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Il microscopio ottico Principi base Cristiano Rumio Dipartimento Anatomia Umana Università degli Studi di Milano.

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Presentazione sul tema: "Il microscopio ottico Principi base Cristiano Rumio Dipartimento Anatomia Umana Università degli Studi di Milano."— Transcript della presentazione:

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2 Il microscopio ottico Principi base Cristiano Rumio Dipartimento Anatomia Umana Università degli Studi di Milano

3 La parola microscopio è stata coniata dai membri dellAccademia dei Lincei di cui faceva parte anche Galileo Galilei

4 Un oggetto può essere visto a fuoco se posizionato ad una distanza non inferiore a circa 250 mm Lingrandimento di un oggetto a 250 mm è cosiderato 1x Individui giovani che possono mettere a fuoco a distanza inferiori di 250 mm, potendo così portare lingrandimento a circa 2x, Ingrandimento

5 RETINA LENTE SEMPLICE CAMPIONE IMMAGINE VIRTUALE

6 CAMPIONE IMMAGINE VIRTUALE IMMAGINE INTERMEDIA I LENTE II LENTE

7 OCULARE OBIETTIVO Su questo principio si basa il microscopio composto.

8 Ingr. totale = Ingr. obiettivo Ingr. oculare X

9 Anche il microscopio ha dei limiti: non basta infatti ingrandire per potere risolvere due oggetti vicini. Lingrandimento eccessivo porta allingrandimento a vuoto: gli oggetti risultano più grandi ma non meglio risolti.

10 Il potere di risoluzione Potere di risoluzione (R): la minima distanza tra due oggetti a cui i due oggetti si vedono distinti Per quello che riguarda locchio umano: R=50 m m Per quello che riguarda il microscopio ottico: R=250nm R

11 Diaframma di campo Condensatore con diaframma dapertura Tavolino porta oggetti con traslatore Revolver porta obiettivi Tubo Bi/Tri oculare Edicola porta lampada con lampada Oculari Condensatore di campo Il microscopio in campo chiaro

12 Gli obiettivi Sistema di lenti a corta focale, responsabili del primo ingrandimento dellimmagine

13 Costruttore Correzioni Ingrandimento Obj. Per usi particolari Lunghezza tubo stativo Spessore coprioggetto Codice colore Working distance Obiettivo ad immersione Correzioni Apertura numerica

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15 Costruttore Correzioni Ingrandimento Obj. Per usi particolari Lunghezza tubo stativo Spessore coprioggetto Codice colore Working distance Obiettivo ad immersione Correzioni Apertura numerica

16 N.A. Indice di qualità dellobiettivo: potere di risoluzione, luminosità ecc.

17 La risoluzione del microscopio dipende da: lunghezza donda della luce utilizzata; apertura numerica (N.A.) dellobiettivo. N.A.= n sen Descritta per la prima volta da Ernest Abbe e Carl Zeiss E un parametro della qualità dellobiettivo sempre inferiore a 90° R = 0,61 / N.A.

18 R = 0,61 l / n sen a Maggiore è langolo con cui lobiettivo è in grado di raccogliere la luce maggiore è il potere di risoluzione Maggiore è N.A. minore è la distanza di lavoro

19 R = 0,61 l / n sen a

20 N.A Resolution (µm) 4x x x x x x

21 Rifrazione

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23 Plan AchromatPlan FluoritePlan Apochromat MagnificationN.A Resolutio n (µm) N.A Resolution (µm) N.A Resolution (µm) 4x x x x x x

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25 Gli obiettivi allinfinito

26 OBIETTIVO OCULARE CAMPIONE IMMAGINE INTERMEDIA OBIETTIVO allinfinito OCULARE CAMPIONE Fascio a raggi paralleli IMMAGINE INTERMEDIA

27 Il condensatore Il condensatore è posto sotto al tavolino del microscopio. E un sistema di lenti che converge la luce proveniente dal condensatore di campo allobiettivo E fornito di un diaframma: il diaframma di apertura

28 Il diaframma di apertura, invia nellobiettivo un cono di luce più o meno ampio a seconda dellN.A. dellobiettivo. Permette quindi di sfruttare al massimo il potere di risoluzione del microscopio.

29 Il condensatore deve essere di massima qualità, paragonabile a quella dellobiettivo. In teoria il miglior condensatore per un dato obiettivo è lobiettivo stesso. Il condensatore deve avere la stessa apertura numerica dellobiettivo. Per questo esiste il diaframma di apertura. Le tre regole del buon condensatore

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31 Il tavolino traslatore

32 La regolazione secondo Kohler 4. La riproducibilità delle condizioni di osservazione 1. La distribuzione uniforme della luce su tutto il campo 2. Il massimo sfruttamento dell A.N dellobiettivo 3. Leliminazione di raggi marginali e di luce diffusa che possono ridurre la qualità dellimmagine

33 Il metodo di Kohler si applica in tre momenti successivi: 1. Centratura e regolazione in altezza del condensatore. 2. Regolazione del diaframma di campo. 3. Regolazione del diaframma di apertura. I punti 2 e 3 vanno attuati ad ogni cambio di obiettivo.

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35 3°: REGOLAZIONE DEL DIAFRAMMA DI APERTURA. 3°: REGOLAZIONE DEL DIAFRAMMA DI APERTURA. NO

36 Vale la pena di sottolineare ulteriormente la funzione dei diaframmi di campo e di apertura. DIAFRAMMA DI CAMPO DIAFRAMMA DI APERTURA

37 Il diaframma di campo varia la sezione del fascio ottico, illuminando superfici più o meno ampie del campo microscopico. La sua regolazione, in funzione dellobiettivo usato, permette di inviare sul campione solo la luce necessaria ad illuminare il campo visto da quellobiettivo.

38 Fotomicrografia di qualità scadente a causa del condensatore tenuto troppo basso.

39 Fotomicrografia di pessima qualità a causa del diaframma di apertura troppo chiuso, che determina una forte riduzione del potere di risoluzione.

40 Il condensatore dovrà essere accuratamente centrato, pena la difformità di illuminazione del campo.

41 Microscopi per ogni applicazione


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