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M-PSI/02 2010-2011 marcella renis. I processi mediante i quali le molecole biologiche vengono scisse e risintetizzate formano una rete di reazioni enzimatiche,

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1 M-PSI/ marcella renis

2 I processi mediante i quali le molecole biologiche vengono scisse e risintetizzate formano una rete di reazioni enzimatiche, complessa e finemente regolata, detta metabolismo dellorganismo. Questa rete consente di produrre ed utilizzare energia libera.

3 Metabolismo: insieme di trasformazioni di materia e di energia che avvengono in un organismo Le attività metaboliche di una cellula comprendono: –reazioni che portano alla sintesi di molecole complesse (anabolismo). Sono reazioni endoergoniche, richiedono energia –reazioni per la degradazione di molecole complesse in composti semplici (catabolismo). Sono reazioni esoergoniche,liberano energia Il metabolismo Anabolismo e catabolismo sono accoppiati (il trasportatore di energia è lATP)

4 ATP + H 2 O ADP + P i ATP + H 2 O AMP + PP i ATP adenosina trifosfato G° = kJ. mole -1 G° = kJ. mole -1

5 Le risonanze in competizione tra loro e le repulsioni carica-carica tra i gruppi fosfato rendono meno stabile lATP rispetto ai suoi prodotti di idrolisi

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7 Le vie del metabolismo degradativo di carboidrati, proteine e lipidi convergono verso la formazione di un numero limitato di intermedi comuni che vengono poi utilizzati in una via ossidativa centrale. Nelle vie del metabolismo biosintetico un numero limitato di metaboliti viene utilizzato per la produzione di una grande varietà di prodotti.

8 Nella cellula le vie metaboliche hanno localizzazioni specifiche Vantaggio : compartimentalizzazione di vie metaboliche opposte e di attività enzimatiche antagoniste Svantaggio : necessità di trasportatori attraverso le membrane che delimitano i compartimenti cellulari.

9 Tutte le trasformazioni energetiche che avvengono in natura seguono le leggi della termodinamica e gli esseri viventi non sfuggono a questi principi. Le cellule sono trasduttori (trasformatori) di energia efficacissimi e sono sistemi termodinamici che operano a temperatura costante.

10 Gli organismi viventi possono essere suddivisi in base alle loro richieste nutrizionali, cioè in base alla fonte di energia libera che utilizzano, Autotrofi : chemiolitotrofi fotoautotrofi Ossidazione di composti inorganici NH 3, H 2 S H 2 O, CO 2 Eterotrofi : aerobie anaerobi facoltativi/obbligati Ossidazione di composti organici (carboidrati,proteine,lipidi)

11 NTP ATP + NDP ADP + NTP Nucleoside difosfato chinasi LATP non è lunico intermedio che conserva energia G idrolisi

12 LAcetil-CoA si comporta da trasportatore di gruppi acetili e acili, ma anche da composto ad alta energia per il suo legame tioestere parzialmente instabile ( G° = kJ. mole -1 ) -mercapto etanolammina acido pantotenico Adenosina 3 fosfato Gruppo acetile

13 Acido pantotenico (Vitamina B5) L'acido pantotenico sembra essere ubiquitario. Si trova, in particolare, nel fegato, del tuorlo dell'uovo, nei cereali e nei legumi. Data la grande diffusione dell'acido pantotenico in natura, non è possibile avere un quadro chiaro degli effetti della carenza di acido pantotenico in quanto si accompagnano a stati di denutrizione e di ipovitaminosi. La carenza nella dieta provocava la pellagra dei polli.

14 La conservazione dellenergia durante lossidazione di substrati può avvenire anche mediante trasporto di elettroni scambiati in reazioni di ossido-riduzione. Ad es.nella fosforilazione ossidativa il trasporto di elettroni e la formazione di un gradiente di protoni transmembrana promuove la formazione di ATP. I più comuni trasportatori di elettroni sono i coenzimi nucleotidici nicotinamide adenina dinucleotide (NAD + ) e la flavina adenina dinucleotide (FAD).

15 Le trasformazioni energetiche Tutti i processi vitali di un organismo sono legati allenergia La bioenergetica è la scienza che studia tali trasformazioni L'energia è necessaria per: il lavoro muscolare lomeostasi il ricambio cellulare l'accrescimento

16 Il nostro corpo funziona a tutti gli effetti come una macchina termica. Essa richiede ENERGIA per il suo funzionamento.. LENERGIA E LE FUNZIONI VITALI

17 Dispendio energetico umano: circa 70 % per il funzionamento degli organi e dei processi vitali (BMR) circa 20 % per attività fisica circa 10% per termogenesi e digestione del cibo

18 Il metabolismo Le reazioni per lottenimento di energia a partire dagli alimenti costituiscono il metabolismo energetico Le macromolecole base sono demolite secondo le seguenti reazioni: glucidi + O 2 CO 2 + H 2 O + energia protidi + O 2 CO 2 + H 2 O + composti azotati + energia lipidi + O 2 CO 2 + H 2 O + energia

19 L'energia liberata con lossidazione degli alimenti si misura con la bomba calorimetrica (o di Berthelt) I valori calorici sperimentali sono: –1 g di glucidi = 4,1 kcal –1 g di protidi = 5,6 kcal –1 g di lipidi = 9,3 kcal Nell'organismo i valori calorici reali sono: –1 g di glucidi = 4 kcal –1 g di protidi = 4 kcal –1 g di lipidi = 9 kcal Questa differenza è dovuta ai coefficienti di digeribilità (diversi per ogni PN) Lenergia degli alimenti

20 Il dispendio energetico è dato: –dal metabolismo basale –dalla termogenesi indotta dalla dieta –dallattività fisica svolta Il dispendio energetico

21 Può essere calcolato con: –metodi diretti (calorimetria diretta): misura il calore sprigionato da un soggetto si utilizza il calorimetro di Atwater-Benedict –metodi indiretti (calorimetria indiretta): misura la quantità di O 2 utilizzata nelle reazioni di ossidazione degli alimenti (lO 2 consumato è proporzionale allenergia liberata) 1 litro di O 2 4,82 kcal si utilizzano gli spirometri Il dispendio energetico

22 Il MB (o metabolismo di riposo) corrisponde al dispendio energetico minimo, necessario per lo svolgimento dei processi vitali dellorganismo (respirazione, attività dellapparato cardiocircolatorio, escrezione, ecc.), in condizioni di assoluto riposo Varia con letà, il sesso, la taglia e la composizione corporea, lo stress, ecc. Il metabolismo basale (MB)

23 Il MB può essere determinato mediante metodi calorimetrici o più frequentemente con lausilio di formule quali: –MB maschi = 1 kcal × kg peso corporeo × 24 ore –MB femmine = 0,95 kcal × kg peso corporeo × 24 ore Molto diffuse e applicate sono le formule e tabelle proposte dalla FAO e dalla WHO Sistemi per la determinazione del MB

24 Il dispendio per le attività fisiche lavorative ed extralavorative rappresenta la spesa energetica più variabile tra individui di stessa età, sesso e massa corporea Si distinguono: –attività leggere ( aumento del MB 20%) –attività moderate ( aumento del MB 40%) –attività pesanti ( aumento del MB 60%) N.B. molte attività faticose non sono dispendiose dal punto di vista energetico Il costo energetico dellattività fisica

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27 La TID (Termogenesi Indotta dalla Dieta) è laumento del dispendio energetico che si registra in seguito allingestione di alimenti Si distingue: –la termogenesi obbligatoria, dovuta allutilizzazione dei singoli nutrienti (processi fisiologici e metabolici). Lo stimolo maggiore è dato dalle proteine (10-35% dell'energia ingerita), mentre valori inferiori sono attribuibili a carboidrati (5-10%) e lipidi (2-5%) –la termogenesi facoltativa, legata alla quantità di alimenti assunti Le sostanze ad azione nervina (caffè, tè, tabacco, ecc.) possono aumentare la TID, in base all'entità dei consumi, anche in maniera rilevante La TID

28 Il FET (fabbisogno energetico totale) è l'apporto di energia di origine alimentare necessario a compensare il dispendio energetico di un individuo nelle 24 ore: FET = MB + TID + Attività fisica formula della FAO – WHO: FET = MB × LAF dove LAF = livelli di attività fisica Il fabbisogno energetico

29 LA BILANCIA ENERGETICA: aspetti biochimico-metabolici

30 Relazione tra la quantità di energia introdotta con gli alimenti (entrate) e la quantità di energia utilizzata dallorganismo per compiere tutte le attività vitali, lavorative ed extralavorative nelle 24 ore (uscite) entrate > uscite bilancio positivo (lindividuo ingrassa) entrate < uscite bilancio negativo (lindividuo dimagrisce) entrate = uscite bilancio azzerato (lindividuo mantiene il proprio peso) Il bilancio energetico

31 Bilancia energetica – fame e sazietà Bilancia energetica Deficit energetico Dieta a basso contenuto calorico Attività fisica Ricerca del cibo adeguata Peso costante Dieta ad alta densità energetica Inattività fisica Stimolo adeguato Aumento di peso Eccesso calorico X Inadeguato stimolo di sazietà famesazietà Ricerca eccessiva di cibo

32 Cosa influenza lassunzione di cibo e la spesa energetica 1 – lassunzione di cibo è regolata a livello ipotalamico in modo da rispondere a segnali di fame e di sazietà con una rete di diversi mediatori chimici e nervosi 2 - la spesa energetica si divide in varie voci: - metabolismo basale - attività fisica - termogenesi (finalizzata al mantenimento della temperatura corporea) - attività dinamico specifica degli alimenti - termogenesi non collegata allesercizio fisico 3 – la spesa energetica può subire variazioni dovute a: - cambiamenti di rendimento della catena respiratoria - cambiamenti di rendimento del lavoro fisico

33 Bilancia energetica in animali in libertà E stato osservato che nella maggior parte delle specie di mammiferi (come pure nelluomo, se vive allo stato selvaggio), si tende ad avere una relazione diretta fra la quantità di cibo consumato (e quindi calorie introdotte) e la quantità di lavoro necessaria a procurarselo (e quindi calorie consumate) Nelluomo civilizzato questo semplice rapporto è stato perso, mentre era ancora vero allepoca delluomo cacciatore e delluomo agricoltore. In alcune civiltà rurali tuttora esistenti questo rapporto è ancora osservabile e una conseguenza è quella di variazioni notevoli di peso stagionali

34 Aumento dellobesità nel secolo scorso Da: A. Prentice and S. Jebb – Nutrition Reviews vol 2 n°7 S98-S104

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36 Insulino resistenza (muscolo-fegato)

37 OSSERVAZIONI AUMENTO DELLE CITOCHINE PUO ESSERE CONSIDERATO UN INDICATORE PROGNOSTICO DEL RISCHIO DI OBESITA ORGANO ADIPOSO COINVOLTO IN PROCESSI FISIOLOGICI E PATOLOGICI CON RUOLO SU IMMUNITA, INFIAMMAZIONE, INVECCHIAMENTO, TUMORE

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39 Controllo dellassunzione di cibo Il controllo dellassunzione del cibo consiste in una complessa rete di segnali che raccolgono informazioni dalla periferia (tessuto adiposo, intestino, stomaco), vengono elaborati a livello ipotalamico e quindi integrati a livello corticale per tradursi in comportamenti di ricerca di cibo oppure di non assunzione di cibo.

40 Schema del controllo dellassunzione di cibo Segnali periferici Ipotalamo Corteccia cerebrale Comportamento di ricerca di cibo o astensione dal cibo

41 Controllo dellassunzione di cibo Da:J. Clin. Invest :

42 Segnali periferici che afferiscono al SNC e regolano lassunzione di cibo Modificato da

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49 Fattori umorali coinvolti nel controllo dellalimentazione Ormoni Neuropeptidi Citochine Nutrienti ematici Neurotrasmettitori

50 Nutrienti e neurotrasmettitori che intervengono nella regolazione dellalimentazione Nutrienti –Glucosio –Acidi grassi –Aminoacidi –Lattato –Corpi chetonici Neurotrasmettitori –Dopamina –Noradrenalina –Serotonina –GABA –NO

51 NPY (Neuropeptide Y)… (sintet. ipotalamo) MCH (Melanin Concentrating Hormone) Endocannabinoidi (sintet. In aree diverse) Oppioidi endogeni -Endorfine Dinorfine Encefaline GrelinaGrelina Segnali oressigeni

52 Grelina La grelina è una proteina prodotta dallo stomaco E un potente segnalatore di fame I suoi effetti sono in parte mediati dalNPY Tende anche a far diminuire il dispendio calorico (riducendo lattività fisica)

53 NPY Svuotamento gastrico Citokine IL 1-ß (Cachetizzanti) Fame GRELINA DIGIUNO Glicemia IRI Leptina PASTO Leptina Glicemia Distensione gastrica FAME ANORESSIA NERVOSA ETA OBESITA BMI leptina + +

54 SEGNALI ANORESSIGENI Leptina Insulina Peptide YY (PYY) CCK (Colecistochinina) CART (cocaine -anphetamine-regulated- transcript) Pro-opiomelacortina (POMC) a-MSH (Melanocyte Stimulating Hormone) Corticotropin Releasing Hormone (CRH) Urocortina

55 Leptina Già più di 40 anni fa un biochimico di fama, Kennedy, aveva formulato lipotesi del lipostato, cioè di un sistema di regolazione dellaccumulo di grasso nel tessuto adiposo Da qui è iniziata la ricerca di un gene e della relativa proteina che svolgesse questa funzione Jeffrey Friedman dellUniversità Rockeffeller di New York nel 1991 ha identificato per primo tale proteina e lha denominata leptina (dalla radice greca leptos che significa magro). Il gene è stato denominato ob e ratti privi di ob diventano obesi. Nelluomo però le relazioni fra obesità e gene ob sono più complesse e il fenomeno più probabile che si instaura è uno stato di RESISTENZA alla leptina, così come avviene per linsulina nel diabete di tipo II.

56 Leptina E considerata una citochina Espressa a livello del tessuto adiposo e di altri tessuti I livelli circolanti di leptina sono associati allentità della massa adiposa, aumentano dopo il pasto e si riducono nel digiuno prolungato

57 Leptina e NPY I neuroni neuropeptidergici del nucleo arcuato ipotalamico producono il peptide NPY che controlla il bilancio energetico, in parte stimolando lassunzione di cibo e in parte inibendo la termogenesi. La leptina diminuisce la sintesi, la produzione ed il rilascio del NPY negli animali normali. La diminuzione di NPY fa diminuire lassunzione di cibo.

58 Fattori che regolano la secrezione di leptina Stimolanti –Massa adiposa –Dimensione adipociti –Iperalimentazione –Insulina –Acidi grassi –Glucocorticoidi –TNF -IL1 Stimolanti –Massa adiposa –Dimensione adipociti –Iperalimentazione –Insulina –Acidi grassi –Glucocorticoidi –TNF -IL1 Inibenti –Digiuno –Freddo –Esercizio fisico intenso (ma in relazione alla diminuzione della massa grassa) –Androgeni –Ipertono simpatico –Catecolamine –Ormone della crescita Inibenti –Digiuno –Freddo –Esercizio fisico intenso (ma in relazione alla diminuzione della massa grassa) –Androgeni –Ipertono simpatico –Catecolamine –Ormone della crescita

59 Leptina e set point del peso corporeo La leptina correla con la quantità di grasso corporeo e informa lencefalo di quanto grasso lorganismo abbia accumulato. Questo standard interno o set point o lipostato o leptinostato è localizzato a livello ipotalamico. Non è ancora noto esattamente come il set point confronti leffettiva quantità di grasso corporeo con lo standard interno e quindi prenda le misure per riportare il peso corporeo al suo valore iniziale. E chiaro comunque che non è solo un circuito chiuso. Il set point può essere alterato da fattori genetici e ambientali. Lambiente include variabili come la dieta, lattività fisica o la sua mancanza, lo stress della vita quotidiana, tutti fattori che tendono ad alterare il peso corporeo e a spostare il set point verso lalto o verso il basso. Lobesità è un esempio di set point deviato verso lalto,mentre alcuni disturbi del comportamento alimentare, come lanoressia nervosa, sono esempi di set point spostato verso il basso

60 Resistenza alla leptina Nei soggetti obesi la leptina non è diminuita ma perde efficacia Sono i recettori ipotalamici per la leptina che perdono la sensibilità e quindi sviluppano una resistenza alla leptina come segnale I livelli di leptina daltra parte diminuiscono con la perdita di massa grassa e questa variazione ha dimostrato di essere un segnale più efficace dellaumento. Quindi mentre livelli elevati di leptina che dovrebbero indurre un comportamento di astinenza dal cibo possono essere vanificati da uno stato di leptino-resistenza, livelli diminuiti di leptina segnalano efficacemente che occorre mettere in atto un comportamento di ricerca del cibo.

61 Altre azioni della leptina Il sistema di controllo della bilancia energetica e quindi del peso corporeo è quindi più sensibile alla perdita di peso che al suo aumento. Inoltre il digiuno o la carente disponibilità di cibo si accompagnano a diverse modificazioni dello stato neuroendocrino, che comprendono, fra laltro: riduzione dei livelli dellormone tiroideo lattivazione dellasse ipofisi- surrene (stato di stress) Queste modificazioni sono prevenute o attenuate dopo lassunzione di cibo, quando i livelli di leptina sono ristabiliti. La dose di leptina richiesta per tali azioni neuroendocrine è minore rispetto a quella che induce perdita di peso.

62 Altre azioni della leptina Riduce lintroito di cibo Aumenta il dispendio energetico Regola lattività tiroidea Facilita lematopoiesi Regola il sistema riproduttivo e immunologico Regola la formazione dellosso

63 VMH ARC NPY AgRT CART POMC IPOTALAMO LEPTINA SNS Formazione osso Dispendio energetico Introito calorico ?? ? Modificato da: OccorrenzaIns/matdid/matdid ppt

64 SEROTONINA Agonisti del sistema serotoninergico inducono unimmediata e rilevante diminuzione dellassunzione di cibo. Antagonisti serotoninergici invece ne causano un aumento. La serotonina sopprime lassunzione di cibo interagendo soprattutto con un particolare tipo di recettori post-sinaptici concentrati nel nucleo ipotalamico mediale.

65 Effetti di serotonina e adrenalina sulla scelta del cibo La serotonina ha effetto sul tipo di cibo da assumere, riducendo la percentuale di carboidrati rispetto alle proteine Effetto diametralmente opposto mostra la stimolazione alfa2-adrenergica.

66 Serotonina e insulina La protratta introduzione di glucidi ad alto indice glicemico crea insulino-resistenza, situazione che porta al diabete di tipo II e più in generale a un quadro dismetabolico indicato con il nome di sindrome X Fra le varie conseguenze si ha anche unossessivo bisogno di introdurre zuccheri (carbohydrate craving), dovuto a un transitorio aumento di serotonina, determinato proprio dallinsulina, che migliora lo stato dellumore

67 Serotonina e insulina Assunzione di carboidrati con alto IG Risposta insulinica Aumento transitorio della serotonina Stato di benessere Insulino resistenza Carbohydrate craving Aumento di peso

68 Serotonina e insulina Serotonina e insulina sono legate fra loro anche in modo opposto, nel senso che la serotonina è in grado di promuovere il rilascio di insulina La serotonina aumenta nelle ore notturne La conseguenza è che un pasto abbondante la sera aumenterà ancor più il rilascio di insulina e promuoverà il deposito di grassi nel tessuto adiposo

69 Insulina e serotonina Pasto abbondante serale Insulinaserotonina Ottimizzazione delle scorte lipidiche

70 Leptina, grelina e sonno Anche il sonno è capace di far variare il livello delle molecole segnale che controllano la bilancia energetica Soggetti costretti a dormire solo 4 ore per due giorni di seguito hanno avuto una sensibile riduzione di leptina e un aumento del 28% della grelina, che regola la fame in senso positivo Quindi in chi dorme troppo poco aumenta la fame e diminuisce il senso di sazietà

71 Colecistochinina (CCK) Prodotta dallintestino tenue Attiva i segnali di sazietà (forse inibendo la produzione di -endorfine) Riduce la motilità gastrica Attiva la contrazione della colecisti Attiva la secrezione pancreatica Aumenta la motilità del colon Favorisce la memoria (del cibo?)

72 CCK BULIMIA MEMORIA SAZIETA Motilità colon Contrazione colecisti HCl motilità gastrica Secrezione pancreas AA+lipidi Modificato da: OccorrenzaIns/matdid/matdid ppt

73 Nucleo Arcuato (ARC) POMC cells MSH AgRP NPY Leptina Nucleo Paraventricolare (PVN) ß-endorfine MC3-4R Digiuno Grelina Steroidi (Test, Estr, Cort) Ritmo circadiano CART GLP1 CB-1 Modificato da: OccorrenzaIns/matdid/matdid ppt

74 Ormoni tiroidei e metabolismo E noto che gli ormoni tiroidei influenzano il metabolismo aumentandolo Il meccanismo è un parziale disaccoppiamento della catena respiratoria Variazioni degli ormoni tiroidei impongono quindi variazioni del consumo calorico

75 Proteine disaccoppianti Sono state scoperte e studiate proteine disaccoppianti che in certe situazioni, come nel grasso bruno, finalizzano la catena respiratoria alla produzione di calore Una di queste proteine, la UCP3 è presente a livello muscolare Lattività fisica protratta (endurance) tende a far diminuire la UCP3 (down regulation) e a far aumentare lefficienza energetica del lavoro muscolare Alcontrario lattività fisica molto intensa porta allaumento della UCP3

76 UCP3 e esercizio fisico

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78 Attività fisica e perdita di peso corporeo Lattività fisica comporta un dispendio calorico maggiore che si può esprimere come multiplo del MB In generale un programma di perdita di peso consistente non può basarsi unicamente sullattività fisica e deve essere accompagnato da una regime di restrizione calorica Quello che è certo è che lattività fisica protratta oltre il raggiungimento della perdita di peso voluta, impedisce nella maggior parte dei casi il recupero del peso iniziale Questo significa che permette di fissare in modo corretto il nuovo set-point nel controllo della bilancia energetica in modo da evitare gli scostamenti dal nuovo peso raggiunto (mentre viceversa in chi non pratica attività sportiva, è come se il set-point fosse rimasto al peso iniziale, cui si ritende inesorabilmente)

79 Dispendio calorico dovuto ad attività non sportive Recentemente è stato introdotto il concetto di una quota di dispendio calorico differenziata da quella dovuta allesercizio fisico propriamente detto E la quota di calorie spese in tutte le attività giornaliere che esulano dalla sedentarietà La ragione di questa precisazione sta nel fatto che si è trovata una correlazione positiva fra persone naturalmente attive e mantenimento del peso corporeo mentre al contrario, persone pigre sarebbero più inclini allaccumulo di peso

80 Metabolismo basale negli sportivi Una delle ragioni che inducevano a consigliare lattività fisica regolare per il mantenimento del peso corporeo era lipotesi che questa regolasse nel senso dellaumento il metabolismo basale Studi approfonditi hanno però smentito questo assunto, nel senso che il maggior dispendio calorico osservato in chi fa regolare pratica sportiva è dovuto al debito di ossigeno e calorico in genere che si contrae quando si fa esercizio fisico In ogni caso le calorie consumate da uno sportivo sono più elevate nel periodo successivo al termine della pratica dellattività fisica

81 Effetto della dieta e della dieta + esercizio fisico nel mantenimento della perdita di peso

82 Conclusioni La bilancia energetica è un delicato meccanismo preposto al mantenimento del peso corporeo e alla regolazione della spesa energetica E costituito da una rete di segnali per lo più umorali ma anche nervosi che hanno lo scopo di bilanciare lintroduzione di calorie alimentari con il fabbisogno energetico

83 Conclusioni La disponibilità di cibi ad alta densità calorica e linattività fisica, uniti a ragioni ambientali e psicologiche, fanno sì che il sistema della bilancia energetica si stari verso lalto e produca un aumento di peso Questo spiega a livello di popolazione (almeno in quelle occidentali) laumento dei casi di obesità

84 Conclusioni Lo studio della rete dei segnali oressizzanti e anoressizzanti è particolarmente vivace in questi tempi e mira ad intervenire, se possibile farmacologicamente, per la cura del sovrappeso grave e dellobesità In questo quadro la prevenzione si può fare con una corretta alimentazione che tenga conto della conoscenza di alcuni dei fenomeni osservati e con la raccomandazione di un certo livello di attività fisica che ha dimostrato di essere capace di mantenere la perdita di peso ottenuta con la dieta e di mantenere più efficiente il sistema di regolazione della bilancia energetica

85 Approccio dietetico tradizionale buona parte di coloro che hanno perso peso, lo ha recuperato in seguito limiti

86 Approccio dietetico integrato vantaggi Educazione alimentare e non razione calorica Programma di attività fisica Profilo psicologico del paziente Terapia delle patologie concomitanti Counseling per promuovere lattivazione delle delle risorse personali; risponde ad un bisogno di orientamento e di supporto.

87 Counseling: definizione Processo di interazione tra due persone, il counselor e il cliente, il cui scopo è di abilitare il cliente a prendere una decisione riguardo a scelte di carattere personale o a problemi o a difficoltà che lo riguardano direttamente. (Burnett, 1977)

88 Counseling in ambito nutrizionale Sistema in cui il paziente è direttamente coinvolto nellelaborazione della strategia più idonea alla modifica del suo stile alimentare e di vita. Obiettivo: aiutare il paziente non prescrivendo quanti e quali alimenti introdurre quotidianamente, ma sostenendolo nella gestione e soluzione del problema. Accrescimento di auto-stima e assertvità (considero importanti i miei bisogni e cerco di assecondarli).

89 Costruzione di un piano nutrizionale condiviso ORGANIZZAZIONE PER FASI E CON APPROCCIO MULTIDISCIPLINARE PROGRAMMAZIONE DI UN CALENDARIO DI CONTROLLI


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