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AIDS: Aspetti scientifici, socio-epidemiologici ed etici Dr.ssa Anna Rita Morgani Istituto di Bioetica Facoltà di Medicina e Chirurgia A. Gemelli Università

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Presentazione sul tema: "AIDS: Aspetti scientifici, socio-epidemiologici ed etici Dr.ssa Anna Rita Morgani Istituto di Bioetica Facoltà di Medicina e Chirurgia A. Gemelli Università"— Transcript della presentazione:

1 AIDS: Aspetti scientifici, socio-epidemiologici ed etici Dr.ssa Anna Rita Morgani Istituto di Bioetica Facoltà di Medicina e Chirurgia A. Gemelli Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma

2 Sistema di classificazione delle infezioni da HIV

3 Quasi mai per caso! Quasi mai per caso! Attraverso il sangue (trasmissione o rischio parenterale) Attraverso il sangue (trasmissione o rischio parenterale) contatto con il sangue infetto (es. infezione professionale degli operatori sanitari) scambio di siringhe fra persone infette trasfusione con sangue infetto Attraverso i rapporti sessuali Attraverso i rapporti sessuali con soggetti infetti (rapporto omo o eterosessuale) Come si trasmette il virus dellAIDS

4 Dalla madre infetta al bambino (trasmissione verticale) Dalla madre infetta al bambino (trasmissione verticale) durante la gravidanza (via transplacentare) durante il parto durante lallattamento Trapianto di organi e inseminazione artificiale Trapianto di organi e inseminazione artificiale Come si trasmette il virus dellAIDS

5 Dalla madre infetta al bambino (trasmissione verticale) Dalla madre infetta al bambino (trasmissione verticale) Riduzione nei Paesi industrializzati Parto cesareo, multiterapie antiretrovirali, allattamento artificiale Aumento nei Paesi in via di sviluppo Cause culturali ed economiche Lotta allAIDS urgente ed articolata Come si trasmette il virus dellAIDS

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8 00002-E-8 – 1 December 2002 Global summary of the HIV/AIDS epidemic, December 2002 Number of people living with HIV/AIDS Total42 million Adults38.6 million Women19.2 million Children under 15 years3.2 million People newly infected with HIV in 2002 Total5 million Adults4.2 million Women2 million Children under 15 years AIDS deaths in 2002 Total3.1 million Adults2.5 million Women1.2 million Children under 15 years

9 00002-E-9 – 1 December 2002 Regional HIV/AIDS statistics and features, end of 2002 * The proportion of adults (15 to 49 years of age) living with HIV/AIDS in 2002, using 2002 population numbers ** Hetero: heterosexual transmission – IDU: transmission through injecting drug use – MSM: sexual transmission among men who have sex with men Sub-Saharan Africa North Africa & Middle East South and South-East Asia East Asia & Pacific Latin America Caribbean Eastern Europe & Central Asia Western Europe North America Australia & New Zealand TOTAL late 70s early 80s late 80s late 70s early 80s late 70s early 80s early 90s late 70s early 80s late 70s early 80s late 70s early 80s 29.4 million million 1.2 million 1.5 million million million 8.8% 0.3% 0.6% 0.1% 0.6% 2.4% 0.6% 0.3% 0.6% 0.1% 1.2% 58% 55% 36% 24% 30% 50% 27% 25% 20% 7% 50% Hetero Hetero, IDU IDU, Hetero, MSM MSM, IDU, Hetero Hetero, MSM IDU MSM, IDU MSM, IDU, Hetero MSM Epidemic started Adults & children living with HIV/AIDS Adult prevalence rate * % of HIV- positive adults who are women Main mode(s) of transmission for those living with HIV/AIDS ** Adults & children newly infected with HIV 3.5 million million

10 00002-E-10 – 1 December 2002 Global estimates for adults and children end 2002 l People living with HIV/AIDS l New HIV infections in 2002 l Deaths due to HIV/AIDS in million 5 million 3.1 million

11 00002-E-11 – 1 December 2002 Adults and children estimated to be living with HIV/AIDS as of end 2002 Total: 42 million Western Europe North Africa & Middle East Sub-Saharan Africa 29.4 million Eastern Europe & Central Asia 1.2 million South & South-East Asia 6 million Australia & New Zealand North America Caribbean Latin America 1.5 million East Asia & Pacific 1.2 million

12 00002-E-12 – 1 December 2002 Estimated number of adults and children newly infected with HIV during 2002 Total: 5 million Western Europe North Africa & Middle East Sub-Saharan Africa 3.5 million Eastern Europe & Central Asia East Asia & Pacific South & South-East Asia Australia & New Zealand500 North America Caribbean Latin America

13 00002-E-13 – 1 December 2002 Estimated adult and child deaths from HIV/AIDS during 2002 Total: 3.1 million Western Europe North Africa & Middle East Sub-Saharan Africa 2.4 million Eastern Europe & Central Asia East Asia & Pacific South & South-East Asia Australia & New Zealand<100 North America Caribbean Latin America

14 00002-E-14 – 1 December 2002 Children (<15 years) estimated to be living with HIV/AIDS as of end 2002 Western Europe North Africa & Middle East sub-Saharan Africa 2.8 million Eastern Europe & Central Asia East Asia & Pacific South & South-East Asia Australia & New Zealand < 200 North America Caribbean Latin America Total: 3.2 million

15 00002-E-15 – 1 December 2002 Estimated deaths in children (<15 years) from HIV/AIDS during 2002 Western Europe < 100 North Africa & Middle East sub-Saharan Africa Eastern Europe & Central Asia < 100 East Asia & Pacific South & South-East Asia Australia & New Zealand < 100 North America < 100 Caribbean Latin America Total:

16 00002-E-16 – 1 December 2002 Estimated number of children (<15 years) newly infected with HIV during 2002 Western Europe < 500 North Africa & Middle East sub-Saharan Africa Eastern Europe & Central Asia East Asia & Pacific South & South-East Asia Australia & New Zealand < 100 North America < 500 Caribbean Latin America Total:

17 00002-E-17 – 1 December 2002 About new HIV infections a day in 2002 l More than 95% are in developing countries l 2000 are in children under 15 years of age l About are in persons aged 15 to 49 years, of whom: almost 50% are women about 50% are 15–24 year olds

18 00002-E-18 – 1 December 2002 l Children living with HIV/AIDS l New HIV infections in 2002 l Deaths due to HIV/AIDS in 2002 End-2002 global HIV/AIDS estimates Children (<15 years) 3.2 million

19 Incidenza dei casi di AIDS per regione di residenza (per abitanti); anno 2000.

20 Distribuzione annuale dei casi prevalenti di AIDS per regione di residenza (2000)

21 MASCHIFEMMINETOTALE ( ) Anno di diagnosi MaschiFemmineTotale N. 2022N. 3762N. 1596N. 460N. 1052N. 487N N N Età (anni) > Distribuzione percentuale dei casi di AIDS per fasce di età e per sesso negli anni 1989, 1993 e 1999.

22 Distribuzione annuale dei casi di AIDS, dei casi corretti per ritardo di notifica, dei decessi e del tasso di letalità

23 Distribuzione annuale dei casi di AIDS, corretti per ritardo di notifica e della letalità.

24 Distribuzione dei casi di AIDS in adulti per categoria di esposizione e per anno di diagnosi ( Dati COA-ISS al 30 giugno 2001)

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26 Infezione da HIV-AIDS Tossicodipendenza Trasmissione verticale (procreazione) Rapporti sessuali AIDS: lintreccio dei problemi etici Popolazione non a rischio

27 Il conflitto fra il diritto-dovere di Infezione da HIV-AIDS: La genesi dei problemi etico-sociali Infezione da HIV-AIDS: La genesi dei problemi etico-sociali PROTEZIONE DELLA SOCIETÀ (DEI SANI) BENE DELLA SOCIETÀ PROTEZIONE DEL SOGGETTO INFETTO/MALATO BENE DEL PAZIENTE e quello di

28 Il p. di autonomia (libertà-responsabilità) Il p. di autonomia (libertà-responsabilità) la scelta dei comportamenti la privacy la non discriminazione la libertà di movimento il segreto la decisione di procreare... Il conflitto fra diritti-doveri: principi etici di riferimento Il conflitto fra diritti-doveri: principi etici di riferimento

29 Il p. di beneficità-non maleficienza Il p. di beneficità-non maleficienza offrire tutte le terapie possibili far avanzare la ricerca (farmaci, vaccini) le campagne di informazione e prevenzione la deroga alla riservatezza di fronte ad un pericolo imminente laccompagnamento nella fase conclamata... Il conflitto fra diritti-doveri: principi etici di riferimento Il conflitto fra diritti-doveri: principi etici di riferimento

30 Il p. di giustizia (socialità, sussidiarietà) Il p. di giustizia (socialità, sussidiarietà) leggi speciali o inserimento nella legislazione esistente? la priorità nellallocazione delle risorse (linfezione da HIV in relazione ad altre gravi malattie) la pari opportunità per gli infetti-malati di accesso alle cure sperimentali linformazione corretta, non ideologizzata, circa la prevenzione e gli stili di vita... Il conflitto fra diritti-doveri: principi etici di riferimento Il conflitto fra diritti-doveri: principi etici di riferimento

31 La centralità della persona La centralità della persona Necessità di un modello etico che armonizzi i principi etici di riferimento Modello etico personalista Il valore centrale e primario che viene coinvolto nel problema dellAIDS, come in ogni problema di assistenza sanitaria, è la persona umana : è nella persona umana e a vantaggio della persona umana e della sua dignità che convergono lopera del singolo e della società Il conflitto fra diritti-doveri: principi etici di riferimento Il conflitto fra diritti-doveri: principi etici di riferimento

32 Non può esistere una dialettica oppositiva tra bene della persona e bene della collettività Non può esistere una dialettica oppositiva tra bene della persona e bene della collettività Il bene comune dovrebbe essere inteso come la somma del bene delle singole persone, la realizzazione del bene di ogni singola persona, perché in ogni persona è rappresentato il bene dellumanità Il bene comune dovrebbe essere inteso come la somma del bene delle singole persone, la realizzazione del bene di ogni singola persona, perché in ogni persona è rappresentato il bene dellumanità Lapparente conflitto fra i principi nella prospettiva etica personalista

33 Linee etiche generali nella prospettiva personalista infetto o sano distinzione tra laspetto soggettivo- fenomenologico e quello ontologico- trascendentale Etica della verità diagnosi, comunicazione informazione e prevenzione Etica della comprensione/solidarietà Etica del rispetto della persona

34 Dramma interiore quando si viene a sapere Cambiamento dei rapporti con gli altri (persone care), timore di contagiare il coniuge/partner Dubbio se avere un figlio (anche sano orfano) Timore di discriminazione, rabbia per quella subita Doversi preparare ad accettare il miglioramento Doversi preparare alla morte quando iniziano i primi sintomi I problemi delle persone sieropositive

35 Lo screening e il consenso al test per lHIV Lo screening e il consenso al test per lHIV Il dovere alla riservatezza e il segreto professionale Il dovere alla riservatezza e il segreto professionale Infezione da HIV in ambito lavorativo Infezione da HIV in ambito lavorativo Discriminazione e tutela sociale Discriminazione e tutela sociale Il dovere di assistere del personale sanitario Il dovere di assistere del personale sanitario La ricerca scientifica e la sperimentazione di nuovi farmaci (principio di terapeuticità, di rispetto della dignità della persona, di socialità e solidarietà; consenso informato) La ricerca scientifica e la sperimentazione di nuovi farmaci (principio di terapeuticità, di rispetto della dignità della persona, di socialità e solidarietà; consenso informato) Strategie di prevenzione dellAIDS Strategie di prevenzione dellAIDS Infezione da HIV-AIDS: Problemi etici particolari Infezione da HIV-AIDS: Problemi etici particolari

36 AIDS: vantaggi/svantaggi dello screening di massa VANTAGGI per le autorità sanitarie rigore statistico epidemiologico (misura efficace di sorveglianza) possibilità di misure successive allarmismo nella popolazione

37 AIDS: vantaggi/svantaggi dello screening di massa VANTAGGI per gli operatori sanitari Possibilità di cautelarsi (imprudenza per i falsi negativi?) Rigore statistico epidemiologico (misura efficace di sorveglianza)

38 AIDS: vantaggi/svantaggi dello screening di massa VANTAGGI per i soggetti screenati raggiungimento di persone incolte o indifferenti screening nubendi? superare limbarazzo di chi vorrebbe… assistenza sanitaria individuale

39 SVANTAGGI AIDS: vantaggi/svantaggi dello screening di massa rischio di deresponsabilizzazione costi economici rapporto medico-paziente discriminazione privacy

40 SEGRETO PROFESSIONALE AIDS: dovere di riservatezza DOVERE ASSOLUTO? PRINCIPIO DI GIUSTIZIA, fondamento della deroga ETICA E DIRITTO

41 TUTELA DELLA VITA o INCOLUMITà DI TERZI AIDS: condizioni etiche per la rivelazione del segreto Destinatario: coniuge o partner ignaro Loperatore sanitario non ha alternative Loperatore sanitario deve adottare tutte le cautele possibili, fornire assistenza psicologica allinformato e non rivelare più di quanto necessario

42 Caratteristiche della malattia: sempre letale a breve o lungo termine La malattia dovuta a comportamenti scelti dai malati e ritenuti antisociali, che anche dopo linfezione persistono in comportamenti di autodistruzione Curare, allungare la vita dei pazienti fa aumentare il pool dei soggetti infettanti Nonostante linformazione, non si è pienamente convinti delle modalità di prevenzione della malattia Sensazione che nella struttura non si attuino completamente tutte le misure idonee a ridurre (eliminare) i rischi Obbligo di tutela nei confronti di se stessi, dei propri familiari, degli altri pazienti Motivazioni degli operatori sanitari al rifiuto di assistere soggetti HIV+

43 Modelli etici circa lobbligo di cura IL MODELLO DEL DIRITTO Il paziente rivendica la cura nei confronti della società IL MODELLO DEL CONTRATTO Il dovere di cura si innesta dopo il contratto, non vi è un dovere al contratto IL MODELLO DELLA VIRTÙ Lessenza della professione sanitaria Verso una filosofia della medicina per riconsiderare lessenza delle professioni sanitarie Verso una filosofia della medicina per riconsiderare lessenza delle professioni sanitarie (obbligo di curare anche a costo del rischio personale?)

44 Diritto a praticare liberamente un comportamento scelto anche se a rischio: lAIDS non può rimettere in discussione le conquiste della rivoluzione sessuale lAIDS non deve essere strumentalizzato per ripristinare una maggiore rigidità dei costumi AIDS: etica della prevenzione Modello Ideologico AIDS: etica della prevenzione Modello Ideologico RIDUCI IL RISCHIO, NON IL PIACERE!

45 I rapporti sessuali fuori del matrimonio sono un dato di fatto La sessualità spesso non è finalizzata al valore della famiglia Anche fra coloro che hanno scelto la castità come stile di vita si sono determinate infezioni da HIV sicuramente per via sessuale AIDS: etica della prevenzione Modello Medico-Epidemiologico AIDS: etica della prevenzione Modello Medico-Epidemiologico la prevenzione non può prescindere da questi presupposti e occorre perciò offrire mezzi pratici!

46 Ricerche sullo sviluppo dellinfezione HIV di coppie con partner sieropositivo ricorrenti o meno al profilattico

47 Il bene integrale della persona precede quello della collettività Lofferta dello screening mirato garantendo la riservatezza La trasmissione del segreto professionale a condizione Promuovere strategie educative volte a favorire comportamenti personali sani, stili di vita fondati su valori AIDS: etica della prevenzione Modello Personalista AIDS: etica della prevenzione Modello Personalista

48 Prima ancora che il sesso sicuro... il sesso responsabile!

49 Espressione di tre elementi correlati: Significati della Sessualità PIACERE PROCREAZIONE RELAZIONE

50 Sessualità come dimensione strutturale della persona in cui i tre significati (riproduttivo, di relazione e di piacere) sono strettamente connessi e inscindibili Significati della sessualità nel Modello Personalista Significati della sessualità nel Modello Personalista Luomo e la donna non hanno un sesso ma sono il loro sesso

51 Informazioni mediche sulle MST e modalità per prevenirle Insegnare a comprendere limportanza della difesa della salute e dellintegrità psico-fisica e quindi a condurre uno stile di vita sano MST: le scatole cinesi della prevenzione EDUCAZIONE ALLA VITA Educare ad un approccio responsabile alle sessualità e alle relazioni umane


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