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GIS – Day (PARMA, 14-11-2007) Progettazione di una Rete Ecologica con caratteristiche ottimali mediante lutilizzo di Metodi Statistici Multivariati, Sistemi.

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1 GIS – Day (PARMA, ) Progettazione di una Rete Ecologica con caratteristiche ottimali mediante lutilizzo di Metodi Statistici Multivariati, Sistemi Informativi Geografici (GIS) e Conservation Planning softwares: il caso della Val Baganza (Parma) A. Pecci, P. Rossi. O. Rossi, M. Archina Dipartimento di Scienze Ambientali Sezione di Valutazione e Gestione delle Risorse Ambientali e Territoriali - Università degli Studi di Parma -

2 Nel corso dellultimo decennio è emersa chiaramente linsufficienza delle politiche di protezione della Natura nel contrastare le crescenti pressioni ambientali e nel garantire processi di conservazione in tempi lunghi della biodiversità e dei processi ecologici. Sotto questo aspetto 2 problemi sono rilevanti : 1.LA SEMPLICE ISTITUZIONE/GESTIONE DI PARCHI, RISERVE, ECC. NON BASTA PER CONSEGUIRE GLI OBIETTIVI DELLA CONSERVAZIONE DELLE CARATTERISTICHE DI NATURALITÀ DI UNA DATA AREA. Molti studi scientifici hanno evidenziato che la conservazione di molte popolazioni, comunità ed ecosistemi non può limitarsi allistituzione di Parchi e Riserve, specialmente se isolate o di piccole dimensioni, ma deve tenere conto dei processi ecologici che interessano scale più ampie di quelle relative alle singole Aree Protette. In particolare, è emersa la consapevolezza che la vitalità e la persistenza della maggior parte della biodiversità sono fortemente compromesse dal processo di frammentazione degli ambienti naturali e seminaturali, e che esse potranno essere mantenute solo attraverso unadeguata pianificazione estesa alla scala dellintero paesaggio. In questottica, il mantenimento di una continuità fisico-territoriale ed ecologico-funzionale fra gli ambienti naturali e seminaturali è stata indicata come una efficace strategia che si pone come obiettivo la mitigazione degli effetti della frammentazione su popolazioni e comunità. Il perseguimento della continuità ambientale si è tradotto nello sviluppo di una settore specifico della pianificazione territoriale, le Reti Ecologiche (R. E.), in una prospettiva di generale ripensamento degli strumenti di gestione, controllo, nonché tutela del territorio. RETE NATURA 2000 E PROBLEMI DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI NELLATTUAZIONE DI POLITICHE DI CONSERVAZIONE DELLA NATURA

3 2.LISTITUZIONE DI AREE PROTETTE (PARCHI, RISERVE, SIC, ZPS, RAMSAR ) PUÒ GENERARE CONFLITTUALITÀ DIFFUSA CON I RESIDENTI DI UNA DATA AREA In effetti i regolamenti derivanti dalla nascita/gestione di unarea protetta vengono spesso percepiti come vincoli imposti nelluso dello spazio/territorio che limitano la libertà di persone e dimpresa con anche possibili danni economici presenti e/o futuri. E invece necessario poter dimostrare che la presenza di aree protette e, specialmente di una Rete Ecologica appropriata, può non solo conservare le bellezze naturalistiche di unarea ma anche recuperare e/o esaltare quella vocazionalità del territorio che si traduce in rilevanti benefici economici per i residenti stessi. LA METODOLOGIA QUI PROPOSTA, APPLICATA ALLA VAL BAGANZA INTESA COME PROTOTIPO, RISOLVE ENTRAMBI QUESTI PROBLEMI. BUONA PARTE DEI DATI UTILIZZATI DERIVANO DALLA BASE DI DATI DEL PROGETTO NAZIONALE CARTA DELLA NATURA DEL PAESE COORDINATO DAL PROF. ORAZIO ROSSI (Dipartimento di Scienze Ambientali - Sezione di Valutazione e Gestione delle Risorse Ambientali e Territoriali - UNIVERSITÀ DI PARMA)

4 La rete ecologica è stata intesa come un sistema interconnesso di habitat naturali riferiti, in questo caso, al territorio della Val Baganza (Pr). La metodologia proposta è basata sullutilizzo di un particolare software di Conservation Planning che, attraverso milioni di iterazioni (prove), individua più scenari e fra questi indica qual è il migliore, cioè la Rete di habitat naturali che meglio si avvicina agli obiettivi e alle caratteristiche desiderate dal Committente (Amministrazione Pubblica o altro). Lo scenario (Rete) così individuato è sottoposto tuttavia ad una nuova attenzione e valutazione politico-ambientale da parte del Committente- Decisore. Se non fosse soddisfacente o accettabile si introducono nuove conoscenze e/o nuovi vincoli nel sistema operativo per ottenere una nuova Rete di habitat che soddisfi, possibilmente, le nuove condizioni imposte e quindi i nuovi obiettivi stabiliti dal Committente. In sostanza il metodo è del tutto flessibile e quindi in grado di recepire gli obiettivi, le variazioni, i vincoli politico-ambientali decisi dal Committente. LA METODOLOGIA

5 A nostro avviso la Rete di habitat naturali che viene individuata dovrà soddisfare, per quanto possibile, alcune caratteristiche ottimali (desiderabili) espresse dal Committente: BIODIVERSITÀ La Rete individuata dovrà rappresentare la soluzione con il più alto grado di biodiversità, cioè dovrà mirare, per quanto possibile, alla conservazione del più alto numero di habitat, e quindi anche di specie. Si ricordi infatti che alta diversità di habitat naturali significa anche alta diversità di specie. OTTIMIZZAZIONE ED ECONOMIA DELLO SPAZIO PER LA RETE La Rete individuata dovrà tendere a ridurre il più possibile la frammentazione degli habitat al suo interno (per garantire una protezione e una tutela più efficaci) con il minimo di area occupata dalla rete. (LItalia è un paese densamente popolato, con una densità media di circa 175 ab/km 2 e la Val Baganza è unarea relativamente antropizzata). VINCOLISTICA Queste due finalità devono tuttavia tener conto dei VINCOLI derivanti da scelte politiche e che insistono sullarea di studio (scelte di tipo infrastrutturale, amministrativo, ambientale) e anche con i conflitti socio- economici esistenti e/o potenziali. In particolare la metodologia qui proposta può tenere conto della possibile conflittualità con le popolazioni locali derivante da provvedimenti di tutela/conservazione che sembrano restringere la libertà dutilizzo del territorio. La metodologia deve riuscire a trovare o avvicinarsi alla soluzione migliore, cioè con la massima biodiversità e con la migliore ottimizzazione ed economia dello spazio al suo interno, tenendo conto di tutti i VINCOLI che gravano sullarea di studio. CARATTERISTICHE ED OBIETTIVI NELLA REALIZZAZIONE DELLA RETE ECOLOGICA

6 IL CASO VAL BAGANZA BACINO IDROGRAFICO DEL TORRENTE BAGANZA AREA: circa ha NUMERO DI HABITAT CORINE BIOTOPES INDIVIDUATI: 2387 (vedi mappa) TIPI DI HABITAT: 44 naturali e semi-naturali + aree antropiche (centri abitati, aree industriali attive e cave artificiali) INDICE α DI FISHER per la diversità di habitat: 6,8 In Val Baganza sono presenti 2 aree protette (Parco del Crinale e Parco Regionale dei Boschi di Carrega) per un totale di 1411,3 ettari pari a circa l 8% della Valle. Tuttavia le 2 aree protette sono distanti fra loro 25 km circa con un dislivello medio altimetrico di 878 m circa (il Parco dei Boschi di Carrega si trova in pianura ad una quota media di 286,6 m.s.l.m. mentre il Parco del Crinale in montagna ad una quota media di 1164,4 m.s.l.m.). Questa situazione pone diversi problemi di conservazione non solo per le 2 aree protette ma anche per tutta la naturalità diffusa che caratterizza la Val Baganza nel suo complesso. E necessario individuare una Rete naturalistica che contribuisca a mantenere sia la naturalità concentrata – i 2 Parchi - che quella diffusa in un contesto di rispetto della vocazionalità del territorio anche in senso economico e quindi in una prospettiva di sviluppo sostenibile. Relativamente elevato per unarea antropizzata; in effetti la Val Baganza è stata definita la Valle della Naturalità Diffusa

7 Tipologie di habitat CORINE Biotopes e loro localizzazione nella Valle

8 % DI AREA DELLA VAL BAGANZA OCCUPATA DA CIASCUN TIPO DI HABITAT CORINE BIOTOPES 3 tipi di habitat (campi coltivati, faggete e carpino nero) coprono più del 50 % del territorio della Val Baganza

9 Tutti gli habitat Corine Biotopes della Valle sono stati classificati in base al loro Valore Ecologico complessivo e alla loro Sensibilità Ecologica complessiva. Gli indicatori considerati e valutati per ciascuno dei 2387 habitat C. B. della Valle sono 29 (15 per il Valore Ecologico e 14 per la Sensibilità) e sono stati conglobati, mediante sofisticate metodologie statistiche (*) in un indice sintetico unico di Valore Ecologico complessivo e di Sensibilità Ecologica complessiva. La Sensibilità Ecologica complessiva è qui intesa come Rischio per ogni habitat C. B. di perdere la propria integrità/identità a motivo di cause diverse, interne e/o esterne. INDICATORI DEI CORINE BIOTOPES (*) Rossi, P., et al. (2007), Coupling indicators of ecological value and ecological sensitivity with indicators of demographic pressure in the demarcation of new areas to be protected: The case of the Oltrepò Pavese and the Ligurian-Emilian Apennine area (Italy), Landscape and Urban Planning, in press.

10 CRITERI E INDICATORI DI VALORE ECOLOGICO UTILIZZATI (15) CRITERIOINDICATORE ECOLOGICO Ricchezza in vertebrati dellhabitatNumero di areali reali di vertebrati che insistono sullhabitat Ampiezza dellhabitatArea dellhabitat Complessità morfologica del terrenoIndice di rugosità (favorisce unelevata biodiversità) Presenza della rete idrica nellhabitatDensità di nodi della rete idrica Rarità dellhabitatInclusione dellhabitat nella categoria degli habitat rari o molto rari Rarità delle specie di vertebrati nellhabitatAppartenenza o meno alla categoria degli habitat ospitanti specie rare Valore protezionistico dellhabitat nei riguardi di specie a rischio IUCNInclusione dellhabitat negli areali potenziali di specie a rischio IUCN Superficie forestale dellhabitat ad attitudine protettiva su habitat adiacenti Leaf Area Index (LAI) medio dellhabitat Protezione conferita a corsi dacqua e corpi idrici adiacentiAdiacenza dellhabitat ad ecosistemi acquatici Protezione conferita ad aree protette o di interesse conservazionisticoAdiacenza dellhabitat ad aree di interesse conservazionistico Valore educativo – ricreativo dellhabitatPercentuale di area dellhabitat inclusa in aree protette Produttività dellhabitatIndice NDVI (Normalized Difference of Vegetation Index) Recepimento della Direttiva HabitatInclusione dellhabitat in SIC Recepimento della Direttiva UccelliInclusione dellhabitat in ZPS Recepimento della Convenzione RamsarInclusione dellhabitat in Zone Umide di importanza internazionale

11 CRITERI E INDICATORI DI SENSIBILITÀ ECOLOGICA UTILIZZATI (14) CRITERIOINDICATORE ECOLOGICO Inclusione nella tipologia di habitat a rischio a scala comunitariaInclusione tra tipi di habitat prioritari della Direttiva Habitat Grado di convoluzione dellhabitatCoefficiente frattale del perimetro dellhabitat Grado di compattezza dellhabitatRapporto di circolarità della superficie dellhabitat Grado di rischio derivante dallintorno immediatoLeaf Area Index (LAI) medio degli habitat contigui Clivometria del terreno dellhabitatPendenza media del terreno Trend negativo di produttività primaria dellhabitat negli ultimi anniTrend dellindice NDVI Rischio di estinzione delle specie di vertebrati presentiNumero di specie di vertebrati a rischio IUCN Rischio di estinzione a livello comunitario delle specie di vertebratiNumero di specie di vertebrati a rischio a livello europeo Rischio di estinzione delle specie di vegetali presentiNumero di specie di vegetali a rischio IUCN Rischio di estinzione a livello comunitario delle specie di vegetaliNumero di specie di vegetali a rischio a livello europeo Isolamento dellhabitat rispetto ad altri habitat dello stesso tipoNearest Neighbour Index Rischio di franositàIndice di rischio di franosità in base ad uso del suolo, litologia e pendenza Rischio di incendiFire Potential Index Rischio per lhabitat legato allimpatto dei venti prevalentiOrientazione dellhabitat rispetto alla direzione del vento

12 Con riferimento alla Rete Ecologica della Val Baganza: qual è larea minima da esplorare (e possibilmente da includere nella Rete Ecologica) affinché sia mantenuta e protetta una percentuale di biodiversità di habitat, e quindi di specie, che caratterizzano la Valle, il più possibilmente elevata? AREA DESIDERATA PER LA RETE DELLA VAL BAGANZA Con i dati disponibili si è costruito un grafico con in ascissa larea totale esplorata e in ordinata il numero di habitat diversi. Si deduce che con poco meno del 30% dellarea della Valle è possibile costruire una Rete ecologica che abbia caratteristiche ottimali in termini di conservazione della massima biodiversità della Valle. Praticamente è possibile, nellarea di studio, costruire una Rete che include tutta la diversità di habitat della Valle. Non sempre questo è possibile, nel caso ad esempio che un tipo di habitat non riesca ad essere incluso nella Rete, a causa per esempio della sua posizione geografica, della sua area, dei valori bassi degli indicatori, dellesistenza di vincoli di vario tipo che incidono su quel tipo di habitat, ecc.

13 INDIVIDUAZIONE DELLAREA MINIMA PER LA RETE DELLA VAL BAGANZA N° Habitat diversi (%) (%)

14 ALTRE CARATTERISTICHE DESIDERATE PER LA RETE ECOLOGICA DELLA VAL BAGANZA QUALI HABITAT DOVREBBERO FAR PARTE DELLA RETE ECOLOGICA DELLA VAL BAGANZA? 1.Possibilmente tutti i tipi di habitat naturali presenti (per conservare lIdentità della Valle) 2.Ogni tipo di habitat tra i 44 individuati deve essere presente nella Rete con una quantità (area) minima scelta dal Committente in base a considerazioni oggettive, o anche soggettive, attuali e/o potenziali.

15 ALTRE CARATTERISTICHE DESIDERATE PER LA RETE ECOLOGICA DELLA VAL BAGANZA Nel nostro caso si è ritenuto ragionevole e utile, mediante un algoritmo matematico costruito ad hoc, che ogni tipo di habitat fosse presente entro la Rete Ecologica con riferimento alle seguenti condizioni da soddisfare congiuntamente: in proporzione alla sua AREA COMPLESSIVA (mantenere la rappresentatività delle componenti naturalistiche della Valle); tenendo conto della sua FRAMMENTAZIONE (ridurla al fine di fare rete) e così favorire la conservazione della biodiversità; tenendo conto del suo GRADO DI ISOLAMENTO (ridurlo al fine di fare rete) e così favorire il mantenimento della biodiversità; Si è ritenuto ragionevole inoltre che ogni singolo habitat della Valle fosse presente entro la Rete con riferimento alle seguenti 3 condizioni da soddisfare congiuntamente : La metodologia qui proposta è in grado di tener conto congiuntamente di tutto quanto ma anche di altre considerazioni/vincoli proposti di volta in volta dal Committente-Decisore. in relazione al suo VALORE ECOLOGICO COMPLESSIVO (privilegiare la sua entrata in Rete se lhabitat è di elevato Valore Ecologico); in relazione alla sua SENSIBILITÀ ECOLOGICA COMPLESSIVA (privilegiare la sua entrata in Rete se lhabitat è ad elevato Rischio di perdere la sua identità); tenendo conto della PRESSIONE ANTROPICA che grava sullhabitat stesso (barriera allentrata nella Rete).

16 ALCUNE OPERAZIONI PRELIMINARI NELLA COSTRUZIONE DELLA STRUTTURA DELLA RETE DELLA VAL BAGANZA La Rete è costituita da una PARTE FISSA che rappresenta lossatura iniziale e da una PARTE MOBILE che viene aggiunta successivamente dalla metodologia qui proposta. 1.La PARTE FISSA della Rete della Valle è formata dai cosiddetti: nodi primari: coincidono con le aree già sottoposte a tutela; sono presenti due aree protette: una a nord occupata dal Parco Regionale dei Boschi di Carrega e una alla sorgente del Torrente Baganza occupata dal Parco del Crinale che costituisce un SIC (Sito di Importanza Comunitaria); corridoi di connessione: coincidono con il reticolo idrografico (Torrente Baganza e i suoi immissari) e quindi con gli habitat della vegetazione ripariale; alcuni nodi secondari: coincidono con alcune aree occupate da habitat con il più alto Valore Ecologico ma anche a più alto Rischio di perdere la propria identità (aree da proteggere). 2.La PARTE MOBILE della Rete della Valle è formata da: stepping stones, punti di appoggio collocati in modo tale da costituire punti di supporto per trasferimenti di organismi quando non esistono corridoi naturali continui; tutte le altre parti aggiunte dalla metodologia adiacenti ai nodi secondari e ai corridoi primari e secondari e in accordo con le caratteristiche desiderate e con i vincoli definiti dal Committente- Decisore (per esempio componenti naturalistiche, area minima occupata, indicatori ecologici, pressione antropica, legislazione vigente, ecc.).

17 STRUTTURA DI BASE DELLA RETE DELLA VAL BAGANZA PRINCIPALI CONTENUTI DELLE PARTI FISSE DELLA RETE DELLA VAL BAGANZA CORSI DACQUA: reticolo idrografico formato dal Torrente Baganza e dai suoi affluenti di destra e di sinistra; VEGETAZIONE RIPARIALE: situata lungo i corsi dacqua, costituita prevalentemente da boscaglie a salice rosso, molto spesso in associazione ad altre specie vegetali; BOSCHI DI ROVERELLA: sono presenti allinterno del Parco Regionale dei Boschi di Carrega, vicini al Rio Ginestra che attraversa il Parco; FRUTTETI E VIGNETI: sono habitat semi-naturali presenti allinterno del Parco Regionale dei Boschi di Carrega. Il parco infatti è parzialmente antropizzato, formato anche da aree coltivate, oltre a contenere piccole aziende alimentari; FAGGETE: sono presenti allinterno del Parco del Crinale e lo ricoprono quasi interamente; PRATERIE A BRACHYPODIUM GENUENSE: sono presenti allinterno del Parco del Crinale e ricoprono le aree non boscate presenti tra una faggeta e laltra.

18 RISULTATI: LA RETE INDIVIDUATA NELLA VAL BAGANZA Conclusioni: pur con i vincoli legati allarea minima occupata dalla rete (29,7 % della Valle) e alla continuità degli habitat per ridurre la frammentazione, la metodologia proposta ha generato una Rete con un Valore Ecologico medio decisamente più elevato degli habitat fuori rete. E stato in proposito utilizzato il metodo statistico multivariato dellAnalisi Discriminante Multipla lineare applicata ai dati della Rete La metodologia proposta qualifica gli habitat (siti) con i dati resi disponibili ed iterativamente propone al committente uno scenario diverso. I siti selezionati per comporre la Rete sono quelli che ricadono il maggior numero di volte negli scenari proposti (nel nostro caso 20)

19 AREE DEGNE DI CONSERVAZIONE LOCALIZZATE NEL TERRITORIO COMUNALE (ELEVATO VALORE ED ELEVATO RISCHIO) ANALISI DELLA RETE ECOLOGICA

20 1° BOSCHI DI CERRO. Lhabitat è situato in un punto in cui la Rete si allarga in un nodo secondario, allinterno del comune di Berceto.Lelevato Valore Ecologico è dovuto in prevalenza a un alto numero di areali di vertebrati che insistono sullhabitat (144), a un elevato indice di rugosità (eterogeneità ambientale) che favorisce unelevata biodiversità e a un elevato indice NDVI (elevata copertura verde). Lelevata Sensibilità Ecologica è dovuta a un elevato indice di rischio di franosità, a un elevato rischio incendi e alla presenza di 7 specie di vertebrati a rischio IUCN. 2° BOSCHI DI CARPINO NERO. Lhabitat si trova a ridosso dellabitato di Berceto. Lelevato Valore Ecologico è dovuto prevalentemente a unelevato indice di copertura verde, allinclusione nella categoria degli habitat rari e negli areali potenziali di vertebrati a rischio IUCN. Lelevata Sensibilità Ecologica è dovuta a un elevato rischio incendi e a unelevata pendenza media del terreno. 3° VEGETAZIONE RIPARIALE. Lhabitat è costituito prevalentemente da boscaglie a salice rosso, lungo il corso del Rio Ginestra, allinterno del Parco dei Boschi di Carrega. Lelevato Valore Ecologico è dovuto in prevalenza alla presenza del corso dacqua che comporta unalta densità della rete idrica e che conferisce allhabitat un rilevante grado di naturalità. Inoltre lhabitat è incluso in unarea protetta. Lelevata Sensibilità Ecologica, trattandosi di unarea parzialmente antropizzata, è dovuta a un elevato grado di rischio derivante allhabitat dal suo intorno immediato (elevato LAI medio degli habitat contigui), a un elevato grado di isolamento dellhabitat e a un elevato indice di rischio di franosità. 4° BOSCHI DI CARPINO NERO. Lhabitat è situato allinterno del comune di Calestano in unarea solcata da alcuni affluenti del T. Baganza. Il Valore Ecologico è alto per via dellelevato indice di rugosità (eterogeneità ambientale) che favorisce unelevata biodiversità e di un elevato indice di copertura verde. Trattandosi di unarea attraversata da più corsi dacqua si registra un rilevante grado di naturalità conferito allhabitat dai corsi dacqua adiacenti. Lelevata Sensibilità Ecologica è dovuta a unelevata pendenza media del terreno, a un elevato grado di isolamento e allorientazione rispetto alla direzione prevalente del vento. 5° FAGGETE. Lhabitat si trova allinterno del Parco del Crinale (S.I.C.). Lelevato Valore Ecologico è dovuto prevalentemente a un elevato numero di areali di vertebrati che insistono sullhabitat (143), a un elevato indice NDVI (elevata copertura verde) e allinclusione dellhabitat in unarea protetta. Lelevata Sensibilità Ecologica è dovuta a un elevato rischio incendi e al trend negativo della produttività primaria dellhabitat nel corso degli ultimi anni. ANALISI DEI PRIMI 5 HABITAT A PRIORITÀ DI CONSERVAZIONE (FIVE HOT SPOT)

21 MAPPATURA DELLA PRESSIONE ANTROPICA DIFFUSA DELLA VAL BAGANZA Mediante un opportuno modello di diffusione, in prima approssimazione, è stato assunto che ogni punto della Valle risenta dellinfluenza di tutti i centri abitati della Valle (entro una certa ragionevole distanza) e non solo del centro abitato più vicino al punto stesso. Ovviamente il centro più vicino al punto è quello che più lo influenza. PREVISIONI DEMOGRAFICHE

22 RISULTATI: ANALISI DELLA RETE CONTENENTE LA PRESSIONE ANTROPICA DIFFUSA CHE GRAVA SULLA VAL BAGANZA

23 ANALISI DELLA RETE CON LA PRESSIONE ANTROPICA DIFFUSA Si noti che la Rete ecologica costruita dalla metodologia qui proposta, anche in presenza del vincolo della Pressione Antropica diffusa che grava sulla Valle, riesce ancora a costruire una Rete che, per quanto riguarda larea complessiva, differisce di poco rispetto a quella realizzata senza tener conto della Pressione Antropica (-1,1%). In sostanza la metodologia riesce ancora a costruire una Rete di habitat al di sotto del 30% della Valle, pur in presenza dei vincoli della Pressione Antropica diffusa. Il prezzo pagato per costruire la Rete riguarda due aspetti essenziali: 1.Il Valore ecologico medio della Rete è calato di quasi il 6% perché la metodologia ha dovuto ricorrere, per fare rete in presenza della Pressione Antropica diffusa, alle categorie di habitat naturali e semi-naturali che sono notoriamente di modesto Valore ecologico: i campi coltivati sono aumentati del 18,12%; i prati da sfalcio sono aumentati del 18,36%; i cespuglieti sono aumentati del 18,43%. 2.Riduzione rilevante della dimensione media degli elementi (habitat) della Rete per effetto della Pressione Antropica diffusa (oltre il 30% in meno). Pertanto la Rete è di per sé più fragile in più punti perché più frammentata e costruita con habitat spesso semi-naturali, sottoposti al controllo (variabile) delluomo.

24 AREE DI CRITICITÀ DELLA RETE : è unarea di elevato Valore Ecologico perché formata in prevalenza da boschi di cerro e faggete con un elevato indice NDVI della copertura verde, un elevato indice di rugosità del terreno (che favorisce la biodiversità) e da un elevato numero di areali di vertebrati che insistono sullarea; è unarea ad elevato Rischio perché caratterizzata da un elevato rischio incendi, dalla presenza di alcune specie animali a rischio IUCN e da un trend pressoché negativo della produttività primaria degli habitat negli ultimi anni; è unarea ad elevata Pressione Antropica diffusa, nellambito della Valle, perché assai prossima allabitato di Berceto e alla frazione di Fugazzolo; inoltre non dista molto neanche dallabitato di Corniglio (fuori Rete e poco distante dalla linea spartiacque della Valle). (ELEVATO VALORE, ELEVATO RISCHIO ED ELEVATA PRESSIONE ANTROPICA DIFFUSA) Larea critica nel comune di Berceto è così caratterizzata: è unarea di elevato Valore Ecologico perché situata allinterno del Parco dei Boschi di Carrega e costituita in parte da vegetazione ripariale insediata lungo le sponde del Rio Ginestra, che conferisce allhabitat un certo grado di naturalità e di protezione allecosistema acquatico, e da boschi di roverella inclusi nella categoria degli habitat rari; è unarea ad elevato Rischio perché gli habitat sono caratterizzati da un elevato grado di rischio derivante dallintorno immediato, da un elevato grado di isolamento e da un elevato indice di rischio di franosità; è unarea ad elevata Pressione Antropica diffusa, nellambito della Valle, perché risente dellinflusso congiunto di tutti i centri abitati che circondano il Parco (Felino, Sala Baganza, San Vitale di Baganza, San Michele De Gatti, Maiatico, Castellaro, Collecchio, Gaiano, Neviano) che in alcuni punti formano una conurbazione. Il Parco presenta inoltre allinterno dei suoi confini alcune aziende alimentari (prosciuttifici, salumifici). Larea critica nel comune di Sala Baganza è così caratterizzata:

25 COMPOSIZIONE VAL BAGANZA COMPOSIZIONE RETE ECOLOGICA SENZA P.A. DIFFUSA COMPOSIZIONE RETE ECOLOGICA CON P.A. DIFFUSA COMPOSIZIONE IN TERMINI DI MACROCATEGORIE DI HABITAT CORINE BIOTOPES Confrontando la composizione degli habitat in Rete – senza intervento della P. A. diffusa - con quella totale della Val Baganza risulta evidente uno spostamento nella composizione verso tipi di maggior pregio: si riduce fortemente la presenza di campi coltivati, frutteti e parchi urbani (-11,29%) a vantaggio dei corpi idrici, della vegetazione ripariale (+9,97%), di cespuglieti ed arbusteti (+3,05) e di praterie e pascoli (+6,48%) con una scarsa perdita in termini di boschi e foreste, comunque ben rappresentati nella R. E. (-8,67%). Con le differenze viste prima si può ragionare similmente nel caso della Rete con intervento della P. A. diffusa

26 VOCAZIONALITA AGRICOLO-ALIMENTARE DELLA RETE Da ultimo si noti che la Rete Ecologica della Val Baganza include anche una quota assai rilevante (48%) delle aree destinate a vigneto (Malvasia D.O.C.) ed anche i restanti vigneti non inclusi, sono a breve distanza dai limiti della Rete (177 m in media). In sostanza la Rete Ecologica rispetta non solo la naturalità della Valle ma anche un aspetto importante della sua vocazionalità agricolo-alimentare, esaltandone quindi gli aspetti di tipo economico.

27 CONCLUSIONI E POSSIBILI PROSECUZIONI Con riferimento ai 2 problemi delle Pubbliche Amministrazioni espressi più sopra nellattuazione degli obiettivi di Rete Natura 2000: 1.La metodologia ha generato una Rete Ecologica della Val Baganza che include il 100% della diversità di habitat della Valle. Pertanto conserva/mantiene lidentità naturalistico-ecologica della Valle stessa. 2.La metodologia ha generato una Rete Ecologica che mitiga al massimo gli effetti della frammentazione e dellisolamento degli habitat naturali e seminaturali della Valle con un risultato benefico sulla conservazione /mantenimento della biodiversità della Valle stessa. 3.Nella Rete Ecologica sono rappresentati gli habitat di maggior Valore Ecologico e anche quelli di maggior Criticità Ecologica individuati nei vari comuni della Valle stessa. 4.Tutti i risultati nei punti 1, 2 e 3 sono stati ottenuti con il minimo vincolo sullo spazio. In effetti larea in Rete è il 29% della Valle ma può essere ridotta ulteriormente senza apprezzabile perdita di biodiversità. 5.Si tenga inoltre conto che oltre il 16% della Rete è già occupata dai 2 Parchi (Parco Regionale dei Boschi di Carrega e Parco del Crinale) e da altri ambienti che non possono ovviamente non farne parte. 6.La Rete Ecologica così progettata, accogliendo anche i dati che esprimono la vocazionalità agricolo- alimentare dellarea in esame (nel caso Val Baganza i vigneti DOC, il parmigiano reggiano, i salumi DOP, ecc.), rispetta non solo la naturalità dellarea stessa ma nel contempo ne mette in evidenza, valorizzandoli ulteriormente, anche gli aspetti di tipo economico in una prospettiva di sviluppo sostenibile. 7.Avendo a disposizione dati di natura antropica più dettagliati a livello di Province e Comuni, è possibile proseguire il discorso qui avviato progettando una Rete più dettagliata che tenga conto dei vari vincoli e strumenti normativi territoriali, derivanti da Piani Regolatori comunali, Piani Paesistici, Piani di Coordinamento, Zone a Gestione Speciale per la caccia, Piani di Bacino, ecc.


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