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29-30-31 OTTOBRE GIORNATE DI LETTURA NELLE SCUOLE.

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Presentazione sul tema: "29-30-31 OTTOBRE GIORNATE DI LETTURA NELLE SCUOLE."— Transcript della presentazione:

1 OTTOBRE GIORNATE DI LETTURA NELLE SCUOLE

2 29 OTTOBRE: ANFITEATRO DEL LICEO Gli studenti incontrano Michele D’Ignazio, autore di “Storia di una matita A SCUOLA”, ed. Rizzoli, sul tema “ I giovani, la scuola, la lettura”

3 Un libro per … pensare Tanti libri per … vivere

4 Lapo, il ragazzo matita con la passione per il disegno, ha trovato un lavoro: supplente in una scuola. Non è quello che sognava, ma ci si avvicina molto… e forse è anche più bello Reading di poesie e brani a cura di MARISA CASCIARO, attrice

5 Role playing a cura degli alunni : Emanuele Maletta, III G Daniela Barbuscio, Maria Teresa Chiodo, Sofia Intrieri - II E Partecipazione di tutte le classi del biennio

6 DANILO DOLCI Ciascuno cresce solo se sognato C'è chi insegna guidando gli altri come cavalli passo per passo: forse c'è chi si sente soddisfatto così guidato. C'è chi insegna lodando quanto trova di buono e divertendo: c'è pure chi si sente soddisfatto essendo incoraggiato. C'è pure chi educa, senza nascondere l'assurdo ch'è nel mondo, aperto ad ogni sviluppo ma cercando d'essere franco all'altro come a sé, sognando gli altri come ora non sono: ciascuno cresce solo se sognato.

7 GIANFRANCO ZAVALLONI La pedagogia della lumaca. Per una scuola lenta e nonviolenta "Si vive con il mito incalzante del tempo reale e si sta perdendo la capacità di saper attendere"

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9 30 OTTOBRE: MUSEO DEL PRESENTE DI RENDE : Omaggio a Mario Luzi nel centenario della nascita

10 LICEO SCIENTIFICO – LINGUISTICO “PITAGORA” RENDE 30 OTTOBRE VENTI ANNI del LABORATORIO DI LETTURA-SCRITTURA

11 NOI SIAMO QUELLO CHE RICORDIAMO IL RACCONTO È RICORDO E RICORDO È VIVERE Ho 90 anni e non voglio morire senza avere detto tutto ciò che penso perché sono fatto così”... sono come sono

12 MARIO LUZI Bisogna fargliela conoscere, proporgliela, fargliela leggere, ai giovani, la poesia. Bisogna creare occasioni di scoperta e di novità. Da Offrire versi con simpatia

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16 Rende 30 OTTOBRE 2014 Museo del Presente Gli studenti del Liceo Pitagora leggono poesie di Luzi e ne discutono

17 BIOGRAFIA 1914 Nasce a Castello di Firenze 1932 Si iscrive alla Facoltà di Lettere dell’ Università di Firenze. Laurea in Letteratura francese 1935: Collaborazione alla Rivista “Il Frontespizio” 1935: La barca 1940 Avvento Notturno (influenza del Simbolismo francese di Mallarmé, Rimbaud e Paul Éluard) 1946 Un brindisi 1947 Quaderno Gotico 1952 Primizie del deserto 1957 Onore del vero 1960 Il giusto della vita 1963 Nel magma 1965 Dal fondo delle campagne

18 OPERE 1971 Su fondamenti invisibili 1978 Al fuoco della controversia 1985 Per il battesimo dei nostri frammenti 1990 Frasi e incisi di un canto salutare 1994 Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini 1998 Opera poetica 1998 Su incarico di Giovanni Paolo II scrive i testi per la Via crucis al Colosseo: la Passione 1999 Sotto specie umana 2004 Carlo Azeglio Ciampi lo nomina senatore a vita 2005 Muore a Firenze 2009 Lasciami, non trattenermi (postuma)

19 Vola alta, parola, cresci in profondità, tocca nadir e zenith della tua significazione, giacché talvolta lo puoi sogno che la cosa esclami nel buio della mente però non separarti da me, non arrivare, ti prego, a quel celestiale appuntamento da sola, senza il caldo di me o almeno il mio ricordo sii luce, non disabitata trasparenza... La cosa e la sua anima? O la mia e la sua sofferenza? Vola alta, parola. Vola alta, parola da Per il battesimo dei nostri frammenti

20 Non chiederci la parola che squadri da ogni lato l'animo nostro informe, e a lettere di fuoco lo dichiari e risplenda come un croco perduto in mezzo a un polveroso prato. Ah l'uomo che se ne va sicuro, agli altri ed a se stesso amico, e l'ombra sua non cura che la canicola stampa sopra uno scalcinato muro! Non domandarci la formula che mondi possa aprirti, sì qualche storta sillaba e secca come un ramo. Codesto solo oggi possiamo dirti, ciò che non siamo, ciò che non vogliamo. Testi a confronto : MONTALE Non Chiederci La Parola

21 . Nell'imminenza dei quarant'anni da Onore del vero Il pensiero m'insegue in questo borgo cupo ove corre un vento d'altipiano e il tuffo del rondone taglia il filo sottile in lontananza dei monti. Sono tra poco quarant'anni d'ansia, d'uggia, d'ilarità improvvise, rapide com'è rapida a marzo la ventata che sparge luce e pioggia, son gli indugi, lo strappo a mani tese dai miei cari, dai miei luoghi, abitudini di anni rotte a un tratto che devo ora comprendere. L'albero di dolore scuote i rami...

22 Aprile - amore Da "Onore del vero" Il pensiero della morte m'accompagna tra i due muri di questa via che sale e pena lungo i suoi tornanti. Il freddo di primavera irrita i colori, stranisce l'erba, il glicine, fa aspra la selce; sotto cappe ed impermeabili punge le mani secche, mette un brivido. Tempo che soffre e fa soffrire, tempo che in un turbine chiaro porta fiori misti e crudeli apparizioni, e ognuna mentre ti chiedi che cos'è sparisce rapida nella polvere e nel vento. Il cammino è per luoghi noti se non che fatti irreali prefigurano l'esilio e la morte. Tu che sei, io che sono divenuto che m'aggiro in così ventoso spazio, uomo dietro una traccia fine e debole! E' incredibile ch'io ti cerchi in questo o in altro luogo della terra dove è molto se possiamo riconoscerci. Ma è ancora un'età, la mia, che s'aspetta dagli altri quello che è in noi oppure non esiste. L'amore aiuta a vivere, a durare, l'amore annulla e dà principio. E quando chi soffre o langue spera, se anche spera, che un soccorso s'annunci di lontano, e in lui, un soffio basta a suscitarlo. Questo ho imparato e dimenticato mille volte, ora da te mi torna fatto chiaro, ora prende vivezza e verità. La mia pena è durare oltre quest'attimo.

23 A che pagina della storia, a che limite della sofferenza- mi chiedo bruscamente, mi chiedo di quel suo "ancora un poco e di nuovo mi vedrete" detto mite, detto terribilmente e lui forse è là, fermo nel nocciolo dei tempi, là nel suo esercito di poveri acquartierato nel protervo campo in variabili uniformi: uno e incalcolabile come il numero delle cellule. Delle cellule e delle rondini. A che pagina della storia Da Al fuoco della controversia

24 Questa felicità promessa o data m'è dolore, dolore senza causa o la causa se esiste è questo brivido che sommuove il molteplice nell'unico come il liquido scosso nella sfera di vetro che interpreta il fachiro. Eppure dico: salva anche per oggi. Torno torno le fanno guerra cose e immagini su cui cala o si leva o la notte o la neve uniforme del ricordo. Questa felicità

25 Felicità raggiunta, si cammina per te sul fil di lama. Agli occhi sei barlume che vacilla, al piede, teso ghiaccio che s'incrina; e dunque non ti tocchi chi più t'ama. Se giungi sulle anime invase di tristezza e le schiari, il tuo mattino e' dolce e turbatore come i nidi delle cimase. Ma nulla paga il pianto del bambino a cui fugge il pallone tra le case Testi a confronto MONTALE : Felicità raggiunta

26 Vita fedele alla vita da "Su fondamenti invisibili " La città di domenica sul tardi quando c'è pace ma una radio geme tra le sue moli cieche dalle sue viscere interite e a chi va nel crepaccio di una via tagliata netta tra le banche arriva dolce fino allo spasimo l'umano appiattato nelle sue chiaviche e nei suoi ammezzati, tregua, sì, eppure uno, la fronte sull'asfalto, muore tra poca gente stranita che indugia e si fa attorno all'infortunio, e noi si è qui o per destino o casualmente Insieme tu ed io, mia compagna di poche ore, in questa sfera impazzita sotto la spada a doppio filo del giudizio o della remissione, vita fedele alla vita tutto questo che le è cresciuto in seno dove va, mi chiedo, discende o sale a sbalzi verso il suo principio... sebbene non importi, sebbene sia la nostra vita e basta.

27 Senior Ai vecchi tutto è troppo. una lacrima nella fenditura della roccia può vincere la sete quando è così scarsa. Fine e vigilia della fine chiedono poco, parlano basso. ma noi, nel pieno dell’età, nella fornace dei tempi, noi? Pensaci.

28 Il termine La vetta di quella scoscesa serpentina ecco si approssimava, ormai era vicina, ne davano un chiaro avvertimento i magri rimasugli della tappa pellegrina su alla celestiale cima poco sopra, alla vista, che spazio si sarebbe aperto dal culmine raggiunto, immaginarlo già era beatitudine concessa più che al suo desiderio, al suo tormento, sì l’immensità, la luce, ma quiete vera ci sarebbe stata, lì avrebbe la sua impresa avuto il luminoso assolvimento da se stessa nella trasparente spera o nasceva una nuova impossibile scalata questo temeva, questo desiderava.

29 Testi a confronto Montale: Casa sul mare l viaggio finisce qui: nelle cure meschine che dividono l’anima che non sa più dare un grido. Ora i minuti sono uguali e fissi Come i giri di ruota della pompa. Un giro: un salir d’acqua che rimbomba. Un altro, altr’acqua, a tratti un cigolio. Il viaggio finisce a questa spiaggia Che tentano gli assidui e lenti flussi. Nulla disvela se non pigri fumi La marina che tramano di conche I soffi leni: ed è raro che appaia Nella bonaccia muta Tra l’isole dell’aria migrabonde La Corsica dorsuta o la Capraia. Tu chiedi se così tutto svanisce In questa poca nebbia di memorie; se nell’ora che torpe o nel sospiro del frangente si compie ogni destino. Vorrei dirti che no, che ti s’appressa l’ora che passerai di là dal tempo; forse solo chi vuole s’infinita, e questo tu potrai, chissà, non io. Penso che per i più non sia salvezza, ma taluno sovverta ogni disegno, passi il varco, qual volle si ritrovi. Vorrei prima di cedere segnarti codesta via di fuga labile come nei sommossi campi del mare spuma o ruga. Ti dono anche l’avara mia speranza. A’ nuovi giorni, stanco, non so crescerla: l’offro in pegno al tuo fato, che ti scampi. Il cammino finisce a queste prode che rode la marea col moto alterno. Il tuo cuore vicino che non m’ode salpa già forse per l’eterno.

30 Reading a cura di: - Alessandro Marinelli, Marco Pecorella, Roberta Sole, VH - Francesca Barbuscio, Lara Napoli, Alessandra Serpe, VB -Anna Gioia e Francesco Esposito, VA Impaginazione a cura di: - Maria Francesca Sacchini e Martina Brogno, V A Fotografia a cura di: - Jessica Raimondo e Ludovica De Marco, V A; Marco Pecorella, V H Partecipazione di tutte le classi quarte e quinte

31 « 31 OTTOBRE: BIBLIOTECA DI ISTITUTO DEL LICEO PITAGORA A caccia di libri: un libro per pensare … tanti libri per vivere” “A caccia di libri: un libro per pensare … tanti libri per vivere” - Turnazione di gruppi classe per attività di classe per attività di lettura guidata lettura guidata -Tutorship di studenti lettori lettori

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33 I libri sono pieni delle parole dei saggi, degli esempi degli antichi, dei costumi,delle leggi, della religione. Vivono, discorrono, parlano con noi, ci insegnano, ci ammaestrano, ci consolano, ci fanno presenti ponendole sotto gli occhi cose remotissime dalla nostra memoria, tanto grande è la loro dignità, la loro maestà e infine la loro santità, che se non ci fossero i libri, noi saremmo tutti rozzi e ignoranti, senza alcun ricordo del passato, senza alcun esempio; non avremmo alcuna conoscenza delle cose umane e divine; la stessa urna che accoglie i corpi, cancellerebbe anche la memoria degli uomini. Nuccio Ordine, L’utilità dell’inutile, pag. 147

34 Chi non ha non è Chi non ha non è Nell’universo dell’utilitarismo un martello vale più di una sinfonia, un coltello più di una poesia, una chiave inglese più di un quadro: perché è facile capire l’efficacia di un utensile mentre è sempre più difficile comprendere a cosa possano servire la musica, la letteratura o l’arte L’utile inutilità della letteratura

35 Italo Calvino Il gratuito si rivela essenziale

36 D’un classico ogni rilettura è una lettura di scoperta come la prima.

37 I classici sono quei libri di cui si sente dire di solito: «sto rileggendo …» I classici sono quei libri di cui si sente dire di solito: «sto rileggendo …» e mai «sto leggendo…»

38 I classici sono libri che quanto più si crede di conoscerli per sentito dire, tanto più quando si leggono davvero si trovano nuovi, inaspettati, inediti.

39 È classico ciò che tende a relegare l’attualità al rango di rumore di fondo, È classico ciò che tende a relegare l’attualità al rango di rumore di fondo, ma nello stesso tempo di questo rumore di fondo non può fare a meno.

40 Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire.

41 « Dirigente Scolastico: Prof.ssa Elisa Policicchio Coordinamento: prof.ssa Carmela Contatore, referente del Laboratorio di Lettura-Scrittura I docenti tutor: Prof.sse Cinzia Bianco, Barbara Colistra, Carmela Esposito, Franca Fusilli, Vincenza Giordano, Patrizia Perrelli, Luigia Rizzo, Daniela Romeo, Erminia Sannuti. «L’incontro con un classico può cambiare la vita»


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