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Disturbi d’Ansia e Depressione in Età Evolutiva. Disturbi della sfera affettiva I disturbi della sfera affettiva nascono in prevalenza da una alterazione.

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Presentazione sul tema: "Disturbi d’Ansia e Depressione in Età Evolutiva. Disturbi della sfera affettiva I disturbi della sfera affettiva nascono in prevalenza da una alterazione."— Transcript della presentazione:

1 Disturbi d’Ansia e Depressione in Età Evolutiva

2 Disturbi della sfera affettiva I disturbi della sfera affettiva nascono in prevalenza da una alterazione del vissuto emozionale e/o da una distorsione delle normali tappe evolutive dello sviluppo affettivo. Tutti i disturbi correlabili con una anormalità della sfera affettiva non si accompagnano in genere a ritardi della sfera cognitiva né sono collegati con gravi problemi maturativi e costituzionali.

3 I disturbi della sfera affettiva comprendono: Disturbi d’ansia Disturbi dell’identità sessuale Disturbi dell’umore Disturbo da attaccamento

4 DISTURBI D’ANSIA  Disturbo d’ansia da separazione  Disturbi iper-ansioso o da ansia generalizzata  Disturbo da panico  Fobie specifiche  Fobie sociali  Disturbo ossessivo-compulsivo  Disturbo post traumatico da stress

5 Disturbo d’ansia da separazione Si manifesta con esagerata ed immotivata apprensione riguardo il temporaneo allontanamento dei genitori o delle figure parentali. Si può manifestare anche in seguito all’allontanamento del bambino dagli ambienti di vita consueti. L’ansia da separazione esordisce in genere all’inizio del periodo di scolarizzazione con sintomatologia somatica a carattere prevalentemente gastrointestinale (nausea, dolori addominali, vomito)

6 Disturbo d’ansia da separazione (2) Successivamente al periodo di esordio la sintomatologia iniziale, a prevalente espressione somatica, si arricchirà di nuove componenti. Il bambino manifesterà paura di dormire da solo, paura di dormire senza luci accese, bisogno persistente della presenza fisica delle figure genitoriali o di riferimento. Il disturbo tra i 4 e gli 8 anni sarà caratterizzato da ansia marcata, disforia, disturbi somatici; in seguito prevarrà un atteggiamento di apprensione per l’integrità fisica del genitore.

7 Disturbo iperansioso o da ansia generalizzata(1) Si definisce un persistente stato d’ansia e di apprensione anche immotivata (ricordiamo che l’ansia parossistica si differenzia dall’ansia normale per l’anacronismo, la fantasmizzazione e la stereotipia) con visione pessimistica nei confronti di una serie di accadimenti. Si presenta spesso anche in bambini normodotati, più maturi rispetto ai coetanei. La sintomatologia è caratterizzata in prevalenza da fenomeni di iperattività neurovegetativa: sudorazione.

8 Disturbo iperansioso o d’ansia generalizzata(2) Respiro affannoso, palpitazioni, sensazione di nodo alla gola, fenomeni gastroenterici ecc: L’eziopatogenesi del disturbo è spesso da ricondurre alla perdita di figure di particolare riferimento durante l’infanzia o al verificarsi sempre durante lo stesso periodo di vita di eventi particolarmente stressanti sul piano emotivo.

9 Disturbi da attacchi di panico I risultati degli studi di questi quadri patologici ha dato risultati particolarmente contrastanti. Molti autori sostengono l’effettiva difficoltà di fare diagnosi di DAP durante l’età evolutiva; per molti di essi sembra però verosimile che molte di queste patologie riscontrate nel soggetto adulto non siano che riconducibili a quadri patologici presenti in fase di latenza sintomatologica già durante l’età evolutiva. Sembrerebbero predisporre alla patologia conclamata la familiarità, il temperamento ansioso-fobico, la difficoltà del bambino di staccarsi dalle figure e dagli ambienti familiari.

10 Fobie (1) Si manifestano frequentemente in età evolutiva, rappresentando una esperienza abituale dello sviluppo, al punto che la loro assenza venne considerata da alcuni autori (Winnicot) segno specifico della presenza di alterazioni psichiche strutturate. Il quadro fobico in quanto condizione patologica è caratterizzato da una paura immotivata ed esagerata nei confronti di oggetti e situazioni.

11 Fobie (2) I quadri fobici si caratterizzano per la presenza di alcuni elementi essenziali : Il quadro fobico è anacronistico rispetto all’età e presenta cristallizzazione del sintomo. Le paure si realizzano nei confronti di cose e situazioni che di per sé non costituiscono pericolo reale. Presenza della cosiddetta condotta di evitamento ovvero la condizione attraverso la quale il soggetto evita in maniera chiara l’oggetto o la situazione fobogena. Le paure non riguardano l’oggetto o la situazione ma le conseguenze.

12 Fobie(3) I principali quadri fobici dell’età evolutiva sono: Fobia scolare che può organizzarsi e strutturarsi trasformandosi in un quadro psicotico. Fobia delle trasformazioni somatiche(dismorfofobia) Fobia sociale con chiara difficoltà a gestire in maniera serena il rapporto dinamico con l’ambiente che ci circonda. La fobia di impulso ovvero la paura di non poter evitare un atto ritenuto riprovevole.

13 Disturbo ossessivo –compulsivo (1) Il disturbo ossessivo-compulsivo è caratterizzato dalla presenza persistente di rappresentazioni mentali ed atteggiamenti ritualistici che la volontà non riesce ad eliminare dal campo della coscienza e che costituiscono spesso motivo di disagio per il soggetto che ne è affetto (vi è infatti consapevolezza del disturbo ).

14 I rituali, presenti fisiologicamente in età evolutiva con modalità diversa a seconda dell’età divengono quadri ossessivo-compulsivi quando acquisiscono le seguenti caratteristiche peculiari: Disturbo anacronistico ed insistente Vissuto con angoscia Presenza di contenuti insoliti Si osserva in personalità con vissuti particolari (tendenza al pessimismo, insicurezza, eccessivo controllo dell’affettività)

15 Disturbo post traumatico da stress Fa seguito ad un episodio traumatico o ad una serie di eventi traumatici successivi (aggressioni, abuso fisico e psichico, disastri naturali ecc). Il quadro clinico, variegato nella sua estrinsecazione dipende non soltanto dalle caratteristiche del trauma stesso ma anche da quella che è la personalità del bambino compresa la sua capacità di elaborare l’esperienza traumatica superandola. Importante l’atteggiamento delle figure genitoriali e di quelle di riferimento.

16 Disturbo bipolare Si manifesta con una chiara oscillazione del tono dell’umore che passa con facilità da una condizione di depressione all’irritabilità alle manifestazioni di grandiosità. Il corredo sintomatologico marcato e persistente evidenzia una marcata irritabilità scoppi d’ira e aggressività disorganizzata alternata a fasi di completa depressione o di grandiosità maniacale.

17 Depressione infantile (1) Il capitolo delle forme depressive infantili è stato senza dubbio uno dei più controversi della letteratura psichiatrica dell’età evolutiva. Le principali teorie in merito all’argomento possono essere così semplicisticamente rappresentate:  La depressione infantile non esiste.  La depressione si realizza ma con modalità diverse rispetto all’adulto  La depressione infantile esiste ma non ha una chiara classificazione nosografica.

18 La depressione infantile (2) Le difficoltà nel riconoscere il quadro clinico sono dovute al fatto che in età evolutiva spesso non è presente il quadro sintomatologico presente nell’adulto (senso di colpa, vissuto depressivo, perdita dell’autostima ecc ). Allo stato attuale esiste un consenso generale sulla teoria che nessuna età sia immune dalla patologia depressiva pur ammettendo la reale difficoltà di diagnosi durante l’età evolutiva.

19 La Depressione infantile (3) La maggior parte degli autori è oggi propenso ad affermare che le patologie depressive dell’infanzia e dell’adolescenza abbiano un carattere prevalentemente reattivo (risposta a situazioni frustranti e sfavorevoli). La depressione endogena è rara in età evolutiva e ritenuta possibile solo dopo i 10 anni quando le strutture della personalità rendono possibile l’elaborazione di un conflitto interno e la consapevolezza del proprio vissuto

20 La sintomatologia depressiva si manifesta in maniera diversa a seconda dell’età: Nella prima infanzia le manifestazioni depressive vengono espresse a livello comportamentale (pianto, ipoattività, scarso interesse per ciò che succede attorno). Nella seconda infanzia e durante l’adolescenza, essendo i meccanismi dell’io più evoluti, le manifestazioni del disturbo vengono estrinsecate anche attraverso le alterazioni del tono dell’umore, alterazioni dell’attività motoria che appare complessivamente depressa con scarsa partecipazione alle attività ludiche di gruppo, ansia, abbassamento dell’autostima, sentimenti di colpa, disturbi fisici

21 La depressione infantile (5) La depressione dell’età evolutiva è caratterizzata da: Aspetto triste con difficoltà a provare piacere. Atteggiamento di apatia o di noia. Incapacità a chiedere aiuto. Disturbi del sonno. Incapacità a stabilire dei corretti rapporti affettivi. A questa sintomatologia di base spesso si aggiunge: Improvviso cambiamento di umore. Scarso rendimento scolastico. Disturbi dell’alimentazione

22 La depressione infantile (6) Accettata l’esistenza di una patologia depressiva dell’età evolutiva e la sua natura prevalentemente reattiva, l’intervento relazionale rappresenterà il trattamento di elezione. L’intervento terapeutico sarà orientato sia sul bambino che sull’ambiente e sulle figure di riferimento. Bisognerà cercare di riequilibrare il contesto familiare e sociale del bambino al fine di permettere lo strutturarsi di nuovi rapporti positivi permettendo al fanciullo depresso di sviluppare sentimenti di fiducia negli altri con un più alto livello di autostima.

23 La depressione infantile (7) Al momento si sostiene che la maggior parte delle forme depressive dell’età evolutive siano di breve durata legate prevalentemente ad un evento traumatizzante che implica la perdita dell’oggetto amato. Solo in casi particolari sono presenti recidive sintomatologiche che talora evolvono verso forme croniche (forme maniaco-depressive dell’adulto o psicosi schizofreniche)


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