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Antropologia - Lezione 18^ Momento sistematico 1 Le strutture della libertà creata.

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1 Antropologia - Lezione 18^ Momento sistematico 1 Le strutture della libertà creata

2 Aspiro al Donatore più che ai doni.Non è dei doni, ma del Donatore che ho sempre la nostalgia.Non il riposo cerco, ma il volto di Chi lo dona cerco supplichevole. Non il banchetto delle nozze, ma il desiderio dello Sposo mi fa languire. Non alla gloria aspiro, ma il Glorificato voglio abbracciare. Non il desiderio di vivere, ma il ricordo di Colui che dà la vita mi consuma senza posa. Dammi te stesso, Dio mio, restituiscimi te stesso.Io ti amo. Se così è poco, rendi più forte il mio amore. So questo soltanto: che tutto ciò che non è Te per me è male, non solo al di fuori di me,ma anche in me stesso; e ogni mia ricchezza, se non è il mio Dio è miseria ( Gregorio di Narek – padre della chiesa armena)

3 Per ulteriori approfondimenti circa il tema della relazione uomo-creazione: Kehl M., E Dio vide che era cosa buona. Una teologia della creazione, Queriniana, Brescia 2009 Piola A., Non litigare con Darwin. Chiesa ed evoluzionismo, Paoline 2009.

4 Tesi fondamentale della Predestinazione: Figli nel Figlio per grazia Momento sistematico I (= strutture della libertà creata) Luomo: libertà creata La relazione uomo-creazione L libertà sessuata: differenza nella/per la comunione (vedi file) La grazia : lincorporazione a Cristo Ri-fare il discorso a partire da: SIAMO QUI

5 La grazia. Lincorporazione a Cristo: realizzazione della comunione

6 Lettura obbligatoria: Greshake G., Libertà donata, Queriniana. Sempre sul tema della Grazia: A. Ganoczy, Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto. Lineamenti fondamentali della dottrina della grazia, Queriniana.

7 Lattuarsi della Predestinazione Eternità Eternità: filiazione in Cristo Storia Storia: creazione modalità creazione = premessa (la grammatica) modalità = incorporazione in Cristo per grazia Lincorporazione per grazia indica la modalità con cui la predestinazione si attua negli uomini come comunione a Gesù Cristo

8 Duplice fatica a comprendere il discorso sulla grazia: dal punto di vista culturale = difficile comprensione della gratuità in un mondo dominato dalla logica produttiva ed efficentista dal punto di vista religioso e cristiano = il termine è forse ab-usato, ma inteso (o forse incompreso) con molteplici accezioni: si parla delle grazie, al plurale si pensa ad un dono, ad una grazia da chiedere, a un aiuto... probabilmente pochi pensano subito allo Spirito di Cristo come realtà personale. occorre previamente porsi linterrogativo di fondo: Cosè la Grazia dal punto di vista cristiano?

9 Dati biblici sulla Grazia

10 Sintesi: La grazia di Dio è a un tempo misericordia chinata sulla miseria ( hen ), fedeltà generosa verso i suoi ( hesed ), fermezza incrollabile nei suoi impegni ( emet ), attaccamento di cuore e di tutto lessere a coloro che egli ama ( rahamim ), giustizia inesauribile ( sedeq ) J. Guillet

11 LAntico Testamento = due termini per dire il nostro grazia LXX rende con cháris il termine ebraico hēn La radice hnn da cui derivano il verbo hanan e il sostantivo hēn indica essere benevolo, muoversi a pietà per qualcuno ed è tratto dallarea semantica dei rapporti umani: rivolgersi, avvicinarsi a qualcuno, trovare grazia al cospetto di qualcuno, trovare il favore benevolo (cf Gn 6,8 – Es 33,12).

12 La forma verbale hanan (gr.= eléein) indica principalmente lessere benevolo, misericordioso, il concedere, fare un favore, graziare, dedicarsi con amore. Laggettivo corrispondente è hannun, che significa benevolo, propizio, grazioso.

13 Nella maggior parte dei casi il termine hēn ha un significato profano (ad esempio è termine tecnico dei fidanzamenti) Quando si applica a Dio indica la sua personale attenzione cordiale per luomo, rivolta in assolu- ta libertà e portatrice di doni salvifici concreti (cfr. Sal 4,2) A. Ganoczy ricorre frequentemente lespressione trovare grazia agli occhi di… = hēn non indica tanto le singole manifestazioni concrete di favore quanto piuttosto un atteggiamento di fondo, da cui tali atti possono scaturire.

14 hesed (gr. = éleos) ricorre molto spesso nellAntico Testamento (245 volte) con un utilizzo estremamente ampio a seconda del contesto: bontà, indulgenza, benevolenza, amicizia, amore, grazia hesed rende la realtà della grazia fondamen- talmente con il significato di relazione, rapporto reciproco, più che realtà entificata (in un dono o un beneficio) donata da Dio.

15 E. Schillebeeckx = hesed sottolinea più latteggia- mento interiore del donante che il dono in sé : È difficile, nelle lingue moderne, tradurre hesed conservandone il carattere di relazione umana. Grazia e benevolenza si rivelano insufficienti: per sua stessa essenza hesed è qualcosa che si determina tangibilmente in una situazione concreta, ma che ciò nonostante la trascende; essa ha a che vedere con un impegno per la vita di un altro e coinvolge quindi lintera persona del soggetto della hesed.

16 Limpiego religioso e teologico del termine hesed affonda in questa prospettiva di relazioni umane: lhesed di Dio così concepita viene considera- ta come «la forma originaria di ciò che la teologia cristiana chiama grazia» (A. Ganoczy). Essa è il comportamento di Jahvè che promet- te sé stesso e, quindi, la sua disposizione radicale ad essere presente al suo popolo, ad intessere con gli uomini una relazione per- sonale fonte di doni e vita.

17 Basti pensare alla rivelazione del nome di Dio Jahvé: Colui che è qui, oppure Io sarò qui come Colui che qui sarà questa proposizione relativa paranomastica risulta in un certo senso sospesa e incompren- sibile: è la libertà di Jahvé che non può essere precisata in dettaglio (von Rad.) Il suo essere qui non può però essere fissato dalluomo. Dio si dimostra lessere libero per eccellenza

18 È proprio il carattere indeducibile, occasionale, causale degli eventi storici, non un essere-già- dato assolutamente necessario, che sta ad indicare la libertà di Dio e della sua hesed. La realtà della hesed di Dio non viene annunciata con proposizioni dottrinali aride e astratte ma con portenti storici, che diventano oggetto di continua memoria e narrazione nellIsraele delle generazioni.

19 Esempio: Quando Israele era giovinetto, io lho amato e dallEgitto ho chiamato mio figlio […] Ad Efraim io insegnavo a camminare tenendolo per mano, ma essi non compresero che avevo cura di loro. Io li traevo con legami di bontà, con vincoli damore; ero per loro come chi solleva un bimbo alla sua guancia; mi chinavo su di lui per dargli da mangiare (Os 11,1.3-4).

20 Nuovo Testamento Latto di grazia di Dio trova la sua definitività nella persona e nella storia di Cristo. In riferi- mento a Cristo, Paolo afferma: «È apparsa infatti la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini» (Tt 2,11). Metodologia corretta: non cercare le ricorrenze del termine grazia nei testi del NT Es. la tradizione sinottica non usa mai il termine cháris nel senso di grazia sulla bocca di Gesù solo Luca usa cháris nellannuncio del Regno Ma partire dallannuncio che Gesù fa del Regno di Dio: il rapporto delluomo con Dio

21 non è più caratterizzato da prestazioni umane religiose, ma dallagire divino benevolo reso presente in Cristo il Dio della Grazia si fa vicino in Cristo. Egli è lautobasileia del Padre (Origene) «Ora la grazia ha un nome» (O. Pesch). Segno del rovesciamento di sistema religioso sono i destinatari impossibili della missione di Gesù: isolati, inguaribili, bambini, truffatori, impuri, peccatori pubblici. Il regno di Dio ha dimensioni interiori (liberazione dal peccato e dalle forze coercitive: angoscia… ricezio- ne dello Spirito) e dimensioni esteriori (la relazione fraterna predomina sul legalismo, lautoritarismo, il tradizionalismo ebraico).

22 Giovanni più che insistere sul termine di cháris (che usa ad es. nel Prologo), propone lo stesso messag- gio di favore gratuito divino per luomo con la categoria dellagape. Si veda in 1Gv 4,7-16: 8 Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore. 10 In questo sta lamore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi 11 11Carissimi, se Dio ci ha amato, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. 13Da questo si conosce che noi rimaniamo in lui ed egli in noi: egli ci ha fatto dono del suo Spirito

23 Sinteticamente si possono riconoscere alcuni aspetti fondamentali della dottrina giovannea della Grazia: Dio è Amore, ossia lidentificazione della Grazia, Amore gratuito, con la persona stessa di Dio (v.8) Siamo stati amati per primi: il contenuto è lesperienza personale della Grazia: essere amati, in Cristo Il dono dello Spirito e il Suo dimorare nelluomo come effetto di questa esperienza lamore dei fratelli come frutto e conferma della Grazia.

24 Paolo è il primo grande teologo della grazia Il termine stesso compare ben 100 volte nel suo epistolario (solo 55 volte nel resto del NT) Alla luce della propria esperienza personale, lapostolo parla della grazia come relazione interpersonale: il dono, fatto per grazia, dellunico uomo Gesù Cristo (Rm 5,11)

25 Tra i tanti passaggi di Paolo – specie nelle lettere ai Romani e ai Galati – è centrale lidea della giustificazione gratuita del peccatore in Rom 3,21-24: «Ora invece, indipendentemente dalla Legge, viene manifestata la giustizia di Dio, testimoniata dalla Legge e dai Profeti; giustizia di Dio per mezzo della fede in Gesù Cristo, per tutti quelli che credono. E non cè differenza: tutti infatti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, giustificati gratuitamente per la sua grazia, per mezzo della redenzione che è in Cristo Gesù».

26 Laccento di Paolo cade sullatto redentore di Cristo come forma storica dellamore di Dio per gli uomini peccatori e nemici: Dio dimostra il suo amore verso di noi perché, mentre eravamo anco- ra peccatori, Cristo è morto per noi (Rm 5,8). Di qui diventa comprensibile perché la giustizia e grazia (dikaionsyne e charis) non possono essere viste come due qualità distinte di Dio tra cui esisterebbe una specie di rapporto schizofrenico. Bisogna invece dire che la giustizia di Dio consi- ste nella grazia, perché essa è identica al suo amore (Wilckens). Che è un amore non intenzio- nale, ma operativo e concreto in quanto fa dei peccatori dei giusti.

27 storico-dogmatici Dati storico-dogmatici sulla Grazia

28 La consegna della Tradizione Tre accezioni con cui si è imposto il termine – termine tecnico per indicare il dono di Dio: auxilium Dei (Agostino) iustitia Dei (conc. Trento) donum Spiritus Sancti (definizione moderna). non esclusive, ma progressivamente sempre più comprensive = stratificazione del concetto la teologia della grazia è il risultato di succes- sivi dibattiti storici = lorigine polemica di tale riflessione, in reazione ad alcune posizioni critiche e, dunque, come risposte limitate a queste

29 Ripercorriamo TRE tappe: auxilium Dei = Agostino : in reazione a Pelagio Pelagio (spiritualità volontaristica per contenere le tendenze lassiste) = sosteneva a tal punto la libertà delluomo da riconoscerla capace di fare il bene senza alcun bisogno dellaiuto interiore di Dio ( = grazia) ai fini della osservanza salvifica della legge morale Una bontà immanente già manifestata nelle proprie disposizioni naturali, così come alle forme esteriori della grazia (gratia externa = Legge, Scrittura, Chiesa)

30 Agostino = giustifica la capacità di fare il bene, esattamente ricorrendo alla grazia : luomo non può fare il bene se non riceve un aiuto ( auxilium ) da parte di Dio aiuto che, data la situazione delluomo, non può che essere gratuito ( gratia interna )

31 Pelagio condannato dal Concilio di Cartagine (418): luomo ha assolutamente bisogno dellauxilium della grazia per osservare i comandamenti Per evitare i peccati ci vuole un aiuto della grazia che rafforzi la volontà In seguito: lIndiculus de Gratia (elenco delle decisioni pontificie sulla dottrina della grazia) = condanne contro i nemici della grazia di Dio e contro i perniciosissimi difensori del libero arbitrio.

32 La tradizione occidentale Agostino Agostino: auxilium Dei – adiutorium la grazia come adiutorium = aiuto per lanima delluomo sganciada Dio sgancia la grazia da Dio e ne fa una entità antropologica, una qualità interiore delluomo la Scolastica segue limpostazione antropologica di Agostino.

33 Tommaso Tommaso (STh I – II – 110) descrive la grazia come qualcosa di entitativo presente nellanima, cioè una qualità permanente, aggiunta in maniera accidentale (habitus) entitativo = che contribuisce alla costituzione dellente (= tutto ciò che è dal gr. tà ónta) Scuola francescana (Bonaventura e Scoto) = questo habitus è luce interiore e amore (intelletto e volontà) Scolastica barocca e Neoscolastica = proseguono nella molteplice suddivisione dei tipi di grazia

34 increata creatoris (del Creatore): elevans Grazia redemptoris: elevans et sanans creata externa gratis data gratis data habitualis: gratum faciens interna gratum faciens santificans actualis: adiuvans actualis illuminationis; inspirationis adiuvans praeveniens; operans; concomitans; cooperans sufficienes; efficax

35 favor Dei autoinfusione 1) Grazia increata = favor Dei (autoinfusione di Dio) aiuti e effetti prodotti dal favore di Dio nelluomo 2) Grazia creata = aiuti e effetti prodotti dal favore di Dio nelluomo azione di Dio La differenza a partire dalla azione di Dio allumanità originaria 3) Grazia del Creatore = concessa da Dio allumanità originaria nel paradiso terrestre, come grazia dello stato originario sana luomo caduto e lo eleva ad un nuovo grado di essere 4) Grazia del Redentore = la grazia di Cristo che sana luomo caduto e lo eleva ad un nuovo grado di essere

36 modo in cui influisce La differenza in base al modo in cui influisce: la predicazione e i sacramenti 5) Grazia esterna = ad es. la predicazione e i sacramenti sullintimo dellanima 6) Grazia interna = influisce entitativamente sullintimo dellanima la grazia esterna è ordinata a quella interna come al suo fine Grazia interna è il concetto centrale che a sua volta si ramifica.

37 suddivisione fondamentale Grazia interna = suddivisione fondamentale è tra: gratis data ai singoli ministero salvifico 7) Grazia di stato (o dufficio) = gratis data = concessa ai singoli sotto forma di carisma (cháris-mata) per il ministero salvifico da svolgere verso gli altri gratum faciensa tuttiper la loro santificazione personale 8) Grazia santificante o giustificante = gratum faciens = destinata a tutti gli uomini per la loro santificazione personale

38 La grazia santificante si ramifica in: inerente in maniera permanente 9) Grazia abituale : una qualità inerente in maniera permanente allanima (habitus) singoli influssi passeggeri 10) Grazia attuale : in qualità di grazia adiutrice = contiene singoli influssi passeggeri di Dio per compiere atti precisi

39 La Grazia attuale si ramifica in: sullintellettosulla volontà 11) Grazia di illuminazione e 12) grazia di rinvigorimento = in quanto Dio influisce sullintelletto e sulla volontà delluomo precedesegue 13) Grazia preveniente e 14) concomitante = in quanto lazione di Dio precede o segue unattività della volontà umana la capacità di compiere la realizzazione di questo 15) Grazia sufficiente e 16) efficace = in quanto Dio dona la capacità di compiere un atto salvifico o la realizzazione di questo 16 tipi di grazia (al plurale) 16 tipi di grazia (al plurale)

40 grazia come Iustitia Dei = Concilio di Trento Per la Scolastica = la giustificazione è un capitolo della grazia Per Lutero = la grazia è un capitolo della giustificazione Lutero è contrario alle deformazioni della grazia al plurale (= favori, aiuti, indulgenze per garantirsi la salvezza) Laccento sullunica grazia = la giustificazione è questione centrale = è larticolo di fede per cui la Chiesa sta o cade

41 Premesse: il peccatore è un essere totalmente corrotto e concupiscente in tutte le sue fibre tutto ciò che fa (in ordine al fine ultimo) sfocia nel peccato in conseguenza la volontà umana non è libera - è schiavizzata = è un servum arbitrium (come un giumento che va dove vuole chi lo cavalca: o Dio o Satana) la Legge lo accusa sempre: invano cerca di giustificarsi con le sue opere meritorie (= sono prestazioni concorrenziali alla grazia)

42 Come posso trovare un Dio benigno? Scoperta della misericordia in Rm 1,17 : la giustizia di Dio si rivela in esso di fede in fede: … il giusto vivrà in forza della fede il peccatore è giustificato nella grazia di Cristo che gli offre una giustizia estrinseca, che viene alluomo non dal suo interno ma dallesterno (gli è imputata : accreditata – messa in conto ), come giustizia aliena e che non gli imputa più il peccato (giustizia forense )

43 la giustificazione non richiede una radice ontologica (= non cè nessuna grazia creata dimorante nelluomo = costituirebbe il pericolo che la grazia diventi una proprietà / potere delluomo a scapito della libertà e assoluta sovranità divina) si nega un vero cambiamento nelluomo anche dopo il battesimo (= la concupiscenza è peccato) il cristiano è simul justus (per la purità altrui = il biancore di Cristo) et peccator (di suo cè una diabolica nerezza, anche nel santo!)

44 la grazia (in senso assoluto) è il nuovo modo con cui il Dio benigno (!) si rapporta a noi = davanti a Lui la posizione del peccatore condannato diventa la posizione del peccatore giustificato (= ciò che cambia è proprio il rapporto di Dio verso luomo) la fonte della grazia di Dio è al di fuori delluomo (extra nos), non è un habitus = non è qualcosa di creato in lui: la grazia di Dio non si divide, non si sminuzza.

45 4 caratteristiche sintetiche: 1) Cristocentrismo esclusivo = Gesù Cristo è il favor Dei (la grazia in persona) esistente al di fuori delluomo (solus Christus) 2) Garantire l immeritabilit à e l efficacia esclusiva della grazia (sola gratia) contro le prestazioni meritorie (= Werkerei) 3) Escludere ogni sinergismo (cooperazione umana): luomo è totalmente passivo di fronte alla grazia che lo giustifica 4) La giustificazione avviene solo sul versante divino, luomo rimane essenzialmente immutato.

46 La risposta cattolica (Decreto del Concilio di Trento sulla Giustificazione ) la grazia ha la priorità assoluta su ogni azione umana (= grazia preveniente ) si concorda con i riformatori la libertà umana e la possibilità di cooperare in modo meritorio con la grazia non sono abolite (= grazia cooperante ) uomo partner responsabile di Dio nell sullreale modificazione insiste sulla grazia creata (= effetto nell uomo e sull uomo) = la grazia opera una reale modificazione

47 è la trasformazione prodotta da Dio nelluomo peccatore perché diventi giusto e capace di compiere gli atti propri del giusto, cioè gli atti meritori (= grazia santificante ) si coglie lo spostamento, nella comprensione della grazia, da Dio alluomo : modificazione ontologica della persona conseguenze etiche della giustificazione laccento cade sulla grazia creata, una modificazione ontologica della persona, e sulle conseguenze etiche della giustificazione

48 La grazia come Donum Spiritus Sancti = la definizione moderna mera forza etica K. Barth = non ridurre la grazia a una mera forza etica : il ruolo di Cristo sembra quello di chi produce e comunica doni una cosauna realtà astratta e impersonale La grazia non è prima di tutto una forza, o un soccorso; non bisogna pensarla come una cosa, né parlarne come di una realtà astratta e impersonale.

49 La grazia è comunione, che fa di noi dei partecipanti del servizio, dellopera, della vittoria di Cristo, e, in primo luogo, della sua vita e del suo amore, del suo sacrificio e della sua preghiera ( M. Flick ). personalismo dialogico linabitazione di Dio nelluomo Il personalismo dialogico : il primo atto della comunicazione di Dio è linabitazione di Dio nelluomo ( M. Schebeen ) La grazia è lo Spirito di Cristo che inabita nelluomo per renderlo giusto verità mai negata ma lo Spirito era relegato sullo sfondo poiché si prestava attenzione più ai suoi effetti (= alla modificazione delluomo)

50 il passaggio è decisivo anche dal punto di vista metodologico : per comprendere la grazia non si deve partire dalluomo, ma da Dio: è una realtà/azione di Dio prima che una qualità delluomo.

51 BilanciodellaTradizione

52 Pregi della riflessione Si conia un vocabolario tecnico : * la Grazia increata * la Grazia creata

53 La relazionalità grazia è un concetto di relazione non qualcosa che luomo otterrebbe da Dio, bensì il comportamento stesso di Dio, la libertà del suo amore per luomo perché ha come oggetto Dio stesso, la teologia scolastica lha chiamata graziaincreata anche perché questa grazia è il Creatore stesso essa coincide con lo Spirito Santo (di Cristo), con lamore divino donato per mezzo di Gesù Cristo (cf Rm 5,5).

54 La complessità dellevento della Grazia nelluomo Lamore divino non è un decreto imposto dallesterno, ma penetra nella stessa realtà umana (contro lestrinsecismo antropologico) La grazia, entrando nelluomo, lo configura interiormente, lo abilita a prendere parte attiva nella relazione con Dio In tal modo la grazia non si esaurisce in Dio, senza produrre alcuna conseguenza nelluomo, ma si tramuta in determinati effetti prodotti per e nelluomo stesso la Grazia increata implica sempre un effetto creato

55 Gli aspetti diversi della Grazia nel mistero dellincontro uomo-Dio Quando Dio ama trasforma radicalmente luomo ora egli è capace di accogliere lamore divi- no, di vivere di questo amore, che penetra la persona nella sua vicenda storica: grazia di stato (vocazione di sposa/madre) grazia attuale (sostegno in una prova fisica/morale) grazia di illuminazione (il consiglio per operare una scelta).

56 Limiti = momenti diversificati di una realtà unitaria (la Grazia) realtà distinte e separate (le grazie al plurale) lirrigidimento di tale schematizzazione : anziché momenti diversificati di una realtà unitaria (la Grazia), sono passati ad indicare realtà distinte e separate (le grazie al plurale) selettive poiché le varie definizioni (aiuto – giusti- zia) sono nate in funzione polemica, evidentemente erano e rimangono selettive

57 col tempo, la grazia tende ad essere entificata cioè identificata con una cosa (un aiuto, una modificazione...) conducendo ad una progressiva cosifica- zione (o meglio, «reificazione» ) nella concezione della grazia perdendone il primario riferimento alla persona dello Spirito Santo perdendone il primario riferimento alla persona dello Spirito Santo.

58 Ripresateologico-sistematica non è dire cose nuove ma ridire i dati postivi (fonti bibliche – storiche - magisteriali) mettendoli in una sintesi ordinata i due momenti del metodo teologico: 1) momento diacronico 2) momento sincronico

59 La Grazia è Dio stesso (versante teologico) ormai è chiaro che linterrogativo non è più Cosè la Grazia?, bensì Chi è la Grazia?. Dunque una Persona, non una cosa: èDio stesso non è una realtà intermedia fra Dio e luomo, quasi una terza cosa La Grazia è Dio stesso come verità ultima della persona. Dio è lalleato, Dio è Dio-con-noi. Dio è Misericordia e Tenerezza... questo atteggiamento è la Grazia e qualifica Dio come il Dio di grazia. La Grazia perciò è Dio stesso nel suo amore per noi [...] La Grazia, quindi, non è una realtà intermedia fra Dio e luomo, quasi una terza cosa... la Grazia è Dio stesso e questi è un Dio di grazia per luomo ( G. Colzani )

60 vocabolario equivoco = avere o perdere la grazia essere in stato di grazia o meno Cosa significa se questa non è una cosa, né un semplice dono o un aiuto, ma una persona, anzi Dio stesso in persona? in definitiva è una questione di relazione, non tanto di possesso Come va ripensata la dinamica della grazia, se riguarda la relazione personale tra la persona dello Spirito di Gesù e la singola persona umana? Cosa comporta il ricevere/perdere/accrescere la grazia con la partecipazione ai sacramenti?

61 Il versante antropologico della grazia: lincorporazione «Se la grazia è Dio stesso... non rimane senza effetto... tra Dio e luomo si stabilisce una relazione responsabile che sfocia nella nascita di una nuova creatura » ( I. Sanna ) Leffetto, dunque, è luomo nuovo Efesini 4,24 Efesini 4,24 = …rivestire luomo nuovo (tÕn kainÕn ¥nqrwpon) che è creato a immagine di Dio nella giustizia e nella santità Come ciò avviene? Attraverso lincorporazione, ossia in una relazione tra Cristo e la persona che non resta esteriore ai due soggetti.

62 La Redenzione non è una redenzione dal di fuori, ma una redenzione dal di dentro unirsi a coloro che ama incorporarci a Cristo «Come di fatto Cristo ci salva? Qual è il modo scelto da lui per renderci partecipi delle ricchezze che ci ha meritato col suo sacrificio? … La Redenzione non è una redenzione dal di fuori, ma una redenzione dal di dentro. Egli è lAmore (1Gv 4,16) e allamore non basta star vicino e sacrificarsi per le persone amate, ma vuol soprattutto unirsi a coloro che ama. Per questo non si è contentato di farsi uno di noi; ma ha fatto di ciascuno di noi qualcosa di sé. I sacramenti hanno proprio questo scopo: di incorporarci a Cristo, di unirci in modo arcano e misterioso a lui sofferente e glorioso (Lumen Gentium 7), di fare di noi altrettanti cristo in lui» (A. Beni)

63 Il legame tra luomo e Cristo è ununione personale : La Bibbia esprime il mistero di questa relazione di mutua immanenza utilizzando: le metafore : la vite e i tralci; il corpo e le membra oppure lessere in Christo Jesu, che ritorna 164 volte in Paolo e 24 in Giovanni con i neologismi coniati da Paolo (la mistica del con = syn): morti-con Cristo (2Tim 2,11), con-sepolti (Rom 6,4), con-resuscitati (Ef 2,6), con Lui regnanti (2Tim 2,12).

64 La tesi dell incorporazione afferma lunione a Gesù Cristo come essenza della giustizia cristiana: lo stato voluto da Dio per luomo e quindi conforme alla volontà di Dio – stato di giustizia – è quello dellunione al Cristo contenutounione a Cristo concetto di giustizia al di là della semplice accezione morale I Padri (nelle controversie contro gnostici e ariani) hanno esplicitato il contenuto di tale unione a Cristo nei termini di partecipazione (méthexis) alla sua condizione di Figlio di Dio, facendo così assumere al concetto di giustizia derivata dal Cristo un contenuto che va al di là della semplice accezione morale.

65 Esempi: «Da giudei, pagani, schiavi, eccoci diventati … che cosa? Angeli? No, ma altrettanti Cristi ambulanti, altrettanti Gesù» san Giovanni Crisostomo ( san Giovanni Crisostomo ) santAgostino «Il Cristo ci ha incorporati a sé, ci ha fatti suoi membri. Eccoci in lui divenuti Cristo. Siamo realmente il suo Corpo, in lui dipendiamo dal Cristo, Christi sumus; più ancora Christus sumus, non solamente di Cristo, ma Cristo stesso» ( santAgostino ).

66 «Chi è deificato possiede per grazia tutto quello che Dio ha per natura» (Massimo il Confessore, Ambigua, PG 91,1308b). «Il Cristo diventa nostro con-corporeo e fa di noi un tempio di tutta la divinità, perché nello stesso corpo di Cristo abita tutta la pienezza della divinità corporalmente» (Gregorio Palamas, Difesa degli esicasti I 3,38.

67 Quando Cristo lava, allontana largilla dal male e le imprime la propria immagine; quando crisma, attiva le energie dello Spirito, di cui è divenuto egli stesso il depositario, a motivo dellincarnazione; quando poi introduce con insistenza a mensa e dà da mangiare il proprio corpo, allora trasforma interamente liniziato e lo cambia nel suo proprio modo di essere. Pertanto largilla non è più argilla, essa, che ha già ricevuto nel lavacro limpronta regale, ora è divenuta essa stessa corpo del re (Nicola Cabasilas - Vita in Cristo, IV, 581a)

68 Elementi costitutivi della grazia A questo punto è possibile individuare gli elementi costitutivi della giustizia cristiana: il dono increato e il dono creato a) Il dono increato La Grazia increata è il dono stesso dello Spirito Santo, la sua Persona, che «diventa il vincolo interpersonale più profondo tra noi e Cristo». Nel momento stesso della giustificazione Dio stabilisce una nuova relazione con luomo. È ciò che la tradizione ha efficacemente espresso con il tema della inabitazione, ossia della presenza della Trinità nel credente.

69 Linabitazione Linabitazione è un dato biblico: nellAT il tema della Gloria di Dio che inabita nella creazione, nel tempio, nel giusto (cf la Sapienza o Ez 36); è la manifestazione sovrab- bondante della presenza di Dio nel mondo nel NT: 1Cor 3,16 = luomo come tempio di Dio Gv 15 = rimanere – dimorare nello Spirito (me…nate n mo…) relazione di mutua immanenza = noi siamo in Lui ed Egli in noi il testo più ricco sulla inabitazione dello Spirito Santo è senza dubbio Rm 8, :

70 Se qualcuno non possiede lo Spirito di Cristo, questi non è suo essere inabitati dallo Spirito Santo è lunica condizione per appartenere a Cristo: Se qualcuno non possiede lo Spirito di Cristo, questi non è suo (v. 9) figli di Dio inabitando in noi lo Spirito comunica al nostro essere la sua stessa vita: è per la guida dello Spirito che abita in noi che diventiamo figli di Dio (v. 14) uno spirito di filiazione adottiva Abba, Padre lo Spirito ricevuto è uno spirito di filiazione adottiva che attesta che siamo figli di Dio (v ) e che geme - grida come Cristo e in unione con Lui: Abba, Padre nonmetaforicamente realisticamente linabitazione non va intesa metaforicamente (come se…), ma realisticamente : la prova è che Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del Figlio suo (Gal 4,6)

71 teoforipneumatofori Per questo i Padri, specie greci, chiamavano i cristiani teofori o pneumatofori «La Grazia è, per prima cosa, una misteriosa Presenza di Dio, una particolarissima intimità di Dio nellanima del giusto; Dio non ci colma di doni, quasi distaccandoli da sé, ma Lui stesso viene a noi!» G. Colzani ( G. Colzani )

72 Problema nella patristica: Se lo Spirito si unisce allanima non è più esteriore ad essa Però lo Spirito Santo è distinto dallanima: Contro leresia dei messaliani si afferma che lospite divino è unito allanima e distino da essa (non come in un nirvana fusionale) Afraate il Siro e Filosseno di Mabbug: Lo Spirito è lanima della nostra anima, la parte più spirituale delluomo, il suo vero io Origene per dire il peccato di un già cristiano: anima abortiva dello Spirito del Logos.

73 Immagini usate da Basilio Magno per dire il rapporto tra lanima e lo Spirito: Lo Spirito è come la Luce nellocchio sano Larte nellartista Lo Spirito è il nostro logos (tradotto con ragione formale) Ireneo nella tricotomia: tramite lanima che riceve lo Spirito anche il corpo è spirituale. Sintesi: Il giorno di Pentecoste lo Spirito in persona agisce e discende dentro la natura umana e si pone come fatto interno della na- tura umana (P. Evdokimov, Lo Spirito santo e la Chiesa, p. 98).

74 Lazione dello Spirito inabitante nellanima è espressa dalla tradizione con i titoli a lui riservati: Santificatore (Origene, Atanasio, Basilio) Vivificante (simbolo niceno-costantinopolitano) Illuminatore: a commento del Sal 35,10, Basilio dice nellilluminazione dello Spirito noi vedremo la vera luce che illumina ogni uomo Purificatore: rimette i peccati, purifica i corpi nellascesi, consente di osservare le virtù Lintimità dellanima con lo Spirito è soprattutto frutto della preghiera. Il cristiano prega nello Spirito (Origene, De Oratione 2). La preghiera contiene sempre una epiclesi (epi-kalein).

75 riflessione teologica moderna La riflessione teologica moderna si è trovata impegnata su due interrogativi: 1)il soggetto proprio dellinabitazione («Chi?») 2)e la sua modalità («Come?»). CHI = deve intendersi riferita allo Spirito di Cristo in senso proprio, cioè come persona distinta dalle altre persone della Trinità. Lo Spirito è il mediatore del rapporto Cristo/uomo. Lo Spirito è communicatio Christi (Ireneo). una meta-persona: una Persona divina immanente a una persona umana (Sesboué - Agostino)

76 una persona in molte persone: tra il Padre e il Figlio come Amore dellAmore e Donatore dellAmore; nella Chiesa come sua anima (Muhlen) nella sua kenosi lo Spirito si con-fonde con il soggetto umano (V. Lossky) per cui le operazioni umane hanno come soggetto Dio e luomo «sovra-cosciente dello spirito» (J. Maritain), «sovra-conscio luminoso» (P. Florenskij; O. Clément); inconscio divino (B. Sesboüé), inconscio spirituale o teofilo (J.C. Larchet).

77 Proprio « a causa della nostra partecipazione al mistero della vita trinitaria noi siamo in grado di superare una visione psicologica che può sì scrutare certe profondità, ma a cui non è accessibile quella profondità che è la trascendenza umana, quella zona diversamente misteriosa dove dimora lo slancio verso Dio, lincontro con Dio » (H. De Lubac).

78 MODO = quello della causalità quasi formale: «il Dio trinitario comunica sé stesso alluomo non secondo una causalità meramente efficiente, ma rendendolo partecipe della natura divina» (K. Rahner) una causalità meramente efficiente? = Dio è presente dove opera (come fa in genere in tutte le creature anche non umane = agisce a distanza)

79 causalità quasi formale: Lunione tra luomo giustificato e la Trinità è una incoazione della visione beatifica Dio stesso si unisce alle facoltà umane attuandole in ordine alla conoscenza e allamore È unattuazione ontologica = antecede ed è principio degli atti personali di conoscenza e amore Però Dio non diventa parte di una realtà creata = perciò è ununione a modo di causa quasi – formale (Dio non informa le facoltà umane facendole diventare di natura divina) padri gr. = essenza divina (NO) – energie divine (SI)

80 primato al dono increato Il dato centrale: la teologia moderna recupera il primato al dono increato (ossia alla persona dello Spirito di Cristo inabitante nelluomo). Si attua così un passaggio determinante nella comprensione della natura della grazia: da una sostanziale cosificazione (reificazione) alla personalizzazione della grazia concetto personalistico La grazia non è una cosa o una realtà separabile da Dio, ma è Dio stesso nella sua benevolenza e nel suo favore, è Dio stesso nelle sue viscere damore e nei gesti concreti che lo esprimono. La grazia, quindi, è un concetto personalistico ( G. Colzani )

81 Se la nozione di rivelazione è quella di unaautocomunicazione di Dio (K. Rahner): una realtà comunicata da Dio non può essere separata dalla comunicazione stessa, essendo questa comunicazione di Dio la realtà che è comunicata (= grazia) non può essere separata della realtà che comunica (cioè dal Comunicatore = Dio che è Grazia) se lo fosse, la realtà comunicata (= grazia) sarebbe altra rispetto a quella che comunica (= Dio) in questo caso Dio ci darebbe unaltra realtà e non sé stesso – ma Dio non dona meno di Se stesso

82 Il passaggio è incompleto finché non si dà una risposta pienamente cristiana allidentità della grazia: non è una generica presenza di Dio, né una generica presenza della Trinità. Gesù Cristo ha rivelato il nome della grazia: dopo la risurrezione lo Spirito è Spirito di Cristo Gv 14,15: Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore ( paraclito = chiamato presso) perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito di verità

83 struttura trinitaria Mantenere la struttura trinitaria della inabitazione: Il Padre, il Figlio, lo Spirito Santo ammettono luomo alla propria intimità, donandosi a lui come una persona si dà ad unaltra persona. In questa comunione esiste un ordine: il Padre invita luomo alla sua amicizia per mezzo del Figlio che sincarna il Figlio a sua volta manda lo Spirito Santo, che è lamore unitivo tra il Padre e il Figlio lo Spirito si dona come anima della Chiesa (LG 7), in quanto unendosi agli uomini li incorpora al Cristo totale (capo e corpo) e li rende capaci di vivere una vita filiale.

84 La donazione trinitaria suppone: 1)una iniziativa divina (le missioni) 2)ed esige una mutazione ontologica, prodotta nelluomo dallo Spirito di Cristo, anima della Chiesa. ? …come una Persona divina si dà ad unaltra persona umana… ? Arduo compito – ancora aperto – di ripensare la teologia della grazia attorno alla categoria della relazionalità :

85 Intendiamo per grazia santificante quello stare lì di Dio per me, presente e attuante, come un «tu» personale e vivo che trasforma la mia vita, e la salva in Cristo e le offre nuovo orientamento, forza e dinamismo nello Spirito. Questo modo di parlare della grazia richiede che noi la intendiamo non tanto come «ente», quanto come Persona o presenza personale; che non la riceviamo come «cosa», ma la viviamo dinamicamente come «relazione» ( D. Borobio )

86 b) Il dono creato «Se la grazia increata corrisponde a Dio stesso che si autocomunica in Cristo mediante lo Spirito... la grazia creata è il risultato e leffetto il risultato e leffetto dellopera e della presenza di Dio nelluomo» (I. Sanna)

87 grazia santificante modificazione ontologica il dono creato indica la grazia santificante, una modificazione ontologica indotta nellanima dal dono increato (= lo Spirito) questa tesi non è direttamente biblica deriva da concezioni antropologiche della Scolastica in particolare il concilio di Trento – in risposta alla definizione luterana della mera non-imputazione – insiste sullesigenza di salvaguardare la realtà e quindi lefficacia effettiva della giustificazione che incide sulla struttura antropologica

88 rigenerazionenuova nascita nuova creazione Al di fuori dellorigine polemica antiprotesta- nte il nucleo si può ricondurre ai temi biblici della rigenerazione, della nuova nascita (Gv 1,13; 1Gv 2,29; 3,9) o della nuova creazione di Paolo (2Cor 5,17; Gal 6,15; Ef 2,10; 4,24; Col 3,9- 11) rigenerare veramente modificandolo nel suo essere rigenerare = lazione di Gesù Cristo e linfu- sione dello Spirito raggiunge veramente luomo modificandolo nel suo essere, come se rinascesse novitànuo- va situazione creata esprime nelluomo la novità e quindi la nuo- va situazione creata dallazione giustifi- cante di Dio

89 delluomo nuovo la cifra biblica delluomo nuovo : se uno è in Cristo è una creatura nuova (2Cor 5,17) venendo ad inabitare nelluomo lo Spirito Santo, diventa lorigine della sua vita umano- divinizzata

90 Gli effetti antropologici della Grazia La grazia realizza una modificazione reale nelluomo Chi diventa luomo? approfondiamo gli effetti della giustizia cristiana: Enunciazione della tesi Enunciazione della tesi : lunione/incorporazione a Cristo, prodotta dal dono dello Spirito Santo, esprime la propria realtà nel rendere luomo partecipe della condizione propria del Cristo, in particolare della sua condizione di Figlio rispetto a Dio, e quindi della sua natura divina

91 non una genericadivinizzazione, la radice data dallo Spirito di Gesù non produce una generica opera di divinizzazione, bensì ci rende cristiformi, dunque ci introduce in Dio, con quella forma e quella relazione particolare che è propria solo di Gesù: la figliolanza «Siamo inseriti nellamore con il quale il Padre da prima di tutti i tempi è rivolto al suo Figlio. Questo amore è lo Spirito Santo. Diventiamo, dunque, partecipi di una relazione che non ha il suo termine ontologico costitutivo in noi come realtà creata, ma nel Figlio, che è Dio» ( G. Gäde)

92 lunificazione di due temi Qui il senso e lunificazione di due temi tradizionali: filiazione adottiva 1)la filiazione (cfr. Rom 8,15.23 = precisa che si tratta di filiazione adottiva ; Gal 4,5; Ef 1,5) partecipazione alla natura divina 2) e la partecipazione alla natura divina (Gv, 2Pt 1,3-4) aspetti particolari di ununica realtà poiché non si tratta che di aspetti particolari di ununica realtà

93 «Il tema della filiazione esprime la modalità cristiana della divinizzazione: il cristiano partecipa della vita divina a modo di figlio, poiché riceve in sé la presenza dello Spirito di Cristo, che è il Figlio di Dio» (L. Serenthà) «Lazione dello Spirito Santo presente in noi, ci mette in comunicazione viva con Gesù e col Padre, ci deifica. La divinizzazione delluomo risponde alla logica interna della umanizzazione, incarnazione di Dio: si tratta di uno scambio misterioso in cui ciascuno fa sue le proprietà dellaltro» (T. pidlík)

94 Il versante negativo di tale tesi è lobiettiva incompatibilità con lo stato di peccato la remissione del peccato per cui si ricava che al dono della grazia consegue necessariamente, come suo primo effetto, la remissione del peccato la grazia concessa trova nelluomo uno stato di peccato = non è come dovrebbe essere (= SO) il termine stesso giustificazione – usato come sinonimo di grazia - indica che la grazia concessa trova nelluomo uno stato di peccato = non è come dovrebbe essere (= SO) è a questo livello che si è storicamente giocato lequivoco amartiocentrico, che condizionava la grazia al peccato felix culpa felix culpa: il peccato costituisce la ragione della grazia, altrimenti non la avremmo avuta (?)

95 recuperato coerentemente il primato della grazia sul peccato e la sua priorità – cfr. tesi della predestinazione – si comprende che: lesperienza storica del peccato umano non condiziona la grazia, non la produce: semplicemente le fa assumere una formalità nuova il piano salvifico di Dio non cambia, sempli- cemente cambia la sua modalità di attuazione, che assume da questo momento una connotazione redentrice.

96 Di qui quel complesso cammino storico della grazia nellesistenza umana che denominiamo giustificazione: la grazia si rivela come principio di vita per luomo, una vita che può esser descritta nel suo dinamismo. In sintesi due sono gli elementi da evidenziare: In positivo, la filiazione divina adottiva o divinizzazione in negativo, la remissione dei peccati - giustificazione.


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