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1 Lezione 11 L’EQUILIBRIO NEI MERCATI CONCORRENZIALI NEL BREVE PERIODO K&R: Cap.9.

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1 1 Lezione 11 L’EQUILIBRIO NEI MERCATI CONCORRENZIALI NEL BREVE PERIODO K&R: Cap.9

2 2 L’equilibrio nei mercati concorrenziali Finora abbiamo considerato la curva della domanda e la curva dell’offerta separatamente, studiando famiglie e imprese isolatamente. Ora integreremo questi due elementi e studieremo come famiglie e imprese interagiscano in mercati concorrenziali. Questo modello completo dell’equilibrio sia a livello di mercato, sia a livello individuale è noto come modello della concorrenza perfetta. Per ora ci concentreremo su un mercato con un unico bene (analisi di equilibrio parziale)

3 3 Ipotesi fondamentali Il modello della concorrenza perfetta si basa su tre ipotesi fondamentali: 1. Acquirenti e venditori non fanno il prezzo. Ogni agente è consapevole del fatto che la sua scelta non influisce sul prezzo di mercato. 2. Acquirenti e venditori non adottano comportamenti strategici. Ogni agente pensa di non avere effetto sull’azione collettiva degli altri agenti; in particolare, ogni venditore non prevede eventuali reazioni da parte dei concorrenti quando decide come comportarsi. 3. Non esistono ostacoli all’ingresso di nuovi venditori sul mercato. L’ingresso di nuovi venditori non è soggetto a restrizioni di alcun tipo

4 4 Struttura di mercato Quando queste ipotesi vengono soddisfatte in un mercato? Per rispondere a questa domanda dobbiamo analizzare la struttura di mercato del mercato in questione

5 5 1. Dimensione e numero di venditori e compratori: è più probabile che le ipotesi di non fare il prezzo e non avere comportamenti strategici si realizzino quando ci sono molti agenti e di piccole dimensioni. 2. Grado di sostituibilità fra i prodotti dei diversi venditori: l’ipotesi di venditori che non fanno il prezzo è più plausibile quando i prodotti dei diversi venditori sono beni omogenei, cioè i consumatori li considerano identici; in questo caso i compratori acquistano dal venditore che applica il prezzo più basso, tra quelli di cui sono a conoscenza.

6 6 3. Livello di informazione dei compratori sui prezzi e sulle diverse alternative disponibili: l’ipotesi che i venditori non facciano il prezzo ha senso se gli acquirenti sono a conoscenza di tutte le alternative disponibili sul mercato. 4. Facilità di entrata nel mercato: perché sia soddisfatta l’ipotesi della libertà di entrata, i nuovi venditori che vorrebbero accedere al mercato non devono trovarsi di fronte ostacoli di natura legale o tecnologica. NB: il modello di concorrenza perfetta si basa su ipotesi forti! Comunque esistono molti mercati che soddisfano gran parte di queste ipotesi.

7 7 Domanda di mercato In primo luogo vediamo come passare dalle funzioni di domanda individuali a funzioni di domanda aggregata. Abbiamo bisogno di fare questo perché tutta la nostra analisi di comportamento è a livello individuale ma i mercati operano a livello aggregato Aggregare significa semplicemente sommare. Abbiamo bisogno di vedere 1. come è possibile aggregare le domande individuali, 2. se i surplus si aggregano nel senso che i surplus definiti relativamente alla domanda aggregata sono l'aggregazione dei surplus individuali.

8 =10+20 Domanda di mercato Domanda di mercato: quantità domandata da tutti gli acquirenti presenti sul mercato, ceteris paribus 5

9 9 Questo ragionamento sembra naturale. Nei problemi, tuttavia, a questo punto nasce molta confusione Se tracciate il grafico della domanda totale, ricordate che il prezzo è posto sull’asse verticale, pertanto dovete sommare le funzioni in senso orizzontale, come fatto prima Vediamo un esempio.

10 10 Procedura di aggregazione Supponete che vi vengano date le funzioni di domanda inverse per tre individui:  Pa(x), Pb(x) e Pc(x). Per trovare la domanda inversa totale, dovete sommate queste tre funzioni? No! La domanda inversa indica il prezzo necessario per avere un certo livello di domanda, perciò se fissiamo un livello di domanda, per esempio x = 3.000, e sommiamo Pa(3.000), Pb(3.000) e Pc(3.000), stiamo sommando i prezzi necessari per vendere unità a ciascun gruppo. Questa somma porterà probabilmente a un prezzo per cui non verrà venduta alcuna unità ad alcun gruppo: sommare i prezzi non ha senso Per trovare la domanda inversa totale o aggregata partendo dalle funzioni di domanda inversa di ogni gruppo, dovete invertire le funzioni di domanda inversa. E trovare le funzioni di domanda: x=f(p)

11 11 Surplus aggregato E’ anche importante verificare che l'analisi delle variazioni di benessere per il consumatore in termini di surplus sia possibile estenderla anche al caso di curva di domanda aggregata, Cioè che anche i surplus si sommino quando si aggrega la domanda

12 12 Partiamo con la curva di domanda di A, e assumiamo un prezzo pari a 4

13 13 Ora consideriamo il surplus di B allo stesso prezzo. A

14 14 Consideriamo il surplus definito in relazione alla curva di domanda aggregata e vediamo che è esattamente eguale alla somma dei surplus individuali B I triangoli A e B hanno la stessa area

15 15 Offerta aggregata Ora, analogamente a quanto fatto per le curve di domanda, vediamo come passare dalle funzioni di offerta delle singole imprese a funzioni di offerta aggregata. Come prima abbiamo bisogno di vedere 1. come è possibile aggregare le offerte delle singole imprese 2. se i surplus si aggregano nel senso che i surplus definiti relativamente all’offerta aggregata sono l'aggregazione dei surplus/profitti delle singole imprese.

16 16 Considerate il seguente esempio: la curva di offerta dell’impresa A

17 17 Quindi consideriamo la curva di offerta dell’impresa B:

18 18 Per aggregare, sommiamole orizzontalmente:

19 19 Quindi possiamo sempre trovare la curva di offerta aggregata sommando orizzontalmente. Notate che la forma della curva di offerta (come per le curve di domanda) aggregata può essere differente dalla forma delle curve di offerta individuali: in questo esempio le curve individuali erano lineari ma la curva di offerta aggregata è lineare a tratti In generale, consideriamo il seguente processo di aggregazione

20 20 La curva di offerta dell’impresa 1... Q1Q1 P Impresa a costi bassi P' E la curva di offerta dell’impresa 2... Q2Q2 P Impresa a costi alti P" Q 1 +Q 2 P Costruiamo la curva di offerta del mercato... Per prezzi minori di P' nessuna impresa opera nel mercato P' Entrambe le imprese A P' l’impresa 1 entra nel mercato Con prezzi compresi tra P' e P" solo l’impresa 1 produce A P" l’impresa 2 entra nel mercato P" Per prezzi maggiori di P" entrambe le imprese offrono

21 21 Ora i surplus. Partiamo con la curva di offerta di A come nel secondo dei due esempi lineari, e prendiamo un prezzo pari a 8 Surplus del produttore

22 22 Ora consideriamo il surplus di B allo stesso prezzo

23 23 Ora consideriamo il surplus definito in termini di curva di offerta aggregata e vediamo che è esattamente eguale alla somma dei surplus individuali

24 24 La quantità offerta dalle imprese (breve periodo) NB: nel breve periodo il numero di venditori è fisso La curva di offerta del mercato nel breve periodo è ottenuta come la somma orizzontale delle curve di offerta individuali

25 25 Equilibrio di mercato (breve periodo): Il prezzo di equilibrio è quello che eguaglia domanda e offerta.

26 26 Equilibrio di mercato 1. I compratori acquistano la quantità di prodotto che ritengono ottimale, dato il prezzo corrente; 2. I venditori producono la quantità per loro ottimale, dato il prezzo corrente; 3. I venditori sono disposti a produrre la quantità che i compratori desiderano acquistare e i compratori sono disposti ad acquistare la quantità che i venditori decidono di produrre, cioè domanda=offerta; Tutti sono contenti! NB: Non c’è alcuna forza che spinga il prezzo ad aumentare o a diminuire.

27 27 E’ semplice calcolare la quantità prodotta da ogni singolo venditore nel breve periodo, dato il prezzo di equilibrio: NB: La imprese possono avere profitti positivi nel breve periodo

28 28 Riepilogo: come trovare un equilibrio Equilibrio all’intersezione fra domanda e offerta determina p equilibrio Curve di domanda individuali + prezzo di equilibrio = quantità domandata da ogni acquirente Curve di offerta individuali + prezzo di equilibrio = quantità prodotta da ogni impresa Curve di domanda individuali (dato p equilibrio) Domanda di mercato Offerta di mercato Curve di offerta individuali (dato p equilibrio)

29 29 Torniamo al modello di domanda e offerta. Questa figura è senza dubbio la più famosa in economia. È l’immagine che viene in mente a chiunque abbia qualche nozione di economia, quando pensa a questa disciplina. Ma qual è il suo significato?

30 30 La funzione di domanda è una funzione che indica, per ogni possibile prezzo del bene, la quantità totale che gli acquirenti del bene sceglierebbero di acquistare. Indichiamo tale funzione con D(p). L’idea è che, al variare del prezzo, la quantità che gli acquirenti vogliono acquistare varia Per ogni prezzo possibile la funzione di offerta indica la quantità totale che i venditori del sceglierebbero di vendere. Indichiamo tale funzione con S(p). Queste due funzioni vengono sovrapposte su un’unica coppia di assi, come nella figura precedente

31 31 L’equilibrio Supponete che, in qualche modo, venga determinato il prezzo del bene. A quale livello dovrebbe essere fissato in modo da soddisfare tutti? Se il prezzo p’ si trovasse in un punto dove l’offerta supera la domanda, ossia S(p’) > D(p’), parte del bene rimarrebbe sugli scaffali dei negozi non desiderato e non acquistato. Se il prezzo p’’ si trovasse in un punto dove la domanda supera l’offerta, ossia D(p’’) > S(p’’), allora gli scaffali sarebbero vuoti e nei negozi continuerebbero a entrare persone in cerca del bene

32 32 Solo se il prezzo p* si trova in un punto dove l’offerta è pari alla domanda, ossia S(p*) = D(p*), i mercati sono in equilibrio (in inglese “market clears”) senza merci invendute o consumatori razionati. Questo prezzo p è definito prezzo di equilibrio e la quantità corrispondente Y* = S(p*) = D(p*) è definita quantità di equilibrio.

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