, può essere formulata nel seguente modo: di fronte alle crescenti difficoltà della comunicazione faccia a faccia, lo spazio protetto della comunicazione mediata consente a giovani e adolescenti di comunicare senza rischiare in prima persona, senza mettersi in gioco nella relazione con gli altri.


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