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TEST PROIETTIVI. La Proiezione La proiezione come meccanismo di difesameccanismo di difesa spostare sentimenti propri e parti di sé su altri oggetti o.

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Presentazione sul tema: "TEST PROIETTIVI. La Proiezione La proiezione come meccanismo di difesameccanismo di difesa spostare sentimenti propri e parti di sé su altri oggetti o."— Transcript della presentazione:

1 TEST PROIETTIVI

2 La Proiezione La proiezione come meccanismo di difesameccanismo di difesa spostare sentimenti propri e parti di sé su altri oggetti o persone

3 Test Proiettivi Rorschach Thematic Apperception Test (TAT) Sono strettamente collegati alla teoria psicoanalitica

4 Caratteristiche Non strutturati (risposte personali e libere, non standardizzate) Scopo mascherato (il paziente non sa che sta proiettando) Ambigui

5 Rapporto con la teoria psicoanalitica 1.La teoria psicoanalitica esalta le differenze individuali e lorganizzazione complessa della personalità 2.La teoria psicoanalitica enfatizza limportanza dellinconscio e dei meccanismi di difesa 3.La teoria psicoanalitica ha un approccio olistico

6 Termine proiettivo Meccanismo di produzione Le caratteristiche oggettive degli stimoli vengono arricchite e modificate dal fatto che il soggetto attribuisce a quegli stessi stimoli i contenuti della sua propria esperienza e del suo mondo psichico, le proprie caratteristiche personali e le sue dinamiche interiori

7 L'utilizzo del test di Rorschach è attualmente molto vario: sicuramente in ambito peritale è molto utilizzato. Ambito selezione e reclutamento (Z test) L'ambito in cui è maggiormente usato è sicuramente quello clinico: in fase diagnostica, nella psicoterapia breve di individuazione, al termine di un percorso terapeutico. Bambini: abuso e custodia

8 Materiale 10 tavole con macchie simmetriche Due criteri fondamentali: -ambiguità per interpretazione libera; -semplicità e regolarità per consentire una definizione.

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10 Caso clinico: Giuliana 35 anni, famiglia livello socio-culturale ed economico elevato (docenti universitari), due fratelli (uno morto 20 anni prima, laltro famoso chimico). Fermata negli studi dopo il diploma, su consiglio dei genitori che lhanno sempre considerata inadeguata. Vari lavori. Ampia cultura autonoma, QI 128. Comportamenti autolesivi: deteriora situazioni positive e dubbio affettivo nei confronti del compagno. Spersonalizzazione e distacco dalla realtà. Precedenti sintomi bulimici incipienti.

11 A distanza di due anni dallinizio del trattamento, la donna ne chiede la conclusione, dopo tanti tentativi falliti è finalmente incinta e vuole dedicarsi esclusivamente alla gravidanza e alla maternità. Si ripete il test per verificare gli esiti del trattamento e valutare lopportunità della sua conclusione.

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13 Test di Appercezione Tematica (TAT) Tavole su cui sono rappresentate delle scene legate a situazioni di vita Il soggetto dovrà comporre un racconto indicando cosa sta accadendo Il soggetto dovrà parlare della scena raffigurata e della conclusione del racconto Henry Murray

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16 Test di Appercezione Tematica (TAT) Il test si basa su un fatto ben noto: quando una persona interpreta una situazione sociale ambigua è disposta a scoprire la propria personalità tanto quanto il fenomeno a cui rivolge la propria attenzione (Murray, 1938) Se la procedura si limitasse a stimolare fantasie consce e a far ricordare degli eventi, si tratterrebbe pur sempre di una procedura abbastanza utile. Ma fa ben di più. Offre allo sperimentatore ottimi indizi per poter dire qualcosa sul modi in cui costruiamo le tematiche inconsce! (Murray, 1938)

17 Test di Appercezione Tematica (TAT) Attribuzione di un punteggio (siglatura) Usato sia in psicologia clinica che in psicologia sperimentale

18 Percezione e Appercezione La percezione è definibile come il processo psichico che opera la sintesi dei dati sensoriali in forme dotate di significato. Gli assunti allo studio della percezione variano a seconda delle teorie e dei momenti storici che si susseguonopsichicosensoriali Il termine appercezione sta a indicare una forma particolare di percezione mentale, che si distingue per chiarezza e consapevolezza di sé. Fu introdotto dal filosofo Leibniz per definire la "percezione della percezione", ossia la percezione massima perché situata al più alto livello di autocoscienza ( l'attività riflessiva del pensiero con cui l'Io diventa cosciente di sé, e da cui partire per poter avviare un processo di introspezione rivolto alla conoscenza degli aspetti più profondi del paziente)percezioneLeibnizautocoscienzapensieroIocosciente

19 Critiche Qustione della dicotomia Nomotetico- Idiografico Influenza e interpretazione del somministratore Valore psicometrico (statistico)


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