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Eugenio Montale, la ricezione di un classico. Vedi, in questi silenzi in cui le cose/ sabbandonano e sembrano vicine/ a tradire il loro ultimo segreto,/

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Presentazione sul tema: "Eugenio Montale, la ricezione di un classico. Vedi, in questi silenzi in cui le cose/ sabbandonano e sembrano vicine/ a tradire il loro ultimo segreto,/"— Transcript della presentazione:

1 Eugenio Montale, la ricezione di un classico. Vedi, in questi silenzi in cui le cose/ sabbandonano e sembrano vicine/ a tradire il loro ultimo segreto,/ talora ci si aspetta/ di scoprire uno sbaglio di Natura,/ il punto morto del mondo, lanello che non tiene/ il filo da disbrogliare che finalmente ci metta/ nel mezzo di una verità. I limoni, vv

2 Ciò che non siamo, ciò che non vogliamo Non chiederci la parola che squadri da ogni lato/ lanimo nostro informe, e a lettere di fuoco/ lo dichiari e risplenda come un croco/ perduto in mezzo a un polveroso prato. Ah luomo che se ne va sicuro,/ agli altri ed a se stesso amico/ e lombra sua non cura che la canicola/ stampa sopra uno scalcinato muro! Non domandarci la formula che mondi possa aprirti/sì qualche storta sillaba e secca come un ramo./ Codesto solo oggi possiamo dirti/ ciò che non siamo, ciò che non vogliamo. Ossi di seppia Qui su larida schiena/ del formidabil monte/ sterminator Vesevo,/ la qual nullaltro allegra arbor né fiore,/ tuoi cespi solitari intorno spargi,/ odorata ginestra,/ contenta dei deserti. (…) E tu, lenta ginestra,/ che di selve odorate/ queste campagne dispogliate adorni/ anche tu presto alla crudel possanza/ soccomberai del sotterraneo foco,/ che ritornando al loco/ già noto, stenderà lavaro lembo/ su tue molli foreste. E piegherai/ sotto il fascio mortal non renitente/ il tuo capo innnocente (…) Leopardi, La ginestra

3 La formula al negativo di Montale I divieti al lettore non esprimono comando ma dubbio e difficoltà Poetica del correlativo oggettivo diventa necessaria. Sicurezza e inquietudine dell uomo sicuro Qualche storta sillaba e secca: Comunicare lassurdo

4 Lessere e il mare Sono andati via tutti-/ blaterava la voce dentro il ricevitore./E poi, saputa:-Non torneranno più.-/ Ma oggi/ su questo tratto di spiaggia mai prima dora visitato/ quelle toppe solari..Segnali/ di loro che partiti non erano affatto?/ E zitti quelli al tuo voltarti, come niente fosse./ I morti non è quel che di giorno/ in giorno va sprecato,ma quelle/ toppe dinconsistenza, calce o cenere/ pronte a farsi movimento e luce./ Non/ dubitare, -minveste della sua forza il mare-/ parleranno. V. Sereni, La spiaggia Osservare tra frondi il palpitare Lontano di scaglie di mare Mentre si levano tremuli scricchi Di cicale dai calvi picchi. Meriggiare pallido e assorto (vv. 9-12) Memoria delle vacanze estive di Monterosso; scaglia è piccola lamina lucente, qui è metafora delleffetto ottico della sup. marina illuminata dal sole; Il mare rappresenta unico movimento nel testo.

5 Forse un mattino andando in unaria di vetro Forse un mattino andando in unaria di vetro/ arida, rivolgendomi, vedrò compirsi il miracolo:/il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro/ di me, con un terrore di ubriaco./ Poi come suno schermo, saccamperanno di gitto/ alberi case colli per linganno consueto./ Ma sarà troppo tardi; ed io me nandrò zitto/ tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.

6 La parola oltre il testo: Nulla Umorismo di Pirandello e Schopenhauer, Mondo come volontà e rappresentazione. Racconti autobiografici di Tolstoj:Immaginavo che fuori di me nessuno e nulla esistesse in tutto il mondo, che gli oggetti non fossero oggetti ma immagini, le quali mi apparivano solo quando vi fissavo lattenzione, e che appena cessavo di pensarci quelle immagini subito svanissero.. Cerano momenti, quando sotto linfluenza di questa idea fissa arrivavo a rasentare la follia, al punto che rapidamente mi voltavo dalla parte opposta, sperando di sorprendere il vuoto là dovio non ero. Leopardi: nichilismo rivela il nesso inseparabile tra sapere e soffrire (conoscere = coscienza dellimpossibilità del piacere) G. Caproni, Re amissa, 1991: il Nulla, spiegano/ è il non essere./ E allora/ come può, allora,/ essere il non essere? Ungaretti, nulla dinesauribile segreto come ideale di inattingibile purezza Totalitarismo e nichilismo: Primo Levi attingendo al codice della Bibbia, ricorre allimmagine del diluvio o del caos originario, a un universo deserto e vuoto; il vuoto è variazione del nulla, il nulla è pieno di morte.

7 Montale e T. S. Eliot Spesso il male di vivere ho incontrato:/ era il rivo strozzato che gorgoglia,/ era laccartocciarsi della foglia/ riarsa, era il cavallo stramazzato./ Bene non seppi, fuori dal prodigio/ che schiude la divina Indifferenza:/ era la statua nella sonnolenza /del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato. Il climax del negativo e la gradazione naturalistica;Il climax del negativo e la gradazione naturalistica; Per sopportare il male di vivere, luomo dovrebbe provare indifferenza: la statua è condizione umana priva di vitalità.Per sopportare il male di vivere, luomo dovrebbe provare indifferenza: la statua è condizione umana priva di vitalità. Coppia di quartine di endecasillabi permette giochi di simmetrie e asimmetrie costruttiva.Coppia di quartine di endecasillabi permette giochi di simmetrie e asimmetrie costruttiva.

8 Gli uomini vuoti (1925) Siamo gli uomini vuoti/ siamo gli uomini impagliati/ che appoggiano lun laltro/la testa piena di paglia. Ahimè!/ Le nostre voci secche, quando noi/ insieme mormoriamo/ sono quiete e senza senso/ come vento nellerba rinsecchita/ o come zampe di topo sopra vetri infranti/ nella nostra arida cantina Figure senza forma, ombra senza colore/ forza paralizzata, gesto privo di moto;/ Coloro che hanno traghettato/ con occhi diritti, allaltro regno della morte/ ci ricordano – se pure lo fanno- non come anime/ perdute e violente, ma solo/ come gli uomini vuoti/ gli uomini impagliati.

9 Gloria del disteso mezzogiorno Gloria del disteso mezzogiorno/ quandombra non rendono gli alberi/ e più e più si mostrano dattorno/ per troppa luce, le parvenze, falbe./ Il sole, in alto – e un secco greto./Il mio giorno non è dunque passato:/lora più bella è di là dal muretto/ che rinchiude in un occaso scialbato./ LArsura, in giro; un martin pescatore/ volteggia suna reliquia di vita./ La buona pioggia è di là dallo squallore,/ ma in attendere è gioia più compita. Echi leopardiani, il motivo dellattesa. Il sabato del villaggio: Il sabato è giorno da godersi perché al domenica porterà tristezza e noia. Il sabato dellesistenza è la giovinezza. Lattesa diventa fonte di illusoria felicità (donzelletta, vecchierella, fanciulli, contadino, artigiano) Lamara conclusione è posta in forma di monito al garzoncello scherzoso.

10 La memoria Cigola la carrucola del pozzo/Lacqua sale alla luce e vi si fonde./ trema un ricordo nel ricolmo secchio/ nel puro cerchio unimmagine ride./ Accosto il volto a evanescenti labbri:/ si deforma il passato, si fa vecchio,/ appartiene ad un altro…/Ah che già stride,/ la ruota, ti ridona allaltro fondo,/ visione, una distanza ci divide. Ossi di seppia Non recidere, forbice, quel volto,/ solo nella memoria che si sfolla,/ non far del gran suo viso in ascolto/ la mia nebbia di sempre/ Un freddo cala…Duro il colpo svetta/ E lacacia ferita da sé scrolla/ il guscio di cicala/ nella prima belletta di Novembre. Le occasioni

11 Dagli Ossi a Le Occasioni Il passato è unillusione; ricerca di un varco in esso e suo recupero impossibile. Circolarità della lirica e movimento di risalita e di ricaduta (illusione e disillusione). Nella memoria che si svuota rimane solo il volto della donna amata. Le occasioni sono momenti casuali e quotidiani da cui M. coglie il significato dellesistenza. Parole-chiave sono ricordo e memoria ma non in dimensione consolatoria. Il discorso poetico si fa più oscuro (vicino allErmetismo e alla tendenza della poesia degli anni trenta a chiudersi in se stessa). Nella Casa dei doganieri la vicenda comune si perde nella memoria individuale

12 La donna Tu non ricordi la casa dei doganieri/ sul rialzo a strapiombo sulla scogliera:/ desolata tattende dalla sera/ in cui ventrò lo sciame dei tuoi pensieri/ e vi sostò irrequieto. Libeccio sferza da anni le vecchie mura/ e il suono del tuo riso non è più lieto:/ la bussola va impazzita allavventura/ e il calcolo dei dadi più non torna./ tu non ricordi: altro tempo frastorna/ la tua memoria: un filo saddipana. Ne tengo ancora un capo; ma sallontana/la casa e in cima al tetto la banderuola/ affumicata gira senza pietà./ Ne tengo un capo: ma tu resti sola/ né qui respiri nelloscurità. Oh lorizzonte in fuga, dove saccende/ rara la luce della petroliera!/Il varco è qui? (Ripullula il frangente/ancora sulla balza che scoscende..)/ Tu non ricordi la casa di questa/ mia sera. Ed io non so chi va e chi resta. Ricerca del varco (superamento della solitudine esistenziale alla ricerca di una vita autentica.) Il recupero memoriale: Proust e Montale (Proust alla rovescia). Se lo scrittore francese vive il presente come rivisitazione del passato, Montale perde il passato nel buio della memoria, che è incapace di custodirlo. Poetica della sofferenza espressa dalla irregolarità delle rime e delle assonanze (irrequieto-lieto; saddipana-sallontana; scogliera-sera-petroliera).

13 Le allegorie della figura femminile Limmagine salvifica è affidata a figure femminili, veramente amate dal poeta; sono delineate realisticamente e la loro assenza è condizione della loro presenza poetica (visiting angel). Annetta degli Uberti; amore della giovinezza a Monterosso, connotata come volubile, vitale e misteriosa. Non morì precocemente come disse il poeta. Clizia (Irma Brandeis,cui M. fu legato dal 1933 al 38), messaggera di salvezza nelle Occasioni e nella Bufera, incarna la cultura umanistica minacciata dal nazifascismo. Beatrice dantesca nella barbarie della guerra. Clizia figlia dellOceano e amante del sole, da lui abbandonata si trasformò in girasole (Ovidio, Metamorfosi). La presenza femminile, connotata in senso mistico e religioso, indica il bisogno m. di trascendenza: M. non è credente ma si pone di fronte al mistero in modo problematico indicando la ricerca di dimensione al di là del mondo storico. Volpe (Maria Luisa Spaziani), è lanti-Beatrice, la donna concreta e sensuale (cf. Vita nuova) Mosca (Drusilla Tanzi), non ha leccezionalità di Clizia ma è assunta come maestra di vita per al capacità istintiva di aderire allesistenza nella sua immediatezza, senza diaframmi ideologici.


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