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1 PATOLOGIA NELLA PRIMA INFANZIA DERIVA DA DISFUNZIONI DELLARELAZIONEGENITORE-BAMBINO SI BASA SUL COLLEGAMENTO ESISTENTE TRA LO PSICHISMO DEL GENITORE.

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Presentazione sul tema: "1 PATOLOGIA NELLA PRIMA INFANZIA DERIVA DA DISFUNZIONI DELLARELAZIONEGENITORE-BAMBINO SI BASA SUL COLLEGAMENTO ESISTENTE TRA LO PSICHISMO DEL GENITORE."— Transcript della presentazione:

1 1 PATOLOGIA NELLA PRIMA INFANZIA DERIVA DA DISFUNZIONI DELLARELAZIONEGENITORE-BAMBINO SI BASA SUL COLLEGAMENTO ESISTENTE TRA LO PSICHISMO DEL GENITORE E DEL BAMBINO

2 2 CONSULTAZIONE TERAPEUTICA TERMINE IDEATO DA WINNICOTT (1971) : TERMINE IDEATO DA WINNICOTT (1971) : MODALITA’ DI TRATTAMENTO PSICOTERAPEUTICO CHE MODALITA’ DI TRATTAMENTO PSICOTERAPEUTICO CHE INCLUDE LA FIGURA DEL BAMBINO INCLUDE LA FIGURA DEL BAMBINO PREVEDE SEDUTE LIMITATE PREVEDE SEDUTE LIMITATE

3 3 I disturbi della relazione Parlando di psicopatologia in termini evolutivi è essenziale l’apporto della Developmental Psychopathology che evidenzia l’importanza di un continuo riferimento agli stadi dello sviluppo. La dipendenza psicologica tipica dei bambini al di sotto dei tre anni smentisce la convinzione che la psicopatologia possa originarsi nel singolo bambino Non potendo il bambino piccolo usare le parole per esprimere la propria ansia utilizzerà una sintomatologia somatica (disordini alimentari, disturbi del sonno, eccessi di collera, etc…)

4 4 Quando l’adattamento comportamentale è disturbato l’origine può essere individuata: 1.Nel bambino 2.Nelle relazioni che il bambino intrattiene con gli altri 3.In quegli aspetti delle relazioni che vengono assimilati dal bambino Se il bambino è portatore di sintomi è nei genitori che spesso si trova il meccanismo che avrà più influenza per il raggiungimento del miglioramento. Il lavoro diretto con il bambino è indicato quando i genitori sono incapaci di utilizzare il proprio pensiero per fare collegamenti

5 5 Modelli d’intervento 1.La psicoterapia psicodinamica breve genitore-bambino (la Scuola di Ginevra) e la psicoterapia bambino-genitore (Scuola di San Francisco). Entrambe sono progettate per modificare le rappresentazioni materne. La Scuola di Ginevra interviene esclusivamente sulla madre utilizzando l’interpretazione delle rappresentazioni materne (individuabili nell’interazione) che collegano il passato con il presente. La Scuola di San Francisco utilizza meno l’interpretazione e agisce di più sugli aspetti legati all’esperienza di attaccamento correttiva (transfert positivo) sull’autostima e sull’empatia materna.

6 6 2. Il Lausanne Trilogue Play consiste nel promuovere la responsività empatica, la condivisione e la regolazione degli affetti nella triade è un metodo ad orientamento sistemico evolutivo (Fivaz-Depeursinge, Corboz-Warnery). La valutazione familiare avviene attraverso una speciale procedura di gioco che permette di osservare gli scambi tra padre, madre, bambino e di sviluppare una condivisione di esperienze piacevoli. L’analisi del gioco evidenzia la necessità di alcune condizioni per definire le tipologie di alleanza familiare. Valutare l’organizzazione dell’interazione significa verificare se ogni membro rispetti il proprio ruolo o interferisca con la funzione assegnata agli altri partner 3. L’intervento sull’elaborazione sensoriale è basato sull’osservazione della modalità con cui bambini e genitori reagiscono all’esperienze sensoriali (Dunn). Questo tipo di intervento prevede che la valutazione e il trattamento si svolgano nel luogo di vita della famiglia. Si inizia con incontri settimanali per passare a uno o due volte al mese. La durata dell’intervento varia fra i sei e dodici mesi.

7 7 4. La guida all’interazione è basata sull’incoraggiamento del piacere comune sperimentato durante lo scambio madre-bambino ( Mc Donough). Utilizza sedute videoregistrate per evidenziare aspetti positivi e adattativi nelle interazione genitori-bambino. Rivedere gli scambi alla presenza dei genitori permette al terapeuta di aiutarli ad osservare il proprio bambino facendo attenzione alle sue competenze e alle sue difficoltà. Questo metodo è simile al lavoro psicodinamico, ma raramente le interazioni vengono interpretate. Le sedute hanno una frequenza settimanale e la stanza in cui avviene l’incontro è provvista di sedie, divani, tappetini per sedere a terra, una culla e giochi appropriati all’età del piccolo. Il terapeuta non gioca con il bambino.

8 8 PSICOTERAPIA MADRE-BAMBINO INDICATA QUANDO INDICATA QUANDO  IL PROCESSO DI RICONOSCIMENTO DEL BAMBINO E’ BLOCCATO  INVESTIMENTO CONFLITTUALE DELLA RAPPRESENTAZIONE DIVIENE RIPETITIVO VALUTARE LA NATURA E L’ INTENSITA’ DELLE PROIEZIONI

9 9 SITUAZIONI CHE RICHIEDONO UNA CONSULTAZIONE IL BAMBINO CRESCENDO NON GIOCA PIU’ IL RUOLO ASSEGNATOGLI IL BAMBINO CRESCENDO NON GIOCA PIU’ IL RUOLO ASSEGNATOGLI MANIFESTA BISOGNO DI ESSERE RICONOSCIUTO MANIFESTA BISOGNO DI ESSERE RICONOSCIUTO SCOMPENSO DA PARTE DEI GENITORI SCOMPENSO DA PARTE DEI GENITORI Manzano, Palacio-Espasa, Zilkha, 1999) L’ACQUIESCIENZA ALLE L’ACQUIESCIENZA ALLE PROIEZIONI PROIEZIONI PONE AL BAMBINO PONE AL BAMBINO PROBLEMI RELATIVI PROBLEMI RELATIVI - ALLO SVILUPPO - ALLO SVILUPPO - ALL’ ADATTAMENTO - ALL’ ADATTAMENTO AL MONDO ESTERNO AL MONDO ESTERNO

10 10 INDICAZIONI AD UNA PSICOTERAPIA MADRE-BAMBINO IL BAMBINO IL COMPORTAMENTO DEL BAMBINO DIMOSTRA BAMBINO DIMOSTRA ELEMENTI DELLA RELAZIONE ELEMENTI DELLA RELAZIONE CON FUNZIONE POSITIVA FATTORI DI RISCHIO FATTORI DI RISCHIO IL CLINICO OSSERVA  MODO IN CUI IL BAMBINO RICERCA L’ATTENZIONE  LE CURE DATE DAI GENITORI  I GIOCHI DEL BAMBINO  LE RISPOSTE DEL BAMBINO  IL MODO IN CUI IL GENITORE ABBRACCIA IL BAMBINO  I GESTI DI ACCUDIMENTO  LE INTERAZIONI GIOCOSE

11 11 INDICAZIONI AD UNA PSICOTERAPIA MADRE-BAMBINO IL TERAPEUTA IL GENITORE RITROVA NEL TERAPEUTA UN’IMMAGINE GENITORIALE IL GENITORE RITROVA NEL TERAPEUTA UN’IMMAGINE GENITORIALE SI CREA UNA RELAZIONE TRANSFERALE TRA TERAPEUTA E GENITORE IL TERAPEUTA E’ INVESTITO DALLE PROIEZIONI GENITORIALI TALI PROIEZIONI SONO SIMILI A QUELLE CHE IL GENITORE COMPIE SUL BAMBINO TRA GENITORE E TERAPEUTA SI STABILISCE UNA RELAZIONE EMOTIVA SIMILE A QUELLA TRA GENITORE E BAMBINO RICONOSCIMENTO FANTASMI INCONSCI CHE SOSTENGONO LE RELAZIONI

12 12 INTERVENTO PER LA MODIFICA DELLE DISFUNZIONI NELLA RELAZIONE GENITORE-BAMBINO PRESENZA CONGIUNTA PERMETTE DI PRENDERE DI CONTEMPORANEAMENTE IN DI CONTEMPORANEAMENTE IN GENITORE E BAMBINO CONSIDERAZIONE GENITORE E BAMBINO CONSIDERAZIONE a) PSICHISMO GENITORIALE a) PSICHISMO GENITORIALE b) INTERAZIONE G-B b) INTERAZIONE G-B CONSENTE UNA DIALETTICA TRA  INTERAZIONE FANTASMATICA  INTERAZIONE REALE

13 13 PSICOTERAPIA BAMBINO-GENITORE IL BAMBINO IL BAMBINO DIVIENE UN OGGETTO DI TRANSFERT MOLTO POTENTE DIVIENE UN OGGETTO DI TRANSFERT MOLTO POTENTE CONCEPITO COME UN CATALIZZATORE CONCEPITO COME UN CATALIZZATORE EVOCA NEL GENITORE RICORDI E SENTIMENTI PROFONDI EVOCA NEL GENITORE RICORDI E SENTIMENTI PROFONDI QUANDO E’ SOTTO GLI OCCHI DEL GENITORE EMERGONO  AMORE  CONFLITTUALITA’ CHE IL GENITORE PROVA NEI SUOI CONFRONTI

14 14 PSICOTERAPIA BAMBINO-GENITORE SCOPO SCOPO DISTRICARE IL BAMBINO DALL’INGOLFAMENTO DELLE DISTORSIONI DEGLI AFFETTI GENITORIALI DISTRICARE IL BAMBINO DALL’INGOLFAMENTO DELLE DISTORSIONI DEGLI AFFETTI GENITORIALI (Fraiberg, 1980) IL TERAPEUTA INTERPRETA IL TRANSFERT CHE LA MADRE COMPIE SUL BAMBINO TRANSFERT GENITORIALE RIPETIZIONE DELLE RELAZIONI CON I PROPRI OGGETTI PRIMITIVI CONFLITTO ATTUALE INTERPRETATO IN RELAZIONE AL CONFLITTO PASSATO DEL GENITORE

15 15 INTERPRETAZIONE DEL TRANSFERT OPERATO SUL BAMBINO DETERMINA MODIFICAZIONI MASSIVE DELLE RAPPRESENTAZIONI GENITORIALI DELLE RAPPRESENTAZIONI GENITORIALI DELLE MODALITA’ INTERATTIVE DELLE MODALITA’ INTERATTIVE DEL FUNZIONAMENTO DEL BAMBINO DEL FUNZIONAMENTO DEL BAMBINO MUTAZIONE= REINTEGRAZIONE DELLE IDENTIFICAZIONI PROIETTIVE GENITORIALI NEL LORO TERRITORIO PSICHICO ORIGINARIO PSICOTERAPIA BAMBINO-GENITORE (Cramer, Palacio-Espasa, 1993)

16 16 ESPERIENZE E INCIDENTI DELL’INFANZIA IL GENITORE RIPORTA ALLE IL GENITORE RIPORTA ALLE FONTI GLI ATTUALI SENTIMENTI DI RABBIA RABBIA RIGETTO RIGETTO DISPERAZIONE DISPERAZIONE MODIFICAZIONE DEL RUOLO DEL BAMBINO NELLA VITA INTERIORE DEL NELLA VITA INTERIORE DELGENITORE DA OGGETTO DI TRANSFERT NEGATIVO A IMMAGINE REALE DI BAMBINO BISOGNOSO DI CURE E PROTEZIONE PSICOTERAPIA BAMBINO-GENITORE

17 17 PSICOTERAPIA BAMBINO-GENITORE ESITO POSITIVO IL GENITORE RECUPERA LE PROIEZIONI IL GENITORE RECUPERA LE PROIEZIONI  DELLE RAPPRESENTAZIONI DEGLI OGGETTI INTERNI  DELLE PARTI DEL SE’ DIMINUZIONE DELLE IDENTIFICAZIONI PROIETTIVE VISIBILE A 3 LIVELLI 1.IL GENITORE SCOPRE IL BAMBINO CON OCCHI NUOVI (PROCESSO DI OGGETTIVAZIONE DEL BAMBINO) 2.IL BAMBINO SVILUPPA FUNZIONI CHE ERANO RIMASTE INIBITE 3.RIMESSA A PUNTO DEGLI INVESTIMENTI GENITORIALI DEI PROPRI OGGETTI INTERNI (Cramer, Palacio-Espasa, 1993)

18 18 PSICOTERAPIA BAMBINO-GENITORE ESITO NEGATIVO LA MADRE NON TOLLERA LA RIPRESA DELLE IDENTIFICAZIONI PROIETTIVE INTOLLERABILI LA MADRE NON TOLLERA LA RIPRESA DELLE IDENTIFICAZIONI PROIETTIVE INTOLLERABILI PERSISTENZA DELLE PROIEZIONI VERSO IL BAMBINO CONSEGUENZA CREAZIONE DI DISTORSIONI DEL PROCESSO DI IDENTIFICAZIONE DEL BAMBINO (Cramer, Palacio-Espasa, 1993)

19 19 PANORAMA PSICOLOGICO FRANCOFONO LEBOVICI (1986) OSSERVAZIONE DEL GIOCO DEL BAMBINO IN PRESENZA DELLA MADRE IN PRESENZA DELLA MADRE CONCETTO DI TRASMISSIONE CONCETTO DI TRASMISSIONE TRANS-GENERAZIONALE TRANS-GENERAZIONALE (trasmissione di fantasie o di sentimenti inconsci, che sono ripetuti costantemente da una generazione all'altra)

20 20 CONCETTO DI MUTUALITA’ PSICHICA PROIEZIONE PROIEZIONE INTROIEZIONE INTROIEZIONE IDENTIFICAZIONE IDENTIFICAZIONE PANORAMA PSICOLOGICO FRANCOFONO CRAMER (1974) INTERVENTI TERAPEUTICI BREVIricercano: FOCUS TERAPEUTICO FOCUS TERAPEUTICO SEQUENZE INTERATTIVE SINTOMATICHE SEQUENZE INTERATTIVE SINTOMATICHE

21 21 CRAMER FOCUS TERAPEUTICO COSTRUZIONE, CREATA IN MODO CONGIUNTO DA TERAPEUTA E PAZIENTE, CHE INTEGRA IN UNA UNICA CONFIGURAZIONE DIVERSI ELEMENTI : COSTRUZIONE, CREATA IN MODO CONGIUNTO DA TERAPEUTA E PAZIENTE, CHE INTEGRA IN UNA UNICA CONFIGURAZIONE DIVERSI ELEMENTI : UN CONFLITTO DI BASE UN CONFLITTO DI BASE UN MODELLO RELAZIONALE TIPICO UN MODELLO RELAZIONALE TIPICO UNA FORMA DI ANSIA O AFFETTO CENTRALE UNA FORMA DI ANSIA O AFFETTO CENTRALE UNA FANTASIA CARATTERISTICA UNA FANTASIA CARATTERISTICA NELLA PSICOTERAPIA BREVE B-G, ALTRI DUE ELEMENTI NELLA PSICOTERAPIA BREVE B-G, ALTRI DUE ELEMENTI CONTRIBUISCONO ALLA FORMULAZIONE DEL FOCUS CONTRIBUISCONO ALLA FORMULAZIONE DEL FOCUS UN SINTOMO DEL BAMBINO UN SINTOMO DEL BAMBINO UNA FORMA CARATTERISTICA DI PROIEZIONE GENITORIALE UNA FORMA CARATTERISTICA DI PROIEZIONE GENITORIALE RIVOLTA AL BAMBINO RIVOLTA AL BAMBINO PREREQUISITO NELLE TERAPIE BREVI PREREQUISITO NELLE TERAPIE BREVI

22 22 SEQUENZA INTERATTIVA SINTOMATICA (SIS) = STRUTTURA RIPETITIVA DI SCAMBIO GENITORE-BAMBINO SI COLLEGA AL CONFLITTOCENTRALE DEL GENITORE FOCALIZZA LA PATOLOGIA TIPICA DELLA DIADE E’ IL CORRELATO INTERAGITO DI UN CONFLITTO INTRAPSICHICO INTERPRETAZIONE SIS BASATA SU :  I DATI VERBALI FORNITI DALLE ASSOCIAZIONI GENITORIALI  LA NATURA DEGLI AGITI RECIPROCI (Cramer, Palacio-Espasa, 1993)

23 23 DIFFERENZE TRA TERAPIE BREVI MADRE-BAMBINO e TERAPIE INDIVIDUALI CON L’ADULTO PRESENZA DEL BAMBINO PRESENZA DEL BAMBINO FUNZIONAMENTO PSICHICO DELLA MADRE DI FUNZIONAMENTO PSICHICO DELLA MADRE DI UN BAMBINO PICCOLO UN BAMBINO PICCOLO PUNTO D’ENTRATA NELLA CONSULTAZIONE PUNTO D’ENTRATA NELLA CONSULTAZIONE ( la madre dichiara un sintomo del bambino e non un sintomo proprio ) ( la madre dichiara un sintomo del bambino e non un sintomo proprio ) (Cramer, Palacio-Espasa, 1993)

24 24 SELMA FRAIBERG (1980) CONCETTUALIZZAZIONE E DESCRIZIONE DELLE RELAZIONI DISFUNZIONALI A CARATTERE TRANSGENERAZIONALE CONCETTUALIZZAZIONE E DESCRIZIONE DELLE RELAZIONI DISFUNZIONALI A CARATTERE TRANSGENERAZIONALE FANTASMI NELLA NURSERY (presenza degli oggetti interni dei genitori nella costruzione dei fenomeni transgenerazionali) FANTASMI NELLA NURSERY (presenza degli oggetti interni dei genitori nella costruzione dei fenomeni transgenerazionali) CONFIGURAZIONE DEGLI INTERVENTI DI TERAPIA CONGIUNTA BAMBINO-GENITORE CONFIGURAZIONE DEGLI INTERVENTI DI TERAPIA CONGIUNTA BAMBINO-GENITORE

25 25 STORIE DI FANTASMI NELLA NURSERY LEGATE AL DESTINO DEGLI AFFETTI INFANTILI LIBERO ACCESSO ALLE SOFFERENZE DEL PASSATO LIBERO ACCESSO ALLE SOFFERENZE DEL PASSATO DETERRENTE CONTRO IL RISCHIO DI UNA RIPETIZIONE DELLE ESPERIENZE AFFETTIVE CON I GENITORI ISOLAMENTO E REPRESSIONE DEI SENTIMENTI DOLOROSI DEL PASSATO IDENTIFICAZIONE CON L’AGGRESSORE SELMA FRAIBERG

26 26 IDENTIFICAZIONE CON L’AGGRESSORE SELMA FRAIBERG PRESENTA UNA FORMA DI RIMOZIONE RIMOZIONE DA’ MOTIVO ED ENERGIA ALLA RIPETIZIONE COSA VIENE RIMOSSO? L’ESPERIENZA AFFETTIVA ASSOCIATA AL RICORDO DOLOROSO DELL’INFANZIA

27 27 IL METODO DI TRATTAMENTO COMPRENDE SELMA FRAIBERG PSICOANALISI  ATTENZIONE AGLI ASPETTI SOGGETTIVI DELL’ESPERIENZA PASSATA  OSSERVAZIONE DEL DISPIEGAMENTO DELLA COAZIONE A RIPETERE  IL BAMBINO COME OGGETTO DI TRANSFERT  RICONOSCIMENTO DEGLI ASPETTI CONFLITTUALI DELLA NEVROSI GENITORIALE CHE APPARTENGONO AL PASSATO CASEWORK  ACUTA SENSIBILITA’ AL CONTESTO SOCIALE  SENSIBILITA’ ALL’AMBIENTE IN SENSO LATO PSICOLOGIA EVOLUTIVA

28 28 SELMA FRAIBERG INTERVENTO TERAPEUTICO ORIENTATO A FAR RECUPERARE AL GENITORE A FAR RECUPERARE AL GENITORE LE FANTASIE E LE PROIEZIONI CHE INFESTANO LE FANTASIE E LE PROIEZIONI CHE INFESTANO IL RAPPORTO CON IL BAMBINO IL RAPPORTO CON IL BAMBINO A FAR RIPRENDERE AL GENITORE A FAR RIPRENDERE AL GENITORE L’ELABORAZONE PSICHICA DEI VISSUTI L’ELABORAZONE PSICHICA DEI VISSUTI DELLE SOFFERENZE DEL PASSATO DELLE SOFFERENZE DEL PASSATO

29 29 SELMA FRAIBERG PSICOTERAPIA BREVE BAMBINO-GENITORE BAMBINO-GENITORE PRESENZA CONTEMPORANEA DEI DUE PARTNERS DELLA DIADE MA ENFASI SUL GENITORE PER ASSISTERLO NEL a)RICONOSCERE b)INTEGRARE LE STORIE PASSATE LE STORIE PASSATE MIGLIORAMENTO E SVILUPPO DELLE ATTIVITA’ GENITORIALI

30 30 EMERGERE GENITORIALITA ’ ATTIVAZIONE PARTICOLARI PROCESSI PSICOLOGICI SCENARIO PER LE DISFUNZIONI DELLA RELAZIONE GENITORE-BAMBINO I PROCESSI GENITORIALI COSTITUISCONO UNA “CRISI” I PROCESSI GENITORIALI COSTITUISCONO UNA “CRISI” (Bibring, 1961; Erikson, 1950; Caplan, 1964)

31 31 GENITORIALITA’ I GENITORI METTONO IN ATTO: CONFRONTO CONFRONTO REVISIONE REVISIONE DELLE IDENTIFICAZIONI DELLE IDENTIFICAZIONI CON I PROPRI GENITORI CON I PROPRI GENITORI RIEDIZIONE CON IL BAMBINO DI CONFLITTI IRRISOLTI PROVENIENTI DALLA PROPRIA INFANZIA

32 32 LA NASCITA DI UN BAMBINO PORTA IL GENITORE ARISPERIMENTARE IL BISOGNO DI AIUTO A METTERE IN ATTO I PATTERNS NEGLIGENTI DI CURE PRIMARIE RICEVUTE DAI PROPRI GENITORI

33 33 GENITORIALITA ’ RIATTIVAZIONE DEI FANTASMI INCONSCI PER MEZZO DEI MECCANISMI DI: IDENTIFICAZIONE IDENTIFICAZIONE CONTRO-IDENTIFICAZIONE CONTRO-IDENTIFICAZIONE PROIEZIONE PROIEZIONE

34 34 NASCITA DEL BAMBINO NASCITA DEL BAMBINO RAPPRESENTAZIONI PRECONSCE PRECONSCEE INCONSCE INCONSCE DEL GENITORE GENITORE DA’ UN SIGNIFICATO AL BAMBINO CON UN’ATTIVITA’ PROIETTIVA BAMBINO DIVIENE SCHERMO DELLE PROIEZIONI DELLE IMAGO INFANTILI GENITORIALI GENITORIALI (Cramer, Palacio-Espasa, 1993)

35 35 MECCANISMI DI PROIEZIONE MESSI IN ATTO DAL GENITORE PER:  ELABORARE IL PASSAGGIO IL PASSAGGIO ALLA ALLAGENITORIALITA’  ELABORARE LA “PERDITA DI SE STESSO COME FIGLIO”

36 36 IDENTIFICAZIONE PROIETTIVA nel contesto della relazione genitore-bambino SI ESPRIME NELLA PROIEZIONE GENITORIALE DI UNA RAPPRESENTAZIONE DI SE’ SUL BAMBINO IL BAMBINO DI CONSEGUENZA VIENE VISSUTO DAL GENITORE COME VIENE VISSUTO DAL GENITORE COME PARTE DI SE’ PARTE DI SE’ PARTE DEI PROPRI OGGETTI INTERNI PARTE DEI PROPRI OGGETTI INTERNI

37 37 LUTTO EVOLUTIVO RIATTIVAZIONE DEL VISSUTO DI PERDITA RIATTIVAZIONE DEL VISSUTO DI PERDITA DEGLI OGGETTI PRIMITIVI MANCATA RISOLUZIONE DEL LUTTO NEL PASSATO MANIFESTAZIONI DIRETTE E INDIRETTE NELLA RELAZIONE TRA GENITORE E BAMBINO SCENARI NARCISISTICI DELLA GENITORIALITA’ ( Manzano, Palacio-Espasa, Zilkha,1999 )

38 38 PERDITA DELLO STATUS DI FIGLIO LUTTO EVOLUTIVO RISOLUZIONE LUTTO EVOLUTIVO TENDENZA DEL GENITORE A IDENTIFICARSI TENDENZA DEL GENITORE A IDENTIFICARSI CON I PROPRI GENITORI MESSA IN ATTO DI MESSA IN ATTO DI IDENTIFICAZIONI COMPLEMENTARI VERSO IL BAMBINO IDENTIFICAZIONI PROIETTIVE conducono a SIMBIOSI O CONFUSIONE DI IDENTITA’ TRA GENITORE E BAMBINO (Manzano, Palacio-Espasa, Zilkha, 1999)

39 39 SCENARI DELLA GENITORIALITA’ si basano sull’attivazione di 4 elementi UNA PROIEZIONE UNA IDENTIFICAZIONE UNA PROIEZIONE UNA IDENTIFICAZIONE DEL GENITORE SUL COMPLEMENTARE DEL GENITORE SUL COMPLEMENTARE BAMBINO DEL GENITORE BAMBINO DEL GENITORE UNO SCOPO UNA DINAMICA UNO SCOPO UNA DINAMICA RELAZIONALE RELAZIONALE AGITA AGITA (Manzano, Palacio-Espasa, Zilkha, 1999)

40 40 SCENARI NARCISISTICI DELLA GENITORIALITA’ IDENTIFICAZIONE PROIETTIVA CHE VIENE INVESTITA DI LIBIDO IDENTIFICAZIONE PROIETTIVA CHE VIENE INVESTITA DI LIBIDO NARCISISTICA NARCISISTICA IDENTIFICAZIONE COMPLEMENTARE DA PARTE DEL GENITORE IDENTIFICAZIONE COMPLEMENTARE DA PARTE DEL GENITORE (contro-identificazione) (contro-identificazione) OBIETTIVI - REALIZZAZIONE DI UNA SODDISFAZIONE NARCISISTICA OBIETTIVI - REALIZZAZIONE DI UNA SODDISFAZIONE NARCISISTICA - DINIEGO DI UNA PERDITA - DINIEGO DI UNA PERDITA - SODDISFACIMENTO MASCHERATO DI PULSIONI EDIPICHE RIMOSSE - SODDISFACIMENTO MASCHERATO DI PULSIONI EDIPICHE RIMOSSE LE IMMAGINI INCONSCE DETERMINANO LE IMMAGINI INCONSCE DETERMINANO IL FONDAMENTO DELLE CONDOTTE IL FONDAMENTO DELLE CONDOTTE - ATTEGGIAMENTI VERBALI E NON VERBALI - ATTEGGIAMENTI VERBALI E NON VERBALI - COMPORTAMENTI VERBALI E NON VERBALI - COMPORTAMENTI VERBALI E NON VERBALI (Manzano, Palacio-Espasa, Zilkha, 1999)

41 41 SCENARI NARCISISTICI DELLA GENITORIALITA’ CONSEGUENZE: SUPERAMENTO E INTEGRAZIONE SUPERAMENTO E INTEGRAZIONE NELLO SVILUPPO DELLE RELAZIONI GENITORE-BAMBINO INTERFERENZA CON LO SVILUPPO INTERFERENZA CON LO SVILUPPO DELLA RELAZIONE E CONFLITTO CON LA REALTA’ E’ POSSIBILE UN EQUILIBRIO TRA LE DIVERSE FORZE IL FIGLIO IL FIGLIO - SI ADATTA ALLA PRESSIONE PROIETTIVA - SI ADATTA ALLA PRESSIONE PROIETTIVA - GIOCA IL RUOLO CHE GLI VIENE ASSEGNATO - GIOCA IL RUOLO CHE GLI VIENE ASSEGNATO RISCHIO DIFFICOLTA’ PSICOLOGICHE TARDIVE (Manzano, Palacio-Espasa, Zilkha, 1999)

42 42 SCENARI NARCISISTICI DELLA GENITORIALITA’ IL NARCISISMO ASSUME RUOLO FONDAMENTALE PER LA COSTRUZIONE DELL’IMMAGINE DEL BAMBINO RELAZIONE DEL GENITORE CON IL BAMBINO OGGETTUALE= Il bambino è un e Il bambino è un eessere diverso da sé NARCISISTICA= Il bambino racchiude parti del proprio sé (Manzano, Palacio-Espasa, Zilkha, 1999)

43 43 INTENSITA’ DELLE PROIEZIONI INSIEME DELLE CARATTERISTICHE CHE LE RENDONO PATOLOGICHE (Hinshelwood, 1987): GRADO DI AGGRESSIVITA’ E DI SCISSIONE CHE L’INTRUSIONE VEICOLA NEL FANTASMA DEL GENITORE GRADO DI AGGRESSIVITA’ E DI SCISSIONE CHE L’INTRUSIONE VEICOLA NEL FANTASMA DEL GENITORE QUALITA’ DEL CONTROLLO ONNIPOTENTE e DELLA FUSIONE CON L’OGGETTO CHE NE RISULTA QUALITA’ DEL CONTROLLO ONNIPOTENTE e DELLA FUSIONE CON L’OGGETTO CHE NE RISULTA QUANTITA’ DI IO CHE LA MADRE PERDE NELLA PROIEZIONE QUANTITA’ DI IO CHE LA MADRE PERDE NELLA PROIEZIONE SCOPO DI IMPEDIRE LA COMUNICAZIONE E LA PRESA DI COSCIENZA SCOPO DI IMPEDIRE LA COMUNICAZIONE E LA PRESA DI COSCIENZA (Manzano, Palacio-Espasa, Zilkha, 1999)

44 44 LA MADRE : - PROIETTA PARTI DEL SE’ SUL BAMBINO - RICEVE LE PROIEZIONI DEL BAMBINO SU DI LEI ELEMENTO ESSENZIALE DELLA CONSULTAZIONE TERAPEUTICA ELEMENTO ESSENZIALE DELLA CONSULTAZIONE TERAPEUTICA VALUTAZIONE DELLA CAPACITA’ MATERNA DI a) TOLLERARE b) ACCETTARE LE PROIEZIONI DEL FIGLIO

45 45 IDENTIFICAZIONE PROIETTIVA NON PATOLOGICA FANTASMA NORMALE CHE HA UN IMPORTANTE RUOLO NEL BAMBINO PER a)LO SVILUPPO b)LA COMUNICAZIONE PATOLOGICA HA COME OBIETTIVO LA DIFESA HA COME OBIETTIVO LA DIFESA L’IO SI SBARAZZA L’IO SI SBARAZZA DI ASPETTI SCISSI DEL SE’

46 46 IDENTIFICAZIONE PROIETTIVA NORMALE IDENTIFICAZIONE PROIETTIVA INVESTITA DI INVESTITA DI CARICHE LIBIDICHE CARICHE LIBIDICHE RICONOSCIMENTO RICONOSCIMENTO COMUNICAZIONE COMUNICAZIONE EMPATIA EMPATIA permette lo sviluppo nella relazione genitore-bambino di

47 47 IDENTIFICAZIONE PROIETTIVA PATOLOGICA OBIETTIVI EVACUAZIONE DI ALCUNI ASPETTI DEL SE’ NELL’OGGETTO EVACUAZIONE DI ALCUNI ASPETTI DEL SE’ NELL’OGGETTO (funzione espulsiva-proiettiva) ATTRIBUZIONE AL SE’ DI ASPETTI DELL’OGGETTO ATTRIBUZIONE AL SE’ DI ASPETTI DELL’OGGETTO (funzione di inglobamento) SE L’IDENTIFICAZIONE PROIETTIVA E’ INVESTITA DI CARICHE AGGRESSIVE ASSUME CONNOTAZIONI SI DETERMINA UNA PROFONDA ASSUME CONNOTAZIONI SI DETERMINA UNA PROFONDA INTRUSIVE E CONTROLLANTI SCISSIONE DEGLI ASPETTI INTRUSIVE E CONTROLLANTI SCISSIONE DEGLI ASPETTI VERSO L’OGGETTO DEL SE’ PROIETTATI VERSO L’OGGETTO DEL SE’ PROIETTATI (Cramer, Palacio-Espasa, 1993)

48 48 TRE MODALITA’ GENERALI DI IDENTIFICAZIONE PROIETTIVA DEI GENITORI SUL BAMBINO FUNZIONAMENTO GENITORIALE “NORMALE” FUNZIONAMENTO GENITORIALE “NORMALE” (identificazioni proiettive esternalizzanti) (identificazioni proiettive esternalizzanti) FUNZIONAMENTO GENITORIALE “NEVROTICO” FUNZIONAMENTO GENITORIALE “NEVROTICO” (identificazioni proiettive costrittive) (identificazioni proiettive costrittive) FUNZIONAMENTO GENITORIALE “NARCISISTICO” FUNZIONAMENTO GENITORIALE “NARCISISTICO”

49 49 FUNZIONAMENTO GENITORIALE NORMALE IDENTIFICAZIONI PROIETTIVE ESTERNALIZZANTI = MIRANO A FAR RECUPERARE I LEGAMI CON GLI OGGETTI LIBIDICI DEL PASSATO IL GENITORE PROIETTA IMMAGINE DEL BAMBINO IMMAGINE DEL GENITORE IMMAGINE DEL BAMBINO IMMAGINE DEL GENITORE AMATO CHE HA SENTITO CHE HA AMATO AMATO CHE HA SENTITO CHE HA AMATO DI ESSERE DI ESSERE RIEDIZIONE DELLE RELAZIONI PASSATE RIEDIZIONE DELLE RELAZIONI PASSATE E RISOLUZIONE DEI CONFLITTI E RISOLUZIONE DEI CONFLITTI RICONOSCIMENTO DEL BAMBINO RICONOSCIMENTO DEL BAMBINO (Cramer, Palacio-Espasa, 1993)

50 50 FUNZIONAMENTO GENITORIALE NEVROTICO IDENTIFICAZIONI PROIETTIVE ESTERNALIZZANTI FORZANO IL BAMBINO FORZANO IL BAMBINO AD ADOTTARE LE CARATTERISTICHE DELLE IMAGO PROIETTATE SU DI LUI. PERMETTE AI GENITORI DI PERMETTE AI GENITORI DI REINSTALLARE DEI LEGAMI FANTASMATICI CON L’OGGETTO PERDUTO FANTASMATICI CON L’OGGETTO PERDUTO (Cramer, Palacio-Espasa, 1993)

51 51 FUNZIONAMENTO GENITORIALE NARCISISTICO SCOPO DELLE ESPULSIONE ASPETTI NEGATIVI IDENTIFICAZIONI DEL GENITORE IN QUANTO PROIETTIVE BAMBINO PULSIONI AGGRESSIVE  INVADONO  DEFORMANO L’IMMAGINE CHE IL GENITORE HA DEL BAMBINO CONSEGUENZE - INTRUSIONI - ALLONTANAMENTI - ALLONTANAMENTI nelle relazioni genitore-bambino nelle relazioni genitore-bambino TIMORI PARANOICI SUL BAMBINO TIMORI PARANOICI SUL BAMBINO (Cramer, Palacio-Espasa, 1993)

52 52 RELAZIONE GENITORE-BAMBINO CON CARATTERISTICHE CONFLITTUALI IL BAMBINO SPERIMENTA IL BAMBINO SPERIMENTA  AFFETTI NEGATIVI  CATTIVA IMMAGINE DI SE’ CONTRO-ATTEGGIAMENTI GENITORIALI NEGATIVI GENITORIALI NEGATIVI IL BAMBINO REAGISCE CON  RIMOZIONE  DINIEGO DEGLI AFFETTI NEGATIVI CONSEGUENZE :  INIBIZIONE DELLE MANIFESTAZIONI SPONTANEE  LIMITAZIONE DEGLI SCAMBI AFFETTIVI POSITIVI

53 53 CONSEGUENZA DELLA RELAZIONE GENITORE-BAMBINO CONFLITTUALE TENDENZA DEL BAMBINO  A RIFIUTARE CIO’ CHE VIENE DALLA MADRE  A IDEALIZZARE IN MODO DIFENSIVO GLI OGGETTI INTERNI IL BAMBINO SI CREA UN’IMMAGINE DI SE’ GRANDIOSA HA LO SCOPO DI DIFENDERLO DAI VISSUTI DI  SCONFORTO  PERSECUZIONE IDENTIFICAZIONE PROIETTIVA ESPULSIVA DELL’ECCESSIVA AGGRESSIVITA’ GENERATA DALLA FRUSTRAZIONE DEI PROPRI BISOGNI


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