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L’epistemologia della ricerca situata Oltre l’abusata, semplicistica e fuorviante opposizione tra metodi quantitativi e qualitativi (cfr. Schlegoff, 1993)

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Presentazione sul tema: "L’epistemologia della ricerca situata Oltre l’abusata, semplicistica e fuorviante opposizione tra metodi quantitativi e qualitativi (cfr. Schlegoff, 1993)"— Transcript della presentazione:

1 L’epistemologia della ricerca situata Oltre l’abusata, semplicistica e fuorviante opposizione tra metodi quantitativi e qualitativi (cfr. Schlegoff, 1993) –Scelte epistemologiche ( post-moderne, non razionaliste, anti- deterministiche ) –Scelte metodologiche ( interpretative piuttosto che deduttive ).

2 L’epistemologia della ricerca situata Criteri di validità per distinguere tra buone e catttive ricerche/intervento Non esiste un’unica forma di correttezza metodologica che garantisca la bontà della ricerca/intervento nelle scienze sociali. Tali criteri devono variare al variare delle discipline, degli oggetti, dei contesti, ………..

3 L’epistemologia della ricerca situata I testi di metodologia di qualche anno fa erano essenzialmente dei “libri di cucina” che suggerivano che per condurre correttamente una ricerca si dovesse seguire una ricetta, cioè applicare un’insieme di regole procedurali per la preparazione dei pasti. Agli studenti si insegnavano i vari passaggi da seguire nella ricerca come se si dovesse produrre una cena. Ora i testi di metodologia non si preoccuapno solo di fornire indicazioni tecniche sulle regole procedurali da seguuire a seconda delle diverse sistuazioni e sul modo di metterle in pratica ma discutono anche le teorie della conoscenza e la natura della realtà sociale (Brewer, )

4 I criteri di validità Ricerca positivistico-sperimentale : a)Affidabilità: strumenti che garantiscano misure costanti nel tempo e nelle diverse situazioni b) Validità (interna e esterna) ciò che viene misurato è quello che volglio studiare: generealizzabilità delle spiegazioni ad altre situazioni c) Replicabilità: le procedure possono essere riprodotte da altri ricercatori

5 I criteri di validità Ricerca post-moderna: a) Situatività (lega metodi, risultati e interpretazione allo specifico ambito in cui la ricerca si svolge: rilevanza anche per gli attori sociali coinvolti); b) Contingenza (valore “situato” risultati della ricerca: a quella particolare comunità, a quella situazione e a quel momento); c) Riflessività del ricercatore : consapevole della non neutralità delle sue posizioni, interesssi e scelte metodologiche (realismo mediato).

6 L’epistemologia della ricerca situata 1)S ituatezza versus modelizzazione 2) Ruolo costruttivo del ricercatore 3) Categorie del ricercatore versus interpretazioni dei partecipanti 4) Partecipanti come risorsa conoscitiva

7 1. Generalità versus modellizzazione Tradizioni di ricerca post-moderne (cfr. Mecacci,1999): –più interessate a generare, piuttosto che verifcare, ipotesi precise –cogliere la variabilità e non solo l’uniformità dei processi psicologici ricerca emica, che punta a descrivere la specificità e le differenze delle attività psicologiche, facendosi carico delle enorme e ricca diversità dei contesti socio-culturali e interattivi della vita umana –

8 1. Generalità versus modellizzazione Interessate a descrivere: –processi di mediazione culturale (strumenti, artefatti, linguaggi, pratiche) presenti in ogni contesto della vita quotidiana ( compresi i laboratori di psicologia luoghi tutt’altro che neutrali nella costruzione e produzione dei dati e risultati di ricerca ). –peculiarità delle attività psicologiche nei diversi contesti –Criterio di scelta: esemplarità e specificità (non la casualizzazione).

9 1. Situatezza versus modellizzazione Descrivere un mondo sociale localmente costruito e culturalmente caratterizzato (e quindi meno prevedibile e generalizzabile), ma più “somigliante” e “vicino” alla esperienza psicologica quotidiana che ognuno di noi possiede La distinzione fra ricerca di base e applicata sfuma: i risultati sono "situati" (vs generalizzazione)

10 2. Ruolo costruttivo del ricercatore costruttive” e “interpretativeLa consapevolezza del ricercatore/consulente circa le proprie scelte teoriche e le proprie pratiche di riecrca/intervento: attività “costruttive” e “interpretative” responsabilità che egli di conseguenza si assume per quanto riguarda la costruzione del suo “oggetto” ricerca come "scientific apparatus" (Barad, 2007)

11 2. Ruolo costruttivo del ricercatore Le descrizioni non pretendono di essere neutre e oggettive o di essere uno specchio fedele di una realtà esterna a noi: I ricercatori, che di quella realtà sono parte, sono infatti consapevoli del ruolo che hanno nel costruirle in funzione dei propri interessi, scelte, risorse e per questo si si impegnano a darne conto (su questo punto cfr. Lynch, 2000)

12 2. Ruolo costruttivo del ricercatore L’isolamento della metodologia dal contesto delle teorie che essa incorpora e dei problemi che permette di affrontare produce una rigidità da evitare…… –diventare metodologicamente scorretti –la buona ricerca deve contenere una buona quota di originalità…..

13 2. Ruolo costruttivo del ricercatore Essere consapevole del fatto di entrare a far parte del contesto sociale che è l’oggetto del suo studio/intervento Non essere consapevole del proprio coinvolgimento nella situazione della ricerca produce : –Errori deontologici (dati rubati) –Errori metodologici (collaborazione attori sociali migliore garanzia della validità die dati raccolti)

14 2. Ruolo costruttivo del ricercatore Sguardo che costruisce il fenomeno Osservare o videoregistrare non è un “dato” naturale ma il prodotto di una pratica professionale di visione Vedere “con” (non “attraverso”)… externalized retina (Lynch. 1988) Posizionamento del ricercatore teoricamente guidato……

15 Da Zucchermaglio, Alby, 2005

16 Da Mondada, 2006

17 2. Ruolo costruttivo del ricercatore Metafora ruolo ricercatore (Kvale, 1996): 1) Minatore che scava “sotto le parole” per trovare i processi psicologici nascosti dentro i soggetti 2) Qualcuno che intraprende un viaggio insieme agli attori sociali che vuole studiare, chiedendo loro di raccontare storie sul loro mondo e conversando con loro nell’accezione originale latina della parola conversazione, e cioè “girovagare insieme con ” –.

18 Osservazione: il video Il video è stato usato in molti approcci in psicologia (es. osservazione sistematica IPA di Bales (1950;1970) con sistema di codifica (come aide memoire, per catturare contenuti e non azioni (Hindmarsch e Llewellyn, 2010): ad esempio avere traccia delle risposte ad un’ intervista ( invece che esplorare l’organizzazione interattiva dell’intervista stessa); come “finestra” per avere accesso (ripetuto) agli atteggiamenti, comportamenti, opinioni o credenze dei partecipanti;

19 Osservazione: il video Altri sistemi (es. codifica di gesti, sistemi di analisi del contenuto…) rischiano di “spezzettare”, riducono e perdono la complessità e sequenzialità dei fenomeni interattivi (ridurre a numeri statisticamente trattabili a scapito di un’interpretazione più ricca anche se meno definita) Nella prospettiva etnografico-discorsiva, il video è impiegato come strumento per mantenere la complessità dei fenomeni interattivi

20 Osservazione: il video Attenzione a NON considerare la registrazione come riproduzione “oggettiva” di quello che è successo! (Mantovani 2008) L’ascolto e ri-ascolto del nastro NON E’ come tornare all’“origine” Tape fetishism (Ashmore et al 2004) “un modo di trattare il nastro come se avesse il potere di far rivivere l’evento originario (posizione realista)

21 Osservazione: il video … ogni posizione assunta dalla videocamera (…) rappresenta una teoria relativa a ciò che è pertinente all’interno di una scena, e tale teoria è destinata ad avere conseguenze enormi su ciò che potrà essere visto in seguito (Goodwin 1994: 610)

22 3. Categorie del ricercatore versus interpretazioni dei partecipanti Non avvicinarsi alla costruzione e analisi dei dati con significati “estranei” lasciar al contrario emergere i significati e i fenomeni rilevanti per quel sistema di attività e per gli attori sociali in essi coinvolti Sfida alle nostre categorie Cosa considerare come ‘lavoro’ o ‘luogo lavorativo’?

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25 3. Categorie del ricercatore versus interpretazioni dei partecipanti Interazioni emergenti, non solo quelle “previste: m omenti formali ma anche a volte più significativi quelli informali… : “I had an upset stomach, but look, there are these pills, you know (...) ask the doctor for them, you’ll see that it goes away.” This a finding of particular interesting: the information that circulated in the community of the patients could also help determine the content of communication with the doctor, making it less ‘asymmetrical’ and more actively managed by the patients themselves” (from Alby, Zucchermaglio, Submitted).

26 3. Categorie del ricercatore versus interpretazioni dei partecipanti Fase della negoziazione di una ricerca etnografica come luogo di incontro interculturale ( Saglietti, Zucchermaglio, 2010): → Accompagna lo sviluppo della ricerca (non solo l’inizio) → Incontro di: interessi, obbiettivi e strumenti del ricercatore e degli “altri”

27 Che cosa fa il ricercatore? (attività) –A che cosa è interessato? (sguardo) –Che informazioni raccoglie e quale uso ne fa? –Dove vanno a finire i risultati? Chi li legge/vede? ( disseminazione dei risultati/rapporto con la comunità scientifica) 3. Categorie del ricercatore versus interpretazioni dei partecipanti

28 Estratto 1: vedere il “nascosto” 6 febbraio 2010La negoziazione della ricerca in ottica interculturale: incontrare l'"altro" nelle comunità per minori Pagina 28 1 Coordinat:e questo è l’aspetto che interessa a noi poi di fatto, no? 2 Ed. Simo:Si 3 Ed. Carla: è sapere che cosa viene fuori in una restituzione che poi è la parte tua 4 Coordinat:esatto! ed è quello che ha spinto questa équipe 5 Ed. Simo:si, anche perché noi non vediamo mai 6 Coordinat: che ha spinto questa équipe a dire si perché anche noi abbiamo bisogno di capire ed eventualmente 7 Ed. Simona: sì perché noi il nascosto (non lo vediamo mai) ((sottovoce)) 8 Ricerc:uhm 9 Coordinat: a che punto siamo nel gruppo qual è il nostro livello di interazione e di comunicazione perché lo scopo è quello di migliorare 1010 Ed. Carla:vedere quello che noi non siamo in grado di vedere perché siamo soggetti che partecipano, no?

29 3. Categorie del ricercatore versus interpretazioni dei partecipanti Momento di negoziazione con i minori: 1)quesiti etici, richieste di tutela della privacy; 1)esplicitazione delle loro interpretazioni sulla ricerca.

30 (…) Dopo che i ragazzi hanno già dato il loro assenso, una ragazza, Giada, chiede come farò le video-riprese e mi chiede di spiegare meglio in che cosa consista l’oscuramento dei volti nelle immagini. Spiego, dunque, che qualora porterò le video-riprese in contesto pubblico (convegni, ecc.) i volti dei minori saranno sempre oscurati, in modo da non poter risalire alla vera identità. In questo modo, garantisco una completa anonimità delle persone, soprattutto dei ragazzi. 6 febbraio 2010La negoziazione della ricerca in ottica interculturale: incontrare l'"altro" nelle comunità per minori Pagina 30 Estratto 2: anonimato – Comunità Staff [Note di campo, 21/11/2007]

31 6 febbraio 2010La negoziazione della ricerca in ottica interculturale: incontrare l'"altro" nelle comunità per minori Pagina 31 Durante l’incontro con i ragazzi, l’educatrice presente mi interrompe per dirmi che una ragazza, Marta, vuole farmi una domanda. Marta mi chiede, infatti, se con la telecamera entrerò in camera sua. Rispondo che non sono interessata tanto a vedere come stanno da soli e che no, non entrerò in camera sua. Se ci dovesse essere qualcosa di interessante, comunque, chiederò sempre il suo permesso prima di farlo. Si sente sollevata e mi dice che va bene. Chiedo, infine, a tutti i ragazzi se sono d’accordo e mi dicono di sì, che la ricerca va bene. Mi aspettano fra pochi giorni per le prime osservazioni. Estratto 3: privacy – Comunità Famiglia [Note di campo, 16/11/2007]

32 6 febbraio 2010La negoziazione della ricerca in ottica interculturale: incontrare l'"altro" nelle comunità per minori Pagina 32 (…) Durante la presentazione della ricerca ai ragazzi, Ivo mi interrompe chiedendomi se sono un coach. Gli chiedo che cosa intende e il ragazzo mi risponde che un coach è allenatore. Aggiunge che io sarei per lui un allenatore per grandi, che spiega agli educatori come devono comportarsi. Dico che in un certo senso sì, guardo come lavorano i grandi ma non mi metto a dare giudizi. Ci alleniamo insieme. Estratto 4: allora sei un coach per grandi! – Comunità Famiglia [Note di campo, 16/11/2007]

33 3. Categorie del ricercatore versus interpretazioni dei partecipanti Fase di negoziazione della ricerca come: → risorsa conoscitiva per il ricercatore (interpretazioni dell’impresa di ricerca da parte dei partecipanti) → parte della co-costruzione (ricercatore-partecipanti) del corpus di dati della ricerca → strumenti di negoziazione (i.e. consenso) come oggetti di confine nel legame fra comunità (Wenger, 1998)

34 4. Partecipanti come risorsa conoscitiva Da “soggetti" a “partecipanti”…….. Il ricercatore e i partecipanti co-costruiscono attivamente gli oggetti della ricerca, anche in base ai loro interessi, scopi e capacità strategiche. Le affermazioni le categorie interpretative e il lessico dei partecipanti usate per: – intepretare la loro situatezza e significatività culturale – evitare il rischio di “non vedere” fenomeni rilevanti.

35 4. Partecipanti come risorsa conoscitiva Agentivita’ degli attori sociali: contribuiscono a costruire il dato osservativo… interpretano i movimenti e il focus della telecamera ( quale è l’oggetto della ricerca?) aggiustano le loro azioni alla presenza della telecamera ( questioni etiche, confini da negozaire tra comunità di pratiche ) usano la presenza della telecamera nell’organizzazione delle loro pratiche ( ad esempio come risorsa discorsiva, Saglietti, Alby, Zucchermaglio, submitted ) Come partecipanti reagiscono è un importante indicatore per il ricercatore (non bias metodologico)…. Espansione dell’agency dei partecipanti

36 4. Estratto 2: stasera sei ospite speciale del Grande Fratello – Comunità Staff [Video-riprese, 06/05/2008] ((A tavola sono presenti Aldo (17), Ilaria (14), Giada (13), Claudio (14), l’educatrice Rachele, l’educatore Attilio e la volontaria Simona )) 03:30- -Aldo:-stasera sei ospit- sei ospite speciale del grande fratello --(0.8)- --Volontaria:-e lo so. --Aldo:-( )? --(1.5)- ((La volontaria annuisce. Giada si gira verso la videocamera)) --( ):-Hh --Volontaria:-dopo: (.) [do: po:: ] facciamo le votazioni per chi eliminare. --Educatrice:- [le (sfide )esterne] --(1.5)- --Educatrice:-ah ((sorridendo)) --(1)- --Educatrice:-in privato. --(1)- --Claudio:-quella: è: (.) il confessio[nale ((indicando una stanza)) --Volontaria:- [là dentro.. Da Alby,F,Saglietti,M., Zucchermaglio, C. Submitted

37 Estratto 3: la videocamera Sonia – Comunità Famiglia [Video-riprese, 20/05/2008] ((A cena ci sono Ivo (10), Marta (14), Tommaso (13), Nadia (10), Silvano (16), il volontario Marco, l’educatrice Diletta, Chiara (coordinatrice, la mamma), Francesco (coordinatore, papà) e la loro figlia Daniela (4). Silvano, Tommaso e il papà stanno discutendo sulla presenza della videocamera)) 31:02- -Marta:-LEI ci sta ? ((guardando la videocamera)) --Nadia:-guarda? --Volontario:-°si° --Nadia:-silvano? (.) guarda. ((toccando il braccio di Silvano)) --(0.5)- ((Nadia fa un’espressione buffa rivolta alla videocamera mentre Silvano la osserva)) --Coordinatore:-lei chi? ((sorridendo verso Marta)) --(1)- ((Il papà guarda Marta sorridendo. La ragazza si rigira verso la videocamera)) --Marta:-SONIA. --Silvano:-salut[a:? --Coordinatrice:- [a:!! la chiamiamo sonia? [(.) va bene. --Marta:- [u: u? ((annuisce con la testa)) --Silvano:-sonia [(super tre)? --Chiara:- [sonia? --- [ ((Roberto saluta con la mano la videocamera)) --Silvano:-ce sta [(pure birillo?) --Daniela:- [DOV’E’[LA SONIA::? --Tommaso:- [cia-ciao! ((girato verso la videocamera, muove la mano)) --Coordinatrice:-↑sonia è (.) ↓lei. ((indicando con la mano la videocamera, spostandosi per farla vedere alla figlia)) Da Alby,F,Saglietti,M., Zucchermaglio, C. Submitted

38 Osservazione: il video Attenzione a NON considerare la registrazione come riproduzione “oggettiva” di quello che è successo! (Mantovani 2008) L’ascolto e ri-ascolto del nastro NON E’ come tornare all’“origine” Tape fetishism (Ashmore et al 2004) “un modo di trattare il nastro come se avesse il potere di far rivivere l’evento originario (posizione realista)


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