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Cooperative Learning le sfide della società attuale Nicoletta Rosati Corso di abilitazione al sostegno 2014-2015.

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Presentazione sul tema: "Cooperative Learning le sfide della società attuale Nicoletta Rosati Corso di abilitazione al sostegno 2014-2015."— Transcript della presentazione:

1 Cooperative Learning le sfide della società attuale Nicoletta Rosati Corso di abilitazione al sostegno

2 Uno sguardo alla società in continuo cambiamento  Se siamo investiti della responsabilità di formare giovani per la società attuale e, con la prospettiva, della società del domani dobbiamo imparare a “progettare” pensando ad un futuro immediato.  Dobbiamo, però, anche saper leggere le caratteristiche che sono predittive del modo di pensare, di usare il pensiero, di “guardare il mondo” di oggi.

3 Uno sguardo alla società in continuo cambiamento  Dall’eta dell’Industrializzazione fino a quaranta anni fa, ad un individuo non veniva richiesto di conoscere l’intero processo che conduceva alla fuoriuscita di un prodotto, ma soltanto di saper svolgere bene il proprio segmento di lavoro.

4 Uno sguardo alla società in continuo cambiamento  Nell’era dell’informazione, della società complessa e delle comunicazioni tecnologiche comprendiamo che i dati di cui disponiamo possono essere “sorpassati” da nuovi, più aggiornati, in un brevissimo lasso di tempo.

5 Uno sguardo alla società in continuo cambiamento  Le moderne tecnologie elettroniche rappresentano per le generazioni più giovani un’esperienza di conoscenza e di comunicazione precoce e pervasiva,completamente diversa da quella sperimentata anche soltanto dieci anni fa.

6 Uno sguardo alla società in continuo cambiamento  La tecnologia, che sembra invadere progressivamente lo spazio dell’agire umano e in parte sostituire le capacità della persona, richiede una sempre maggiore abilità di pensiero riflessivo e di “pensiero elevato”perché l’uso dello strumento sia efficace e produttivo.

7 Uno sguardo alla società in continuo cambiamento  Si assiste, da un ventennio circa, ad una crescita accelerata, sul piano qualitativo e quantitativo, di informazioni scientifiche e tecniche.

8 Uno sguardo alla società in continuo cambiamento  “La società di oggi, la società delle conoscenze e delle informazioni o la inforsocietà elabora un sapere complesso la cui rappresentazione mentale potrebbe essere quella di una rete i cui nodi indicano i concetti-cardine che interconnettono le varie informazioni sulla realtà conosciuta e conoscibile” ( E. Cresson (a cura di),Libro bianco su istruzione e formazione : insegnare e apprendere verso la società conoscitiva, 1995)

9 Uno sguardo alla società in continuo cambiamento  E’ impensabile che una persona da sola possa memorizzare o possedere tutte le conoscenze che si determinano, sia pure nel proprio campo di specializzazione

10 Uno sguardo alla società in continuo cambiamento  Si avverte pertanto il bisogno di mettere in comune informazioni e conoscenze, di gestire insieme progetti di ricerca, di coordinare sforzi, di confrontare punti di vista diversi.

11 Uno sguardo alla società in continuo cambiamento  Il mondo del lavoro e l’attività professionale in genere richiedono persone preparate per un “pensiero di livello” elevato.

12 Uno sguardo alla società in continuo cambiamento  L’espressione “pensiero elevato” presente negli studi dei cognitivisti, indica la capacità di :  saper applicare,  trarre inferenze;  assumere la prospettiva;  ricercare;  valutare;  essere critici;  usare la conoscenza per risolvere problemi e per decidere

13 Uno sguardo alla società in continuo cambiamento  Il pensiero elevato  Non è algoritmico ( il percorso non è specificato tutto a priori )  È complesso ( l’intero percorso non è “visibile” mentalmente parlando, da qualunque punto di vista)  Genera molteplici soluzioni  Ammette giudizi sfumati e interpretazioni  Comporta l’applicazione di criteri diversi, a volte anche in conflitto tra loro

14 Uno sguardo alla società in continuo cambiamento  Spesso determina incertezza  Comporta autoregolazione del processo di pensiero) ( Non si parla di pensiero elevato, in un individuo, quando per eseguire una prestazione qualcun altro deve fornirgli istruzioni ad ogni passo)  Implica l’attribuzione di significato trovando la struttura nell’apparente disordine  È faticoso ( richiede un lavoro mentale notevole)

15 Uno sguardo alla società in continuo cambiamento  La “Società della Conoscenza ( Lisbona 2000) ha bisogno di persone che sappiano:  definire e comprendere problemi complessi, sovrapposti, maldefiniti;  utilizzare strumenti,  padroneggiare un’elevata competenza per ricercare,  analizzare situazioni,  pianificare percorsi di azioni prevedibili;

16 Uno sguardo alla società in continuo cambiamento  gestire l’implementazione di soluzioni articolate e complesse;  accertare risultati;  migliorare le soluzioni man mano che cambiano le condizioni;

17 Uno sguardo alla società in continuo cambiamento  Le competenze che vengono richieste dalla società odierna sono ben diverse da quelle che il lavoro scolastico fa esercitare quali riconoscere, comprendere, memorizzare, saper ridire, possedere conoscenze….  Tutto ciò non è più sufficiente perché non risponde alle reali potenzialità degli allievi e alle richieste del mondo dove dovranno inserirsi domani

18 Uno sguardo alla società in continuo cambiamento  La qualità della vita quotidiana che si sperimenta nelle metropoli o nei centri urbani molto estesi è dominata da atteggiamenti di competizione, di auto- affermazione, di individualismo a volte esasperato e, nel contempo, di anonimato e di ricerca di realizzazione dei propri bisogni anche a scapito di altri.

19 Le abilità per il XXI secolo  Basic skills : ascoltare, parlare, comunicare, leggere, scrivere, contare.  Thinking Skills: pensare creativamente, prendere decisioni, risolvere problemi, guardare “gli oggetti”, “i fatti” da diversi punti di vista, sapere come apprendere ( il metodo di studio), ragionare

20 Le abilità per il XXI secolo  Personal Qualities: responsabilità, autostima, autoefficacia, socievolezza, capacità di auto-gestirsi, di automonitorarsi, di automodificarsi autostima, autoefficacia, socievolezza, capacità di auto-gestirsi, di automonitorarsi, di automodificarsi

21 Una riflessione sulle abilità del XXI secolo  Tra le abilità di base c’è quella comunicativa perché è alla base del rapporto umano e professionale.  Un presupposto di lavoro efficiente si fonda sulla capacità di emetter e ascoltare efficacemente messaggi comunicativi.

22 Una riflessione sulle abilità del XXI secolo  Si comunica su tutto: procedure e problemi, opinioni e credenze, prospettive e paure.

23 Una riflessione sulle abilità del XXI secolo  Ogni individuo è un “nodo” da cui partono e a cui giungono informazioni.  La scuola ha fatto molto per educare le nuove generazioni alla lettura e alla scrittura, ma molto meno per educare all’ascolto e alla comunicazione orale.

24 Una riflessione sulle abilità del XXI secolo  Oggi si considerano componenti importanti dell’abilità comunicativa efficace anche l’inflessione della voce e il linguaggio del corpo.  Gli stili che le persone utilizzano quando emettono messaggi influenzano il modo in cui esse stesse vengono percepite ed ascoltate.

25 Una riflessione sulle abilità del XXI secolo  L’abilità di comunicazione riguarda anche gli strumenti telematici; il cittadino di domani dovrà continuamente far fronte alla scelta dello strumento giusto per inviare il messaggio più appropriato ad un destinatario, idoneo a riceverlo, insieme alla sfida di compiere tutto questo nel modo più efficace ed efficiente possibile.

26 Una riflessione sulle abilità del XXI secolo  Capacità di autogestirsi:  chi è indipendente nell’apprendimento non evita i problemi, ma li affronta con fiducia, con un preciso obiettivo, con realismo, con una varietà di strategie di intervento alternative.  Prima di agire, gestisce l’impulsività riflettendo.  Pensa in modo flessibile.  È capace di vedere le cose da diversi punti di vista e di assumere prospettive diverse….

27 Una riflessione sulle abilità del XXI secolo  È in grado di “zoomare” liberamente dall’insieme al dettaglio.  È curioso  È creativo  Recupera facilmente informazioni dalla memoria, le connette e le confronta.  Sviluppa pensieri, li sintetizza e li applica a nuove situazioni.

28 Una riflessione sulle abilità del XXI secolo  Capacità di automonitorarsi:  È la capacità metacognitiva che si fonda sull’attitudine della persona a riflettere per sapere che cosa sa e cosa non sa, come opera la propria mente, come funziona il proprio piano di azioni.  La funzione metacognitiva è localizzata nella neocorteccia celebrale

29 Una riflessione sulle abilità del XXI secolo  Inizia con la capacità di linguaggio interiore e si sviluppa progressivamente come “consapevolezza” dei propri pensieri e delle proprie emozioni, delle reazioni a situazioni o ad azioni degli altri, degli effetti delle proprie azioni sul mondo e sugli altri.

30 Una riflessione sulle abilità del XXI secolo  La capacità di automodificarsi :  è conseguente alla capacità di riflettere su se stessi, di divenire consapevoli dei propri pensieri e delle proprie azioni. Comporta il prendere coscienza delle proprie potenzialità e dei limiti così da implementare le une e cercare di superare gli altri.  È un crescere continuo, un migliorarsi sempre, un porsi sempre nuovi obiettivi.

31 Il paradigma di insegnamento emergente nella società del XXI secolo  Enfasi sull’apprendimento  Enfasi sulla visione di insieme  L’alunno come attivo costruttore di significati  L’insegnante come un co- apprendente e un facilitatore  Insegnare tenendo conto dei vari stili di apprendimento  L’apprendimento come un’attività sociale- la collaborazione stimola l’apprendimento  Apprendimento centrato e direzionato sullo studente.

32 Il paradigma di insegnamento emergente nella società del XXI secolo  Utilizzare gruppi eterogenei  Enfasi sulla metacognizione- imparare ad imparare  Enfasi primaria sul significato  Apprendimento in contesto reale ( prestazioni autentiche)  Leggere, scrivere, pensare e comunicare all’interno del curriculum  Molteplici soluzioni  Visioni globali e interculturali  Sviluppo condiviso degli obiettivi  Prove di verifica che “insegnano” ( la valutazione autentica)

33 Come il Cooperative Learning può sostenere il processo di raggiungimento delle abilità per il XXI secolo Il Cooperative Learning è considerato un metodo, una strategia, una tecnica per acquisire e per applicare nuove conoscenze ed abilità Il Cooperative Learning è considerato un metodo, una strategia, una tecnica per acquisire e per applicare nuove conoscenze ed abilità Il gruppo per il Cooperative Learning è un “processo” di crescita,personale e comunitario, non è un curriculum o una serie di attività cooperative. Il gruppo per il Cooperative Learning è un “processo” di crescita,personale e comunitario, non è un curriculum o una serie di attività cooperative. Si attua attraverso una serie di eventi/attività che conducono al raggiungimento di un obiettivo Si attua attraverso una serie di eventi/attività che conducono al raggiungimento di un obiettivo

34 Come il Cooperative Learning può sostenere il processo di raggiungimento delle abilità per il XXI secolo  Il cooperative learning si propone come modello educativo  per raggiungere quegli obiettivi formativi, richiesti dalla società contemporanea, che consentano a ciascuno di orientarsi, di interagire, di realizzarsi come persona in una società complessa. .

35 I gruppi di Cooperative Learning  Attraverso le esperienze nei gruppi collaborativi gli studenti imparano  ad usare specifiche abilità sociali,  a sviluppare uno spirito critico e ad accettare critiche dai loro coetanei,  a chiedere aiuto,  a riflettere sull’interazione all’interno del gruppo e sul processo di apprendimento che si attua ( abilità metacognitive). ( abilità metacognitive).

36 Caratteristiche del Cooperative Learning  Lavorare in gruppo non significa lavorare secondo il metodo del Cooperative Learning  Un gruppo di lavoro Cooperativo si caratterizza per l’applicazione di specifiche regole

37 Caratteristiche del Cooperative Learning  Si può parlare di gruppi cooperativi soltanto se sono presenti queste caratteristiche:  L’interdipendenza positiva  L’interazione promozionale “faccia a faccia””  Le abilità sociali ( comunicare, risolvere conflitti, esercitare la leadership distribuita, prendere decisioni)  Il controllo durante il lavoro ( monitoring) e dopo (processing)  La valutazione individuale e/o di gruppo

38 L’interdipendenza positiva: “Tutti per uno e uno per tutti”

39  L’obiettivo da raggiungere è comune, i compiti sono distribuiti tra i membri del gruppo, la collaborazione è tale che non può esistere il successo individuale senza il successo del gruppo.

40 L’interdipendenza positiva: i livelli  L’interdipendenza positiva può essere :  di scopo quando i membri di un gruppo lavorano insieme per raggiungere un risultato comune;  di ricompensa quando i membri di un gruppo cooperano insieme per uno scopo per il quale avranno un riconoscimento.

41 L’interdipendenza positiva: i livelli  Un gruppo può realizzare anche un’interdipendenza di risorse ( competenze e abilità differenziate) e di materiali ( strumenti, oggetti di uso comune).

42 L’interdipendenza positiva: i livelli  Si parla di interdipendenza di compito quando i membri del gruppo, pur avendo uno scopo unico, si suddividono parti del compito da svolgere individualmente, ma finalizzate allo stesso obiettivo comune.  Ad es. : dovendo presentare una relazione, uno dei membri preparerà i lucidi o le diapositive vuote di power point, uno il testo scritto con l’apporto della ricerca di informazioni fatta da ognuno,un altro lavorerà sulla presentazione orale, uno curerà l’editing della relazione.

43 L’interdipendenza positiva: i livelli  Se durante il lavoro di gruppo i membri si distribuiscono delle funzioni di leadership per svolgere meglio il loro lavoro e si attribuiscono ruoli ( come sollevare tensioni, dare incoraggiamento, stimolare la partecipazione con punti di vista diversi da quelli che il gruppo sta assumendo, ecc.) si parla di interdipendenza di ruoli

44 L’interdipendenza positiva: i livelli  Nei momenti in cui occorre essere creativi, il gruppo può adottare strategie come il brainstorming, ognuno dice ciò che pensa. Di fronte ad un problema si fa passare un foglio ed ognuno espone come lo risolverebbe. Poi si discute.  È un esempio di interdipendenza di fantasia

45 L’interdipendenza positiva: i livelli  C’è poi un’interdipendenza di identità quando i membri sentono fortemente l’appartenenza al gruppo ( es: i tifosi di una squadra, gli “Einstein”, i “matematici”) e questa interdipendenza può portare a quella di competizione ( uniti contro una forza esterna).

46 L’interdipendenza positiva: “Tutti per uno e uno per tutti”  Ricostruire una storia data in sequenze.  Inventare un finale per una storia.  Scegliere tra tre finali quello che il gruppo ritiene più valido.  Costruire rime con parole note.  Scoprire forme geometriche presenti in una figura piana composta o in un solido.  Realizzare un murales con immagini date.

47 L’interdipendenza positiva: “Tutti per uno e uno per tutti”  Eseguire i puzzles  Costruire un cartellone o un collages in coppia e poi unire i lavori delle varie coppie  Costruire immagini reali o fantastiche con i blocchi logici, i regoli, figure varie…  Costruire il logo della classe utilizzando figure geometriche date  Eseguire un problema, dopo aver confrontato le varie ipotesi di soluzione.

48 L’interazione promozionale “faccia a faccia”

49  L’interazione promozionale può essere definita come l’incoraggiamento, la stima, la collaborazione reciprocamente scambiati per raggiungere gli obiettivi condivisi e comuni.  Il suo slogan potrebbe essere: “ Coraggio, ce la puoi fare!”

50 L’interazione promozionale “faccia a faccia”  E’ caratteristica di individui che: -percepiscono di avere bisogno degli altri per raggiungere scopi che da soli non riuscirebbero a perseguire; -percepiscono di avere bisogno degli altri per raggiungere scopi che da soli non riuscirebbero a perseguire; -hanno una visione positiva dell’altro, non come concorrente, ma come qualcuno con cui condividere il piacere di fare qualcosa; -hanno una visione positiva dell’altro, non come concorrente, ma come qualcuno con cui condividere il piacere di fare qualcosa; -accettano i suggerimenti degli altri come uno stimolo a migliorare ciò che stanno facendo.

51 L’interazione promozionale “faccia a faccia”  L’interazione promozionale faccia a faccia promuove la conoscenza reciproca come persone e offre l’opportunità di arricchire il processo di socializzazione.

52 L’interazione promozionale “faccia a faccia”  Le varie forme di interazione, l’interscambio verbale e non verbale tra gli alunni influiscono anche sui risultati educativi:si verifica una maggiore accettazione dell’altro e un più alto livello di motivazione nell’apprendimento.

53 L’interazione promozionale  Il poster della classe  Conosciamoci  Conosciamoci con le “palle di neve”  Il Tangram  Il cieco ( secondaria di primo grado)  Il codice della spia

54 Le abilità sociali  Insegnare le abilità comunicative  Soluzione positiva del conflitto;  negoziare;  fare amicizia;  divenire cosciente delle proprie emozioni;  ridistribuzione del potere e dell’autorità all’interno del gruppo (leadership distribuita);  -soluzione di problemi e presa di decisione in gruppo.

55 Le abilità sociali  Le abilità sociali sono un insieme di comportamenti motivati e cognitivamente controllati che permettono ad una persona di iniziare, sviluppare, mantenere e affrontare in modo efficace una buona relazione con gli altri e un buon inserimento nell’ambiente che lo circonda.

56 Competenze sociali  La competenza sociale è il livello di expertise raggiunto nell’uso di un insieme coerente di abilità relazionali che favoriscono una relazione positiva ed un’interazione con gli altri.  Sono competenze sociali:  La competenza comunicativa  La leadership distribuita  La soluzione positiva del conflitto  La soluzione di problemi  La presa di decisione in gruppo.

57 Le abilità sociali  Se si desidera che gli studenti cooperino è necessario insegnare loro le competenze necessarie mentre collaborano.  Occorre fornire obiettivi chiari e comunicazione efficace.

58 Le abilità sociali  La qualità della comunicazione all’interno del gruppo è l’elemento fondamentale per lo sviluppo di ogni altra competenza.  Attenzione a come si inviano e si ricevono i messaggi. ( stile aggressivo, assertivo, non assertivo)

59 La comunicazione efficace  Non è possibile lavorare insieme senza comunicare informazioni, stati d’animo, difficoltà,  senza esprimere prospettive e punti di vista,  senza cercare insieme soluzioni a problemi che si incontrano…. Ma comunicare non è facile….

60 La comunicazione efficace  Ogni comunicazione è influenzata da precondizioni comunicative, psicologiche e contestuali  La loro importanza non è indifferente perché esse facilmente possono determinare l’interpretazione che si deve dare ad una comunicazione.

61 La comunicazione efficace  Le precomprensioni psicologiche:  - è necessario decidere di comunicare, superando il “rischio” di sentirsi “scoperto” o “conosciuto”

62 La comunicazione efficace  Nella comunicazione si distinguono varie dimensioni:  Il grado di apertura ( intimità, superficialità, formalità, ecc)  Le cause che determinano la comunicazione aperta o meno di se stessi ( es: l’apertura dell’altra persona nei nostri confronti, una disposizione naturale, ecc.)

63 La comunicazione efficace  L’appropriatezza dell’apertura di se stessi ( dare informazioni personali al primo incontro con una persona)

64 Distributed leadership

65 Le abilità sociali  Lavorare sulla conoscenza di sé  Riflettere insieme sulle esperienze compiute ( debriefing)  Esaminare le emozioni (la tecnica delle foto e delle storie, delle parole in emozioni)  Prendere il punto di vista dell’altro

66 Controllo durante il processo  L’apprendimento attraverso l’esercizio delle competenze sociali, lo sviluppo di comportamenti coerenti con una situazione di interdipendenza positiva, il diverso livello di possesso delle competenze sociali tra i membri del gruppo richiedono un continuo e costante controllo del comportamento del gruppo stesso.

67 Controllo durante il processo  Tale controllo avviene durante lo svolgimento del compito (monitoring)e al termine dell’attività (processing)

68 Controllo durante il processo  Il lavoro di valutazione si applica continuamente all’interno del gruppo, dietro lo stimolo del docente a:  -aiutarsi reciprocamente, spiegando quello che non si è compreso bene,  -controllare il proprio apprendimento attraverso domande (formulate dai bambini),  -ascoltandosi, correggendosi l’un l’altro.

69 Controllo durante il processo  Tale lavoro viene portato avanti finchè il gruppo non ritiene di essere pronto per la prestazione richiesta

70 Clima Positivo di apprendimento  Per mantenere un clima positivo nella classe i gruppi cooperativi possono stabilire ed utilizzare delle regole condivise e degli accordi (patti) di comunità.  I ragazzi saranno più facilmente propensi ad accettare regole e compiti sociali se avranno contribuito a definirli.

71 Regole e accordi all’interno della comunità scolastica  Ascolto attivo  Apprezzamento di ciascun apporto  Diritto di passare parola  Rispetto reciproco

72 Benefici della Cooperazione  Più ampia produttività e raggiungimento degli obiettivi  Abilità di pensiero costruttivo:progettare, fare inferenze, analizzare, collegare dati, trovare strategie  Motivazione  Supporto sociale  Competenza sociale  Benessere psicologico  autostima  Relazioni interpersonali positive  Relazioni tra i gruppi

73 Il ruolo del docente nel Cooperative Learning  “scenografo”  co-autore  regista  tutor  osservatore attento e discreto  comunicatore  animatore …

74 “What children can do together today, they will do alone tomorrow” ( L. Vygotsky)


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