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INTERVISTA A SERGIO NERI. Siano a un quarto di secolo dallavvio dellintegrazione con un forte apparato di presenze nelle scuole ( 120.000 alunni handicappati.

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Presentazione sul tema: "INTERVISTA A SERGIO NERI. Siano a un quarto di secolo dallavvio dellintegrazione con un forte apparato di presenze nelle scuole ( 120.000 alunni handicappati."— Transcript della presentazione:

1 INTERVISTA A SERGIO NERI

2 Siano a un quarto di secolo dallavvio dellintegrazione con un forte apparato di presenze nelle scuole ( alunni handicappati e circa insegnanti di sostegno. Ma qual è la qualità dellintegrazione? LOsservatorio del Ministero fa il punto della situazione : Cè una didattica integrativa? Qual è il ruolo dellinsegnante di sostegno nella classe? Gli insegnanti loro formazione e criteri di assegnazione La scuola e il territorio Le Unità Sanitarie Locali e il rilascio delle diagnosi

3 La didattica Cè bisogno di una didattica diversa: spesso predomina il modello della lezione frontale (linsegnate spiega e se è gentile rispiega poi interroga….) Si assiste ad un intelligente interrogatorio Le scuole che in questo senso funzionano meglio sono le materne e le elementari; più critica la situazione delle scuole medie e superiori Occorre quindi dare spazio ad altre modalità didattiche che presuppongano la valorizza= zione dellerrore,degli aiuti, la co-costruzione del sapere,il rispetto dei tempi distesi e flessibili. ( es. didattica dellapprendimento cooperativo) Darsi il tempo per la riflessione senza eccessiva preoccupazione per il programma Prendere le distanze dal mito della libertà didattica di stampo gentiliano: la didattica non è solo creatività e capacità inventiva ma tecnica Bisogno di rigore e studio metodologico Mito della laurea come garanzia di un insegnamento di qualità

4 La didattica dellintegrazione Dagli istituti alla scuola di tutti: occorre vedere come( godere di un concerto anche se non ne capisco la musica) Cè lidea che basti aumentare il numero delle ore di sostegno ( la cosiddetta copertura oraria ) per migliorare la qualità dellinsegnamento Anche la riduzione del numero degli allievi in classe non è garanzia di una migliore qualità; cè bisogno di costruire un progetto che preveda anche la presa in carico del ragazzo disabile da parte della classe Rapporto 1/138 per fermare la corsa alle ore di sostegno; si è posto un limite, un tetto massimo anche se il rapporto è inadeguato. La presenza dellinsegnate di sostegno non è semplicemente unaggiunta ma il presupposto per organizzare interventi specialistici ed individualizzati allinterno della didattica di tutti. ( evitare il pericolo che si formi una diade stretta insegnante/bambino: linsegnante diverrebbe così una barriera allintegrazione) Valorizzare la mediazione dei compagni di classe La gestione del bambino deve essere di tutto il team Lintegrazione ha bisogno di flessibilità Questa riferita alla progettazione degli interventi, alle modalità, allutilizzo dei diversi mediatori e strumenti ma anche alla possibilità di modificare e adeguare il monte ore di sostegno in base ai progressi/regressi registrati nel bambino. ( lo stesso numero di ore non è un diritto ) Il non-senso dellaula dellintegrazione : in realtà è una modalità di separazione

5 Gli insegnanti:la loro formazione i criteri di assegnazione Bisogno di una formazione specifica ( conoscenza delle tecniche e delle metodologie) Eliminazione dei corsi di specializzazione biennali Istituzione dei corsi di Alta Qualificazione per inse= gnanti già di ruolo per creare una dotazione stabile, un contingente di insegnanti di sostegno allinterno di ogni Provincia. ( 80% organico di diritto) Bisogno di uscire dalla logica delle graduatorie che non tiene in considerazione il rapporto bisogni /risposte ma spesso procede con assegnazioni casuali che non considerano le competenze del docente Bisogno di evitare lemigrazione continua e il cambio ogni anno del personale per costruire una progettualità che si sviluppa nel tempo. Formazione universitaria per tutti gli insegnanti: esami per avere una preparazione di base e una sensibilità nei confronti dellHandicap

6 La scuola e il territorio Pericolosità della diade scuola/famiglia Il bambino che frequenta la scuola non può esaurire in quel contesto la relazione con gli altri Il Comune deve predisporre altri luoghi di integrazione Bisogno di creare un tessuto più largo, altri spazi per lintegrazione ( Polisportive, centri educativi…)

7 Le U.S.L. Abbiamo bisogno di tecnici capaci di leggere non ciò che manca ma di capire quali sono i punti vivi sui quali poter costruire un progetto. Bisogno di diagnosi in avanti; non serve un giudizio. Stanno impoverendosi le figure perché si sta investendo di più sugli ospedali più che sulla prevenzione. Bisogno di distinguere fra chi ha una disabilità certificabile e chi è disagiato: ci sono modalità diverse di intervento ( disagi sociali, stranieri, handicappati) Criteri più rigidi e ridimensionati per certificare: laumento delle certificazioni corrispondeva allaumento degli insegnanti di sostegno.

8 Non possiamo distinguere fra le scuole che fanno integrazione e quelle che fanno qualità, fra quelle che fanno il programma e sfornano i Vip da quelle che accettano gli handicappati Si sta ricominciando a parlare di scolarizzabili e non scolarizzabili: si ritornerà a parlare di istituti?

9 Temi per il lavoro di gruppo La didattica integrativa e il ruolo dellinsegnante di sostegno Il problema della formazione e i criteri di assegnazione nelle classi e nelle scuole La scuola, il territorio e le USL

10 Ruoli Suggeriscono il contenuto(3) Scrive(1) Controlla la forma(1) Integra con informazioni aggiuntive(2) Propone una domanda(1)


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