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I TALO S VEVO Introduzione Vita Opere. I TALO S VEVO Introduzione.

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Presentazione sul tema: "I TALO S VEVO Introduzione Vita Opere. I TALO S VEVO Introduzione."— Transcript della presentazione:

1 I TALO S VEVO Introduzione Vita Opere

2 I TALO S VEVO Introduzione

3 Italo Svevo, pseudonimo di Aron Hector Schmitz, è nato a Trieste il 19 dicembre 1861 ed è morto a Motta di Livenza il 13 settembre Fu uno scrittore e drammaturgo italiano, autore di numerosi romanzi, racconti brevi e opere teatrali. Nel 1874 fu mandato dal padre a vivere e a studiare, assieme ai due fratelli Adolfo ed Elio, al collegio di Segnitz, in Baviera, dove studiò il tedesco e altre materie utili per l'attività commerciale. La sua formazione avvenne quindi in un ambiente linguistico prettamente tedesco, elemento che influenzerà profondamente il suo stile letterario, portandolo a caratteristiche forzature stilistiche, spesso criticate da taluni esponenti dell'ambiente letterario italiano

4 I TALO S VEVO Vita

5 Nato a Trieste il 19 dicembre 1861, cambiò in seguito il suo nome in Ettore Schmitz e a seguire lo italianizzò definitivamente in Ettore Samigli in seguito all'annessione all'Italia della Venezia Giulia. Il suo soprannome deriva da italiano «ITALO» triestino «SVEVO». Con tale ultimo nome pubblicò i suoi primi lavori. Studiò in un istituto commerciale a Trieste e successivamente in un collegio in Baviera. Fece il giornalista a Trieste e l’impiegato di banca (ma non era nato per il commercio). Il suo autore preferito era Schopenhauer. Nel 1892 morì il padre e pubblico la sua prima opera «Una Vita», che però fu un fiasco

6 I TALO S VEVO Opere

7 Tutte le sue opere hanno uno stile molto simile : vedono la presenza di due figure contrapposte una sveglia, attiva, l’altra inetta, incapace di vivere. L’inetto però, subirà un’evoluzione nel corso dei libri, arrivando alla sua espressione massima con ‘‘la coscienza di Zeno’’ Le tre principali opere di svevo sono:  Una vita Una vita  Senilità Senilità  La coscienza di Zeno La coscienza di Zeno

8 Una vita In “Una vita” racconta di Alfonso Nitti, un inetto impiegato di banca, trasferitosi a Trieste dalla provincia, che non riesce ad adattarsi alla vita della città, al suo lavoro e neppure all’amore di Annetta Maller, figlia del suo direttore. Così, preso dall’angoscia, decide di togliersi la vita e si uccide col gas. Qui l’attenzione dello scrittore è rivolta all’analisi psicologica del protagonista. In quest’opera appare sempre la figura dell’inetto. Quest’ultimo si contrappone all’esteta e cioè lo stile di d’Annunzio. L’inetto è incapace di ‘‘vivere come gli altri’’ e di ‘‘fare come gli altri’’, reagisce alla sua incapacità rifugiandosi alternativamente nell’alibi della propria superiorità intellettuale. Spesso ritorna nei momenti chiave, una parola: «Lotta». Alfonso non sa lottare, è un inetto

9

10 Senilità Dal titolo che acquista un significato metaforico, perché vuole indicare l’incapacità di agire dei vecchi, “Senilità” è il secondo romanzo di Svevo. Tuttavia, nel romanzo, questa incapacità di agire è propria del protagonista che è giovane. Si tratta del trentenne Emilio Brentani, un impiegato di una compagnia di assicurazioni, che vive nella monotonia. Questo sino a quando non si innamora di Angiolina, bella e attraente ma volgare e sfacciata. Intanto, un suo amico, Stefano Balli, cerca di distoglierlo dall’amore per Angiolina. Nel frattempo, la sorella si innamora segretamente del Balli e presa dalla disperazione, si toglie la vita, avvelenandosi con l’etere. Dopo la morte della sorella, il protagonista rinuncia all’amore per quella donna sfacciata che, nel frattempo è fuggita con un altro, è piomba di nuovo nella solitudine di una vita monotona.

11 La coscienza di Zeno “La coscienza di Zeno” è il capolavoro dello scrittore. C’è nel romanzo tutto il travaglio interiore del personaggio: Zeno Cosini, un ricco commerciante di Trieste in pensione, che è indotto dal suo medico psicanalista, al quale si è rivolto con lo scopo di comprendere meglio se stesso, per guarire dall’incapacità di agire. Nell’autobiografia scritta da Zeno per il suo psicanalista sono presenti molti dubbi su cosa sia reale o immaginario, infatti, lo stesso dottor S. allude alle tante «verità» e «bugie» che Zeno ha scritto La malattia di cui soffre Zeno è la stessa di cui soffrono i personaggi degli altri due romanzi, che non riescono ad adattarsi al mondo esterno. In quest’opera Svevo abbandona lo schema ottocentesco e fa si che la sola voce che il lettore immagina di ascoltare sia quella dell’inetto.


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