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Lelettromagnetismo conduce ad unestensione della meccanica.

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1 Lelettromagnetismo conduce ad unestensione della meccanica

2 Christiaan Huygens LAia Per il primo assertore della teoria ondulatoria della luce, letere è una materia elastica, tenue, che compenetra tutto lo spazio compresa la materia. Lo spazio è pieno di particelle di etere molto piccole rispetto a quelle di aria Le particelle di etere sono molto dure ed elastiche Se si mettono in fila tante biglie dure a contatto tra loro, un urto sulla prima biglia provoca il moto in tutte le altre biglie seguenti La luce si propaga nel vuoto come il moto in una fila di biglie

3 Augustin Jean Fresnel Per spiegare la propagazione della luce negli spazi interstellari a velocità elevatissime accettò lesistenza delletere capace di attraversare anche il globo terrestre che trasferirebbe quindi parte della sua rotazione anche alletere stesso. Questo trasferimento di velocità di rotazione venne chiamato Trascinamento parziale delletere

4 Hippolyte Fizeau Nel 1851 eseguì un raffinato esperimento mediante il quale ritenne di aver dimostrato il trascinamento parziale delletere da parte di corpi in movimento. Con lo stesso apparato sperimentale Fizeau fu in grado di misurare la velocità della luce.

5 James Clerk Maxwell Nel 1878 scrive per lEnciclopedia Britannica: Qualunque difficoltà possiamo avere nel formare unidea consistente della costituzione delletere, non ci può essere dubbio che gli spazi interplanetari e interstellari non sono vuoti, ma sono occupati da una sostanza materiale o corpo, che è certamente il più grande e probabilmente il corpo più uniforme fra quelli di cui abbiamo qualche conoscenza La sua teoria delle onde elettromagnetiche e la costanza della velocità della luce prevede che letere sia in assoluta quiete nellUniverso.

6 Conseguenze dellidea di etere Letere pensato da Maxwell assomiglia molto al reticolo o griglia del motore primo dello spazio aristotelico (causa prima nel principio di causa – effetto). In questa prospettiva letere non è altro che il sistema di riferimento in stato di quiete assoluta propugnato da Aristotele e demolito dal principio di relatività galileiano. Le equazioni di Maxwell sembrano dare ragione ad Aristotele A questo punto che ne facciamo del principio di relatività di Galileo e del concetto di assenza dello stato di quiete assoluta? Non è possibile buttarli a mare a cuor leggero perché tutta la meccanica di Newton si fonda su questi principi. 384 a.C. – 322 a.C.

7 I problemi non sono solo di natura filosofica Dalle equazioni di Maxwell si deduce che la velocità della luce è costante ed è pari a Km/s. Il fatto che la velocità della luce non possa mai superare i Km/s è in contrasto con le equazioni della relatività galileiana. Sia c = Km/s la velocità della luce rispetto alletere; sia v = 30 Km/s la velocità della Terra rispetto alletere. Quando la luce e la Terra si muovono in verso opposto, un osservatore solidale con la terra deve misurare per la luce una velocità c = c + v. Se invece luce e terra si muovono nello stesso verso allora la velocità relativa della luce deve essere w = c – v.

8 Hendrik Lorentz Nobel per la Fisica 1902 Definisce letere come una sostanza molto particolare in quiete rispetto allo spazio assoluto e dotata di proprietà fisiche in accordo alle leggi dellelettromagnetismo. Nella teoria di Lorentz lo spazio assoluto non coincide con il vuoto ma è un ente descrivibile mediante due grandezze fisiche, il vettore campo elettrico e il vettore campo magnetico. Gli elettroni avrebbero la funzione di intermediari etere-materia. Lorentz ha così una concezione corpuscolare della materia e continua delletere. La teoria di Lorentz ha il pregio di spiegare i risultati di Fizeau senza ricorrere al concetto di parziale trascinamento delletere.

9 Michelson e Morley Misero alla prova la teoria di Lorentz con un famoso esperimento condotto nel Lesperimento consiste nel misurare la velocità della luce in direzioni diverse rispetto al moto della terra. Un raggio luminoso proveniente dalla sorgente S viene diviso in due parti dallo specchio semiriflettente A, una parte continua nella direzione del moto terrestre, una parte nella direzione perpendicolare nella quale la velocità di trascinamento è nulla. Se la terra è effettivamente in moto rispetto alletere allora i raggi longitudinali e trasversali vengono rivelati sulla lastra fotografica in D con un certo sfasamento.

10 Nessuno sfasamento! I risultati dellesperimento di Michelson e Morley mettono in dubbio lintera teoria dellelettromagnetismo sicché, per porvi rimedio, Lorentz formula una rivoluzionaria ipotesi ad hoc: Tutti i corpi che si spostano nelletere subiscono una contrazione nella direzione del moto: anche linterferometro di Michelson subisce un accorciamento che va a compensare la diversa velocità della luce nei diversi percorsi allinterno dellinterferometro! In seguito, insieme a Poincarè, Lorentz aggiunge lipotesi di dilatazione del tempo a quella della contrazione delle lunchezze.

11 Trasformazioni di Lorentz Principio di Lorentz: Lo spazio e il tempo devono essere misurati in modo differente a seconda che il sistema di riferimento sia in moto o in quiete Sia Ox il riferimento in moto rispetto a Ox con velocità di trascinamento v; t il tempo misurato da O e t il tempo misurato da O.

12 Trasformazioni di Galileo e di Lorentz

13 Simultaneità

14 Dilatazione dei tempi

15 Il paradosso dei gemelli

16 Contrazione delle lunghezze

17 Einstein e la relatività ristretta (1905) Nobel per la Fisica 1921 Einstein fondò la sua teoria della relatività speciale sul principio di Lorentz ma notò che esso per la sua validità non aveva bisogno dellesistenza delletere …. Einstein sosteneva che un ente impossibile da osservare è come se non esistesse. Esperimenti per la rivelazione delletere furono condotti fino al 1930 quando lidea fu finalmente del tutto abbandonata.

18 Il paradosso dei muoni

19 Il treno superveloce

20 Carica e campo

21 Dinamica relativistica La revisione dei concetti di spazio e tempo nella relatività ristretta impone una conseguente revisione di quantità di moto, forza ed energia. Un elettrone accelerato da una opportuna d.d.p. in meccanica classica potrebbe acquistare velocità superiori a quella della luce! La conservazione della quantità di moto nei sistemi isolati è valida anche nella teoria relativistica purchè per la quantità di moto si assuma la formula Ove u è la velocità della particella di massa m. Ma la massa in moto di una particella non coincide con la massa a riposo:

22 Energia relativistica

23 Massa ed energia

24 Particelle prive di massa a riposo E utile ricordare la seguente: Particelle con massa a riposo zero hanno mc^2 = 0 e quindi E = pc ovvero u = c: PARTICELLE CON MASSA A RIPOSO NULLA VIAGGIANO ALLA VELOCITA DELLA LUCE Hanno massa a riposo nulla i bosoni intermedi - I fotoni (mediatori delle interazioni elettromagnetiche) - I gluoni (mediatori delle interazioni forti tra i quark) - i gravitoni (mediatori delle interazioni elettromagnetiche) - I neutrini (?) (mediatori delle interazioni deboli)

25 Relatività generale

26 Massa e curvatura

27 Effetti previsti


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