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Gli occhiali: una breve storia. La logica degli occhiali Tradizionalmente gli occhiali sono il simbolo della vista e anche del veder chiaro Gli occhiali.

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Presentazione sul tema: "Gli occhiali: una breve storia. La logica degli occhiali Tradizionalmente gli occhiali sono il simbolo della vista e anche del veder chiaro Gli occhiali."— Transcript della presentazione:

1 Gli occhiali: una breve storia

2 La logica degli occhiali Tradizionalmente gli occhiali sono il simbolo della vista e anche del veder chiaro Gli occhiali offrono a colui che li utilizza la possibilità di vedere di più e diversamente ossia di percepire ciò che non gli appare a occhio nudo

3 La logica degli occhiali Gli occhiali arricchiscono la visione e infatti per esempio le lenti colorate di Goethe permettono di vedere la vita a colori procurando piacere sia allocchio che alla mente Anche gli occhiali poliedrici o sfaccettati in cui ogni lente costituita da un vetro tagliato moltiplica loggetto tante volte quante sono le sue sfaccettature - non sarà un caso che questi occhiali siano comunemente chiamati occhiali degli avari - procurano piacere

4 Occhiali con lenti colorate

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7 Gli occhiali degli avari

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10 La logica degli occhiali Gli occhiali dunque scivolando in una logica di supplenza ci portano a confrontarci con ciò che i greci ed Esiodo in particolare chiamavano hybris ovvero la dismisura che spingendo luomo a vedere di più di quanto gli fosse assegnato dal destino lo avvicina pericolosamente alla follia

11 La logica degli occhiali Ecco dunque che già un oggetto semplice come locchiale segnala lerrore di chi crede che i progressi tecnici siano la panacea universale: quelli colorati regalano a chi li utilizza una visione che prima non aveva; quelli sfaccettati procurano ciò che manca allavaro e le lenti di ingrandimento permettono di vedere ciò che sfugge a occhio nudo

12 La logica degli occhiali Gli occhiali sono quindi delle protesi perché lungi dal correggere il difetto lo compensano: rimpiazzano artificialmente del tutto o in parte una funzione più o meno assente dellorgano oculare

13 La logica degli occhiali Quella degli occhiali è allora una logica infernale perché senza volerne denigrare scioccamente i sistemi tecnici compensatori ha tuttavia anche ragione Aldous Huxley quando spostando completamente il problema sostiene in Larte di vedere (1943) che gli occhiali non sono né buoni né cattivi

14 Gli occhiali secondo Aldous Huxley Gli occhiali costringono gli occhi in uno stato di rigida immobilità strutturale. Da questo punto di vista li si può paragonare non tanto a grucce, come ha fatto il dottor Luckiesh, quanto piuttosto a stecche, busti o ingessature

15 Gli occhiali secondo Aldous Huxley Per cercare di mettere sotto la giusta luce le affermazioni di Huxley bisogna sottolineare due cose: egli menziona solo patologie oftalmiche leggere e inoltre allepoca in cui scrisse la sua opera esistevano solo occhiali mono o bifocali e non cerano gli occhiali multifocali come sono quelli progressivi odierni

16 Gli occhiali secondo Aldous Huxley Tuttavia se è certo che la prescrizione degli occhiali resta solo un compromesso e loculista li prescrive solo per minimizzare i possibili effetti secondari oggi il testo di Huxley è da considerare soprattutto un invito al vedere un manuale che insegni a ben guardare sia perché i buoni occhiali sono davvero conservativi in quanto riposando la vista impediscono a miopia e presbiopia di progredire sia perché Huxley stesso portava occhiali

17 Aldous Huxley

18 Gli occhiali secondo Aldous Huxley Gli occhiali imperfetti di Huxley obbediscono a quella tradizione antimedica secondo cui il male peggiore sta nelluso dei rimedi perché le lenti neutralizzano i sintomi ma non rimuovono le cause della visione difettosa. Anzi gli occhi così trattati lungi dal migliorare tendono a indebolirsi vieppiù e a richiedere lenti sempre più forti per correggere i loro difetti

19 La logica degli occhiali Che il sistema compensatorio degli occhiali segua una logica infernale e che almeno in parte Huxley abbia visto giusto lo mostra una sorprendente incisione in cui la Morte che si avvicina a un vecchio seduto con il bastone a portata di mano e che inforca un paio di grossi occhiali reca una bacinella una clessidra un teschio ma anche ogni tipo di protesi (una stampella un clistere delle cinghie di contenzione e anche due diversi tipi di occhiali)

20 La logica degli occhiali Nellepoca in cui lincisione è stata realizzata era possibile darne la seguente lettura: la Morte viene a recuperare le protesi che mantengono in vita il vecchio perché come indica la presenza della clessidra la sua ora è (quasi) giunta

21 Caricatura della medicina XVII -XVIII secolo incisione (anonimo)

22 Attorno alla storia degli occhiali Allo stato attuale delle nostre conoscenze è impossibile individuare linventore degli occhiali e tuttavia i primi occhiali furono prodotti attorno al 1286 da un artigiano vetraio di Pisa Uno studio più recente tenta di spostare linvenzione degli occhiali verso lEuropa del Nord e la fa risalire al massimo al 1260

23 Attorno alla storia degli occhiali Linventore degli occhiali - e qui torna lhybris che già abbiamo legato alla nascita di questo oggetto - è come Prometeo il quale benefattore dellumanità in quanto inventore delle tecniche è anche punito per aver trasgredito lordine naturale delle cose

24 Freud sul mito di Prometeo Cosa insegna il mito di Prometeo secondo il Freud di Il disagio della civiltà? Sotto leffetto di hybris il progresso tecnico costruisce attivamente una catena fatale che porta al disastro infatti come scrive Freud luomo è divenuto una specie di dio-protesi veramente magnifico quando è equipaggiato di tutti i suoi organi accessori; questi però non formano un tuttuno con lui e ogni tanto gli danno ancora del filo da torcere

25 McLuhan 1960 Anche Marshall McLuhan sembra riprendere il mito di Prometeo quando in Gli strumenti del comunicare afferma che ogni eccessiva estensione tecnologica genera il suo punto di rottura perché la creatività è da lui descritta come una forza che genera il suo proprio accecamento: una generale perdita di consapevolezza del campo totale

26 McLuhan 1964 McLuhan nel 1964 porta il punto di vista di Huxley sugli occhiali a un nuovo estremo: secondo il suo ragionamento non ci sarebbero buoni o cattivi occhiali dato che è luso che se ne fa a determinarne il valore Il problema delle estensioni tecnologiche sta nel fatto di essere in sé dei media che riorganizzando o modificando il rapporto tra i vari sensi e i modelli di percezione arricchiscono limmaginario: per McLuhan ciò che conta è leffetto psicologico dellocchiale non più la sua correzione

27 McLuhan 1964 Gli occhiali dunque rappresentando linizio della mercificazione dellimmagine costituiscono da un lato dei segni premonitori della perdita dellaura benjaminiana dellimmagine stessa e dallaltro annunciano direttamente laccecamento - come quello del marito col cannocchiale che non vede niente della piccola tresca della moglie col suo amante - se non addirittura la morte del voyeur

28 Thomas Rowlandson Baci rubati acquatinta 1814

29 Thomas Rowaldson Lastronomo acquatinta 1814

30 Attorno alla storia degli occhiali Molti ricercatori avanzano lipotesi che gli occhiali siano legati allo sviluppo della produzione delle miniature e dei manoscritti. Perché se è possibile leggere con una lente è difficile scrivere reggendola allo stesso tempo in mano

31 Attorno alla storia degli occhiali Sempre più nel XVIII secolo e soprattutto nel XIX secolo gli occhiali diventano sia un oggetto di ottica sia un accessorio di moda: sono gioielli che incastonano sguardo e seduzione

32 Attorno alla storia degli occhiali Secondo Roland Barthes Frammenti di un discorso amoroso nessuno sfugge il nascondersi dietro la maschera degli occhiali scuri e dunque queste protesi che si ritiene celino il desiderio possono anche alludervi infatti dice Barthes poiché bisogna che si sappia che non voglio darlo a vedere: cammino col dito puntato sulla maschera

33 Attorno alla storia degli occhiali Divenendo accessorio di abbigliamento quindi gli occhiali velano e svelano il desiderio espresso dallo sguardo Lerotismo nasce allora dalla tensione tra queste due azioni

34 Attorno alla storia degli occhiali Se alla voce occhiale nellenciclopedia francese si ricorda tristemente che locchiale lunette della ghigliottina è quel buco attraverso cui passa la testa del condannato ecco che gli occhiali se permettono di scoprire meraviglie fanno anche vedere la morte

35 Accecamento concettuale Gli occhiali a partire dalla loro comparsa e almeno fino al XIX secolo sono collegati non solo alla morte e alla cecità ma anche allinganno al diavolo come prova di una diffidenza sempre grande verso le fallacie e le altre illusioni che gli occhiali possono produrre Il diavolo come gli occhiali è generatore di dualità soprattutto quando loggetto visto non corrisponde allidea che se ne aveva prima

36 La tentazione di santAntonio incisione Brueghel il vecchio 1556

37 Accecamento concettuale Non si vede se non quello che si è appreso a vedere ovvero quello che si desidera vedere ed è proprio perché solitamente esiste questo iato tra limmagine vista e quella che si desidera vedere che nelle tentazioni il diavolo appare Solo San Tommaso che verifica tutto attraverso il tatto è sempre senza occhiali infatti ciò che si vede attraverso gli occhiali e in particolare quelli sfaccettati non può essere verificato attraverso il tatto

38 Per concludere La protesi ottica degli occhiali altro non è se non un trapianto strumentale proiezione fantasmata della società tecnica che nata dalla prima rivoluzione industriale non potendo contrastare il proprio destino veste a livello psicologico culturale e artistico gli effetti della crescita dellentropia. Lo mostrano anche le lenti a contatto che a volte male tollerate altro non sono se non la prova che la protesi oculare aderisce allocchio ma è anche contro locchio

39 Per concludere Anche le stanghette rivelano la natura irrimediabilmente artificiale dellartefatto occhiale infatti se cè bisogno di attaccarli così strettamente al corpo non è forse perché le protesi oculari sono sostanzialmente staccabili?

40 Per concludere Le protesi non sono in grado di adattarsi al corpo perché non sono corporee ma psicologiche Estendono i sensi e la percezione stimolano la nostra immaginazione e generano i nostri fantasmi modificando così il nostro rapporto col mondo

41 Epilogo Tutti questi sviluppi storici e fantasmatici più o meno sfumati attorno agli occhiali mostrano che nessuna protesi può ampliare i limiti delluomo finché luomo stesso non è preparato psicologicamente a riceverla

42 Epilogo La morale di questa storia è che gli occhiali ci mettono di fronte ad aberrazioni sia ottiche sia concettuali relative alla nozione di protesi Per quanto perfezionata nessuna protesi risolverà mai le cause della sua necessità che continua a essere morale almeno nellimmaginario

43 Bibliografia R. Barthes Frammenti di un discorso amoroso Einaudi Torino 1977 S. Freud Il disagio della civiltà in Opere vol. 10 Bollati Boringhieri Torino 2003 A. Huxley Larte di vedere Adelphi Milano 1989 A. Maillet Gli occhiali. Scienza arte illusioni Raffaello Cortina Editore Milano 2007 M. McLuhan Gli strumenti del comunicare Il Saggiatore Milano 1997


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