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Dipartimento di Prevenzione Medica AREA PREVENZIONE AMBIENTI DI VITA DIRETTORE: Dr. Gabriele Giannella FISICAMENTE IL BENESSERE FISICO NEI MALATI DI MENTE.

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Presentazione sul tema: "Dipartimento di Prevenzione Medica AREA PREVENZIONE AMBIENTI DI VITA DIRETTORE: Dr. Gabriele Giannella FISICAMENTE IL BENESSERE FISICO NEI MALATI DI MENTE."— Transcript della presentazione:

1 Dipartimento di Prevenzione Medica AREA PREVENZIONE AMBIENTI DI VITA DIRETTORE: Dr. Gabriele Giannella FISICAMENTE IL BENESSERE FISICO NEI MALATI DI MENTE

2 Titolo diapositiva ASL MANTOVA: AREA PREVENZIONE AMBIENTI DI VITA

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4 IL FUMO DI TABACCO ASL MANTOVA: AREA PREVENZIONE AMBIENTI DI VITA

5 LALCOL IN ITALIA alcoldipendenti alcoldipendenti persone a rischio di patologie alcolcorrelate persone a rischio di patologie alcolcorrelate decessi annui dovuti allabuso di alcol decessi annui dovuti allabuso di alcol i ragazzi che dichiarano di assumere alcol i ragazzi che dichiarano di assumere alcol 103% aumento del numero di ragazze che bevono tra i 14 e i 17 anni (dal 1995 al 2000) 103% aumento del numero di ragazze che bevono tra i 14 e i 17 anni (dal 1995 al 2000) 31% lo stesso incremento tra i maschi 31% lo stesso incremento tra i maschi (Istituto Centrale di Statistica 2002) ASL MANTOVA: AREA PREVENZIONE AMBIENTI DI VITA

6 Globesity (OMS) Prevalence of obesity in UK Obesity prevalence in USA NHANES ASL MANTOVA: AREA PREVENZIONE AMBIENTI DI VITA

7 circonferenza della vita e: prevalenza di diabete prevalenza di ipertensione prevalenza di ipercolesterolemia ASL MANTOVA: AREA PREVENZIONE AMBIENTI DI VITA

8 Rischio di morte per tumori in funzione del BMI BMI Rischio Relativo ASL MANTOVA: AREA PREVENZIONE AMBIENTI DI VITA

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10 IL TEST PIU PREDITTIVO………… ASL MANTOVA: AREA PREVENZIONE AMBIENTI DI VITA

11 domanda crescente di assistenza che si connota almeno per tre elementi: la lunga durata ; la necessità di essere erogata in ambiti molto diversi (domicilio, ambulatorio, residenza intermedia, ospedale); la necessità di essere supportata da adeguati servizi sociali. Promuovere la prevenzione terziaria sta allora a significare promuovere il disegno e la implementazione di percorsi che garantiscano la continuità della presa in carico - migliorando la integrazione all'interno dei servizi sanitari e tra questi e i servizi sociali - di target particolarmente fragili, quali anziani, malati cronici, portatori di polipatologie, disabili, ecc. PIANO NAZIONALE PREVENZIONE ASL MANTOVA: AREA PREVENZIONE AMBIENTI DI VITA

12 Titolo diapositiva Dipartimento Prevenzione Medico – AREA PREVENZIONE AMBIENTI DI VITA – Direttore Gabriele Giannella PROGETTO: FISICA…MENTE Migliorare il Benessere fisico nei pazienti affetti da disturbi mentali Durata: 1/10/2011 – 30/09/2013 FINANZIAMENTO: IN COLLABORAZIONE CON: A.O. POMA – DIPARTIMENTO SALUTE MENTALE, - OSPEDALE PSICHIATRICO GIUDIZIARIO COOPERATIVE IPPOGRIFO e ROSSO NANO ASSOCIAZIONI FAMIGLIE MALATI MENTALI

13 Razionale 1.maggiore prevalenza di sovrappeso e obesità nei pazienti psichiatrici rispetto alla popolazione generale. I pazienti cronici presentano frequenti comportamenti e stili di vita non salutari quali scarsa attività fisica, fumo di sigarette, abuso di bevande alcoliche e alimentazione scorretta; 2. Laumento del peso corporeo è un effetto collaterale di molti farmaci tra cui numerosi psicofarmaci come antipsicotici atipici e stabilizzatori dell'umore, 3. Numerosi studi dimostrano che lattività fisica, condotta con particolare attenzione alla qualità della relazione, ha il potenziale di migliorare la qualità della vita delle persone con gravi malattie mentali, attraverso due momenti strettamente collegati: il miglioramento della salute fisica e lattenuamento della disabilità psichiatrica e sociale. ASL MANTOVA: AREA PREVENZIONE AMBIENTI DI VITA

14 4. Accanto ai soggetti affetti da patologie psichiatriche maggiori, esiste poi un problema di consumo di questi farmaci da parte di soggetti con problematiche mentali minori o stabilizzate, che si presenta come di grande diffusione nella popolazione. Il fenomeno riguarda soprattutto le donne e soprattutto le fasce più anziane della popolazione dove raggiunge percentuali tra il 40 e il 60%. ASL MANTOVA: AREA PREVENZIONE AMBIENTI DI VITA

15 Gli obiettivi da perseguire sono: 1) Induzione di una alimentazione corretta 2) Aumento della pratica di attività fisiche e motorie e riduzione dei momenti di sedentarietà 3) Migliorare la percezione corporea: Presa di coscienza del proprio corpo e del corpo come strumento di relazione con gli altri e con l ambiente sociale 4) Stimolare alla partecipazione attiva: far conoscere i vari sport, cercare dei vissuti sull attività sportiva, premiare la partecipazione, creare obiettivi a breve e lungo termine ASL MANTOVA: AREA PREVENZIONE AMBIENTI DI VITA

16 TARGET A) pazienti residenziali: soggetti ospitati presso le strutture residenziali psichiatriche per periodi più o meno lunghi o che frequentano giornalmente le strutture (centri diurni), per i quali è possibile strutturare azioni più complesse sia nei confronti dell attività fisica sia per l alimentazione B) pazienti in trattamento ambulatoriale presso i Centri di Salute Mentale con i quali vi è un rapporto costante della struttura specialistica, per i quali debbono essere individuate azioni diverse, meno strutturate e debbono essere coinvolti in termini di informazione e di educazione anche i familiari C) utilizzatori cronici di psicofarmaci, per lo più non direttamente seguiti dalle strutture specialistiche, se non per brevi periodi, per i quali le azioni prevalgono le azioni informative e che debbono essere raggiunti anche attraverso l attivazione di target indiretti (Medici di famiglia, Farmacie). ASL MANTOVA: AREA PREVENZIONE AMBIENTI DI VITA

17 A1) miglioramento degli aspetti legati all alimentazione: - miglioramento menù ristorazione collettiva attraverso al verifica e la revisione degli appalti con i fornitori e stesura di un menù adeguato per la ristorazione. - revisione dell offerta interna di alimenti legata alla presenza di spacci e/o distributori automatici di alimenti e bevande - informazione ai pazienti sugli alimenti e sulla corretta alimentazione con forme di coinvolgimento attivo nella gestione (diario alimentare, ecc) - consulenza nutrizionale personalizzata per la messa a punto di diete per i soggetti che ne hanno necessità o per eventuale counselling nutrizionale ASL MANTOVA: AREA PREVENZIONE AMBIENTI DI VITA PAZENTI RESIDENZIALI

18 A2) incremento delle attività fisiche/motorie - Strutturazione, ove possibile, di spazi attrezzati per lo svolgimento di attività fisica all interno delle strutture - individuazione all interno della giornata di spazi temporali per lo svolgimento di attività fisiche collettive od individuali sotto la guida di un istruttore (laureato in scienze motorie) sia all interno della struttura che all esterno. A3) momenti di informazione ai pazienti sulla e sulle caratteristiche ed utilità delle attività motorie A4) Formazione del personale delle strutture su alimentazione ed attività motoria ed inserimento organico di questi aspetti nel progetto terapeutico. ASL MANTOVA: AREA PREVENZIONE AMBIENTI DI VITA PAZIENTI RESIDENZIALI

19 B1) Strutturazione di un percorso educativo per il paziente e i familiari su alimentazione ed attività motoria comprendente - distribuzione di materiale informativo - counseling al paziente sui problemi nutrizionali e motori da parte del personale - momenti informativi collettivi a pazienti e famiglie sull importanza di attività fisica ed alimentazione e nozioni principali su questi aspetti - organizzazione di spazi temporali per attività fisiche/motorie. Lattività di camminare, sia sotto forma di passeggiate di gruppo assistite sia come attività non assistita in ambiente familiare, costituisce il tipo d esercizio più facile, più sicuro e meno costoso da promuovere per questo tipo di pazienti - verifica della possibilità di utilizzo di spazi attrezzati presso la struttura per attività fisiche semplici - verifica della possibilità di coinvolgere associazioni sportive e/o centri sportivi per la messa a disposizione di spazi per l attività fisica - Consulenza nutrizionale personalizzata per la messa a punto di diete per i soggetti che ne hanno necessità - counselling nutrizionale/motorio alla famiglia più predisposizione e distribuzione di materiali informativi B2) Formazione del personale su alimentazione ed attività motoria ed inserimento organico di questi aspetti nel progetto terapeutico. ASL MANTOVA: AREA PREVENZIONE AMBIENTI DI VITA PAZIENTI AMBULATORIALI

20 C1) Sensibilizzazione/informazione delle popolazione attraverso materiali informativi circa gli effetti dei farmaci e le misure da adottare per l alimentazione e l attività fisica utili a contrastare il rischio di aumento ponderale. C2) sensibilizzazione e di informazione di MMG e Farmacisti diretta ad evidenziare l importanza del problema e - maggior attenzione nell utilizzo di questi farmaci e scelta ove possibile di molecole con meno effetti di questo tipo. - counseling nei confronti dei pazienti a cui vengono prescritti questi farmaci per sensibilizzarli alla necessità di adottare comportamenti alimentari e motori adeguati - distribuzione e consegna ai pazienti a cui viene prescritto questo tipo di farmaci di materiale informativo. C3) Costruzione di una sezione sul sito web dell ASL e dell Azienda Ospedaliera con informazioni e istruzioni in merito a questo problema C4) Iniziative di informazione attraverso i media rivolte alla popolazione in generale per migliorare la conoscenza di questo problema ASL MANTOVA: AREA PREVENZIONE AMBIENTI DI VITA POPOLAZIONE DI CONSUMATORI

21 Età Tit. Studio Condiz. Profess. Diagnosi Terapia Farmaco 1Tipo Dose Farm. 1 Terapia Farmaco 2Tipo Dose Farm. 2 Terapia Farmaco 3Tipo Dose Farm. 3 Terapia Farmaco 4Tipo Dose Farm. 4 Terapia Farmaco 5Tipo Dose Farm. 5 Altra patol. 1 Altra patol. 2 Altra patol. 3 Altra terapia 1 Altra terapia 2 Altra terapia 3 Altezza (m) Peso (kg) Circonf. Vita (cm) BMI (kg/m2)0 Press. Sist. (mmHg) Press. Diast. (mmHg) Freq. Card. (bm) Glicemia digiuno (mg/dL) Colest. Tot. (mg/dL) Triglicer. (mg/dL) HDL (mg/dL) 6 min. walk test (m) Sit & reach (cm) Back Scratch (cm) Diario Alim. - PUNTI Diario Motorio - MET RILEVAZIONE DATI

22 ASL MANTOVA: AREA PREVENZIONE AMBIENTI DI VITA

23 QUALE INTERVENTO SE IL FATTORE DI RISCHIO E UN COMPORTAMENTO ? ASL MANTOVA: AREA PREVENZIONE AMBIENTI DI VITA MODIFICARE I COMPORTAMENTI

24 Spesso si assume come implicita l'ipotesi che ognuno analizzi le informazioni che gli pervengono traducendole in comportamenti coerenti ogni volta che ciò appare logicamente vantaggioso: informazione elaborazione conoscenza comportamento coerente In realtà, le conoscenze sono una condizione né necessaria né sufficiente a produrre modificazioni nella condotta delle persone. Fra stimoli informativi e assunzione di comportamenti vi è un rapporto assai meno lineare di quanto il senso comune sia indotto a pensare: informazione ELABORAZIONE comportamento APPROCCIO CENTRATO SULLA TRASMISSIONE DI CONOSCENZE ( modello dell'informazione oggettiva) ASL MANTOVA: AREA PREVENZIONE AMBIENTI DI VITA MODIFICARE I COMPORTAMENTI

25 Nessuno più del singolo individuo si considera interessato al proprio benessere. E di sentirsi costretti a fare ciò che gli altri ritengono il nostro bene è infinitamente peggio che commettere errori ignorando i loro consigli. John Stuart Mill – Sulla libertà ASL MANTOVA: AREA PREVENZIONE AMBIENTI DI VITA MODIFICARE I COMPORTAMENTI

26 Fattori che intervengono nel determinare i comportamenti relativi alla salute conoscenze sullargomento percezione del rischio attitudine al rischio autostima (valutazione sulle informazioni riguardanti se stessi) autoefficacia (percezione della propria abilità ad attuare un comportamento) volontarietà del rischio distanza nel tempo futuro del vantaggio ottenibile fattori ambientali (connotazione sociale, aspettative, accessibilità, convenzioni culturali rispetto alla comunicazione- negoziazione, normativa ecc.) ASL MANTOVA: AREA PREVENZIONE AMBIENTI DI VITA MODIFICARE I COMPORTAMENTI

27 Chi adotta un comportamento potenzialmente dannoso per lo più lo fa perché quel comportamento è vissuto come piacevole e come fonte di benessere: esso cioè risponde a precisi bisogni individuali. In larga parte dei casi, le reali motivazioni che spingono le persone ad adottare e mantenere spontaneamente un comportamento salutare sono del tutto slegate da specifiche preoccupazioni per la salute. ASL MANTOVA: AREA PREVENZIONE AMBIENTI DI VITA MODIFICARE I COMPORTAMENTI

28 I comportamenti di salute sono a loro volta determinati da fattori identificabili nelle seguenti tre tipologie: Predisponenti: fattori «interni» alle persone e includono conoscenze (informazioni, percorso educativo e formativo), atteggiamenti, credenze, valori e percezioni di individui, gruppi e comunità, che facilitano od ostacolano la motivazione al cambiamento. Abilitanti: fattori «esterni» alle persone e si riferiscono a risorse e ostacoli (aspetti organizzativi, opportunità offerte, impegno istituzionale, leggi, norme, etc.) che aiutano o impediscono l'acquisizione di nuove abilità necessarie al cambiamento comportamentale e ambientale Rinforzanti: fattori «esterni» alle persone e alle organizzazioni e consistono in apprezzamenti, ricompense e stimoli ricevuti da persone significative (famiglia, pari, insegnanti, operatori, etc.) in seguito all'adozione di un nuovo comportamento e che possono incoraggiarne o scoraggiarne il mantenimento. COME CONDURRE L ANALISI E DECIDERE LE AZIONI ASL MANTOVA: AREA PREVENZIONE AMBIENTI DI VITA MODIFICARE I COMPORTAMENTI LA SCUOLA

29 Autoefficacia La Fiducia nella propria capacità di raggiungere un obiettivo, ( Bandura, 1977) Frattura interiore La percezione delle contraddizioni esistenti tra il comportamento e le intenzioni ( Festinger, 1977) Disponibilità al cambiamento Cambiare è un processo (Prochaska, Di Clemente) Fattori della motivazione al cambiamento ASL MANTOVA: AREA PREVENZIONE AMBIENTI DI VITA MODIFICARE I COMPORTAMENTI

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32 ASL MANTOVA: AREA PREVENZIONE AMBIENTI DI VITA AUTOSTIMA………….

33 ASL MANTOVA: AREA PREVENZIONE AMBIENTI DI VITA Self-efficacy fiducia nelle proprie capacità di organizzare e realizzare il corso di azioni necessario a gestire adeguatamente le situazioni che si incontrano in modo da raggiungere i risultati prefissati (Bandura)

34 Non si ha intenzione di cambiare Si sta considerando la possibilità di cambiare Si desidera il cambiamento Si è attivamente impegnati in un nuovo comportamento Si mantiene il cambiamento nel tempo Possibile ricaduta ASL MANTOVA: AREA PREVENZIONE AMBIENTI DI VITA MODIFICARE I COMPORTAMENTI

35 Una parte importante dell'intervento educativo deve essere portata avanti direttamente dagli operatori della salute mentale durante i loro contatti quotidiani con i pazienti. ASL MANTOVA: AREA PREVENZIONE AMBIENTI DI VITA Infatti, è fondamentale che essi rinforzino le scelte alimentari salutari e lo stile di vita attivo nei pazienti, durante i pasti e nelle attività di tutti i giorni presso il CSM.

36 Si apprende molto anche attraverso losservazione degli altri, luso di modelli (modeling) è un modo efficace per insegnare nuovi comportamenti. Un comportamento verrà adottato con più facilità se si ottengono dei vantaggi, dei rinforzi per averlo fatto. Molto efficace tra i tipi di rinforzo è il rinforzo sociale (i complimenti per un lavoro ben fatto). Un comportamento verrà adottato con più facilità se sono evidenti i vantaggi che se ne possono trarre (ad esempio la perdita di peso). La fiducia in se stessi è fondamentale; i nuovi comportamenti devono essere introdotti gradualmente, in modo che il soggetto possa acquisire progressivamente fiducia nelle proprie capacità di portare a termine e mantenere il cambiamento.

37 punti principali Gli individui tendono maggiormente a mettere in atto comportamenti sani se sono seguiti da ricompense o risultati positivi. Gli individui sono meno portati ad adottare comportamenti non salutari se sono seguiti da conseguenze sgradevoli. Le restrizioni, gli ostacoli ambientali possono scoraggiare ladozione di comportamenti nocivi per la salute, per esempio i controlli puntuali effettuati dalla polizia scoraggiano le persone a mettersi alla guida dopo aver bevuto alcolici. Linformazione sui risultati, ad esempio peso o pressione arteriosa, può essere utilizzata per favorire ladozione di comportamenti salutari e scoraggiare comportamenti nocivi.

38 L intervento motivazionale breve E unatto che dura dai 5 ai 20 minuti durante una consultazione di routine, nella quale il curante sensibilizza il paziente, gli fa prendere coscienza della sua ambivalenza in rapporto ad un problema o alla necessità di un cambiamento, infine, gli fornisce le informazioni appropriate in vista del raggiungimento dellobiettivo che il paziente ha fissato, tutto in uno stile motivazionale

39 non forzare i pazienti allinizio del programma a porsi degli obiettivi riguardanti specifici comportamenti a rischio per la salute. Piuttosto, per prima cosa coinvolgerli nel programma. La ragione di ciò è che un fattore che impedisce a molti pazienti di impegnarsi nel cambiamento è la bassa autoefficacia, dovuta a una lunga storia di fallimenti nel raggiungimento di obiettivi. Solo a partire da un loro forte coinvolgimento, si può collaborare perché aumenti il senso di efficacia, facendo sperimentare lesperienza del successo durante il programma. ASL MANTOVA: AREA PREVENZIONE AMBIENTI DI VITA

40 …quanto il paziente è spinto a cambiare un comportamento a causa del quale si sente a disagio (frattura interiore) …quanto è ottimista rispetto allobiettivo di perseguirlo in tempi definiti (autoefficacia) …quanto è cosciente del problema ed eventualmente volenteroso di giungere ad un cambiamento (disponibilità al cambiamento)

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42

43 Sostenere e confermare


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