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(1834-1910) Léon Walras: nasce a Evreux (Normandia) nel 1834, il padre Auguste è un funzionario scolastico che coltiva interessi per la speculazione.

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3 Léon Walras: nasce a Evreux (Normandia) nel 1834, il padre Auguste è un funzionario scolastico che coltiva interessi per la speculazione economica e che, in polemica con Say e Ricardo, afferma a fondamento del valore lidea di utilité-rare 1854: inizia gli studi di ingegneria mineraria, che poi abbandona per dedicarsi agli studi umanistici e allarte 1858: promette al padre di terminare gli studi economici, poi inizia a praticare diversi lavori tra cui il giornalismo LÉON WALRAS 1860: tiene una relazione ad una conferenza a Losanna, dove la positiva impressione suscitata in politico locale lo condurrà, nel 1870, ad occupare una cattedra di economia politica alla locale Accademia 1874: pubblica la sua opera più nota Elementi di Economia Politica Pura Riscuote scarso successo negli ambienti francofoni, i suoi lavori sono invece pubblicati in Italia grazie alla collaborazione con Maffeo Pantaleoni, il quale nel 1891 invia a Losanna Vilfredo Pareto 1893, lascia la cattedra di Losanna a Pareto ritirandosi a vita privata Pubblica due raccolte di saggi Études déconomie sociale (1896) e Études déconomie politique appliquée (1898), anziché i trattati che costituivano il suo progetto originale 1910, muore nei pressi di Ginevra

4 Leconomia, per Walras, può essere divisa in tre diverse branche, distinte per metodo e obiettivi. 1. economia pura = teoria della determinazione dei prezzi in un regime ipotetico di concorrenza assoluta. È una scienza simile allidraulica e alla meccanica: suo obiettivo è solo il vero, non indagare lapplicabilità pratica o la giustizia delle leggi economiche. Tuttavia serve da guida nelle questioni pratiche. 2. economia applicata. È unarte. Si occupa della concreta organizzazione dellattività produttiva. Suo obiettivo è lutile 3. economia sociale. È una scienza morale. Si occupa dei problemi relativi alla distribuzione del reddito e della politica economica. È ispirata a criteri di giustizia.

5 Eléments déconomie politique pure I vol II vol. 1877

6 Oggetto delleconomia pura sono: a) la ricchezza sociale e b) il valore di scambio. a) Lezione III. La ricchezza sociale Chiamo ricchezza sociale linsieme delle cose materiali o immateriali (perché la materialità delle cose non importa qui in nessun modo) che sono rare, cioè che, da un lato, ci sono utili e che, daltro lato, non esistono a nostra disposizione che in quantità limitata… Da ciò si vede quale è il senso dei termini raro e rarità. È un senso scientifico, come quello dei termini velocità in meccanica e calore in fisica… Il punto di partenza della teoria walrasiana è il richiamo allidea ricardiana di valore come risultante dellutilità e della rarità dei beni (che viene però ribaltata)

7 LÉON WALRAS, B) IL VALORE COME UTILITA-RARA Secondo Walras non esistono prodotti che possano essere moltiplicati indefinitamente Tutte le cose che costituiscono la ricchezza sociale constano (sono ottenute con) della terra e delle capacità personali oppure dei prodotti della terra e delle capacità personali … la terra esiste solo in quantità limitata. Se questo è vero anche nel caso delle capacità umane, come è possibile che i prodotti vengano moltiplicati indefinitamente? Da punto di vista walrasiano, lapproccio classico che fa dipendere il valore dal lavoro, lascia indeterminato il problema Il lavoro infatti, a sua volta, non è riproducibile in maniera illimitata: anche la sua disponibilità dipende da fattori scarsi, quindi ha in se una componente di scarsità

8 LÉON WALRAS, IL VALORE COME UTILITA-RARA Per Walras il valore di scambio delle cose risulta da due elementi: Per Walras, nei beni che hanno valore di scambio, utilità e scarsità sono qualità strettamente interrelate nella misura in cui lidea di utilità non può prescindere dalla scarsità: se un bene non ha nessuna utilità, nessuno ne avverte la scarsità ed esso non ha valore di scambio se poi un bene è utile ma è disponibile in quantità illimitata, esso non è scarso, quindi non ha valore di scambio lutilità la scarsità (rareté)

9 LÉON WALRAS, IL VALORE COME UTILITA-RARA (III) Da ciò Walras fa coincidere il concetto di rareté (combinazione di utilità e limitazione di quantità) con il grado di intensità dellultimo bisogno soddisfatto (cioè con la comune accezione di utilità marginale): lutilità effettiva (totale) di un bene è funzione della quantità totale posseduta la rareté (utilità marginale) di un bene è data dalla derivata della funzione di utilità effettiva: nello stesso modo in cui, dice Walras, la velocità è derivata della funzione dello spazio percorso rispetto al tempo impiegato a percorrerlo u = (q) r = (q)

10 Il valore di scambio è dunque oggetto delleconomia pura (scienza): Il valore di scambio è dunque una grandezza e … una grandezza apprezzabile. E se la matematica in generale ha per oggetto lo studio delle grandezze di questo genere, è certo che vi è un ramo della matematica … che è la teoria del valore di scambio… … vi è una economia politica pura che deve precedere leconomia politica applicata e questa economia politica pura è una scienza del tutto simile alle scienze fisico-matematiche… Il metodo matematico non è il metodo sperimentale, è il metodo razionale. Walras conclude con un ragionamento analogo a quello di Menger: la scienza economica si occupa di tipi ideali ed è una scienza logico-deduttiva. Non può essere applicata immediatamente alla realtà.

11 Limportanza della speculazione walrasiana nella storia del pensiero economico si riconduce alla Teoria dellEquilibrio Economico Generale Problema: dati molti mercati di beni di consumo e fattori produttivi (terra, lavoro e capitale), a quali condizioni le decisioni di un numero ampio di operatori sono compatibili fra loro? Walras propone di risolvere la questione con un metodo matematico, pervenendo alla determinazione simultanea di prezzi e quantità di equilibrio. Gli scambi hanno per oggetto la ricchezza sociale.

12 Ricchezza sociale capitali = beni durevoli redditi = beni utilizzabili una sola volta Capitali naturali = terre Capitali personali = lavoro Capitali in senso stretto = case, macchine ecc. Beni di consumo Beni intermedi Servizi dei beni capitali (3 tipi) Composizione della ricchezza sociale

13 Nel sistema sono presenti tre categorie di soggetti, distinte sulla base dei capitali prevalentemente posseduti. 1. Proprietari fondiari 2. Lavoratori 3. Capitalisti Una quarta categoria è quella degli imprenditori. Il criterio di distinzione tra le categorie di soggetti è dunque il capitale posseduto e non le funzioni esercitate nel sistema produttivo Venendo meno la correlazione tra le funzioni esercitate nel sistema produttivo, le categorie di reddito e quelle di spesa, nel sistema walrasiano cade anche il concetto classico di classe sociale

14 IL SISTEMA WALRASIANO, GLI OBIETTIVI INDIVIDUALI E LA CIRCOLAZIONE Allinizio di ogni periodo ciascun soggetto dispone di una certa quantità di CAPITALE e persegue determinati obiettivi massimizzanti rispettivamente come: consumatore, fornitore di servizi produttivi (lavoro, capitale, terra), imprenditore Il perseguimento di questi obiettivi induce gli individui ad attivare lo scambio

15 Imprenditori(imprese) Consumatori Risparmiatori-investitori Beni capitali Beni di consumo Servizi dei capitali Servizi della terra Servizi del lavoro Beniintermedi Tra gli imprenditori e le altre categorie di soggetti si effettuano una serie di scambi, rappresentabili come un flusso circolare.

16 Lo scopo della teoria dellequilibrio economico generale è dimostrare come lo scambio volontario in condizioni di mercato concorrenziale assicuri una situazione di equilibrio in cui tutti gli agenti ricavano la massima soddisfazione possibile Il modello walrasiano postula lesistenza di: 1. Una pluralità di agenti massimizzanti, informati (effettuano scelte consapevoli) e auto-interessati (ciascuno agisce nel proprio esclusivo interesse) con proprie preferenze (gusti) e con dotazioni iniziali di beni di consumo e capitali che in genere non coincidono con quelle ottimali; 2. Una pluralità di mercati tra loro connessi; 3. Tecniche produttive date, risorse e n. di lavoratori dati. 4. Concorrenza perfetta: le unità produttive sono piccole e ciascun soggetto è price taker

17 Obiettivo è determinare le quantità prodotte e scambiate e i relativi prezzi in base alle seguenti ipotesi: Per ogni bene prodotto, servizio e capitale in senso stretto vi è un mercato Vi sono così tre gruppi di mercati (+ quello del risparmio) 1) mercati dei servizi produttivi. Proprietari fondiari, lavoratori e capitalisti offrono i servizi dei loro capitali. Le imprese domandano tali servizi; 2) mercati dei prodotti. Le imprese offrono prodotti e domandano materie prime e beni intermedi. Proprietari fondiari, lavoratori e capitalisti domandano tali prodotti. 3) mercati dei capitali nuovi. Proprietari fondiari, lavoratori e capitalisti offrono risparmio e domandano capitali nuovi (i cui servizi offrono poi alle imprese). Le imprese produttrici di capitali in senso stretto offrono tali beni.

18 Si ha un EEG concorrenziale walrasiano se esiste un insieme di prezzi in base al quale: 1. in ogni mercato la domanda eguaglia lofferta (il mercato è sgombro) 2. ogni agente vende e acquista secondo quanto aveva programmato 3. tutti gli agenti, consumatori o imprenditori, massimizzano rispettivamente utilità e profitti, dati i loro vincoli. Occorre trovare un vettore di prezzi che verifichi queste caratteristiche. Tutti gli scambi devono avvenire a prezzi in grado di sgombrare il mercato (prezzi market-clearing). Se avvengono a prezzi non clearing ciò modifica il valore delle dotazioni degli agenti e diviene problematica la convergenza verso ununica configurazione di equilibrio.

19 LEQUILIBRIO ECONOMICO GENERALE, LA MATEMATICA DELLEQUILIBRIO Per giungere alla soluzione Walras introdusse nel sistema due Dei ex-Machina: il BANDITORE lIMPRENDITORE - SISIFO

20 A ) Walras ipotizza che il mercato funzioni come un mercato borsistico Un Banditore grida allinizio un vettore di prezzi a caso. Gli scambisti sono price takers. Il Banditore verifica se, in corrispondenza di tali prezzi, vi è equilibrio tra domanda e offerta. Il Banditore corregge i prezzi in corrispondenza dei quali si sono verificati eccessi di offerta o di domanda. Dopo una serie di passaggi di questo genere (tâtonnement) si raggiunge equilibrio tra domanda e offerta simultaneamente su tutti i mercati. Solo quando il vettore di prezzi di equilibrio è raggiunto, viene chiusa lasta e gli scambi avvengono effettivamente e simultaneamente, con i prezzi di equilibrio divenuti vincolanti.

21 B) Nel sistema walrasiano una situazione di profitto positivo o negativo, indicherebbe che i fattori non sono compensati al loro livello retributivo ordinario Si tratterebbe quindi di una situazione di squilibrio incompatibile con le premesse: al pari del Banditore, lImprenditore walrasiano è un mero coordinatore dellattività produttiva, egli acquista i fattori e vende i prodotti ai prezzi indicati dal Banditore In uno stato di equilibrio gli imprenditori non realizzano né profitti né perdite Gli imprenditori si guadagnano da vivere, non in quanto imprenditori, ma in quanto proprietari terrieri, lavoratori ovvero capitalisti

22 Conseguenze Il modello di EEG walrasiano si identifica con la concorrenza perfetta. In essa, dati rendimenti costanti di scala, i prezzi coincidono con i costi di produzione. I profitti dellimprenditore nel lungo periodo (in equilibrio) sono dunque pari a zero! (NB. Distinguere i profitti dellimprenditore dai guadagni del capitalista, chiamati interessi). Per avere un reddito limprenditore o deve svolgere unattività lavorativa (dirigenziale) nellimpresa, o avervi investito (altri) capitali propri. [Oppure puntare ai profitti di breve periodo]

23 La rappresentazione matematica dellequilibrio economico generale Walras si propone di dimostrare matematicamente lesistenza dellEEG. sistema di equazioni simultanee LEEG è determinato se esiste una soluzione unica di tale sistema (n. di equazioni indipendenti = n. incognite). Nel modello vi sono tanti mercati quanti beni prodotti e servizi. Ogni mercato è rappresentato da unequazione per la domanda, unequazione per lofferta e una condizione di equilibrio, le cui incognite sono i prezzi (p) e le quantità (q).

24 Walras dimostra che, dati i vincoli di bilancio degli agenti, la somma degli eccessi di domanda positivi e negativi (eccessi di offerta) in tutti i mercati deve essere pari a zero. Se gli n-1 mercati sono in equilibrio, anche ln-esimo mercato è in equilibrio (Legge di Walras). Quindi nel sistema una delle equazioni dipende funzionalmente dalle altre. Quindi vi è una equazione in meno rispetto alle incognite da determinare. Lincognita di troppo viene eliminata in base alla considerazione che interessa determinare solo i prezzi relativi, non i prezzi assoluti una delle variabili viene assunta come numerario (p = 1) Ciò sembrava a Walras sufficiente per dimostrare lesistenza dellequilibrio. Le analisi successive hanno però dimostrato che la parità tra incognite ed equazioni è solo una condizione necessaria ma non sufficiente.

25 IL MODELLO WALRASIANO DOPO WALRAS La costruzione walrasiana, con la ripartizione del sistema economico sui quattro principali mercati dei beni, dei servizi produttivi, dei beni capitali e della moneta e con lidea di un equilibrio ricavabile da una serie completa di equazioni ha fornito uno stimolo enorme alla ricerca economica, indirizzando lattività di moltissimi ricercatori il modello walrasiano costituisce il fulcro dellanalisi neoclassica (e di gran parte della teoria contemporanea, quella nota sotto il nome di economia walrasiana) nella teoria del consumo, della produzione, del capitale e della moneta Da ciò anche i riconoscimenti di alcuni dei maggiori ricercatori del XX secolo (Schumpeter, Hicks), che indicarono proprio in Walras il più grande economista di tutti i tempi Ma fu un successo molto graduale, in vita Walras ebbe pochi estimatori, probabilmente i suoi maggiori sostenitori furono allora i marginalisti italiani: Pareto, Pantaleoni e Barone Dopo la morte di Walras, il suo modello fu utilizzato da Schumpeter (anni 10) come base per la teoria dello sviluppo ciclico e da Hicks (anni 30) che sviluppò e diffuse la teoria walrasiana Solo negli anni 50 si giunse alla piena affermazione delleconomia walrasiana, di cui si sono avvalsi anche approcci che si differenziano dal sistema marginalista

26 I MARGINALISTI ITALIANI E LA SCUOLA DI LOSANNA: VILFREDO PARETO.

27 Vilfredo Pareto ( ): nasce a Parigi nel 1848, figlio di un esule mazziniano Tornata la famiglia in Italia, si laurea in ingegneria a Torino e intraprende la carriera nelle ferrovie in Toscana Tra gli anni 70 e 80 è politicamente attivo negli ambienti democratico-radicali toscani e questa esperienza lo avvicina agli studi economici 1890, conosce Maffeo Pantaleoni che lo incoraggia ad occuparsi di economia pura, nel 1891 è a Losanna su invito di Walras Nel 1893 succede a Walras alla cattedra di Losanna, dove diventa preside della facoltà di giurisprudenza nel 1896 Pubblica Cours déconomie politique (1896), Les systèmes socialistes (1902), Manuale deconomia politica (1906), la sua opera economica più densa; lascia la cattedra di Losanna nel Nel 1916 pubblica un colossale Trattato di sociologia generale Durante la guerra non partecipa alla polemica sullinterventismo Dopo la guerra guarda con favore lascesa del fascismo, nel 1923 rinuncia ad essere inserito nella lista dei nuovi senatori per motivi di salute, muore nello stesso anno

28 Uneconomia apolitica Inizialmente il nucleo della sua opera sembra una riproposizione matematicamente rigorosa del sistema walrasiano Inizialmente il nucleo della sua opera sembra una riproposizione matematicamente rigorosa del sistema walrasiano In realtà loriginalità di Pareto consiste in un deciso passo in avanti verso lideale di una economia pura: verso cioè la dissociazione completa delleconomia dalla politica, verso uneconomia apolitica In realtà loriginalità di Pareto consiste in un deciso passo in avanti verso lideale di una economia pura: verso cioè la dissociazione completa delleconomia dalla politica, verso uneconomia apolitica

29 Uneconomia apolitica Nella elaborazione dei marginalisti leconomia era stata rifondata sulle scelte dei consumatori, la variabile esplicativa essenziale del sistema Nella elaborazione dei marginalisti leconomia era stata rifondata sulle scelte dei consumatori, la variabile esplicativa essenziale del sistema Tuttavia queste ultime erano pur sempre spiegate in termini di utilità, una grandezza oggettiva, misurabile, e : sociale in senso lato Tuttavia queste ultime erano pur sempre spiegate in termini di utilità, una grandezza oggettiva, misurabile, e sommabile: sociale in senso lato Si era espresso in questi termini da ultimo anche lautorevole e influente economista inglese Francis Y. Edgeworth ( ), che in Mathematical Psychics (1881) prefigurò che si potesse giungere a misurare fisicamente il piacere attraverso appositi edonimetri Pareto recise invece il nesso tra le preferenze dei consumatori e ogni loro significativo oggettivo per la società: le preferenze potevano essere solo constatate Pareto recise invece il nesso tra le preferenze dei consumatori e ogni loro significativo oggettivo per la società: le preferenze potevano essere solo constatate (uno, due, tre…), come già aveva fatto Menger In questo modo Pareto superava il concetto di utilità come grandezza misurabile in senso cardinale (uno, due, tre…), come già aveva fatto Menger

30 Uneconomia apolitica Le utilità sono per Pareto pure e semplici scelte individuali Le utilità sono per Pareto pure e semplici scelte individuali la loro origine è indifferente alleconomista: esse sono incomparabili tra individui diversi, non sono sommabili e non sono soggette a giudizi di valore la loro origine è indifferente alleconomista: esse sono incomparabili tra individui diversi, non sono sommabili e non sono soggette a giudizi di valore (ad esempio la preferenza tra assumere droga, dal punto di vista economico, vale quanto leggere un manuale di storia del pensiero economico) (ad esempio la preferenza tra assumere droga, dal punto di vista economico, vale quanto leggere un manuale di storia del pensiero economico) Pareto propone di chiamare lutilità - così privata di ogni connotazione etica e sociale - con un termine greco: ofelimità (=benefico) che però non passò mai nel lessico economico Pareto propone di chiamare lutilità - così privata di ogni connotazione etica e sociale - con un termine greco: ofelimità (=benefico) che però non passò mai nel lessico economico Lofelimità è la qualità di un bene che lo rende desiderabile; mentre lutilità coincide con ciò che è socialmente utile Lofelimità è la qualità di un bene che lo rende desiderabile; mentre lutilità coincide con ciò che è socialmente utile

31 Uneconomia apolitica Poste queste premesse Pareto tentò di dimostrare come il sistema di equilibrio generale walrasiano si potesse perfettamente spiegare in termini ordinali (primo, secondo, terzo.. ) anziché cardinali (uno, due, tre…): Poste queste premesse Pareto tentò di dimostrare come il sistema di equilibrio generale walrasiano si potesse perfettamente spiegare in termini ordinali (primo, secondo, terzo.. ) anziché cardinali (uno, due, tre…): a) assumendo cioè che certi beni sono preferiti ad altri e che a) assumendo cioè che certi beni sono preferiti ad altri e che b) le preferenze possono essere ordinate secondo le c.d. curve di indifferenza. Le curve d'indifferenza dimostrano che, considerati due beni, esistono un certo numero di combinazioni quantitative di tali beni egualmente desiderabili dallo stesso soggetto. b) le preferenze possono essere ordinate secondo le c.d. curve di indifferenza. Le curve d'indifferenza dimostrano che, considerati due beni, esistono un certo numero di combinazioni quantitative di tali beni egualmente desiderabili dallo stesso soggetto. Da un punto di vista formale gli indici di preferenza (o indici di ofelimità) desunti dalle curve di indifferenza possono essere inseriti in un sistema di equazioni differenziali che si risolve in un equilibrio generale dei prezzi, esattamente come il sistema dedotto dalle utilità cardinali Da un punto di vista formale gli indici di preferenza (o indici di ofelimità) desunti dalle curve di indifferenza possono essere inseriti in un sistema di equazioni differenziali che si risolve in un equilibrio generale dei prezzi, esattamente come il sistema dedotto dalle utilità cardinali

32 famiglia delle curve di indifferenza. Sugli assi del diagramma cartesiano sono misurate le quantità dei due beni, mentre i diversi panieri in grado di fornire il medesimo livello di utilità costruiscono la curva di indifferenza.

33 Uneconomia apolitica Poiché però le utilità individuali non sono Poiché però le utilità individuali non sono sommabili come è possibile identificare un ottimo sociale?, come si può cioè raggiungere lefficienza allocativa? come realizzare la massima felicità possibile per il maggior numero di persone? Questo aspetto rimandava così a un quesito più generale: in che modo il mercato concorrenziale realizza unallocazione ottimale delle risorse e, più in generale, come possono essere espressi dei giudizi sullefficacia delle misure di politica economica? Pareto propose un criterio per indirizzare i giudizi sullefficienza, che da lui prese il nome di ottimo paretiano: esso sarebbe divenuto la base della nuova economia del benessere Pareto propose un criterio per indirizzare i giudizi sullefficienza, che da lui prese il nome di ottimo paretiano: esso sarebbe divenuto la base della nuova economia del benessere Secondo questo criterio, che derivava da una valutazione dei comportamenti degli scambisti su un mercato perfettamente concorrenziale, doveva essere considerata ottimale una situazione in cui Secondo questo criterio, che derivava da una valutazione dei comportamenti degli scambisti su un mercato perfettamente concorrenziale, doveva essere considerata ottimale una situazione in cui Nessuno può migliorare la propria posizione senza peggiorare quella di un altro

34 Uneconomia apolitica Il concetto di ottimo paretiano, strettamente correlato allefficienza della soluzione rispetto allintero sistema, prescindeva però da ogni possibile valutazione circa la sua equità Efficienza e giustizia, efficienza e libertà venivano tenute distinte (come avrebbe dimostrato A. Sen) Efficienza e giustizia, efficienza e libertà venivano tenute distinte (come avrebbe dimostrato A. Sen) Tale criterio, eccessivamente astratto, escludeva infatti ogni forma di politica economica redistributiva; dal Tale criterio, eccessivamente astratto, escludeva infatti ogni forma di politica economica redistributiva; dal punto di vista dellutilità sociale lottimo paretiano non può essere perseguito attraverso azioni volte a redistribuire la ricchezza esistente, ma solo attraverso azioni volte ad aumentarla Non era questo però lobiettivo di Pareto, il quale intendeva dimostrare che una politica liberista realizza il meglio di quanto si possa desiderare Non era questo però lobiettivo di Pareto, il quale intendeva dimostrare che una politica liberista realizza il meglio di quanto si possa desiderare

35 Uneconomia apolitica Ma la concezione di Pareto non ammetteva un solo ottimo paretiano ma infiniti ottimi, quante sono le possibili iniziali distribuzioni del reddito e delle risorse; Ma la concezione di Pareto non ammetteva un solo ottimo paretiano ma infiniti ottimi, quante sono le possibili iniziali distribuzioni del reddito e delle risorse; Dalla teoria economica non era perciò possibile trarre alcun giudizio che dimostrasse la superiorità del sistema capitalistico rispetto a quello socialista Dalla teoria economica non era perciò possibile trarre alcun giudizio che dimostrasse la superiorità del sistema capitalistico rispetto a quello socialista Qualunque distribuzione del reddito poteva portare a un ottimo paretiano (ed infatti questo è quello che dimostrò un allievo di Pareto, Enrico Barone, in un famoso saggio del 1908 Il ministro della produzione nello Stato collettivista) Qualunque distribuzione del reddito poteva portare a un ottimo paretiano (ed infatti questo è quello che dimostrò un allievo di Pareto, Enrico Barone, in un famoso saggio del 1908 Il ministro della produzione nello Stato collettivista) Leconomia se davvero è pura non fornisce un criterio conclusivo per scegliere tra una organizzazione della società basata sulla proprietà privata e unorganizzazione socialista. Leconomia se davvero è pura non fornisce un criterio conclusivo per scegliere tra una organizzazione della società basata sulla proprietà privata e unorganizzazione socialista. Ma tale economia apolitica non era più grado di spiegare forme e tendenze del divenire sociale, cosa che divenne chiara allo stesso Pareto inducendolo ad estendere la sua riflessione dal campo delleconomia a quello della sociologia. Ma tale economia apolitica non era più grado di spiegare forme e tendenze del divenire sociale, cosa che divenne chiara allo stesso Pareto inducendolo ad estendere la sua riflessione dal campo delleconomia a quello della sociologia.

36 ECONOMIA E SOCIOLOGIA La distinzione paretiana tra economia e sociologia è imperniata sul fatto che: leconomia studia le azioni logiche, cioè le azioni che sono razionalmente indirizzate ad ottenere il massimo vantaggio per il sistema, date le risorse disponibili la sociologia si occupa delle azioni non-logiche, cioè le azioni che si compiono sulla base di motivazioni paretianamente non-razionali (ma non per questo ingiustificate), da cui qualcuno trae vantaggio a scapito di altri Ad esempio limposizione di un dazio, sulla base del presupposto che leconomia nazionale ne trae vantaggio, è per Pareto unazione non-logica, perché avvantaggia alcuni produttori a scapito di un interesse più generale Nel trattato di Sociologia generale affrontò Pareto tali temi sino alla formulazione della teoria della circolazione delle élites.


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