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TOMASI SARA.  viene dal greco “stoma” e significa bocca o apertura.  connessione di un viscere cavo dell’apparato digerente (colostomia, ileostomia)

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Presentazione sul tema: "TOMASI SARA.  viene dal greco “stoma” e significa bocca o apertura.  connessione di un viscere cavo dell’apparato digerente (colostomia, ileostomia)"— Transcript della presentazione:

1 TOMASI SARA

2  viene dal greco “stoma” e significa bocca o apertura.  connessione di un viscere cavo dell’apparato digerente (colostomia, ileostomia) o dell’apparato urinario (urostomia) con la superficie cutanea.  nel mondo ci sono piu di un milione di persone stomizzate

3  la Colostomia (collegamento del colon nella parete addominale)  l’Ileostomia (collegamento dell’ileo nella parete addominale)  l’Urostomia (collegamento dell’uretere alla cute o tramite un’ansa ileale interposta) UCS o UICS

4  La stomia si presenta all'apparenza simile alla mucosa della bocca: lucida, umida e di colore rosso. Tuttavia, non tutti gli stomi sono uguali. Possono variare per forma (rotonda, ovale, irregolare) o dimensione ed ancora essere sporgenti o piatti rispetto al piano cutaneo.  La scelta del dispositivo di raccolta più adatto dipende dal tipo di effluenti stomali (urine o feci) e dalla forma ed altre caratteristiche anatomiche dello stoma.  La stomia non ha terminazioni nervose pertanto non provoca dolore o altre sensazioni ma non può essere controllato volontariamente. Tuttavia, è una zona molto vascolarizzata e può sanguinare in modo lieve se irritata o sfregata.

5  Per ridurre l’incidenza delle complicanze e favorire una perfetta adesione dei presidi stomali è importante identificare la sede ideale dello stoma tramite il disegno preoperatorio che viene eseguito dallo stomaterapista valutando insieme al paziente l’addome  La corretta posizione sarà lontana da:  1. Margine costale  2. Ombelico  3. Cicatrici pregresse  4. Pieghe adipose  5. Linea della vita  6. Incisione principale  7. Cresta iliaca  8. Alterazioni cutanee

6  tumore al colon, alla vescica o al retto  patologie infiammatorie intestinali quali la malattia di Crohn o la rettocolite ulcerosa  patologie ereditarie come la poliposi adenomatosa familiare  anomalie alla nascita  ferite da armi da taglio e da fuoco  spina bifida o altre condizioni congenite  ostruzione dell'uretere

7 Le stomie permanenti (a seguito di interventi che prevedono l’exeresi totale del retto) o definitive sono indicate per: sono indicate per:  Tumori colon, retto e vescica  Morbo di Crohn;  Carcinosi diffusa;  Stenosi post attiniche non resecabili. Le stomie temporanee (a scopo protettivo su interventi di resezione in attesa di condizioni migliori per poter eseguire l’anastomosi definitiva) sono indicate per:  Malattia diverticolare complicata  Lesioni, infiammazioni intestinali  Malformazioni nei neonati e nei bambini piccoli  Incontinenza anale  Morbo di Crohn o rettocolite ulcerosa  Occlusioni intestinali allo scopo di decomprimere l’intestino  Per consolidare l’anastomosi a valle appena eseguita e se si ha il dubbio che non si possa saldare

8  La posizione dello stoma dipende dalla patologia di base  Il confezionamento di una stomia non avviene sempre allo stesso modo. Può variare per dimensione, forma, posizione e composizione.  Stomia terminale: viene definita terminale se confezionata mediante una sezione trasversale completa del colon e suo conseguente abboccamento alla cute  Stomia su ansa - un'ansa dell'intestino viene abboccata sulla superficie cutanea attraverso l'addome e temporaneamente sostenuta da una bacchetta  Stomia a doppia canna o a canna di fucile, quando la stomia è costituita dall’abboccamento alla cute della sola parete laterale dell’intestino, coesistendo quindi nello stesso orifizio cutaneo un’ansa afferente prossimale ed un’ansa efferente distale.

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10  Il confezionamento chirurgico di una colostomia consiste nell’esteriorizzazione di un ansa colica attraverso un orifizio cutaneo e il suo ancoraggio alla cute. Le principali indicazioni al confezionamento riguardano la decompressione di un colon occluso; la deviazione temporanea del transito fecale a protezione di anastomosi a valle; la derivazione definitiva del transito fecale: a seguito di exeresi ano-rettale  La sede più frequente è la fossa iliaca sinistra.

11  Ciecostomia  Trasversostomia  Colostomia sinistra e sigmoidostomia

12  La sede di confezionamento della ciecostomia è in fossa iliaca destra.  Il materiale è liquido ed irritante, la frequenza di scarica alta, le perdite idroelettrolitiche elevate, con notevoli rischi di problematiche sia a carico del complesso stomale che generali. Paragonabile all’ileostomia

13  La stomia è situata nel colon trasverso  Gli effluenti sono liquidi o semi-formati  La stomia solitamente viene confezionata su ansa  Questo tipo di stomia solitamente è temporanea  Può essere confezionata a destra o a sinistra in base al segmento colico esteriorizzato

14  La stomia è situata nella parte inferiore sinistra del colon  Le caratteristiche delle feci sono pressoché sovrapponibili a quelle di un soggetto sano e normale: frequenza di scarica bassa (1- 2/die), feci formate e caratteristiche organolettiche normali, non aggressive od irritanti. La funzionalità di assorbimento di liquidi e sali minerali da parte del colon residuo è tale da poter ridurre praticamente a zero le perdite idro elettrolitiche, con possibilità di ripercussioni sullo stato generale quasi nulle. Questo colostomie sono di norma allocate in un punto mediano della linea che intercorre tra ombelico e spina iliaca anteriore superiore sinistra.

15  Il colon è un serbatoio deputato all’assorbimento dell’acqua e degli elettroliti, sali biliari, urea e glucosio contenuti nel materiale fecale proveniente dall’intestino tenue, aumentando così la consistenza delle feci.  Assorbimento h20  scissione ed assorbimento di residui alimentari  continenza ed evacuazione delle feci  Secrezione  Produzione di vitamine  Progressione e deposito del materiale fecale  L'assorbimento è tanto più ridotto quanto più la stomia è distale

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17  La perdita della continenza all’emissione di feci e gas, è un fattore che produce un notevole disagio alla persona che ha una stomia intestinale. L’irrigazione intestinale transtomale, è una tecnica riabilitativa che si basa sul principio del “lavaggio colico”; lo scopo è promuovere una continenza meccanica ovvero, un intervallo libero dall’emissione di feci di ore. Ottenere questa condizione favorisce un miglior confort e benessere della persona stomizzata, riduce drasticamente il rischio di alterazioni della cute peristomale da contatto con le deiezioni, riduce i costi sanitari per la gestione della stomia. L’irrigazione a scopo riabilitativo, per essere efficace, va ripetuta ad intervalli regolari, di norma a giorni alterni.

18  L’irrigazione è in pratica un clistere e provoca lo svuotamento artificioso e controllato dell’intestino  viene consigliata quasi esclusivamente ai portatori di colostomia discendente o sigmoidostomia.  La persona stomizzata può eseguire da sola questa pratica, dopo aver ricevuto le opportune istruzioni, ma la stomia deve essere in stato di perfetta integrità, qualsiasi difetto nella confezione della stomia, fistole, retrazioni, prolassi, ernie rappresentano una controindicazione all’irrigazione.

19 Consiste nell’apertura e nella fissazione, temporanea o definitiva, dell’ileo alla parete addominale allo scopo di derivare all’esterno il contenuto intestinale. Ciò comporta la perdita funzionale di tutto il colon L’ileostomizzato tende quindi alla disidratazione (perdita di circa 1,5 litro di acqua e sodio), all’emissione incontrollata delle deiezioni fecali (molteplici scariche al giorno) e alla perdita di sostanze alimentari indigerite. Ciò porta anche all’instaurarsi della complicanza più fastidiosa rappresentata dall’irritazione cutanea peristomale, indotta dai sali biliari e dai succhi pancreatici non riassorbiti.

20  L'ileostomia comincia a funzionare in 2^ - 3^ giornata con evacuazioni continue, liquide, verdastre di ml/die  In 10^ giornata si riducono a 600 ml/die e la consistenza è poltacea  Dopo la stabilizzazione la consistenza è semipoltacea e il numero delle scariche meno frequente  Mancando il riassorbimento di liquidi e sali da parte del colon, la conseguenza più evidente è la disidratazione e la perdita di elettroliti

21 La stabilizzazione è dovuta a due diversi meccanismi :  compensazione renale  aumentato riassorbimento di acqua da parte dell'intestino in particolare dell'ultima ansa ileale  Il meccanismo di compenso alterando la diuresi (urine concentrate e rapporto Na/K basso) è responsabile di un'alta incidenza di urolitiasi (circa 4 volte i gruppi di controllo) Se è inoltre presente un'ampia resezione ileale si riscontra:  malassorbimento lipidico in particolare degli acidi biliari con conseguente colelitiasi  malassorbimento delle vitamine del gruppo B (in particolare B12) e K e ipoprotrombinemia

22  Nell'ileostomia il transito delle feci è rapido  Le feci dell'ileostomia sono particolarmente aggressive per la presenza di enzimi digestivi ancora attivi 3-8 ore

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24  L' apparato urinario si compone di: Reni Ureteri Vescica Uretra I reni depurano il sangue e producono l'urina. Questa passa negli ureteri, che inviano l'urina prodotta dai reni alla vescica. La vescica raccoglie l'urina finché non giunge il momento di eliminarla dall'organismo attraverso l'uretra.

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26 Mette in comunicazione il calice o la pelvi renale con l’esterno tramite un catetere autostatico. Si esegue per via chirurgica o percutanea e viene indicata per lo studio delle vie escretrici, per proteggere le anastomosi da infiltrazioni urinarie in caso di interventi ricostruttivi dopo chirurgia percutanea, in caso di retrostasi con danno renale secondario ad uropatia ostruttiva, in attesa di risoluzione definitiva,o quando, per le gravi condizioni cliniche del paziente, non è possibile eseguire altro tipo di derivazione.

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28  Rappresenta un’alternativa di necessità al cateterismo quando questo risulti controindicato per ostacoli a livello uretrale o patologia tumorale.  Trova indicazione anche per il completamento provvisorio nella chirurgia dell’uretra. Si esegue per via transcutanea in anestesia locale.

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30  Nell'ureterostomia uno o entrambi gli ureteri vengono collegati alla parete addominale per formare uno stoma.  Si tratta di un intervento meno comune che viene spesso praticato come misura temporanea nei pazienti pediatrici.

31  Si rende necessario in caso di rimozione della vescica, dovuta ad una malattia o ad un evento traumatico. Una sezione dell'intestino tenue viene recisa chirurgicamente, chiusa ad una estremità e utilizzata come nuovo raccoglitore per le urine o "vescica". I due ureteri che trasportano l'urina dai reni sono quindi collegati a questa nuova vescica. La parte terminale del condotto ileale viene fatta fuoriuscire attraverso la parete addominale, dove viene creato uno stoma.

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33 La differenza sostanziale tra i due tipi di stomie è che nel caso dell’ureterocutaneostomia il paziente avrà due stomie che determineranno la raccolta delle urine in due sacchetti (una a destra e una a sinistra dell’ombelico) mentre nella ureteroileocutaneostomia il paziente avrà un’unica stomia che convoglierà l’urina in un unico sacchetto (parete addominale destra). Nei pazienti con ureterocutaneostomia bilaterale, vengono posizionati dei cateteri ureterali che hanno il ruolo di impedire la stenosi (il restringimento) dello stoma. I cateterini vanno sostituiti con una cadenza che dipende dal tipo stesso del catetere.

34  L’urina, è normalmente sterile, e le vie urinarie posseggono meccanismi anti-reflusso che ostacolano così la risalita di germi provenienti dall’esterno verso i reni.  La sterilità delle vie urinarie è più o meno gravemente compromessa nei portatori di urostomia per il contatto diretto di queste ultime con l’ambiente esterno e l’urina è molto irritante per la pelle.  Dall’urostomia fuoriescono grandi quantità di urina. È importante che possa defluire liberamente e non ristagni poiché dopo l’intervento il sistema urinario deferente è meno lungo ed il rischio d’infezioni è più elevato. Solo il libero deflusso può ridurre al minimo questo rischio

35 Il posto più comodo dove cambiarsi il presidio è il bagno, dove deve essere preparato tutto l’occorrente:  placca e sacca nuove o solo la sacca se si adotta un sistema mono- pezzo, acqua e sapone neutro, carta igienica, spugna e asciugamano morbido, forbici con punta arrotondata, rasoio monouso in caso di peluria nella zona di adesione del sacchetto, sacchetto per rifiuti.  Non devono essere assolutamente usati benzina, alcool ed etere in quanto sono troppo aggressivi per la pelle  Controllare regolarmente la stomia. Col tempo le sue dimensioni possono variare. Nei sei mesi successivi all’operazione essa si restringe.  L’apertura della sacca e della placca protettiva devono corrispondere alle dimensioni della stomia.

36  Allo stoma occorre dedicare la stessa cura e igiene eseguita per l’ano.  1. Il presidio si rimuove dall’alto verso il basso usando entrambe le mani (fermare gli indumenti con le pinze in modo che non intralcino) si ripiega la sacca su se stessa onde evitare cattivo odore,va gettata in un sacchetto igienico.

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38  3. Con la spugna si lava delicatamente con movimenti a spirale, iniziando dall'esterno verso la stomia, si lava la pelle con acqua e sapone neutro utilizzando il panno carta. Le feci sono irritanti per la pelle, in questo modo si evitano arrossamenti ed irritazioni.

39  4. Asciugare bene per fare aderire la sacca, misurare con le dime il diametro esatto dello stoma per evitare complicanze e inconvenienti che nascono da imprecisa gestione dei presidi.

40  5. Ritagliare con le forbici il foro della placca delle stesse dimensioni rilevate per proteggere la pelle intorno alla stomia.

41  6. Prima di applicare la placca, se necessario, mettere uno strato di pasta protettiva intorno alla stomia, lasciarla asciugare per 30 secondi modellarla con le dita per renderla uniforme.

42  7. Controllare che la placca sia ben aderente alla pelle e non si siano formate delle pieghe durante l'applicazione. Questo controllo è importante perché garantisce comfort e la tenuta del sistema di raccolta fino alla prossima sostituzione

43  8. Agganciare la sacca di raccolta alla placca assicurandosi della perfetta tenuta. Eliminare il sacchetto dei rifiuti e lavarsi le mani.

44  La cute peristomale è la zona dove viene fatto aderire il dispositivo di raccolta. Se la pelle è irritata diventa più difficile far aderire la barriera alla cute. Prima dell'applicazione del dispositivo, quindi è importante accertarsi che la pelle sia integra e asciutta. Questo assicurerà che il sistema di raccolta rimanga in situ tra un cambio e l'altro minimizzando il rischio di distacco. È anche importante ricordare che vivere con le complicanze della cute peristomale può influire sulla sicurezza e sulla qualità di vita del paziente.

45 CUTE INTEGRA CUTE IRRITATA

46  DERMATITE IRRITATIVA  DERMATITE ALLERGICA DA CONTATTO  MICOSI (CANDIDA)  FOLLICOLITI  ERNIA PARASTOMALE  RETRAZIONE  PROLASSO  STENOSI  EMORRAGIA  PIODERMA GANGRENOSO

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48  mangiare regolarmente  bere tanti liquidi  masticare bene il cibo  godersi il cibo e non farsene un problema  consultare il proprio specialista o un dietologo sugli integratori vitaminici  provare i nuovi cibi uno alla volta, in piccole quantità, in modo da individuare subito l'eventuale causa di problemi . Consumare la cena entro le ore per evitare deiezioni notturne

49  Proprio come avveniva prima dell'intervento, è possibile soffrire talvolta di stipsi o diarrea. Aumentando l'assunzione di liquidi e fibre è possibile evitare problemi di stitichezza.  Bere più acqua e succhi di frutta: da sei a otto bicchieri al giorno. Inserire nella dieta più frutta fresca e verdure. Cercare di mangiare cibi con elevato contenuto di fibre come cereali o pane integrale.  Cercare di evitare cibi che procurano odore come uova, alcune spezie, pesce e asparagi. È auspicabile inoltre evitare cibi che causano la formazione di gas come birra, bevande gassate, latticini, cipolle, cetrioli, funghi, fagioli e cavoli. Tali alimenti impiegano circa sei ore a produrre gas in una persona avente una colostomia.  Dopo un intervento di stomia, la capacità del corpo di digerire e assorbire medicinali potrebbe essere ridotta, farmaci antiacidi antidiarroici,agenti antinfiammatori, come ibuprofene,aspirina lassativi,sostituti del sale,sostituti dello zucchero, come la saccarina,vitamine

50  In conseguenza della mancata funzione del colon si deve preferire una dieta moderatamente ipercalorica, ricca di potassio, fosforo,calcio e magnesio per perdita di h2o ed elettroliti con feci liquide e frequenti Dopo l'intervento, i cibi ad elevato contenuto di fibre possono causare dei blocchi nell'ileo( sedano,popcorn,cocco,ananas crudo cavolo,uvetta frutta secca,funghi,insalata,piselli,bucce delle verdure,spezie) che ha un lume ristretto. Masticare bene il cibo per ridurlo in piccoli pezzi e migliorarne la digeribilità; è bene bere molti liquidi.  Meglio evitare cibi troppo freddi o troppo caldi perché possono indurre il riflesso gastrocolico,aumentando la peristalsi intestinale  Non occorre seguire una dieta particolare, a meno che il medico non lo ritenga necessario. E’ importante che i pazienti imparino da soli a capire quali alimenti possono provocare disturbi,per eliminarli o diminuirli.

51  Può essere utile tenere un diario dove elencare tutti i giorni per un mese quello che si mangia, quante volte si riempie il sacchetto e come si presentano le feci (liquide, pastose, solide).  I cibi che generalmente provocano disturbi intestinali sono frutta,verdura, cipolle, aglio e legumi.  Si consiglia di iniziare a mangiare i cibi che possono dare disturbi uno alla volta.  Il portatore di ileostomia deve aggiungere alcuni piccoli accorgimenti: fare pasti piccoli ma frequenti, evitare cibi troppo grassi, preferire alimenti che induriscono le feci (patate, carote, banane, riso, mele crude sbucciate).  L’acidità del materiale intestinale può sciogliere la placca adesiva del sacchetto provocando arrossamenti cutanei ed il distacco del dispositivo prima del cambio

52  Gli urostomizzati non devono seguire una dieta speciale. Per evitare infezioni e mantenere normale la funzione urinaria bisogna bere a sufficienza (2–3 litri al giorno)! Ciò può prevenire le infezioni delle vie urinarie. Infatti con l’urina si eliminano così anche grandi quantità di batteri e di muco. L’urina deve essere di colore chiaro. Si raccomandano acqua, acqua minerale non gassata, tè alle erbe, consommé, succhi di frutta.  Due bicchieri di succo di mirtilli rossi al giorno (la mattina e la sera, in tutto 300 ml) possono far bene. Il succo di mirtilli rossi acidifica l’urina e rallenta così la riproduzione dei batteri e muco  Alcuni alimenti possono influire sull'odore dell'urina(asparagi, pesce,uova,alcol,cavolfiore,cavoletti di Bruxelles,formaggio (certi tipi),fagioli cotti,broccoli,cipolle,cavolo )  Gli alimenti che aiutano a rendere neutro l'odore dell'urina sono tra gli altri: siero del latte,prezzemolo,yogurt

53  Prediligere vestiti comodi e non troppo stretti  E’ opportuno privilegiare tessuti naturali, evitando fibre di nylon che irritano la cute peristomale.  Cinture ed elastici non sono indicati: potrebbero comprimere lo stoma e impedire l’evacuazione.  Per un uomo le bretelle sono a volte più comode di una cintura; lo stoma non dovrebbe comunque mai trovarsi all’altezza della cintura.  Il bagno o la doccia dovrebbero essere fatti prima della sostituzione del sistema di raccolta

54  La stomia non è un handicap, né impone limitazioni allo svolgimento delle normali attività quotidiane come lavorare, passeggiare, giocare, fare l’amore, in una parola … Vivere!  Si può sempre tenersi in forma, sia se piaccia giocare a tennis, a golf, fare jogging, nuotare o sciare. Con il permesso del medico, dopo il periodo di convalescenza, si potrà tornare agli stessi sport o alle attività che si praticavano prima dell’intervento.  È comunque consigliabile evitare di sollevare pesi e astenersi dal praticare attività sportive violente senza speciali protezioni per lo stoma

55  Per chi viaggia, è opportuno organizzarsi in anticipo portando sempre un kit composto da:  un nuovo dispositivo di raccolta;  salviette umidificate;  un paio di forbici piccole ricurve;  sacchetti di plastica o carta per l’eliminazione del dispositivo usato.  Altri accorgimenti da adottare, soprattutto se si viaggia all’estero, sono:  portare un 10% di prodotti in più, come scorta;  mettere nel bagaglio a mano una scorta di prodotto;  tagliare la placca della giusta dimensione, poiché nel bagaglio a mano non si possono portare le forbicine;  in aereo la sacca potrebbe gonfiarsi un poco.

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57  Le stomie sono aperture artificiali e quindi non provviste di sfintere; il paziente stomizzato, pertanto, non può esercitare un controllo volontario sull’emissione delle feci o delle urine ed è costretto ad utilizzare dei sistemi di raccolta che sono diversi per tipologia e dimensione a seconda del tipo di stomia.  I dispositivi devono rispondere ad alcuni requisiti fondamentali:  Perfetta adesività alla cute e massima protezione della cute peristomale  Facile rimozione e assenza di residuo di adesivo sulla cute  Impermeabilità ai liquidi e agli odori  Silenziosità  Forma e dimensioni tali da permettere la mimetizzazione sotto gli abiti

58  Nei sistemi monopezzo, la sacca e la barriera cutanea sono integrate. Questi dispositivi sono progettati per coniugare massima discrezione, semplicità e flessibilità in un sistema a basso profilo. Sono disponibili nella versione ritagliabile, pretagliata e modellabile  Possono essere a fondo chiuso o aperto

59  La sacca si unisce alla placca mediante una flangia di aggancio  Nei sistemi a due pezzi sacca e placca sono separati. Ciò permette di sostituire la sacca senza rimuovere la barriera cutanea. Un anello in plastica permette l'aggancio tra sacca e placca percepibile al tatto.

60  In questo sistema, sacca e placca sono unite insieme tramite un anello in schiuma adesiva e una "base di adesione" eliminando la presenza della flangia rigida presente nei tradizionali sistemi a due pezzi. Il meccanismo di aggancio in schiuma offre una maggiore flessibilità ed un basso profilo sotto i vestiti.

61  Gli stomizzati hanno bisogno di una sacca di raccolta e una barriera cutanea adesiva. Nei sistemi a due pezzi, la barriera cutanea è separata dalla sacca, mentre nei sistemi monopezzo sacca e barriera sono integrate. La sacca serve per contenere le urine o le feci a seconda del tipo di intervento di stomia. Le sacche possono essere:

62  sono monouso e sono indicate quando gli effluenti stomali sono solidi e formati. La maggior parte delle sacche sono dotate di filtro per neutralizzare gli odori e permettere la fuoriuscita dei gas. La sacca non necessita di essere svuotata, quando è piena è sufficiente rimuoverla e gettarla in un contenitore per i rifiuti.  Indicate per colostomia e ileostomia  Non indicate perurostomia.

63  Alcune persone ileostomizzate o colostomizzate possono prediligere l'utilizzo di sacche a fondo aperto agevolmente svuotabili attraverso l'apertura sul fondo. Il fondo della sacca può essere lavato.

64  Le persone urostomizzate hanno delle esigenze particolari. Come gli altri sistemi di raccolta, le sacche per urostomia sono disponibili nella versione monopezzo o due pezzi. Ma, a differenza degli altri sistemi, le sacche per urostomia hanno un rubinetto di scarico.

65  Le sacche per la raccolta delle urine sono munite di una valvola di scarico e una membrana antiriflusso.  possono essere svuotate più volte grazie alla valvola di scarico e poi richiuse.  Una sacca fissata alla gamba, connessa al dispositivo, può aumentare la capacità di contenimento di 500 ml.  I sistemi a due pezzi con sacca adesiva sono molto piatti e quasi impercettibili anche a contatto con un’altra persona.  Sussiste anche la possibilità di collegare il dispositivo a un’apposita sacca esterna per la notte per mezzo di un tubo,questa sacca ha una capienza di 2000 ml,con questo dispositivo il paziente può dormire tranquillamente.

66  La barriera cutanea o placca aderisce alla pelle attorno allo stoma contribuendo a proteggerla dal contatto con gli effluenti. La barriera cutanea è il supporto che permette l'adesione della sacca all'addome.  Il foro di apertura delle barriere cutanee può essere:  Ritagliabile - il foro viene ritagliato su misura della stomia.  Pretagliato - è disponibile un'ampia gamma di misure per adattarsi alle diverse dimensioni di ciascuno stoma, senza bisogno di utilizzare le forbici.  Modellabile - il foro di apertura si modella con le dita per adattarsi a stomie di qualsiasi forma e dimensione. La perfetta conformabilità al contorno dello stoma fornisce una protezione contro il rischio di infiltrazioni rispetto alle barriere cutanee tradizionali.  Placca piana /convessa

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68  sono disponibili in commercio altri prodotti per la cura della cute peristomale come polveri e pasta protettiva,salviette detergenti, che aiutano a rimuovere le placche in modo atraumatico, oli e spray protettivi cute peristomale, cinture,guaine per ernie, prodotti x ridurre la formazione di odore, kit per irrigazione

69  Scegliere il dispositivo adatto alle proprie esigenze può aiutare a evitare che urina, feci o muco, entrino a contatto con la superficie cutanea causando irritazioni. Per questo scopo, si consiglia l'uso di un ausilio per misurare il proprio stoma. Si potrà così stabilire la dimensione giusta dell'apertura della propria barriera cutanea. Nei mesi successivi all'intervento potrebbe essere necessario cambiare misura.

70  Stabilire un programma semplice da seguire per cambiare la sacca in base al tipo di sistema usato e al parere del proprio medico. In questo modo si assicurerà che la barriera cutanea venga sostituita prima che gran parte dell'adesivo venga erosa, riducendo la possibilità che le secrezioni dello stoma vengano a contatto con la pelle.

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72 MANTENERE LA PELLE ASCIUTTA  Mantenendo asciutta la pelle, si potrà assicurare una buona tenuta dell'adesivo. Inoltre ridurrà il rischio di candidiasi (un'infezione fungina). MONITORARE I CAMBIAMENTI DELL'ADDOME  Cambiamenti del profilo addominale dovuti a gravidanza, esercizio, variazioni di peso o stile di vita e ad alcune malattie, possono richiedere l'uso di un nuovo sistema di raccolta o di una misura diversa.

73  Poiché la cute peristomale potrebbe essere danneggiata dal contatto con gli effluenti stomali, è fondamentale essere certi che il dispositivo di raccolta utilizzato sia quello più appropriato. Le placche forniscono una necessaria barriera protettiva tra cute ed effluenti stomali che possono provocare irritazioni e generare complicanze.  Per essere sicuri di avere una perfetta corrispondenza tra barriera cutanea e stoma è opportuno monitorare i cambiamenti di forma e dimensione dello stoma. Se lo stoma cambia, è necessario modificare la misura della barriera cutanea e del sistema di sacca, oppure passare a un nuovo sistema, utilizzare una placca che si adatta bene alla stomia può essere la miglior difesa contro complicanze cutanee.

74  I dispositivi per stomia sono totalmente rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale secondo quantitativi mensili stabiliti per legge. Per ottenerli, occorre fare richiesta di Invalidità Civile per Protesi ed Ausili presso il servizio di Medicina legale della ASL di appartenenza.  Qui verrà consegnato un modulo da compilare e la lista dei documenti necessari, tra cui la certificazione medica relativa all’intervento chirurgico subito. Insieme alla documentazione richiesta, dovrà essere portata una ricetta, compilata dal medico di base, che riporti:  il quantitativo  il numero di codice del nomenclatore tariffario  il tipo di sacchetti e placche  il periodo (un mese o tre mesi).

75  Per quel che riguarda l'assistenza protesica occorre fare riferimento al D.M. 332/99 pubblicato sul supplemento ordinario n. 176/L alla G.U. n. 277 del 27/09/99 che determina gli aventi diritto all'assistenza e alla fornitura gratuita dei presidi protesici (sacche per stomia, sacchetti per irrigazione, ecc), le modalità di erogazione, il collaudo e la definizione dei presidi. In ogni caso è l'azienda unità sanitaria locale che, dietro prescrizione dello specialista, autorizza la fornitura dei dispositivi per il periodo indicato dal medico prescrittore, prevedendo idonee modalità di consegna frazionata.

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