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Università degli Studi di Perugia Facoltà di Ingegneria Impronta ecologica e carbon footprint Corso di Impatto Ambientale Modulo A: Pianificazione Energetica.

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Presentazione sul tema: "Università degli Studi di Perugia Facoltà di Ingegneria Impronta ecologica e carbon footprint Corso di Impatto Ambientale Modulo A: Pianificazione Energetica."— Transcript della presentazione:

1 Università degli Studi di Perugia Facoltà di Ingegneria Impronta ecologica e carbon footprint Corso di Impatto Ambientale Modulo A: Pianificazione Energetica Ing. Giorgio Baldinelli a.a

2 Limpronta ecologica (ecological footprint) è un indice statistico che rappresenta la quantità di terra e mare necessaria per sostenere i fabbisogni di una popolazione di riferimento. In questa area è compresa la superficie necessaria allo smaltimento dei rifiuti prodotti dalla popolazione stessa. Comparato con la biocapacità (disponibilità di area produttiva) è in grado di fornirci delle indicazioni sulla sostenibilità dei livelli di consumo della popolazione presa in esame.

3 Il territorio a tale scopo viene suddiviso in sei principali categorie: Terreno per lenergia: area di foresta necessaria per assorbire lanidride carbonica prodotta da combustibili fossili; Terreno agricolo: superficie arabile utilizzata per la produzione di alimenti e di altri beni (es.tessili); Pascoli; Foreste; Superficie edificata: infrastrutture comprese; Mare: superficie marina dedicata alla crescita di risorse per la pesca;

4 Limpronta ecologica viene calcolata con la seguente formula: in cui: E i (ha) è limpronta ecologica derivante dal consumo C i (kg) del prodotto i-esimo e q i è linverso della produttività media del prodotto i-esimo (ha/kg). Suddividendo lEF così calcolata per la popolazione residente nella regione considerata si ottiene limpronta ecologica procapite, un indicatore sintetico approssimativo per determinare la sostenibilità dello sviluppo della popolazione considerata.

5 EF di una quantità unitaria di pane: Si deve tenere conto delle superficie necessarie per: la coltura del frumento; la lavorazione del frumento; lassorbimento della CO 2 prodotta dai macchinari (trattori ecc.) utilizzati nella lavorazione del prodotto, compresa quella derivata dal consumo di energia elettrica; Lassorbimento della CO 2 prodotta dai mezzi di trasporto necessari per la distribuzione del prodotto; Il consumo di materie prime necessarie per limballaggio del prodotto.

6 Fonte: WWF Biocapacità mondiale 1,8 gha (ettari globali) pro capite

7 Dallanalisi dei grafici precedenti appare evidente come limpronta ecologica globale superi la biocapacità del pianeta. Di fronte infatti ad una biocapacità globale di 1,8 gha pro capite, nel 2003 lEF è stata pari a 2,2 gha pro capite. Se il calcolo dellEF fosse esente da errori ciò vuol dire che il nostro pianeta impiega circa un anno e tre mesi per rigenerare le risorse che vengono consumate in un anno. Anche se il bilancio fosse in parità non vuol dire necessariamente che lo sviluppo ha raggiunto una condizione di sostenibilità, in quanto questo metodo non tiene conto delle perdite di produttività provocate dallinquinamento.

8 Per questa ragione diversi studi si sono concentrati sulla determinazione delle impronte ecologiche locali, calcolate in forma disaggregata (suddividendo ad esempio le diverse impronte) e riferite a territori più ristretti. In questo modo è possibile tenere conto del fatto che si hanno produttività sostanzialmente diverse in regioni diverse. Diventa possibile confrontare lEF di una città non solo con la biocapacità mondiale, ma anche con la biocapacità del territorio preso in esame per determinarne il grado di sostenibilità a livello locale. Uno studio molto significativo ha riguardato nel 2005 la provincia di Siena la cui impronta ecologica è molto simile a quella globale dellItalia.

9 Lo studio ha riguardato lo studio dellEF della provincia di Siena attraverso lanalisi delle sue componenti. Nella colonna forest è compresa anche la superficIe indicata come energy land

10 Anche se determinato a livello locale ed in forma disaggregata, la procedura di calcolo dellEF contiene al suo interno una gran quantità di indeterminazioni che fanno venir meno la rigorosità scientifica. Ad esempio il calcolo della produttività media e del terreno necessario allassorbimento della CO 2 può essere eseguito solo introducendo delle approssimazioni grossolane. Tuttavia queste approssimazioni fanno si che questo indice sia facilmente comprensibile da tutti e che riesca a rappresentare, con un certo margine di errore, il grado di sostenibilità dei fabbisogni della popolazione considerata.

11 Stima della carbon footprint di unarea urbana

12 OBIETTIVO obiettivo principale del Progetto è quello di realizzare e sperimentare un sistema informativo di facile utilizzazione, che attraverso indicatori e parametri ad elevata attendibilità, riesca a definire, per aree e zone anche molto limitate, la quantità di emissione/assorbimento di gas serra (in altre parole i debiti ed i crediti di emissione di CO2 ) : CARBON FOOT PRINT La Carbon footprint non è lemissione Diretta di CO 2 di unarea ma un indice utilizzato per misurare limpatto dei consumi energetici e di alcuni processi Per calcolare l'impatto dei consumi di energia, questa viene convertita in tonnellate equivalenti di anidride carbonica. Il dato poi può essere anche riportato in termini di superficie forestata necessaria per assorbire suddetta anidride carbonicaanidride carbonica ( IPPC: 1 Ettaro di bosco assorbe circa 30 ton di CO2 )

13 Mobilità Rifiuti Energia Industria/Artigianato Agricoltura Settore Civile

14 La CONOSCENZA DELLA CARBON FOOTPRINT DEL TERRITORIO PUO AIUTARE LAMMINISTRAZIONE LOCALE A: introdurre in una visione di pianificazione integrata, gli obiettivi di sostenibilità energetico-ambientale negli strumenti di programmazione, pianificazione o regolamentazione urbanistica, territoriale e di settore di cui già si dispone (per es. il Piano di Governo del Territorio, il Regolamento edilizio, i Piani Energetico, della Mobilità, dei Rifiuti, delle Acque, etc.); considerare lobiettivo di riduzione delle emissioni come criterio chiave in tutte le procedure di valutazione e autorizzazione di progetti di impianti o nuove strutture relazionate alla produzione o riduzione di emissioni clima- alteranti;

15 clentech La soluzione la metodologia adottata dal progetto cleantch si propone di definire la carbon footprint con un livello di informazione facilmente reperibile da unamministrazione come: dati catastali; censimenti istat; Aci. Impossibile per unamministrazione pubblica Avere tutte queste informazioni !! Il problema Per ottenere carbon footprint di un area urbana sono necessarie numerose informazioni specifiche. Es: consumi di energia elettrica di ciascun fabbricato o i km di tragitto per andare a lavoro

16 CONSUMI ID ENERGIA TERMICA PER PROCESSI INDUSTRIALI CONSUMI DI ENERGIA TERMICA PER RISCALDAMENTO CONSUMI DI ENERGIA ELETTRICA INDUSTRIA & ARTIGIANATO Superficie dellazienda Tipo di attività Consumi medi statistici

17 CONSUMI ID ENERGIA TERMICA PER RISCALDAMENTO CONSUMI DI ENERGIA ELETTRICA SETTORE CIVILE RESIDENZIALE TERZIARIO Superficie e volumi dei fabbricati Periodo storico di costruzione Consumi medi statistici

18 Avere superficie agricola o a forestata significa avere un sistema di assorbimento della co2 quindi una riduzione dellimpatto Avere allevamenti, produttori di reflui zootecnici significa avere emissioni (metano e anidride carbonica AGRICOLTURA Superficie Agricola Destinazione duso Superficie allevamento Tipo di bestiame

19 MOBILITA RIFIUTI FARE LA RACCOLTA DIFFERENZIATA (RECICLARE) SIGNIFICA RISPARMIARE RISORSE ED ENERGIA E QUINDI RIDURRE LE EMISSIONI

20 IL MODELLO è STATO APPLICATO A DUE AREE RAPPRESENTATIVE DEL COMUNE DI SPOLETO LA ZONA INDUSTRIALE DI SANTO CHIODO (1,5 KM x 1,5 KM) IL CENTRO DI SPOLETO (1,5 KMx 1,5 KM) PER OGNUNA DELLE DUE AREE SI SONO CALCOLATE LE EMISSIONI PER OGNI SETTORE E GEOREFERNZIATE IN MODO DI POTER AVERE UN DATO RIPORTATO PER ALLUNITA DI SUPERFICIE (ETTARO) La carbon foot print e una stima del livello dI IMPATTO DI PROCESSI PRINCIPALMENTE ENERGETICI NON VALUTA LINQUINAMENTO DIRETTO

21 Rimozioni di CO 2 ad opera del settore agricolo forestale : 19 t SETTOREtCO2 Industria e artigianale7030 Civile238 Trasporti669

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25 SECONDA PARTE Valutazione delle emissioni di gas climalteranti associate allevento Festival dei Due Mondi

26 1.Organizzazione dellevento; 2.Comunicazione e promozione; 3.Allestimento aree; 4.Svolgimento dellevento; 5. Altri servizi. FASI INDAGATE

27 PROGETTAZIONE DELLEVENTO; CONSUMO MATERIALE CARTACEO; SPOSTAMENTI; 2. Comunicazione e promozione PUBBLICIZZAZIONE CARTACEA; DELLEVENTO; DIVULGAZIONE DI MATERIALE; DIDATTICO/INFORMATIVO;

28 ENERGIA ELETTRICA ILLUMINAZIONE; ENERGIA PER LA CLIMATIZZAZIONE; TRASPORTO PARTECIPANTI; TRASPORTO ARTISTI/STAFF; RIFIUTI. 5. Altri servizi. FORNITURE; PERNOTTAMENTI.

29 edizione del 2010 In base al programma ufficiale numero totale di spettacoli pari a 186; numero totale di partecipanti pari a persone TEATRO/AUDITORIUM n° postiPotenza (kW) Piccolo Medio Grande PALCO ALL'APERTO n° partecipantiPotenza (kW) Piccolo< Medio> 5000 < Grande>

30 SedeTipologia e numero di spettacoli EVENTITEATROOPERAMUSICADANZA Sala Frau155 Auditorium della Stella 18 Teatro Nuovo1353 Chiostro San Nicolò 217 San Nicolò14 Teatro Caio Melisso Campello sul Clitunno 9 San Simone11 Teatrino delle 619 Teatro Romano3173 Sala Pegasus7 Hotel Abornoz2 Piazza Duomo12 Villa Redenta4 Casa Menotti2 Palazzetto dello sport 3 Meeting point La limonaia 1 TOT ARTISTI COINVOLTI383 PARTECIPANTI70.000

31 FASEPROCESSIEMISSIONI (t CO 2 ) Organizzazione eventoConsumi elettrici uffici2,4 Comunicazione e promozionePubblicizzazione cartacea10,8 Svolgimento eventoConsumo energia elettrica23 Trasporto artisti431,2 Trasporto partecipanti463,5 Produzione rifiuti17,6 Altri serviziPernottamenti38,5 TOTALE987 RISULTATI 6% del settore residenziale del centro

32 33 Ettari Alberi 2 MW di Fotovoltaico (4 Ettari) Euro/anno Certificati VER Possibili opere di compensazione


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