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LA STORIA DITALIA. Il Risorgimento Con Risorgimento la storiografia si riferisce al periodo della storia d'Italia durante il quale la nazione italiana.

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Presentazione sul tema: "LA STORIA DITALIA. Il Risorgimento Con Risorgimento la storiografia si riferisce al periodo della storia d'Italia durante il quale la nazione italiana."— Transcript della presentazione:

1 LA STORIA DITALIA

2 Il Risorgimento Con Risorgimento la storiografia si riferisce al periodo della storia d'Italia durante il quale la nazione italiana conseguì la propria unità nazionale, riunendo in un solo nuovo Stato - il Regno d'Italia - i precedenti Stati preunitari.Il termine, che designa anche il movimento culturale, politico e sociale che promosse l'unificazione, richiama l'ideale romantico e nazionalista di una resurrezione dell'Italia attraverso il raggiungimento di un'identità unitaria che si era iniziata a delineare durante la dominazione romana. Tale processo si arrestò definitivamente nella seconda metà del VI secolo.Sebbene non vi sia consenso unanime tra gli storici, la maggior parte di essi tende a stabilire l'inizio del Risorgimento, come movimento, subito dopo la fine del dominio Napoleonico e il Congresso di Vienna nel 1815, e il suo compimento fondamentale con l'annessione dello Stato Pontificio e lo spostamento della capitale a Roma nel febbraio 1871.storia d'Italianazione italianaunità nazionaleRegno d'ItaliaStati preunitariromanticonazionalistaVI secoloCongresso di Vienna 1815Stato PontificioRoma1871 Giuseppe Garibaldi, padre fondatore del Risorgimento

3 1861: nasce lItalia Il Senato e la Camera dei Deputati hanno approvato; noi abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue: Articolo unico: Il Re Vittorio Emanuele II assume per sé e suoi Successori il titolo di Re d'Italia. Ordiniamo che la presente, munita del Sigillo dello Stato, sia inserita nella raccolta degli atti del Governo, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato. Da Torino addì 17 marzo 1861". Il 21 aprile 1861 questa legge diventa la n.1 del Regno dItalia. Bandiera nazionale del Regno dItalia

4 La popolazione, rispetto l'originario Regno di Sardegna, quintuplicò. Istituzionalmente e giuridicamente, il Regno d'Italia venne configurandosi come un ingrandimento del Regno di Sardegna. Ciò, ed anche l'aver a modello la struttura della Francia, comportò quella che viene chiamata la piemontesizzazione del Paese ed un assetto fortemente accentrato.Il neonato Stato, una monarchia costituzionale, si ritrovò, fin dai primi tempi, a tentare di risolvere problemi di standardizzazione delle leggi, di mancanza di risorse a causa delle casse statali vuote per le spese belliche, di creazione di una moneta unica per tutta la penisola e più in generale problemi di gestione per tutte le terre improvvisamente acquisite. A questi problemi, se ne aggiungevano altri, come ad esempio l'analfabetismo e la povertà diffusa, nonché la mancanza di infrastrutture.La questione che tenne banco nei primi anni della riunificazione d'Italia fu la questione meridionale ed il brigantaggio antisabaudo delle regioni meridionali. Ulteriore elemento di fragilità era costituito dall'ostilità della Chiesa cattolica e del clero nei confronti del nuovo Stato, ostilità che si sarebbe rafforzata dopo il 1870 e la presa di Roma.Regno di Sardegna Regno di SardegnaFranciapiemontesizzazione questione meridionalebrigantaggio1870la presa di Roma Stemma del Regno dItalia

5 Roma capitale La presa di Roma (20 settembre 1870), nota anche come Breccia di Porta Pia, fu un episodio del Risorgimento in cui Roma fu annessa al Regno d'Italia, decretando la fine dello Stato Pontificio e del potere temporale dei Papi. L'anno successivo la capitale d'Italia fu trasferita da Firenze a Roma (legge 3 febbraio 1871, n. 33).A pochi giorni dalla presa di Roma, il 1º novembre 1870 Pio IX emanò l'enciclica Respicientes ea nella quale dichiarava "ingiusta, violenta, nulla e invalida" l'occupazione dei domini della Santa Sede.20 settembre1870RisorgimentoRomaRegno d'ItaliaStato Pontificiopotere temporale capitaleItaliaFirenze1º novembre1870enciclica Respicientes ea Monumento nazionale a Vittorio Emanuele II, primo re dItalia

6 La destra storica La Destra storica, composta principalmente dall'alta borghesia e dai proprietari terrieri, formò il nuovo governo, che ebbe come primi obiettivi il completamento dell'unificazione nazionale, la costruzione del nuovo stato e il risanamento finanziario mediante nuove tasse che produssero scontento popolare e accentuarono il brigantaggio, represso con la forza.In politica estera, la Destra storica mantenne la tradizionale alleanza con la Francia, anche se le due nazioni si scontrarono in diverse questioni, prime fra tutte l'annessione del Veneto e la presa di Roma.Nel 1876 il governo venne esautorato per la prima volta non per autorità regia, bensì dal Parlamento (rivoluzione parlamentare). Ebbe così inizio l'epoca della Sinistra storica, guidata da Agostino Depretis. Finiva un'epoca: solo pochi anni dopo, Vittorio Emanuele II morì, e sul trono gli successe Umberto I.brigantaggio Francia VenetoRomaAgostino DepretisVittorio Emanuele IIUmberto I Ritratto di Marco Minghetti

7 La sinistra storica La Sinistra abbandonò l'obiettivo del pareggio di bilancio e avviò delle politiche di democratizzazione e ammodernamento del paese, investendo nell'istruzione pubblica e allargando il suffragio, e avviando una politica protezionistica di investimenti in infrastrutture e sviluppo dell'industria nazionale coll'intervento diretto dello stato nell'economia.Per ciò che concerne la politica estera Depretis abbandonò l'alleanza con la Francia, a causa della conquista da parte dello stato d'oltralpe della Tunisia. L'Italia entrò quindi nella Triplice Alleanza, alleandosi con la Germania e l'Impero austro-ungarico. Favorì lo sviluppo del colonialismo italiano, innanzitutto con l'occupazione di Massaua in Eritrea.Francia TunisiaTriplice AlleanzaGermaniaImpero austro-ungarico colonialismo italianoMassauaEritrea Agostino de Pretis

8 Lepoca giolittiana Dal 1901 al 1914 la storia e la politica italiana fu fortemente influenzata dai governi guidati da Giovanni Giolitti.Come neo- presidente del Consiglio si trovò a dover affrontare, prima di tutto, l'ondata di diffuso malcontento che la politica Crispina aveva provocato con l'aumento dei prezzi. Ed è con questo primo confronto con le parti sociali che si evidenziò la ventata di novità che Giolitti portò nel panorama politico a cavallo tra il XIX ed il XX secolo. Non più repressione autoritaria, bensì accettazione delle proteste e quindi degli scioperi, purché non violenti né politici, con lo scopo di portare i socialisti nell'arco parlamentare.In politica estera, ci fu il riavvicinamento dell'Italia alla Triplice intesa di Francia, Regno Unito e Russia. Fu continuata la politica coloniale nel Corno d'Africa, e dopo la guerra italo-turca, furono occupate Libia e Dodecaneso. Giolitti fallì nel suo tentativo di arginare il nazionalismo come aveva costituzionalizzato i socialisti, e non riuscì quindi a impedire l'entrata dell'Italia nella prima guerra mondiale e quindi l'ascesa del fascismo Giovanni GiolittiCrispina XIXXX secolorepressioneTriplice intesaFranciaRegno UnitoRussiaCorno d'Africa guerra italo-turcaLibiaDodecaneso Giovanni Giolitti

9 Lavventura coloniale: Il Corno dAfrica L'inizio del regno vide l'Italia impegnata anche in una serie di guerre di espansione coloniale. L'occupazione cominciò nel novembre 1869 con il padre lazzarista Giuseppe Sapeto che avviò le trattative per l'acquisto della Baia di Assab. Il governo egiziano contestò tale acquisizione e rivendicò il possesso della baia: da ciò seguì una lunga controversia che si concluse solo nel 1882 dopo tre tentativi. L'iniziativa fu appoggiata dai governi di sinistra di Agostino Depretis e da una compagnia privata guidata da Raffaele Rubattino. Il 10 marzo 1882 il governo italiano acquistò il possedimento di Assab, che il 5 luglio dello stesso anno diventò ufficialmente italiano.Oltre all'acquisizione di Assab da parte della società Rubattino, lo stato italiano cercò di occupare il porto di Zeila, a quel tempo controllato dagli egiziani, ma con esito negativo. Quando gli egiziani si ritirarono dal Corno d'Africa nel 1884, i diplomatici italiani fecero un accordo con la Gran Bretagna per l'occupazione del porto di Massaua che assieme ad Assab formò i cosiddetti possedimenti italiani nel mar Rosso. Dal 1890 assunsero la denominazione ufficiale di Colonia Eritrea.regnoItalia1869lazzaristaGiuseppe SapetoBaia di AssabsinistraAgostino DepretisRaffaele Rubattino10 marzo18825 luglioZeilaCorno d'Africa1884Gran BretagnaMassaua1890Colonia Eritrea

10 LItalia nella prima guerra mondiale ( ) Nella prima guerra mondiale l'Italia rimase inizialmente neutrale, per poi scendere al fianco degli alleati il 23 maggio 1915 dopo la firma del segreto Patto di Londra.L'accordo prevedeva che l'Italia entrasse in guerra al fianco dell'Intesa entro un mese, ed in cambio avrebbe ottenuto, in caso di vittoria, il Trentino, il Tirolo fino al Brennero, la Venezia Giulia, l'intera penisola istriana, con l'esclusione di Fiume, una parte della Dalmazia.Per quanto riguarda i possedimenti coloniali, l'Italia avrebbe conquistato l'arcipelago del Dodecaneso, la base di Valona in Albania, il bacino carbonifero di Adalia in Turchia, nonché un'espansione delle colonie africane, a scapito della Germania.Lo stato italiano decise di entrare in guerra il 24 maggio 1915.'LItalia completò la sua riunificazione nazionale acquisendo il Trentino-Alto Adige, la Venezia Giulia, l'Istria ed alcuni territori del Friuli ancora irredenti e la città di Trieste.prima guerra mondiale23 maggio1915Patto di LondraItaliaTrentinoTiroloBrenneroVenezia Giuliapenisola istrianaFiume DalmaziaDodecanesoValonaAlbania AdaliaTurchia Trentino-Alto AdigeVenezia GiuliaIstriaFriuliTrieste LItalia nel 1924

11 Il ventennio del fascismo Il 23 marzo 1919 Benito Mussolini fondò a Milano il primo fascio di combattimento, un nuovo movimento che espresse la volontà di «trasformare, se sarà inevitabile anche con metodi rivoluzionari, la vita italiana», autodefinendosi partito dell'ordine e riuscendo così a guadagnarsi la fiducia dei ceti più ricchi e conservatori, contrari a ogni agitazione e alle rivendicazioni sindacali che caratterizzarono il cosiddetto biennio rosso.Il momento pareva propizio per Mussolini, ed un forte contingente di squadristi venne radunato nell'alto Lazio e mosse contro la Capitale, il 26 ottobre Mentre l'Esercito si preparava a fronteggiare il colpo di mano fascista il re Vittorio Emanuele III si rifiutò di firmare il decreto di stato d'emergenza, costringendo alle dimissioni il presidente del consiglio Luigi Facta ed il suo governo. Le camicie nere marciarono sulla Capitale il 28 ottobre, senza incontrare alcuna resistenza. Il 30 ottobre, dopo la marcia su Roma, il re incaricò Benito Mussolini di formare il nuovo governo. Il capo del fascismo lasciò Milano per Roma, ed immediatamente si mise all'opera. A soli 39 anni Mussolini diveniva presidente del consiglio, il più giovane nella storia dell'Italia unita.23 marzo1919Benito MussoliniMilanofascio di combattimentobiennio rosso26 ottobre1922Vittorio Emanuele IIILuigi Facta28 ottobre30 ottobremarcia su RomaBenito Mussolinigoverno Il fascio littorio, simbolo del fascismo.

12 LItalia nella seconda guerra mondiale Il 10 giugno 1940 l'Italia entrò nella seconda guerra mondiale come alleata della Germania contro Francia e Regno Unito. Nel 1941 fu dichiarata guerra all'Unione Sovietica e con l'Impero giapponese agli Stati Uniti d'America. Mussolini, confortato dagli schiaccianti successi della Germania di Hitler, credeva in una guerra lampo risolta in breve tempo a favore dell'alleato tedesco, assieme al quale avrebbe potuto sedere al tavolo dei vincitori.In realtà le difficoltà oggettive delle truppe italiane e le ingenti forze a disposizione dell'alleanza nemica, portarono non poche sconfitte all'esercito regio. I primi scontri ebbero luogo il 21 giugno sulle Alpi, contro la Francia, ormai attaccata dai tedeschi con la tattica del blitzkrieg. Nell'aprile del 1945 le forze nazi-fasciste vennero sconfitte anche con il consistente contributo delle forze partigiane, formate da ex-militari sbandati dopo l'armistizio ma anche da donne, ragazzi ed anziani, e con un forte supporto delle popolazioni, che costò spesso gravi massacri per rappresaglia da parte delle forze occupanti.10 giugno1940seconda guerra mondialeFranciaRegno Unito 1941Unione SovieticaImpero giapponeseStati Uniti d'AmericaHitleralleanza nemica Benito Mussolini con Adolf Hitler

13 LItalia repubblicana Dopo la fine della guerra in Italia lo scontento popolare, soprattutto nell'Italia settentrionale, nei confronti della monarchia era elevatissimo. Il 2 giugno del 1946 un referendum istituzionale sancì la fine della monarchia e la nascita della Repubblica Italiana; in contemporanea vennero eletti i delegati all'Assemblea Costituente. Per la prima volta in Italia, per questa occasione, anche la donne ebbero il diritto al voto. Il 1º luglio Enrico de Nicola viene nominato il primo Presidente della Repubblica Italiana. Il primo Presidente del Consiglio dei ministri fu Alcide De Gasperi, della Democrazia cristiana e, salvo poche eccezioni, dal 1946 al 1993 la Presidenza del Consiglio fu democristiana. La nuova costituzione repubblicana entrò in vigore il 1º gennaio 1948.monarchia2 giugno1946referendummonarchia RepubblicaItalianadiritto al voto1º luglioPresidente della Repubblica ItalianaPresidente del Consiglio dei ministriAlcide De Gasperi Democrazia cristiana Presidenza del Consiglio democristianacostituzione repubblicana1º gennaio1948 Simbolo della repubblica Il Capo dello Stato, Enrico De Nicola, firma la Costituzione italiana, 22 dicembre 1947

14 LItalia in Europa Il Trattato costitutivo della CECA (Comunità europea del carbone e dell'acciaio) fu firmato a Parigi il 18 aprile 1951 ed entrò in vigore il 24 luglio Il mercato comune previsto dal trattato viene inaugurato il 10 febbraio 1953 per il carbone e il ferro e il 1º maggio 1953 per l'acciaio. Il trattato aveva una durata di 50 anni ed ha avuto termine il 23 luglio del La CECA successivamente divenne parte dell'Unione Europea.I paesi firmatari furono: Belgio, Francia, Repubblica Federale Tedesca, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi il 18 aprile del 1951.Comunità europea del carbone e dell'acciaio18 aprile luglio febbraio1953carboneferro1º maggioacciaio23 luglio2002Unione Europea BelgioFranciaRepubblica Federale Tedesca ItaliaLussemburgoPaesi Bassi Bandiera dellUnione europea

15 Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (Napoli, 29 giugno 1925) è un politico italiano, undicesimo presidente della Repubblica, in carica dal 15 maggio 2006.In precedenza era stato Presidente della Camera dei deputati nell'XI Legislatura (subentrando nel 1992 a Oscar Luigi Scalfaro, salito al Quirinale) e Ministro dell'Interno nel Governo Prodi I, nonché deputato dal 1953 al 1996 e Senatore a vita dal 2005 (nominato da Carlo Azeglio Ciampi) fino alla sua elezione alla prima carica della Repubblica.È il primo Capo dello Stato ad essere stato membro del Partito Comunista Italiano.È il terzo presidente ad essere eletto alla quarta chiamata, il sesto ex Presidente della Camera eletto Capo dello Stato, il secondo ad essere eletto da senatore a vita (prima di lui Leone), e il terzo presidente napoletano (dopo De Nicola e Leone).Napoli29 giugno1925 politicoitalianopresidente della Repubblica15 maggio2006Presidente della Camera dei deputatiXI Legislatura 1992Oscar Luigi ScalfaroQuirinale Ministro dell'InternoGoverno Prodi I Senatore a vita 2005Carlo Azeglio CiampiRepubblicaPartito Comunista ItalianoLeone napoletanoDe NicolaLeone Il Presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano

16 Logo ufficiale Tre bandiere tricolore che sventolano a rappresentare i tre giubilei del 1911, 1961, 2011, in un collegamento ideale tra le generazioni: è il logo del 150º Anniversario dell'Unità d'Italia che si celebrerà nel Il logo è pensato per essere una immagine- segnale che ricordi il coraggio, il sogno, la gioia profondamente umana che accompagnò i fatti che portarono all'Unità d'Italia: per tirarli fuori dai libri di Storia e trasformarli in emozione ancora attuale. Un logo allegro, positivo, vivo.Scendendo dai motivi ideali più nel dettaglio grafico, "la forma della bandiera è il risultato di uno studio che integra le suggestioni di festa, di vele gonfie e di volo d'uccello. Logo ufficiale dellanniversario dellUnità dItalia

17 2011: il 150° anniversario dItalia


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