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DIREZIONE DIDATTICA 7° CIRCOLO (MO) SCUOLA DELLINFANZIA CARBONIERI ANNO SCOLASTICO 2004-05 INSEGNANTE : LUCIA CARDILLO.

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1 DIREZIONE DIDATTICA 7° CIRCOLO (MO) SCUOLA DELLINFANZIA CARBONIERI ANNO SCOLASTICO INSEGNANTE : LUCIA CARDILLO

2 PREMESSA Progetto di Gestione Sociale cosè: Sono progetti realizzati, prevalentemente dai genitori. Ogni anno la scuola, insieme ad un gruppo di genitori, elabora un progetto, sovvenzionato dalla circoscrizione n°3 S. Agnese/Buon Pastore, che prevede la partecipazione di esperti e il coinvolgimento attivo delle famiglie. MOTIVAZIONE: La nostra scelta di realizzare una favola di tradizione Africana è stata originata in parte dal voler dare ai bambini un esempio di cultura differente ma soprattutto dal fatto che quella che era la popolazione italiana si sta lentamente modificando e accoglie ormai le più disparate culture. Da quella islamica a quella filippina a quella africana e via di seguito. E dunque per adattarci a questo lento ma progressivo modificarsi della società ci è sembrato opportuno nonché innovativo proporre un progetto differente da tutti i precedenti. Innanzi tutto per consentire ai bambini italiani di conoscere le altre culture, comprese quelle dei loro compagni ma soprattutto per offrire lopportunità ai nuovi venuti di mantenere almeno in minima parte la loro cultura e non dimenticarla del tutto per assorbire la nostra. Un modo per consentire almeno ai bambini quello scambio di cultura, di valori e tradizioni che per gli adulti invece sta diventando sempre più difficile ormai e quasi impossibile

3 FINALITA: 1.Dare lopportunita di evidenziare le differenze etniche per poterle capire, accettare, rispettare; 2.Inoltre attraverso luso e lanimazione del burattino il bambino libera e organizza energie, inventa un linguaggio, costruisce astrazioni, sceglie cose ed eventi ed esprime il suo atteggiamento verso di esse: compie esperienze e si sviluppa e percio si educa(de bartolomeis); 3.Arricchire la biblioteca in comune alle 4 sezioni. OBIETTIVI : Promuovere la socializzazione fra adulti e bambini e bambini e bambini; Favorire la partecipazione e la collaborazione dei genitori agli eventi della scuola; Utilizzare in modo originale materiale di recupero stimolando soluzioni creative; Operare su di se trasformazioni,riconoscendo su di se la propria immagine e quella degli altri; Avvicinare sempre piuil bambino e i suoi genitori al mondo della lettura e della drammatizzazione CONTENUTI: La storia di pik badaluk rielaborata e reinterpretata.

4 PERCORSO: Il progetto si è aperto con una serata laboratorio durante la quale i genitori con la supervisione dellesperta Malagoli, si sono adoperati nellallestimento del grande libro di Pik Badaluk e nella costruzione dei personaggi della storia, realizzati come marionette, a misura di bambino. Successivamente è stata presentata ai bambini la storia tramite lutilizzo di lucidi e sottofondi sonori forniti da Silvia, lesperta musicale. E infine è stata attuata una costruzione del protagonista col lavoro e la collaborazione dei bambini, guidati dallesperta Fernanda Malagoli. ATTIVITA: Lettura della storia Drammatizzazione Costruzione dellambiente della storia Costruzione dei personaggi Ricostruzione della storia da parte dei bambini Costruzione strumenti musicali con materiali di recupero.

5 MATERIALI E STRUMENTI UTILIZZATI: burattini: Tessuto marrone per le manopole;. Tessuti fantasia per abiti; Lana nera per capelli più lana gialla; Bigiotteria; Nastrini; Bottoni; Ago e filo; Forbici; Grande Libro: Grandi cartoni delle stesse dimensioni e con ondulazioni verticali per le pagine; Carta da pacco bianca; Cordoncino; Colla vinilica; Colori e pennelli. METODI E RISORSE: lettura della storia coinvolgendo due sezioni costruzione di pik in attivita di laboratorio rielaborazione del racconto svolto nelle sezioni rappresentazione finale della storia con il coinolgimento di bambini e genitori

6 VALUTAZIONE: La verifica delle attività si è ottenuta attraverso gli elaborati dei bambini cui sono state sottoposte immagini riassuntive della storia, che essi dovevano tagliare e incollare in ordine sequenziale per poi riportare oralmente la storia. RISULTATI: I bambini hanno avuto modo di conoscere una realtà nuova e diversa dalla loro e infine hanno potuto giocare con le marionette e col protagonista della storia, frutto del loro lavoro.

7 A LIVELLO ORGANIZZATIVO: TEMPI; SPAZI; COMPRESENZA, MATERIALI ; - I TEMPI: Il laboratorio prevedeva 2 incontri, di 2 ore ciascuno, i bambini hanno lavorato insieme agli altri in intersezione - LO SPAZIO UTILIZZATO: SPAZIO TV - COMPRESENZA: Durante lattività le insegnanti erano tutte in servizio - I MATERIALI : Sagoma della marionetta precedentemente tagliata e cucita dai genitori - MATERIALI DI RECUPERO: lana, perle, stoffe ecc… per costruire assieme ai bambini il loro PIK BADALUK MATERIALI PRODOTTI: Documentazione multimediale (CD-rom). Documentazione cartacea, il materiale si trova presso la scuola infanzia Carbonieri

8 Durante una serata di laboratorio, I genitori sono al lavoro, per la realizzazione del grande libro e dei personaggi della storia ad altezza di bambino: ecco alcune foto. COSTRUZIONE DEL GRANDE LIBRO di PIK BADALUK

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10 I PERONAGGI AD ALTEZZA DI BAMBINO

11 PRIMA CHE I BAMBINI VENGONO COINVOLTI NELLA RIELABORAZIONE SIA GRAFICA CHE MANIPOLATIVA DEL RACCONTO, LINSEGNANTE PRESENTA LORO LA STORIA DI PIK BADALUK, ATTRAVERSO DISEGNI SU LUCIDI, COL SUPPORTO DI SOTTOFONDI MUSICALI, FORNITI DALLESPERTA DI MUSICA.

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21 Con la guida dellesperta Fernanda, ogni bambino costruisce il suo Pik Badaluk, mettendo in campo la sua creatività e abilità manuale. I materiali a dispodsizione sono tanti.Il bambino comincia così a familiarizzare col suo burattino, instaurando anche un legame affettivo. Sagoma del burattino

22 Fasi della costruzione: tagliare in parti doppie la sagoma della manopola, cucire assieme i due lembi di stoffa così ottenuti e infine i particolari; ovvero attaccare i capelli costituiti da lana nera un po ondulata (per dare lidea dei capelli crespi), apporre gli occhi (che sono resi da dei bottoni), il naso, la bocca e infine gli indumenti.

23 IL PERCHE DELLA SCELTA DEL PERSONAGGIO DEL LEONE Durante la costruzione del personaggio del leone abbiamo proposto ai bambini di realizzare come meglio credevano, armati di matite e colori, disegni che raffigurassero il re della foresta. Così facendo i bambini hanno potuto familiarizzare con questo nuovo animale imparando a non nutrire verso di esso uneccessiva paura. O almeno non più paura di quella che incute il lupo, animale che altri non è se non il sostituto europeo del leone. Con questo non vogliamo dire di aver loro insegnato a non aver paura, perché questo sarebbe impensabile nonché sciocco; abbiamo bensì cercato di far loro capire in maniera semplice, che di fronte a qualunque cosa nuova e quindi sconosciuta bisogna cercare di lasciare il giusto spazio sia alla paura che alla curiosità. Quella stessa curiosità che, se sapranno mantenere fino alletà adulta, li terrà lontani dai pregiudizi e li spingerà invece verso nuovi paesi e culture, verso persone diverse e proprio per questo meravigliose, perché li arricchiranno come nessun libro potrà mai fare. Sarà la loro voglia di scoprire e di capire che farà di loro il nostro futuro e quello del mondo. Il futuro della tolleranza e della convivenza umana. FASI DELLA COSTRUZIONE: dopo il disegno su carta creato dai bambini, pensiamo di realizzare il leone tagliando la sagoma della manopola, in seguito cerchiamo il colore della stoffa che deve essere simile a quello della pelle del leone. i due lembi di stoffa vengono cuciti e poi si procede a particolari come la criniera e il ciuffo della coda (realizzate entrambe con la lana gialla) gli occhi (realizzati con due bottoni) il naso (realizzato con un trapezio un po bombato) le due guanciotte e la lingua. Infine un pezzo di stoffa più chiaro rispetto alla pelliccia del leone per evidenziare la pancia e finalmente il personaggio è pronto! I bambini lo hanno usato parecchio per rappresentare la storia e per poi sdrammatizzare un po le loro paure.

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25 PROVIAMO A RACCONTARE LAMBIENTE DOVE VIVE PIK BADALUK MILO - Vive in Africa, la foresta è vicina allEgitto che è un posto caldo. E poi in Africa cè molto caldo, non cè lacqua e neanche il mangiare, non ci sono dei tori che i leoni li uccidono e poi li mangiano. NICOLA - E poi in Egittocè un po di sabbia, anzi tanta sabbia; CHIARA – Nella savana ci stanno i leoni e le leonesse; SERENA.B – Il leone gli nasconde la rabbia, perché dice: vieni giù come ti posso mangiare( si riferisce alla storia di Pik); ELIO – Pik è bello; SERENA. B E CHIARA – No, è un po birichino questo Pik.

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28 QUESTA FAVOLA HA PERMESSO ALLESPERTA DI MUSICA DI ELABORARE UN PROGETTO SULLA MUSICA ETNICA: Pik vive in Africa, quindi la ricerca delle musiche è risultata molto semplice. Trovato il cd ha preparato i brani divisi per argomento: 1)LA MARCIA – (Quando Pik esce da casa e va nella foresta). 2)ARRAMPICATA – (Quando Pik sale sullalbero). 3) I SEMI – (Quando Pik sputa i semi in testa al leone). 4) TROMBA – (Il suono di tromba del papà di Pik). 5) BADALUCCHI – (Marcia dei badalucchi alla ricerca del leone e di Pik). 6) LEONE – (Verso del leone morente) 7)FESTA – (Musica per la vittoria dei badalucchi sul leone).

29 OBIETTIVI. - Saper ascoltare musiche provenienti da altri paesi; - Saper analizzare ogni singolo brano ricercatndo: tempo, strumenti usati, timbro, velocità; -- Saper accompagnare con strumenti ritmici (legnetti) la marcia di pik, -- Saper inventare passi di marcia; -- Saper accompagnare con lo strumentario ORFF il brano della festa; -- Saper inventare passi di danza e relative coreografie sulla musica di festa; -- Saper costruire con materiale di recupero veri e propri strumenti musixcali. Maracas, Tamburi, Guiri.

30 CONVERSAZIONE A PICCOLO GRUPPO SEZIONE 5 ANNI. INS: Secondo voi che cosa voglio fare oggi? ALESSIA.L – Degli strumenti per suonare; LUCA – Le maracas quelle uguali alle nostre ma solo che quelle sono di carta e non di plastica dura; CHIARA – Le maracas sono per la favola?; VALERIA – Ma certo che sono per la favola se no perché le facciamo; FILIPPO – Per la storia di Pik Badaluk; INS: ma come si costruiscono? NICOLÒ – Bisogna scuoterle; LIVIO – Prima devi attaccare i bicchieri ELISA – E dentro ci devi mettere quelle cose lì se no non suomamo ( si riferisce alle palline)

31 Ogni bambino della sezione dei 5 anni ha poi elaborato un progetto di costruzione per la propria maracas,

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33 CONVERSAZIONE SEZIONE DEI 4 ANNI. LESPERTA DI MUSICA, INSIEME ALLE INSEGNANTI DI SEZIONE HA CERCATO DI FAR CAPIRE AI BAMBINI CHE COSA POTEVA FARE CON UN CERCHIO DI CARTONE RIGIDO, 3 FOGLI DI CARTA BIANCA, COLLA, PENNELLO E NASTRO ADESIVO. INS: A cosa possono servire queste cose? LUCA – A fare uno strumento… tu fai musica; INS: ma quale. ELIO – Un cerchio; MILO – Che si suona, ALEC - Un tamburo, SERENA M. - Che lo suoniamo nella musica di Pik INS: ma come si costruisce? SERENA B. – Bisogna attaccare la carta al tondo; ALBERTO – Ma non ci sta così vola via; CHIARA – Ma se ci metti il nastro ci rimane lì ferma; GIULI – E poi la colla… tanta.

34 QUESTO STRUMENTO SI ADATTA MOLTO BENE A TUTTE LE PARTI MUSICALI DELLA STORIA. I BAMBINI DI OGNI SEZIONE HANNO PRESO PARTE ALLA COSTRUZIONE AIUTANDO LA MAESTRA IN TUTTI I PASSAGGI: 1° COSTRUZIONE DELLA MEMBRANA, GRAZIE AI FOGLI DI CARTA BIANCHI E RIGIDI.

35 2° FISSAGGIO DELLA CARTA AL CERCHIO RIGIDO CON NASTRO ADESIVO

36 COME PER LE MARACAS, ANCHE PERIL TAMBURO, OGNI BAMBINO HA ELABORATO UNO SCHIZZO DI COME POTREBBE ESSERE IL SUO TAMBURO TIPO:

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