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DOCENTE FUNZIONE STRUMENTALE INTERCULTURA

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Presentazione sul tema: "DOCENTE FUNZIONE STRUMENTALE INTERCULTURA"— Transcript della presentazione:

1 DOCENTE FUNZIONE STRUMENTALE INTERCULTURA
RELAZIONE FINALE A.S DOCENTE FUNZIONE STRUMENTALE INTERCULTURA PROF.SSA LUCIA URBANO 14 GIUGNO 2014

2 ATTIVITA' DI INIZIO ANNO SCOLASTICO MIRATE AL RIEQUILIBRIO FORMATIVO E ALLA PREVENZIONE DELLA DISPERSIONE: - Colloqui con docenti coordinatori classi terze delle scuole medie di provenienza dei flussi maggiori (di concerto con docenti formazione classi) - Consigli classi prime in anticipo sull'inizio anno scolastico per comunicazioni notizie (alunni stranieri, casi particolari, alunni H, di concerto con docenti formazione classi e docenti di sostegno)

3 ACCOGLIENZA ALUNNI STRANIERI CLASSI PRIME:
- osservazione e rilevazione delle competenze linguistiche in ingresso Raccolta ed analisi dei dati emersi, al fine di predisporre eventuali PPT (PIANI PERSONALI TRANSITORI) Predisposizione dei PPT ritenuti necessari: 1 in 1°A, 1 in 1°C, 1 in 1°F, 3 in 2°F, 1 in 3°PA Incontro con le famiglie degli alunni stranieri (8 ottobre 2013 ) iscritti nelle prime. Presentazione dell’istituto e delle sue attività da parte di alunni italiani e non, appartenenti a varie classi, che hanno utilizzato la propria lingua madre

4 Attivazione di un corso di italiano L2 per il biennio e di uno sportello di italiano come lingua dello studio per il triennio (prof.sse Iacometti e Urbano) tra aprile e maggio, per 12 ore ciascuno Realizzazione di uno spettacolo teatrale di fine anno (prof.sse Rosso e Urbano), «Amari abissi, amare terre», sul tema della migrazione e con ampio coinvolgimento di alunni di varia provenienza, per classe ma soprattutto per luoghi d’origine

5 Censimento in ingresso, per classi e provenienze
MONITORAGGIO DATI (relativi ad alunni stranieri, suddivisi per sedi di Viareggio e Seravezza, corso diurno): Censimento in ingresso, per classi e provenienze Monitoraggio dispersione in corso d’anno Monitoraggio risultati finali dell’anno precedente Fonti: dati di segreteria, colloqui con i coordinatori e i docenti referenti (per PPT)

6 LA NORMATIVA: «LINEE-GUIDA PER L’ACCOGLIENZA E L’INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI» (febbraio 2014) analisi di contesto: - Elevato tasso di crescita di alunni stranieri (negli ultimi dieci anni: da ad oltre ); - forte aumento di alunni stranieri con cittadinanza non italiana nati in Italia e diminuzione del numero di neo-arrivati; MA - è recente lo sviluppo della scolarizzazione nel secondo ciclo, dove la quota dei nati in Italia è ancora nettamente minoritaria: qui si addensano le maggiori criticità in ordine al successo scolastico ma anche alle scelte di percorso, spesso «determinate più dalla condizione socio-economica che dalle capacità e dalle vocazioni effettive degli studenti» (testo cit.), con conseguenti possibili fallimenti e delusioni «che possono generare sentimenti negativi nei confronti del Paese in cui le famiglie hanno scelto di vivere»

7 Indicazioni operative: i nodi essenziali
In linea con le indicazioni precedenti per ciò che concerne l’accoglienza, l’iscrizione, la distribuzione nelle classi, il diritto allo studio del minore anche in caso di posizione irregolare della famiglia, la documentazione richiesta alla famiglia, ecc…; ribadita la collocazione in classi di norma corrispondenti all’età anagrafica Sottolineata l’importanza dell’accoglienza e primo inserimento e, soprattutto, del coinvolgimento delle famiglie, con l’eventuale aiuto di mediatori o interpreti e la realizzazione di fogli informativi tradotti in più lingue;

8 VALUTAZIONE I minori stranieri sono valutati nelle forme e nei modi previsti per i cittadini italiani (DPR 394/1999) MA Si richiama la necessità da parte delle istituzioni scolastiche di tenere conto della specificità dei percorsi di apprendimento, delle loro storie precedenti, delle scuole frequentate, ecc…ecc…, CON NECESSARIO ADATTAMENTO DEI PROGRAMMI per i singoli alunni

9 E Si sottolinea il ruolo e le responsabilità dell’autonomia delle singole scuole nell’approntare i necessari interventi di natura transitoria relativi all’apprendimento della lingua e la predisposizione di PIANI DIDATTICI PERSONALIZZATI, in casi eccezionali, soprattutto «per alunni neo-arrivati ultratredicenni provenienti da paesi di lingua non latina» Si riconosce validità alla riflessione emersa nelle scuole di maggior afflusso sulla modulazione dei criteri di valutazione che tenga conto «dell’esperienza umana di apprendere in un contesto culturale e linguistico nuovo»

10 (funzioni comunicative di base)
ESAME DI STATO Richiamata la necessità di un’adeguata presentazione dello studente straniero e del suo percorso scolastico, «sono da considerarsi crediti formativi eventuali percorsi di mantenimento e sviluppo della lingua d’origine» Il diffuso fenomeno del ritardo scolastico degli alunni di origine straniera, che permane come dato costante, viene attribuito in prevalenza alle difficoltà di apprendimento dell’italiano «per lo studio». Tanti progressi si sono fatti sull’apprendimento «di primo livello» (funzioni comunicative di base)

11 MA molto si deve fare sul piano dell’apprendimento delle funzioni linguistiche quali «narrare, descrivere, definire, spiegare, argomentare», di cruciale importanza per una reale padronanza della lingua DUNQUE Si deve intervenire su entrambi i versanti, ma l’apprendimento dell’italiano quale lingua veicolare di studio richiede tempi lunghi e «deve coinvolgere tutti i docenti della classe». Ogni docente deve essere «facilitatore di apprendimento» per il proprio specifico disciplinare

12 Quali i tempi per la fase iniziale (l’italiano della comunicazione)?
Quali strumenti per questa che viene definita «fase ponte» di accesso all’italiano dello studio? glossari plurilingui per le microlingue disciplinari; testi semplificati; percorsi di sviluppo delle abilità di lettura/ comprensione e scrittura di testi (molti materiali disponibili in rete, alcuni materiali semplificati per varie discipline sul nostro sito) Quali i tempi per la fase iniziale (l’italiano della comunicazione)? 8-10 ore settimanali per 3-4- mesi, circa 2 ore al giorno di laboratorio linguistico per piccoli gruppi, oltre all’inserimento nella classe di appartenenza (il modello più efficace nella maggior parte d’Europa è quello integrato)

13 -materiale informativo plurilingue
Particolare attenzione è dedicata alla valorizzazione del plurilinguismo: -materiale informativo plurilingue -valorizzazione di patrimonio culturale (materiale narrativo in diversi linguaggi) dei diversi paesi d’origine - Glossario multilingua, per lo specifico disciplinare - Corsi delle lingue più diffuse ( in orario extracurricolare) PARTICOLARE IMPORTANZA della formazione in ingresso e in servizio del personale docente tutto, in merito a: -educazione interculturale -italiano L2

14 Il Marconi «specchio» della realtà sopra descritta
Dati positivi rilevati: - I momenti di coinvolgimento di questa utenza quale protagonista – incontro con famiglie, momenti dedicati svolti in alcune scuole medie, anche grazie al filmato di presentazione della scuola, spettacolo di fine anno – hanno contribuito a creare un clima di accoglienza ed integrazione effettiva e a costruire negli studenti un «sentimento di appartenenza» che appare indispensabile per una cittadinanza attiva e consapevole, oltre che per costruire un futuro progressivo per gli studenti stessi e, di conseguenza, per questo paese

15 Gli interventi linguistici, anche quest’anno, sono stati tardivi
Le criticità emerse: -permane difficile e critico l’impatto con il biennio iniziale (vedi monitoraggio dati, in sostanziale continuità con l’anno precedente), in linea ma più marcato rispetto ai coetanei di madrelingua italiana Gli interventi linguistici, anche quest’anno, sono stati tardivi Numerosi sono ancora i casi in cui la globalità del consiglio di classe non è sufficientemente coinvolta e presente nella costruzione di una didattica mirata e specifica per alunni di cui, in quanto di frequente dotati di buone abilità comunicative in italiano, viene tout court «dimenticata» la diversa lingua d’origine, più spesso vista come «intralcio»; ma gli studi dimostrano in modo inequivocabile che il grado di padronanza della lingua d’origine influisce positivamente sull’apprendimento di un’altra, e ancora di altre lingue

16 Aree di miglioramento:
Attivazione tempestiva dei laboratori linguistici (specie del livello iniziale, laddove necessario), a inizio anno scolastico, affidandoli, ove possibile, a facilitatori linguistici che possano lavorare in classe e fuori, in modo intensivo Costruzione di una rete che coinvolga famiglie e relative associazioni presenti sul territorio, per consolidare rapporti attivi ed efficaci con la scuola Realizzazione di materiale informativo sull’istituto, in diverse delle lingue in esso rappresentate Lavoro collegiale dei consigli di classe Momenti di formazione del personale docente

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