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ISTITUTO DISTRUZIONE SUPERIORE GIOVANNI GIOLITTI Home page presenta : A scuola di intercultura con gli studenti dellIstituto Giolitti Esplora il modulo.

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1 ISTITUTO DISTRUZIONE SUPERIORE GIOVANNI GIOLITTI Home page presenta : A scuola di intercultura con gli studenti dellIstituto Giolitti Esplora il modulo didattico sullintercultura e lalimentazione a.s Insieme siamo il mondo è stato progettato e realizzato dalla Prof. Mariangela Zandonadi in collaborazione con la Cooperativa Mondo Nuovo Esplora il modulo didattico sullintercultura, feste e tradizioni a.s

2 ISTITUTO DISTRUZIONE SUPERIORE GIOVANNI GIOLITTI I ragazzi che hanno partecipato appartengono alle classi prime degli indirizzi alberghiero e aziendale dellIstituto I paesi dei ragazzi coinvolti in questa prima parte del progetto sono 8: Romania, Moldavia Perù, Bolivia, Filippine, Cina, Marocco e Algeria Nel corso dei laboratori creativi ogni ragazzo ha elaborando una ricetta tipica del proprio paese di origine. Tutti i contributi sono stati poi inseriti in queste pagine navigabili Il percorso didattico sui temi dell intercultura e dell alimentazione è stato strutturato in due parti: una di laboratorio formativo e una di laboratorio creativo. Il gruppo classe che ha partecipato al progetto è stato accompagnato in un lavoro di introduzione, approfondimento e sensibilizzazione sulle tematiche della multiculturalità, interculturalità, convivenza, diritti. Il gruppo classe ha prodotto i materiali che sono contenuti in questa sezione navigabile.

3 ISTITUTO DISTRUZIONE SUPERIORE GIOVANNI GIOLITTI Ingredienti: 1 chilo di manzo, tagliato a tocchetti 1 cavolo piccolo (repolyo) affettato 250g di cavolo cinese (pechay) 2 patate a pezzi 1 cipolla affettata 1 cucchiaino di pepe nero Salsa di pesce 2 manzo bollito 1 limone Salsa di soia Procedimento: Friggere le patate per 3 minuti e metterle da parte. In una pentola fare bollire lentamente il manzo con la cipolla e il pepe nero per almeno un'ora. Togliere la schiuma che si forma. Aggiungere acqua finché il manzo è tenero. Quando il manzo è molto tenero, aggiunge le patate fritte. Lasciare riposare per 5 minuti. Aggiungere il cavolo ed il cavolo cinese. Condire con la salsa di pesce. Togliere dal fuoco e servire caldo con la salsa di soia e il succo di limone. Suggerimento di cucina: Bollire i grandi pezzi di manzo lentamente e delicatamente a calore basso esalta il gusto della carne e la mantiene molto tenera. A CURA DI: Recio Maricar 1^E Alberghiero Una ricetta tipica dalle Filippine

4 ISTITUTO DISTRUZIONE SUPERIORE GIOVANNI GIOLITTI Procedimento: 1.In una padella da cucina, versare lolio e far friggere il maiale fino a rosolarlo, togliere il maiale dalla padella e lasciare a parte. 2.Nella stessa padella aggiungere l'aglio, la cipolla, lo zenzero ed i pomodori e far saltare. 3.In una casseruola, bollire l'acqua ed aggiunge il bagoong. 4.Aggiungere il maiale nella casseruola e la miscela nell'aglio saltato, la cipolla, lo zenzero ed i pomodori. Portare all'ebollizione e fare bollire lentamente per 10 minuti. 5.Aggiungere in tutte le verdura e cuocere finché la verdura è pronta, fare attenzione a non scuocere le verdure. 6.Aggiungere il sale ed il pepe. 7.Servire caldo con il riso semplice. A CURA DI: Bautista Kristine 1^E Alberghiero Ingredienti: 1/4 chilo di maiale tagliato a piccoli pezzi 2 Amapalya (i meloni amari) 2 melanzane, affettate 5 pezzi di okra 1 testa di aglio 2 cipolle, a dadini 5 pomodori, affettati 1 cucchiaio di zenzero, frantumato e affettato 4 cucchiai di alamang di isda o il bagoong 3 cucchiai di olio 1 1/2 tazza di acqua Il sale ed il pepe Una ricetta tipica dalle Filippine

5 ISTITUTO DISTRUZIONE SUPERIORE GIOVANNI GIOLITTI Il Pinakbet o il pakbet è un piatto popolare di Ilocano, dalle regioni del nord delle Filippine, sebbene è diventato popolare in ogni parte l'arcipelago. La parola pinakebet significa "ristretto" o "avvizzito". Nel pinakbet di Ilocano si usa il bagoong: pasta di gambero. La verdura fondamentale usata in questo piatto include il melone nativo amaro, la melanzana, il pomodoro, lo zenzero, l'okra, i fagiolini, i fagioli di lima, peperoncino, e fagioli alati. La maggior parte di queste verdura è facilmente accessibile e cresce nei cortili posteriori e nei giardini della maggior parte delle famiglie di Ilocano. In alcuni casi si aggiunge carne di maialei. Nelle Filippine è considerato un piatto molto sano e conveniente. A CURA DI: Bautista Kristine 1^E Alb.

6 ISTITUTO DISTRUZIONE SUPERIORE GIOVANNI GIOLITTI Procedimento: Prendere una padella e mettere patatine, wuster, e carne a cuocere. In unaltra padella aggiungere dellolio e mettere a cuocere cipolla e pomodoro. Quando tutti gli ingredienti sono ben cotti si mette tutto in un solo piatto. Per decorare utilizzare un uovo sodo fatto a fettine con olive e per dare gusto al piatto maionese e ketchup. A CURA DI: Terrazas Nohelia 1^A Aziendale Ingredienti: Patatine Wuster Carne Cipolla pomodoro olio di oliva Una ricetta tipica dalla Bolivia

7 ISTITUTO DISTRUZIONE SUPERIORE GIOVANNI GIOLITTI Procedimento: Mettete il coniglio nella tajine. Versate il succo di prugne. Aggiungete le cipolle tritate e lolio doliva, unite lo zenzero pelato e grattugiato finemente. Aggiungete la paprika, il ras-el-hanout, lo zafferano e il bastoncino di cannella. Portate lentamente a bollore, abbassate il fuoco, salate e pepate. Coprite e cuocete a fuoco basso per 40 minuti - 1 ora. Unite le prugne e i pomodori e continuate la cottura con il coperchio per 15 minuti, poi aggiungete il miele e cuocete, scoperto, per altri 10 minuti. Aggiustate di sale e di pepe e cospargete il tutto con erbe tritate. In forno: a temperatura molto bassa. Una ricetta tipica dellAlgeria A CURA DI: Ponza Sara 1^A Aziendale Ingredienti: 1 coniglio tagliato a pezzi 2 cucchiai di olio doliva 750 ml di succo di prugne e 12 prugne 1 pezzettino di zenzero (4 cm) 1 cucchiaino di paprika 2 cucchiaini di ras-el-hanout 1 pizzico di zafferano in filamenti 4 cipolle e 1 bastoncino di cannella 2 cucchiai di miele 6 steli di coriandolo e 6 di prezzemolo 6 pomodori secchi (facoltativi) sale e pepe

8 ISTITUTO DISTRUZIONE SUPERIORE GIOVANNI GIOLITTI OPZIONI Nella preparazione della Tajine unite un cucchiaio di acqua di fiori darancio (insieme al miele) per un aroma ancora più delizioso. MANUTENZIONE DELLA TAJINE Ungete di olio la tajine prima di utilizzarla. UTILIZZO DELLA TAJINE Sul gas: utilizzare uno spargifiamma. Sulle placche elettriche e in vetroceramica: a fuoco molto basso. Sulle placche a induzione: impossibile, salvo che si utilizza un "relè a induzione" o se si tratta di una tajine in ghisa come quella Le Creuset. A CURA DI: Ponza Sara 1^A Aziendale

9 ISTITUTO DISTRUZIONE SUPERIORE GIOVANNI GIOLITTI Procedimento: Setacciare la farina a fontana su di una spianatoia. Praticare un incavo nel centro e versarvi lacqua; aggiungere luovo, il burro tiepido ed il sale. Impastare. Prendere la pasta e sbatterla con violenza sulla spianatoia infarinata per 50/70 volte per renderla elastica. Appallottolare la pasta e metterla a riposare sotto una ciotola capovolta per circa unora. Nel frattempo preparare il ripieno (vedi sotto). Con un matterello, stendere la pasta il più sottile possibile. Infine, spennellare lo strato di pasta con del burro fuso e procedere alla farcitura con il ripieno. Ripieno: Mescolare in una terrina il formaggio fresco con le uova, un pizzico di sale e lo zucchero. Stendere il ripieno sulla pasta e poi con laiuto del telo arrotolare il tutto molto delicatamente e poggiare su una teglia leggermente unta. Imburrare la superficie e cuocere a metà forno. A cottura ultimata, cospargere di zucchero a velo. Cuocere in forno a 200° per minuti Una ricetta tipica della Moldavia A CURA DI: Vinogradov Mihaela 1^B Aziendale Ingredienti: 250 g farina ½ tazza di acqua tiepida 1 uovo 1 pizzico di sale 1 cucchiaio di burro per il ripieno: 750 g di formaggio fresco 3 uova 2 cucchiai di zucchero una presa di sale

10 ISTITUTO DISTRUZIONE SUPERIORE GIOVANNI GIOLITTI La cucina moldava è molto semplice, basata su piatti saporiti e facili da preparare. Piatti tradizionali sono: la Musacà una specialità di carne di maiale trita e speziata con aglio e peperoncino la Tochiturà,carne di maiale, formaggio di pecora, uova, aglio, polenta i Mititei o Mici: polpette di forma cilindrica di carne di manzo (talvolta mescolata con maiale o pecora) condita con aglio e pepe nero (a volte peperoncino) e una spezia chiamata Cimbru (il timo). Sono cucinati sulla griglia e possono essere serviti con senape, o con altre salse locali. La Ciorbà minestra o zuppa, preparata con ingredienti diversi, soprattutto verdure e carne. I Sarmale involtini di fogli di verza o di vite farciti con macinato di carne di maiale, riso, più altre verdure e sapori. Il Cozonac (panettone) : dolce tipico natalizio dalla forma parallelepipeda ripieno di canditi, noci o cacao. A CURA DI: Vinogradov Mihaela 1^B Aziendale

11 ISTITUTO DISTRUZIONE SUPERIORE GIOVANNI GIOLITTI Procedimento: Il pollo si taglia iniziando dalla spina dorsale fino al petto; si taglia il petto e si toglie le ossa delle gambe. Dopo il taglio, si mette la carne tritata, i funghi, il carote tagliato a quadretti, piselli, porro tritato, uovo, il mazzetti di prezzemolo tritato finemente poi le spezie. Dopo si mettono le costole. Il pollo di piega, poi si cuce con un ago sottile sulla spina dorsale. Si unge con olio e si mette nel forno per minuti ad un fuoco adeguato. Si spruzza ogni tanto con acqua. Si aggiunge il vino 5 minuti prima di essere rimosso dal forno. Una ricetta tipica della Romania A CURA DI: Mita Irina 1^A Aziendale Ingredienti: 1 pollo 500 gr carne tritata 100 gr funghi affettati carota, piselli, porro 1 uovo sale, pepe e paprica dolce 1 mazzetto di prezzemolo 2 costole a fette sottili 150 ml di vino bianco

12 ISTITUTO DISTRUZIONE SUPERIORE GIOVANNI GIOLITTI Procedimento: Tagliate il manzo a striscioline e lasciate marinare nel vino per 1 ora. Imbiondite laglio nellolio a fuoco medio, quindi aggiungete la carne (conservando la marinata). Aggiungete, ora, la passata di pomodori, il sale e il pepe e lasciate cuocere per qualche minuto. Aggiungete, quindi, la cipolla, le strisce di jalapeno, il prezzemolo e laceto e incorporate anche la marinata. Friggete, nel frattempo, le patatine in una casseruola a parte e aggiungetele agli altri ingredienti. Servite il piatto su di un letto di riso bianco. Una ricetta tipica del Perù A CURA DI: Juàrez Marzioandrè 1^E Alberghiero Ingredienti: 1 kg di filetto o bistecche di manzo ¼ tazza di vino rosso 2 cucchiai di aglio schiacciato 2 cipolle medie tagliate in striscioline 4 pomodori senza semi e passati 5 patate sbucciate e tagliate a bastoncini 1 peperoncino jalapeno tagliato a striscioline 1 cucchiaio di aceto olio vegetale per la frittura, sale e pepe, prezzemolo tritato finemente

13 ISTITUTO DISTRUZIONE SUPERIORE GIOVANNI GIOLITTI Il lomo saltado è un antico piatto tipico della cucina peruviana, molto diffuso a partire dalla metà del XIX sec., epoca dell'inizio dell'influenza cinese in Perù. È una miscela di cucina criolla e orientale. L'influenza orientale si riconosce dalla tecnica di cottura in pentola ad alte temperature, oggi conosciuta in Perù come salteado. La sinergia delle due gastronomie millenarie conferisce a questo piatto un perfetto equilibrio dei suoi sapori e aromi. È un piatto tipico unicamente del Perù ed è uno dei più consumati in questo paese. Viene spesso usato il peperoncino jalapeno peruviano. Viene servito generalmente con riso scondito o patate. Il Lomo Saltado si trova in tutti i menù dei ristoranti peruviani, nelle città medio-grandi del mondo. A CURA DI: Juàrez Marzioandrè 1^E Alberghiero

14 ISTITUTO DISTRUZIONE SUPERIORE GIOVANNI GIOLITTI Procedimento: Prendere le ali di pollo e farle rosolare nel vino per un ora. Preparare un soffritto con olio zenzero e cipolla. Una volta cotte le ali unirle al soffritto di zenzero e cipolla e cuocere per 15 minuti, sfumare con la cola a fuoco tenue. Quando la cola è evaporata il piatto è pronto. Una ricetta tipica della Cina A CURA DI: Shan Ru Ting 1^A Alberghiero Ingredienti: Ali di pollo Vino Cipolla Cola Zenzero Sale pepe e olio

15 ISTITUTO DISTRUZIONE SUPERIORE GIOVANNI GIOLITTI Carta geografica di Arno Peters

16 ISTITUTO DISTRUZIONE SUPERIORE GIOVANNI GIOLITTI -Perù -Bolivia -Romania -Moldavia I ragazzi coinvolti in questa prima parte del progetto Insieme siamo il mondo appartengono alle seguenti classi: - 1°A aziendale - 1°B aziendale -1° E alberghiero Si è deciso di trattare con i ragazzi il tema dellalimentazione nel mondo. All interno del laboratorio creativo, ogni studente ha elaborato una ricetta tipica del proprio paese di origine. -Filippine -Cina -Marocco -Algeria

17 ISTITUTO DISTRUZIONE SUPERIORE GIOVANNI GIOLITTI A CURA DI: Juàrez Marzioandrè 1^E Alberghiero Questo progetto è rivolto agli alunni stranieri dellistituto Giolitti i cui maggiori paesi di provenienza sono: Perù, Brasile, Camerun, Costa d'Avorio, Marocco, Romania, Albania, Cina, ed è basato sul concetto di società multiculturale europea e mondiale nella quale si ha la necessità di favorire un clima relazionale di apertura al dialogo. A tal fine è stata offerta ad allievi e docenti, l'occasione di approfondire le tematiche della dialettica e dell'educazione interculturale.

18 ISTITUTO DISTRUZIONE SUPERIORE GIOVANNI GIOLITTI A CURA DI: Juàrez Marzioandrè 1^E Alberghiero I laboratori formativi ai quali hanno partecipato i ragazzi, si sono articolati in alcuni momenti di lavoro, di approfondimento e sensibilizzazione sui temi dell intercultura. Sono qui elencati gli ambiti trattati in ordine cronologico.

19 ISTITUTO DISTRUZIONE SUPERIORE GIOVANNI GIOLITTI Durante i laboratori la classe ha lavorato sulla conoscenza reciproca, la rappresentazione di sé e la comunicazione verso laltro. Il formatore ha utilizzato a questo scopo lattività: Mi presento attraverso la geografia durante la quale ogni ragazzo ha avuto modo di rappresentare se stesso attraverso la raffigurazione mnemonica di un planisfero. I lavori sono stati poi analizzati in un momento di lettura e riflessione collettiva. Il formatore ha poi presentato ai ragazzi la Carta di Arno Peters e ha condotto losservazione guidata, durante la quale i ragazzi sono stati indirizzati a cogliere le differenze che emergono tra: lantica Carta di Mercatore e la recente carta di Peters.

20 ISTITUTO DISTRUZIONE SUPERIORE GIOVANNI GIOLITTI Il lavoro è proseguito parlando di relatività culturale e riflettendo su: punto di vista e spiazzamento. A questo scopo è stata proposta la lettura in classe di alcuni estratti dal Papalagi di Tuiavii di Tiavea, libro nel quale viene descritto luomo occidentale dal punto di vista di un capo tribù delle isole Samoa; per poi proseguire con una lettura intitolata usanze tribali la quale volutamente genera nel lettore un senso di spiazzamento e incomprensione di ciò che si sta realmente descrivendo, ovvero un gioco sportivo. A seguire commento e dibattito in classe

21 ISTITUTO DISTRUZIONE SUPERIORE GIOVANNI GIOLITTI Si è poi passati a lavorare sul tema specifico dellalimentazione, partendo dalla visione e analisi di alcune immagini del fotografo Peter Menzel. Le foto analizzate sono raccolte in un libro denominato Hungry Planet e ritraggono alcune famiglie del mondo accanto al cibo acquistato per una settimana. Ogni foto riporta anche il costo della spesa sostenuta dalla famiglia in oggetto. Allosservazione di queste immagini è seguito un momento di dibattito e riflessione di gruppo

22 ISTITUTO DISTRUZIONE SUPERIORE GIOVANNI GIOLITTI I ragazzi che hanno partecipato appartengono alle classi prime, seconde e terze degli indirizzi alberghiero e aziendale dellIstituto I paesi dei ragazzi coinvolti in questa seconda parte del progetto sono 7: Marocco, Ecuador, Moldavia, Romania, Perù, Filippine, Ghana Nel corso dei laboratori creativi ogni ragazzo ha elaborato una festa o tradizione del proprio paese di origine e una ricetta tipica ad essa correlata. Tutti i contributi sono stati poi inseriti in queste pagine navigabili Il percorso didattico sui temi delle feste e delle tradizioni è stato strutturato in due parti: una di laboratorio formativo e una di laboratorio creativo. Il gruppo classe che ha partecipato al progetto è stato accompagnato in un lavoro di introduzione, approfondimento e sensibilizzazione sulle tematiche della multiculturalità, interculturalità, convivenza, diritti. Il gruppo classe ha prodotto i materiali che sono contenuti in questa sezione navigabile e realizzato alcuni dei contenuti grafici.

23 ISTITUTO DISTRUZIONE SUPERIORE GIOVANNI GIOLITTI Carta geografica di Arno Peters

24 ISTITUTO DISTRUZIONE SUPERIORE GIOVANNI GIOLITTI -Perù -Ecuador -Romania -Moldavia -Filippine -Marocco -Ghana I ragazzi coinvolti in questa seconda parte del progetto Insieme siamo il mondo appartengono alle seguenti classi: - 1°G alberghiero - 1°F alberghiero - 1°E alberghiero - 2°B aziendale - 2°A aziendale – turistico - 2°F alberghiero - 3°B cucina Si è deciso di trattare con i ragazzi il tema delle feste e delle tradizioni nel mondo. All interno del laboratorio creativo, ogni studente ha raccontato una festa ed una ricetta tipica del proprio paese di origine.

25 ISTITUTO DISTRUZIONE SUPERIORE GIOVANNI GIOLITTI QUANDO: La festa dell Aid el Kabir si festeggia 7 giorni dopo la fine del Ramadan. Lanno scorso il Ramadan è terminato il 10 Settembre e allora la festa Aid el Kabir si è festeggiata il 16 Novembre. COME: La festa dellAid el kabir è molto importante perché è unoccasione in cui le famiglie si ritrovano. Gli uomini uccidono un animale secondo le regole dellIslam; generalmente si tratta di una capra, un agnello o un animale più grande, dipende dal numero delle persone e dalla disponibilità economica. Questo lavoro è riservato agli uomini, che intanto recitano delle preghiere. Poi l animale viene diviso in tre parti, una per sé, una per i vicini e la terza per i poveri. A CURA DI: En Naour Fatima Classe 1°F alb. Una festa dal Marocco LA TRADIZIONE… La festa dell Aid el Kabir, ovvero La festa del sacrificio è una festa importante per i marocchini. Il giorno della festa, la mamma si alza presto e ci porta un vestito nuovo: è un regalo! Poi dice: Spakcair che significa Buongiorno. Noi indossiamo i vestiti nuovi e con nostro padre andiamo alla moschea. Tornati a casa, le donne e si occupano della preparazione della carne. La carne viene cotta alla brace e servita con: couscous, verdure, pane, polpette, dolci e tè. La nostra famiglia è solita festeggiare a casa di nostra zia; si mangia tutti insieme e si passa la giornata in allegria. Al termine del pasto, ci si affretta a regalare una parte della carne ai poveri e ai bisognosi. Questo perché riteniamo giusto nei giorni di festa (e non solo) aiutare i meno abbienti, chi ha fame e chi è in difficoltà. Durante questa festa la mia famiglia prepara dei dolci chiamati FAKAS.

26 ISTITUTO DISTRUZIONE SUPERIORE GIOVANNI GIOLITTI ingredienti: -7 uova -1cucchiaio di burro fuso -2 bicchieri di zucchero -2 bicchieri di olio doliva -1 bustina di vaniglia -Farina quanto basta per ottenere un impasto lavorabile con le mani -Buccia di un limone grattugiata -Un cucchiaino di semi di finocchio -Un pizzico di sale preparazione: Impastare tutti gli ingredienti e formare un panetto piuttosto lungo e alto 5 centimetri. Mettere in forno per 5 minuti a 180°. Togliere dal formo, e far raffreddare. Tagliare a fettine e rimettere in forno affinché i biscotti diventino croccanti. A CURA DI: En Naour Fatima Classe 1°F alb

27 ISTITUTO DISTRUZIONE SUPERIORE GIOVANNI GIOLITTI Il tatuaggio allhennè é una pratica molto antica, largamente impiegata nei paesi medio orientali. Lhennè viene utilizzato dalle donne per abbellire la pelle come strumento di seduzione per mariti e fidanzati. Il tatuaggio allhennè scompare dalla pelle in un tempo compreso tra due settimane e un mese; non è affatto doloroso e lascia sulla pelle un piacevole profumo che si attenua dopo alcuni giorni. Le decorazioni utilizzate nella pratica del tatuaggio allhennè sono disegni di fantasia, fiori e foglie. Questi tatuaggi si realizzano in occasione di matrimoni e alcune feste, come la festa dellAid el Kabir A CURA DI: Chentoufi Manar Classe 1°G alb. Una tradizione dal Marocco CHE COSE LHENNE? La pianta dellhennè è originaria dellAfrica e ancora oggi è molto utilizzata nei paesi nord Africani come la Tunisia, lEgitto, il Sudan e lArabia Saudita. Lhennè viene preparato a partite delle foglie della pianta omonima. Le foglie vengono essiccate e macinate, poi si aggiunge acqua e succo di limone, si crea in questo modo limpasto che serve per realizzare i tatuaggi. Per migliorare il fissaggio del tatuaggio si usa tamponare la pelle con un batuffolo di cotone imbevuto nel succo di limone. Il tatuaggio deve essere lasciato asciugare da due a quattro ore, trascorso questo tempo sarà possibile eliminare dalla superficie leccedenza essiccata.

28 ISTITUTO DISTRUZIONE SUPERIORE GIOVANNI GIOLITTI la Religione musulmana vieta tutti i tatuaggi permanenti, come spiegato da diversi ahadith del profeta Maometto, sono consentiti solo i tatuaggi temporanei fatti con l'hennè, pigmento organico di color rosso-amaranto, ricavato dalla pianta della "Lawsonia inermis", "Henna" in arabo. Nella tradizione araba e anche in quella indiana sono le donne a tatuarsi con l'henna. I tatuaggi vengono fatti sia sulle mani che sui piedi. Molte spose vengono completamente tatuate per la loro prima notte di nozze, per questo la sera prima delle nozze viene chiamata "Lelet al Henna" (la notte dell'hennè). I tatuaggi allhennè sono estremamente decorativi, alcuni possono essere molto elaborati ed assimilabili a vere e proprie opere d'arte che hanno la durata media di qualche settimana di vita. A CURA DI: Chentoufi Manar Classe 1°G alb

29 ISTITUTO DISTRUZIONE SUPERIORE GIOVANNI GIOLITTI Il matrimonio In Marocco è una festa che dura parecchi giorni. Solitamente sono previste due feste: una per la sposa e una per lo sposo. La preparazione della sposa inizia un mese prima del matrimonio, essa non si deve preoccupare di nulla, poiché sarà la sua famiglia e la famiglia del futuro marito a pensare a tutto ciò che è necessario per levento. In Marocco durante il matrimonio la sposa si siede su una specie di poltrona a fianco del marito. La coppia viene poi attorniata dai parenti che festeggiano con loro il lieto evento. Durante questa festa, la sposa, può indossare molti vestiti diversi. solitamente indossa i vestiti tipici di alcune città del Marocco. Ogni città ha il suo abito tradizionale ed essa può cambiarsi più volte dabito, indossando i vari costumi tradizionali di varie città del Marocco. A CURA DI: Wiam Siaf Classe 1°E alb. Una tradizione dal Marocco LA TRADIZIONE… i matrimoni marocchini durano anche fino a 7 giorni e sono pieni di balli e canti, a mio parere sono molto belli.. mi piacciono molto i matrimoni orientali! Il giorno prima del matrimonio la sposa si veste con un abito tradizionale per la notte dellhenné. La sposa deve sottoporsi quasi a 2 ore di trattamento allhennè su piedi e mani. Un piatto tipico che viene realizzato in occasione dei matrimoni marocchini è la CARNE CON PRUGNE SECCHE E MANDORLE

30 ISTITUTO DISTRUZIONE SUPERIORE GIOVANNI GIOLITTI ingredienti: -carne -olio -cipolla tritata -Zafferano -prugne -Zucchero -Mandorle preparazione: Si mette la carne in una pentola a soffriggere con olio, cipolla tritata, sale, pepe e zafferano. Si mescola il tutto, poi si lascia su fuoco fino a che la carne sia ben cucinata. In un altra pentola, si mettono le prugne con acqua (la quantità da coprire tutto) e zucchero granulato e si lascia cuocere. In un piatto quindi, mettiamo uno strato di carne, con il suo sugo e al di sopra versiamo le prugne e le mandorle. E consuetudine... accompagnare alla carne un piattino di prugne cosparse di grani di sesamo. A CURA DI: Wiam Siaf Classe 1°E alb

31 ISTITUTO DISTRUZIONE SUPERIORE GIOVANNI GIOLITTI Ziua Vinului ovvero la giornata del vino si festeggia in Moldavia il 21 settembre. Questa festa è fortemente sentita soprattutto nella capitale Chisinau. Il Giorno del vino'' è importante perché ricorda che il vino è uno dei prodotti principali delleconomia della Moldavia. Questa festa si svolge in autunno, quando luva è matura. Le persone escono per le strade e si ritrovano nelle piazze per festeggiare con grande allegria. Durante questa festa ad ogni persona viene offerto un un bicchiere di vino bianco o rosso. In questa giornata tutti si divertono, bevendo vino, mangiano, ballano e cantano danze moldave. Una festa dalla Moldavia LA TRADIZIONE… Nel giorno del vino è abitudine preparare alcuni cibi particolari: sarmale, placinte calde fatte dalle nonne e i tradizionali biscottini con lo zucchero Di tutte le province storiche della Romania, la Moldova è la più conosciuta per la produzione dei vini che vengono acquistati da molti paesi europei e anche dalla Russia. Molte volte, in Moldavia, il vino è stato fonte di ispirazione per storie e racconti della tradizione popolare. Nella giornata del vino a casa prepariamo le SARMALE A CURA DI: Morozan Larisa Classe 1 E ALB

32 ISTITUTO DISTRUZIONE SUPERIORE GIOVANNI GIOLITTI ingredienti: -300 gr. di riso -400 gr. di polpa di vitello -100 gr. di grasso animale -100 gr. di olio -200 gr. di pancetta -2 cipolle, 2 carote, 2 pomodori, 1 peperone medio -prezzemolo -peperoncino, sale, foglie di alloro -20 foglie di cavolo -20 foglie di vite -mezzo litro di brodo. preparazione: Si tagliano le verdure a dadini, si mettono in una casseruola con grasso e olio caldo per farle dorare. Si aggiunge la pancetta e la carne tagliata a dadini. Si fa rosolare per 5 minuti e poi si fa cuocere tutto per 10 minuti, regolando di sale e peperoncino. Si mescola bene e si lascia risposare. In una pentola con acqua e sale grosso si fanno scottare le foglie di cavolo e di vite per un minuto. Si scolano e si raffreddano. A questo punto si riempie ogni foglia di vite con la preparazione, si arrotola e si mette con cura in una casseruola alta una con un po di olio e una foglia di alloro. Alle fine si aggiunge il brodo caldo e (volendo) 200 gr di passata di pomodoro. Si passa in forno riscaldato a 180°C, per minuti. Questo piatto generalmente viene servito con la panna. A CURA DI: Morozan Larisa Classe 1 E ALB

33 ISTITUTO DISTRUZIONE SUPERIORE GIOVANNI GIOLITTI La festa del Martisor si festeggia dal 1 al 31 marzo. Quella del Mărţişor è una festa che vuole salutare l'inizio della primavera. Si celebra in Romania, Moldavia, Bulgaria e Macedonia. Il nome deriva dal diminutivo di "Marzo" (in rumeno Martie) ed ha il significato di "piccolo Marzo" o "caro Marzo". Le origini della festa non si conoscono, pare che sia nata ai tempi dellImpero Romano quando lAnno Nuovo era festeggiato nella prima giornata di primavera, nel mese di marzo. Marte non era soltanto il dio della guerra, ma anche della fertilità e della vegetazione e questa dualità è presente nel doppio filo intrecciato rosso e bianco, simbolo della festa. Per alcuni il bianco rappresenta linverno e il rosso la rinascita della vita, per altri il bianco è la ragione chiara delluomo e il rosso evoca la vitalità calda della donna. Il loro intreccio significa lindissolubile unità dei due principî che raggiungono pienezza solo camminando uno accanto allaltro. Una festa dalla Moldavia LA TRADIZIONE… Alcune ricerche archeologiche in Romania hanno portato alla luce dei mărţişor di 800 anni fa, fatti di piccole pietre colorate in bianco e rosso. In alcune zone il martisor era composto da una piccola moneta,in seguito, il nastro veniva appeso ai rami di un albero da frutta (si pensava che portasse abbondanza) mentre in cambio della moneta si comprava del formaggio bianco, affinché la pelle del volto restasse bianca e fresca come questo. Durante questa festa in Moldavia i marciapiedi delle città si riempiono di bancarelle e tavoli dove i venditori competono in creatività nel realizzare i martisor più belli. A volte in queste bancarelle si trovano dei veri e propri tesori. Durante il Martisor a casa prepariamo il COZONAC A CURA DI: Stanescu Ana Maria Classe 1 E ALB

34 ISTITUTO DISTRUZIONE SUPERIORE GIOVANNI GIOLITTI preparazione: Sciogliere il lievito in 100 ml. di latte leggermente intiepidito, unire 30 g. di zucchero, il miele, il tuorlo ed unire questo composto a 200 g. d farina e lavorare a lungo. Quando il composto è bello elastico, aggiungere 50 g. di burro. Mettere l'impasto in una ciotola ricoperta da pellicola e lasciar lievitare per circa due ore o comunque fine al raddoppio. A questo impasto lievitato aggiungere gli altri 50 g. di zucchero e le uova e cominciare ad impastare, unire gli altri 300 g. di farina, i 40 ml. di latte rimasto, i due cucchiai di rhum, la vanillina, la buccia d'arancia e il sale ed impastare tantissimo fino a quando l'impasto avrà preso corda e sarà diventato bello lucido. A questo punto aggiungere gli altri 100g. di burro a pezzi evitando di mettere il pezzo A CURA DI: Stanescu Ana Maria Classe 1 E ALB e per la farcitura: -150 g. di noci -120 g. di uvetta -20 g. di cacao -50 ml. di rhum -50 ml. circa di latte -80 g. di zucchero -Per lucidare: -un tuorlo d'uovo ed un cucchiaio di latte ingredienti: -500 g. di farina -2 uova e un tuorlo -90 g. di zucchero -150 g. di burro -140 ml. di latte -un cucchiaino di miele -un pezzo di lievito di birra da 25 g. -2 cucchiai di rhum -una bustina di vanillina -la buccia di mezza arancia grattugiata -un cucchiaino colmo di sale successivo se quello precedente non è ben incorporato e l'impasto non è ben in corda. Piegare l'impasto in due e poi ancora in due come per un fazzoletto e poi appallottolarlo e metterlo in una ciotola coperta da pellicola trasparente e metterlo al caldo per 5-6 ore per facilitare la lievitazione. Durante questa ultima ora, mettere l'uvetta a bagno nel rhum e quando è bella morbida tritarla con le noci insieme al rhum a tutti gli ingredienti della farcia di latte fino a raggiungere una consistenza cremosa

35 ISTITUTO DISTRUZIONE SUPERIORE GIOVANNI GIOLITTI Il Martisor veniva regalato in giorno del 1° marzo e indossato da 9 a 12 giorni, a volte fino a quando fioriva il primo albero o sbocciava la prima rosa. A quel punto veniva appeso a un ramo fiorito con la speranza di vedere i fiori sbocciare tutto l'anno. A Dobrogea, [sud est della Romania, tra il Danubio e il Mar Nero] veniva portato fino all'arrivo delle cicogne e quindi lanciato verso il cielo perchè portasse ancor più fortuna. Nei villaggi della Transilvania, il Martisor rosso e bianco, fatto con filo di lana, era appeso alle porte, alle finestre, alle corna degli animali, ai recinti delle pecore, ai manici dei secchi, per allontanare gli spiriti malefici e per invocare la vita, la sua forza rigeneratrice, attraverso il rosso, il colore della vita stessa. Alcune persone ritengono che il colore bianco sia legato alla tradizione secondo la quale nei villaggi di montagna, il primo giorno di marzo era quello in cui le ragazze si lavavano con l'acqua della neve sciolta, per essere belle e bianche come la neve. A CURA DI: Stanescu Ana Maria Classe 1 E ALB

36 ISTITUTO DISTRUZIONE SUPERIORE GIOVANNI GIOLITTI Quella del Martisor è una tradizione ereditata dai nostri antenati, i rumeni. La parola Martisor è il nome popolare di marzo. Martisor è una festa che celebra la venuta della Primavera. In questo giorno si danno alle donne Martisor, che hanno il valore simbolico di amore e di gioia perché è tornata la Primavera. Si ritiene che il Martisor porti felicità e fortuna. Sono tradizionalmente fatti a mano e vengono offerti insieme ad altri simboli di fortuna: il bucaneve, il quadrifoglio, il ferro di cavallo, il cuore. Una tradizione dalla Moldavia LA TRADIZIONE… Martisor è anche il nome di un piccolo oggetto: una stringa intrecciata di un filo bianco e uno rosso. Questo oggetto si mette sul petto, a sinistra sul cuore e si porta fino quando finisce il mese di Marzo. Durante il Martisor a casa prepariamo le PIRJOALE MOLDOVENESTI A CURA DI: Papucciu Maria Classe 2 A AZ.TUR.

37 ISTITUTO DISTRUZIONE SUPERIORE GIOVANNI GIOLITTI ingredienti: -500 g di carne di maiale -500 g carne di vitello -2 carote -5-6 spicchi di aglio -1 cipolla grande, bianca -2 uova -500 g pane bianco, senza crosta -1 tazza grande di latte -Prezzemolo fresco -Timo verde, sale, pepe, olio preparazione: La carne si lava, poi si trita insieme con la cipolla e laglio. Le carote si grattugiano. Il pane si ammorbidisce nel latte, poi si strizza. Tutti i tipi di carne si mettono in una ciotola grande insieme con le carote, laglio, la cipolla, le uova, il prezzemolo macinato, il timo tritato, sale e pepe. Poi si formano alcuni cilindri che devono essere appiattiti. Si fanno friggere nell olio caldo qualche minuto per lato. Quando sono dorati, si adagiano su un carta assorbente e si servono caldi. A CURA DI: Papucciu Maria Classe 2 A Az.Tur.

38 ISTITUTO DISTRUZIONE SUPERIORE GIOVANNI GIOLITTI La festa del Signore dei Miracoli Si festeggia in Ecuador il 14 settembre. Durante i giorni della festa ogni anno gli uomini portano in processione per la città la croce con il Cristo nero. In questa giornata la gente celebra la festa con balli per le strade della città. La figura del Cristo nero è legata alla figura di un chierico: Isidro de Veinza e Mora il quale, poco prima di morire, donò i suoi beni ai suoi lavoratori e diede la libertà ai suoi schiavi. Cristo aveva così ispirato don Isidro, all'inizio del XVIII secolo, a dare completa libertà a un gran numero di schiavi. Per questo i festeggiamenti del Cristo nero sono anche legati allabolizione della schiavitù in Ecuador. Una festa dallEcuador LA TRADIZIONE… Tra l'anno 1684 e anno 1694 Isidro de Veinza e Mora trova i resti di un Cristo nero, ma un giorno si ammala gravemente e diventa quasi completamente cieco. Isidro decide allora di chiede intercessione a Gesù, se il Signore lo avesse guarito, lui avrebbe ripristinato i resti del Cristo Nero che aveva trovato. Il Signore lo ascolta, Don Isidro recupera la vista e il popolo introduce nelle celebrazioni l'immagine restaurata del "Cristo Nero. Proprio per questa vicenda il Cristo Nero viene anche chiamato Signore dei Miracoli. Durante questo giorno di festa In casa prepariamo il YAPINGACHO A CURA DI: Gòmez Arenilla Katherine Classe 2 B AZ.

39 ISTITUTO DISTRUZIONE SUPERIORE GIOVANNI GIOLITTI ingredienti: -1 Chilo di riso -2 chili di patate -4 salsicce -½ chilo di arachidi -1 cipolla tritata -2 foglie di lattuga -4 uova preparazione: Cucinare il riso. Cuocere le patate e schiacciarle come purea ma senza latte e senza burro, in una padella preriscaldare lolio e formare alcune frittelle di patate spessa, cospargere con formaggio a piacere. Mettere la cipolla tritata finemente in unaltra padella con il burro e aggiungere 5 cucchiai di latte e arachidi, friggervi le uova, tagliare le salsiccia e comporre il piatto sovrapponendo a strati. A CURA DI: Gòmez Arenilla Katherine Classe 2 B AZ.

40 ISTITUTO DISTRUZIONE SUPERIORE GIOVANNI GIOLITTI A CURA DI: Juàrez Marzioandrè 1^E Alberghiero I laboratori formativi ai quali hanno partecipato i ragazzi, si sono articolati in alcuni momenti di lavoro, di approfondimento e sensibilizzazione sui temi dell intercultura. Sono qui elencati gli ambiti trattati in ordine cronologico.

41 ISTITUTO DISTRUZIONE SUPERIORE GIOVANNI GIOLITTI Durante i laboratori la classe ha scoperto il planisfero politico di Arno Peters mettendolo a confronto con la più antica Carta di Mercatore. Attraverso questa rappresentazione i ragazzi hanno avuto modo di osservare da un nuovo punto di vista i paesi del Mondo e cogliere le implicazioni con le dinamiche economiche e commerciali attuali. Siamo giunti poi a parlare di Commercio Equo e Solidale e delle culture con cui esso stringe relazioni ogni giorno. Il discorso sul Commercio Equo e Solidale e sui suoi produttori ci ha permesso di arrivare a conoscere differenti popolazioni del mondo e le loro usanze e tradizioni.

42 ISTITUTO DISTRUZIONE SUPERIORE GIOVANNI GIOLITTI Il nostro viaggio intorno al Mondo ci ha portato ad affrontare il tema della scansione cronologica del tempo, legata ai cicli lunari e ai cambiamenti stagionali. Abbiamo osservato in classe come la percezione dello scorrere del tempo si sia differenziata nei popoli della Terra dando origine a differenti tipologie di Calendari. Il Calendario Interculturale ci ha permesso di osservare le feste dal mondo e coglierne i legami con il mutare delle stagioni. In un momento di riflessione collettiva sono stati messi in evidenza le similitudini tra festività di popoli anche molto distanti (geograficamente) tra loro. Per ultimo abbiamo elencato le possibili tipologie di Feste esistenti nel mondo.

43 ISTITUTO DISTRUZIONE SUPERIORE GIOVANNI GIOLITTI Si è poi passati a lavorare sul tema specifico delle feste e delle tradizioni dei paesi di origine dei ragazzi. Ogni alunno ha raccontato una festa tipica del suo paese, andandone a ricercare gli aspetti caratterizzanti, usi e costumi e origini storiche. Ad ogni festa è stata poi allegata una scheda che descrive una ricetta di un piatto tipico, abitualmente realizzato dalle famiglia del ragazzo in occasione della festività presentata.


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