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La Sicilia GeografiaItalianoEpicaStoria ScienzeAritmeticaGeometriaReligione Arte Inglese FranceseMusica Educazione Fisica.

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Presentazione sul tema: "La Sicilia GeografiaItalianoEpicaStoria ScienzeAritmeticaGeometriaReligione Arte Inglese FranceseMusica Educazione Fisica."— Transcript della presentazione:

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2 La Sicilia GeografiaItalianoEpicaStoria ScienzeAritmeticaGeometriaReligione Arte Inglese FranceseMusica Educazione Fisica

3 Geografia La Sicilia è l'isola più grande di tutto il Mar Mediterraneo, prima regione italiana per superficie. Ha una forma triangolare ed è separata dalla Calabria dallo Stretto di Messina, mentre il Mare di Sicilia la separa dall'Africa. La principale catena montuosa è l'Appennino Siculo che si trova a Nord della regione, lungo la costa tirrenica. Al centro si trovano i Monti Erei, più a Sud i Monti Iblei e, ad Ovest dei primi, i Monti Sicani. L'Etna è uno dei maggiori vulcani attivi del mondo ed il più alto d’Europa. Le pianure più estese sono la Piana di Catania, la Piana di Gela e la Conca d'Oro. La maggior parte dei fiumi siciliani ha un corso breve e un carattere torrentizio. Diffusa è la pastorizia e l'artigianato mentre l'industria è poco sviluppata. La Sicilia è l'isola più grande di tutto il Mar Mediterraneo, prima regione italiana per superficie. Ha una forma triangolare ed è separata dalla Calabria dallo Stretto di Messina, mentre il Mare di Sicilia la separa dall'Africa. La principale catena montuosa è l'Appennino Siculo che si trova a Nord della regione, lungo la costa tirrenica. Al centro si trovano i Monti Erei, più a Sud i Monti Iblei e, ad Ovest dei primi, i Monti Sicani. L'Etna è uno dei maggiori vulcani attivi del mondo ed il più alto d’Europa. Le pianure più estese sono la Piana di Catania, la Piana di Gela e la Conca d'Oro. La maggior parte dei fiumi siciliani ha un corso breve e un carattere torrentizio. Diffusa è la pastorizia e l'artigianato mentre l'industria è poco sviluppata. Riproduci Audio >>

4 Italiano La letteratura siciliana comprende tutti i testi letterari scritti in lingua siciliana e si è sviluppata in Sicilia dal XIII secolo ai giorni nostri. Fin dal 1166 alla corte normanna di Guglielmo II di Sicilia convenivano da ogni parte i trovatori italiani. I primi componimenti poetici in aulico siciliano risalgono al XIII secolo, quando si affermò presso la corte di Federico II (e si sviluppò ulteriormente sotto il regno del figlio Manfredi) la famosa scuola siciliana. Nel Trecento alla scuola siciliana segue un periodo di stagnazione culturale. La ripresa nel Quattrocento si ha grazie all'opera di Francesco Petrarca, che con il suo Canzoniere influenza ampiamente la produzione letteraria siciliana. Il secondo periodo d'oro della poesia siciliana si ha tra il Settecento e l'Ottocento. A Palermo, si affermò la figura del medico-professore Giovanni Meli, che fu il massimo esponente dell'Arcadia in Sicilia. Nel XIX secolo, il catanese Giovanni Verga portò in Italia il verismo, versione italiana del naturalismo proveniente dalla Francia in voga in quegli anni in Europa. Fu però Luigi Capuana a svilupparlo in siciliano. L'inizio del Novecento è dominato dalla figura del premio Nobel Luigi Pirandello. Lo scrittore più noto a cavallo tra XX secolo e nuovo millennio è Andrea Camilleri autore di teatro e romanziere. La letteratura siciliana comprende tutti i testi letterari scritti in lingua siciliana e si è sviluppata in Sicilia dal XIII secolo ai giorni nostri. Fin dal 1166 alla corte normanna di Guglielmo II di Sicilia convenivano da ogni parte i trovatori italiani. I primi componimenti poetici in aulico siciliano risalgono al XIII secolo, quando si affermò presso la corte di Federico II (e si sviluppò ulteriormente sotto il regno del figlio Manfredi) la famosa scuola siciliana. Nel Trecento alla scuola siciliana segue un periodo di stagnazione culturale. La ripresa nel Quattrocento si ha grazie all'opera di Francesco Petrarca, che con il suo Canzoniere influenza ampiamente la produzione letteraria siciliana. Il secondo periodo d'oro della poesia siciliana si ha tra il Settecento e l'Ottocento. A Palermo, si affermò la figura del medico-professore Giovanni Meli, che fu il massimo esponente dell'Arcadia in Sicilia. Nel XIX secolo, il catanese Giovanni Verga portò in Italia il verismo, versione italiana del naturalismo proveniente dalla Francia in voga in quegli anni in Europa. Fu però Luigi Capuana a svilupparlo in siciliano. L'inizio del Novecento è dominato dalla figura del premio Nobel Luigi Pirandello. Lo scrittore più noto a cavallo tra XX secolo e nuovo millennio è Andrea Camilleri autore di teatro e romanziere. Riproduci Audio >>

5 Epica L’Odissea di Omero è un racconto epico ambientato in parte in Sicilia: lo Stretto di Messina, con i suoi paurosi (ma innocui) vortici marini, era il luogo ideale per domiciliare i mostri marini Scilla e Cariddi. Il vulcano Etna poi, era l’ispirazione che creò la caverna di Polifemo, il gigante con l’occhio solo, che divorò parte dell’equipaggio di Ulisse. Le isole a nord della Sicilia, le Eolie, tra cui Stromboli e Vulcano, con il sempre presente vento furono per Omero un ovvio domicilio per Eolo, il dio del vento. I racconti epici, traendo spunto dalla Chanson de Roland e, successivamente, dall’Ariosto e dal Tasso, giunsero in Sicilia attraverso i cantastorie o cuntastorii. Sul finire del 1700, qualcuno ebbe l’idea di rappresentare alcuni degli episodi narrati in piccoli teatri, utilizzando come attori dei pupi, costruiti manualmente dallo stesso puparo e manovrati per mezzo di aste rigide. Per più di 150 anni questo tipo di spettacolo fu l’unica forma di rappresentazione teatrale popolare. Da più parti è considerata una manifestazione culturale spontanea che, spesso, assolveva anche una funzione educativa. L’Odissea di Omero è un racconto epico ambientato in parte in Sicilia: lo Stretto di Messina, con i suoi paurosi (ma innocui) vortici marini, era il luogo ideale per domiciliare i mostri marini Scilla e Cariddi. Il vulcano Etna poi, era l’ispirazione che creò la caverna di Polifemo, il gigante con l’occhio solo, che divorò parte dell’equipaggio di Ulisse. Le isole a nord della Sicilia, le Eolie, tra cui Stromboli e Vulcano, con il sempre presente vento furono per Omero un ovvio domicilio per Eolo, il dio del vento. I racconti epici, traendo spunto dalla Chanson de Roland e, successivamente, dall’Ariosto e dal Tasso, giunsero in Sicilia attraverso i cantastorie o cuntastorii. Sul finire del 1700, qualcuno ebbe l’idea di rappresentare alcuni degli episodi narrati in piccoli teatri, utilizzando come attori dei pupi, costruiti manualmente dallo stesso puparo e manovrati per mezzo di aste rigide. Per più di 150 anni questo tipo di spettacolo fu l’unica forma di rappresentazione teatrale popolare. Da più parti è considerata una manifestazione culturale spontanea che, spesso, assolveva anche una funzione educativa. Riproduci Audio >>

6 Storia a.C. - Preistoria -Tardo Paleolitico. I siciliani vivevano di caccia e raccolta a.C. (ca.) - Età del Bronzo. Gruppi di popolazioni indoeuropee penetrano in Sicilia fondendosi con gli indigeni a.C. - Civiltà egeo - cretese a.C. - Età del Ferro. Tra l'XI ed il X secolo giungono in Sicilia i Fenici. 753 a.C. - Con i coloni Greci, la Sicilia entra nella storia del Mediterraneo greco. 276 a.C. - All'ascesa al trono di Ierone II che si allea con Roma scatenano contro Cartagine la Prima Guerra Punica. Al termine di essa la Sicilia - ad eccezione dell'alleata Siracusa - viene proclamata provincia romana a.C. - Seconda Guerra Punica. I Romani conquistano e sottomettono anche Siracusa. 440 d.C.- I Barbari - Genserico, re dei Vandali, sbarca a Lilibeo (oggi Marsala) e devasta la Sicilia. Dominio che durerà fino al 476 d.C I Bizantini - Guerra greco-gotica. In Sicilia viene inviato il generale Belisario che rapidamente conquista l'isola consegnandola all'imperatore, per quasi tre secoli Gli arabi - Sbarcano a Mazara, dando inizio alla campagna di conquista dell'isola, completata nell'arco di 100 anni e segna un profondo mutamento per la vita sociale e culturale della Sicilia ora musulmana, dopo secoli di cristianesimo I Normanni - Iniziarono con la benedizione papale la riconquista della Sicilia alla cristianità. I discendenti saranno re di Sicilia fino al 1194, e lasceranno il ricordo di un regno prospero e pacifico. La capitale è ancora Palermo Gli Svevi - Enrico VI di Svevia è incoronato re di Sicilia. Alla sua morte erediterà il titolo il figlio Federico II (incoronato nel 1208) uno dei più grandi monarchi del Medioevo. Alla sua corte palermitana, fioriscono le arti, le scienze e la letteratura, tanto che la prima scuola poetica italiana vedrà la luce proprio tra le mura di Palazzo dei Normanni Gli Angioini - Il Papa, assegna arbitrariamente la corona a Carlo d'Angiò che si scontrerà con Manfredi ed il nipote Corradino eredi diretti di Federico. Vince Carlo d'Angiò e sposta la capitale a Napoli Gli Aragonesi - Rivolta del Vespro. Partita da Palermo, questa ribellione porterà alla definitiva cacciata dei Francesi dalla Sicilia. Il trono dell'isola passa a Pietro d'Aragona Gli Spagnoli - Con l'estinguersi della linea siciliana degli Aragona, il matrimonio tra Ferdinando d'Aragona e Isabella di Castiglia pone le basi per la nascita di uno stato spagnolo di cui anche la Sicilia fa ormai parte. L'isola è governata da vicerè per 300 anni circa I Savoia e gli Austriaci - Con la pace di Utrecht, la Sicilia passa a Vittorio Amedeo II di Savoia. Nel 1718, gli spagnoli cercano la riconquista ma con l’intervento degli Austriaci, Carlo VI d'Austria diventa nuovo re di Sicilia I Borboni - Con la Battaglia di Bitonto tra le truppe borboniche e austriache, la Sicilia rientra nell'orbita spagnola. Carlo I di Borbone, figlio del re di Spagna. I borboni governeranno l'isola per 125 anni Il Regno d'Italia - A seguito dell'impresa garibaldina la Sicilia viene annessa al regno d'Italia L'Autonomia - Al termine della seconda guerra mondiale la Sicilia diviene Regione Autonoma nell'ambito della nuova Repubblica Italiana a.C. - Preistoria -Tardo Paleolitico. I siciliani vivevano di caccia e raccolta a.C. (ca.) - Età del Bronzo. Gruppi di popolazioni indoeuropee penetrano in Sicilia fondendosi con gli indigeni a.C. - Civiltà egeo - cretese a.C. - Età del Ferro. Tra l'XI ed il X secolo giungono in Sicilia i Fenici. 753 a.C. - Con i coloni Greci, la Sicilia entra nella storia del Mediterraneo greco. 276 a.C. - All'ascesa al trono di Ierone II che si allea con Roma scatenano contro Cartagine la Prima Guerra Punica. Al termine di essa la Sicilia - ad eccezione dell'alleata Siracusa - viene proclamata provincia romana a.C. - Seconda Guerra Punica. I Romani conquistano e sottomettono anche Siracusa. 440 d.C.- I Barbari - Genserico, re dei Vandali, sbarca a Lilibeo (oggi Marsala) e devasta la Sicilia. Dominio che durerà fino al 476 d.C I Bizantini - Guerra greco-gotica. In Sicilia viene inviato il generale Belisario che rapidamente conquista l'isola consegnandola all'imperatore, per quasi tre secoli Gli arabi - Sbarcano a Mazara, dando inizio alla campagna di conquista dell'isola, completata nell'arco di 100 anni e segna un profondo mutamento per la vita sociale e culturale della Sicilia ora musulmana, dopo secoli di cristianesimo I Normanni - Iniziarono con la benedizione papale la riconquista della Sicilia alla cristianità. I discendenti saranno re di Sicilia fino al 1194, e lasceranno il ricordo di un regno prospero e pacifico. La capitale è ancora Palermo Gli Svevi - Enrico VI di Svevia è incoronato re di Sicilia. Alla sua morte erediterà il titolo il figlio Federico II (incoronato nel 1208) uno dei più grandi monarchi del Medioevo. Alla sua corte palermitana, fioriscono le arti, le scienze e la letteratura, tanto che la prima scuola poetica italiana vedrà la luce proprio tra le mura di Palazzo dei Normanni Gli Angioini - Il Papa, assegna arbitrariamente la corona a Carlo d'Angiò che si scontrerà con Manfredi ed il nipote Corradino eredi diretti di Federico. Vince Carlo d'Angiò e sposta la capitale a Napoli Gli Aragonesi - Rivolta del Vespro. Partita da Palermo, questa ribellione porterà alla definitiva cacciata dei Francesi dalla Sicilia. Il trono dell'isola passa a Pietro d'Aragona Gli Spagnoli - Con l'estinguersi della linea siciliana degli Aragona, il matrimonio tra Ferdinando d'Aragona e Isabella di Castiglia pone le basi per la nascita di uno stato spagnolo di cui anche la Sicilia fa ormai parte. L'isola è governata da vicerè per 300 anni circa I Savoia e gli Austriaci - Con la pace di Utrecht, la Sicilia passa a Vittorio Amedeo II di Savoia. Nel 1718, gli spagnoli cercano la riconquista ma con l’intervento degli Austriaci, Carlo VI d'Austria diventa nuovo re di Sicilia I Borboni - Con la Battaglia di Bitonto tra le truppe borboniche e austriache, la Sicilia rientra nell'orbita spagnola. Carlo I di Borbone, figlio del re di Spagna. I borboni governeranno l'isola per 125 anni Il Regno d'Italia - A seguito dell'impresa garibaldina la Sicilia viene annessa al regno d'Italia L'Autonomia - Al termine della seconda guerra mondiale la Sicilia diviene Regione Autonoma nell'ambito della nuova Repubblica Italiana. Riproduci Audio >>

7 Scienze I vulcani. Il fenomeno del vulcanesimo è legato ai movimenti delle zolle crostali. Infatti un vulcano nasce là dove la crosta terrestre presenta una frattura dalla quale il magma fuoriesce, raggiungendo attraverso un condotto (il camino) la superficie, sulla quale si forma un cratere,cioè lo sbocco del camino: il materiale lavico eruttato, accumulandosi progressivamente, forma il vulcano. La velocità alla quale il magma si muove è determinata in primo luogo dal suo contenuto di silice, che è il principale costituente di tutti i magmi. I magmi che hanno un contenuto in silice sufficientemente elevato sono viscosi, di colore chiaro, e fluiscono assai lentamente. L'Etna, posizionato nella Sicilia orientale al margine delle zolle di Europa ed Africa, su una zona di estensione del blocco continentale Maltese Siciliano, è il più alto vulcano europeo (3315 m sul livello del mare) ed il più attivo. E' I magmi sono alcalini e basaltici. Le lave a blocchi scoriacei sono costituite da blocchi con una superficie irregolare e scoriacea e presentano delle bolle incluse. Ogni eruzione ha della particolari caratteristiche: ERUZIONE TERMINALE: Avviene dal cratere centrale o dai crateri di nord-est e sud-est. caratterizzata da forti esplosioni con pochi trabocchi di lava; ERUZIONE SUBTERMINALE: Ha origine dai crateri sommitali o da crateri di esplosione che si sono formati nel corso dell'eruzioni; ERUZIONE LATERALE: Il magma fuoriesce da una fessura eruttiva. Vicino ad essa si sono formate, per intensa attività esplosiva i cosiddetti crateri a bottoniera. I vulcani. Il fenomeno del vulcanesimo è legato ai movimenti delle zolle crostali. Infatti un vulcano nasce là dove la crosta terrestre presenta una frattura dalla quale il magma fuoriesce, raggiungendo attraverso un condotto (il camino) la superficie, sulla quale si forma un cratere,cioè lo sbocco del camino: il materiale lavico eruttato, accumulandosi progressivamente, forma il vulcano. La velocità alla quale il magma si muove è determinata in primo luogo dal suo contenuto di silice, che è il principale costituente di tutti i magmi. I magmi che hanno un contenuto in silice sufficientemente elevato sono viscosi, di colore chiaro, e fluiscono assai lentamente. L'Etna, posizionato nella Sicilia orientale al margine delle zolle di Europa ed Africa, su una zona di estensione del blocco continentale Maltese Siciliano, è il più alto vulcano europeo (3315 m sul livello del mare) ed il più attivo. E' I magmi sono alcalini e basaltici. Le lave a blocchi scoriacei sono costituite da blocchi con una superficie irregolare e scoriacea e presentano delle bolle incluse. Ogni eruzione ha della particolari caratteristiche: ERUZIONE TERMINALE: Avviene dal cratere centrale o dai crateri di nord-est e sud-est. caratterizzata da forti esplosioni con pochi trabocchi di lava; ERUZIONE SUBTERMINALE: Ha origine dai crateri sommitali o da crateri di esplosione che si sono formati nel corso dell'eruzioni; ERUZIONE LATERALE: Il magma fuoriesce da una fessura eruttiva. Vicino ad essa si sono formate, per intensa attività esplosiva i cosiddetti crateri a bottoniera. Riproduci Audio >>

8 Aritmetica PITAGORA Fondatore della scuola pitagorica, nasce a Samo nel 580 a. C.. Compie alcuni viaggi in Egitto dove apprende elementi della geometria; in seguito si reca a Crotone, colonia dorica sulla costa orientale della Calabria, dove fonda questa comunità. La scuola pitagorica è dedita soprattutto allo studio delle matematiche: aritmetica, geometria e teoria musicale. Pitagora, secondo la testimonianza di Proclo, avrebbe compiuto delle scoperte matematiche di capitale importanza, come quelle degli irrazionali e dei poliedri regolari. I pitagorici attribuivano ai numeri proprietà non solo matematiche: ad es. consideravano perfetta la tetrade, in quando espressione di un solido geometrico, o la decade in quando somma dei primi quattro numeri. Essi ritenevano che i quattro elementi avessero come limite, cioè come struttura, i quattro solidi geometrici regolari, tetraedro, cubo, ottaedro, icosaedro e l'universo intero avesse come struttura la sfera. Proclo afferma che altre dottrine nel campo della matematica possano esser attribuite ai pitagorici: Il teorema sulla somma degli angoli del triangolo (uguale a due retti); Il celebre teorema detto "di Pitagora" sul triangolo rettangolo (il quadrato costruito sull'ipotenusa è equivalente alla somma dei quadrati costruiti sui cateti); La costruzione dei poligoni regolari; I problemi di "applicazione delle aree" (serie di problemi che traducono geometricamente le equazioni di primo e secondo grado). PITAGORA Fondatore della scuola pitagorica, nasce a Samo nel 580 a. C.. Compie alcuni viaggi in Egitto dove apprende elementi della geometria; in seguito si reca a Crotone, colonia dorica sulla costa orientale della Calabria, dove fonda questa comunità. La scuola pitagorica è dedita soprattutto allo studio delle matematiche: aritmetica, geometria e teoria musicale. Pitagora, secondo la testimonianza di Proclo, avrebbe compiuto delle scoperte matematiche di capitale importanza, come quelle degli irrazionali e dei poliedri regolari. I pitagorici attribuivano ai numeri proprietà non solo matematiche: ad es. consideravano perfetta la tetrade, in quando espressione di un solido geometrico, o la decade in quando somma dei primi quattro numeri. Essi ritenevano che i quattro elementi avessero come limite, cioè come struttura, i quattro solidi geometrici regolari, tetraedro, cubo, ottaedro, icosaedro e l'universo intero avesse come struttura la sfera. Proclo afferma che altre dottrine nel campo della matematica possano esser attribuite ai pitagorici: Il teorema sulla somma degli angoli del triangolo (uguale a due retti); Il celebre teorema detto "di Pitagora" sul triangolo rettangolo (il quadrato costruito sull'ipotenusa è equivalente alla somma dei quadrati costruiti sui cateti); La costruzione dei poligoni regolari; I problemi di "applicazione delle aree" (serie di problemi che traducono geometricamente le equazioni di primo e secondo grado). Riproduci Audio >>

9 Geometria Archimede di Siracusa è stato un matematico, fisico e inventore. Considerato come uno dei più grandi scienziati e matematici della storia, i contributi di Archimede spaziano dalla geometria all'idrostatica, dall'ottica alla meccanica. Fu in grado di calcolare la superficie e il volume della sfera e intuì le leggi che regolano il galleggiamento dei corpi. Archimede, dimostra che un cerchio equivale a un triangolo con base di lunghezza eguale a quella della circonferenza e altezza di lunghezza uguale a quella del raggio. Archimede di Siracusa è stato un matematico, fisico e inventore. Considerato come uno dei più grandi scienziati e matematici della storia, i contributi di Archimede spaziano dalla geometria all'idrostatica, dall'ottica alla meccanica. Fu in grado di calcolare la superficie e il volume della sfera e intuì le leggi che regolano il galleggiamento dei corpi. Archimede, dimostra che un cerchio equivale a un triangolo con base di lunghezza eguale a quella della circonferenza e altezza di lunghezza uguale a quella del raggio. Riproduci Audio >>

10 Religione La Sicilia, ha ospitato molte civiltà e mantiene un forte legame con le la tradizione e col passato. Possiamo pensare di individuare, in linea di massima, sette elementi culturali distinti che tengono conto del fattore temporale con cui si sono succeduti: Un elemento indigeno che comprende tutta la parte culturale tramandata dalle popolazioni sicane e sicule, fiorente prima dell'arrivo dei greci. Un elemento fenicio-punico a cui va associata anche la componente elima. Un elemento greco che a partire dall’VIII sec. a.C. interessò quasi tutta l'isola e che assorbì, in gran parte, la componente culturale indigena, che ha dato l'impronta maggiore, per l’elevata cultura morale e religiosa e la fertile fantasia dei suoi scrittori. L'elemento romano che a partire dal III, IV secolo a.C. interessò la nostra isola, confondendosi, data l'affinità culturale, con l'elemento greco presente. E difatti, dopo il processo di ellenizzazione dei culti latini, l’unica differenza fra le divinità romane e quelle greche era spesso solamente il nome. L’elemento Bizantino. (es. Pasqua Bizantina). L’elemento Arabo e tra quelli che influenza maggiormente molte delle tradizioni gastronomiche nella religione anche cristiana in Sicilia. Di stampo islamico la veglia nel culto dei morti. Della presenza spagnola sono rimaste molte tracce nella tradizione religiosa che, unita al carattere colorito del popolo dell'isola, ha generato una forte intensità spirituale. Un esempio fra tutti sono i riti della Settimana Santa. le feste sono diventati dei giorni destinati al festeggiamento di ricorrenze religiose con una parte “sacra” e una parte “profana”, una parte dedicata alla commemorazione del santo (i patroni delle varie città) e un’altra piena di divertimenti per tutti, per non dimenticare delle epoche passate importanti. Riproduci Audio >>

11 Arte La Sicilia non manca proprio di edifici storici, risalenti alle diverse epoche. Le prime tracce di culture umane provengono dal sesto millennio a.C., ed i Fenici e Siculi indigeni lasciarono in parte delle gigantesche necropoli, compresa la famosa necropoli di Pantalica. Poi furono soprattutto i Greci ad influenzare fondamentalmente l'architettura siciliana. Nelle città greche di Naxos, Taormina, Siracusa, Selinunte, Agrigento ed in molte altre sorsero dei grandi templi, molti dei quali oggi sono ancora conservati meglio rispetto a quelli della Grecia. Sculture, monete e famosi filosofi e matematici come Archimede vennero con i Greci in Sicilia. Dei Romani, invece, sono rimasti ancora numerosi anfiteatri, le terme e le ville con alcuni mosaici unici come per esempio quelli nella Villa del Casale a Piazza Armerina. L’arte dei mosaici, risalente all'Impero bizantino, giocò anche nel tardo periodo normanno ancora un ruolo importante, come si può capire dai mosaici impressionanti di Palermo e Cefalù. Sotto i Normanni e poi gli Spagnoli sorsero anche molte delle cattedrali gotiche nelle città più grandi. Mentre gli elementi rinascimentali si trovano solo occasionalmente, molte città siciliane risplendono ancora nel tipico stile barocco. Dopo il devastante terremoto del 1693, intere città furono progettate a tavolino e ricostruite completamente in stile barocco. Tra le più belle troveremo Noto, Acireale, Avola, Grammichele e Pachino. Anche se la Sicilia affascinò numerosi artisti, riuscì a dare vita solo a pochissimi maestri di fama mondiale: Antonello da Messina ( ) e Renato Guttuso ( ). Antonello è ancora oggi considerato quel pittore che trasmise ai maestri veneziani l’arte della pittura a base di resina e le sue rappresentazioni dell’annunciazione possono ancora essere ammirate a Messina, Palermo, Siracusa e pure in Germania ed in Austria. Renato Guttuso, invece, fu un artista politicamente impegnato del XX secolo che si dedicò al realismo politico. La Sicilia non manca proprio di edifici storici, risalenti alle diverse epoche. Le prime tracce di culture umane provengono dal sesto millennio a.C., ed i Fenici e Siculi indigeni lasciarono in parte delle gigantesche necropoli, compresa la famosa necropoli di Pantalica. Poi furono soprattutto i Greci ad influenzare fondamentalmente l'architettura siciliana. Nelle città greche di Naxos, Taormina, Siracusa, Selinunte, Agrigento ed in molte altre sorsero dei grandi templi, molti dei quali oggi sono ancora conservati meglio rispetto a quelli della Grecia. Sculture, monete e famosi filosofi e matematici come Archimede vennero con i Greci in Sicilia. Dei Romani, invece, sono rimasti ancora numerosi anfiteatri, le terme e le ville con alcuni mosaici unici come per esempio quelli nella Villa del Casale a Piazza Armerina. L’arte dei mosaici, risalente all'Impero bizantino, giocò anche nel tardo periodo normanno ancora un ruolo importante, come si può capire dai mosaici impressionanti di Palermo e Cefalù. Sotto i Normanni e poi gli Spagnoli sorsero anche molte delle cattedrali gotiche nelle città più grandi. Mentre gli elementi rinascimentali si trovano solo occasionalmente, molte città siciliane risplendono ancora nel tipico stile barocco. Dopo il devastante terremoto del 1693, intere città furono progettate a tavolino e ricostruite completamente in stile barocco. Tra le più belle troveremo Noto, Acireale, Avola, Grammichele e Pachino. Anche se la Sicilia affascinò numerosi artisti, riuscì a dare vita solo a pochissimi maestri di fama mondiale: Antonello da Messina ( ) e Renato Guttuso ( ). Antonello è ancora oggi considerato quel pittore che trasmise ai maestri veneziani l’arte della pittura a base di resina e le sue rappresentazioni dell’annunciazione possono ancora essere ammirate a Messina, Palermo, Siracusa e pure in Germania ed in Austria. Renato Guttuso, invece, fu un artista politicamente impegnato del XX secolo che si dedicò al realismo politico. Riproduci Audio >>

12 Inglese Il Siculish è la sicilianizzazione di parole e frasi della lingua inglese da parte di immigrati siciliani negli Stati Uniti della prima metà del XX secolo, per necessità o per ottenere un effetto umoristico. Alcune volte il Siculish è stato usato per sicilianizzare i toponimi geografici americani abitati da comunità sicule: così Bensonhurst divenne "Bensinosti", New York si trasformò in "Nova Jorca" e Brooklyn in "Brucculinu". Altre forme di Siculish si sono inoltre sviluppate in comunità di immigrati siciliani all'interno di altri Paesi anglofoni come Canada e Australia. Le sorprendenti similitudini tra queste forme sono dovute a movimenti transnazionali di emigranti o, molto più probabilmente, da logici adattamenti dell'inglese a norme linguistiche del siciliano. Alcuni immigrati di seconda generazione confondono sovente il siciliano attuale con parole Siculish. Questo accade specialmente con parole che hanno con l'inglese una derivazione linguistica comune, come l'antico normanno. Ad esempio: trubbulu e trouble ("problema"); damaggiu e damage ("danno"); raggia e rage ("rabbia"); tastari e to taste ("assaggiare"); attruppicari e to trip ("inciampare"). Lo scrittore Leonardo Sciascia, nel racconto La zia d'America (contenuto nella raccolta "Gli zii di Sicilia"), utilizza alcune "sicilianizzazioni" di termini inglesi (come ad esempio la parola storo, utilizzata per indicare il negozio, dall'inglese store). Riproduci Audio >>

13 Francese La Sicilia è sempre stata una meta ambita per i conquistatori. Così i Fenici, i Greci, gli Arabi, i Normanni, i Francesi, gli Spagnoli si sono avvicendati nel suo territorio lasciando tracce della loro civiltà, della loro arte e anche della loro lingua. Nel dialetto siciliano è pertanto facilissimo trovare parole di chiara origine straniera, soprattutto francese ed araba. Ecco alcuni vocaboli siciliani derivati dalla lingua francese: La Sicilia è sempre stata una meta ambita per i conquistatori. Così i Fenici, i Greci, gli Arabi, i Normanni, i Francesi, gli Spagnoli si sono avvicendati nel suo territorio lasciando tracce della loro civiltà, della loro arte e anche della loro lingua. Nel dialetto siciliano è pertanto facilissimo trovare parole di chiara origine straniera, soprattutto francese ed araba. Ecco alcuni vocaboli siciliani derivati dalla lingua francese: Accattari > acheter (ascetè) = comprare Addumari > allumer (allumè) = accendere Ammuarru > arm oire (armuar)= armadio Arrusciari > aroser (arosè) = innaffiare Assassinari assed-toi (assiè-tuà) = siediti Autru (o avutru o atru)> autre (otr) = altro Bagnera > bagnoire (bagnuar)= vasca Cafè > café (café) = caffè Cirasa > cerise (seris)=ciliegia Darreri >derrière (derrier) = dietro Dritta > droite (druat) = destra Figghia > fille (figgh) = figlia Gattò > gateau (gatò)= torta Mamà > maman (mamà) = mamma Mpurriri > pourrir (purrir) = marcire Muccaturi > mouchoir (musciuar) = fazzoletto Muschitta > moustique (mustic)=zanzara Palettò > paletot ( paletò) = cappotto Pitaggiu > potage (potag) = pietanza di ortaggi misti Prescia > presse(press) = urgenza, fretta Pumu > pomme(pom) = mela Putia > boutique (butic)=negozi Racina > raisin (resen)=uva Savvietta > serviette(serviet) = tovagliolo, porta merenda Sbarazzari > débarrasser (debarasè ) = sgombrare Scassari > casser (cassè) = rompere, sfasciare Scicari > descirer (descirè) = strappare, lacerare Simana > semaine (semen) = settimana Sasizza > saucisse (sosis) = salsiccia Tabarè > tabarin (tabarè) = vassoio Travagghiari > traviller (travagghiè) = lavorare Vatinni > va t'en (vatan) = vattene Vui > vous (vu)=voi Vucciria > boucherie (buscerì) = macelleria Riproduci Audio >>

14 Musica La melodia siciliana, tende a discendere dall'acuto, anzi dall'acutissimo al grave che puntualmente si connettono agli antichi modi greci. Le ascendenze “saracene” si fanno inoltre sentire nelle modalità d'intonazione della voce, sempre tese ed aspre. L'orizzonte culturale ellenico riappare nello strumento principale dell'isola, vale a dire nel “mariòlu”, del tutto simile all'antica “lyra”. L'arte musicale è altresì presente nelle manifestazioni della fede. A questi si lega l'arte interpretativa del cantastorie. Interessanti le invenzioni coreografiche: “Ballo della cordella”, sicuramente erede di una più antica danza della fertilità, come lasciano indurre il tempo dell'esecuzione (feste di maggio) e i fondamenti delle sue figurazioni. l'antica Siciliana, danza di carattere pastorale, in movimento moderato, tagliata in tempo di 6/8, 12/8 o 6/4, entrata nella sfera della musica colta e le danze funebri, pressoché scomparse, che ebbe molta voga nelle “suites” o nelle “sonate”. Gli strumenti musicali più utilizzati nella musica folcloristica siciliana sono lo zufolo o friscaletto, il marranzano e il tamburello. Esistono varianti che presentano l'uso di altri strumenti quali quartara, organetto, ciaramella, fisarmonica, chitarra battente e anche la zampogna. Nel panorama musicale sono da ricordare i compositori Vincenzo Bellini e il meno noto Salvatore Falbo Vincenzo Bellini ( ) compositore italiano, tra i più celebri operisti dell'800, nasce a Catania il 3 novembre Studia musica a Catania, poi a Napoli (1819). Tra i suoi maestri vi è Nicola Antonio Zingarelli, che lo indirizza verso lo studio dei classici. Conosce il calabrese Francesco Florimo, con cui instaura una profonda e duratura amicizia. Salvatore Falbo (Avola ) Compositore e Capo musica; direttore di Banda prima a Nicosia e poi ad Avola. Allievo del conservatorio di Palermo compì gli studi di composizione con i maestri Favara e Zuelli, diplomandosi nel 1896 col presentare agli esami finali una Scena lirica per grande orchestra, e una Fuga a 5 voci. È autore di musica orchestrale (Ouverture, Suite, Intermezzo); Lirica per archi; Pezzi per violino e pianoforte (Romanza, Lirica, Serenata); l'opera in un atto Pompadour, libretto di F. Amato (Avola Tr. Garibaldi); l'operetta La Favola della Principessa. La melodia siciliana, tende a discendere dall'acuto, anzi dall'acutissimo al grave che puntualmente si connettono agli antichi modi greci. Le ascendenze “saracene” si fanno inoltre sentire nelle modalità d'intonazione della voce, sempre tese ed aspre. L'orizzonte culturale ellenico riappare nello strumento principale dell'isola, vale a dire nel “mariòlu”, del tutto simile all'antica “lyra”. L'arte musicale è altresì presente nelle manifestazioni della fede. A questi si lega l'arte interpretativa del cantastorie. Interessanti le invenzioni coreografiche: “Ballo della cordella”, sicuramente erede di una più antica danza della fertilità, come lasciano indurre il tempo dell'esecuzione (feste di maggio) e i fondamenti delle sue figurazioni. l'antica Siciliana, danza di carattere pastorale, in movimento moderato, tagliata in tempo di 6/8, 12/8 o 6/4, entrata nella sfera della musica colta e le danze funebri, pressoché scomparse, che ebbe molta voga nelle “suites” o nelle “sonate”. Gli strumenti musicali più utilizzati nella musica folcloristica siciliana sono lo zufolo o friscaletto, il marranzano e il tamburello. Esistono varianti che presentano l'uso di altri strumenti quali quartara, organetto, ciaramella, fisarmonica, chitarra battente e anche la zampogna. Nel panorama musicale sono da ricordare i compositori Vincenzo Bellini e il meno noto Salvatore Falbo Vincenzo Bellini ( ) compositore italiano, tra i più celebri operisti dell'800, nasce a Catania il 3 novembre Studia musica a Catania, poi a Napoli (1819). Tra i suoi maestri vi è Nicola Antonio Zingarelli, che lo indirizza verso lo studio dei classici. Conosce il calabrese Francesco Florimo, con cui instaura una profonda e duratura amicizia. Salvatore Falbo (Avola ) Compositore e Capo musica; direttore di Banda prima a Nicosia e poi ad Avola. Allievo del conservatorio di Palermo compì gli studi di composizione con i maestri Favara e Zuelli, diplomandosi nel 1896 col presentare agli esami finali una Scena lirica per grande orchestra, e una Fuga a 5 voci. È autore di musica orchestrale (Ouverture, Suite, Intermezzo); Lirica per archi; Pezzi per violino e pianoforte (Romanza, Lirica, Serenata); l'opera in un atto Pompadour, libretto di F. Amato (Avola Tr. Garibaldi); l'operetta La Favola della Principessa. Riproduci Audio >>

15 Educazione Fisica L'educazione fisica è una branca dell'insegnamento che si occupa di migliorare attraverso l'attività motoria e quella sportiva lo sviluppo psicofisico e la salute individuale e quella sociale. Il suo fine ultimo, metapedagogico, è la Kalokagathia, ovvero la perfezione dello spirito congiunta a quella del corpo. Ogni civiltà, nel tempo e nello spazio, ha avuto quella cura per il corpo che discendeva dalla concezione dominante dell'educazione della persona. Basti l'esempio delle differenti educazioni del fisico a Sparta e ad Atene. L'educazione fisica contemporanea ha avuto la sua culla in Francia, mentre in Italia fu introdotto nel Regno di Sardegna dalla Legge Casati del 1859, al Titolo V, sotto la denominazione di "Ginnastica", obbligatorio ai soli maschi. Lo sport in Sicilia si è sviluppato ad un alto livello solo dal secondo dopoguerra in poi. Per quanto riguarda gli atleti, le prime medaglie olimpiche riguardano la scherma: il primo oro alle Olimpiadi è merito di Francesco Gargano alle olimpiadi di Anversa 1920 nella scherma sciabola a squadre e poi di Vincenzo Cuccia nel Negli sport a squadre, il primo scudetto risale al 1978, con la conquista del campionato italiano maschile di pallavolo ad opera della Paoletti Catania e, sempre a Catania, il dominio nazionale ed europeo della Orizzonte Catania nel campionato italiano femminile di pallanuoto. Scudetti anche a Priolo nella pallacanestro femminile, con un titolo europeo vinto per lo stesso Trogylos Priolo. Tra gli atleti contemporanei si ricordano: Sul podio alle Olimpiadi Salvatore Antibo argento nei metri a Seul 1988 e Giuseppe Gibilisco bronzo nell’asta ad Atene il messinese Vincenzo Nibali sulla vetta del ciclismo, è campione della 101ª edizione del Tour de France. Luigi Busà – Campione del Mondo di Karate. Dopo aver conquistato il titolo di campione del mondo di Karate nel novembre 2012, alla finale dei Campionati Europei di karate a Tampere in Finlandia batte l’ucraino Stanislav Horuna e si conferma campione d’Europa È il terzo oro che colleziona nella categoria 75 kg specialità del kumite. Riproduci Audio >>


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