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La Crisi Finanziaria 2 luglio 2009 Casa Madre Suore Francescane Elisabettine Amedeo Levorato Consigliere – Ministero dello Sviluppo Economico

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Presentazione sul tema: "La Crisi Finanziaria 2 luglio 2009 Casa Madre Suore Francescane Elisabettine Amedeo Levorato Consigliere – Ministero dello Sviluppo Economico"— Transcript della presentazione:

1 La Crisi Finanziaria 2 luglio 2009 Casa Madre Suore Francescane Elisabettine Amedeo Levorato Consigliere – Ministero dello Sviluppo Economico

2 Genesi della crisi - 1 Politica monetaria molto espansiva degli USA ( ) –Esportazioni dai Paesi Emergenti – Crescita dei consumi USA&Europa –Deficit gemelli in USA: commerciale e pubblico –Guerra del Golfo 1991, Serbia-Kossovo 1999, Afghanistan-Irak 2001 –Tassi di interesse in discesa, denaro facile, bolla immobiliare, rifinanziamenti mutui (subprime) Allentamento delle regole sullintermediazione –Banche tradizionali, Banche dinvestimento e istituti di credito ipotecario, –1999 Commodity Futures Modernization Act (Gramm): apre la strada alla separazione banche comm.-banche investimento –2002 Fannie Mae e Freddy Mac vengono autorizzati ad espandere i mutui attraverso lemissione di (ABS Asset Backed Securities), spesso mutui pre- ammortamento e non francesi Crescente deterioramento degli standards di credito voracità di titoli ad alti rendimenti: % Perdita di capacità di valutare i rischi del credito Esenzione dalle normative statali sul credito in altri Stati Discutibile Operato delle agenzie di Rating Creazione di un sistema bancario ombra slegato dal territorio

3 Genesi della crisi - 2 Aumento di insolvenze e pignoramenti nel 2006 (aumento tassi interesse dal 2 al 6,75% (9-10%) Agosto 2007 cominciano a scendere i tassi: –Bear Sterns, Fannie Mae e Freddie Mac, Lehman Brothers, Merril Lynch, Goldman Sachs AIG e poi lEuropa. Accordo tra Bush e Obama per fondo da miliardi che sono diventati oltre TARP (Troubled Asset Relief Prog.) di fronte a un PIL di forse Italia: Tremonti Bond: spiegare il valore a patrimonio Salvataggi europei a ottobre: Northern Rock, Fortis, Dexia, Hypo Re, Islanda e poi RBS, Barclays, HSBC, Santander: mancanza di accordo sulle modalità di intervento. Interventi sparsi ancora non diventati unitari. Germania, Gran Bretagna, Francia, Spagna, Italia, Svezia, Norvegia, ognuno pensa per sé. Ora tocca ai Paesi dellEst, come in un domino. Le conseguenze: evoluzione della regolamentazione dei mercati finanziari, ritorno a vincoli, controlli, economia chiusa e protezionismi.

4 Le Banche Espansione finanziaria e creditizia ininterrotta dal 1987 al 2009, forte accelerazione dal 2000 Industria finanziaria pesante rispetto al PIL: ma la finanza va verso lindustria non viceversa Il PIL è sistematicamente cresciuto in tutti i paesi Le banche sono diventate più grandi dei paesi, e problematiche da salvare (too big to save) La crisi finanziaria provoca immediate condizioni di insolvenza che si diffondono da una banca allaltra Le banche sono il cuore del sistema: forniscono lacqua che riempie lacquedotto: oggi vi sono costrette le banche centrali Sistema Bancario Parallelo (Shadow Banking System) –Rapporto debito equity 25 o 30 a 1 e più (basta il 4% di perdita per fallire) –Separazione tra banche commerciali e banche daffari e investimento –Finanziamento a lungo termine con debito a breve termine –Le banche daffari si indebitavano direttamente –Le banche daffari potevano indebitarsi senza limiti, mentre le imprese devono essere capitalizzate (Basilea 1 e 2) Criminalità economica: Madoff, Stanford, piramidi Ponzi, approfittare della situazione La deflazione provoca problemi alle valutazioni (mark to market). FORTE POTERE DEL MONDO DELLA FINANZA SUL POLITICO

5 La dimensione del fenomeno

6 Il sistema bancario italiano Italia è in parte fuori da questi fenomeni. Vero fino a un certo punto: i primi quattro grandi gruppi e il patrimonio di vigilanza al 6% (esposizione ai rischi): –Unicredito –Intesa San Paolo –Monte Paschi –Banco Popolare La sete di denaro insidia luomo comune. Manager impazziti per i compensi, fino a 8-10 milioni di euro, manovre oscure per garantirsi il controllo Borsa piccola, continue manovre spericolate (Fiat, Telecom Italia, Parmalat, Aziende Immobiliari, B. Popolare Italiana Fiorani, Italease e molte altre) Collocamento di titoli indebitati con la Banca, commistione tra promozione finanziaria e attività bancaria. Transparency (come norma) e legalità carenti, rispetto solo formale. I Tremonti Bonds per il salvataggio delle banche. Le cose non stanno migliorando

7 Riepilogando Un'economia finanziaria fine a se stessa è destinata a contraddire le sue finalità, poiché si priva delle proprie radici e della propria ragione costitutiva, ossia del suo ruolo originario ed essenziale di servizio all'economia reale e, in definitiva, di sviluppo delle persone e delle comunità umane. (369) La questione delle rendite: destinazione universale dei beni, Il lavoro ha una priorità intrinseca rispetto al capitale (277) La retribuzione dei manager: differenze troppo elevate La remunerazione è lo strumento più importante per realizzare la giustizia nei rapporti di lavoro. (302) Il controllo della ricchezza: distribuzione dei redditi: Le ricchezze realizzano la loro funzione di servizio all'uomo quando sono destinate a produrre benefici per gli altri e la società (329) Linvecchiamento della società: un costo rilevante (solidarietà, 360) La sostituzione dei lavoratori con limmigrazione (risorsa, 297) Un modello di sviluppo industriale centrato sul consumo, lambiente e le risorse che si riducono Il fenomeno del consumismo mantiene un persistente orientamento verso l'« avere » anziché verso l'« essere ». (360) Corruzione, carenza di regole, assenza di controllo, conflitti di interessi Il compito fondamentale dello Stato in ambito economico è quello di definire un quadro giuridico atto a regolare i rapporti economici (352) Neopatrimonialismo partitocratico (partito strumento di partecipazione, 413) Ce alternativa alla globalizzazione? Globalizzazione: rischio aumento delle disuguaglianze (362)

8 Dati economici - 1 Il Governo ha sottovalutato la crisi, nel DPEF di luglio prevedeva per il 2009 una CRESCITA dello 0,9% (-5,0%) delleconomia e 1,2% di deficit/pil (5,0%) +0,5% di occupazione (-4% posti) Lindebitamento netto in rapporto al PIL dopo avere raggiunto il 12,4% nel 1985, ha cominciato a decrescere fino a raggiungere nel 2000 il minimo 0,8% Successivamente il deficit (Berlusconi) ha ripreso a salire toccando il 3,4% nel 2006 per poi scendere nel 2007 a 1,9% del PIL, ora siamo di nuovo al 5% PIL ,1% (ora -5,0%); ,1%; (-1,0%) FMI Disoccupazione (USA 7,6% al mese in meno, Eurozona 8%, Giappone 4,4%) ultimo dato italiano 6,0% nel 2008, sembra al mese nel 2009 (11% a fine anno) Debito/PIL 2008: 2008: 105,7%; (105,9% Governo) 2009: 108,2%(111,2% Governo) 117% 2010: 109,7% (112,5% Governo) 125% Deficit/PIL: 2008: 2,6% : 5,0% : 5,0% Pressione fiscale 2008: 43% : 43,4% Incassi tributari in calo: -1,8 miliardi in gennaio (+500 nel 2008)

9 XV Legislatura XIV Legislatura XIII Legislatura

10 Dati Economici - 2 Esportazioni a maggio ,7% rispetto al 2008 Importazioni a maggio ,2% rispetto al 2008 Ordinativi in calo -8,3% ad aprile 2009 rispetto al trimestre precedente Surplus 2008 Italia = 46,1 M Extra UE + 15,4 M UE = 61,5 (+3%) (+51 M nel 2007) –+30,3% nei paesi Opec –Russia, Cina, Turchia, India, Dati sulle esportazioni incoraggianti a fine anno: tenuta del sistema produttivo italiano. Sofferenze/impieghi in Italia: 2007: 1,03% : 1,14% Debiti delle aziende/PIL 75% nel 2008 (Francia UK Spagna > 100%) Blocco solido di economia reale Logistica reti distributive e commerciali allestero Operatori liquidi 6000 imprese italiane avviato reti allestero tra 2001 e 2006 (55%) Strategia non finanziaria

11 Dati di bilancio dello Stato 80 miliardi di euro di interessi passivi: circa 20 miliardi di vantaggio dalla riduzione degli interessi, ma il paese deve correre! Non si puo fare sviluppo senza correre rischi. –Educazione (Università, scuola, long life learning) –Imprenditorialità (formazione, vocazione al rischio, responsabilità) –Impianti (industria, ambiente, risparmi energetici) –Infrastrutture (strade, ponti, ferrovie, tramvie, razionalità urbana) –Energia (rinnovabili, geotermiche, nucleari…) Minore Povertà: potremo mantenerla? –Italia 10% (meglio Svezia, Francia e UK?) –Germania 10,2% –Spagna 11,2% –Giappone 12,3% –USA 14,5% Ottimismo, responsabilità, trasparenza, rinnovamento.


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