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Gli strumenti del governo del sistema universitario in Italia Programmazione e valutazione delle Università

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Presentazione sul tema: "Gli strumenti del governo del sistema universitario in Italia Programmazione e valutazione delle Università"— Transcript della presentazione:

1 Gli strumenti del governo del sistema universitario in Italia Programmazione e valutazione delle Università

2 2 Programmazione di politiche pubbliche strumento di governo di un sistema complesso (e caratterizzato da incertezza) per realizzare determinati obiettivi: relazione azioni/obiettivi Azioni (arco temporale medio lungo): intervento diretto, regolamentazione, finanziamento Obiettivi di interesse pubblico, in relazione ai quali è da ritenere che il libero mercato produca risultati insoddisfacenti (fallimenti del mercato) Presupposti modello di funzionamento del sistema sistema informativo sistema di valutazione (ex ante, in itinere, ex post) –apprendimento –supporto alle decisioni –trasferimento di risorse

3 3 Fallimenti del mercato Beni pubblici (ricerca libera e di base. La didattica è un bene privato) Esternalità (ricavi netti attesi individuali dellistruzione < ricavi netti di sistema) Imperfezione dei mercati finanziari e assicurativi (borse di studio e prestiti donore) Incertezza e razionalità limitata (in relazione soprattutto a condizione sociale, piuttosto che ad abilità innate) Università è un oligopolio naturale –Barriere allentrata di tipo istituzionale sono conseguenza di barriere allentrata di tipo tecnologico relative alle caratteristiche del processo produttivo e dei beni prodotti (che rendono possibile l aggiramento invece che il superamento delle stesse) –Un maggior numero di Università non rendono il mercato più concorrenziale, ma possono essere elemento distorsivo della concorrenza Disoccupazione / mismatch del capitale umano –Investimento in istruzione e ricerca è condizione necessaria ma non sufficiente per lo sviluppo economico

4 4 Programmazione centralizzata Il Ministero decide gli obiettivi e le azioni (dirigismo): governo diretto del sistema: – le Università sono stabilimenti del Ministero, con processi e prodotti formalmente omogenei decisi e gestiti centralmente Allocazione delle risorse: –Ripartizione formula based (formula basata su dati strutturali dellAteneo), –trasferimento per linee di attività Implica un modello di controllo Fallimenti dello Stato –Inefficacia: Lo Stato non conosce gli obiettivi (soprattutto se il contesto è dinamico): razionalità limitata –Inefficienza: Costo del sistema di controllo: asimmetrie informative (principale/agente) Costo del cambiamento molto elevato (rigidità strutturale rispetto a innovazione)

5 5 d.p.r. 1 agosto 1980, n. 382 – art. 2, legge 14 agosto 1982, n. 590 – art. 1

6 6 Problema individuare la forma di governo a distanza che offra le maggiori garanzie tanto nei confronti dei fallimenti del mercato che dei fallimenti dello Stato

7 7 Autonomia delle Università (Legge n. 168/1989) Le UNIVERSITA sono dotate di personalità giuridica e, in attuazione dell'articolo 33 della Costituzione, hanno autonomia didattica, scientifica, organizzativa, finanziaria e contabile; esse si danno ordinamenti autonomi con propri statuti e regolamenti Il Mi.U.R. dà attuazione all'indirizzo ed al coordinamento nei confronti delle università …, nel rispetto dei principi di autonomia stabiliti dall'articolo 33 della Costituzione

8 8 Programmazione concertata Il Ministero decide gli obiettivi e fissa le linee guida delle azioni necessarie per il loro raggiungimento - si ammette eterogeneità e (limitata) autonomia delle Università –Le Università negoziano i loro programmi con il Ministero –Valutazione ex ante dei programmi e loro approvazione Allocazione delle risorse –Ripartizione attraverso concertazione (preferibilmente, previa identificazione del fabbisogno/potenziale formula-based) –Trasferimento budgetario/per linee di azione Non risolve razionalità limitata dello Stato e asimmetrie informative Problemi di efficienza, economicità ed efficacia della procedura: può essere lunga e costosa ed attuata quando le esigenze del contesto sono mutate

9 9 Legge 7 agosto 1990, n. 245

10 10 d.p.r. 27 gennaio 1998, n

11 11 d.p.r. 27 gennaio 1998, n

12 12 d.p.r. 27 gennaio 1998, n

13 13 Programmazione indicativa - 1 Il Ministero cerca di orientare le Università a prendere autonomamente le decisioni ritenute più opportune dal punto di vista dellinteresse pubblico; decide anche attraverso la consultazione con gli stakeholder) le linee generali dindirizzo: – i macro-obiettivi di sistema – le regole generali di comportamento Le Università sono direttamente responsabili della programmazione Assetto di concorrenza amministrata (quasi – mercati), sulla base del raggiungimento di risultati coerenti con i macro obiettivi: –Concorrenza sui livelli di risultato (obiettivo: selezione delle istituzioni eccellenti (più forti) - uscita dal mercato, nel breve periodo, delle istituzioni più deboli) –Concorrenza sulle variazioni di risultato (obiettivo: miglioramento medio del sistema – uscita dal mercato, nel lungo periodo, delle istituzioni che non migliorano o peggiorano ulteriormente)

14 14 Programmazione indicativa - 2 Allocazione delle risorse: –Ripartizione formula based, –trasferimento budgetario Valutazione ex post dei programmi sulla base dei risultati conseguiti: –Definizione degli indicatori di risultato, in relazione agli obiettivi –Definizione di una formula per la ripartizione delle risorse basata su indicatori, tenuto conto di: dimensioni delle attività (in condizioni di efficienza – costo standard) fattori di contesto esogeni (path dependence) Costi fissi (nel breve periodo) processo adattativo dei programmi da parte delle Università, in relazione ai risultati e alla attribuzione delle risorse

15 15 Programmazione indicativa - 3 Punti di forza: –autonomia e responsabilità delle scelte da parte degli Atenei, basata sulla competizione, – flessibilità del sistema rispetto a innovazione e a eterogeneità del sistema, –basso costo delle procedure (costo principale: creazione e manutenzione del sistema informativo per lacquisizione dei dati necessari al calcolo degli indicatori) Criticità (fallimento dei quasi mercati) - il Ministero non controlla le attività delle Università, ma unicamente i risultati della loro attuazione, attraverso il sistema informativo e la lente degli indicatori. A tal fine è indispensabile: –Identificazione degli obiettivi –coerenza tra indicatori e obiettivi –tempestività e qualità dei dati forniti dal sistema informativo –pubblicità dei programmi, per controllo sociale dei comportamenti

16 16 Programmazione indicativa ( art. 1 ter della legge n. 43/2005) Ministro CRUI, CUN*, CNSU* (* solo per le linee generali dindirizzo) CNVSU D.M. linee generali di indirizzo. D.M. di determinazione dei parametri e criteri di monitoraggio e di valutazione Università Adozione dei Programmi triennali Ministero, avvalendosi del CNVSU acquisizione dei dati necessari al monitoraggio e alla valutazione dei risultati Monitoraggio Monitoraggio e valutazione dei risultati Finalizzazione delle risorse e altre misure Relazione del Ministro al Parlamento (al termine del triennio) t0t0 t1t1 t2t2 Attori fasi

17 17 La formula per la valutazione dei risultati e la ripartizione delle risorse (esempio) - 1 Matrice degli indicatori di risultato: y(t) w,i – y={a, b, c, d, e}: aree di attività previste dallart. 1-ter della legge n. 43/2005 –w= {1, 2,,….., m y }: indicatori per area di attività – i={1,2,…….., n}: Università (statali e non statali) –t 0 = fine ultimo anno del precedente triennio di programmazione (o media del triennio); t 1 = fine primo anno attuazione dei programmi; t 2 = fine secondo anno di attuazione dei programmi Matrice dei pesi assegnati dalle Università alle aree di attività: x y,,i –a X y,i b; y x y,i =1 Vettore indice di dimensione e dei livelli di prestazione dellAteneo:

18 18 La formula per la valutazione dei risultati e la ripartizione delle risorse (esempio) - 2 Indice parziale di variazione dei risultati: Indice complessivo di variazione dei risultati 1) 2) 3)


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