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APPUNTI DELLA PROF.SSA CINZIA DE STASIO STORIA (MOD. I – II - III) BIENNIO ANNO SCOLASTICO 2007-2008.

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1 APPUNTI DELLA PROF.SSA CINZIA DE STASIO STORIA (MOD. I – II - III) BIENNIO ANNO SCOLASTICO

2 LA PREISTORIA DELLUOMO Molti milioni di anni fa la foresta pluviale dellAfrica è abitata dalle scimmie antropomorfe, le più simili alluomo. Sono quadrumani e questo permette loro di arrampicarsi su alberi altissimi e di essere frugivore, cioè mangiatrici di frutta. Quando la foresta pluviale si trasforma in savana, gruppi di scimmie antropomorfe iniziano una lunga evoluzione per adattarsi al nuovo ambiente. In circa dieci milioni di anni imparano landatura eretta sugli arti posteriori e usano quelli anteriori come mani. Diventano lunico animale bipede con mani prensili. Gli studiosi le definiscono ominidi. Le prime tracce degli ominidi risalgono a più di tre milioni di anni fa. Imparano a usare il pollice e, in seguito, il loro cervello si sviluppa e il cranio si ingrossa. Gli ominidi diventano onnivori e fondano la famiglia nucleare formata da genitori e figli ai quali vengono trasmesse le esperienze ossia uneducazione.

3 Le comunità paleolitiche in Africa Gli ominidi, grazie allevoluzione del cervello, acquistano due abilità proprie delluomo: la memoria e la capacità di progettazione. Cominciano a costruire i primi utensili. A questi ominidi che vivono in Africa, in Tanzania circa diamo il nome di uomini. Inizia così la preistoria delluomo divisa in due periodi. Il primo è letà Paleolitica (della pietra antica) che dura da 2 milioni e mezzo a anni fa. Si succedono due tipi umani: lHomo habilis e lHomo erectus. Vivono in gruppi nomadi composti da una decina di famiglie nelle quali i ruoli sono divisi: gli uomini sono cacciatori di piccoli animali, le donne invece sono raccoglitrici di frutta e radici. L Homo erectus addomestica il fuoco.

4 Le comunità paleolitiche nel mondo Circa un milione di anni fa inizia sulla Terra lera glaciale; i ghiacci si estendono fino a coprire lEuropa, America e Asia settentrionali. Per il calo delle piogge nellemisfero sud la savana si trasforma in deserto anni fa avviene la prima migrazione verso nord di alcune comunità dellHomo erectus attraverso lIstmo di Suez. LEuropa e l?asia sono quasi interamente ricoperte di ghiacci tranne un corridoio tra Portogallo e Cina. Qui, circa anni fa compare lHomo sapiens detto anche luomo di Neandertal. Le sue comunità, riunite in bande, vivono in caverne. Gli uomini praticano la caccia di gruppo di animali dei quali usano le pelli per coprirsi; iniziano a seppellire i morti. Intanto dallAfrica, circa anni fa, gruppi di uomini molto evoluti si diffondono in Europa e in Asia. Circa anni fa raggiungono l Australia e anni fa lAmerica. Appartengono a un nuovo tipo di uomo, lHomo sapiens sapiens o Uomo di Cro-Magnon.

5 La Rivoluzione neolitica (ossia lEtà della pietra nuova a.C.) Lera glaciale finisce circa anni fa Fauna e flora mutano: la mezzaluna fertile Gli agricoltori diventano sedentari; nascono i primi villaggi Invenzione della ceramica, filatura della lana e del lino, tessitura Consiglio degli anziani, composto dai capi delle famiglie della tribù, depositari della magia Nascono le prime divinità e i primi luoghi di culto Intorno al a. C. si scoprono le tecniche per la fusione dei metalli; prima il rame, poi il bronzo (una lega di rame e stagno).

6 LE CIVILTA DEI FIUMI SUMERI ED EGIZIANI FONDANO LA CITTA E LO STATO In Mesopotamia, terra tra i fiumi Tigri ed Eufrate, verso la fine del iV millennio a.C. vivono i Sumeri. Hanno il vantaggio di sfruttare le acque dei fiumi ma ne temono le inondazioni. Il loro impegno è arginare le acque. Riconoscono divinità nelle Forze della Natura e nasce la religione. Eleggono un re il gran sacerdote Fondano la città e lo Stato che danno luogo alla civiltà. Nel a. C. a Uruk, in Mesopotamia, i Sumeri inventano la scrittura, elaborano le sillabe : scrittura cuneiforme. Gli Egiziani vivono lungo le rive del Nilo, che dopo le piene, lascia sul terreno un fertile limo. E necessario incanalare le sue acque per allargare i terreni coltivabili. Riconoscono divinità nelle Forze della Natura e nasce la religione. Eleggono un re il dio in terra Fondano la città e lo Stato che danno luogo alla civiltà. Inventano la scrittura intorno al a.C. è costituita da segni sacri, i geroglifici, che essi credono dotati di poteri magici. Usano il papiro, lutilissima pianta delle paludi.

7 Nomadi e sedentari I rapporti tra civiltà sedentarie e tribù nomadi sono difficili. La tribù semitica degli Amorrei nel 1800 aC. Riesce a conquistare tutte le città sumeriche, sotto la guida di Hammurabi che fonda il regno di Babilonia. Hammurabi introduce la schiavitù per i guerrieri vinti e impone pesanti tributi alle città sconfitte; adotta però la religione e la lingua sumerica. Emana un Codice di leggi per garantire la pace sociale. Gli Ebrei, nomadi di lingua semitica, giungono in Palestina nel 1200 a.C.La loro storia, scritta nella Bibbia, narra che il patriarca Abramo, per ispirazione di Jahvè (Dio), partì dalla Mesopotamia verso la terra promessa (il paese di Canaan, la Palestina).Poi le tribù di Abramo rimasero per quattrocento anni in Egitto e furono ridotte in schiavitù. Furono liberate da Mosè che, intorno al 1250 a.C. le condusse in Palestina. I re Saul, Davide e Salomone vincono i Filistei e fondano il Regno di Israele con capitale Gerusalemme. Alla morte di Salomone nel 931 a.C. il regno si divide e gli Ebrei vengono dominati da popoli stranieri.

8 La prima migrazione indoeuropea nel 2000 a.C. si divide in vari rami: gli Arii raggiungono LIndia i Persiani lIran I Celti lEuropa continentale Achei e Ioni la Grecia Gli Ittiti in Asia Minore La seconda migrazione indoeuropea avviene nel 1200 a.C. a opera dei Popoli del mare: Gli Ittiti vengono annientati I Dori invadono la Grecia I Filistei si stabiliscono in Palestina

9 I PRIMI POPOLI MEDITERRANEI Lisola di Creta è la culla delle civiltà del Mediterraneo.La civiltà cretese è detta anche minoica dal re Minosse, costruttore, secondo il mito, del labirinto in cui era chiuso il Minotauro. I Cretesi forse sono gruppi di emigranti fenici giunti a Creta intorno al 2000 a.C. Sono abili nei commerci e nella navigazione per la quale usano navi dotate di chiglia, di parapetti laterali e di due timoni e due vele. Per primi affrontano la navigazione dalto mare e tra il 2000 e il 1400 a.C. percorrono le rotte del Mediterraneo orientale conquistando, anche con la pirateria, la talassocrazia ossia il dominio del mare. I palazzi dei re, come a Cnosso e Festo, sono centri del potere politico, economico, religioso. La civiltà cretese termina allimprovviso intorno al 1400 a.c. a causa di un terremoto devastante che precede di poco lattacco degli Achei di Micene.

10 La tribù indoeuropea degli Achei fonda la civiltà micenea I Micenei sono un popolo guerriero, costruttore di fortezze Gli Achei sono Indoeuropei che intorno al 2000 a.c. si stanziano nella penisola greca, dove vivono di allevamento e di agricoltura. Dal 1600 a.c. costruiscono navi con le quali raggiungono le coste dItalia. Le loro città sono dominate da fortezze in cui risiedono i re; la più potente è Micene da cui gli Achei derivano il nome di micenei. Nel 1250 a.c. i re achei attaccano insieme la più ricca città sullo stretto dei Dardanelli, Troia: la conquistano e la distruggono. Limpresa viene cantata dagli aedi ( i poeti ambulanti che recitavano in versi a memoria o improvvisando, senza laiuto di un testo scritto) e nel X secolo a.C. narrata in due poemi, lIliade e lOdissea, attribuiti a Omero. Nel 1200 a.C. Una serie di terremoti distrugge le città micenee mentre la Grecia viene invasa da nuovi Indoeuropei: i Dori.

11 I Fenici sviluppano la navigazione e il commercio Fondano empori commerciali lungo le coste del Mediterraneo Si deve ai Fenici la diffusione del vetro e dellalfabeto I Fenici sono semiti che abitano sulla costa siriana stretta tra il mare e monti boscosi. Dal 1200 a.C. emergono le loro città, Biblo, Sidone, Tiro. Per la navigazione e il commercio i Fenici attrezzano porti e, sfruttando le numerose foreste presenti sul territorio, costruiscono navi. Esplorano le coste dellAfrica settentrionale e fondano empori in Sardegna, Sicilia, Spagna dove scambiano oggetti di vetro e tessuti tinti di porpora. Fondano Cartagine e si dirigono fino allInghilterra. Oggi sappiamo che lalfabeto ( da alfa e beta, le due prime lettere del sistema di scrittura greco) fu inventato probabilmente dalle popolazioni del Monte Sinai usando i geroglifici egiziani come segni fonetici. Resta però ai Fenici la gloria di aver diffuso questa invenzione in tutto il Mediterraneo. Conoscere lalfabeto significò per i Greci e per i popoli italici passare dai 2000 segni del sistema pittografico e dai 600 del sistema sillabico a una ventina di segni che potevano essere appresi facilmente. Lalfabeto rese democratica la scrittura, divulgando uno strumento che fino ad allora era stato il privilegio di pochissimi potenti.

12 I Greci e la polis In Grecia la natura montuosa del suolo e la scarsità di pianure coltivabili produce la fame di terre. Dal 1200 a.C. all800 a. C., la Grecia attraversa unEtà buia. Poi Achei, Dori e Ioni fondono le loro culture e nasce un nuovo popolo che parla greco, usa lalfabeto, ha una religione comune costituita da miti, eroi e riti. Il 776 a. C. anno di fondazione delle Olimpiadi, è considerato lAnno Uno della storia greca. La polis è la nuova forma di città dei Greci. Non più la città del re, ma la città dei cittadini che si autogovernano attraverso nuovi principii e diritti. Ogni città è una città-Stato, indipendente dalle altre. Per la prima volta la città ha una piazza, lagorà, per radunare lAssemblea dei cittadini. Si trova nella città bassa mentre sullacropoli, la città alta in collina, i templi rappresentano la sede del potere religioso.

13 Tutti i cittadini hanno diritto di governare, ma non tutti gli abitanti sono cittadini. Sono esclusi dalla cittadinanza le donne, i mercanti e gli artigiani, i contadini poveri. Alla fine sono cittadini solo i grandi proprietari terrieri, ossia gli aristocratici. Lemigrazione dei contadini poveri tra lVIII e il VI sec. A.C., alimentata dalle città madri, produce la colonizzazione di regioni fertili sulle coste dellAsia Minore e del Mar Nero, della Sicilia e dellItalia meridionale (sarà la Magna Grecia) e a ovest fino alla Gallia. Le terre vengono distribuite in lotti uguali in base a una maggiore giustizia sociale. Nel VII sec a. C. viene inventata la moneta coniata che facilita i commerci a favore di artigiani e mercanti.Questi possono entrare in un nuovo schieramento di fanteria, la falange oplitica, e ottengono così il diritto di cittadinanza. Le lotte sociali tra aristocratici e contadini poveri continuano fino a quando, tra il VII e il VI sec.a.C. alcuni nobili, proclamandosi tiranni, governano la città. LEtà dei tiranni è solo unetà di passaggio.

14 Gli Spartani Intorno al 1200 a.C.,gruppi di Dori si insediano nel Peloponneso (in Laconia), si impongono sulle popolazioni locali e fondano la città di Sparta, da cui prendono il nome di Spartani. Sottomettono poi i contadini-guerrieri della vicina Messenia che diventa parte della della loro polis. NellVIII e VI sec. I Messeni si ribellano ma, dopo due guerre messeniche, vengono definitivamente sconfitti. Gli spartani creano nella loro città una ferrea organizzazione con lesercito oplitico più forte di tutta la Grecia.

15 Sparta ha una Costituzione oligarchica perché il potere è nelle mani di pochi. Le polis greche hanno tutte una Costituzione; quella di Sparta è attribuita al mitico Licurgo. Secondo la Costituzione tutte le terre, divise in parti di pari dimensioni, sono affidate in usufrutto agli Spartiati, chiamati anche Uguali, che sono La loro Assemblea (Apella) decide sulle proposte di legge del Consiglio chiamato Gherusìa composto da 30 gheronti (anziani) appartenenti a due grandi famiglie doriche. Di queste famiglie fanno parte anche i due re che in guerra comandano lesercito. Cinque èfori potentissimi sono addetti alla gestione dello stato. La Costituzione spartana affida il potere a poche persone; quindi è oligarchica. Iloti e Perieci sono esclusi dai diritti civili. I Messeni discendenti dalla popolazione sconfitta dai Dori, chiamati Iloti, sono proprietà della polis; coltivano come servi i campi degli Spartiati e vengono tenuti in una condizione di terrore. I Perieci, che abitano in una città portuale, hanno il diritto di commerciare, ma non il diritto di cittadinanza. I Spartiati si dedicano solo alla politica e alla vita militare.

16 GLI ATENIESI Atene si sviluppa nellAttica vicino al porto del Pireo. La terra, scarsamente coltivabile, produce vino, olio e fichi, mentre i numerosi porti naturali sono adatti alla pesca e al commercio. Il territorio è diviso in trittìe( tre zone): della pianura (ricchi proprietari), della montagna (contadini poveri), della costa (mercanti e artigiani). Le differenze territoriali determinarono quelle sociali.

17 SOLONE TENTA DI RIFORMARE LA COSTITUZIONE PISISTRATO INSTAURA LA TIRANNIDE IL LEGISLATORE CLISTENE EFFETTUA UNA PROFONDA RIFORMA ELETTORALE Per placare gravi lotte sociali, nel 594 a.C. la polis affida a Solone la riforma della Costituzione. Solone libera gli schiavi per debiti. Tra il 560 a.C. e il 528 a.C. un tiranno, Pisistrato, sale al potere e riporta Atene alla prosperità. Nel 508 a.C. Atene affida a Clistene una nuova riforma della Costituzione. Clistene parte da una riforma elettorale: distribuisce le trittie in dieci tribù in modo che ogni tribù sia composta da tre trittie. Quindi a ogni trittia attribuisce un solo voto per eleggere i magistrati, permettendo alla montagna e alla costa di ottenere facilmente la maggioranza sulla pianura.

18 LA COSTITUZIONE DI ATENE E DEMOCRATICA PERCHE ASSICURA LA PIU LARGA PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI AL VARO DELLE LEGGI Elaborando la Costituzione, Clistene forma una vasta Assemblea chiamata Ecclesia, costituita da cittadini, alla quale dà piena libertà di parola e ampi poteri. Essa è affiancata dalla Bulè, un Consiglio formato da 500 cittadini, eletti annualmente per sorteggio, che diventa lorganismo di governo più importante dello Stato. Inoltre lAssemblea nomina ogni anno dieci strateghi che comandano lesercito e mantengono lordine in città. Con lostracismo, infine, lAssemblea può condannare allesilio chi è sospettato di aspirare alla tirannide. Lampiezza dellEcclesia e della Bulè, lannualità e il sorteggio delle cariche, nonché la libertà di parola fanno di questo tipo di Stato una democrazia. Ad Atene sono esclusi dalla cittadinanza: i meteci, ossia gli stranieri; gli schiavi ( leconomia greca si basa sul lavoro degli schiavi); le donne ( le donne erano prive dei diritti civili, non potevano partecipare alla vita pubblica e non godevano di alcun privilegio).

19 I PERSIANI Nel VI sec. A,C. le colonie greche dellAsia Minore vengono assorbite dallImpero persiano che ha il suo nucleo a Persepoli, vicino al Golfo Persico. I Persiani, anchessi di origine indoeuropea, sotto la guida di Ciro il Grande e poi di Cambise conquistano tutta la Mesopotamia, la Siria; la Libia; lEgitto, la Palestina e lAsia Minore. Allinizio del V sec.AC. Dario, il re dei re simpegna nellorganizzazione dellImpero. Divide il territorio in satrapie (province) affidate ciascuna a un satrapo dotato di ampi poteri militari e civili e impegnato a riscuotere un tributo annuale per il tesoro reale. Dario, spietato con i traditori, dimostra tolleranza verso i sudditi promuovendo artigianato e commerci e premiando chi introduce nuove colture. Dario inoltre riesce a realizzare la costruzione della Strada reale, che attraversa lImpero da Susa(nel cuore dellAsia)a Sardi(sul Mediterraneo). Dario promuove le esplorazioni e compie lenorme impresa del primo taglio dellIstmo di Suez.

20 Splendore e declino della Grecia Nel 499 a.C. Mileto, città greca dellAsia Minore, sottomessa ai Persiani, si ribella aiutata da Atene sua città madre. Dario distrugge Mileto e decide la punizione di Atene con la quale si schiera Sparta. Nel 490 a.C. si svolge la prima guerra persiana. Nella pianura di Maratona Ateniesi guidati da Milziade, affrontano Persiani e li sconfiggono.

21 Dario, alla sua morte, lascia al figlio Serse il compito di punire Atene. Serse prepara una spedizione gigantesca. Fa allestire un ponte di barche sullEllesponto per invadere la terra via terra da nord mentre la flotta seguirà lesercito dal mare. In Grecia, mentre molte città passano dalla parte di Serse, Sparta e Atene si alleano : scoppia la Seconda guerra persiana ( a.C ). Leonida con solo 300 Spartani resiste tre giorni alle Termopili. Poi lesercito persiano dilaga nellAttica e giunge ad Atene. Gli Ateniesi si rifugiano sullisola di Salamina mentre la città brucia. Lo stratego Temistocle conduce la flotta ateniese nei pressi di Salamina e con 200 navi distrugge o disperde 1200 navi persiane. Quindi lo spartano Pausania sbaraglia i Persiani a Platea costringendoli alla fuga. La qualità dei greci vince sulla quantità schierata dellImpero persiano.

22 Ad Atene diventa stratego Pericle che, per le sue doti eccezionali, viene rinominato ogni anno dal 461 al 429 a.C. Il suo governo fa rinascere Atene. Convinto che la città debba dominare il mare Egeo, Pericle assume il comando della Lega di Delo, mentre Sparta crea la Lega del Peloponneso. Si formano due blocchi: uno terrestre guidato da Sparta, uno marittimo guidato da Atene. Le rivalità tra Atene e Sparta portano alla Guerra del Peloponneso che dura dal 431 al 404 a.C. spaccando la Grecia in due parti e indebolendola. Pericle muore, gli strateghi successivi perdono una lunga serie di battaglie e alla fine Atene si arrende.

23 Alessandro Magno e lEllenismo Nel IV sec. A.C. la Macedonia, una regione a nord della Grecia, è abitata da tribù di agricoltori e pastori e governata da un re e da ottocento capitribù. Nel 359 a.C. sale al trono Filippo che doma i capitribù, crea la falange macedone che rivoluziona il modo di combattere e si impadronisce delle miniere doro della Tracia. Poi invade la Grecia e prepara una spedizione contro la Persia, ma, nel 336 a.C. viene ucciso. A Filippo succede nel 336 a.C. il figlio Alessandro che affronta limpresa e la conduce a termine in tre anni dal 334 al 331 a.C. Annienta i Persiani, guidati da Dario III, in Siria e in Egitto. Divenuto re dei Persiani, si insedia a Persepoli e progetta unImpero universale in cui la civiltà greca si fonda con quella orientale. Il tentativo di conquistare lIndia è lultima impresa di Alessandro.

24 Alessandro muore nel 323 a.C. a trentatrè anni. I suoi generali si combattono per la successione e alla fine dividono limpero in Regni ellenistici, cioè di cultura greca. Durante lEllenismo, un grande movimento culturale che adotta la lingua greca come lingua internazionale, fioriscono la scienza e la tecnica. In questa epoca assume grande valore listruzione, sia elementare sia superiore, e le scuole sono organizzate da un apposito magistrato.

25 I Celti e i popoli italici I Celti (Galli per i romani) intorno al a.C. occupano tutta lEuropa occidentale. La loro lingua fa parte del gruppo indoeuropeo. Sono nomadi allevatori, ma anche contadini; costruiscono città fortificate che diventano centri di mercato, botteghe e officine. I prigionieri di guerra vengono resi schiavi. I loro artigiani sono abili fabbri e falegnami, famosi anche tra Greci e Romani. DallVIII sec. A.C. in poi i Celti commerciano con i Fenici e Greci. Il loro incontro con i Greci diffonde nellEuropa celtica la scrittura alfabetica. La società celtica è una società guerriera, comandata in guerra da un re sottoposto allautorità della casta sacerdotale dei druidi.

26 GLI ETRUSCHI Gli antenati del popolo etrusco sono i Villanoviani, forse provenienti da una città dellAsia Minore in tempi assai antichi e stanziatisi nellarea comprendente lEmilia, la Toscana, lUmbria e il Lazio settentrionale. Tra lVIII e il V sec. A.C. i Villanoviani allacciano rapporti commerciali con i coloni della Magna Grecia e adottano lalfabeto. Cambiano livello di vita e da questo momento li chiamiamo Etruschi (Tusci per i Romani, Tirreni per i Greci).

27 Gli Etruschi costruiscono numerose città, in collina e presso corsi dacqua; se vicine al mare, le forniscono di un porto e di una flotta. Alcune città costituiscono una lega religiosa detta dodecàpoli (dodici città), altre restano autonome. Il re che in origine governa la società etrusca si chiama lucumòne; viene sostituito tra il VI e il V sec.a.c. dagli aristocratici che assumono il potere e vivono nel lusso. I lavoratori (contadini e artigiani) si trovano in una posizione intermedia tra libertà e schiavitù. Gli etruschi si avvalgono anche di un certo numero di schiavi. Di particolare prestigio sono gli arùspici, sacerdoti e indovini.

28 La natura fertile favorisce lagricoltura degli Etruschi, abili a creare reti di canali di irrigazione e a organizzare opere di bonifica. Con tecniche apprese dai greci, essi coltivano cereali, vite e olivo e costruiscono case, templi e navi. Ricchi anche di metalli (rame, argento, piombo e soprattutto il ferro dellIsola dElba), gli Etruschi si dedicano ad un artigianato raffinatissimo e forniscono al commercio prodotti di ogni tipo. Sono anche abili marinai, guerrieri e pirati e controllano per secoli il mare Tirreno, contendendolo a Greci e Fenici.

29 Le origini di Roma Secondo la leggenda Roma viene fondata nel 753 a.C. da Romolo, il suo primo re. Sulla città si concentra linteresse degli Etruschi perché in quel punto il Tevere è facilmente guadabile grazie allisola Tiberina. Gli Etruschi portano il sale sulla riva romana del Tevere e offrono ai Romani di partecipare a questo commercio. Si succedono tre re etruschi: Servio Tullio, Tarquinio Prisco, Tarquinio il Superbo. È lanno 509 a.C. i Romani fondano la Repubblica. La società romana è divisa in due classi: patrizi, discendenti dalle famiglie più antiche, e plebei, immigrati laziali che posseggono i terreni meno redditizi e sono legionari nellesercito. Ci sono poi i nullatenenti o proletari, senza diritti civili. Il comando supremo della Repubblica viene affidato a due consoli, uno patrizio e laltro plebeo, eletto da una Assemblea di tutti i cittadini. A questa Repubblica democratica di tipo ateniese succede nel 486 a.C. una Repubblica oligarchica di tipo spartano. Per riaffermare i propri diritti la plebe lotta tra il 486 e il 367 a.C. mentre contemporaneamente patrizi e plebei combattono insieme per la conquista dellItalia.

30 Patrizi e plebei sono legati da reciproci rapporti di patronato e clientela. Dal 494 a.C. i plebei sono difesi dal tribunato della plebe, costituito da due tribuni dichiarati sacri e inviolabili. Essi convocano le Assemblee della plebe che possono votare i plebisciti e decidere la secessione delle legioni. Nellanno 367 a.C. la plebe ottiene leggi scritte (le Dodici Tavole), il diritto di matrimonio tra patrizi e plebei, lassegnazione di campi più grandi, la riammissione al consolato. La Costituzione repubblicana si fonda su diversi magistrati ( i due consoli, i tribuni della plebe, in caso di guerra un dittatore, il censore ) e tre assemblee ( i Comizi centuriati, i Comizi tributi, il Senato ). Le magistrature sono annuali, elettive e gratuite. Mentre il Senato, con i senatori in carica a vita, volge verso loligarchia, il contropotere plebeo riequilibra lo Stato democratico.

31 La conquista dellItalia e dellImpero Tra gli inizi del V secolo e la metà del III sec. a.C. Roma conquista lItalia intera, escluse la Pianura Padana e le isole, con una serie di guerre vittoriose contro letrusca Veio, contro Galli e Sanniti, contro Pirro, re dellEpiro. La comune cultura romana unisce le popolazioni assoggettate attraverso il latino, lalfabeto, la religione ufficiale, la costruzione di una rete stradale, la fondazione di colonie. Roma amministra i territori occupati attraverso il sistema scalare (così chiamato perché creò tra le città italiche una serie di gerarchie simili ai gradini di una scala) e il principio del divide et impera (dividi e governa). MUNICIPI E COLONIE ROMANE Formate da cittadini romani CITTA ALLEATE LATINE E COLONIE LATINE: gli abitanti godono di alcuni privilegi ma non hanno il pieno diritto di cittadinanza CITTA ALLEATE ITALICHE: escluse da tutti i diritti di cittadinanza

32 La sola città del Mediterraneo capace di rivaleggiare con i Romani è la fenicia Cartagine, che grazie ad un trattato di alleanza stipulato con Roma ha lesclusiva dei commerci con la Sicilia. Cartagine è una città marinara e mercantile che gode di unagricoltura fiorente grazie ai contadini libici ridotti in schiavitù. In guerra lesercito è comandato da generali e ufficiali cartaginesi, ma formati da soldati mercenari reclutati ovunque. Le Guerre puniche iniziano nel 264 a.C. quando le legioni romane sbarcano in Sicilia. La Prima guerra punica ( aC ) si combatte sul mare. I Romani costruiscono navi muniti di corvi, passerelle mobili atte ad agganciare le navi nemiche e sbaragliano la flotta avversaria in tre battaglie costringendo Cartagine alla resa. Alla conquista della Sicilia seguono quella della Sardegna e della Corsica. La Seconda guerra punica ( aC ) è scatenata dal condottiero cartaginese Annibale che porta in Italia soldati ed elefanti. Sconfigge i Romani tre volte e nel 216 aC. a Canne, in Puglia, ne annienta le legioni. Ma Roma si riorganizza e Publio Cornelio Scipione porta la guerra in Africa: nel 202 a.C. sbaraglia a Zama i Cartaginesi e si fregia del titolo di Africano. Annibale fugge in Oriente. Nel 146 a.c. il Senato romano fa radere al suolo Cartagine. Nel 146 a.C. Roma è ormai padrona della maggior parte delle terre che si affacciano sul Mare Mediterraneo. Queste diventano province, governate da proconsoli e i loro abitanti non sono più cittadini ma sudditi, sottoposti a pesanti tributi. Roma, passando dal governo dellItalia al dominio ( imperium ) delle province, è ora un impero.

33 LA CRISI DELLA REPUBBLICA La conquista dellImpero fa esplodere il fenomeno della schiavitù, alimentato dai prigionieri di guerra e talvolta da intere popolazioni sconfitte. Costretti dai debiti, i contadini piccoli proprietari vendono ai grandi agrari le loro terre favorendo la nascita dei latifondi. Ununica azienda agricola,la villa, domina immense distese lavorate dagli schiavi, mentre molti terreni abbandonati si trasformano in paludi. Nasce così il fenomeno dell urbanesimo : i contadini costretti a vendere il loro podere emigrano in città in cerca di lavoro e, una volta inurbati, formano un proletariato disoccupato. Due fratelli, Tiberio e Gaio Gracco, tribuni della plebe rispettivamente nel 133 e nel 123 a.C., propongono una legge agraria che tolga una piccola parte di terra ai latifondi per ridistribuirla alla plebe urbana. Si tratta di terre appartenenti allagro pubblico, ma la nobiltà romana, che illegalmente le considera sue, fa assassinare prima Tiberio e poi Gaio. (fine delle riforme). La società romana si divide in due fazioni nemiche: Popolari (plebei e in minoranza nobili) e Ottimati (senatori e nobili), sostenuti dai loro clienti e dalle loro bande armate. Una continua rivalità separa anche i due ceti dei senatori (grandi proprietari terrieri) e dei cavalieri ( abili affaristi).

34 Nel 107 a.C. il capo dei popolari Mario, con una riforma dellesercito risolve due problemi: la miseria dei popolari e la necessità di uomini per formare le legioni. Lesercito viene costituito da volontari e non occorre più possedere terra per arruolarsi. I legionari ricevono lequipaggiamento, una paga giornaliera e premi. Al congedo ricevono un appezzamento di terra. Questo esercito affronta dal 90 all88 aC. la guerra sociale (da socii, alleati) suscitata dagli italici, esasperati per non aver ottenuto la cittadinanza romana. Il vincitore della guerra sociale, Silla, diviene il capo degli Ottimati. Quando Silla, su ordine del Senato, si appresta a partire per una spedizione in Oriente, lAssemblea della plebe, con atto illegale, gli toglie il comando dellesercito e lo affida a Mario, capo dei Popolari. Con un altro atto illegale Silla marcia su Roma ed entra in città con lesercito in assetto di guerra. I due eserciti si scontrano e quello di Silla ha il sopravvento. Partito Silla per lOriente, a Roma i Popolari perseguitano gli Ottimati. Questa nuova serie di illegalità provoca nell88 a.C. lo scoppio delle guerre civili che si protrarranno fino al 31 a.C. Silla torna vittorioso a Roma nell83 a. C. e assume nell82 la carica di dittatore a tempo indeterminato con pieni poteri. Mario è morto e la vendetta degli Ottimati si abbatte sui Popolari. Silla emana le tavole di proscrizione, elenchi dei suoi nemici sempre aggiornati e appesi nel Foro: chiunque può ucciderli. Le terre confiscate vengono distribuite in premio ai veterani di Silla il quale, nell80 a.C., si ritira a vita privata.

35 GIULIO CESARE: LA FINE DELLA REPUBBLICA In Italia violenza e illegalità si diffondono ovunque. Nel 63 aC. Il Senato affronta la Congiura di Catilina, sventata dal console Marco Tullio Cicerone che, allillegalità di Catilina, risponde con lillegalità delluccisione in carcere dei congiurati. Intanto gli Ottimati si scelgono come capo Cneo Pompeo mentre i Popolari si affidano a Gaio Giulio Cesare. Nel 60 a.C. Pompeo stringe un patto segreto con Cesare e con il ricchissimo Marco Licinio Crasso: è il primo Triumvirato, governo di tre uomini. Il Senato non si oppone alla loro forza e nel 59 a.C. Cesare è nominato console mentre Pompeo parte per lOriente. Prima che scada il suo consolato Cesare ottiene per cinque anni il proconsolato delle Gallie : la Gallia Cisalpina (Pianura Padana) e la Gallia Narbonense (Provenza). Nel 58 a.C. parte alla conquista dellintera Gallia battendo gli Elvezi e attaccando i Galli Belgi. Nel 54 aC. Conduce una spedizione in Britannia, ma intanto la Gallia insorge contro i Romani sotto la guida di Vercingetorige. Scoppia una guerra che culmina nel 52 a.C. con lassedio di Alesia e la vittoria di Cesare. Nel 50 a.C. tutta la Gallia Transalpina è sottomessa e diviene provincia romana. Cesare scrive sulla sua conquista il De Bello Gallico.

36 Il Senato e Pompeo temono ora il potere di Cesare e nel 49 a.C. gli ordinano di congedare lesercito. Cesare ignora lordine e passa con lesercito in armi il Rubicone, confine tra lItalia e le province, compiendo unazione illegale. Inizia una nuova fase di guerre civili che si protraggono fino al 45 a.C. Cesare, vincitore, scrive anche su questi eventi il De Bello Civili. Cesare torna a Roma e, convinto della necessità di un regime forte, si fa nominare dittatore a vita e vara alcune riforme: una riforma agraria; lavvio di opere pubbliche, la fondazione di colonie romane nelle province e laumento del numero dei senatori. Per iniziativa della plebe viene nominato imperator e il Senato, per ingraziarselo, stabilisce che sia divinizzato dopo la morte. Un gruppo di senatori lo uccide in Senato il 15 marzo ( le Idi di marzo ) del 44 a.C. Tra i congiurati vi sono il figlio adottivo Marco Bruto e lamico Cassio.

37 AUGUSTO E IL PRINCIPATO La cosiddetta tirannide di Cesare era considerata dalla plebe un governo saggio e illuminato, e, quando viene letto il testamento di Cesare scoppia la rivolta dei plebei e dei veterani. Contro i congiurati in fuga si schierano Antonio, Ottaviano (nipote e figlio adottivo di Cesare) e Lepido. Nel 43 a.C. i tre fondano un secondo triumvirato e sconfiggono i congiurati. Lalleanza tra i triumviri è di breve durata: ad Azio, nel 31 a.C. Ottaviano sconfigge Antonio. È la fine delle guerre civili. Ottaviano chiede al Senato poteri eccezionali ed ottiene: il tribunato della plebe, il proconsolato per tutto limpero, la carica di pontefice massimo. Prende quindi provvedimenti urgenti per risanare le finanze statali e dare sicurezza ai diseredati.

38 Augusto vara una riforma che toglie al Senato poteri politici ma compensa i senatori con incarichi redditizi e fa dei cavalieri la classe dirigente dellImpero. La classe media e la plebe amano Augusto, per gli affari e per la distribuzione gratuita di grano. Lerario resta amministrato dai senatori, mentre il fisco viene affidato ai liberti, gli schiavi liberati, che diventano una categoria di privilegiati. Insieme alla restaurazione della pace romana, Augusto si impegna per la restaurazione degli antichi costumi decaduti durante le guerre civili. Affida a Mecenate il compito di scegliere scrittori e poeti che esaltino le antiche virtù. (Orazio, Virgilio, Tito Livio). Augusto muore nel 14 d.C., dopo 57 anni di vita politica; il suo lungo periodo di governo viene chiamato il secolo di Augusto. Sceglie come successore Tiberio, figlio della terza moglie Livia e con questa designazione fonda una dinastia. La Repubblica è morta e nasce il Principato. Viene chiamato Impero con il significato di governo dellImperatore.

39 Roma nelletà imperiale Con Tiberio inizia la dinastia Giulio-Claudia che regna dal 14 al 68 d.C. con quattro imperatori: Tiberio, Caligola, Claudio e Nerone. Sotto Tiberio, nel 33 d.C., in Palestina muore sulla croce Gesù. Durante il regno di Nerone un incendio, del quale sono incolpati i cristiani, devasta Roma. Sale al potere Flavio Vespasiano, fondatore della dinastia Flavia, cui succedono i figli Tito e Domiziano. In Campania nel 79 d.C. leruzione del Vesuvio distrugge le città di Ercolano e Pompei. Dopo la dinastia Flavia viene usato il sistema delladozione, con cui limperatore in carica sceglie il suo successore. Tra gli imperatori adottivi spiccano Traiano e Adriano. Con Traiano limpero romano raggiunge la sua massima estensione. Sotto Adriano inizia la diàspora degli Ebrei (cioè la loro emigrazione dalla Palestina e la loro dispersione nel mondo).

40 LImpero entra in crisi quando, sotto Marco Aurelio, Parti e Germani lo attaccarono contemporaneamente. La situazione peggiora ancora con il diffondersi della peste che determina un forte calo demografico. Per tutto il III secolo d.C. lImpero è soggetto a una grave crisi economica. Aumentano le tasse; nelle campagne, con la fine delle guerre di conquista, vengono a mancare gli schiavi; le strade si riempiono di banditi; nelle città aumentano i prezzi. Lunico atto importante è lestensione della cittadinanza romana a tutti i sudditi dellImpero decisa da Caracalla. Verso la fine del III secolo lImperatore Diocleziano riesce a varare grandi riforme: impone un calmiere allaumento dei prezzi; istituisce la servitù della gleba e, infine, nel 286 d.C., divide lImpero in due parti, Impero dOriente e Impero dOccidente, ognuna governata da un Augusto coadiuvato da un successore, un Cesare. Il governo dei quattro chiamato tetrarchia non garantisce comunque una successione pacifica. Costantino, sposta la capitale dellImpero a Bisanzio (Costantinopoli).

41 Il Cristianesimo I Romani richiedono ai seguaci di altre religioni solo di rispettare la natura divina dellimperatore e di compiere regolarmente sacrifici in suo onore. Rifiutarsi è considerato alto tradimento. Dopo la morte e la resurrezione di Gesù i suoi discepoli, gli apostoli, ne diffondono il messaggio evangelico. Paolo organizza le prime chiese e assieme a Pietro fonda a Roma una comunità cristiana. Dopo la persecuzione di Nerone nel 64 d.C. le autorità romane colpiscono le comunità cristiane con persecuzioni sistematiche perché il rifiuto di riconoscere la natura divina dellimperatore li fa considerare colpevoli di alto tradimento. Le persecuzioni si protraggono per 250 anni; la più violenta è quella scatenata nel III sec. da Diocleziano. Ma le persecuzioni non frenano le conversioni che si fanno sempre più numerose. Il Cristianesimo si diffonde in tutto lImpero dove ogni Chiesa ha il suo sacerdote e ogni città il suo vescovo. Primo vescovo di Roma è san Pietro. Ai vescovi che gli succedono viene dato il nome di papa, padre. I vescovi tengono regolari concili per discutere la dottrina della Chiesa e le forme di organizzazione delle comunità cristiane. Le persecuzioni terminano nel IV sec. d,.C. con Costantino. Dopo un sogno profetico, questi fa apporre la croce sulle sue insegne quando a Ponte Milvio deve affrontare il suo ultimo rivale. Riconoscente per lottenuta vittoria, nel 313 emana lEditto di tolleranza con il quale il cristianesimo viene riconosciuto religione lecita dellImpero. Nel 380 limperatore Teodosio, influenzato da santAmbrogio, sanziona il trionfo del cristianesimo proclamandolo religione ufficiale dellImpero.

42 LALTO E IL BASSO MEDIOEVO La periodizzazione Alto Medioevo 476 – 1000 dalla fine dellImpero romano dOccidente alla fine delle ultime invasioni Perché questa periodizzazione? Perché le popolazioni germaniche e romane impiegarono questo periodo nelloperazione di fondere le proprie culture. Perché tale operazione avvenne con la mediazione della Chiesa cattolica, che acquistò quindi un ruolo predominante nella vita spirituale e politica dellEuropa. Perché questi cinquecento anni furono caratterizzati da uneconomia di pura sussistenza, basata sullautoconsumo. La periodizzazione Basso Medioevo 1000 – 1348 dalla ripresa economica alla Grande peste Perché questa periodizzazione? Perché questepoca fu caratterizzata dalla rinascita dellagricoltura, dei commerci e dellartigianato. Perché in essa ebbe inizio la crisi della Chiesa che determinerà poi una grande spaccatura dellEuropa cristiana nellEtà moderna. Perché fu dominata da uno scontro rovinoso tra il Papato e lImpero, che consumarono le loro forze per contendersi il potere universale.

43 LALTO MEDIOEVO Alla fine del IV secolo, i Germani dilagano nelle province occidentali dellImpero romano e, fra loro, Goti e Vandali saccheggiano Roma nel 410 e nel 455. Nel 476 Odoacre depone Romolo Augustolo, ultimo imperatore romano dOccidente. Inizia unepoca nuova: il Medioevo. I Germani fondano i Regni romano-barbarici nelle terre dellImpero: in Italia gli Ostrogoti; i Vandali in Africa settentrionale; i Visigoti in Spagna; Franchi e Burgundi in Francia. Essi utilizzano la popolazione romana come manodopera e mantengono la servitù della gleba. La Chiesa inizia la conversione dei re barbarici. Nel VI secolo si diffonde in Europa il monachesimo creato da San Benedetto da Norcia. I monaci vivono in comunità seguendo una Regola da lui dettata.

44 NellImpero romano dOriente fiorisce la civiltà bizantina. I Bizantini chiamano la vera fede ortodossia e i loro imperatori hanno un doppio potere, civile e religioso, detto cesaropapismo. Limperatore Giustiniano (527 – 565) raccoglie nel Corpus Juris Civilis tutte le leggi romane. Riconquista lAfrica settentrionale, la Spagna meridionale e lItalia che tornano romane ossia bizantine; Ravenna è la capitale bizantina in Italia. Nel 568 i Longobardi invadono lItalia, guidati dal re Alboino e dai duchi che fondano il Ducato di Benevento e il Ducato di Spoleto. Il re occupa la Pianura Padana. Le altre regioni restano ai Bizantini; si spezza così lunità territoriale dItalia. Il papa Gregorio Magno converte la famiglia reale e nel 643 il re Ròtari emana il primo codice di leggi scritte germaniche.

45 LIMPERO CAROLINGIO NellVIII secolo il popolo franco occupa vasti territori conquistando la supremazia militare con ladozione della staffa e dellarmatura. I Franchi si convertono al cattolicesimo e sono benvoluti dai papi che chiedono loro aiuto contro i Longobardi. Nel 774 il loro re Carlo Magno conquista Pavia segnando la fine del dominio longobardo in Italia; non riesce però a ricacciare in Africa i Mori di Spagna. Nella notte di Natale dell800, a Roma, il papa Leone III incorona Carlo Magno imperatore dei Romani. La Chiesa intende così fondare il Sacro romano Impero, riportando in vita lImpero romano dOccidente. LImpero franco però, a differenza di quello romano, non è uno Stato. La famiglia franca è una famiglia estesa; dipende dal capofamiglia che ha un potere sacro detto mundio. Egli è il signore e tutti gli altri sono suoi servi, vassalli. Signore e vassalli formano ununità di combattimento. Il signore concede doni in cambio dellobbedienza. Fondamento del diritto è la fàida.

46 Carlo Magno, ispirandosi allorganizzazione della famiglia, tenta di organizzare lo Stato mettendo al vertice limperatore e nominando ogni capofamiglia suo vassallo attraverso il legame dellinvestitura. Il vincolo di fedeltà viene premiato con il dono di un vasto territorio, il feudo. Il vassallo si impegna a fornire in guerra una squadra di cavalieri e può investire un valvassore e questi un valvassino.Nasce così il feudalesimo. I feudi però non sono ereditari. La rinascita carolingia si esprime con la costruzione di grandi chiese, la fondazione di scuole ecclesiastiche e ladozione di una nuova calligrafia, la minuscola carolina. Morto Carlo Magno i suoi successori causano nell843 la divisione dellImpero in Regno di Francia, Lotaringia e Regno di Germania. Tra il IX e il X secolo avvengono le ultime invasioni da parte dei Saraceni, degli Ungari e dei Vichinghi chiamati Normanni. Questi nel 1066 occupano lInghilterra, nel 1091 scacciano gli Arabi dalla Sicilia e fondano il Regno di Sicilia. Le ultime invasioni trasformano il sistema feudale. Nell 877 i feudatari ottengono lereditarietà dei feudi con il Capitolare di Quierzy. La piramide feudale di Carlo Magno crolla ed è sostituita da nuclei feudali indipendenti. Nel 962 limperatore Ottone I fonda il Sacro romano impero di nazione germanica.

47 IL BASSO MEDIOEVO 1000 – 1348 dalla ripresa economica alla Grande peste Nel Basso Medioevo lEuropa conosce una forte crescita economica che ha inizio nelle campagne dove si introduce la rotazione triennale delle colture. Intanto i feudatari dellEuropa occidentale aboliscono la servitù della gleba risolvendo un problema economico, data la maggior produttività dei contadini liberi rispetto a quella dei servi, e un problema morale posto dal messaggio evangelico che proibisce la schiavitù. La ripresa dellagricoltura determina la fine dellautoconsumo e la ripresa dei commerci. I mercanti danno vita alle fiere, dove lincontro fra uomini di diversa provenienza favorisce la nascita della cultura europea. I mercanti italiani inventano la cambiale e le assicurazioni. Si afferma la categoria dei finanzieri.

48 Lartigianato cittadino rinasce con lo sviluppo delle manifatture tessili di lana e di cotone. I Fiorentini creano un nuovo tessuto, il fustagno. Si sviluppano anche lindustria navale, la metallurgia, loreficeria e la manifattura del vetro e delle ceramiche artistiche. Mercanti e artigiani vivono fuori dalle mura della città, nel borgo, i cui abitanti vengono chiamati borghesi. Per contenere le pretese dei feudatari i borghesi fondano unassociazione, il Comune, difeso da milizie cittadine. Ottengono dai signori le carte di libertà che aboliscono alcuni diritti feudali. Nasce così il Comune medievale. Nel 1154 limperatore Federico I, detto il Barbarossa, convoca nella Dieta di Roncaglia i Comuni padani che trascurano i diritti dellImpero. I Comuni rifiutano di restituire le regalie (diritti regali) e nel 1158 il Barbarossa rade al suolo Crema e Milano. Nel 1167 i Comuni si coalizzano nella Lega lombarda e nel 1176 sconfiggono le truppe imperiali nella battaglia di Legnano. Nel 1183, con la pace di Costanza, i Comuni conservano i loro vecchi privilegi e ne conquistano di nuovi.

49 Lespansione del cristianesimo La Chiesa feudale è ricca e potente sia perché vescovati e monasteri possiedono vastissime estensioni di terra, sia perché riscuotono le decime. Rischia però di perdere il suo prestigio spirituale. I papi e il clero hanno spesso comportamenti che contrastano con il messaggio evangelico; solo i monaci benedettini fanno eccezione. La crisi della Chiesa sfocia nello Scisma dOriente del 1054 con cui la Chiesa bizantina ortodossa si distacca dalla Chiesa cattolica romana rompendo per la prima volta lunità dei cristiani. Dal monastero benedettino di Cluny (Francia), si diffonde il messaggio della riforma cluniacense; obbligo del celibato dei preti, abolizione degli abusi dei feudatari, affermazione della superiorità del papa sullimperatore di Germania. Un vescovo francese impone ai cavalieri la Tregua di Dio contro le stragi dei contadini mentre la Chiesa lancia le Crociate con lo scopo di dirottare la violenza dei cavalieri e di strappare la Terra Santa ai musulmani. Motivazioni religiose, sociali, politiche, economiche si intrecciano nellimpresa.

50 Nel 1095 il papa Urbano II bandisce in Francia la Prima Crociata. I cavalieri francesi, guidati dal duca Goffredo di Buglione, conquistano Gerusalemme nel Il predicatore Pietro lEremita guida in parallelo una spedizione di emarginati e fanatici che devastano alcune città della Germania massacrando gli ebrei e dando inizio a una lunga serie di persecuzioni antiebraiche. I seguaci di Pietro lEremita vengono a loro volta massacrati dai Turchi. I cavalieri riescono a creare in Terra Santa quattro Stati latini che però hanno vita breve. Nonostante nuove Crociate, la Terra Santa rimane allislam. La Cristianità è invece vittoriosa in Occidente:i Normanni scacciano gli Arabi dalla Sicilia; i re e i feudatari spagnoli li espellono da quasi tutta la Spagna con la Reconquista; i Cavalieri teutonici, cavalieri-missionari tedeschi, evangelizzano i Paesi baltici cacciandone gli Slavi.

51 Il potere papale In Europa lImperatore del Sacro romano impero e il pontefice si contendono il potere universale, somma del potere spirituale e del potere temporale e provocano la lotta per le investiture. Il papa Gregorio VII emana nel 1075 il Dictatus papae, con il quale proibisce allimperatore Enrico IV di investire i vescovi-conti. Enrico IV non obbedisce e il papa ricorre alla scomunica costringendolo a chiedere perdono. La disputa terminerà nel 1122 con il Concordato di Worms. Durante la lotta per le investiture, in Germania e in Italia nascono due fazioni dal nome di due casate tedesche in conflitto: i guelfi e i ghibellini. La casa guelfa di Baviera si schiera dalla parte del papa, quella ghibellina di Svevia dalla parte dellimperatore. Nel 1231 la Chiesa istituisce il Tribunale dellInquisizione contro gli eretici e le donne presunte streghe, che vengono sottoposti a torture e puniti con la morte.

52 Innocenzo III, per riformare la Chiesa, appoggia due Ordini mendicanti: lOrdine francescano, fondato nel 1210 da San Francesco dAssisi e lOrdine domenicano fondato nel 1216 da San Domenico di Guzman. I domenicani diventano predicatori famosi, Nascono anche comunità femminili: Santa Chiara fonda quella francescana e Santa Caterina fa parte di quella domenicana. Nel XIII secolo limperatore Federico II deve fronteggiare lostilità dei papi. Grande sovrano, fonda nel 1224 lUniversità di Napoli. Alla sua corte nasce la prima corrente poetica italiana, la Scuola siciliana. Alla morte di Federico II, i suoi eredi vengono sopraffatti dagli Angioini che ottengono lItalia meridionale, mentre gli Aragonesi di Spagna si impadroniscono della Sicilia e della Sardegna.

53 LA FINE DEL MEDIOEVO 1348 – 1492 dalla Grande peste alla fine del Medioevo In questo periodo si decisero i destini dellEuropa moderna con la formazione di quattro Stati nazionali (la Francia, lInghilterra, la Spagna, e il Portogallo) e con la frammentazione dellItalia in Signorie. In questo stesso arco di tempo la cultura italiana produsse un grande movimento culturale di respiro europeo, lUmanesimo, dal quale scaturì larte del Rinascimento: entrambi sono il ponte che segna il passaggio dal vecchio mondo sorto sulle rovine dellImpero romano al mondo nuovo che nascerà dalle scoperte geografiche. Nelle corti signorili, improntate al mecenatismo, si produce una straordinaria fioritura delle arti e delle scienze che fa dellItalia il Paese- guida della vita culturale europea (la civiltà del Rinascimento).

54 LE MONARCHIE NAZIONALI Dopo la frammentazione feudale, la formazione dei primi Stati nazionali La Grande peste del 1348 segna il declino dellEuropa a causa di unagricoltura, messa in crisi da una eccessiva crescita demografica, dal peggioramento del clima e da uno stato di guerra permanente in molti Paesi. LImpero e il Papato entrano in crisi. Morto Federico II di Svevia nel 1250, lImpero romano-germanico rimane in difficoltà fino allascesa al trono della casa dAsburgo. Il Papato deve fare i conti con alti prelati troppo coinvolti negli affari e parroci impreparati; a Roma con la corruzione delle famiglie potenti in lotta per dominare lelezione dei pontefici. Nel Trecento in diversi Paesi europei nascono gli Stati nazionali, mentre in Italia e in Germania si costituiscono gli Stati regionali. La prima a costruire uno Stato nazionale è la Francia, che intorno al 1000, è ancora un mosaico di feudi. Il re Filippo il Bello, per pagare un esercito proprio, comanda il sequestro delle terre della Chiesa in Francia. Quando il papa Bonifacio VIII lo minaccia di scomunica, il re invia in Italia un corpo di spedizione. Alla morte del papa, Filippo impone lelezione di un papa francese che trasferisce la sede ad Avignone dove rimane dal 1309 al Nello stesso anno il conclave si divide e vengono eletti due papi: uno napoletano e uno francese che torna ad Avignone. Ha così inizio il Grande Scisma.

55 In Inghilterra la creazione di uno Stato nazionale è condizionata dalla sconfitta di Bouvines, in Francia, nel I baroni, che avevano perso i loro feudi francesi, si ribellano e nel 1215 ottengono la Magna Charta che garantisce i diritti di tutti i freemen del regno. Nel 1295 Edoardo I convoca il Parlamento per finanziare il tesoro reale; esso è composto dal re, Lord e Comuni, i quali appoggiano il re contro i Lord. Da quel momento il Parlamento controlla loperato del re. Nella Guerra dei Cento anni ( ) si affrontano i re di Francia e dInghilterra che vogliono rafforzare lautorità della monarchia e ampliare i propri territori. La prima fase si conclude nel 1360 con la sconfitta del re di Francia. La seconda fase vede in campo Giovanna dArco che viene condannata al rogo dagli Inglesi nel Il suo sacrificio rianima i francesi che scacciano gli Inglesi dalla Francia. Nella Penisola Iberica coesistono tre regni cristiani (Portogallo, Aragona, Castiglia) e uno musulmano (lEmirato arabo di Granada). Nel 1479 i regni cristiani si uniscono con il matrimonio di Isabella di Castiglia e Ferdinando dAragona. Nel 1492 si completa lunificazione della Spagna con la conquista dellEmirato di Granada.

56 GLI STATI REGIONALI ITALIANI La crisi dei Comuni italiani porta alla formazione delle Signorie e poi di veri e propri Stati territoriali. Nella prima metà del Trecento la penisola è divisa in tre zone: lItalia centro – settentrionale (territori feudali e Comuni); lItalia meridionale e insulare (Regno di Napoli e Regno di Sicilia); lo Stato della Chiesa. Nella prima zona lesperienza dei Comuni sta finendo e stanno per nascere le Signorie. I conflitti che contrappongono le famiglie più importanti delle varie città, lasciano spazio allemergere di un personaggio forte che con laiuto dei popolani conquista un potere assoluto. Quando i Signori riescono a farsi conferire titoli nobiliari dal papa o dallimperatore le loro Signorie diventano Ducati o Principati. I Signori cercano di ampliare il territorio della propria città. Le continue guerre avvantaggiano Milano, Venezia, Firenze e creano un sistema politico formato da alcuni Stati regionali e da numerose realtà più piccole. Nel 1454 la Pace di Lodi instaura una politica dellequilibrio in base alla quale nessuno può più ingrandirsi a danno degli altri. Rispetto alle grandi monarchie europee però la mancata unificazione dellItalia costituisce elemento di debolezza.

57 Gli Stati regionali maggiori sono cinque: Il Ducato di Milano (retto dai Visconti e poi dagli Sforza); La Repubblica di Venezia (guidata dal doge); La Signoria di Firenze (dominata dai de Medici); Lo Stato della Chiesa (governato dai papi); Il Regno di Napoli, che gli Aragonesi di Spagna hanno riunito alla Sardegna e alla Sicilia dopo averne scacciato gli Angioini. A questi Stati si aggiungono un gran numero di Signorie e repubbliche minori. Tra Francia e Piemonte si forma uno Stato regionale guidato dalla famiglia Savoia originaria della Borgogna. Ottenuto il titolo dallimperatore, essa forma il Ducato di Savoia, unico di origine feudale, che ha un territorio vitale per le comunicazioni tra Italia e Francia.


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