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Agnolon Elisa 547867 Gavin Roberto 549584 Zorzi Matilde 548009 Peter Fonagy e Mary Target PSICOPATOLOGIA EVOLUTIVA Le teorie psicoanalitiche Raffaello.

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1 Agnolon Elisa Gavin Roberto Zorzi Matilde Peter Fonagy e Mary Target PSICOPATOLOGIA EVOLUTIVA Le teorie psicoanalitiche Raffaello Cortina Editore

2 INTRODUZIONE A QUESTO LIBRO E AI FONDAMENTI DEL MODELLO PSICOANALITICO Cap. 1

3 La psicopatologia psicoanalitica dello sviluppo ha lo scopo di identificare le fasi e le sequenze evolutive dei diversi disturbi che riguardano linfanzia e letà adulta e i fattori che li influenzano. Questo libro prende in analisi alcune teorie psicoanalitiche, come le teorie strutturali classiche e contemporanee, gli sviluppi della psicologia dellIo e approcci alle relazioni oggettuali. E un libro che si occupa più di teoria che di pratica. Ogni teoria presa in considerazione condivide gli assunti principali del modello psicoanalitico: il determinismo psichico; il principio di piacere-dispiacere; la natura biologica dellorganismo; lesistenza di un inconscio dinamico; la prospettiva genetico-evolutiva. A partire da questi sono stati poi sviluppati nuovi concetti.

4 Un assunto fondamentale della psicoanalisi è il punto di vista genetico o evolutivo. Freud : i disturbi mentali hanno generalmente un collegamento con esperienze infantili e riguardano modalità di funzionamento primario. isomorfismo tra patologia e sviluppo e inferenza causale bidirezionale tra infanzia e patologia La psichiatria e la psicologia dello sviluppo si stanno concentrando su come le rappresentazioni interne delle prime figure di attaccamento influenzino poi le relazioni successive.

5 LIMITI DEI CONCETTI PSICOANALITICI ATTUALI 1.Le basi probatorie di molte teorie sono poco chiare, perché le ipotesi mancano di dimostrazioni empiriche; 2.Pongono una relazione diretta tra un elemento patologico e una determinata causa, quando invece studi empirici non confermano queste ipotesi; 3.Ogni quadro teorico viene ampliato per inglobare nuovi dati, che sono poi difficili da discutere; 4.Danno poca importanza allambiente, quando invece bambino e ambiente si influenzerebbero reciprocamente; 5.Risentono del bias di genere, descrivendo in modo maggiormente coerente lo sviluppo maschile e attribuendo più colpe alla madre di fronte ad un disturbo del bambino; 6.Vi è una mancanza di specificità nella spiegazione delle diverse patologie e di approfondimento circa lincidenza dei diversi disturbi; 7.Nella prospettiva evolutiva, in particolare nelle teorie del Sé e delle relazioni oggettuali, vi è una grande ristrettezza di vedute (fasi, esperienze precoci); 8.Viene data troppa importanza al mondo intrapsichico della persona, rispetto al mondo reale.

6 FREUD Cap. 2

7 Secondo Freud i conflitti della mente umana riguardano principalmente tre temi: a) desiderio VS ingiunzione morale; b) desiderio VS realtà; c) realtà interna VS realtà esterna. Attraverso fasi successive, Freud ha sviluppato tre modelli dellapparato psichico: 1.Il modello affetto-trauma trauma legato ad esperienze infantili o adolescenziali, che avevano causato sentimenti troppo dolorosi e inespressi. 2.Il modello topografico pulsioni che tendono alla scarica; sistema conscio, preconscio, inconscio; fase orale, anale, fallica, periodo di latenza, sessualità genitale; sintomi nevrotici VS tratti di carattere. 3.Il modello strutturale Es, Io, Super-Io; meccanismi di difesa; sintomi nevrotici come risultato delle difese messe in atto contro impulsi inaccettabili; angoscia segnale.

8 Critica e valutazione Ha ignorato i valori spirituali ed è stato antireligioso; ha trascurato la natura sociale; non ha affrontato pulsioni che, come la curiosità, tendono verso un aumento della tensione interna; ha detto poco sulla coscienza; non è stato in grado di fare previsioni sullo sviluppo, considerando solo lo stato presente della persona; non ha compreso le donne; ha represso volontariamente le informazioni sullorigine traumatica delle nevrosi; inizialmente per le sue scoperte ha utilizzato lintrospezione, strumento poi da lui stesso criticato; si è basato solo su un piccolo campione selezionato; ha utilizzato ricostruzioni di ciò che i pazienti dicevano nei colloqui; terminologia ambigua; metafore spesso reificate; teorie difficili da verificare.

9 Nonostante queste ed altre critiche, le teorie di Freud sono ancora tra le più autorevoli nel campo della pratica clinica.

10 LAPPROCCIO STRUTTURALE Cap. 3

11 IL MODELLO DELLA PSICOLOGIA DELLIO Heinz Hartmann : cambiamento di funzione: uno stesso comportamento può avere funzioni differenti a seconda del momento in cui viene messo in atto; apparati dellautonomia primaria dellIo: meccanismi che si sviluppano autonomamente e che poi si integrano con lIo, rendendolo indipendente da Es e Super-io (memoria, percezione, motilità); ambiente medio prevedibile: importanza dei genitori reali, quindi delle influenze sia ambientali che maturative; funzione sintetica dellIo: sistema contenente le difese e le funzioni adattive dellIo, che assicura quindi uno sviluppo sano. Gli psicologi dellIo mettono in primo piano, assieme alle motivazioni, le pulsioni, la cui frustrazione è determinante per lorganizzazione dellIo e porta ad unautonomia secondaria, mai completa. Il punto di vista strutturale cerca di dare una visione olistica del processo evolutivo, negando lesistenza di periodi critici per lo sviluppo, e considera il conflitto intrapsichico come derivante dallinterazione tra Io, Es e Super-io.

12 LO SVILUPPO PSICHICO NEL MODELLO STRUTTURALE Erikson: Il Sé e lidentità derivano dallinterazione tra norme sociali e pulsioni biologiche. Attenzione ai fattori culturali e familiari. Lo sviluppo dura tutta la vita: otto fasi evolutive, ognuna caratterizzata da particolari eventi biologici, che causano un disequilibrio, e da nuove mete ed abilità da raggiungere. Importanza di un senso di Sé coerente e di un ambiente circostante supportivo. Spitz: organizzatori psichici: particolari comportamenti del bambino (risp.del sorriso, angoscia dellottavo mese,…) che indicano un progresso nella formazione della struttura mentale. Sostenitore di un modello strutturale relazionale, che attribuisce cioè importanza alla madre e alla sua relazione con il bambino. Importanza dellautoregolazione. Fra i primi ad individuare la presenza della depressione anche nei bambini piccoli.

13 Jacobson: Numerose fasi evolutive durante tutto il corso della vita. Rappresentazioni del Sé e delloggetto che inizialmente vengono distinte dal bambino in buone o cattive, in base alle esperienze vissute con il caregiver. Si è occupata in modo particolare della formazione del Super-io. Ha considerato la depressione come derivante dalla differenza percepita dal soggetto tra rappresentazione di sé e ideale dellIo. Loewald: Riconosce i forti limiti della psicologia dellIo, ritornando alla psicologia dellEs, cercando di integrare pulsioni e realtà, e pulsioni e oggetti. Elemento fondamentale del suo modello è lesperienza integrativa, che indica la tendenza innata verso la disorganizzazione e riorganizzazione ad un livello più alto, attraverso il meccanismo principe della interiorizzazione. Lintera attività mentale è relazionale. Nucleo emergente: capacità del bambino di essere separato e di vivere le conseguenze di ciò.

14 IL MODELLO STRUTTURALE DELLA PSICOPATOLOGIA EVOLUTIVA Secondo questo modello, nevrosi e psicosi si hanno quando, a causa di conflitti psichici che lIo non riesce a risolvere, avvengono regressioni a modalità infantili di soddisfacimento prima superate. Sintomi : compromessi tra rappresentazioni pulsionali inaccettabili e forze che vi si oppongono il sintomo nevrotico unifica il desiderio e la reazione contro di esso, dando origine ad una parte di personalità sentita come egodistonica. Diversi tipi di fissazioni evolutive. i disturbi di personalità gravi sono una conseguenza di un arresto dello sviluppo, di una deviazione o di una disarmonia. Sviluppo imperfetto dellIo. il disturbo borderline di personalità è visto da Knight come caratterizzato da funzioni dellIo indebolite da un trauma; Erikson parla, invece, di diffusione didentità dovuta ad una rottura nella continuità temporale dellesperienza di sé.

15 il disturbo antisociale di personalità è stato seriamente affrontato per la prima volta da Aichorn(1925), che ha sottolineato un fallimento nel passaggio dal principio di piacere a quello di realtà, ed un deficit del Super- io. Mancanza di senso di colpa. le psicosi, secondo Hartmann, sono caratterizzate da un fallimento del processo di neutralizzazione, legato a cattive relazioni genitoriali, oppure conseguenti ad un danno organico. I sintomi caratteristici sono visti come regressioni a stati infantili normali.

16 Critica e valutazione Il concetto di Es, nella teoria strutturale odierna, è cambiato: è considerato ora come collegato alla realtà e alle persone; negli anni Settanta e Ottanta, la natura semi-fisiologica del modello originario è stato criticata: in particolare in America, si è sottolineato il ruolo del mondo sociale e dellautonomia del Sé; negli anni Novanta, vi è stato un ritorno alla teoria pulsionale di Freud, sostenuta da diversi studi sul cervello.

17 MODIFICAZIONI E SVILUPPI DEL MODELLO STRUTTURALE Cap. 4

18 ANNA FREUD Il disturbo psicologico può essere meglio studiato nel suo processo di evoluzione. Il profilo delle linee evolutive permette di osservare il rischio di patologia per ogni bambino. Teoria del conflitto : sviluppo visto come un compromesso tra due desideri tra loro incompatibili. Importanza dellanalisi dellIo. Importanza dellanalisi delle richieste provenienti dal mondo esterno, dallEs e dal Super-io. I meccanismi di difesa possono essere raggruppati a seconda della maturità evolutiva.

19 Anna Freud si è principalmente occupata di sviluppo infantile, dando poi origine ad un gruppo di collaboratori che hanno ampiamente diffuso le sue idee. Seguendo ciò che aveva detto il padre, ha dato particolare importanza al ruolo dei genitori reali e al processo di interiorizzazione di questi da parte del bambino, ma considerando sempre le relazioni oggettuali in secondo piano rispetto alle pulsioni. Ha utilizzato il modello delle linee evolutive: risultato dellinterazione tra pulsioni e istanze psichiche, e tra queste e le influenze ambientali (Freud,1965). Sei linee evolutive 1) dalla dipendenza allautonomia e alle relazioni oggettuali (fondamentale) otto fasi

20 1) Prima fase Unità biologica madre-bambino. 2) Seconda fase Relazione anaclitica di soddisfacimento dei bisogni corporei tra bambino e oggetto. Madre buona VS madre cattiva. Sviluppo di rappresentazioni della mente della madre come separata da quella del bambino. 3) Terza fase Rappresentazione coerente della madre, indipendente dal soddisfacimento pulsionale, che permette separazioni più lunghe. 4) Quarta fase Ambivalenza normale: sentimenti positivi e negativi verso la stessa persona (terrible twos). Desiderio di indipendenza, ma anche di dedizione della madre. Importanza dellaggressività, equilibrata dalla libido.

21 5) Quinta fase Desiderio di possesso del genitore del sesso opposto e gelosia verso il genitore dello stesso sesso. Fase cruciale per lo sviluppo dei problemi nevrotici. 6) Sesta fase Spostamento della libido verso i pari o altre persone dellambiente circostante. 7) Settima fase Ribellione preadolescenziale: comportamenti oppositivi, impulsivi e pretenziosi. Ritorno delle fantasie infantili, che aumentano il conflitto intrapsichico. 8) Ottava fase Adolescenza: lIo deve lottare contro laumento improvviso di aggressività e sessualità. Utilizzo di due meccanismi di difesa principali: intellettualizzazione e ascetismo. Deve avvenire il lavoro di lutto per i genitori persi dellinfanzia. Ritiro della libido verso il Sé, che determina la grandiosità narcisistica e lonnipotenza tipiche delladolescenza.

22 PSICOPATOLOGIA EVOLUTIVA Anna Freud pone laccento sulla resilienza e sulla capacità di recupero del bambino, che gli permette, a volte, di superare anche gravi traumi. Ha individuato sette categorie di disturbi psicologici: 1)Disturbi somatici (eczema, asma, emicrania,…); 2)Compromessi tra le istanze psichiche (isteria, fobie, sintomi nevrotici ossessivi); 3)Eruzioni dallEs (azioni ingiustificabili come delinquenza e criminalità) o irruzioni del processo primario (problemi del pensiero o del linguaggio); 4)Forme di disturbo narcisistico: ritiro della libido oggettuale sul Sé (dist.dellautostima) o ritiro della libido dalla mente al corpo (sintomi ipocondriaci); 5)Cambiamenti nella qualità o nella direzione dellaggressività (difficoltà di apprendimento e comportamento autolesivo); 6)Modalità di evitamento dei conflitti della fase fallica o edipica (lamentosità e comportamenti adesivi e di dipendenza). 7)Problemi legati a cause organiche.

23 Il modello dellangoscia Anna Freud ha distinto la paura del mondo interno dall angoscia oggettuale. Ha notato come il pericolo di un trauma era probabile che si sviluppasse quando la potenza della minaccia esterna veniva a contatto con laggressività reale interna al bambino. Riteneva che le paure arcaiche della prima infanzia potessero essere diminuite da una sufficiente rassicurazione del bambino. Pensava che la natura dellangoscia del bambino indicasse la qualità del suo sviluppo. Credeva che lesito dellangoscia del bambino dipendesse dai meccanismi di difesa da lui utilizzati.

24 Disarmonie evolutive: Anna Freud sottolinea la necessità che il bambino riesca ad integrare il suo potenziale costituzionale con limpatto con il mondo esterno e con la graduale costituzione della propria personalità. se ciò non avviene, si avranno degli squilibri, che possono portare problemi di varia natura. La psicopatologia è quindi determinata da squilibri tra le forze delle istanze psichiche, che derivano, a loro volta, da fattori ambientali e costituzionali. Gravi disturbi di personalità: secondo lautrice essi derivano da mancanze strutturali nellevoluzione delle difese, nel test di realtà, nella tolleranza allangoscia, nel Super-io, …e sono dovuti a disarmonie evolutive. dist. borderline di personalità incapacità di arrivare ad un giusto compromesso; dist. narcisistico precoce deprivazione emotiva.

25 Valutazione Ha identificato limportanza della prima relazione madre-bambino e le conseguenze di uneventuale separazione; ha introdotto il concetto di linee evolutive, che hanno permesso di suddividere in unità più piccole le tre grandi istanze psichiche, facilitando così lo studio dello sviluppo; non ha legato un comportamento ad una specifica patologia, in quanto ha considerato una determinata azione un segnale temporaneo, invece che un sintomo; talvolta, questo modello risente delluso letterale che viene fatto del modello strutturale delle pulsioni; alcune metafore usate sembrano reificate; alcuni suoi dati derivati da osservazioni su bambini in tempo di guerra sono stati confermati da osservazioni più recenti; pensava, erroneamente, che i bambini non potessero provare senso di colpa, sofferenza e depressione; ciò che ha reso unico questo modello è stata limportanza data al metodo osservazionale.

26 MARGARET MAHLER Il suo modello considera le relazioni oggettuali e il Sé come derivanti dalle vicissitudini istintuali. Nascita biologica VS nascita psicologica. Pensa che il bambino passi da una fase di autismo normale, ad un periodo simbiotico, per arrivare al processo di separazione- individuazione, comprendente quattro fasi 1) sottofase di differenziazione (dal 4°-5° mese) 2) sottofase di sperimentazione (dal 9° al 15°-19° mese) 3) sottofase di riavvicinamento (dal 15°-18° al 24° mese) 4) sottofase della costanza oggettuale (dal 3° anno)

27 PSICOPATOLOGIA le personalità narcisistiche, secondo la Mahler, mancano di libido narcisistica, cioè di sana autostima, a causa di una mancanza di accudimento da parte della madre nella fase simbiotica, in quella di sperimentazione e in quella di riavvicinamento; tutto questo porta ad un crollo dellonnipotenza del bambino, con una conseguente fissazione ad essa. le personalità borderline hanno avuto problemi nella sottofase di riavvicinamento, periodo critico per la formazione del carattere: la madre ha, infatti, risposto con aggressività al ritorno del figlio. Questo fa sì che, poi, il bambino sviluppi un continuo timore e desiderio di fusione con la madre, scissioni di rappresentazioni di Sé e delloggetto, e una continua ricerca della madre totalmente buona.

28 Alcuni studi fatti nellambito dellinfant research mettono fortemente in dubbio alcuni elementi del modello evolutivo mahleriano: Milton Klein (1981), ad esempio, ha provato come i bambini, in realtà, siano sensibili fin da piccolissimi a stimoli esterni come la voce e il viso umano. Fonagy, Target e Moran (1993), però, sostengono la teoria della Mahler da un punto di vista psicologico, sottolineando come il bambino molto piccolo non sia consapevole ancora dei propri e altrui stati mentali. ununità simbiotica intersoggettiva,quindi, può essere reale, ma riguardare solo il livello delle rappresentazioni mentali di stati mentali.

29 JOSEPH SANDLER Allievo di Anna Freud, ha tentato di integrare il modello strutturale con quello delle relazioni oggettuali. Il suo lavoro è fondato su quello di Piaget (1936), sul concetto di rappresentazione del Sé della Jacobson (1954) e sulla nozione di schema corporeo di Head. Rappresentazione interna delle relazioni oggettuali: insieme di aspettative relative alla presenza della madre e delle sue attività (Sandler, 1960). Le difese riorganizzano i contenuti del mondo rappresentazionale. Sandler ha proposto, come elemento centrale della teoria psicoanalitica della motivazione, gli stati affettivi fondamentali il senso di sicurezza e protezione i sentimenti influenzano i valori legati alle rappresentazioni mentali, che possono essere positivi, negativi o entrambi, e possono determinare, quindi, diversi disturbi Le pulsioni e i bisogni sono in grado di esercitare degli effetti solo attraverso cambiamenti nei sentimenti.

30 Sandler sostiene che i pazienti creino relazioni di ruolo e agiscano sul mondo esterno per realizzare una fantasia inconscia, con specifici bisogni e desideri. lanalista dovrebbe accettare questo ruolo assegnatogli e avere una risonanza liberamente fluttuante I tratti del carattere, quindi, sarebbero strutture consolidate di risonanza di ruolo, con lo scopo di attualizzare la rappresentazione di una relazione desiderata, che a sua volta deriva da una rappresentazione nella fantasia inconscia. Joseph e Anne Marie Sandler due aspetti del funzionamento inconscio: 1) inconscio passato: il bambino dentro ladulto, cioè reazioni infantili, fantasie inconsce, desideri realizzati e non.Sono rappresentazioni poco elaborate, immutabili e non accessibili alla coscienza; 2) inconscio presente: fantasie e pensieri inconsci attuali; rappresentazioni meno soggette a censura, assegnate anche al Super-io. Orientato al presente. Cè poi un terzo sistema, conscio e irrazionale, dipendentemente dalle convenzioni sociali.

31 Questa distinzione dei tre sistemi della mente ha delle importanti implicazioni cliniche: Il primo sistema rappresenta la continuità tra passato e presente, fondato su aspetti infantili del Sé e quindi non capace di adattamento. Il secondo subisce, invece, degli adattamenti a causa dei conflitti e dellangoscia innescati dallinconscio passato. linterpretazione riuscirà più facilmente ad entrare in contatto con il materiale contenuto in questo secondo sistema fenomeni ossessivi: nei bambini sono visti come regressione e fissazione al secondo e terzo anno di vita, in risposta alla richiesta di abbandonare lonnipotenza. depressione: si ha quando non si riesce ad affrontare il dolore della perdita delloggetto con una giusta scarica di aggressività. trauma: può avere conseguenze gravi sullindividuo quando la condizione postraumatica in cui si trova è negativa. identificazione proiettiva: il paziente cerca di modificare il comportamento dellanalista perché si conformi alla rappresentazione che lui ha.

32 Critica e valutazione Ha portato la psicoanalisi verso una psicologia dei sentimenti, delle rappresentazioni interne e delladattamento, influenzando anche la tecnica; ha portato ad un giusto riesame di concetti come transfert e controtransfert; ha fatto unimportante distinzione tra gli ambiti esperienziale e non esperienziale: il primo è legato al modello rappresentazionale, il secondo a meccanismi, strutture e apparati; le teorie di Sandler sono congruenti con la moderna teoria cognitiva; non è stato un grado di stimolare gli psicoanalisti con loriginalità delle sue idee, forse anche perché non è riuscito a dare una visione unitaria di alcuni gruppi psicopatologici in modo chiaro.

33 Critica e valutazione Ha portato la psicoanalisi verso una psicologia dei sentimenti, delle rappresentazioni interne e delladattamento, influenzando anche la tecnica; ha portato ad un giusto riesame di concetti come transfert e controtransfert; ha fatto unimportante distinzione tra gli ambiti esperienziale e non esperienziale: il primo è legato al modello rappresentazionale, il secondo a meccanismi, strutture e apparati; le teorie di Sandler sono congruenti con la moderna teoria cognitiva; non è stato un grado di stimolare gli psicoanalisti con loriginalità delle sue idee, forse anche perché non è riuscito a dare una visione unitaria di alcuni gruppi psicopatologici in modo chiaro.

34 CAP. 5 INTRODUZIONE ALLA TEORIA DELLE RELAZIONI OGGETTUALI

35 DEFINIZIONE DELLA TEORIA DELLE RELAZIONI OGGETTUALI La teoria delle relazioni oggettuali è di gran lunga troppo composita per avere ununica definizione consensuale. Es. Greenberg e Mitchell usano il termine per riferirsi a tutte le teorie che riguardano lo studio delle relazioni tra persone esterne reali, e immagini e residui interni di relazioni con esse, e del significato di questi residui per il funzionamento psichico. Le teorie delle relazioni oggettuali variano lungo diverse dimensioni: - quelle che rappresentano un movimento inteso a sostituire completamente gli approcci basati sulle teorie pulsionali scuole interpersonali-relazionali - quelle costituite a partire dalle teorie delle pulsioni Winnicot - altre derivano la teoria pulsionale dallapproccio delle relazioni oggettuali Kernberg.

36 Le teorie delle relazioni oggettuali differiscono anche nella misura in cui descrivono una serie meccanismi che sono responsabili del funzionamento della personalità : - negli approcci che si richiamano alla teoria generale dei sistemi, alla base della teoria è il meccanismo mentale sotteso alle rappresentazioni di relazioni interiorizzate Stern - nei modelli della psicologia del Sé le relazioni oggettuali sono semplicemente un possibile percorso verso una psicologia di questultimo costrutto Bacal

37 Le teorie delle relazioni oggettuali condividono diversi assunti, che includono: -Che le patologie gravi hanno origini preedipiche -Che il pattern di relazione con oggetti diviene sempre più complesso con il procedere dello sviluppo -Che gli stadi di questultimo rappresentano una sequenza maturativa che si mantiene attraverso le culture, ma che può, tuttavia, essere distorta da esperienze personali patologiche. -Che i primi pattern di relazione con loggetto sono ripetuti, ed in un certo senso fissati durante tutta la vita -Che inferenze di queste relazioni a livello evolutivo conferiscono la propria impronta alla patologia -Che le relazioni dei p.ti verso il loro terapeuta forniscono uno spiraglio attraverso il quale è possibile esaminare gli aspetti sani e patologici dei primi pattern relazionali.

38 UN APPROCCIO FRANCESE FRANCESE ALLA TEORIA PSICOANALITICA: LESEMPIO DEL LAVORO DI ANDRÉ GREEN - È compromesso fra tradizione freudiana e quella delle relazioni oggettuali - può essere definito come un postlacaniano [ Lacan distingue il significante(la parola) dal significato (la matrice di senso a cui il significante si riferisce) ; nella mente,differenti tipi di significanti sono associati a differenti sistemi rappresentazionali ]. Green sostiene che pulsioni, affetti, rappresentazioni di cosa(oggetti fisici concreti direttamente esperiti), rappresentazione di parola ecc. possono essere distinti nei termini di differenti tipi di significanti (sistemi simbolici) che essi usano nell attività di rappresentazione. Nei termini di Green(1999b), si tratta delleterogeneità del significante. Le comunicazioni dei p.ti rivelano lazione reciproca di una molteplicità di canali di significazione, alcuni rappresentazionali, altri affettivi e altri ancora legati a stati corporei, acting out, affermazioni di realtà, processi di pensiero e così via.

39 Green fa luce sulla complessità delle strutture temporali del discorso e sfida lapparente linearità della temporalità. La causazione psichica non è soltanto regressiva (ossia i problemi dellindividuo non sono necessariamente radicati nel passato). Lorganizzazione psichica non cessa mai di modificarsi con il passare del tempo. Il trauma non è nel passato, ma può essere nel presente in interazione con il passato. La concezione del tempo di Green e il suo modello di sviluppo psicologico sono incompatibili con gli assunti fondamentali della psicologia evolutiva: laccumulo di rischi evolutivi che deriva dallesperienza e il privilegio accordato allesperienza primaria, come se questultima fosse una sorta di piccolo manuale delle risposte che verranno fornite negli incontri futuri.

40 CAP.6 IL MODELLO KLEIN-BION

41 IL MODELLO EVOLUTIVO KLEINIANO Il lavoro di M. Klein combina fra loro il modello strutturale e un modello evolutivo interpersonale, fondato sulle relazioni oggettuali. Ha sviluppato il concetto di oggetti interni e di mondo interno, che, ben lungi da essere una replica del mondo esterno, è costruito attraverso i meccanismi di introiezione e di proiezione, attivi fin dallinizio della vita. Lo studio dei primi processi introiettivi e proiettivi ha condotto ad una riformulazione degli stadi evolutivi dellIo e del Super-Io (Es. larricchimento dellIo attraverso lintroiezione e il suo impoverimento attraverso la proiezione nel Super-io). Il modello è interpersonale o relazionale in quanto collega lo sviluppo dellIo e degli oggetti interni alle relazioni interpersonali.

42 LE DUE POSIZIONI FONDAMENTALI Nel modello Kleiniano la psiche umana assume due posizioni fondamentali: quella schizoparanoide e quella depressiva. Nella posizione schizoparanoide, la psiche è in relazione con oggetti parziali invece che con oggetti interi. Le relazioni con oggetti importanti, come per esempio i caregiver, sono scisse in relazione con un oggetto persecutorio e un oggetto idealizzato; lIo (il Sé) è scisso allo stesso modo. Il super-io schizoparanoide è scisso tra un ideale dellIo eccessivamente idealizzato, esperito con onnipotenza narcisistica, e il Super-io estremamente persecutorio degli stati paranoidi. Nella posizione depressiva, la relazione è con genitori integrati, sia amati sia odiati, è anche lIo è più integrato. Nella posizione depressiva il Super- io è un oggetto damore ferito, con caratteristiche umane.

43 Le due posizioni sorgono da stadi evolutivi: prima lo schizoparanoide e poi il depressivo, la maturità implica la presenza predominante della posizione depressiva. Bion è stato il primo a sottolineare che la posizione depressiva non è mai conseguita in modo permanente. In realtà il termine posizione suggerisce una permanenza che questo stato della mente raramente possiede. Linfluenza di Bion, in particolare, ha focalizzato linteresse sui meccanismi mentali primitivi, qualunque sia lo stadio di sviluppo raggiunto.

44 In questo modello è centrale il concetto di identificazione proiettiva: questa comporta lesternalizzazioni di segmenti dellIo ed il tentativo di ottenere il controllo su questi aspetti indesiderati attraverso un comportamento spesso altamente manipolatorio nei confronti delloggetto. Melanie Kein definisce lidentificazione proiettiva come una fantasia inconscia infantile, per mezzo della quale il bambino è in grado di ricollocare le esperienze persecutorie separandole (scissione) dalla propria autorappresenazione e facendola parte di un altro oggetto. Bion suggerisce una distinzione tra identificazione proiettiva normale, nella quale sono esternalizzati aspetti meno patologici del Sé e che può sottendere la normale empatia e la comprensione, e lidentificazione proiettiva più patologica, collegata sia allassenza della prima che della seconda. Una straordinaria intuizione di Bion è il riconoscimento che lidentificazione proiettiva non è una difesa o una fantasia, come ha ritenuto la Klein, bensì un processo interpersonale: il Sé si libera di sentimenti penosi evocandoli in un altro Sé. Laltra persona deve avere unesperienza psicologica che il Sé non può permettersi di avere. Questo fenomeno spiega in quale modo lidentificazione proiettiva possa essere usata per comunicare (Rosenfeld,1987).

45 Bion ha anche evidenziato il bisogno di identificazione proiettiva nellinfanzia, un periodo in cui il bambino è incapace di assorbire tutte le proprie esperienze intense. Proiettando gli elementi non elaborati in unaltra mente umana ( un contenitore) che può accettarli e trasformarli i significati, la mente del bambino può farvi fronte. Lassenza di un contenitore adeguato rende lidentificazione proiettiva un processo patogeno di evacuazione. Il bambino è allora abbandonato a livelli di angoscia che lo sopraffanno e forzato a negare la realtà, o perfino a diventare psicotico.

46 La malattia psicologica segnala il predominio della posizione schizoparanoide, mentre la salute comporta la stabilizzazione della struttura depressiva, e la promozione di sviluppo e stabilità. Langoscia persecutoria scaturisce quando si percepisce che loggetto cattivo minaccia lIo. Leccesso di angoscia conduce alla frammentazione, provocando le tipiche paure schizoidi di annichilimento e di disintegrazione.

47 Le idee della Klein hanno provocato numerose discussioni e alimentano un certo disagio. Ciò che preoccupa maggiormente è lattribuzione di capacità psicologiche adulte ai bambini ed anche il fatto che la Klein faccia risalire la patologia a stadi molto precoci.

48 CAP. 7 LA SCUOLA INDIPENDENTE DELLA PSICOANALISI BRITANNICA

49 IL MODELLO EVOLUTIVO DELLA SCUOLA BRITANNICA La scuola indipendente non fa riferimento a un unico caposcuola o a un unico teorizzatore. A strutturare la teoria in maniera sistematica furono Fairbairn e Guntrip, ma i contributi più significativi vennero da Balint, Winnicott, Khan, Klauber e Bollas. Il contributo maggiore è stato fornito dallesplorazione dello sviluppo infantile e delle influenze ambientali nel facilitare o disturbare il percorso del bambino dalliniziale dipendenza assoluta alla completa indipendenza. Fairbain modificò le idee sui processi di interiorizzazione, che concettualizzò come bipolari, e cioè costituiti da un frammento dellIo e da un oggetto interno (una parte della rappresentazione del Sé in rapporto specifico con una rappresentazione delloggetto). Il fatto che gli Indipendenti si siano concentrati sul primo sviluppo li ha portati ad allontanarsi dal modello strutturale fondato sulla pulsione libidica, per orientarsi verso una teoria Sé-oggetto.

50 IL CONTRIBUTO EVOLUTIVO DEL GRUPPO INDIPENDENTE Balint mette in discussione il concetto di narcisismo primario: secondo lui viene prima il desiderio di essere amato, che è innato. Il bambino crede che loggetto esista in quanto parte indifferenziata del Sé destinata ad amarlo. Si tratta di una mancata differenziazione dei primi oggetti, che non vengono percepiti come frustranti. Il b.no crede che questi oggetti esistano per lui e che non abbiano una propria ragion dessere; lIo ha un atteggiamento di onnipotenza nei loro confronti. Il verificarsi di un grave trauma prima che si sia stabilita la differenziazione fra il Sé e loggetto genera un difetto fondamentale nella struttura della psiche. Il difetto fondamentale rappresenta il fondamento evolutivo di un disturbo di personalità.

51 La formulazione di Donald Winnicott ebbero un impatto molto forte: egli lavorava tanto con i b.ni che con le loro madri,quanto con adulti affetti da gravi disturbi di personalità, questo si riflette nel suo modello psicoanalitico di sviluppo. Il b.no evolve dallunità madre-figlio, che ha tre funzioni che facilitano uno sviluppo sano: holding-integrazione, handling- personalizzazione e object- relating. fenomeni transizionali W.introduce anche la nozione di fenomeni transizionali: la copertina preferita può servire a calmare il b.no perché viene stretta nel momento in cui questultimo allucina lallattamento, e viene associata allatto di evocare la madre (e il seno) in sua assenza. Transizionale perché facilità il passaggio da uno stato di onnipotenza illusoria, in cui il b.no ha la sensazione di creare loggetto con cui si rapporta, a uno stato di percezione obiettiva, in cui la vera madre fa parte di una realtà autonoma.

52 La madre sufficientemente buona garantisce che lIo del b.no diventi autonomo e non abbia più bisogno del sostegno dellIo materno; lamancipazione della madre è un passo inevitabile verso la creazione di un Sé personale separato. La rottura dellomeostasi emotiva- un pianto disperato, per esempio- segnala una momentanea discontinuità dellessere, ma è anche un gesto dellIo. Lintegrazione dei nuclei dellIo è possibile grazie a una madre sufficientemente buona, che trova espressione nellambiente di holding e di handling. Altro concetto importante introdotto da W. è quello di falso Sé: il neonato si rapporta in maniera accondiscendente ai gesti del caregiver come se fossero i propri. Il falso Sé serve a nascondere il vero Sé, e in questo modo a proteggerlo. Il vero Sé emerge solo in presenza di un disturbo fisico o psicologico, quando si ricrea la condizione di dolore associata allesperienza originaria di interferenza eccesssiva. La formazione del sintomo può esprimere il vero Sé, perché storicamente questo era il modo in cui esso poteva esistere senza schiacciato dallambiente, mentre i gesti creativi venivano sostituiti o accantonati.

53 CAP.8 I TEORICI NORDAMERICANI DELE RELAZIONI OGGETTUALI

54 LA PSICOLOGIA DEL SÉ DI KOHUT Secondo Kohut lo sviluppo narcisistico procede lungo una linea distinta e i genitori fungono da oggetto-Sé. Un oggetto Sé è una persona dellambiente che svolge per il Sé particolari funzioni ; queste permettono di vivere lesperienza dellindividualità. Per cominciare, le risposte empatiche provenienti dalloggetto Sé che esercita la funzione speculare (e che si presume sia la madre) permettono il spiegarsi dellesibizionismo e delle grandiosità. In questo modo il b.no riesce a costruirsi unimmagine parentale idealizzata, con la quale vorrebbe fondersi. La frustazione, quando è adeguata ala sfase di sviluppo e non è troppo intensa, consente una modulazione graduale dellonnipotenza infantile tramite una interiorizzazione trasmutante di questa funzione speculare. Linteriorizzazione trasmutante delloggetto-Sé conduce man mano al consolidamento del Sé nucleare. Lidealizzazione degli oggetti-Sé, anche per mezzo dellinteorizzazione, porta alla formazione degli ideali. Quando la funzione speculare e loggetto-Sé idealazzato vengono interiorizzati, nasce un Sé bipolare capace di esprimere i propri ideali, le proprie ambizioni e i propri talenti.

55 IL MODELLO GENERALE DELLA PSICOPATOLOGIA Kohut sostiene che quando i genitori falliscono costantemente nel soddisfare i bisogni narcisistici del b.no può accadere che il Sé grandioso arcaico e limago parentale idelizzata si consolidino e non riescano a integrarsi nelle strutture successive. Essi perdurano allinterno dell organizzazione psichica della persona e sono allorigine di varie forme di disturbi nella percezione che lindividuo ha di Sé stesso e nei suoi rapporti interpersonali.

56 Nel sistema di Kohut vengono identificati tre tipi di disturbi psichici: 1) Le psicosi sono considerate stati prepsicologici, ove larresto evolutivo precede la presa di coscienza degli oggetti-Sé, precludendo la strada a un senso coesivo del Sé o alla capacità di relazionarsi, di utilizzare gli oggetti Sé o di stabilire dei transfert. Secondo Kohut, dal momento che mancano di una struttura del Sé, gli psicotici non possono beneficiare della psicoanalisi o di una terapia psicologica. 2) Alcuni, ma non tutti, p.ti con disturbo di personalità, hanno secondo Kohut, un Sé coeso, ma vulnerabile, suscettibile di una frammentazione temporanea. Questo vale soprattutto per il disturbo narcisistico di personalità, che Kohut distingue nettamente dal disturbo bordelline, considerato una difesa riuscita contro la psicosi. 3) Al contrario, a carico della patologia nevrotica non vi sono problemi connessi alla scarsa solidità della struttura del Sé, bensì problemi che hanno a che fare con la rinuncia dei problemi idali.

57 IL DISTURBO NARCISISTICO DI PERSONALITÀ Per Kohut è possibile diagnosticare questo disturbo solo in termini di relazione transferale in corso. Se il p.te non tratte gli altri come persone in completo possesso dei loro diritti, bensì come strumenti per raggiungere i suoi scopi, si è autorizzati a formulare questa diagnosi. Per Akhtar e Thompson tuttavia riasssumono alcuni dei tratti comportamentali descritti da Kohut nel suo lavoro: rabbia come risposta alle minacce allautostima, bisogno di vendetta per fronteggiare la ferita narcisistica, difficoltà nel costruire e mantenere le relazioni,perversioni sessuali o mancanza di interesse per la sessualità, mancanza di empatia, tendenza patologica a mentire, limitata capacità di autoironia, dtati maniacali di esaltazione, preoccupazione eccessiva nei confronti del proprio corpo.

58 A differenza di molti psicologi del Sé venuti dopo di lui, Kohut non ha respinto il concetto di nevrosi strutturale. Sia il narcisismo patologico sia la nevrosi possono essere considerati come il risultato di una funzione deficitaria delloggetto-Sé e dei conseguenti difetti del Sé. La differenaz fondamentale sta nello stadio evolutivo in cui si verifica lanomalia. Come abbiamo visto, se la funzione delloggetto Sé è difettosa nellinfanzia, il Sé nucleare risulta a sua volta indebolito e disarmonico e lesito è quello di un narcisismo patologico.

59 KENBERG E LINTEGRAZIONE FRA SCUOLA DELLE RELAZIONI OGGETTUALI E SCUOLA STRUTTURALE La teoria evolutiva di K. K., analista di formazione Kleiniana, avendo scritto e lavorato nellambito della psicologia dellIo, è riuscito a conseguire un cospicuo livello di integrazione fra queste due cornici teoriche evolutive, abbastanza contraddittorie dal punto di vista epistemologico. Anche se, nella psicopatologia più grave, K. Fa uso dei concetti Kleiniani (relazioni oggettuali precoci e foramazione del Super-Io, aggressività, invidia, scissione identificazione proiettiva), egli non adotta completamente questo modello evolutivo. Nella teoria di K. gli affetti rappresentano il sistema motivazionale primario. Limmagine del Sé è una delle tre componenti del processo di interazione : le altre sono le rappresentazioni oggettuali e le disposizioni agli stati affettivi.

60 La struttura psicologica implicita in questo modello evolutivo ha un certo numero di aspetti fondamentali. 1) Il b.no nasce con disposizioni fondamentali che inizialmente si raggruppano in due classi: il piacere e il dispiacere. Lo sviluppo cognitivo produce stati affettivi sempre più complessi 2) Laffetto è sempre radicato in una relazione fra immagini del Sé e immagini delloggetto. È lambiente a innescare laffetto e lambiente è la percezione che il b.no ha degli oggetti e dellesperienza del Sé. 3) Le unità di relazioni oggettuali (le triadi Sé-oggetto-affetto) vengono immagazzinate in una memoria affettiva e si trasformano in pulsioni nel contesto del rapporto madre-figlio. Sviluppandosi, il piacere si trasforma in libido, il dispiacere in aggressività, mentre agli affetti resta il ruolo di segnali per lorganizzazione delle pulsioni.

61 4) Le pulsioni non sono solo alla ricerca delloggetto poiché ovviamente esse cambiano i propri oggetti lungo il corso dello sviluppo e le pulsioni aggressive cercano loggetto solo nella misura in cui ne cercano la distruzione. 5) Lo sviluppo consiste nellinteriorizzazione di unità di relazioni oggettuali e nella creazione di difese contro di esse. Le unità di relazioni oggettuali determinano la struttura dellIo che, a sua volta, determina lorganizzazione delle pulsioni. 6) Linconscio, la parte rimossa della mente, è costituito da unità di relazione oggettuali delle quali il b.no tenta di proteggersi, utilizzando difese più o meno mature. I processi di interiorizzazione sono tre: introiezione, identificazione e identità dellIo.

62 Il modello di Kenberg di psicopatologia evolutiva K. si differenzia dagli altri teorici delle relazioni oggettuali come la Klein, Fairbairn o la Mahler, poiché indirizza lattenzione non tanto al periodo che ha visto la nascita dei principali conflitti patogeni in corso e dellorganizzazione strutturale della personalità, quanto alla comprensione dello stato attuale del funzionamento del pensiero del p.te. Egli accetta che sia lo sviluppo successivo a fondare una corrispondenza biunivoca fra le condizioni attuali e i rischi del passato.

63 LAPPROCCIO INTERPERSONALE-RELAZIONALE DA SULLIVAN A MITCHELL CAP. 9

64 Rapido sviluppo nellultimo decennio. Assunto di base: lincontro psicoanalitico è costruito da due partecipanti attivi, due soggettività- paziente e analista- a dar forma e sostanza al dialogo. Approccio operazionale (pratico), umanistico ed escludeva la metafora della libido. Sullivan cerca di creare un pensiero indipendente da quello psicoanalitico, pur riconoscendo il suo debito nei confronti di Freud. Recentemente gli analisti sullivaniani si sono indirizzati verso lintegrazione del pensiero di Sullivan con quello psicoanalitico contemporaneo. Contributo significativo dato da Mitchell: collega la teoria interpersonale di Sulllian con gli approcci (britannici) delle relazioni oggettuali e le reinterpreta come relazionali. Innovazione: - sostituzione del modello classico dellanalista come osservatore con un modello dellanalista come partecipante in una attività condivisa lidea di partecipazione reciproca nel transfert è diventata parte integrante della cultura generale della psicoanalisi.

65 Il modello di Sullivan dello sviluppo della personalità e lapproccio interpersonale Sullivan accusa la psicoanalisi tradizionale di trascurare quella caratteristica umana che è la ricerca delle relazioni Egli rifiuta di spiegare la psicopatologia in termini di meccanismi intrapsichici e si concentra sulle relazioni interpersonali.Tutti gli individui vivono in continua comunità con il loro ambiente necessario (Sullivan, 1953) Ambiente: comprende le continue interazioni con gli altri e con le loro realizzazioni collettive (la cultura). Il modello di sviluppo (1953) è basto sullevoluzione della capacità di relazione. Sullivan respinge il modello freudiano di sviluppo libidico e di sessualità infantile (il dinamismo della sessualità è solo un aspetto dello sviluppo adolescenziale e la sua potenzialità destabilizzante dipende dalle esperienze interpersonali in corso).

66 Il MODELLO DI SVILUPPO di Sullivan Primo stadio: Relazione di empatia materna: la madre vive come propria la tensione creata dal bambino dai bisogni insoddisfatti, e può così agire su di essi. Esperita come comportamento tenero: crea bisogno di tenerezza bisogno interpersonale, è bisogno primario Primo anno: bisogno primario di contatto corporeo Secondo/Quarto anno: bisogno di avere un pubblico per le proprie gesta Quinto/Ottavo anno: bisogno di imparare a competere e di venire a compromessi con gli altri Pubertà: bisogno di avere un buon amico dello stesso sesso Adolescenza: bisogno di intimità con una persona di sesso opposto. Tali concettualizzazioni sono molto vicine a modelli di sviluppo basati sullInfant reserch. Lo stato di attivazione, nel bambino, non ha rappresentazione simbolica innata; esso acquisisce significato attraverso la risposta materna (rispecchiamento) alla condizione del bambino. > se è distorta nel senso dellangoscia > il bambino ha la percezione dellangoscia che la sua tensione ha trasmesso alla madre (langoscia non indica pulsioni frustrate). > il livello di tenerezza materna determina il grado e la qualità dellintegrazione nella personalità del bambino.

67 PSICOPATOLOGIA quando langoscia impedisce il soddisfacimento dei bisogni interpersonali. Bambini con attaccamento disorganizzato e me dissociativo hanno maggiori probabilità di manifestare disturbi psicologici: Me cattivo genera angoscia e bassa autostima no integrazione delle situazioni dove i bisogni vengono soddisfatti (es.: innamorarsi) soluzioni cercate: atteggiamenti di sfruttamento(si sfrutta laltro). Se operazioni di sicurezza, verso gli aspetti dissociativi, sono nulle: non me è personificato processo schizofrenico Il lavoro clinico idea di base: il passato altera la percezione interpersonale nel presente. Il terapeuta come osservatore partecipante, si fa partecipante per comprendere. Il lavoro clinico consiste in unindagine attiva, effettuata in collaborazione: ricavare informazioni dal paziente e separare il presente dal passato, lillusorio dal reale, controllando di continuo i dati. Obiettivo: aiutare i pazienti a divenire consapevoli degli schemi relazionali, aumentare linsight del paziente non rispetto al proprio inconscio bensì rispetto allinterazione terapeutica.

68 Come i teorici delle relazioni oggettuali inglesi(kleiniani) e britannici(scuola indip): tendenza nel bambino a classificare le esperienze con il caregiver come esperienze di madre buona(non ansiosa) o madre cattiva (piena dansia). Manovre del bambino per evitare langoscia del caregiver, che ricevono lapprovazione da questo me buono Comportamenti che generano ansia e quindi disapprovazione nel caregiver me cattivo Esperienze che producono unangoscia così forte da non poter pervenire alla coscienza non me o dissociativo. Il sistema del Sé è un repertorio di manovre che nascono nellinfanzia e puntano a ridurre lansia e a preservare la struttura del Sé. - divengono caratteristica della personalità e - determinano la tipologia di schemi nevrotici che emergeranno nel corso dello sviluppo successivo. Lindividuo è in continuo interscambio con almeno unaltra persona. Le interazioni passate vengono registrate, combinate, riorganizzate e sperimentate nuovamente in relazioni complesse con altri reali nelle interazioni del presente

69 Il modello relazionale di Mitchell e la scuola psicoanalitica relazionale Mitchell propone uninterazione terapeutica da una prospettiva relazionale, facendo un confronto tra gli approcci interpersonale e kleniano. Approccio relazionale: il fulcro sta nella natura interpersonale della soggettività individuale.La realtà psichica e una matrice relazionale che racchiude entrambi i domini, quello intrapsichico e quello interpersonale (Mitchell, 1988). Mitchell parte dalle implicazioni cliniche delle idee di Sullivan e sostiene che le componenti di base della mente sono configurazioni relazionali in conflitto. Materia della teoria psicoanalitica e del lavoro clinico sono le matrici dei legami relazionali a differenza di Sullivan: la psicoanalisi come teoria che spiega il significato nellambito dellinterazione paziente-teraputa.

70 Dal punto di vista evolutivo: la psiche individuale è un fenomeno interattivo, costituita da spazi interiori di cui viene fatta esperienza soggettiva. Le esperienze interpersonali sono interiorizzate > trasformate in esperienza personale cioè in processi relazionali intrapsichici: riplasmano i processi interpersonali che a loro volta modificano gli schemi di interazione continua trasformazione. Le strutture organizzative dellesperienza sono specifiche delle diverse fasi evolutive. Mitchell (2000) fa una classificazione (non un modello evolutivo) dei modi di base attraverso I quali opera la relazionalità: 1) comportamento non riflessivo, presimbolico: ciò che le persone fanno realmente una allaltra; 2) permeabilità affettiva:esperienza condivisa di intensi affetti; 3) esperienza organizzata in configurazioni Sé-altro; 4) intersoggettività o riconoscimento reciproco che agiscono in modo autoriflessivo.

71 La psicopatologia e il suo trattamento nella visione relazionale Criticato il modello di psicopatologia basato sul concetto di arresto evolutivo (proposto soprattutto da teorici del Sé e delle relazioni oggettuali). Il Sé infantile non è un Sé bloccato bensì una strategia, per interagire con gli altri, conseguente a un conflitto relazionale. La psicopatologia nasce dalla rigidità con la quale lindividuo resta aggrappato a specifiche configurazioni relazionali > perché si tratta delle uniche relazioni che conosce. (Flessibilità nel vivere relazioni diverse = salute mentale). Obiettivo della terapia: aiutare il paziente a costruire un Sé più adattabile, cercando di entrare nel suo mondo soggettivo e di divenire parte del suo mondo relazionale. Paziente ed analista assiemeformano una realtà interpersonale: dove nessuno dei due è arbitro della verità. Cambiamento: non con linterpretazione ma - con la partecipazione dellanalista al mondo esperienziale del paziente, - con risonanza interpersonale che produce nel paziente unesperienza di riconfigurazione. Centrale è la questione dellautenticità dellanalista. Losservazione dellanalista non è mai neutrale. È contestuale e poggia su ipotesi, valori e costruzioni dellesperienza lesperienza emotiva dellanalista non potrà mai essere la stessa del paziente.

72 Valutazione della teoria interpersonale-relazionale Valutazione dellapproccio: lapproccio interpersonale-relazionale si concentra sugli schemi interpersonali piuttosto che sulle categorie psichiatriche tende ad evitare etichette come depressione, disturbo di personalità o narcisismo. La persona non ha problemi, ha delle relazioni problematiche. Solidi riscontri empirici a favore delle terapie interpersonali. Originalità dellapproccio interpersonale-relazionale: - lanalista come partecipante, mai come osservatore, - è lesperienza relazionale a produrre cambiamenti nella terapia, non linterpretazione, - linterpretazione dellanalista come esperienza di relazione e agente di cambiamento degli schemi relazionali, - autenticità dellincontro tra paziente ed analista giustifica un certo grado di autodislivellamneto da parte dellanalista, - né analista né paziente godono di un accesso alla verità di ciò che accade fra loro

73 Critiche al pensiero relazionale I teorici relazionali si sbarazzano del concetto di pulsione modello evolutivo in cui la psicopatologia si sviluppa solo a causa degli ostacoli che si frappongono lungo la crescita. La psicoanalisi: conflitto intrinseco alla condizione umana non solo a causa della contrapposizione ambientale, ma anche a causa del conflitto tra bisogni o desideri diversi. La concettualizzazione di cambiamento terapeutico è poco chiara (Levenson, 1990). Manca una cornice di riferimento esplicativa per comprendere il malessere soggettivo del bambino o, in generale, del paziente. Nellinterpretazione di psicopatologia di Mitchell, gioca un ruolo importante la rigida adesione a strutture del passato (attaccamento ad oggetti interni cattivi). Non è chiaro se sia la rigidità dellattaccamento o la natura della vecchia struttura a determinare la gravità della patologia. Viene a crearsi un enigma: secondo il pensiero relazionale, gli analisti non hanno alcun accesso alla vera realtà, eppure il loro compito è quello di focalizzarsi sulle distorsioni della realtà operate dal paziente. Alcuni analisti relazionali risolvono la questione imponendo provvisoriamente al paziente il loro modo di veder le cose (sono loro i cosiddetti esperti).

74 IL MODELLO DELA TEORIA DELLATTACCAMENTO DI BOWLBY cap. 10

75 La teoria dellattaccamento fa da ponte tra la psicologia generale e la psicologia psicodinamica. Il lavoro di John Bowlby inizia, alletà di 21 anni, mentre lavorava in una casa per ragazzi disadattati. Dieci anni più tardi (1944) esaminando le storie di 44 giovani ladri si determina in lui lopinione che: i disturbi relativi alla prima relazione madre-bambino costituiscono un precursore chiave del disturbo mentale. Fine anni Quaranta compie una ricerca sugli effetti dellistituzionalizzazione durante linfanzia. Bowly non è in accordo con le opinioni dominanti dellepoca: Teoria psicoanalitica e teoria dellapprendimento Hull il legame emotivo con il caregiver principale è una pulsione secondaria, basata sulla gratificazione di bisogni orali. Bowlby vi è una predisposizione biologica del bambino a stabilire un interrotto (sicuro) legame di attaccamento.

76 Focus biologico: Lattaccamento ridotto al livello molecolare dei comportamenti del bambino, quali sorriso, vocalizzazione, pianto I comportamenti di attaccamento considerati come parte di un sistema comportamentale. (termine che Bowlby ha preso dalletologia) Controversia tra psicoanalisi e teoria dellattaccamento: un sistema comportamentale implica una motivazione intrinseca e non può esser ridotto a pulsione il nutrimento non è causale allattaccamento lattaccamento può avvenire anche verso una figura abusante. Dal punto di vista evolutivo: Sistema comportamnetale esplorativo del bambino - si arresta quando il bambino scopre che il caregiver è temporaneamente assente, - si sviluppa verso capacità cognitive e sociali quando è in condizione di attaccamento sicuro. Sistema della paura attiva - il sistema di attaccamento e - la disponibilità del caregiver riduce la reattività del bambino a stimoli altrimenti percepiti come pericolosi. Attaccamento, esplorazione e paura regolano ladattamento evolutivo del bambino

77 Linfluenza dalla psicologia cognitiva: Ruolo cruciale della valutazione cognitiva nel sistema di attaccamento il sistema comportamentale dellattaccamento determina i meccanismi cognitivi in modelli rappresentazionali: aspetti interiorizzati della personalità interagiscono con la qualità delle relazioni di attaccamento attuali. Dal modello dellinformation processing del funzionamento neuronale e cognitivo differenti pattern di attaccamento riflettono differenze individuali rispetto allaccesso di alcuni tipi di pensieri, sentimenti e memorie.

78 Critiche: Bowlby fu accusato di esser un riduzionista che enfatizza limportanza dellevoluzione a spese del complesso funzionamento simbolico, in quanto egli sembra ignorare: - le pulsioni, il complesso dEdipo, i processi inconsci, i complessi interiorizzati motivazionali e di risoluzione del conflitto; - la ricchezza delle emozioni umane, dal momento che esse sono esperite dallIo e implicano le fonti di piacere implicate nel corpo; - vulnerabilità diverse da quelle fondate sul comportamento del caregiver (la colpa di tutta la patologia è nella separazioni fisica). Sviluppi e riavvicinamenti successivi sono stati possibili grazie ad alcuni cambiamenti: 1) spostamento dinteresse dal comportamento alle rappresentazioni interne, 2) interesse crescente per losservazione sistematica e la ricerca empirica, 3) linterruzione dellegemonia teorica negli Stati Uniti che ha portato alla pluralità teorica e allaccettabilità di nuove idee, 4) una crescente consapevolezza, allinterno della teoria dellattaccamento, di una certa finitezza del paradigma.

79 Sviluppi empirici nella teoria dellattaccamento MODELLO DI ATTACCAMENTO NELLINFANZIA: MARY AINSWORTH e la procedura della Strange Situation i bambini classificati come: - sicuri - ansiosi/evitanti - ansiosi/resistenti - disorganizzati/disorientati SISTEMA DATTACCAMENTO E RELAZIONI INTERPERSONALI Adult Attachment Inerview classifica gli individui in: - sicuro/autonomo - insicuro/distanziante - insicuro/preoccupato - non risolto Prove raccolte da Slade e coll. riguardano la trasmissione intergenerazionale della sicurezza dellattaccamento soggetti capaci di riflettere sui propri stati mentali e su quelli del loro caregiver nellambito dellAAI hanno bambini con una attaccamento sicuro nei loro confronti. La previsione di problemi comportamentali connessi allinsicurezza sembra temperata dallintervento di esperienze quali le differenze di genere, lo stress ambientale o la capacità intellettiva. Le prove che suggeriscono che lattaccamento è la base per il successivo adattamento sono piuttosto lacunose.

80 Dallinfanzia alla patologia adulta Teoria dellattaccamento come modello dintegrazione tra le prime esperienze infantili, lo sviluppo successivo e la comparsa della patologia. 1) Continuità degli ambienti sociali e della qualità dellaccudimento. 2) Continuità nella rappresentazione delle relazioni. 3) Continuità dellorganizzazione neuronale e dellespressione genetica. Dal modello animale: stress precoce produce effetti sui sistemi neurobiologici nellasse ipotalamo-pituitario-adrenalinico, nei sistemi dopaminergico, noradrenergico e serotoninergico. Precoci esperienze stressanti nei primati portano allincremento del fattore di rilascio della corticotrofina nel fluido cerebrospinale e causano effetti a lungo termine sul comportamento. La plasticità del cervello permette di compiere interventi che riducono gli effetti negativi dello stress precoce. Studi su popolazioni cliniche confermano i dati che derivano dalle ricerche su animali: anche su adulti con una storia di trauma infantile vi è una relazione fra lasse ipotalamo-pitutario-adrenalico e lattaccamento.

81 Differenza fra modelli umani e quelli animali: mentre nei cuccioli la fonte di regolazione è a livello delle interazioni comportamentali, nellinterazione madre-bambino è coinvolto anche il livello degli interscambi di aspettative soggettive (rappresentazioni cognitive o modelli di relazioni). Isomorfismo fra disturbo del comportamento e comportamenti disturbati dattaccamento. Greenberg: il comportamento disturbato può essere una strategia dattaccamento finalizzata a regolare la relazione con il genitore. Recentemente si è dimostrato che questa capacità è collegata a molte caratteristiche dellattaccamento sicuro, come competenza sociale, empatia, comprensione e sviluppo della coscienza. Lattaccamento sicuro è fortemente collegato - alla capacità di mentalizzazione materna - alla sua comprensione del comportamento del bambino (sentimenti ed intenzioni) - alla capacità di rappresentarsi gli stati mentali che il bambino avrà successivamente.

82 Progressi psicoanalitici nelle teorie dellattaccamento Molti teorici dellattaccamento sono stati significativamente inflenzati dalle idee psicoanalitiche e viceversa. Karlen Lyons- Ruth conduce una ricerca pioneristica, di ispirazione psicoanalitica, sulla natura, le cause e le conseguenze dellattaccamento disorganizzato nellinfanzia. Morris Eagle si è focalizzato sullinterazione fra psicoanalisi e teoria dellattaccamento, prendendo in considerazione i problemi posti dalla prospettiva relazionale: lesperienza soggettiva, durante linfanzia, di sicurezza percepita e il suo impatto sullo sviluppo (concetto della teoria dellattaccamento sovrapponibile alla teoria delle relazioni oggettuali); fattori esterni (concetto della teoria dellattaccamento) in contrapposizione a fattori interni ( concetto psicoanalitico).

83 Jeremy Holmes fa unintegrazione teorica e clinica in una psicoterapia basata sulla teoria dellattaccamento. Egli propone uno specifico approccio terapeutico: il trattamento breve basato sullattaccamento (Brief Attachment Based Intervetion, BABI ). Trattamento relativamente strutturato per disturbi psicologici moderatamente gravi, nel quale viene data molta importanza alla riformulazione, viene usato materiale informativo, vengono assegnati compiti a casa fra le sedute e segue un approccio integrato con tecniche rogersiane, dinamiche e cognitivo-comportamentali. Arietta Slade dimostra che il terapeuta, focalizzandosi sui cedimenti della capacità narrativa, è molto attento ai punti in cui il paziente si dimostra incapace di mentalizzare unesperienza; talune lacune possono, secondo la Slade, dare indicazioni riguardo le esperienze del paziente che, quando era bambino, possono aver prodotto deficit attuali. Importante è la teoria e la ricerca sullattaccamento nel lavoro clini con i bambini. Due temi: - lattaccamento per il bambino costituisce il suo contesto attuale d trattamento, definito dalle esperienze trascorse e dalle storie di attaccamento dei genitori, - la rappresentazione mentale del bambino nella madre dipende dalle esperienze di attaccamento di questa ed è modificabile nel lavoro terapeutico. Selma Fraiberg sostiene che i disturbi della relazione fra bambino e genitori nei primi tre anni di vita indicano conflitti irrisolti di questi ultimi nei confronti di importanti figure della loro infanzia

84 Valutazione della teoria dellattaccamento e dellattività di ricerca G li psicoanalisti che vertono al modello pulsionale hanno accusato il lavoro di Bowlby di non essere sufficientemente psicologico e di parlare di rappresentazioni mentali troppo complesse per il bambino. Nei tre decenni di ricerche, successivi ai lavori della Ainsworth e di Bowlby, è stato dimostrato che lattaccamento è indipendente dal temperamento. Lattaccamento sicuro dellinfanzia non ha necessariamente seguito lungo lintero corso della vita, ma linsicurezza rende molto improbabile lo sviluppo di una sicurezza negli anni. Concludendo poiché i disturbi precoci dellattaccamento si manifestano come una disfunzione della regolazione del Sé (regolazione dello stress, regolazione attentiva e mentalizzazione), e poiché tali capacità sono indispensabili per fronteggiare lo stress sociale il disturbo relazionale dei primi anni, unito a pressioni sociali aggiuntive, è predittivo del disturbo psicologico.

85 TEORIA DEGLI SCHEMI E PSICOANALISI cap. 11

86 La teoria generale dei sistemi, formulata da von Bertalanffy, ha allontanato lo studio dei sistemi biologici dalla fisica e ha cercato una cornice teorica di riferimento più adatta al comportamento umano. Ogni organismo è un sistema, cioè un ordine dinamico di parti e di processi … (von Bertalanffy, 1968) La mente come sistema aperto, permeabile alle influenze e ai cambiamenti provenienti dal mondo esterno. Applicazione della teoria generale dei sistemi è la teoria dellattaccamento di Bowlby. Molte recenti correnti psicoanalitiche si fondano: sia sulla teoria dellattaccamento sia sulla teoria generale dei sistemi; sono anche influenzate dalla teoria delle relazioni oggettuali e dalle ricerche della scienza cognitiva.

87 La teoria di Horowitz degli schemi personali Horowitz ha proposto, ispirandosi alla teoria generale dei sistemi, una riformulazione delle relazioni oggettuali influenzata dal concetto di Bowlby di modelli operativi interni, dal concetto di Sandler di risonanza di ruolo, dal modello di Kernberg di unità diadiche Sé-oggetto e dallattuale scienza cognitiva. Egli ha ipotizzato che lindividuo elabora schemi di Sé e dellaltro, in due forme: - schemi persona si combinano gerarchicamente in schemi del Sé-in-relazione-con-laltro (vedi anche Stern), integrano le esperienze del soggetto e offrono unimmagine stabile del Sé; - modelli della relazione di ruolo influiscono sia sul concetto di relazione sia sui pattern di interazione, sono organizzati in configurazioni caratterizzate dallinsieme di desideri, timori e difese in relazione a un tema specifico o ad una persona.

88 Horowitz ritiene che langoscia derivi da un collegamento scorretto tra gli schemi e linformazione in entrata > linformazione viene interpretata come se richiamasse uno schema temuto. Il soggetto può mettere in atto processi di controllo che umentano la distanza dalloggetto a cui è legata linformazione. In alcuni casi il modello della relazione di ruolo può essere sperimentato solo parzialmente, ma produrre comunque angoscia (ad es.: nel disturbo postraumatico da stress al momento del suo ingresso una semplice informazione viene erroneamente interpetata). Combinazione delle idee di Kernberg e di Kohut: Nei soggetti narcisisici è presente una distorsione cognitiva che li costringe ad attribuire agli eventi un significato che li consenta di mantenere limportanza del Sé, ciò allo scopo di pervenire ad uno stato di rabbia, depressione o vergogna. Il modello di Horowitz offre una cornice teorica globale per molti disturbi psichiatrici, rimanendo aperto alla ricerca: I clinici possono valutare I ruoli, le caratteristiche e I tratti del Sé e degli altri, collegarli ai conflitti e integrarli in modelli della relazione di ruolo dei pazienti in psicoterapia.

89 Lapproccio di Stern Stern adotta un approccio prospettico, invece che retrospettivo. Egli si focalizza sul processo di riorganizzazione delle prospettive soggettive sul Sé e sullaltro. Quattro sensi del Sé, ognuno associato ad un ambito relazionale: - Sé emergente nascita/secondo mese, acquisizione dei dati sensoriali e sviluppo di organizzazione relativa al mondo esperito. - Sé nucleare secondo mese/ottavo mese nucleo centrale della volontà. Acquisizione del senso della coesione delle sensazioni corporee, del senso di continuità e di un rudimentale controllo dellesperienza emotiva. - Sé soggettivo nono mese/ 18 mesi acquisizione della capacità di condividere consciamente lattenzione con laltro, della presa di coscienza delle emozioni dellaltro e della condivisione emotiva. - Sé narrativo dopo 18 mesi avvento del linguaggio. Il Sé definito dalle narrative autobiografiche che includono alcune caratteristiche degli stadi precedenti.

90 Stern, come Sandler, focalizza lattenzione sul mondo rappresentazionale, conscio o inconscio. Momento emergente= integrazione soggettiva di tutti gli aspetti dellesperienza vissuta, emozioni, comportamento, sensazioni e tutti gli elementi del mondo interno ed esterno. Gli schemi-di-essere-con si formano soggettivamente nel bambino durante linterazione con il caregiver. Esempio: modo-di-essere-con una madre depressa il bambino si identifica con la rappresentazione distorta che la madre ha di lui e che gli viene comunicata attraverso lidentifcazione proiettiva, e questa si traduce nellaspettativa di un falso modo-di-essere-con laltro. Considerazioni sugli schemi-di-essere-con: 1) tali schemi sono proprietà del sistema nervoso e della mente, 2) fanno contemporaneamente uso di molte e varie rappresentazioni dellesperienza. 3) Schemi-di-essere-con come reti > il modello di Stern si collega a quello della scienza cognitiva = i momenti emergenti avvengono nella simultanea attivazione di punti nodali di una rete: il rafforzamento di queste connessioni costituisce lapprendimento. 4) Possibilità di modificazioni sia interne che esterne: lattivazione proveniente dallinterno (fantasia) può rinforzare o alterare lesperienza e viceversa.

91 Trattamento psicoanalitico in unottica di spiegazione evolutiva: al centro il concetto di memoria implicita o procedurale (preso dalla scienza cognitiva), - nel quale vengono riunite le rappresentazioni schematiche concettualizzate dai teorici dellattaccamento e delle relazioni oggettuali - la cui funzione è di adattare il comportamento sociale a specifici contesti. I clinici lavorano con la memoria procedurale: sensibilità clinica come uninsieme di procedure con le quali colgono molteplici significati codificati in un unico messaggio verbale. Teoria dei momenti:Now moments: momento critico di una situazione relazionale, anche terapeutica, importante per il cambiamento. Le radici dialettiche dei now moments originano nei cicli di rottura e riparazione che caratterizzano il dialogo madre-bambino. I now moments innescano i momenti di incontro. Essi implicano il riconoscimento di una realtà soggettiva condivisa (ogni partecipante porta qualcosa di unico e autentico), inoltre possono modificare la conoscenza relazionale implicita (gradualmente cambia qualcosa che viene sentito quasi impercettibilmente come un senso di benessere per il tempo trascorso luno con laltro).

92 La terapia cognitivo-analitica di Ryle: una compiuta applicazione del modello procedurale della patologia e della terapia La terapia cognitivo-analitica è una psicoterapia integrata time-limite, poco conosciuta negli Stato Uniti ma di ampio utilizzo nel Regno Unito. Ryle si basa sul modello di sequenza procedurale. Secondo il modello: gli atti intenzionali sono procedure che implicano varie fasi (valutazione di piani e previsione di conseguenze, revisione di scopi e di significati). Il metodo terapeutico è centrato sulla riformulazione: - primo mese, i pazienti monitorano i loro sintomi, i comportamenti indesiderati e i cambiamenti di umore; gli item vengono poi discussi assieme. - sedute successive (una volta a settimana per tre mesi), riconoscimento delle procedure per i problemi bersaglio attraverso diari, automonitoraggio e controllo da parte del terapeuta del comportamento del cliente. la modificazione delle procedure per i problemi bersaglio avviene attraverso lincremento delle capacità di autoriflessione.

93 Ryle ha incorporato la teoria delle relazioni doggetto nella CAT (Cognitiv Analytic Therapy) introducendo la nozione di procedure di ruolo reciproco. si sviluppano dalle relazioni oggettuali primarie, attraverso le quali il bambino apprende sia il comportamento che ci si aspetta da lui sia il comportamento che si deve aspettare dagli altri. (CAT: integrazione tra terapia cognitiva e terapia psicodinamica) Il modello di sequenza procedurale delle relazioni oggettuali spiega la persistenza del comportamento nevrotico: pattern di ruolo reciproci costituiscono il nucleo centrale e sono descritti in termini di relazioni genitore interno- bambino interno: la natura reciproca dei pattern di ruolo include concetti come identificazione, introiezione e proiezione, oggetti interni e oggetti parziali. Ruoli vissuti come insostenibili vengono proiettati e sostituiti da procedure sintomatiche o difensive. Le procedure acquistano stabilità dalla conferme che gli alri forniscono.

94 IL MODELLO DI FONAGY E TARGET DELLA MENTALIZZAZIONE Cap. 12

95 MENTALIZZAZIONE : capacità di comprendere il comportamento interpersonale in termini di stati della mente E una chiave fondamentale dell organizzazione del Sé e della regolazione affettiva, e viene acquisita nelle prime relazioni di attaccamento. La mentalizzazione ha una componente autoriflessiva e una interpersonale insieme forniscono la capacità di distinguere realtà esterna e realtà interna Alla base della mentalizzazione vi è la regolazione affettiva : capacità di modulare gli stati affettivi Evolve poi in affettività mentalizzata (Jurist) : capacità matura di regolazione affettiva e capacità di scoprire i significati soggettivi dei sentimenti nucleo del trattamento psicoterapeutico, perché rappresenta la comprensione esperienziale dei sentimenti

96 Le prime relazioni oggettuali dovrebbero permettere al bambino molto piccolo la comprensione degli stati mentali propri e altrui, per generare così la mentalizzazione. Due teorie strettamente connesse, che riguardano la relazione tra lacquisizione di una comprensione della natura rappresentazionale delle menti e la regolazione affettiva : 1. Teoria del biofeedback sociale del rispecchiamento affettivo dei genitori : nella mente del bambino la sua espressione emotiva automatica e le manifestazioni emotive facciali e vocali di risposta della madre vengono a collegarsi. a) il controllo che il bambino riesce ad esercitare sui genitori porta ad un miglioramento del suo stato emotivo; b) la conseguente rappresentazione degli stati affettivi pone le basi per la regolazione degli affetti e il controllo degli impulsi. Nel comportamento di rispecchiamento fondamentale è il contrassegno: la madre deve dire al bamb. che i sentimenti che sta comunicando non sono per davvero, altrimenti il bamb. penserà che la sua esperienza sia contagiosa e quindi pericolosa.

97 Bion : capacità della madre di contenere mentalmente lo stato affettivo intollerabile per il bambino. La reazione del caregiver conferisce significato agli stati interni di credenza e di desiderio del bambino elaborazione di modelli mentali di causazione sviluppo di un senso nucleare del Sé. 2. Teoria dell equivalenza psichica : il bambino molto piccolo equipara il mondo interno con quello esterno,non avendo ancora imparato che il nostro mondo interno è una rappresentazione della realtà. Questa equivalenza può far soffrire il bambino, nel caso in cui non avvenga una ripetuta esperienza di rispecchiamento del genitore che faccia capire al piccolo che fantasia e realtà sono distinte.

98 Sviluppo normale della funzione riflessiva nei bambini dai 2 ai 5 anni : 1. Nella prima infanzia ci sono due modalità:. il bamb. pensa che il mondo interno corrisponda alla realtà esterna (modal. dellequival. psichica). quando gioca sa che lesperienza interna può non riflettere la realtà esterna (modal. del far finta) 2.Intorno ai 4 anni il bamb. integra queste due modalità per arrivare alla mentalizzazione, dove gli stati mentali vengono vissuti come rappresentazioni. 3.La mentalizzazione avviene grazie alla riflessione del bamb. sui suoi stati mentali, attraverso il gioco sicuro con un genitore o con un bamb. più grande.

99 In bamb. traumatizzati lintegrazione tra le due modalità è compromessa, e aspetti del far finta diventano parte di un equivalenza psichica. La percezione degli stati mentali propri e altrui dipende dall osservazione del mondo mentale del caregiver. Tutto ciò ha uninfluenza sullo sviluppo del senso di Sé : I bambini disorganizzati hanno una forte capacità di mentalizzare, poiché molto sensibili agli stati intenzionali del caregiver, ma essa non ha un ruolo positivo nellorganizzazione del Sé; ciò che, infatti, il bambino osserva non è la rappresentazione dei propri stati mentali nella mente dellaltro, bensì gli stati mentali di quel particolare altro che minaccia il suo Sé. perspicaci lettori della mente dellaltro, ma mediocri lettori della propria Per più ragioni: a) il bamb. deve usare energie enormi per comprendere il comportamento dellaltro, che non saranno più disponibili per una lettura dei propri stati del Sé. b) il caregiver generalmente dà risp. poco contingenti allo stato del Sé del bamb. c) lo stato mentale del genitore può evocare angoscia nel bamb.

100 Il maltrattamento interagisce a due livelli con le restrizioni della funzione riflessiva: 1.Spinge il bambino a non assumere la prospettiva dellaltro, che è minacciante; 2.Il bambino è privo della resilienza data normalmente dalla capacità di capire situazioni interpersonali.

101 Lattaccamento insicuro può essere visto come lidentificazione del bambino con il comportamento insicuro della madre : se il genitore è distanziante, vi sarà una mancanza di rispecchiamento; se il genitore è preoccupato, vi sarà una rappresentazione esagerata dello stato emotivo del bambino. in entrambi i casi il bambino interiorizza questi atteggiamenti, che andranno a far parte dellesperienza del Sé (Crittenden, 1994)

102 In questi casi si possono avere alcune possibili evoluzioni patologiche : 1.Disturbo borderline di personalità il caregiver ha una reazione emotiva eccessivamente realistica; per il bamb. unesperienza interna diventa improvvisamente esterna. Perdita di confine sé-altro. Labilità emotiva. Enactments. Intensa dipendenza. 2.Disturbo narcisistico del carattere il rispecchiamento affettivo è intenso, ma non contingente; il bamb. si formerà una rappresentazione incongruente con lo stato emotivo. Col tempo comincerà a sentirsi falso e vuoto. 3.Sé estraneo il caregiver manca di sensibilità e sintonizzazione con il bamb.; il bamb. non riesce a trovare se stesso nella mente della madre, ma trova lei (Winnicott, 1967). Il bamb. interiorizza lo stato mentale della madre, che rimane però un oggetto-sé estraneo. Il sé estraneo verrà trattato tramite lesternalizzazione, quindi lidentificazione proiettiva, che porterà il bamb. a manipolare il genitore, per tentare di controllare quella parte del Sé sentita come estranea. Scissione. Identificaz. proiettiva. Forte dipendenza.

103 Il compito del terapeuta, quindi, con alcuni pazienti, soprattutto a livello borderline, è di mettere in evidenza il carattere rappresentazionale del loro mondo interno e diminuirne lequivalenza psichica.

104 Valutazione di questo modello : viene data maggiore attenzione ai disturbi di personalità gravi, rispetto ad altri; alcune idee erano già state espresse precedentemente da altri autori, come Freud, psicologi dell Io e delle relazioni oggettuali ( simbolizzazione VS pens. concreto ); approccio alla mentalizzazione eccessivamente cognitivo, con poca attenzione alle esperienze emotive; viene data troppa importanza ad un singolo meccanismo: la funzione riflessiva. Essa, infatti, può anche non essere né necessaria, né sufficiente per una buona qualità della vita; viene data troppa importanza ai primi anni di vita, rispetto ad altri periodi di vita; è una teoria che si basa sugli affetti, che tenta di mettere in relazione concetti psicoanalitici classici con altri riguardanti le relazioni interpersonali.

105 CAP. 13 SULLA PRATICA DELLA TEORIA PSICOANALITICA

106 IL RAPPORTO TRA TEORIA E PRATICA Funzione principale della teoria, per coloro che la praticano, è quello di spiegare i fenomeni clinici. La debolezza di tali teorie cliniche consiste nella loro eccessiva fiducia nellinduzione: la teoria viene utilizzata come se fosse un dispositivo euristico invece che come strumento per effettuare delle deduzioni; dal punto di vista clinico gli argomenti induttivi sono pratici e convincenti; portano a promuovere delle teorie cliniche al rango di leggi, si ha così limpressione di disporre di uno strumento di comprensione che ha senso per noi e funzioni per il paziente oltre ad essere scientifico. la maggior parte dei principi clinici sono probabilistici, permettono spiegazioni solo statistico-induttive e non nosologiche-deduttive. Affinché una somma di osservazioni cliniche possa costruire base adeguata per teoria psicoanalitica servono quattro condizioni: a) cercare un legame logico tra teoria e tecnica; b) in relazione al materiale clinico un ragionamento tanto induttivo quanto deduttivo; c) un uso dei termini scevro di ambiguità; d) la volontà di esporre più materiale clinico a un esame critico dettagliato.

107 LA PRATICA CLINICA PSICODINAMICA NON È LOGICAMENTE DEDUCIBILE DA ALCUNA TEORIA CLINICA PSICODINAMICA La pratica psicoanalitica non è logicamente deducibile dalla teoria a disposizione. Questo per varie ragioni: la tecnica psicoanalitica si è sviluppata per prove ed errori; gli psicoanalisti non capiscono, e non pretendono di capire, perché la loro terapia funzioni; la pratica psicoanalitica è cambiata poco negli anni; le prove a sostegno delle asserzioni cliniche che indicano la psicoanalisi come efficace sono modeste, questo non vuol dire che siano inefficaci. Il valore della teoria, per gli psicoanalisti, consiste nellelaborare il significato del comportamento in termini di stato mentale. Se questo sia utile, una volta comunicato, non è deducibile dalla teoria.

108 USO DEL RAGIONAMENTO INDUTTIVO INVECE CHE DEDUTTIVO IN RAPPORTO AL MATERIALE CLINICO. La strategia maggiore usata in psicoanalisi clinica per costruire una teoria è linduttivismo enumerico( la raccolta si situazioni coerenti con una premessa): durante il trattamento di un p.te abbiamo accesso ad un insieme di osservazioni basate sulla valutazione e sullosservazione del processo di cura. Da questo campione vengono selezionate alcune osservazioni reputate significative, a partire dalle quali lanalista trae delle conclusioni sul come e sul perché il p.te agisca generalmente in un certo modo. Lanalista sarà costretto a concentrarsi su quegli aspetti del comportamento e della relazione del p.te che hanno un senso secondo i costrutti teorici che egli privilegia. In questo modo linduzione non è solo il prodotto dellaccumularsi di osservazioni su di un particolare individuo, ma di ciò che anche altri psicoanalisti, riguardo a casi passati, hanno esposto nelle loro teorie cliniche.

109 LA NATURA DEL RAPPORTO TRA TEORIA E PRATICA La teoria orienta i clinici nella loro opera di osservazione, descrizione e spiegazione dei fenomeni. Inevitabilmente essa influenzerà la tecnica, sebbene il legame tra le due sia così allentato. Gli psicoanalisti hanno spesso commesso lerrore di credere di essere impegnati in qualcosa di più delloperare seguendo un modello: ossia, hanno creduto che la loro pratica fosse fondata sulla teoria. La pretesa che la pratica sia dedotta dalla teoria può portare a una sua cristallizzazione. In assenza di chiarezza sugli aspetti della pratica che sono realmente guidati dalla teoria, diventa difficile sapere quali di essi sia possibile modificare senza minacciare lintero edificio.

110 Vi sono ovviamente dei problemi nelle teorie psicoanalitiche che ostacolano un rapporto definito con la tecnica. La lentezza con cui progredisce la terapia psicoanalitica può essere imputata allincertezza sulla natura di questo rapporto. Se la teoria venisse separata dalla pratica, la tecnica potrebbe progredire su un terreno squisitamente empirico, in base a ciò che effettivamente funziona. Se la teoria è saldamente legata alla tecnica, i progressi teorici conducono inevitabilmente a riscontri pratici. Se invece, come crediamo sia il caso della pratica psicodinamica, la teoria serve a giustificare la pratica per mezzo dellanalogia, dobbiamo tenere sempre presente che il nostro lavoro si basa sullesperienza clinica accumulata, e ciò che andiamo teorizzando può essere al massimo un utile complemento alla pratica clinica, ma non la sua giustificazione.

111 LA GENERAZIONE DELLA TEORIA DAL LAVORO PSICODINAMICO Linduttivismo enumerico è divenuto la strategia epistemica psicodinamica predominante, incapsulata nel resoconto del caso clinico. Vengono elaborate nuove teorie senza abbandonare quelle vecchie. Gli psicoanalisti hanno aggirato i problemi empirici, creati da formulazioni parzialmente incompatibili, allentando la definizione dei termini. Questo li ha portati ad opporsi alloperazionalizzazione e preferire apertamente lambiguità. Altrettanto prevedibile è stato il moltiplicarsi delle teorie, il rifiuto della parsimonia come criterio per eliminare le idee in competizione, la specificità geografica di particolari tradizioni teoriche, la sopravvalutazione della retorica scritta e orale come criterio di validità, luso poliformico dei concetti e, in definitiva, un enorme impianto teorico che è divenuto quasi impossibile integrare.

112 Conclusioni e direzioni future cap. 14

113 Assunto condiviso da tutte le concettualizzazioni psicoanalitiche: LO STUDIO DELLO SVILUPPO E QUELLO DELLA PSICOPATOLOGIA RIGUARDANO GLI STESSI PROCESSI PSICHICI. 2 aspetti: I. E sbagliato affermare che la psicosi sia la riattivazione di modalità di funzionamenti infantili: - differenze tra pensiero infantile e la mente delladulto in stato di regressione (es.: nellinfanzia non vi sono allucinazioni, deliri di grandezza, …) - lo sviluppo successivo altera meccanismo e funzionamento delle strutture primarie che si presume siano riattivate nella psicopatologia. II. Le teorie strutturali e le teorie delle relazioni oggettuali sostengono che meccanismi utilizzati per spiegare la fenomenologia dei disturbi più gravi siano radicati nei primi stadi di sviluppo, ma le prove empiriche a sostegno sono scarse. E necessario che la psicoanalisi: approfondisca la comprensione delle fasi successive dello sviluppo e includa eventi ambientali e circostanze intrapsichiche, che esercitano influenze sul percorso evolutivo.

114 La psicoanalisi è compatibile con le nuove conoscenze della genetica? Può la psicoanalisi continuare a esercitare la propria influenza nello studio della mente? La sfida della genetica è servita allapproccio psicodinamico in quanto ha bilanciato la tendenza eccessiva diagnosticare disturbi postraumatici da stress fra le vittime di maltrattamento infantile il fatto che specifici fattori ambientali stimolino lespressione di un gene oppure no può dipendere dalla natura di questi fattori e dal modo in cui li esperisce il bambino. Inoltre la psicoanalisi ha contribuito allintegrazione della genetica nelle scienze dello sviluppo. Intenzionalità inconscia. La teoria psicoanalitica pone attenzione alle dinamiche inconsce di processi mentali e alla motivazione nella spiegazione del comportamento umano. Tale conoscenza può essere integrata con altre scienze della mente: le neuroscienze cognitive, ad es., hanno dimostrato che la maggior parte dellattività del cervello (come memoria implicita, presa di decisione, problem solving e altri compiti cognitivi) avviene al di fuori della coscienza.

115 Motivazione inconscia Wasten (1999): il comportamento umano è motivato da molteplici scopi e il meccanismo deputato a organizzarli si trova fuori dalla coscienza, se così non fosse dovrebbe sostenere un carico di lavoro eccessivo. Sia i modelli neuropsicologici sia i modelli evolutivi sono coerenti con - le idee psicoanalitiche relative alla coesistenza di unità di processamento che provengono da diversi stadi di sviluppo, - con lubiquità del conflitto tra esse e - con la necessità di una soluzione adattiva di questi conflitti come parte del processo evolutivo. Lesperienza della prima infanzia La letteratura biologica ha prodotto un modello alternativo, coerente con le idee di Freud della relazione tra esperienza primaria e predisposizione ala psicopatologia. Es.: esperienze precoci di difficoltà nei ratti sono associate a un aumento del rilascio di corticotrofina, laumento prolungato di tale sostanza può portare a un danno permanente nei neuroni dellippocampo. Fa da contrapunto la prova della possibilità di cambiamento: effetti dei momento criticile esperienze della vita adulta fanno una differenza decisiva per le persone che si sono trovate in una situazione di rischio come conseguenza di difficili esperienze infantili (Rutter,1999).

116 Rappresentazioni mentali e relazioni oggetuali. I bambini trasformano le prime interazioni con i caragiver in schemi cognitivo-affettivi di sé e dellaltro, che regolano e dirigono il comportamento successivo. Secondo la teoria psicoanalitica e rappresentazioni vengo no distorte dalle difese e dagli impulsi. Queste distorsioni possono indicare una predisposizione genetica o unantecedente esperienza ambientale la distorsione infantile del mondo esterno è di grande interesse per quegli studiosi che hanno scopo di individuare relazioni dirette fra difficoltà psicosociali e psicopatologia. La teoria delle relazioni oggettuali può offrire un contributo significativo. I Punti di forza dei modelli psicoanaltci sono quattro caratteristiche principali: 1. Fecondità: i concetti psicoanalitici hanno ispirato molte ricerche psicologiche sulla psicopatologia. 2. Spiegazioni unificanti: diversi comportamenti e sintomi possono riflettere un unico problema. 3. Approccio dinamico: lo sviluppo è inteso come una serie di formazioni di compromesso. 4. La mente come strumento: la teoria costruita alla sensibilità del terapeuta nel generare modelli per comprendere pensieri, sentimenti e comportamenti; lascolto psicoanalitico permette ai clinici di maneggiare interazioni intense e disturbanti e di dare loro un senso.

117 RIFLESSIONI COCLUSIVE Obiettivi futuri per i clinici-ricercatori orientati psicoanaliticamente: a) Cominciare a utilizzare i metodi alternativi di raccolta dei dati messi a disposizione dalle moderne scienze sociali e biologiche. b) Definire in modo più curato i costrutti psicoanalitici e le tecniche. c) Includere spiegazioni provenienti da ambiti sterni alla psicoanalisi; queste potrebbero suggerire modi migliori per comprendere i dati. d) Affinare la riflessione sulle interazioni fra mondo intrapsichico e ambientale e fra i processi di rischio e trauma. e) Dare maggiore attenzione al contesto sociale e culturale allinterno del quale si sviluppano le relazioni doggetto. f) Focalizzare lattenzione sullimportanza che teoria e trattamento psicoanalitici possono avere opr la comunità in senso ampio. g) Liberarsi dagli impicci di una teoria datata e troppo specifica, e focalizzarsi sugli elementi essenziali delle sue proposizioni psicologiche.

118 h) Spostare lattenzione dai dati sefl-report ai dati narrativi: fare un esame più attento dei pattern di narrazione, al posto delle osservazioni del contenuto narrativo; porre maggior attenzione alla discrepanza e al conflitto fra sistemi diversi di risposta, piuttosto che a una ossessiva ricerca di congruenza e coerenza. i) Riconoscere la debolezza del legame fra pratica e teoria. l) Avere una profonda conoscenza delle idee psicoanalitiche è essenziale per cogliere la complessità dellincontro clinico. Tutte le teorie passate in rassegna in questo libro hanno offerto importanti contributi alla comprensione della personalità e dei suoi disturbi. Scienza psicoanalitica intensa come una disciplina integrativa, che attinge a una gamma di discipline scientifiche diverse fra loro e ad altre fonti di informazione, e che è focalizzata sui conflitti che gli aspetti soggettivi dellesperienza creano alla persona nel corso dello sviluppo adattivo o disadattivo.


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