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LE COMPETENZE PEDAGOGICHE DELL EDUCAZIONE MOTORIA Massimo Oliveri.

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Presentazione sul tema: "LE COMPETENZE PEDAGOGICHE DELL EDUCAZIONE MOTORIA Massimo Oliveri."— Transcript della presentazione:

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2 LE COMPETENZE PEDAGOGICHE DELL EDUCAZIONE MOTORIA Massimo Oliveri

3 Ogni allenatore trascorre molto tempo in attivita di insegnamento dove cerca di risolvere problemi. Ogni allenatore escogita soluzioni, trasmette informazioni, suscita atteggiamenti. OGNI ALLENATORE E UN INSEGNANTE Ogni allenatore cerca di ottimizzare le tecniche e di aumentare la consapevolezza degli allievi.

4 COMUNICAZIONE ORGANIZZAZIONE GESTIONE DEL TEMPO TECNOLOGIE LEADERSHIP MOTIVAZIONE (personale )

5 PSICOSOCIOLOGICO : conoscenza dellallievo e del contesto sociale in cui vive. DIDATTICO : conoscenza della metodologia didattica, saper valutare ed educare. DEI CONTENUTI: conoscenza della materia sotto i suoi aspetti tecnici, tattici e organico-motori.

6 Nellinsegnamento, il metodo dovrebbe assistere il docente o il tecnico nel raggiungimento degli obiettivi previsti nella lezione o nellallenamento. I metodi dinsegnamento sono mezzi o strumenti didattici attraverso i quali linsegnante organizza e conduce le situazioni di apprendimento- insegnamento, con lintento di apportare modifiche e cambiamenti significativi nelle condotte e nei comportamenti dei propri allievi.

7 Un procedimento consapevole, strutturato e organizzato di contenuti teso a stimolare lapprendimento. Viene messo in atto per aiutare lallievo a raggiungere obiettivi precedentemente programmati (SAPER FARE).

8 Globale Per parti progressivo Analitico

9 La decisione su quale METODO impiegare va fatta considerando le caratteristiche del compito (integrazione e interazione fra le varie parti che costituiscono il gesto completo) e la complessita dell esercizio in relazione alle capacita del soggetto che apprende. (Progetto M.O.T.O. 2004)

10 E' un modo di apprendere un movimento come un tutto strutturalmente organizzato da non potersi frantumare in singoli elementi e interrompere in un punto senza svilire l unita che la rende tale. In generale il metodo globale epreferibile quando il compito presenta caratteristihe di alta organizzazione e bassa complessita. (Hylor e Briggs 1963) Quando e possibile, e preferibile utilizzare il metodo globale per i risultati positivi che esso comporta.

11 Globale Vantaggi a livello a) Cognitivo b) Motorio C) Motivazionale

12 E' un modo di apprendere un movimento come un aggregato di frazioni elementari o di elementi semplici. In generale il metodo analitico epreferibile quando il compito presenta caratteristihe di bassa organizzazione e alta complessita. (Hylor e Briggs 1963) Focalizzando l attenzione su elementi singoli del movimento offre indubbi vantaggi sulla comprensione dei dettagli del gesto e sulla correzione dellerrore.

13 Analitico Vantaggi a) nella comprensione dei dettagli b) nella correzione dellerrore

14 E' un insieme di comportamenti e di scelte didattiche del docente nella situazione educativa. Nel concetto di stile confluiscono diversi aspetti: - Il tipo di decisioni assunte dall'insegnante - Le strategie didattiche adottate - Il grado di responsabilità ed autonomia che viene sollecitato negli allievi - Le modalità di controllo sociale e di mantenimento della disciplina

15 In linea generale i due stili principali di insegnamento, sono collocati all estremita di una qualsiasi strategia didattica e sono: - STILE DIRETTIVO (o deduttivo) - STILE NON DIRETTIVO (o induttivo ) Questi due stili si contraddistinguono per l enfasi che pongono l uno sull intervento diretto dell insegnante, l altro sull assunzione da parte degli allievi di molti aspetti della funzione docente. (A.Madella)

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17 Comando (direttivo) Vantaggi Rapidità nella presa di decisioni Rapidità nelleffettuazione Elevata prestazione immediata Svantaggi Sviluppo di dipendenza dallinsegnante Basso coinvolgimento cognitivo e motivazionale Bassa prestazione a lungo termine

18 Vengono fornite esplicitamente informazioni dettagliate su come affrontare un compito. La spiegazione diretta, pertanto, include tutte le informazioni riguardanti sia il compito specifico sia la procedura per risolverlo. L'insegnante guida tutte le fasi della lezione. Vantaggi: rapidità nella presa di decisioni e nell'effettuazione conseguimento di un elevato livello di prestazione immediata Svantaggi: dipendenza dall'insegnante basso coinvolgimento cognitivo e motivazionale dell'allievo livello di prestazione limitato nel tempo (bassa ritenzione)

19 Scoperta guidata(Non direttivo) Vantaggi Sviluppo dellautonomia Coinvolgimento cognitivo e motivazionale Apprendimento migliore Transfer migliore Svantaggi Tempi lunghi per presa di decisioni Tempi lunghi per effettuazione

20 Si prevede che lallievo risolva individualmente e liberamente un problema con lobbligo di rispettare alcune restrizioni stabilite dallinsegnante nel quadro di una serie di obiettivi che intende perseguire. Con le mani, come si può lanciare o colpire la palla e farla cadere nellaltro campo facendola passare sopra la rete? Vantaggi - sollecita gli alunni alla spontaneità e alla creatività - ognuno partecipa secondo le proprie possibilità e scopre continuamente cose nuove - favorisce linteriorizzazione delle esperienze comparandole con quelle già vissute - in ogni momento si sa non solo ciò che si fa, ma anche come e perché si fa Svantaggi -rischio di rallentamenti nellapprendimento delle abilità motorie - difficoltà di controllo del carico di lavoro - necessità di formulare in modo chiaro e sintetico la richiesta di lavoro

21 Dellassegnazione del compito: linsegnante stabilisce dei compiti motori precisi. Le modifiche durante lesecuzione sono gestite dall alunno. Collaborativo o della reciprocità: dove il giudizio sulla prestazione e fornito dall allievo stesso. Dellautoverifica: lallievo ha un autonomia maggiore, deve valutarsi da solo e decidere a quale livello di difficolta cimentarsi.

22 L'insegnante assegna agli alunni, singolarmente o in piccoli gruppi, determinati compiti che vengono poi eseguiti autonomamente. Il lavoro a stazioni rappresenta un esempio di questa strategia didattica. Vantaggi: autonomia esecutiva possibilità di usare più compiti all'interno dell'attività stimolo all'auto-correzione Svantaggi: difficoltà di controllo dell'intensità del lavoro rischio di approssimazione esecutiva limitati gli interventi di feedback

23 Gli alunni ricercano esperienze motorie in relazione agli attrezzi, ai contenuti e ai mezzi a disposizione. È lalunno il grande protagonista di questo metodo. Ognuno di voi ha una palla. Giocateci liberamente. Vantaggi - notevoli collegamenti tra le attività motorie e le altre attività - spontaneità degli alunni con sviluppo della creatività e fantasia - Interventi non direttivi Svantaggi -rischio di trasformazione inanarchia motoria e comportamentale - ritardi negli apprendimenti delle abilità previste

24 Si propone agli allievi un problema affinché essi lo risolvano in modo personale e creativo. Senza dare dimostrazioni si presentano situazioni poco dettagliate e si lascia agli allievi la possibilità di creare da soli le risposte. Si basa su 4 domande : chi può? – chi sa? – chi vuole? – come si può? Come si può lanciare o colpire la palla per inviarla nellaltro campo? Vantaggi - sollecita gli alunni alla spontaneità e alla creatività, dove ognuno partecipa secondo le proprie possibilita. -favorisce linteriorizzazione delle esperienze. -in ogni momento si sa' non solo ciò che si fa', ma anche come e perche si fa. -molto adatto allazione educativa scolastica. Svantaggi - rischio di rallentamenti nellapprendimento delle abilità motorie - difficoltà di controllo del carico di lavoro - necessità di formulare in modo chiaro e sintetico la richiesta di lavoro

25 Saper comunicare (relazionare) Saper motivare (stimolare) Saper valutare (verificare) Saper osservare (analizzare) Saper programmare (selezionare)

26 La maggior parte degli ALLENATORI è convinta che il rapporto tra se stessi e gli ATLETI sia mediato esclusivamente dalla propria competenza disciplinare. Tale convinzione risulta essere il maggior limite all'efficacia dell'intero sistema dell'insegnamento. Il rapporto ALLIEVO – ALLENATORE è basato sulla comunicazione, quanto più l'insegnante saprà comunicare in maniera efficace tanto piu efficace sara nello svolgimento della sua funzione.

27 Abilita riconosciuta decisiva e fondamentale in ogni professione didattica. Un arma a doppio taglio, un possibile elemento di rottura. La stategia del silenzio…non comunicare comunica. Larticolazione della comunicazione verbale non verbale attraverso il linguaggio del corpo. SAPER COMUNICARE

28 La comunicazione è una competenza riconosciuta come indispensabile nel rapporto atleta- allenatore. Fornisce agli allievi istruzioni e indicazioni precise entrando in relazione con loro. Richiede intenzionalità e controllo comunicativo (la metafora del tecnico attore). La comunicazione proposta come manifestazione del proprio ruolo e potere. SAPER COMUNICARE

29 NELLE FASCIE DI ETA PIU BASSE SARA NORMALE TROVARE ATTEGGIAMENTI CONFLITTUALI. VALUTARE ATTEGGIAMENTI E FINTE SICUREZZE. LA GUIDA VERSO FATTORI TECNICI RAZIONALI PUO STABILIRE RAPPORTI POSITIVI DI EMPATIA. VALUTARE LA POSSIBILITA DI COMUNICARE CON STRATEGIE DIVERSE ORIENTANDOSI SEMPRE VERSO LALLIEVO. AD ATLETI DI ETA E LIVELLO DIVERSO

30 OBIETTIVI COMUNI E PERTINENTI SUDDIVISIONE DEI RUOLI E DEI COMPITI ( PRECISA IDENTITA TECNICA) IN OGNI GRUPPO COME IN OGNI SQUADRA CI SONO DELLE REGOLE ESPLICITE ED IMPLICITE LO STIMOLO GIUSTO ; UNA PAROLA, UNA PACCA SULLA SPALLA, GUARDARE, VEDERE…COMUNICARE. LA COESIONE E DEFINIBILE COME IL GRADO CON IL QUALE I MEMBRI DEL GRUPPO DESIDERANO STARE NEL GRUPPO STESSO

31 SAPER PROGRAMMARE Sapere selezionare gli obiettivi dellallenamento e costruire situazioni didattiche capaci di favorire effettivamente lapprendimento. La caratteristica fondamentale di una buona programmazione non è la rigidità della logica che lo ispira, ma piuttosto la chiarezza degli obiettivi specifici che si vogliono raggiungere e la capacità dindividuare i mezzi di allenamento più opportuni.

32 PROGRAMMARE: UNA SERIE DI PROBLEMI Ha senso programmare? Come si fa a programmare se non si è mai sicuri del domani (es. n. atleti, abbandono, infortuni)? Non è meglio risolvere i problemi giorno per giorno? Perché programmare se si tratta di unattività standardizzata e demotivante? Si può davvero programmare lapprendimento tecnico?

33 Analisi della situazione Decisioni su: Obiettivi Attività Mezzi Metodi PRIMA (Fase preattiva) DURANTE (Fase interattiva) DOPO (Fase valutativa) Conduzione della seduta Decisioni su: Presentazione Assegnazione Correzione Feedback Valutazione efficacia Decisioni su: Forme e tempi del controllo Analisi e uso dei risultati Riprogettazione

34 Esempi di obiettivi operativi Secondo modulo corso Alessandria 33 Lallievo sa passare la palla con precisione ad un compagno posto frontalmente. Lallievo è in grado di correre per 20 m. Lallievo è in grado di mantenere lequilibrio in appoggio su un piede per 5 secondi.

35 Analisi di un obiettivo OBIETTIVOSaper CORRERE per almeno 10 secondi COMPORTAMENTO OSSERVABILE Corsa appoggio completo del piede Appoggio rumoroso- silenzioso CONDIZIONISulle righe del campo CRITERI DI ACCETTABILITA Correre per almeno 10 secondi Seguendo le direzioni delle linee Modulando il rumore dei piedi Secondo modulo corso Alessandria 34

36 Analisi di un obiettivo OBIETTIVO COMPORTAMENTO OSSERVABILE CONDIZIONI CRITERI DI ACCETTABILITA Secondo modulo corso Alessandria 35

37 Motivare significa spingere qualcuno ad attuare un comportamento. La motivazione spinge i giovani atleti a muoversi e ad agire ed è determinata dalle componenti emozionali, cognitive e sociali della nostra personalità.

38 Per poter scegliere le strategie didattiche più adeguate al fine di motivare gli ALLIEVI è importante che l'insegnante riconosca l'alunno nei suoi: Bisogni Obiettivi Atteggiamenti e interessi Atteggiamenti e interessi

39 Le motivazioni all'attività motoria fisica e sportiva, al movimento in genere, derivano da bisogni primari e secondari della nostra specie. Il piacere di impadronirsi di gestualità più complesse, che consentono di interagire meglio con gli altri e con l'ambiente, è insito in ognuno di noi. Gli obiettivi sono il fine, la condizione "terminale", gli scopi che l'alunno si propone e intende perseguire. Gli atteggiamenti e interessi sono l'insieme di pensieri e sentimenti che riguardano nel nostro caso l'educazione motoria. Comprendono le convinzioni sugli effetti dell'attività fisica, il valore e l'importanza attribuita a tali convinzioni

40 L'insegnante deve concepire le proprie lezioni in modo che ogni alunno sia messo nelle condizioni di raggiungere gli obiettivi sottoelencati che derivano dai suoi bisogni.

41 Obiettivi di sopravvivenza e sicurezza corporea: benessere fisiologico, tranquillità, serenità, gioia e piacere del movimento. Obiettivi di relazione sociale: rispetto degli altri, integrazione, gestione e condivisione di emozioni e conquiste, amicizia, affiliazioni, appartenenza al gruppo. Obiettivi di status sociale: avere un ruolo all'interno del gruppo. Obiettivi di responsabilità sociale: adempiere ruoli riconosciuti, rispettare impegni nei confronti del gruppo, accettare regole predefinite. Temi di ulteriore riflessione - Come gli alunni possono realizzare i propri obiettiviCome gli alunni possono realizzare i propri obiettivi 1 - Argomento approfondito nei capitolo Socialità paragrafo "Elementi caratterizzanti le dinamiche di gruppo"Elementi caratterizzanti le dinamiche di gruppo

42 Obiettivi di costanza cognitiva e motoria: esplorazione (curiosità, interesse, apprendimento), comprensione (ordinare, spiegare, dare un senso), padronanza, management (gestire i compiti di routine, essere produttivi, fornire supporto, assistenza, consigli, gestire la relazione d'aiuto), creatività (indagare sulle nuove idee o prodotti, espandere i propri limiti). Obiettivo d'autorealizzazione (promuovere il Sé): apparenza fisica, auto- accettazione, autostima, auto-efficacia, senso d'efficacia fisico-motoria. Sviluppare l'identità individuale come: unicità-separazione, protagonismo, libertà-autonomia, piacere del controllo del proprio corpo.

43 L'insegnante deve saper riconoscere atteggiamenti e interessi degli alunni nei confronti dell'attività motoria per creare e consolidare quelli più adatti agli obiettivi didattici programmati. Listruttore ha un importante ruolo nell'incoraggiare atteggiamenti positivi nei confronti delle attività motorie.

44 Dividere gli atteggiamenti in queste tre componenti può aiutarci ad identificare le aree che possono essere modificate attraverso i nostri programmi. Gli atteggiamenti si apprendono, essi sono, di fatto, il risultato di esperienze sociali e possono quindi essere modificati. Da ciò deduciamo che l'insegnante può influenzare (in positivo e in negativo) l'interesse e le attitudini dei giovani e quindi dei futuri adulti nei confronti dell'attività fisica.

45 Atteggiamenti ed interessi non sono facili da definire, ma sicuramente individuare al loro interno gli elementi che li costituiscono può essere d'aiuto: Fattori affettivi sono rappresentati da amore, odio, noia, piacere, dispiacere, tutte le sensazioni inerenti l'attività fisica. Fattori comportamentali sono rappresentati dallo stile di comportamento come, ad esempio, fare attività di movimento con curiosità e voglia di provare oppure polemizzando sulle attività proposte. Fattori cognitivi sono rappresentati dalla convinzione per la quale si hanno vantaggi o svantaggi nel partecipare ad una certa attività.

46 SAPERE MOTIVARE Impiegare con frequenza incoraggiamenti per aumentare la motivazione, innalzare linteresse e rinforzare lazione corretta. Dimostrare fiducia nelle capacità degli allievi anche nei momenti di difficoltà. Riconoscere i miglioramenti e limpegno sottolineando levoluzione individuale. Insegnare allallievo a fornire informazioni, (feedback di rinforzo) ai compagni.

47 SAPERE MOTIVARE Pertanto possiamo concentrare il pensiero motivante fondamentalmente nella: - Valorizzazione delle capacità degli allievi, in un clima motivante e sereno indipendentemente dal loro livello di abilità. - Riuscita nella realizzazione del compito. - Perseguimento dellobiettivo desiderato. Privilegiando una didattica basata sullesperienza di situazioni motorie globali, reali e non sulla parcellizzazione del gesto complesso analitico.

48 SAPERE MOTIVARE E fondamentale acquisire il concetto che la motivazione al movimento non è qualcosa di astratto, difficilmente definibile ed osservabile, ma viceversa è direttamente correlata con i vissuti e le emozioni da essi evocati. Il piacere, la soddisfazione – percepite con chiarezza a livello biologico consentono di sostenere le motivazioni e il desiderio di proseguire nella direzione intrapresa.

49 SAPER VALUTARE La valutazione è un momento importante nellattività di un insegnante, e certo sarebbe un errore considerarla come una fase conclusiva. Il processo didattico non va infatti verificato solo alla sua conclusione, ma via via durante la sua realizzazione, utilizzando strumenti e procedure differenti.

50 Il processo di verifica e valutazione rinvia all'analisi disciplinare e ad ogni fase della programmazione didattica. Cosa verificare in ambito motorio? Quali abilità e capacità motorie verificare e valutare nelle diverse fasce d'età Cos'è una verifica descrittiva? Perché compiere una verifica in situazione? Come rilevare i dati e misurare un risultato per predisporre un'azione didattica individualizzata?

51 Le risposte a tali domande dipendono dall'individuazione dei fattori costitutivi della motricità educativa e dalle scelte didattiche ed organizzative di ogni docente. Gli obiettivi essenziali dell'educazione al movimento nelle diverse fasce d'età riguardano : gli schemi motori, le capacità motorie, le abilità motorie, tecnico-sportive e mimico- gestuali. Le abilità motorie costituiscono il lessico specifico, la struttura sintattica e semantica attraverso cui ogni persona si esprime, comunica e apprende.

52 La Valutazione del processo didattico è uno dei problemi pedagogici e didattici più discussi nella scuola e nello sport.. Ogni disciplina SPORTIVA ha affrontato e sviluppato il problema della verifica e della valutazione didattica in modo differente, secondo i rispettivi livelli di evoluzione epistemologica che hanno condizionato il valore pedagogico delle prove e dei giudizi ed orientato l'uso dei metodi e l'utilizzo dei dati per la qualità dell'insegnamento. I contenuti peculiari dell'educazione motoria e fisica richiedono un approccio al problema della verifica e della valutazione quanto mai complesso ed integrato.

53 La motricità umana, infatti, è misurabile sia attraverso METODI quantitativi sia qualitativi che richiedono una costante ed ineludibile attenzione all'unità della persona.

54 E' difficile proporre una definizione esaustiva del termine a causa dei molteplici significati che assume in relazione ai modelli didattici ed organizzativi utilizzati. L'elaborazione pedagogica e didattica più attuale esprime una concezione che la intende come un processo aperto e continuo di raccolta e trattamento delle informazioni, rivolto allo scopo di prendere le decisioni adatte a regolare e migliorare l'attività didattica e funzionale allapprendimento motorio.

55 Emergono le seguenti caratteristiche: Il carattere processuale della verifica e della valutazione, cioè perché e quando verificare. Il riferimento agli obiettivi didattici predefiniti ed individualizzati, cioè cosa verificare e valutare. L'esigenza di utilizzare metodi diversi e complementari, cioè come verificare e valutare.

56 SAPER VALUTARE Osservazione e correzione Test di valutazione Autovalutazione

57 SAPER VALUTARE Valutare continuamente fornendo informazioni verbali e visive inizialmente in modo frequente, correggendo gli errori uno alla volta Fornirsi di schede di valutazione inserendo da subito (test dingresso) e con frequenza test o verifiche che siano semplici e attendibili Coinvolgere lallievo con domande generali e specifiche volte ad autovalutarsi per discuterne la prestazione personale Incoraggiare lallievo a stabilire periodicamente obiettivi significativi e realistici sulla base dei test effettuati

58 Lapprendimento motorio suscita un cambiamento relativamente stabile nella prestazione o nelle potenzialita di comportamento conseguibile attraverso lesperienza diretta o l osservazione di altri. Nellallenamento tecnico hanno importanza soprattutto le leggi che regolano lapprendimento e il controllo dei movimenti.

59 Sono particolarmente importanti i processi di presa, analisi ed elaborazione delle informazioni sia esterne che interne, il confronto tra programmi ed esperienze memorizzate e quelle eseguite dagli atleti. Lapprendimento tecnico dipende certamente dalla quantità di esperienze e di ripetizioni, ma non può essere determinato solo aumentando il volume o lintensità dei carichi di lavoro.

60 LIMITI AL SUCCESSO DELL AZIONE INCOMPRENSIONE DEL COMPITO IMPRECISA PRESA DI INFORMAZIONE SCELTA ERRATA DELL OBIETTIVO SCELTA ERRATA DELLA SOLUZIONE MOTORIA O DEL TEMPO DI ESECUZIONE MANCATA COOPERAZIONE TRA TECNICO – ATLETA TIMORI E PAURE PSICOLOGICHE

61 ALTRI FATTORI CHE LIMITANO L APPRENDIMENTO TEMPO TRASCORSO SUL COMPITO COERENZA MEZZI-OBIETTIVI ADEGUATEZZA OBIETTIVI PER L ALLIEVO CLIMA POSITIVO E MOTIVANTE NATURA DEL FEEDBACK ORGANIZZAZIONE DELL ATTIVITA

62 Con unanalisi continua delle proprie modalità dinsegnamento e con lutilizzazione dinformazioni che derivano dallanalisi del processo dinsegnamento- apprendimento possiamo ottenere il conseguimento degli obiettivi in relazione ai bisogni degli allievi.

63 …….. UN PENSIERO SULLEDUCAZIONE

64 A.A.V.V. :LEducazione motoria di base - Programma Multimediale - C.O.N.I. - IEI P. Bellotti:Alcune riflessioni sullo sport e sullolimpismo oggi - Roma 2003 L. Bortoli, C. Robazza: Apprendimento motorio concetti e applicazioni - Ed. L.Pozzi - Roma INDIRE : Progetto Mo.T.O. Moduli trasversali orientati MIUR - Firenze 2001.

65 C. Robazza:Abilità e prodotti - Ricerca Mo.T.O - Firenze A. Madella, A. Cei:Le tecniche della comunicazione didattica - Scuola dello Sport - Roma 1992 A. Madella, A. Cei, M. Londoni, N. Aquili: Metodologia dellinsegnamento sportivo – C.O.N.I – SdS – Roma R.A. Schmidt, C. A. Wrisberg : Apprendimento motorio e prestazione - Società Stampa Sportiva - Roma 2000.

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67 Possiamo definire lapprendimento motorio come un cambiamento relativamente permanente nella prestazione o nelle potenzialità del comportamento conseguibili attraverso lesperienza diretta o losservazione di altri.

68 Lapprendimento motorio avviene con il passaggio graduale da una fase di comprensione del compito e di coordinazione grezza ad una fase di comprensione approfondita ed automatizzata del movimento; è caratterizzata da tre stadi con livelli diversi di evoluzione delle abilità.

69 Primo stadio : Verbale - cognitivo o di sviluppo della coordinazione grezza iniziare da ciò che lallievo è già in grado di compiere fornire informazioni visive (ad esempio dimostrazioni) impiegare istruzioni verbali chiare e sintetiche Indicazioni didattiche : far evolvere gradualmente le acquisizioni Il soggetto utilizza verbalizzazioni subvocali inerenti il controllo dellazione, le procedure da utilizzare ed i criteri di riuscita.

70 Secondo stadio: Motorio o di sviluppo della coordinazione fine favorire lattività introspettiva di analisi dellesecuzione (es. richiedere la descrizione delle percezioni personali collegate al movimento) modificare i fattori di variabilità Indicazioni didattiche : Il compito è compreso più a fondo, lazione dellallievo è perfezionata ed il feedback del movimento, necessario per controllare e correggere lesecuzione, è utilizzato con successo.

71 ricercare fonti di disturbo Terzo stadio : Autonomo o di sviluppo della disponibilità variabile Indicazioni didattiche : fornire parole chiave per regolare il comportamento tecnico-tattico proporre esperienze molto variate inserire difficoltà aggiuntive Lalunno consegue questo stadio dopo una quantità molto elevata di pratica, lesecuzione è coordinata ed efficace anche in situazioni difficili, variate ed impreviste.

72 1° St2° St3° St Tempo

73 Transfer e metastrategie Formulazione di obiettivi, autovalutazione e individualizzazione Presentazione del compito Correzione dellerrore e rinforzo motivazionale Quantità di esperienza Variabilità delle proposte Interferenza contestuale Per favorire ed ottimizzare i processi di apprendimento sono state elaborate specifiche procedure metodologiche

74 Stabilire obiettivi precisi a breve e lungo termine Coinvolgere lallievo nella formulazione degli obiettivi Individualizzare gli obiettivi Effettuare modifiche a distanza di tempo tenendo schede riassuntive delle prestazioni degli allievi Modificare il piano di lavoro in base a capacità, abilità e ritmi di apprendimento individuali Formulazione di obiettivi

75 Fornire allallievo schede di valutazione richiedendo verifiche sistematiche dei livelli di prestazione Richiedere la trascrizione su schede personali dei progressi quando questi si manifestano in modo stabile Autovalutazione Incoraggiare lallievo a stabilire obiettivi significativi e realistici in relazione alle verifiche e agli incrementi

76 Adattare le proposte alle esigenze degli allievi Formare gruppi omogenei Individualizzazione Assegnare difficoltà crescenti con prestazioni e compiti differenziati Incoraggiare il lavoro autonomo

77 Fornire informazioni sintetiche e chiare Definire verbalmente punti chiave dellazione, presentando anche immagini fotografiche, filmate o dimostrate Presentazione del compito Collegare immediatamente le informazioni fornite allesperienza pratica Porre domande e richiedere spiegazioni

78 Ridurre gradualmente il feedback esterno (estrinseco) Correggere gli errori uno alla volta fornendo istruzioni positive nel descrivere lazione Correzione errore e rinforzo motivazionale Impiegare con frequenza incoraggiamenti e riconoscere i miglioramenti e limpegno Richiedere allallievo la valutazione di particolari dellazione discutendone le difficoltà incontrate Fornire informazioni verbali e visive frequentemente nella prima fase di apprendimento

79 Massimizzare i tempi di attività, limitando i tempi di spiegazione In caso di distrazioni richiamare gli allievi sul compito Quantità di esperienza Con gruppi numerosi, suddividere gli allievi in sottogruppi che si alternano assegnando loro compiti di osservazione e verifica

80 Proporre esperienze multilaterali soprattutto con i più giovani Proporre esperienze variate anche allinterno di un stesso programma motorio Variabilità delle proposte Richiedere la simmetrizzazione dei movimenti

81 Interferenza contestuale Esercitazioni per blocchi e esercitazioni randomizzate Esercitare più abilità allinterno della stessa lezione Dopo una prima fase di apprendimento, alternare fra loro esercitazioni relative a più abilità nella stessa lezione Richiamare gli elementi esecutivi con una certa costanza distribuendoli nel tempo

82 Transfer e metastrategie Stimolare lallievo nella ricerca di soluzioni ai problemi in maniera autonoma Far emergere gli aspetti motori, percettivi, cognitivi (regole, concetti, principi) che accomunano più compiti motori Porre in luce le caratteristiche che accomunano apprendimenti nuovi con acquisizioni passate Per compiti complessi sostituire le esercitazioni analitiche con quelle globali non appena possibile Porre attenzione alle modalità soggettive di apprendimento e acquisizione del gesto piuttosto che ad aspetti esclusivamente formali dellesecuzione

83 E ORA…IN BOCCA AL LUPO ! ADESSO TOCCA A VOI… NON ABBIATE PAURA DI SBAGLIARE, DI NON SAPERE, DI NON RAGGIUNGERE I VOSTRI OBIETTIVI. FORTUNATI COLORO CHE HANNO DUBBI, INVECE, PERCHE SONO SEMPRE LORO CHE SI METTONO IN CAMMINO E CERCANO E TROVANO E GIOISCONO PER AVER TROVATO E FANNO PARTECIPI GLI ALTRI DELLE PROPRIE SCOPERTE. IL BELLO E CHE NON SAPETE QUANTO, DI PROFONDO,DI VALIDO, DI GENIALE ESISTE IN CIASCUNO DI VOI.

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