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Due tendenze nel Rinascimento italiano: al fantastico e al realistico 1 F. Meneghetti - settembre 2009.

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1 Due tendenze nel Rinascimento italiano: al fantastico e al realistico 1 F. Meneghetti - settembre 2009

2 Il fantastico Lopera di Ariosto si colloca nel filone fantastico, dato che lautore, nel suo poema LOrlando Furioso mette in campo la magia e figure fantastiche. Tuttavia ciò non significa superficialità: anzi nellopera compaiono diversi spunti di amara riflessione sulla vita: chi cerca non trova, chi non cerca è trovato e tutti errano nella selva, metafora dei labirinti dellesistenza (non è il peccare di Dante, ma lerrare tipico delluomo, creatura imperfetta). 2 F. Meneghetti - settembre 2009

3 Il primo poema epico-cavalleresco Il primo poema epico-cavalleresco colto e aristocratico è quello di Matteo Maria Boiardo, che si rifà, attraverso i cantàri, alla Chanson de Roland (poema epico), con qualche innovazione: Orlando non è più leroe puro che lotta per la fede, ma è soprattutto un uomo, che si lascia tentare dalle grazie della bella Angelica, figlia del re del Catai. Qui entra in gioco il motivo cortese. 3 F. Meneghetti - settembre 2009

4 LOrlando Furioso Lopera di Boiardo era rimasta incompiuta. Ludovico Ariosto ne completa la storia trasformando ulteriormente Orlando. Se con Boiardo era innamorato – atteggiamento poco consono ad un eroe- ora diventa addirittura furioso, cioè pazzo per amore e gelosia. Poiché la corte rinascimentale, cui è destinata lopera, ama lordine, alla pazzia segue il rinsavimento, grazie ad Astolfo che vola sulla Luna e recupera il senno di Orlando. 4 F. Meneghetti - settembre 2009

5 LAriosto e la corte estense Scrivere per la corte era comunque condizionante: si trattava di un ambiente laico, con presenza femminile, proteso allo svago e alla distrazione rispetto ai tristi pensieri legati alle guerre in corso in Italia nel primo 500. Lautore dellO.F. è un intellettuale cortigiano, nel senso che, in qualità di funzionario e di poeta, lega la sua vita con i destini della signoria estense di Ferrara. Tuttavia, a differenza di altri poeti o pittori, seppe difendere la propria libertà. 5 F. Meneghetti - settembre 2009

6 I tre filoni principali e la varietà Tre sono i filoni principali dellO.F. Ariosto passa dalluno allaltro con grande capacità affabulatoria e con ricorso alla tecnica dellentrelecement e allironia, per mantenere viva la curiosità: 1.La guerra di Carlo Magno contro i saraceni (motivo epico, assunto però con molta leggerezza e tolleranza verso il nemico: lopera è in realtà un poema multietnico; si vedano le nazionalità dei protagonisti) 2.Lamore (non corrisposto) di Orlando per Angelica, figlia del re del Catai, che gli preferirà il giovane saraceno Medoro (motivo cavalleresco) 3.Lamore tra Ruggero (saraceno, poi convertito)e Bradamante, dalla cui unione discenderanno gli Estensi (motivo encomiastico ) 6 F. Meneghetti - settembre 2009

7 Le donne, i cavallier, l'arme, gli amori, le cortesie, l'audaci imprese io canto, che furo al tempo che passaro i Mori d'Africa il mare, e in Francia nocquer tanto, seguendo l'ire e i giovenil furori d'Agramante lor re, che si diè vanto di vendicar la morte di Troiano sopra re Carlo imperator romano. Dirò d'Orlando in un medesmo tratto cosa non detta in prosa mai, né in rima: che per amor venne in furore e matto, d'uom che sì saggio era stimato prima; Piacciavi, generosa Erculea prole, ornamento e splendor del secol nostro, Ippolito, aggradir questo che vuole e darvi sol può l'umil servo vostro. Quel ch'io vi debbo, posso di parole pagare in parte e d'opera d'inchiostro; né che poco io vi dia da imputar sono, che quanto io posso dar, tutto vi dono I TRE MOTIVI PRINCIPALI ILLUSTRATI NEL PROEMIO ma ve ne sono altri: la natura, lamicizia (v. Cloridano e Medoro), la decisione delle donne (v. Bradamante che disarciona re Sacripante lasciandolo sotto il cavallo), lassurdità delle ambizioni umane (v. Astolfo sulla Luna). 7 F. Meneghetti - settembre 2009

8 Al contrario: Torquato Tasso T. Tasso, che subentrerà ad Ariosto nella corte estense sarà tormentato dai dubbi. Da un lato la cultura rinascimentale lo attrae, dallaltro lo spirito della controriforma lo irrigidisce e lo porta ad allinearsi ad un cattolicesimo intransigente e battagliero. Canto l'arme pietose e 'l capitano che 'l gran sepolcro liberò di Cristo. Molto egli oprò co 'l senno e con la mano, molto soffrí nel glorioso acquisto; e in van l'Inferno vi s'oppose, e in vano s'armò d'Asia e di Libia il popol misto. Il Ciel gli diè favore, e sotto a i santi segni ridusse i suoi compagni erranti. Nella Gerusalemme Liberata il motivo religioso è prevaricante e non concede spazio ai valori umani, nemmeno allamore. Ad es. il cavaliere cristiano Rinaldo è punito con la lebbra per essersi distratto dai compiti della guerra santa per una donna. 8 F. Meneghetti - settembre 2009

9 Il realismo di Machiavelli E' un autore che rappresenta esemplarmente la tendenza antiutopistica e realistica del Rinascimento. Mentre analizza i meccanismi della lotta per il potere, si attiene al vero fino al cinismo, e riporta impietosamente numerosi esempi di comportamenti politici ispirati al principio che "il fine giustifica i mezzi. M., la cui vita si intreccia con quella della fiorentina di fine 400, resta nella storia della cultura occidentale come lo scopritore della politica come attività autonoma e come scienza. La POLITICA dev'essere per lui una SCIENZA AUTONOMA DELLO STATO che rifiuta scopi trascendenti, nonché le direttive morali e teologiche della chiesa. 9 F. Meneghetti - settembre 2009

10 Lantropologia Bisogna partire dallo studio delluomo, non dalla Bibbia. E losservazione ci mostra che lessere umano non possiede uninnata bontà. Anzi, è un animale sociale egoista, che non esita a voltare le spalle allamicizia. Dalla storia è possibile ricavare numerosi esempi, nonché le LEGGI DELL'AGIRE UMANO, di cui un politico deve tener conto per non fallire. Quindi si devono separare e distinguere due campi: Morale Bene Politica Utile 10 F. Meneghetti - settembre 2009

11 Esiste uno stato perfetto? A differenza di altri trattati politici, M. non parla di stati ideali (irrealizzabili), ma di soluzioni concrete a partire dai problemi reali. Pur manifestando simpatia per la repubblica (una forma statale che assicura più consenso di una monarchia, senza perdere in forza), guardando alla realtà italiana, suddivisa in piccoli stati tra loro rivali, pensa che lunica soluzione sia un principe, capace di unificarla e quindi di trasformarla in uno stato nazionale moderno, come hanno fatto Francia, Spagna, Inghilterra. M. si rende però conto che questo non è accaduto a causa dello Stato Pontificio, che ha ostacolato progetti di unificazione, ma anche dei Signori italiani, miopi, e dal loro stolto affidarsi alle truppe mercenarie, sempre inaffidabili. 11 F. Meneghetti - settembre 2009

12 Il principe ideale Pertanto il nuovo Principe dovrà porsi a capo di un esercito nazionale e non affidarsi alla fortuna (volubile), ma alla propria virtù, laicamente intesa. Ciò non significa che deve essere sempre buono, onesto, leale, ma che deve poter essere in tal modo e nel suo contrario, secondo quello che è più conveniente allo stato. Quindi non deve seguire le proprie passioni e il proprio utile quando questo contrasta con linteresse generale. In questo M. si differenzia da un altro studioso di storia e politica, Francesco Guicciardini, che approva anche per i politici il perseguimento del particulare ossia del proprio interesse. 12 F. Meneghetti - settembre 2009


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