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PRESTAZIONI UMANE E SICUREZZA VOLO Davide Pierini Centro di Psicologia dello Sport – Università di Torino Keiron – Nuove frontiere per la salute

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Presentazione sul tema: "PRESTAZIONI UMANE E SICUREZZA VOLO Davide Pierini Centro di Psicologia dello Sport – Università di Torino Keiron – Nuove frontiere per la salute"— Transcript della presentazione:

1 PRESTAZIONI UMANE E SICUREZZA VOLO Davide Pierini Centro di Psicologia dello Sport – Università di Torino Keiron – Nuove frontiere per la salute

2 LAPPROCCIO Relazioni che intercorrono tra mente, cervello, corpo e ambienteRelazioni che intercorrono tra mente, cervello, corpo e ambiente Gli effetti che tali relazioni hanno sulla salute psicofisica e sulle prestazioniGli effetti che tali relazioni hanno sulla salute psicofisica e sulle prestazioni

3 Modello psicofisiologico delluomo e comportamentoModello psicofisiologico delluomo e comportamento Medicina aeronauticaMedicina aeronautica La catena delle operazioni di volo e le funzioni psicofisiche implicateLa catena delle operazioni di volo e le funzioni psicofisiche implicate Le cause psicologiche degli incidenti: diminuzione delle capacità di valutazioneLe cause psicologiche degli incidenti: diminuzione delle capacità di valutazione Lo stato di coerenza psicofisiologica e la preparazione alle prestazioni di eccellenzaLo stato di coerenza psicofisiologica e la preparazione alle prestazioni di eccellenza ARGOMENTI

4 LE CAUSE DEGLI INCIDENTI INCIDENT = ACCIDENT = 50% MOTORI METEO … 25% ATC 25% PILOTI 90% UOMO 10% IMPREVEDIB. 10% MOTORI METEO … 5% ATC MANUTENZIONE 85% PILOTI ANNI 70-80

5 LE CAUSE DEGLI INCIDENTI 1.Cause dovute a condizioni non sicure 2.Cause dovute a comportamenti non sicuri La causa di un incidente non è mai una sola così come la responsabilità Sono eventi, fattori o atti che, singolarmente o in combinazione, hanno dato origine ad un effetto dannoso e che se corretti o eliminati avrebbero potuto ridurre o evitare tale effetto dannoso

6 COSE LA SICUREZZA VOLO? …fa sì che il volo sia maggiormente sicuro Tutto ciò che concorre a: EvitareEvitare RiconoscereRiconoscere Correggere adeguatamenteCorreggere adeguatamente quei processi che possono portare allincidente…

7 SICUREZZA VOLO Le nostre azioni in volo possono essere viste come come prestazioni, e come tali possono essere valutate. EccellenteScarsa Elevato n° di fattori agisce in modo complesso sulla qualità della prestazione Dobbiamo essere in grado di rilevare lerrore il più precocemente possibile e rimediare con una risposta appropriata

8 SICUREZZA VOLO La ricerca del come e del perché si è giunti ad un incidente permette una visione molto più approfondita e comprensiva dei fattori coinvolti in un determinato sistema. CARENZE ATTIVE Imputabili a errori, omissioni o violazioni collegate al pilota e che causano un danno immediato (atterraggio senza estrarre il carrello) CARENZE LATENTI Imputabili ad unazione avvenuta molto tempo prima del verificarsi dellevento, le cui conseguenze possono rimanere nascoste per molto tempo. La loro origine nasce da carenza del sistema a livello organizzativo e decisionale.

9 GESTIONE DEL RISCHIO INCOSCIENZA Non conosciamo i rischi, siamo tranquilli, abbiamo delle idee parziali o errate rispetto alle situazioni (formazione, informazione, addestramento…) ERRORE NONOSTANTE TUTTO Errori dovuti alle limitazioni del nostro sistema psicofisico e dallo scarso esercizio delle funzioni richieste nei diversi compiti di volo (deficit percettivi, di valutazione, motori, stress…) IMPRUDENZA Sappiamo che il livello di rischio sta aumentando, tuttavia qualcosa ci spinge ad agire comunque. Proviamo tensione oppure eccitazione (fare una virata ritenuta pericolosa, …)

10 GESTIONE DEL RISCHIO È una serie di concause che, se si fossero verificate singolarmente, non avrebbero portato allincidente. Le analisi degli incidenti mostrano che non ci sono mai cause primarie e fondamentali, ma che tutti gli anelli sono ugualmente importanti per lincidente o la sicurezza. LA CATENA DEGLI EVENTI Il volo può essere letto come una serie di eventi promossi dalluomo (progettista, manutenzione, pilota). Allinizio di ogni volo questi anelli vengono messi sotto sforzo per reggere una parte della responsabilità della buona riuscita del volo stesso.

11 GESTIONE DEL RISCHIO GRAVISSIMOGRAVEMINOREIRRILEVANTE ELEVATAINACCETTABILE RIVEDIBILE ALTAINACCETTABILE RIVEDIBILEMIGLIORABILE POSSIBILEINACCETTABILERIVEDIBILEMIGLIORABILEACCETTABILE REMOTARIVEDIBILEMIGLIORABILE ACCETTABILE IRRILEVANTEMIGLIORABILE ACCETTABILE ENTITA DEL DANNO PROBABILITA

12 GESTIONE DEL RISCHIO IL MODELLO 5M MAN MEDIUM MISSION MACHINE MANAGEMENT Pilota Stato di salute Stato emotivo Livello di stress Carattere Esperienza Allenamento Capacità analisi/decision e Abilità manuale Macchina Tipo Manutenzione Prestazioni NB: adeguata per affrontare tutte le situazioni prevedibili Mission Finalità del volo conscia o inconscia Turismo Divertimento Lavoro Soccorso Istruzione NB: motivazione e incidente sono in stretta relazione Medium Tutto ciò che è esterno alla macchina e al pilota Atmosfera Suolo sorvolato Infrastrutture a terra Assistenze di volo Management Organizzazione Aeroclub Compagnia Concorre alla sicurezza (o allinsicurezza) in modo latente Definisce tutto ciò che gravita attorno alla missione

13 MANAGEMENT GESTIONE DEL RISCHIO CACCIA AGLI ANELLI DEBOLI - LINTERAZIONE TRA LE 5M MAN MEDIUMMISSIONMACHINE Ho promesso agli amici di portarli a volare Non ho molta voglia perché sono stanco Sono allenato, ma sulla macchina disponibile ho poche ore di volo Non ho controllato il libretto di manutenzione Il vento a terra è calmo, ma probabilmente verrà vento da 27 Obblighi sociali

14 GESTIONE DEL RISCHIO Tra le normali condizioni di volo e lincidente vi è una distanza e molti punti intermedi, che generalmente si risolvono bene. Tuttavia in volo, in certe condizioni, questa distanza può esaurirsi in tempi estremamente brevi! Incidente Normali condizioni di volo

15 GESTIONE DEL RISCHIO FINALITA DEL VOLO LIVELLO DI RISCHIO =ACCETTABILE?! Iniziare un volo con degli anelli deboli, significa aumentare la probabilità che si inneschi quella catena di eventi che conduce fino allincidente. In volo abbiamo minori risorse rispetto a quando siamo a terra

16 LA CATENA DELLE OPERAZIONI Le operazioni di volo si svolgono in un processo mentale che va dal mondo esterno alla mente e successivamente dalla mente al mondo esterno. In ognuno di questi passaggi possono verificarsi degli errori. PERCEZIONE RAPPRESENTAZIONE DECISIONE RICONOSCIMENTO VALUTAZIONE AZIONE AMBIENTE

17 MODELLO PSICOFISIOLOGICO DELLUOMO

18 LA QUESTIONE MENTE CORPO Come si spiega che fenomeni quantitativi e oggettivi… (quali quelli elettrochimici che avvengono nel cervello) …siano anche degli stati qualitativi e soggettivi (come pensieri, sensazioni emozioni)? Esperienzasoggettiva Stati del cervello

19 LA QUESTIONE MENTE CORPO Tantè che potremmo considerarli più che due entità distinte come luno lo specchio dellaltro Stati del cervello Stati del corpo Il cervello e il corpo sono reciprocamente collegati a livello: NeuronaleNeuronale ChimicoChimico Elettromagnetico (?)Elettromagnetico (?)

20 LA COSTRUZIONE DELLA REALTA MONDOINTERNO CONFINE MONDOESTERNO SXANALISISEQUENZIALITATEMPODXSINTESIGLOBALITA IMMAGINI -SIMBOLI SOMATO-SENSORIALITA MOVIMENTO CONSAPEVOLEZZAPADRONANZA

21 LA COSTRUZIONE DELLA REALTA

22 COGNIZIONE ED EMOZIONE Sistema cognitivo: percezione, attenzione, valutazione, memoria, pensiero, problem solving Sistema elettrico, veloce Sistema emotivo: emozioni, umore, sentimenti, sensazioni… Sistema chimico, lento Lemozione (e-movere) è la forza che ci fa agire

23 COGNIZIONE ED EMOZIONE Il cervello costruisce realtà… …e continuamente cerca di spiegarsi il susseguirsi degli eventi che percepisce… …interpretandoli sulla base dellesperienza passata (conoscenza)… INTENZIONIPERCEZIONIMEMORIA ESPERIENZA SOGGETTIVA E AZIONI o RE-AZIONI MEMORIAEMOTIVA

24 COGNIZIONE ED EMOZIONE I PROCESSI COSCIENTI SONO IL PRODOTTO DI INNUMEREVOLI PROCESSI INCONSCI CHE OPERANO IN PARALLELO La maggior parte delle informazioni presenti nel sistema nervoso rimangono quindi inconsce, ma attive, ovvero sono in grado di influenzare i processi coscienti e volontari

25 COMPETENZA E PRESTAZIONE Abbiamo una sorta di pilota automatico che gestisce linsieme degli schemi (o frame) che costituiscono la nostra conoscenza. Tali schemi possono essere motori, sensoriali, emotivi oppure episodici Gli schemi possono essere attivati intenzionalmente, oppure attraverso reazioni automatiche, oppure da stimoli ambientali… …e possono generare stati fisiologici, emozioni, pensieri, azioni.

26 COMPETENZA E PRESTAZIONE CONTENTION SCHEDULING Closed loop: controllo attentivo delle azioni, vi è feedback sensoriale Open loop: prestazione controllata da schemi predefiniti Le emozioni e labitudine sono potenti attivatori di schemi. Stili di reazione individuali automatici in condizioni di stress acutoStili di reazione individuali automatici in condizioni di stress acuto Innesco di schemi molto utilizzati quando si abbassa il controllo cosciente (SAS)Innesco di schemi molto utilizzati quando si abbassa il controllo cosciente (SAS)

27 ALLENARE LA GESTIONE DELLE RISORSE Sistema Attentivo Supervisor e MONDOINTERNO CONFINE MONDOESTERNO SOMATO-SENSORIALITA MOVIMENTO Io cosciente

28 COMPETENZA E PRESTAZIONE Non sempre la competenza coincide con la prestazione. Laddestramento che tende a far coincidere prestazione con competenza (potenziale) incrementa la prestazione e aumenta la sicurezza. 0 %100 % PRESTAZIONECOMPETENZA

29 PERCEZIONE ATTIVA È un processo di costruzione attivaÈ un processo di costruzione attiva Filtra le informazioni sotto lazione delle altre strutture cerebraliFiltra le informazioni sotto lazione delle altre strutture cerebrali Processi top-down: la percezione è organizzata dalla conoscenza presente nel sistemaProcessi top-down: la percezione è organizzata dalla conoscenza presente nel sistema

30 PERCEZIONE ATTIVA

31

32 COMPETENZA E PRESTAZIONE

33 RICONOSCIMENTO E VALUTAZIONE Per riconoscere una situazione bisogna averla vista almeno una voltaPer riconoscere una situazione bisogna averla vista almeno una volta La capacità di riconoscere dai primi indizi una data situazione si affina con lesperienzaLa capacità di riconoscere dai primi indizi una data situazione si affina con lesperienza Attenzione agli errori top-down!Attenzione agli errori top-down! La domanda (conscia o inconscia) è: La situazione è accettabile per me?

34 RAPPRESENTAZIONI E DECISIONE Se la situazione non è accettabile (consciamente o inconsciamente) metteremo in atto dei processi: di ricerca di una o più soluzioni (fra le frame disponibili)di ricerca di una o più soluzioni (fra le frame disponibili) di scelta di quale frame mettere in attodi scelta di quale frame mettere in atto Questo processo è chiamato problem solving ! NB: Quando una frame è avviata non è automatico interromperla!

35 AZIONE Dopo la presa di decisione mettiamo in atto le azioni e le sequenze di azioni così come le abbiamo apprese.Dopo la presa di decisione mettiamo in atto le azioni e le sequenze di azioni così come le abbiamo apprese. Nelle sequenze complesse è possibile saltare dei passaggi passando da un punto allaltro della sequenza.Nelle sequenze complesse è possibile saltare dei passaggi passando da un punto allaltro della sequenza. In situazioni critiche o impegnative possono entrare in funzione comportamenti automatici (istintivi e non razionali)In situazioni critiche o impegnative possono entrare in funzione comportamenti automatici (istintivi e non razionali)

36 AZIONE Autonomous Mode Behaviour (AMB) Autonomous Mode Behaviour (AMB) I comportamenti automatici sono reazioni non intenzionali di natura emotiva, cognitiva e/o comportamentale, proprie di uno stato mentale indotto dalle situazioni di stress acuto, in cui reagiamo piuttosto che agire.I comportamenti automatici sono reazioni non intenzionali di natura emotiva, cognitiva e/o comportamentale, proprie di uno stato mentale indotto dalle situazioni di stress acuto, in cui reagiamo piuttosto che agire. È una causa consistente degli errori umani e degli incidenti.È una causa consistente degli errori umani e degli incidenti. ! NB: durante lapprendimento lazione tende ad assorbire lintera attenzione dellallievo

37 ATTENZIONE Con lattenzione rendiamo consapevoli informazioni presenti nel sistema nervoso, ma non presenti alla consapevolezza fino a quel momento. Lorientamento è una prima grossolana selezione degli stimoli. Dapprima si orientano il corpo, gli organi di senso e infine lattenzione verso la porzione di realtà (esterna o interna) scelta come rilevante per le azioni in corso. Quantità di info processate per volta Tempo di processamento per situazioni poco riconoscibili Limitazioni

38 DETERIORAMENTO DELLA PRESTAZIONE Ognuno di questi processi psicologici è soggetto a deterioramento in caso di: Stress cronicoStress cronico Stress acutoStress acuto Emozioni negativeEmozioni negative Problemi di saluteProblemi di salute Preoccupazioni (parte dellattenzione è altrove)Preoccupazioni (parte dellattenzione è altrove) Forte orientamento allobiettivoForte orientamento allobiettivo

39 STRESS TRA SALUTE E PRESTAZIONE (HeartMath Institute)

40 INCREMENTO DELLA PRESTAZIONE Incrementare la presenzaIncrementare la presenza Allenare la flessibilità tra gli stati mentaliAllenare la flessibilità tra gli stati mentali Sapersi occupare del proprio benessere psicofisicoSapersi occupare del proprio benessere psicofisico Mentalità aeronautica = Mentalità comune

41 PERSONALITA Inchiesta FAA Perché i piloti si ostinano a perseguire obiettivi ormai palesemente irraggiungibili?Perché i piloti si ostinano a perseguire obiettivi ormai palesemente irraggiungibili? Perché si espongono a rischi decisamente sproporzionati rispetto ai vantaggi attesi?Perché si espongono a rischi decisamente sproporzionati rispetto ai vantaggi attesi? La risposta è da cercarsi nella motivazione Le valutazioni errate si verificano sempre quando cè un fortissimo orientamento al risultato

42 PERSONALITA FISICI SICUREZZA SOCIALI EGOISTICI AUTOREALIZZAZIONE BISOGNI UMANI

43 PERSONALITA Organizzazione dinamica dei sistemi psicofisici, i quali determinano la specificità del comportamento, delle reazioni emotive e del pensiero di un individuo. La personalità ci distingue dagli altri (anche fisicamente).La personalità ci distingue dagli altri (anche fisicamente). Le caratteristiche di personalità ci spingono a pensare, a comportarci, a reagire in un modo unico e personale e ci spinge a porci certi obiettivi per le conseguenze che crediamo avranno.Le caratteristiche di personalità ci spingono a pensare, a comportarci, a reagire in un modo unico e personale e ci spinge a porci certi obiettivi per le conseguenze che crediamo avranno.

44 MOTIVAZIONE Dietro ad ogni obiettivo (mission) cè una motivazione che ci spinge a raggiungerlo. Senza questa forza (di natura emotiva) luomo non si muoverebbe verso nessuna attività. Quando facciamo qualcosa per qualcosa che verrà in conseguenza, siamo mossi da una motivazione estrinseca. Quando facciamo qualcosa per il gusto di farlo, anziché per qualche ragione esterna, siamo mossi da una motivazione intrinseca.

45 ORIENTAMENTO ALLOBIETTIVO Che cosa ci spinge a impiegare tante risorse personali ed economiche nel volo? Allorigine dellincidente cè sempre un esagerato orientamento allobiettivo, che porta: Riconoscimento difettoso della situazioneRiconoscimento difettoso della situazione Una sua errata valutazione (decisione)Una sua errata valutazione (decisione) È dai nostri bisogni (compensativi o di esperienza che siano) che può generarsi la situazione in cui siamo eccessivamente orientati allobiettivo

46 POOR JUDGEMENT Infatti analizzando gli incidenti osserviamo che i piloti dispongono di tutti gli elementi oggettivi per individuare e risolvere in tempo il problema, ma non li utilizzano. Perché? In queste condizioni ciò che sfugge non sono le anomalie bensì la valutazione globale del pericolo nella presente situazione e nelle azioni che si stanno compiendo Restringimento del campo di coscienza

47 POOR JUDGEMENT MACHO: non cè problema per me! RASSEGNATO: tanto è uguale! ANTI-AUTORITA: non ho bisogno che mi si dica nulla! IMPULSIVITA: fare qualcosa subito! INVULNERABILITA: tanto a me non capita! 5 atteggiamenti pericolosi:

48 ERROR CHAIN MARKERS OBIETTIVI NON REALIZZATIOBIETTIVI NON REALIZZATI USO DI PROCEDURE NON DOCUMENTATEUSO DI PROCEDURE NON DOCUMENTATE DEVIAZIONE DALLE PROCEDURE OPERATIVE STANDARDDEVIAZIONE DALLE PROCEDURE OPERATIVE STANDARD VIOLAZIONI DI MINIMI O LIMITAZIONIVIOLAZIONI DI MINIMI O LIMITAZIONI NESSUNO SI OCUPA DELLA CONDOTTANESSUNO SI OCUPA DELLA CONDOTTA NESSUNO GUARDA FUORINESSUNO GUARDA FUORI ANOMALIE NELLE COMUNICAZIONIANOMALIE NELLE COMUNICAZIONI AMBIGUITAAMBIGUITA INCONGRUENZE NON RISOLTEINCONGRUENZE NON RISOLTE FISSAZIONE O PREOCCUPAZIONEFISSAZIONE O PREOCCUPAZIONE SENSO DI VUOTO O CONFUSIONESENSO DI VUOTO O CONFUSIONE

49 LAVORARE SUL FATTORE UMANO PRESENZA (integrazione psico-corporea) CAPACITA DI AUTOREGOLAZIONE (flessibilità) BENESSERE PSICOFISICO (stress, gestione delle emozioni) PENSARE VS SENTIRE

50 COERENZA FISIOLOGICA Ecco come gli stati emotivi possono indurre uno stato di coerenza o incorerenza fisiologica. (HeartMath Institute)

51 COERENZA FISIOLOGICA alta coerenza del ritmo cardiaco (picco a 0.1 Hz)alta coerenza del ritmo cardiaco (picco a 0.1 Hz) aumento dellattività parasimpaticaaumento dellattività parasimpatica aumento dellentrainment ovvero della sincronizzazione tra diversi sistemi fisiologici (es. cuore, respiro, cervello)aumento dellentrainment ovvero della sincronizzazione tra diversi sistemi fisiologici (es. cuore, respiro, cervello) funzionamento efficiente e armonioso dei sistemi cardiovascolare, nervoso, ormonale e immunitariofunzionamento efficiente e armonioso dei sistemi cardiovascolare, nervoso, ormonale e immunitario

52 COERENZA FISIOLOGICA (HeartMath Institute)

53 COERENZA PSICOFISIOLOGICA TRA SALUTE E PRESTAZIONE (HeartMath Institute)

54 COERENZA PSICOFISIOLOGICA TRA SALUTE E PRESTAZIONE (HeartMath Institute)

55 COERENZA PSICOFISIOLOGICA TRA SALUTE E PRESTAZIONE (HeartMath Institute) La coerenza è uno stato naturale che si genera quando ci sentiamo bene e proviamo realmente gioia per quello che facciamo.

56 COERENZA PSICOFISIOLOGICA TRA SALUTE E PRESTAZIONE (HeartMath Institute) Le conseguenze di emozioni che portano disordine nel nostro sistema, come ansia, preoccupazione, rabbia, frustrazione, possono essere: minore abilità a pensare in modo chiarominore abilità a pensare in modo chiaro minore efficacia nel prendere decisioniminore efficacia nel prendere decisioni minore abilità a comunicare chiaramenteminore abilità a comunicare chiaramente ridotta coordinazione motoriaridotta coordinazione motoria alto rischio di malattie cardiovascolarialto rischio di malattie cardiovascolari

57 COERENZA PSICOFISIOLOGICA TRA SALUTE E PRESTAZIONE (HeartMath Institute) Le conseguenze di emozioni che portano ordine nel nostro sistema, come il saper apprezzare, la gratitudine, il prendersi cura, la compassione, possono essere: miglioramento delle prestazioni e dei risultatimiglioramento delle prestazioni e dei risultati maggiore creatività e nuove capacità di problem solvingmaggiore creatività e nuove capacità di problem solving migliore capacità di prendere decisionimigliore capacità di prendere decisioni incremento della memoriaincremento della memoria incremento delle difese immunitarie contro le malattieincremento delle difese immunitarie contro le malattie migliore equilibrio ormonalemigliore equilibrio ormonale vita più lungavita più lunga

58 COERENZA PSICOFISIOLOGICA TRA SALUTE E PRESTAZIONE

59 COERENZA E PRESTAZIONE (HeartMath Institute) Sembra che nello stato di coerenza psicofisiologica le prestazioni psicomotorie siano migliori (facilitazione corticale).

60 COERENZA E PRESTAZIONE (HeartMath Institute)

61 BIOFEEDBACK 1.È un gruppo di procedure terapeutiche che 2.utilizza strumenti elettronici o elettromeccanici 3.al fine di misurare, processare accuratamente e fornire (feed back) ai pazienti e ai loro terapisti 4.informazioni con proprietà educative e di rinforzo 5.riguardo alla loro attività neuromuscolare e autonoma, normale e anormale, 6.sottoforma di segnali, continui o binari, uditivi e/o visivi. 7.Gli obiettivi sono di aiutare le persone a sviluppare tanto un incremento quanto una maggiore consapevolezza e fiducia nel controllo volontario dei propri processi fisiologici, che altrimenti rimarrebbero al di fuori di esso e/o al di fuori della consapevolezza 8.controllando dapprima i segnali esterni 9.e, successivamente, utilizzando funzioni cognitive, sensazioni o altri segnali per prevenire, far cessare o ridurre dei sintomi

62 BIOFEEDBACK Sistema Nervoso Autonomo Temperatura Periferica Vasodilatazione periferica Conduttanza della Pelle Frequenza Cardiaca e sua Variabilità (HRV) Respirazione (toracica/addominale, ampiezza e frequenza) Sistema Muscolare Attività di muscoli singoli o gruppi di muscoli (relax o rafforzamento) Onde cerebrali Ogni frequenza è associata ad un particolare stato mentale

63 BIOFEEDBACK Sistema Nervoso Autonomo EDR + iper attivazione - ipo attivazione Livello di arousal Spesso nellADD Labile e alta nellansia Piatta nello stress cronico + per stato di allerta - se cè tensione Stabilizzare se labile TEMP + vasodilatazione - vasocostrizione Bassa nellansia o paura+ per rilassare (soprattutto durante i compiti) BVP Volume sanguigno periferico Alto nellansia- frequenza cardiaca + variazione in sincrono con respirazione Respirazione diaframmatica Veloce, irregolare e corta nellansia - frequenza (6 resp/min) +regolare aumentando la profondità RSA – HRV Bilanciamento simpatico/parasim patico Non in sincronia con il respiro nellansia Per rilassamento + la sincronia e lampiezza dell HRV con linspirazione e lespirazione

64 BIOFEEDBACK Onde cerebrali Onde cerebrali (Neurofeedback) Teta completamente fuoriControllare la variabilità Teta 7-8Visualizzazione Low Alpha 9-10Orientamento interiore meditazione Rilassamento rapporto alfa/beta High Alpha Creatività consapevolezza espansa, P.P. Osservazione della manipolazione interna delle idee SMR 13-15Calma, self-control Controllo del movimento Rapporto teta/SMR Low Beta 15-18Concentrazione focalizzata Decision making Problem solving Rapporto teta/beta Attenzione a stimoli esterni Mid Beta 19-23Ansia, emozioni intense High Beta 24-34Ruminazione mentaleTutto acceleratore in 1 a

65 BIOFEEDBACK 1 - Stati di prontezza fisiologica Rilassato Pronto (eustress) 3 - Stati di lavoro mentale attivo Focalizzato Concentrato e creativo Orientamento strategico agli obiettivi, coinvolgimento e gestione del tempo * Flessibilità * * Strategie metacognitive 2 - Stati di prontezza mentale Calma Consapevolezza Capacità di riflessione Atteggiamento ottimistico


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