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Rosalba Lanciotti Alma Mater Studiorum, Università di Bologna Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari Contributo dellimballaggio alla contaminazione.

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Presentazione sul tema: "Rosalba Lanciotti Alma Mater Studiorum, Università di Bologna Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari Contributo dellimballaggio alla contaminazione."— Transcript della presentazione:

1 Rosalba Lanciotti Alma Mater Studiorum, Università di Bologna Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari Contributo dellimballaggio alla contaminazione microbiologica dei prodotti orto-frutticoli

2 Comparto ortofrutticolo Riduzione della produzione primaria Elevato consumo pro-capite di frutta e vegetali freschi Crescita delle aziende di trasformazione Incremento di tipologie di prodotti vegetali trasformati soprattutto minimamente processati Elevato consumo di vegetali freschi e minimamente trattati: Effetti positivi sulla salute (fibre, vitamine, antiossidanti…) Aumento di tossinfezioni alimentari Maggiori produzioni su larga scala (anche in paesi con scarse o incerte pratiche sanitarie) Incidenza sulle stesse are di allevamento e coltivazione estensiva (concimazione organica) Più efficienti sistemi di distribuzione Aumentato numero di consumatori immunodepressi Contaminazione con patogeni difficili da eliminare durante la filiera produttiva La frutta prima del consumo non subisce trattamenti in grado di eliminare i microrganismi patogeni

3 Microrganismi patogeni coinvolti Listeria monocytogenes, Escherichia coli VTEC, Salmonella spp., Staphylococcus aureus Importanti tossinfezioni causate dalla presenza di virus, in particolare Norovirus e virus dellepatite A

4 Patogeni-Analisi di vegetali e frutta reperiti sul mercato di Singapore. Seow et al. (2012)

5 Frutta e verdura possono veicolare anche microrganismi degradativi Batteri epifiti Gram negativi, batteri Gram positivi, lieviti, muffe. Questi non sono pericolosi per la salute del consumatore ma giocano un ruolo determinante nello scadimento qualitativo del prodotto durante la conservazione e la distribuzione. Le condizioni imposte durante la produzione e la conservazione selezionano quelle specie e quei ceppi che saranno poi in grado di moltiplicarsi o di sopravvivere nellalimento finito durante la conservazione e che quindi arriveranno al consumatore o limiteranno la shelf-life del prodotto.

6 Degradativi-Analisi di vegetali e frutta reperiti sul mercato di Singapore. Seow et al. (2012)

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8 La popolazione microbica PATOGENA O DEGRADATIVA caratterizzante i prodotti vegetali freschi è il risultato della sommatoria (non algebrica) di diverse componenti: FLORA MICROBICA di CAMPO CONTAMINAZIONE in FASE di RACCOLTA CONTAMINAZIONE POST-RACCOLTA CONTAMINAZIONE in FASE di: LAVORAZIONE STOCCAGGIO COMMERCIALIZZAZIONE Contaminazione crociata tra superfici, ambienti di lavorazione e imballaggi ed apporto antropico +

9 Gli imballaggi Possono rappresentare una fonte di contaminazione per apporto di microrganismi patogeni ad ampia diffusione ambientale (Bacillus spp., Listeria monocytogenes, Salmonella spp. ed Escherichia coli) I microrganismi sono in grado di aderire a tutte le superfici normalmente utilizzate negli ambienti di produzione degli alimenti incluse quelle in acciaio, polistirene, plastica, vetro e legno (Barnes et al., 1999; Czechowski, 1990; Krysinski et al. 1992; Mafu et al. 1990; Suarez et al. 1992). Numerosi patogeni, inclusi quelli sopra citati, possono sopravvivere per ore, ed a volte per giorni, sugli utensili e sulle superfici (Kusumaningrum et al. 2003; Wilks et al. 2005; Wilks et al. 2006; Martinon et al. 2012). Conseguentemente il controllo della permanenza dei microrganismi sulle superfici è un fattore chiave per il conseguimento degli standard igienico-sanitari ed il miglioramento della qualità e della shelf-life degli alimenti.

10 CMT ufc/cm 2 Prevalgono batteri sporigeni (Bacillus, Geobacillus, Alicyclobacillus, Clostridium) Muffe Aspergillus (A. niger, A cinnamomeus), Cladosporium (Cl. herbarum) Lieviti e batteri degradativi Microrganismi tossinogeni Gli imballaggi

11 Quando gli imballaggi non vengono movimentati e stoccati in condizioni appropriate i livelli di contaminazione microbica possono aumentare drammaticamente incrementando il rischio di trasferimento di microrganismi degradativi, patogeni o tossinogeni ai prodotti confezionati Tuttavia lanalisi critica della letteratura indica lassoluta mancanza di dati sul ruolo effettivo dellimballaggio come sorgente di microrganismi negli alimenti. Gli imballaggi

12 Progetto di Ricerca ( ) Valutare la qualità microbiologica degli imballaggi usati nel comparto ortofrutticolo italiano e determinarne leventuale ruolo nella contaminazione del prodotto confezionato al fine di individuare le eventuali carenze, i possibili miglioramenti e incrementare la competitività del comparto ortofrutticolo nazionale nel suo complesso Principale obiettivo

13 Primo anno di attività (2011) Durante il primo anno di attività di ricerca: i) sono stati comparati gli imballaggi in cartone con quelli in plastica ii) è stata monitorata la qualità microbiologica dei medesimi imballaggi dopo un periodo di conservazione di diversi tipi di frutta (mele, pere e pesche)

14 n.15 imballaggi in cartone certificato Bestack n.7 imballaggi in plastica RPC 1-molto sporchi n.8 imballaggi in plastica RPC 3-mediamente sporchi n.5 imballaggi in plastica RPC 4-puliti allocchio Analisi di Pesche sfuse reperite in azienda Imballaggi e frutti analizzati Caso studio imballaggio/Mele Caso studio imballaggio/Pesche Caso studio imballaggio/Pere n.10 imballaggi in cartone certificato Bestack n.5 imballaggi in plastica RPC 1 n.5 imballaggi in plastica RPC 2 Analisi di Mele sfuse reperite in azienda Prima dellalloggiamento del frutto Dopo alloggiamento del frutto n.10 imballaggi in cartone certificato Bestack n.5 imballaggi in plastica RPC 1 n.5 imballaggi in plastica RPC 2 Analisi di Mele alloggiate negli imballaggi sopra riportati n.12 imballaggi cartone certificato Bestack n.8 imballaggi in plastica RPC 1-molto sporchi n.5 imballaggi in plastica RPC 4-puliti allocchio Analisi di Pere sfuse reperite in azienda n.15 imballaggi in cartone certificato Bestack n.7 imballaggi in plastica RPC 1-molto sporchi n.8 imballaggi in plastica RPC 3-mediamente sporchi n.5 imballaggi in plastica RPC 4-puliti allocchio Analisi di Pesche alloggiate negli imballaggi sopra riportati n.12 imballaggi cartone certificato Bestack n.8 imballaggi in plastica RPC 1-molto sporchi n.5 imballaggi in plastica RPC 4-puliti allocchio Analisi di Pere alloggiate negli imballaggi sopra riportati

15 Mele: confronto tra imballaggi in cartone e plastica Cartone certificato Bestack Plastica RPC 1Plastica RPC 2

16 Pesche: confronto tra imballaggi in cartone e plastica Cartone certificato Bestack Plastica RPC 1Plastica RPC 3Plastica RPC 4

17 Pere: confronto tra imballaggi in cartone e plastica Cartone certificato Bestack Plastica RPC 1Plastica RPC 4

18 Imballaggi vuoti: caso mele Imballaggi dopo alloggiamento mele I dati sono espressi come log ufc/10 cm 2

19 Mele sfuse prima alloggiamento Mele dopo alloggiamento in cartone o plastica I dati sono espressi come log ufc/frutto

20 una contaminazione significativamente minore in quelli in cartone per tutti i gruppi microbici ricercati (batteri mesofili aerobi totali, batteri sporigeni aerobi/anaerobi; lieviti, muffe, coliformi totali e coliformi fecali). RISULTATI PRIMO ANNO I risultati della prima parte della ricerca effettuata su imballaggi per mele, pere e pesche in cartone e in plastica (Plastica 1, 2, 3, 4) hanno evidenziato:

21 I dati ottenuti dallanalisi degli imballaggi e dei prodotti confezionati dopo un determinato periodo di stoccaggio non hanno consentito di comprendere in maniera univoca il contributo dellimballaggio alla contaminazione microbiologica del prodotto a causa : del numero esiguo di campioni analizzati, della estrema variabilità del carico microbico anche nella stessa tipologia di imballaggio, della impossibilità di stabilire a priori il grado di contaminazione dellimballaggio impiegato per lo stoccaggio dei prodotti analizzati, dellinterferenza della microflora endogena della frutta. Pertanto è stato effettuato in via preliminare un Challenge test: deliberata contaminazione dellimballaggio con cariche note di microrganismi noti. Dopo un adeguato periodo di conservazione, i medesimi microrganismi vengono ricercati direttamente nella frutta contenuta negli imballaggi appositamente contaminati. Tuttavia……

22 È parte integrante della microflora intestinale degli animali a sangue caldo, incluso luomo. Alcuni ceppi sono tuttavia capaci di causare patologie gastrointestinali. Tali ceppi sono distinti in enterotossigeni, enteroemorragici, enteropatogeni e invasivi, a seconda delle modalità di adesione (o penetrazione) alla (nella) mucosa intestinale, della produzione di tossine e delle caratteristiche di queste ultime. Le patologie più severe, che non di rado possono rivelarsi letali, sono generalmente rilevate nei bambini e negli anziani. La contaminazione dei prodotti vegetali freschi può avvenire direttamente in campo (feci di animali, concimazioni organiche e acque contaminate) o durante la lavorazione, lo stoccaggio, il trasporto e la commercializzazione (acqua di processo, operatori, superfici e attrezzature non correttamente sanificate). Questo microrganismo può svilupparsi fino a temperature di 7-8 °C e sopravvivere a lungo in condizioni di acidità. Per esempio, nel succo di mela conservato a 8 °C può permanere anche per 2 settimane. Ovviamente le oscillazioni termiche durante la lavorazione e la conservazione dei prodotti incidono moltissimo sullo sviluppo dei ceppi patogeni di Escherichia coli. Solo un accurato mantenimento delle catena del freddo può infatti impedirne la proliferazione Microrganismo target: Escherichia coli

23 Gli imballaggi di cartone e plastica sono stati contaminati con 5 e 500 cellule per 10 cm 2 di Escherichia coli 555, non patogeno. Dopo contaminazione, le pere sono state alloggiate negli imballaggi e dopo un periodo di circa 24 ore, Escherichia coli è stata ricercata sulla frutta. Per ogni imballaggio considerato, sono state analizzate 30 pere Al livello di contaminazione più basso considerato, E. coli è stata rilevata solo su 4 pere, delle 30 pere analizzate, confezionate in PL1 ed in nessuna delle 30 imballate in cartone. Quando gli imballaggi sono stati contaminati con 500 cellule per 10 cm 2, il 50% dei frutti stoccati in PL1 analizzati è risultato contaminato con il microrganismo considerato. Per contro la contaminazione delle pere confezionate in cartone è risultata del 16.7% (5 frutti, sui 30 analizzati, hanno fatto rilevare la presenza di E. coli). Tabella- valori di carico cellulare di Escherichia coli espressi in log ufc rilevati in 1 ml di fisiologica. Sono stati utilizzati 100 ml di fisiologica per lavare ogni singolo frutto Challenge test su pere

24 Secondo anno di attività (2012) E stato effettuato un challenge test con E. coli (deliberata contaminazione di imballaggi di cartone e plastica) Frutta considerata: pesche Allestimento di un piano sperimentale a più variabili e più livelli Variabili: tempo di commercializzazione, numero di lesioni (puntura dago), temperatura di stoccaggio Al fine di comprendere in maniera univoca il contributo dellimballaggio alla contaminazione microbiologica del prodotto:

25 Piano sperimentale adottato Livelli codificati del piano sperimentale Variabili indipendenti Tempo di commercializzazione (uscita/cella consumo) 14.5 h29.0 h43.5 h58.0 h72.5 h Numero di lesioni01234 Temperatura di conservazione 4°C9°C14°C19°C24°C Livelli codificati e reali del piano sperimentale Central Composite Design 3 variabili e 5 livelli

26 RunTempo di Commercializzazione (h) Numero di lesioniTemperatura conservazione (°C) PIANO SPERIMENTALE 3 condizioni fuori piano

27 RISULTATI SECONDO ANNO PLASTICA CARTONE

28 RISULTATI SECONDO ANNO

29 Elaborazione statistica: modello logit Il modello logit è basato sulla linearizzazione dellequazione logistica utilizzata per prevedere la possibilità che un evento avvenga. I dati sono stati quindi trasformati in valori binari 0= assenza e 1= presenza. Nella sua notazione più semplice, lequazione logistica assume la forma: Dove P è la probabilità che levento avvenga e si muove da 0 a 1 in funzione della variabile indipendente x. L equazione è linearizzabile come segue: Dove logit(P) è il logaritmo naturale del rapporto fra probabilità che levento avvenga (P) e la probabilità che levento non avvenga (1-P). RISULTATI SECONDO ANNO

30 PLASTICA 1 Costante0.176 TComm Lesioni0.11 Temp Chi-square P< RISULTATI SECONDO ANNO

31 Costante-4.73 TComm0.019 Lesioni Temp0.103 Chi-square9.33 P=0.025 RISULTATI SECONDO ANNO CARTONE certificato Bestack

32 PLASTICA RPC 1 CARTONE RISULTATI SECONDO ANNO P: probabilita di contaminazione; NL: numero di lesioni; TC: tempo di commercializzazione (in ore)

33 P: probabilità di contaminazione da E.coli

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35 Conclusioni Maggiore contaminazione degli imballaggi in plastica RPC rispetto a quelli in cartone certificato Bestack (anche per questi attenzione alle modalità di stoccaggio). La popolazione microbica è risultata essere costituita prevalentemente da microrganismi che, pur non costituendo un pericolo per la salute del consumatore, sono in grado di alterare il prodotto. Gli imballaggi in plastica RPC 1, 2, 3, tipologie più sporche già visivamente, hanno comunque evidenziato una frequente contaminazione da parte di microrganismi indicatori di contaminazione fecale Fondamentale: Adottare procedure di pulizia che riducano il carico microbico a livelli accettabili (una superficie è considerata sufficientemente pulita quando il carico in coliformi fecali è compreso tra 5 e 100 ufc/cm 2 ). Controllare il grado di usura degli imballaggi e sostituire gli imballaggi troppo danneggiati (tagli, abrasioni, scalfiture etc). I dati hanno evidenziato:

36 Conclusioni I challenge tests effettuati inoculando gli imballaggi con un ceppo non patogeno di E. coli hanno evidenziato che la probabilità di trasferimento del microrganismo alla frutta è maggiore nel caso della plastica RPC rispetto al cartone certificato Bestack La probabilità di trasferimento è influenzata oltre che dal materiale di imballaggio anche da temperatura, tempo di commercializzazione e N° di lesioni Fondamentali: utilizzo di imballaggi monouso o pulizia e sanificazione degli imballaggi riutilizzabili, mantenimento della catena del freddo e qualità del prodotto ortofrutticolo! Il miglioramento della qualità e della sicurezza dei prodotti ortofrutticoli è un obiettivo perseguibile ed in grado di aumentare la competitività del comparto nel suo complesso ….tuttavia ….. è necessario investire nella ricerca come ha fatto il consorzio Bestack finanziando questo progetto di ricerca Inoltre:

37 Gruppo di microbiologia del Campus di Scienze degli Alimenti (Cesena) Grazie per lattenzione!


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