La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

CRES – CLIMARESILIENTI Informare ed educare alla sostenibilità Energia 1 – Clima 1 e 2.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "CRES – CLIMARESILIENTI Informare ed educare alla sostenibilità Energia 1 – Clima 1 e 2."— Transcript della presentazione:

1 CRES – CLIMARESILIENTI Informare ed educare alla sostenibilità Energia 1 – Clima 1 e 2

2 2 Kyoto Club Il Kyoto Club è un'organizzazione no-profit, nata nel 1999, costituita da imprese, enti, associazioni e amministrazioni locali, impegnati nel raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas-serra assunti con il Protocollo di Kyoto e quelli al 2020 resi obbligatori con il pacchetto europeo clima-energia. Kyoto Club promuove quindi iniziative di sensibilizzazione, informazione e formazione nei campi dell’efficienza energetica, dell’utilizzo delle rinnovabili e della mobilità sostenibile. Inoltre, in qualità di interlocutore di decisori pubblici, Kyoto Club si impegna a stimolare proposte e politiche di intervento mirate e incisive nel settore energetico-ambientale.

3 3 Kyoto Club – Attività  Corsi di formazione rivolti a professionisti, operatori del settore, amministratori pubblici, sui temi più attuali del contesto energetico- ambientale;  Workshop, convegni, seminari normativi e tecnologici di aggiornamento con esperti del settore e in collaborazione scientifica a eventi fieristici di settore;  Comunicazione e informazione attraverso il sito dell’associazione Kyotoclub.org, la Newsletter online KyotoClubNews, la rivista bimestrale QualEnergia e il portale Qualenergia.it;  Documenti e position paper curati dall’Associazione e dai Gruppi di Lavoro;  Campagne e progetti: Campagna di sensibilizzazione su Solare e Risparmio Energetico nell’Edilizia Pubblica; Enti locali per Kyoto; Parchi per Kyoto; Scuole per Kyoto; CRES-climaresilienti;  I Gruppi di lavoro tematici: Agricoltura e foreste; Efficienza energetica; Finanza; Fonti rinnovabili; Meccanismi flessibili; Mobilità sostenibile; Protocollo di Kyoto ed Enti locali; Recupero e riciclo; Università ed Enti di ricerca.

4 4 Mitigazione Mitigazione dei cambiamenti climatici tutte le azioni volte a ridurre la concentrazione di gas climalteranti in atmosfera. Tali azioni mirano a ridurre le fonti di emissione (le CAUSE del cambiamento climatico) e ad aumentare lo stoccaggio della CO 2 prodotta attraverso i Carbon sinks (sistemi naturali o artificiali che assorbono e trattengono CO 2, sottraendola all’atmosfera). Le azioni di mitigazione mirano a rallentare i cambiamenti climatici riducendo o eliminando i fattori antropici (emissioni) che lo provocano. Il protocollo di Kyoto è un esempio di politica di mitigazione. L’applicazione delle fonti rinnovabili e il miglioramento dell’efficienza energetica sono altri esempi di interventi di mitigazione. Fonte:

5 5 Adattamento Adattamento ai cambiamenti climatici sono tutte le azioni volte a ridurre gli EFFETTI del cambiamento climatico, sono quindi piani e interventi volti a preparare il territorio agli impatti dovuti all’alterazione del clima, tendono a ridurre la vulnerabilità territoriale, e minimizzare i danni sociali ed economici. Per poter attuare delle azioni di adattamento è necessario studiare le caratteristiche dei luoghi (monitoraggio, simulazioni, scenari), conoscerne i rischi e valutare i possibili impatti. Fonte: Adattamento in Biston betularia Un tetto verde, esempio di Adattamento e mitigazione Fonte: daku.it

6 6 ADATTAMENTO E RESILIENZA

7 7 Mitigazione e Adattamento una azione integrata ! Gli effetti delle politiche di mitigazione sul clima si manifestano solo a lungo termine. Anche attuando dei tagli drastici nelle emissioni di gas serra, il meccanismo di alterazione climatica è già innescato e passerebbero decenni prima che si inverta il processo e che si vada verso un’attenuazione dell’effetto serra ”non naturale”. Quindi, “nel frattempo” siamo comunque esposti alle variazioni climatiche in corso. È dunque indispensabile che si mettano in atto delle strategie di adattamento per poter arginare i danni. Allo stesso tempo, però, le sole politiche di adattamento non garantiscono una protezione dai danni climatici, anche perché difficilmente è possibile “adattarsi” a tutti gli eventi e gli impatti previsti. Se non si intraprendono politiche di mitigazione, che agiscano sulle cause dei danni, il clima rischia di continuare a variare in modi imprevedibili, vanificando e neutralizzando qualsiasi tentativo di adattamento. Fonte:

8 8 Indice Energia Risorse della natura Ambiente Clima Cambiamento climatico Effetto serra Protocollo di Kyoto e direttiva UE Sviluppo Sostenibile Impronta ecologica

9 9 L’Energia del cibo Il lavoro che l'uomo compie si genera dall'energia che egli acquisisce attraverso il cibo. Gli elementi nutrienti che costituiscono l'alimentazione dell'uomo si classificano in tre categorie: Carboidrati Molecole che contengono atomi di H e O 2 e variano dall’essere molto semplici come lo zucchero o molto complesse come l’amido Proteine Molecole che contengono atomi di C, O 2, H e N, contenute nella carne, latte, uova,frutta e verdura Grassi Molecole costituite da atomi di C, H e O 2, presenti nei grassi animali e oli vegetali Molti dei cibi di cui si nutre l’uomo contengono tutte e tre le categorie in diverse quantità

10 10 L’Energia del cibo Informazioni nutrizionali di una merendina tipo (Fonte AIDI - Associazione Industrie Dolciarie Italiane)

11 11 Calcolo delle calorie di un pranzo CiboKcal Hamburger275 Hot dog300 Patatine fritte250 Mela70 Bibita87 Totale982 Il corpo umano è considerato come un sistema chiuso in cui il cibo ingerito è trattato come un combustibile che, metabolizzato completamente, serve a ogni organismo per crescere e svilupparsi FONTE: L’Energia del cibo

12 12 Piccolo glossario dell’energia  Energia: capacità di un corpo o di una sostanza di compiere lavoro: l’energia si trasforma, ovvero si realizza, un lavoro. Anche il “calore” è una forma di energia. L’energia si misura in J (joule) oppure in kcal (chilocaloria) oppure in kWh (chilowattora). Per misurare energia e lavoro vengono utilizzate le stesse unità di misura: diverse a seconda del tipo di energia prodotta o convertita, ma che possono essere messe tra loro in relazione di equivalenza.  Potenza: energia nell’unità di tempo, si misura in W (watt) ed i suoi multipli, es. kW (chilowatt). Si può misurare anche in kcal/h (chilocaloria all’ora). Esempio: un forno elettrico della potenza di 1000 Watt cioè 1 chilowatt (1kW ) se tenuto acceso per due ore “consuma” 1 x 2 = 2 chilowattora (2 kWh ).

13 13  kW: abbreviazione di chilowatt o kilowatt, è l’unità di misura della potenza, generalmente quella elettrica (ma può essere anche quella termica, ad esempio di una caldaia). Corrisponde a 1000 Watt. 1 kW = 860 kcal/h  kcal: abbreviazione di chilocaloria, corrispondente a 1000 calorie. E’ l’unità di misura del “calore” trasmesso o ricevuto. Il “calore” è una forma di energia, quindi anche la chilocaloria può essere usata per misurare l’energia; infatti esiste la corrispondenza 1 kcal = 1,162 Wh Piccolo glossario dell’energia

14 14 Tabella delle equivalenze

15 15 Tipologie di energia  Energia Potenziale: è quella posseduta dall’acqua trattenuta da un invaso di montagna, che si trasforma in energia meccanica quando l’acqua fa girare una turbina, ed in energia elettrica nell’alternatore azionato dalla turbina;  Energia Termica: Il calore posseduto da un corpo ad elevata temperatura;  Energia chimica: Le reazioni chimiche fra diverse sostanze.

16 16 L’energia, nelle sue varie forme, è disponibile racchiusa nelle fonti energetiche, classificate in primarie e secondarie. Le fonti primarie sono quelle esistenti in natura: sole, vento, carbone, petrolio, gas naturale, ecc.. Energia primaria e secondaria carbonepetrolio Sole vento la fonte primaria per eccellenza da cui derivano tutte le altre fonti primarie!

17 17 Le fonti energetiche secondarie derivano dalla trasformazione di fonti primarie o di altre fonti secondarie: benzina o gasolio, derivati del petrolio, energia elettrica generata nelle centrali termoelettriche, e così via. Energia primaria e secondaria

18 18 Cosa sono: Sono tutte quelle fonti che non si esauriscono in tempi paragonabili con l’attività umana (per esempio l’energia del sole ci sarà per altri milioni di anni), o che possono essere ripristinate in tempi comparabili con le attività umane (ad es. per ogni albero utilizzato per la produzione di energia elettrica in una centrale a biomasse, un altro può essere piantato e crescere in pochi anni). Fonti Energetiche Rinnovabili (FER)

19 19 Le FER hanno un triplice vantaggio: - rispettano l’ambiente, - fanno risparmiare, - Sono durevoli. A differenza delle fonti di origine fossile: -non presentano emissioni di gas che alimentano l’effetto serra, -non emettono sostanze nocive per la salute, -non modificano pesantemente i territori con impianti di trivellazione e grosse centrali. Inoltre il loro utilizzo evita il ricorso alle fonti “tradizionali” di origine fossile quali petrolio, gas e carbone che emettono grandi quantità di CO 2. Fonti Energetiche Rinnovabili (FER)

20 20  Energia solare: La radiazione solare per produrre energia termica (riscaldamento e acqua calda) ed elettrica: Fonti Energetiche Rinnovabili (FER)

21 21  Energia eolica: Le masse d’aria in movimento per produrre energia elettrica e meccanica: Fonti Energetiche Rinnovabili (FER)

22 22  Energia geotermica: Il calore presente nel sottosuolo utile per produrre energia elettrica, riscaldare gli ambienti e l’acqua: Fonti Energetiche Rinnovabili (FER)

23 23  le biomasse (energia termochimica): La combustione di bio- carburante per produrre energia termica ed elettrica: > Gassose: biogas > Liquide: biodiesel, bioetanolo Fonti Energetiche Rinnovabili (FER) > Solide: biomasse legnose (legna da ardere, cippato, pellet) e biomasse erbacee (miscanthus, cereali)

24 24 Le biomasse solide mais gusci di nocciola nocciolino di sansa pellet pellet di barbabietole pellet di sansa cereali cippato legna

25 25 Le biomasse liquide e gassose Biodiesel Biogas

26 26 Tipologie di Energia - Energia Nucleare è l’Energia immagazzinata nel nucleo degli atomi, è una fonte FOSSILE a tutti gli effetti poiché l’elemento di partenza è l’URANIO un minerale presente sulla terra in quantità limitate. Pregi: -Minore emissione di CO 2 -Grande quantità di energia prodotta Difetti: -Rischi ambientali ed alla salute (tumori) legati alla Radioattività localizzata al sito della centrale (raggio di km). -Rischi dovuti per fughe accidentali di Radioattività. -Gestione e stoccaggio delle scorie radioattive -Rischio terrorismo

27 27 Ambiente L'ambiente può essere definito come un sistema di condizioni esterne materiali in cui un organismo vive. La Terra riceve dal sole un flusso ininterrotto di energia che oltre a permettere tutti i processi vitali, vegetali ed animali, determina il clima, scioglie i ghiacci ed alimenta il ciclo dell’acqua tra mare ed atmosfera, produce i venti, fa crescere le piante che nel corso di milioni di anni si sono trasformate, con i resti di organismi animali, in petrolio per decomposizione anaerobica, carbon fossile e gas naturale: i combustibili fossili. È formato da: elementi abiotici elementi biotici energia FONTE:

28 28 Clima e cambiamento climatico Il “clima” è una condizione atmosferica a lungo termine, il “tempo” varia costantemente; I mutamenti del clima sono naturali: ad esempio, dopo l’ultima era glaciale ( anni fa) le temperature medie globali erano di 5 °C inferiori a quelle attuali; Ma ora gli innalzamenti delle temperature si producono a velocità senza precedenti; Gli scienziati ritengono che le attività umane ne siano responsabili; I gas presenti nell’atmosfera intrappolano il calore proveniente dal sole; Le emissioni di gas aumentano a causa delle attività umane; L’accumulo dei gas provoca un surriscaldamento a lungo termine = il cambiamento climatico!

29 29 Clima - Il sistema climatico

30 30 Il Ciclo del Carbonio Fonte: co2club.itco2club.it Le emissioni globali di CO 2 riconducibili alle attività umane ammontano a 30 miliardi di tonnellate (Gt) all’anno, corrispondenti a 8,1 Gt di carbonio: 6,5 Gt derivano dai combustibili fossili e 1,6 Gt dalla deforestazione e dalle pratiche agricole. Parte delle 8,1 Gt di carbonio vengono riassorbite dalla vegetazione, mentre 3,5 Gt si accumulano nell’atmosfera contribuendo al riscaldamento globale e 2,5 Gt vengono assorbite dagli oceani aumentandone l’acidificazione. (© BRGM

31 31 Dati sul cambiamento climatico Le temperature in Europa sono aumentate di quasi 1 °C (0,76°C) dal 1850; Un ulteriore aumento di 1,2 °C potrebbe provocare mutamenti ambientali irreversibili, su larga scala e potenzialmente catastrofici;

32 32 Gli eventi atmosferici estremi (tempeste, alluvioni, siccità e ondate di calore) diventano più frequenti e più acuti; Il 90% delle catastrofi naturali in Europa dal 1980 è stato provocato dal tempo e dal clima; Dati sul cambiamento climatico

33 33 Dati sul cambiamento climatico I ghiacciai europei hanno perso due terzi della propria massa dal 1850, e la tendenza sta accelerando; Milioni di persone in tutto il pianeta sono minacciate da carenze idriche, fame e povertà;

34 34 Banchisa polare a confronto anno 1979 e 2005 Dati sul cambiamento climatico La banchisa polare si sta sciogliendo e il livello dei mari si sta innalzando a un tasso doppio rispetto a 50 anni fa.

35 35 Qual è la causa? Gli esseri umani stanno immettendo più “gas a effetto serra” nell'atmosfera; L’atmosfera si comporta come le pareti in vetro di una serra; I gas a effetto serra naturali aiutano a trattenere il calore: senza di loro, le temperature sarebbero inferiori di 30 °C; Ma le emissioni di gas a effetto serra imputabili all’uomo sono aumentate del 70% dal 1970, pertanto nell’atmosfera resta intrappolata una maggior quantità di calore, più del necessario.

36 36 Effetto Serra

37 37 Gas a effetto serra Biossido di carbonio o anidride carbonica (CO 2 ) - combustione di carbone, petrolio e gas per energia, calore e trasporti Protossido di azoto (N 2 O) – Siti di smaltimento dei rifiuti, dell'agricoltura e del bestiame Metano (CH 4 ) Idrofluorocarburi (HFC) Perfluorocarburi (PFC) Esafluoruro di zolfo (SF 6 ) – Utilizzo in sistemi frigoriferi, aria condizionata

38 38 Effetti Del Cambiamento Climatico Considerando un aumento della temperatura a +2°C rispetto al periodo pre-industriale:  Livello del mare: /0.88 m (aumento medio: 0.48 m), considerati gli km di sviluppo costiero in Europa, 68 milioni di persone saranno interessate;  Eventi climatici estremi: frequenza in aumento di ondate di calore e di freddo, inondazioni e siccità estreme. Si stima che già un aumento di 1.4°C esporrà 10 milioni di persone in Europa al rischio di inondazioni in zone costiere;  Ecosistemi: per alcuni ecosistemi forestali è previsto un aumento di produttività ma anche un incremento del rischio di incendio e malattia. Spostamenti nella distribuzione degli ecosistemi (15-20% dell’area mondiale) e delle specie insieme alla scomparsa di specie minacciate sono considerate molto probabili;

39 39 Effetti Del Cambiamento Climatico Considerando un aumento della temperatura a +2°C rispetto al periodo pre-industriale:  Agricoltura: benefici per l’Europa Centrale e Settentrionale dovuti all’aumento di CO 2 e temperatura; la superficie agricola potrà espandersi a nord e la stagione vegetativa potrà prolungarsi; nell’Europa del Sud aumenteranno i periodi di siccità e l’incidenza di eventi meteorologici estremi;  Salute pubblica: un aumento di temperatura di 2°C esporrà 210 milioni di persone nel mondo al rischio di malaria; % di aumento del rischio di contrarre la “dengue”.

40 40 Dove sono le prove? La principale autorità scientifica in materia di cambiamento climatico è il Comitato intergovernativo delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (IPCC): Coordina le scoperte di esperti di tutto il mondo, Il Terzo Rapporto sul Clima del Panel Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici (IPCC), ha elaborato i diversi scenari possibili di aumento della temperatura in relazione alle emissioni ed alla concentrazione di CO 2 in atmosfera. Il Rapporto considera “accettabile” una crescita della temperatura media del pianeta attorno ai 2°C entro la fine del secolo al quale corrisponderebbero effetti climatici “governabili”, sia in termini di aumento del livello dei mari che di incremento della frequenza e dell’intensità degli eventi estremi. E per raggiungere tale concentrazione, le emissioni globali di anidride carbonica dovranno essere ridotte, a partire dal , nella misura di almeno il 50% rispetto ai livelli attuali.

41 41 Il quarto rapporto di valutazione (AR4) è stato pubblicato a novembre 2007, l’AR4 rappresenta 6 anni di ricerche e analisi, un approccio scientifico rigoroso e cauto alle sue conclusioni, Premio Nobel per la pace nel Conclusioni del quarto rapporto di valutazione L’AR4 contiene prove decisive che il riscaldamento globale è dovuto alle attività umane, Se le temperature aumentano di oltre 2 °C, gli effetti potrebbero essere improvvisi e irreversibili, Abbiamo ancora tempo per rallentare il cambiamento climatico o adattarci a esso, Esistono già molte tecnologie valide e sensate dal punto di vista economico. Ma è necessario agire ora!

42 42 Conclusioni del quarto rapporto di valutazione Prove decisive che il riscaldamento globale è dovuto alle attività umane, Se le temperature aumentano di oltre 2 °C, gli effetti potrebbero essere improvvisi e irreversibili, Abbiamo ancora tempo per rallentare il cambiamento climatico o adattarci a esso, Esistono già molte tecnologie valide e sensate dal punto di vista economico. … ma è necessario agire ora!

43 43 I Cambiamenti Climatici:

44 44 I Cambiamenti Climatici:  Emissioni di GHG da attività umane aumentano ed alterano l’atmosfera  La concentrazione di GHG nell’atmosfera aumenta quindi come effetto delle attività umane  Il tasso corrente di aumento della concentrazione di CO 2 non ha precedenti nei passati anni

45 45 Cosa stanno facendo i governi? I governi lavorano congiuntamente in seno alla convenzione quadro ONU sul cambiamento climatico, L’attuale accordo, il protocollo di Kyoto, fissa obiettivi di emissione vincolanti per i paesi industrializzati aderenti, Molti dei paesi non aderenti al protocollo di Kyoto hanno iniziato a fissare obiettivi propri di riduzione delle emissioni.

46 46 Il Protocollo di Kyoto è un trattato internazionale e stabilisce che i Paesi industrializzati debbano ridurre le proprie emissioni di quantità definite in % partendo dalle emissioni misurate nel 1990, entro una data definita Il Protocollo di Kyoto è entrato in vigore il 16 febbraio 2005 e coinvolge i paesi responsabili del 55% delle emissioni di CO 2 dei Paesi industrializzati (rif.al 1990) Protocollo di Kyoto 1/2 GASCO 2, CH 4 (metano), N 2 O (protossido di azoto), HFC, PFC, SF6 ANNO BASE1990 (1995 per HFC, PFC, SF6) PERIODO DI IMPEGNO 5 anni (2008 – 2012) TARGETItalia Δ 6,5%(100 milioni di t CO 2 Eq), EU Δ 8% Almeno il 5% per i paesi dell ’ Annesso 1 (ANNEX 1)

47 47 Definisce regole diverse per due gruppi di Paesi Paesi industrializzati e con economia in transizione Paesi in via di sviluppo Obiettivi: riduzione delle emissioni di GHG, diversificati per paese, da realizzarsi nel periodo Nessuna limitazione o riduzione di emissioni Protocollo di Kyoto 2/2 e INDIA e CINA?

48 48 Direttiva UE E dopo Kyoto? La direttiva UE dell’Unione Europea, fissa un triplice obiettivo, entro il 2020, di riduzione dei consumi finali del 20% al di sotto del tendenziale, incremento dell’uso di energia rinnovabile per una quota pari al 20% dei consumi e taglio delle emissioni di CO2 di un eguale 20%. Calcolando per ciascun paese la sua quota e applicando una componente fissa di base e una componente variabile in funzione del PIL di ogni Membro. L’Italia dovrà, entro il 2020, soddisfare il 17% dei propri consumi finali di energia ricorrendo alle risorse rinnovabili, partendo dal 5,2% del 2005.

49 49 EU Roadmap al 2050 La Roadmap europea al 2050 per il clima prevede per la UE un taglio delle emissioni di CO2 rispetto ai livelli del 1990 del 40% al 2030, del 60% al 2040 e dell’80% al 2050

50 50 – La scienza richiede che le emissioni globali siano ridotte del 50% entro 2050 rispetto al1990 – Obiettivo UE di riduzione delle emissioni di gas effetto serra del % entro 2050 rispetto al1990, nel contesto delle necessarie riduzioni dei paesi sviluppati – Bisogno di una strategia a basso contenuto di carbonio per il 2050, il quadro di riferimento per una azione a più lungo termine – Bisogno di fissare stadi intermedi verso l’obiettivo del 2050 – Bisogno di rivedere gli sviluppi su base regolare Obiettivi EU Roadmap al 2050

51 51 La prima analisi generale e globale di come l’obiettivo a lungo termine possa essere raggiunto : identifica un percorso efficiente dal punto di vista dei costi, con obiettivi intermedi Identifica le tecnologie chiave in grado di guidare ricerca e sviluppo Identifica bisogni per investimenti e benefici Identifica opportunità e trade-offs Guida le politiche nazionali e regionali UE Indica la direzione al settore privato per investimenti a lungo termine EU Roadmap al 2050

52 52 Percorso efficiente: - 25% in % in % in % riduzione interna nel 2050 è possibile  Con le attuali tecnologie disponibili,  Con un cambiamento dei comportamenti indotto dai prezzi  Se tutti I settori economici contribuiscono Efficienza energetica sarà l’elemento chiave EU Roadmap al 2050

53 53 Efficienza energetica è il contributo singolo più importante in particolare sino al 2020 Essenziale anche a breve termine – Politiche attuali risultano solo in un aumento efficienza energetica del 10% – La tabella di marcia conferma il ruolo chiave dell’efficienza sino al 2020 e oltre – Sforzi verso obiettivo efficienza 20% risulteranno in una riduzione gas serra del 25% – L’Emissions Trading System è uno strumento per produrre l’efficienza aggiuntiva Efficienza energetica sarà l’elemento chiave EU Roadmap al 2050

54 54 Sviluppo Sostenibile Lo sviluppo sostenibile permette di utilizzare le risorse della natura senza compromettere la possibilità delle future generazioni di svilupparsi, preservando cioè la qualità e la quantità del patrimonio e delle risorse naturali disponibili nel nostro pianeta. « Lo Sviluppo sostenibile è uno sviluppo che garantisce i bisogni delle generazioni attuali senza compromettere la possibilità che le generazioni future riescano a soddisfare i propri*» « La terra non è un’eredità dei nostri padri, ma un prestito dei nostri figli » *Definizione contenuta nel rapporto Brundtland (dal nome della presidente della Commissione, la norvegese Gro Harlem Brundtland) del 1987 e poi ripresa dalla Commissione mondiale sull’ambiente e lo sviluppo dell’ONU (World Commission on Environment and Development, WCED)

55 55 Impronta Ecologica L‘ Impronta Ecologica è un bioindicatore che mette in relazione il consumo umano di risorse naturali con la capacità della Terra di rigenerarle. In parole povere, si tratta dell'area biologicamente produttiva di mare e di terra necessari per rigenerare le risorse consumate da una popolazione umana e per assorbire i rifiuti corrispondenti, dovuti principalmente alla tecnologia. FONTE:

56 56 Utilizzando l'impronta ecologica, è possibile stimare quanti pianeta Terra servono per sostenere l'umanità qualora tutti vivessero secondo un determinato stile di vita. Confrontando l'impronta di un individuo (o regione o stato) con la quantità di terra disponibile pro-capite (cioè il rapporto tra superficie totale e popolazione mondiale) si può capire se il livello di consumi del campione è sostenibile o meno. Impronta Ecologica

57 57 Gli alimenti  1 kg di pane in un anno: circa 30 m²  1 kg di carne bovina in un anno: circa 300 m²  1 bicchiere di latte all’anno: 4 m² 7 e 1/2 1 1 Impronta Ecologica

58 58 I trasporti  una persona che percorre 5 km due volte al giorno lavorativo consuma in un anno circa 120 m² se usa la bicicletta, 500 m² se usa l’autobus e m² se usa l’automobile Impronta Ecologica

59 59 L’abitazione Le case creano un’impronta ecologica sia per l’occupazione del suolo che per il consumo di energia e materiali usati per realizzarle e per mantenerle. Per esempio un’abitazione di 120 m² crea un’impronta ecologica di circa m², che sarà minore al crescere del numero delle persone che vi abitano*. 2 *Fonte: Medielettra Educational Impronta Ecologica

60 60 Cosa possiamo fare? Le semplici azioni quotidiane hanno un ruolo importante nella lotta al cambiamento climatico Quindi… – Riciclate, – Risparmiate acqua calda facendo la doccia anziché il bagno (4 volte meno energia), – Piantate un albero a scuola, nel vostro giardino o nel quartiere, – Usate i mezzi pubblici, andate in bicicletta, camminate, – Non lasciate gli apparecchi in stand-by: usate il tasto on/off, – Non lasciate il caricabatterie nella presa quando non state ricaricando il cellulare.

61 61

62 62 Sergio Andreis


Scaricare ppt "CRES – CLIMARESILIENTI Informare ed educare alla sostenibilità Energia 1 – Clima 1 e 2."

Presentazioni simili


Annunci Google