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Bilancio e fiscalità dimpresa per il 2010 Claudio Sottoriva Dottore commercialista, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano 20 aprile 2010 Sintesi.

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1 Bilancio e fiscalità dimpresa per il 2010 Claudio Sottoriva Dottore commercialista, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano 20 aprile 2010 Sintesi della relazione: calcolo e rilevazione delle imposte in bilancio (correnti, anticipate, differite) esame di alcune fattispecie tipiche ai fini della determinazione del reddito imponibile IRES esame di alcune fattispecie tipiche ai fini della determinazione della base imponibile IRAP soluzioni operative utilizzando i software DATEV KOINOS Bilancio e DATEV KOINOS Simulazione Fiscale

2 Titolo Le imposte sul reddito di esercizio Dal risultato di bilancio al reddito dimpresa Le imposte o Correnti o Anticipate o Differite

3 Imposte sul reddito e fiscalità differita UTILE / PERDITA SCATURENTE dal Conto Economico + Variazioni in aumento -Variazioni in diminuzione REDDITO FISCALE (reddito imponibile per il calcolo delle imposte) Determinate in base a quanto disposto dal T.U.I.R. Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

4 Imposte sul reddito e fiscalità differita IMPOSTE ANTICIPATE – IMPOSTE DIFFERITE Disposizioni del Codice Civile (inserite con D. Lgs. N. 6/2003) P.C. n. 25 IAS 12 (Imposte sul reddito) OBIETTIVO NEL CONTO ECONOMICO DELLESERCIZIO DEVE APPARIRE IL COSTO PER IMPOSTE DI COMPETENZA DELLESERCIZIO A PRESCINDERE DAL FATTO CHE ESSO ABBIA COMPORTATO O MENO UN DEBITO VERSO LERARIO Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

5 Imposte sul reddito e fiscalità differita Voci di bilancio interessate STATO PATRIMONIALE (Attivo) C) II Crediti … 4-bis) Crediti tributari 4-ter) Imposte anticipate … STATO PATRIMONIALE (Passivo) B) Fondi per rischi e oneri 2) Per imposte anche differite D) Debiti 12) Debiti tributari CONTO ECONOMICO Imposte sul reddito di esercizio … 22) Imposte sul reddito di esercizio, correnti, differite e anticipate Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

6 Imposte sul reddito e fiscalità differita IMPOSTE ANTICIPATE e DIFFERITE SCOPO Imputare nel conto economico le imposte di competenza … indipendentemente dalleffettivo debito verso lerario Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

7 Imposte sul reddito e fiscalità differita Differenze tra risultato desercizio e reddito imponibile DIFFERENZE DEFINITIVE (non recuperabili in futuro) DIFFERENZE TEMPORANEE Costi / Ricavi di competenza dellesercizio NON DEDUCIBILI o NON IMPONIBILI né nellesercizio di competenza né in quelli futuri Costi ricavi di competenza economica dellesercizio che non rientrano nella base imponibile dellesercizio in cui sono stati imputati a C.E. ma che vi rientreranno in esercizi futuri o vi sono già rientrati in esercizi passati Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

8 Imposte sul reddito e fiscalità differita DIFFERENZE TEMPORANEE TASSABILIDEDUCIBILI IMPOSTE DIFFERITEIMPOSTE ANTICIPATE Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

9 Imposte sul reddito e fiscalità differita IMPOSTE DIFFERITE IMPOSTE DIFFERITE Ricavi tassabili in esercizi successivi a quelli nei quali sono imputati per competenza economica Costi deducibili in esercizi precedenti rispetto a quelli nei quali sono imputati per competenza economica REDDITO IMPONIBILE

10 Imposte sul reddito e fiscalità differita Imposte differite SCRITTURE CONTABILI 31/12 esercizio di origine IL COSTO PER IMPOSTE CHE DEVE APPARIRE IN C.E. DEVE ESSERE QUELLO RIFERITO AL REDDITO DI COMPETENZA Voce 22 conto economico Imposte correnti D.12. Debiti tributari Imposte dellesercizioaDebiti tributari Voce 22 conto economico Imposte differite B.2. Fondi per imposte differite Imposte differitea F.do imposte differite Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

11 Imposte sul reddito e fiscalità differita Imposte differite 31/12 esercizi successivi Esercizi nei quali: -Il ricavo già imputato a C.E. diventa imponibile -Il costo già fiscalmente dedotto sarà imponibile ai fini fiscali REDDITO IMPONIBILE > REDDITO CIVILISTICO DEBITI V/ERARIO > DEBITI V/ERARIO CHE DOVREBBERO (carico fiscale effettivo)GRAVARE SECONDO IL PRINCIPIO DI COMPETENZA ECONOMICA (carico fiscale di competenza) Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

12 Imposte sul reddito e fiscalità differita Imposte differite SCRITTURE CONTABILI 31/12 esercizi successivi B.2. Fondi per imposte differite Voce 22 conto economico Imposte differite F.Do imposte differite a Imposte differite Ciò al fine di compensare a C.E. il costo per imposte scaturente dalla dichiarazione dei redditi che nel bilancio civilistico era stato imputato già in precedenza Voce 22 conto economico Imposte correnti D.12. Debiti tributari Imposte dellesercizio a Debiti tributari Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

13 Esempi di imposte differite Plusvalenze rateizzate Ex art 86, comma 4, TUIR Sopravvenienze rateizzate Ex art. 88, comma 3, lett. B) del TUIR Utili su cambi Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

14 Imposte sul reddito e fiscalità differita IMPOSTE ANTICIPATE Ricavi tassabili in esercizi precedenti a quelli nei quali sono imputati per competenza economica IMPOSTE ANTICIPATE Costi deducibili in esercizi successivi rispetto a quelli nei quali sono imputati per competenza economica Riporto a nuovo di perdite fiscali REDDITO IMPONIBILE > REDDITO CIVILISTICO DEBITI V/ERARIO > DEBITI V/ERARIO CHE DOVREBBERO (carico fiscale effettivo)GRAVARE SECONDO IL PRINCIPIO DI COMPETENZA ECONOMICA (carico fiscale di competenza) Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

15 Imposte sul reddito e fiscalità differita Imposte differite SCRITTURE CONTABILI 31/12 esercizio di origine IL COSTO PER IMPOSTE CHE DEVE APPARIRE IN C.E. DEVE ESSERE QUELLO RIFERITO AL REDDITO DI COMPETENZA Voce 22 conto economico Imposte correnti D.12. Debiti tributari Imposte dellesercizio a Debiti tributari C.II.4.ter Crediti per imposte anticipateVoce 22 conto economico Imposte anticipate Crediti per imposte anticipate aImposte anticipate Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

16 Imposte sul reddito e fiscalità differita Imposte anticipate 31/12 esercizi successivi REDDITO IMPONIBILE < REDDITO CIVILISTICO DEBITI V/ERARIO < DEBITI V/ERARIO CHE DOVREBBERO (carico fiscale effettivo)GRAVARE SECONDO IL PRINCIPIO DI COMPETENZA ECONOMICA (carico fiscale di competenza) Lazienda sarà tenuta a versare allErario imposte minori di quelle di competenza, ciò non comporterà lindicazione in bilancio di un minor costo per imposte Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

17 Imposte sul reddito e fiscalità differita Imposte anticipate SCRITTURE CONTABILI 31/12 esercizi successivi Voce 22 conto economico Imposte correnti D.12. Debiti tributari Imposte dellesercizio a Debiti tributari Voce 22 conto economico Imposte anticipate C.II.4.ter Crediti per imposte anticipate Imposte anticipate a Crediti per imposte anticipate Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

18 Esempi di imposte anticipate Compenso agli amministratori non corrisposti Perdite su cambi Fondi svalutazione crediti Perdite fiscali (le perdite riportabili ad esercizi successivi possono rappresentare differenze temporanee deducibili in ragione del beneficio fiscale che comportano negli esercizi in cui divengono compensabili) Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

19 Imposte sul reddito e fiscalità differita IMPOSTE ANTICIPATE – PERDITE PREGRESSE Deducibili dai redditi futuri imponibili ai fini IRES entro il quinto esercizio successivo Minore onere fiscale futuro Attribuito allesercizio nel quale è generato Condizioni per liscrizione in bilancio del beneficio fiscale per perdite di esercizio (P.C. 25): - PERDITE DERIVANTI DA EVENTI DETERMINATI PER I QUALI VI È LA CERTEZZA DELLA NON RIPETIZIONE FUTURA; - RAGIONEVOLE CERTEZZA DI CONSEGUIRE, ENTRO I 5 ESERCIZI SUCCESSIVI, REDDITI IMPONIBILI IN GRADO DI ASSORBIRE LE PERDITE SUBITE. Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

20 Imposte sul reddito e fiscalità differita IMPOSTE ANTICIPATE – PERDITE PREGRESSE Scrittura contabile C.II.4.ter Crediti per imposte anticipate Voce 22 conto economico Imposte anticipate Violazione del principio della PRUDENZA AMMINISTRATIVA Solitamente Imposte anticipate iscritte rettifica dellonere tributario dellesercizio Perdite pregresse Imposte anticipate iscritte rettifica del presunto onere tributario futuro Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

21 Il saldo delle imposte da versare corrisponde alle imposte calcolate sullimponibile dellesercizio meno gli acconti già versati. Limporto del saldo è iscritto nello Stato Patrimoniale, tra i debiti, alla voce D.12. Infatti, natura, esistenza, ammontare e scadenza delle imposte correnti ancora da versare sono certi e determinati. Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

22 Rilevazione dellacconto dimposta come credito verso lErario. Al momento del versamento si rileva un credito v/s lErario. Infatti, si pagano le imposte prima che sia compiutamente formato il reddito e, quindi, prima di conoscere effettivamente lentità delle imposte correnti a carico dellesercizio: Pagamento delle imposte in acconto (1° acconto) Banca c/c39,2VF-VF+ Erario c/acc. imposte Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

23 Segue: Pagamento delle imposte in acconto (2° acconto) Banca c/c58,8VF-VF+ Erario c/acc. imposte Il conto Erario c/acconto imposte è un conto finanziario che registra un credito dellimpresa nei confronti dellamministrazione finanziaria. Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

24 Circa le imposte dovute a saldo e i debiti tributari, alla fine dellesercizio, al momento della redazione del bilancio, si dispone di tutti gli elementi per calcolare con precisione le imposte sul reddito da pagare. Queste possono essere: uguali agli acconti versati superiori agli acconti versati inferiori agli acconti versati uguali agli acconti versati superiori agli acconti versati inferiori agli acconti versati Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

25 Il meccanismo degli acconti può comportare che, al momento in cui si procede alla effettiva determinazione del reddito di competenza e delle relative imposte, queste risultino inferiori a quanto già versato in acconto. In questo caso, limpresa vanta un credito v/s lErario. Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

26 Esempio (1) - si supponga che, calcolate le imposte nellesercizio X, queste siano pari a 90,00. In acconto sono state già versati complessivamente 98,00; quindi per la differenza ( 8,00), limpresa vanta un credito verso lamministrazione finanziaria. In contabilità, si la la seguente scrittura: Esempio (1) - si supponga che, calcolate le imposte nellesercizio X, queste siano pari a 90,00. In acconto sono state già versati complessivamente 98,00; quindi per la differenza ( 8,00), limpresa vanta un credito verso lamministrazione finanziaria. In contabilità, si la la seguente scrittura: Rilevazione del credito dimposta Imposte correnti 52VE+VF+ Crediti v/s Erario per imposte sul reddito Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

27 Il conto Imposte correnti viene rettificato per un importo pari alle imposte non dovute. In questo modo, esso evidenzia un saldo di 90,00. Di contro, viene aperto un conto finanziario genericamente denominato Crediti verso Erario per imposte sul reddito, ove si evidenzia il credito per imposte vantato dallimpresa. Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

28 Al si deve rilevare limporto integrale del costo per imposte correnti dellesercizio. Se le imposte del periodo sono uguali agli acconti, occorre rilevare il costo per imposte e chiudere il credito v/s lErario. Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

29 Esempio (2) - se a fronte di acconti versati per 98,00, le imposte correnti sono pari a 98,00, la scrittura contabile è la seguente: Rilevazione delle imposte correnti Erario c/acconto imposte 98VF-VE-Imposte correnti Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

30 Se le imposte da pagare sono maggiori degli acconti versati, occorre: rilevare il costo per le imposte correnti dellesercizio rilevare il debito verso lErario, al netto di quanto già versato a titolo di acconto, ciò si ottiene chiudendo il conto Erario c/acconto imposte (importo già versato) e aprendo, per il residuo, il conto Debiti tributari (importo da versare a saldo) rilevare il costo per le imposte correnti dellesercizio rilevare il debito verso lErario, al netto di quanto già versato a titolo di acconto, ciò si ottiene chiudendo il conto Erario c/acconto imposte (importo già versato) e aprendo, per il residuo, il conto Debiti tributari (importo da versare a saldo) Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

31 Esempio (2) - se a fronte di acconti versati per 98,00 le imposte sono pari a 150,00, la scrittura contabile è la seguente: Rilevazione delle imposte correnti Erario c/acconto imposte 150 VF- VE-Imposte correnti Debiti tributari VF Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

32 Se le imposte da pagare sono minori degli acconti versati, occorre: rilevare il costo per le imposte correnti dellesercizio rilevare il credito v/s lErario, per la parte di acconto versata in eccesso rilevare il costo per le imposte correnti dellesercizio rilevare il credito v/s lErario, per la parte di acconto versata in eccesso Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

33 Esempio (2) - se a fronte di acconti versati per 98,00 le imposte sono pari a 90,00, la scrittura contabile è la seguente: Rilevazione delle imposte correnti Erario c/acconto imposte 90VF-VE-Imposte correnti Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

34 Il conto Erario c/acconto imposte non viene chiuso, ma resta aperto per un importo ( 8,00) pari alla differenza fra quanto versato e quanto dovuto. Esso figurerà nello stato Patrimoniale fra i crediti dellimpresa. Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

35 FISCALITA DIFFERITA (imposte anticipate e imposte differite) CARATTERISTICHE a) e la precisa attuazione del principio di competenza b) e legata alle differenze temporanee civilistico/fiscali di componenti reddituali c) obbligo di rilevazione quando vi sono ragionevoli elementi di certezza (maggiori nel caso di imposte anticipate) d) lobbligo deriva anche dalle nuove voci dello schema di stato patrimoniale e di conto economico N. 14 DELLART C.C. - dà le coordinate per la rilevazione delle imposte differite/anticipate - richiede un prospetto PROBLEMI - aliquote - compensazione fra anticipate e differite Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

36 APPLICAZIONI

37 OPERAZIONI DI LOCAZIONE FINANZIARIA LEASE BACK Trattamento civilistico e contabile plusvalenza Art bis 4: ripartizione in funzione della durata del contratto di leasing Trattamento fiscale Rileva nellesercizio di realizzazione (con possibile ripartizione fino a 5 anni) Evidenziazione delleffetto imposte del diverso trattamento Esempio: deduzione civilistica 7 anni ripartizione fiscale 5 anni Esercizio del realizzo e esercizi successivi (4) Rilevazione imposte differite sulla differenza Esercizi 6 e 7: Effetto reversal delle precedenti imposte differite Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

38 OPERAZIONI IN VALUTA 1- Rilevazione operazioni: cambio del giorno delloperazione 2 - Conclusione operazione: (riscossione e pagamento): rilevazione della differenza di cambi definitiva (voce 17 bis C.E.) 3 - Valutazione al 31/12: tutte le voci (partite monetarie, indipendentemente dalla scadenza), escluse le seguenti: cambio di fine esercizio Crediti in valuta estera: prima la conversione poi la svalutazione (indicare in due voci distinte di CE, se gli importi sono rilevanti) Titoli non immobilizzati in valuta (prima allineamento al mercato, poi conversione) (OIC/1) immobilizzazioni non monetarie (materiali, immateriali, finanziarie rappresentate da titoli immobilizzati valutati al costo): Tenere conto del cambio di fine esercizio, solo se la perdita di valore è ritenuta durevole N.B.: Immobilizzazioni materiali/immateriali: combinazioni di modifica del valore e del cambio. Ladeguamento del cambio ha un significato solo se si ricavano flussi finanziari in valuta estera (es. immobile estero affittato) Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

39 OPERAZIONI IN VALUTA (SEGUE) ART TUIR - Si utilizza il cambio alla chiusura dellesercizio per tutte le attività e passività (escluse le partecipazioni), escludendo crediti e debiti con operazioni di copertura ART TUIR - Immobilizzazioni finanziarie (crediti, debiti, titoli): le svalutazioni al cambio corrente sono deducibili obbligo di ripresa di valore se entro i due successivi esercizi il cambio medio risulti più favorevole (si utilizza il cambio meno favorevole) Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

40 OPERAZIONI IN VALUTA (SEGUE) 4 - Informativa in NI - Distinzione nella voce 17 bis CE della componente valutativa, non realizzata - Variazioni di cambio successive alla chiusura dellesercizio (in via generale contabilizzate solo al realizzo) - Rilevazione Fondo rischi su cambi, irrilevante fiscalmente, se definitive o significative) 5 - Destinazione utile in presenza di differenze positive di valutazione: creazione di apposita riserva non distribuibile fino al realizzo (significato) Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

41 CONTABILIZZAZIONE DELLA C.D. TREMONTI- TER La legge 102 del 1° luglio 2009 (cosiddetta Manovra destate) ha convertito e modificato il D.L. 78 del 1° luglio 2009, recante tra le altre disposizioni, la detassazione degli investimenti per determinate categorie di beni strumentali, la cosiddetta Tremonti-ter. Con circ. n. 45/E del 27 ottobre 2008, lAgenzia delle entrate ha chiarito le modalità applicative dellagevolazione eliminando anche alcuni dubbi che erano scaturiti dalla norma. Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

42 CONTABILIZZAZIONE DELLA C.D. TREMONTI- TER (SEGUE) La Tremonti-ter, a differenza dei provvedimenti degli anni passati che miravano alla detassazione dei redditi dimpresa, permette la sola detassazione degli investimenti effettuati dal 1° luglio 2009 (data di entrata in vigore del decreto legge) al 30 giugno 2010 in specifici macchinari e attrezzature, escludendo limposizione sul reddito (IRES) per il 50% del loro valore. Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

43 CONTABILIZZAZIONE DELLA C.D. TREMONTI- TER (SEGUE) La legge 102 del 3 agosto 2009, nel convertire il decreto, ha specificato che i beni oggetto dellagevolazione devono essere nuovi. Tuttavia, tale caratteristica non era stata prevista dal decreto del 1° luglio 2009 che ha introdotto la norma. Di conseguenza alcune imprese potrebbero aver acquistato beni usati nel periodo tra il 1° luglio e il 4 agosto consapevoli di comprenderli nella detassazione, ma hanno poi scoperto che i loro beni non rientrano tra quelli agevolabili. Su tale punto, infatti, si è soffermata lAgenzia con la circ. n. 44/E del 27 ottobre 2009, precisando che la previsione del requisito della novità dei beni introdotta dalla legge di conversione non ha portata innovativa ma è solamente «ricognitiva di un principio desumibile dalla ratio dellagevolazione» Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

44 CONTABILIZZAZIONE DELLA C.D. TREMONTI- TER (SEGUE) LAgenzia con la circ. n. 44/E del 27 ottobre 2009 ha fornito importanti chiarimenti per quanto riguarda la determinazione del costo agevolabile. In particolare ha precisato che il valore degli investimenti su cui applicare laliquota del 50% è determinato applicando le disposizioni delle lett. a) e b) del comma 1 dellart. 110 del TUIR in tema di determinazione del costo. Secondo tali disposizioni il costo degli investimenti è comprensivo degli oneri accessori e degli interessi passivi iscritti in bilancio a aumento del costo per effetto di disposizioni di legge. Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

45 CONTABILIZZAZIONE DELLA C.D. TREMONTI- TER (SEGUE) Lagevolazione rileva esclusivamente ai fini IRES e IRPEF e non ai fini IRAP, come precisato dallAgenzia. Lart. 5 del decreto, infatti, prevede lesclusione dallimposizione sul reddito dimpresa del 50% del valore degli investimenti escludendone di fatto lapplicazione ai fini IRAP. Lagevolazione è fruibile apportando una variazione in diminuzione della base imponibile del reddito dimpresa del periodo dimposta di effettuazione degli investimenti. LAgenzia ha precisato che lagevolazione opera anche quando il risultato reddituale evidenzia una perdita. Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

46 CONTABILIZZAZIONE DELLA C.D. TREMONTI- TER (SEGUE) A tal proposito, per le imprese minori, la maggior perdita sarà dedotta dal reddito complessivo, mentre per le imprese commerciali in contabilità ordinaria sarà portata in diminuzione nel periodo dimposta dellinvestimento e nei successivi ma non oltre il quarto (si ricorda che se la perdita è realizzata nei primi tre periodi dimposta non vi è alcun limite di tempo al riporto negli esercizi successivi). Lesclusione dallimposizione del 50% del valore degli investimenti non rileva ai fini del calcolo e del versamento degli acconti che sono determinati al lordo dellagevolazione. Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

47 Incentivi alla capitalizzazione art. 5 comma 3 ter D.L. 78/09 Ambito soggettivo 2 profili Chi esegue linvestimento: persona fisica Chi ne fruisce: societa di capitali e di persone Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

48 Incentivi alla capitalizzazione art. 5 comma 3 ter D.L. 78/09 Decorrenza: Aumenti di capitale eseguiti tra il e il Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

49 Incentivi alla capitalizzazione art. 5 comma 3 ter D.L. 78/09 Operazione che determinano il vantaggio fiscale: Articoli 2342 e 2464 C.C. Escluse altre forme di incremento del patrimonio netto quali: Versamento soci a fondo perduto, Versamento soci in conto futuro aumento di capitale, utili conseguiti e non distribuiti, rivalutazioni monetarie, utilizzo di riserve preesistenti

50 A ICapitale socialeConferimento Poste del patrimonio netto A VII Versamenti a fondo perduto Apporto Versamenti in conto aumento di capitale Versamenti in conto futuro aumento capitale D 3 Versamenti a titolo di finanziamento Finanziame nto Passività Le diverse tipologie di prestazioni dei soci a favore della società

51 ERSAMENTI SOCI IN CONTO CAPITALE Notariato TV - Massime H.L.1 e I.K.1: -Sono eseguiti dal socio senza diritto al rimborso e accedono direttamente al patrimonio della società (riserva disponibile) -Non sono utilizzabili per esecuzione aumenti di capitale a pagamento -Se utilizzati per aumenti gratuiti di capitale, vanno a beneficio di tutti i soci -Se distribuiti, vanno a beneficio di tutti i soci -Non è richiesta una delibera dellassemblea, ma necessita regolamentazione contrattuale socio-società -In caso di trasferimento della partecipazione, non è possibile trasferirne la titolarità

52 VERSAMENTI SOCI IN CONTO AUMENTO CAPITALE Notariato TV - Massime H.L.2 e I.K.2: -Sono eseguiti dal socio a fronte di aumento futuro del capitale; non accedono al patrimonio della società -Non sono utilizzabili per lesecuzione di aumenti gratuiti di capitale -Se laumento non viene eseguito, sono soggetti a obbligo di restituzione -Non necessita regolamentazione contrattuale, potendo anche essere in forma di promessa irrevocabile di sottoscrizione del capitale -In caso di trasferimento della partecipazione, seguono il nuovo socio o sono restituiti al socio uscente

53 1utili in corso di formazione 2utili pregressi non distribuibili 3riserve facoltative e straordinarie 4riserva statutaria 5riserva di rivalutazione monetaria 6riserva sovrapprezzo azioni 7versamento soci in conto capitale 8riserva legale 9capitale sociale Utilizzo riserve in sede di copertura (Notai TV Massime H.G.9 – I.G.17 e OIC 28) Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

54 Incentivi alla capitalizzazione art. 5 comma 3 ter D.L. 78/09 Dubbio: versamento soci a fondo perduto o in conto futuro aumento di capitale eseguito dopo il con aumento di capitale eseguito entro il Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

55 Incentivi alla capitalizzazione art. 5 comma 3 ter D.L. 78/09 Aumenti di capitale: apporto in denaro SPA, SRL: versamento 25% alla sottoscrizione salvo socio unico ( versamento 100%), in caso di venuta meno della pluralita soci versamento residuo entro 90gg > Momento in cui va inteso eseguito laumento: 1)Delibera 2)Sottoscrizione ( preferibile) 3)Versamento integrale Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

56 Incentivi alla capitalizzazione art. 5 comma 3 ter D.L. 78/09 Aumenti di capitale: apporto in denaro Dubbio: Il capitale di costituzione puo essere inteso come aumento agevolabile ? Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

57 Incentivi alla capitalizzazione art. 5 comma 3 ter D.L. 78/09 Aumenti di capitale: apporto in denaro Societa Persone: Non esiste obbligo di versamento Momento di rilevanza dovrebbe essere la delibera ( iscrizione conferisce la possibilita di opposizione ai terzi) Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

58 Incentivi alla capitalizzazione art. 5 comma 3 ter D.L. 78/09 Aumenti di capitale: apporto in natura Ammesso a differenza della dit SPA : 2343 > nomina perito tribunale 2343 ter > perizia da parte di esperto se bene conferito a valore equo SRL : nomina di perito ( revisore contabile) da parte societa Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

59 Incentivi alla capitalizzazione art. 5 comma 3 ter D.L. 78/09 Aumenti di capitale: apporto in natura Ammesso a differenza della dit SRL : Problema Ammessi in conferimenti dopera ? ( de Vito: detax pari al valore della prestazione eseguito entro il ) Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

60 Incentivi alla capitalizzazione art. 5 comma 3 ter D.L. 78/09 Aumenti di capitale: apporto in natura Ammesso a differenza della dit Societa di persone Non sono previste perizie ma solo idonee garanzie ( 2254, 2255) Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

61 Incentivi alla capitalizzazione art. 5 comma 3 ter D.L. 78/09 AGEVOLAZIONE FISCALE Rendimento pari al 3% dellaumento di capitale costituisce una variazione diminutiva IRES, IRPEF ( ed anche IRAP) Per 5 periodi dimposta e fino al tetto max di Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

62 ESEMPIO La SRL Alfa aumenta il capitale di il Il rendimento nella misura del 3% significa che si avra una detassazione pari a euro per gli anni 2009/2013, in totale euro di minor reddito. ipotizzando unesclusione che riguarda anche lIrap si avra un vantaggio pari a: x 31,4% = 3768 x cinque anni = Il vantaggio massimo, ipotizzando un aumento di capitale di sara quindi x 3% = x 31.4% = x 5 = Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

63 Incentivi alla capitalizzazione art. 5 comma 3 ter D.L. 78/09 Cumulabilita con altri benefici 1)Tremonti Ter Es. Societa acquista un bene per con detax pari a , tramite aumento di capitale di pari importo. Beneficio= x 27,5% = A cui si aggiunge x 3% = 3000 x 31.4% = 942 x 5 = 4710 Beneficio totale = Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

64 Incentivi alla capitalizzazione art. 5 comma 3 ter D.L. 78/09 Cumulabilita con altri benefici 1)Aggregazioni societarie. Impresa individuale conferisce ramo dazienda valore contabile , valore effettivo SRL conferitaria esegue aumento di capitale pari a Calcolo vantaggi: Maggiori ammortamenti su , calcolando aliquota 10% = x 31.4% = 9420, cui si aggiunge x 3% = x 31.4% = 3768 Beneficio totale per periodo dimposta Novita del D.L. 5/09 a)Avviamento non piu Compreso b) No interpello Preventivo c) Ammesse partecipazioni Incrociate per max 20%

65 Incentivi alla capitalizzazione art. 5 comma 3 ter D.L. 78/09 Cumulabilita con altri benefici 1)Aggregazioni societarie. Non cumulabile il conferimento dazienda se eseguito da societa. In questo caso si puo pensare alla scissione nella quale la beneficiaria aumenta il capitale e assegna le partecipazioni a persone fisiche. Non e esattamente un aumento di cui agli articoli 2342 o 2464, ma le caratteristiche richieste dalla norma sono rispettate Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

66 Incentivi alla capitalizzazione art. 5 comma 3 ter D.L. 78/09 Problema aperto Aumento di capitale con destinazione di parte di esso a sovrapprezzo Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010

67 Incentivi alla capitalizzazione art. 5 comma 3 ter D.L. 78/09 Accordo ABI A fronte di aumento di capitale la banca finanzia il socio persona fisica per un multiplo dellaumento stesso Claudio Sottoriva – 20 aprile 2010


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