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LA SOCIETA EGIZIA CRESTANELLO GIOVANNI GRASSI ANNA MIOLI FILIPPO RUARO GIOVANNI.

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Presentazione sul tema: "LA SOCIETA EGIZIA CRESTANELLO GIOVANNI GRASSI ANNA MIOLI FILIPPO RUARO GIOVANNI."— Transcript della presentazione:

1 LA SOCIETA EGIZIA CRESTANELLO GIOVANNI GRASSI ANNA MIOLI FILIPPO RUARO GIOVANNI

2 INDICE Il Faraone Sacerdoti Scribi, Funzionari e Visir Soldati Artigiani e Commercianti Contadini e Allevatori Schiavi

3 INTRODUZIONE La società egizia è di solito rappresentata da una struttura piramidale. Al vertice vi era il faraone: dotato di un potere assoluto e considerato come una divinità. Seguiva la casta sacerdotale, che era a sua volta strutturata: alla base stavano i sacerdoti addetti alla celebrazione dei riti, poi cerano alcuni ruoli intermedi e, infine, il primo sacerdote della divinità. Al terzo posto veniva la burocrazia statale, composta dal visir e dai governatori provinciali in qualità di alti funzionari, e poi da una numerosa schiera di scribi, che materialmente gestiva la macchina statale. I soldati erano al quarto posto. Mercanti e artigiani venivano al quinto posto, seguiti dai contadini; gli schiavi chiudevano la piramide sociale al sesto posto.

4 IL FARAONE Il faraone è il personaggio che siede sullapice della metaforica piramide sociale. Era considerato più un dio che uomo, incarnazione di Horo, figlio di Osiride, colui che sconfisse il male, rappresentato da Seth, il faraone nasce con l'avvento di Narmer e l'unificazione delle Due Terre sotto un unico scettro. La parola faraone significa grande casa, cioè la casa che ospita lo spirito degli dei.

5 I SACERDODI La casta sacerdotale aveva un ruolo importante nella gestione del potere, affiancando i Faraoni e minacciandone a volte la supremazia, basti ricordare lo scontro fra Akhenaton e il clero di Amon. Il sacerdote aveva il compito di officiare i numerosi e complicati riti imposti dagli dei. Poteva inoltre avere l'accesso alla parte più interna del tempio, quella in cui era conservata la statua del dio, dopo preventive pratiche purificatorie. La circoncisione, la rasatura del corpo, l'astensione da cibi come le verdure a foglia verde o i pesci di mare, il divieto periodico di rapporti sessuali (ai sacerdoti era consentito sposarsi) costituivano la regola.

6 GLI SCRIBI Gli scribi, nell'antico Egitto, appartenevano ad una casta molto potente, ammirata e benestante che si occupava dell'amministrazione del paese. Nel Regno Antico quest'ultimi venivano scelti tra le famiglie nobili, mentre nel Nuovo Regno questa professione fu estesa a tutti. Il tempo per formare uno scriba era molto lungo, solo gli alunni più dotati, coloro che imparavano l'arte complicata del geroglifico monumentale,riuscivano ad arrivare a lavorare corte. Lo scriba, mantenendo il segreto della sua professione tramandava le sue conoscenze di generazione in generazione. Inoltre era assegnata a loro la divinità di Thot era la loro protettrice; infatti egli era il dio della scrittura e della saggezza, nonchè mago e messaggero degli dei.

7 FUNZIONARI E VISIR Il visir era il capo dei funzionari egiziani e dell'amministrazione centrale. Riceveva i rapporti dei nomarchi, controllava le spartizioni del territorio e l'amministrazione dei mestieri, dirigeva la polizia, reclutava le truppe. I suoi ordini venivano recapitati da messaggeri. Era ministro della Giustizia e direttore delle Finanze. Le responsabilità del visir erano dunque immense. Per accedere alla carica di visir occorreva in primo luogo essere uno scriba "sapiente tra i sapienti". Sotto l'Antico Regno soltanto i figli o i nipoti dei sovrani potevano diventare visir, ma durante gli Imperi tebani, la possibilità di potersi candidare si estese anche ai funzionari che si fossero dimostrati particolarmente dotati e che avessero salito la scala gerarchica rapidamente grazie alle proprie qualità. Nel Nuovo Regno si ebbero talvolta due visir, uno per il Basso e l'altro per l'Alto Egitto. Dalle molte tombe di visir del Nuovo Regno, possiamo farci un'idea di quanto questi funzionari fossero ricchi e potenti, ma dai testi incisi su tombe di visir comprendiamo anche quanto la loro giornata fosse faticosa e difficile da portare a termine mantenendosi sempre nell'equità.

8 I SOLDATI I soldati tempo di pace dovevano sorvegliare il paese e spesso erano impiegati, sotto la guida dei loro comandanti, nei grandi lavori idraulici (bonifiche,erezione di dighe) ed edili (costruzioni di templi e piramidi). In tempo di guerra era il faraone che li guidava nelle imprese più. I soldati godono di molti privilegi e alcuni sono ricchi e possiedono molte terre, ma quello che hanno può essere anche perso.

9 ARTIGIANI E COMMERCIANTI Ci sono poi, un gradino più in bass,o i lavoratori. Gli artigiani non sono ricchi ma godono di un certo benessere. La loro vera ricchezza consiste nellabilità con cui eseguono il loro lavoro, infatti più sono capaci e meglio sono pagati. I commercianti viaggiano in tutto il paese navigando sul Nilo. Così facendo, diffondono la moda ed il gusto della capitale contribuendo a creare la civiltà egizia.

10 CONTADINI E ALLEVATORI Lagricoltura è lattività praticata dalla maggior parte degli Egizi e i contadini sono, in verità, la vera ricchezza dellEgitto poiché procurano cereali, lino, verdure e papiro per tutti. Ma, come in quasi tutte le epoche della storia, sono i più poveri e sfruttati.

11 SCHIAVI All'ultimo gradino della piramide sociale c'erano gli schiavi. Per i primi secoli della civiltà egizia non esistevano schiavi ma solo uomini condannati dalla giustizia ai lavori forzati. Nel II millennio a.C. (al tempo delle grandi conquiste territoriali) i prigionieri di guerra venivano fatti schiavi, non avevano diritti e la loro vita non aveva praticamente valore: erano infatti di proprietà del padrone e potevano essere venduti o scambiati come un qualsiasi animale da lavoro.

12 BIBLIOGRAFIA it.wikipedia.org/wiki/Antico_Egitto Libro di testo scolastico Conoscenze personali


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