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La progettazione formativa integrata degli interventi di inclusione sociale dei soggetti in esecuzione penale A cura della dottoressa Anna Maria Spinelli.

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Presentazione sul tema: "La progettazione formativa integrata degli interventi di inclusione sociale dei soggetti in esecuzione penale A cura della dottoressa Anna Maria Spinelli."— Transcript della presentazione:

1 La progettazione formativa integrata degli interventi di inclusione sociale dei soggetti in esecuzione penale A cura della dottoressa Anna Maria Spinelli

2 La Progettazione Integrata Il potenziamento del Partenariato e la diffusione della logica di rete nei servizi formativi e nelle misure complementari di politica attiva per linclusione sociale e loccupabilità è fattore prioritario negli obiettivi regionali e provinciali di sviluppo territoriale. Il che richiede ladozione di una specifica e riconosciuta metodologia di concertazione e condivisione della progettazione integrata.

3 La Progettazione Integrata: Priorità 1^ priorità Distrettualizzazione dellofferta formativa per loccupabilità, linnovazione e lo sviluppo, valorizzando i partenariati aderenti ai progetti integrati e potenziando la strategia delle reti dedicate in ambiti sia settoriali (Partenariati Settoriali), che di riequilibrio territoriale (Partenariati Geografici) e perseguendo obiettivi ad hoc (occupabilità, adattabilità, inclusione sociale) 2^ priorità Descolarizzazione della formazione professionale e raccordo al mondo del lavoro: superando la erogazione formativa regolata sulla logica della materie e rafforzando le misure complementari (dimensione multi attività) di accompagnamento alloccupabilità

4 Gli obiettivi specifici dellintervento sono - Comprendere un processo di progettazione sociale nel settore della devianza e marginalità - Seguire le fasi di preparazione e di realizzazione di un progetto sociale a livello regionale secondo i criteri e la metodologia social project management (gestione di un progetto sociale) - Riconoscere e selezionare i possibili partner per il loro coinvolgimento nel progetto - Conoscere le prassi della comunicazione istituzionale necessarie per la promozione di un progetto e il coinvolgimento della rete interistituzionale - Imparare a lavorare in un contesto interculturale e allinterno di team

5 Lesperto di progettazione sociale è un professionista che possiede una significativa padronanza delle metodologie di ricerca delle fonti di finanziamento (fondi strutturali, nazionali e regionali), delle modalità di costruzioni di reti di partner promotori ed attuatori di iniziative sperimentali, delle tecniche di progettazione nel settore delle politiche sociali e delle strategie di management degli interventi co- finanziati. Lesperto in progettazione sociale ha, grazie alle competenze e conoscenze acquisite, unelevata autonomia gestionale ma nel contempo possiede una spiccata capacità nel tessere processi di relazione e di integrazione tra organismi differenti operanti sia in ambito nazionale che internazionale.

6 Contesto socio-economico in provincia di Matera Analisi del contesto socio economico Individuazione delle variazioni più recenti sullandamento demografico e occupazionale della Provincia di Matera, nelle dinamiche produttive e occupazionali, acutizzate dalla crisi Individuazione delle criticità e delle potenzialità delle principali aree territoriali: - Matera Capoluogo - Collina Materana - Montagna Materana - Metapontino Individuazione di nuovi bacini occupazionali e dei profili emergenti su cui far leva, nellottica della distrettualizzazione dellofferta formativa per loccupabilità, innovazione e sviluppo

7 Analisi del contesto, individuazione delle criticità e delle potenzialità delle principali aree territoriali : - Matera Capoluogo - Collina Materana (9 comuni), Ferrandina, Montescaglioso, Irsina, Grassano, Pomarico, Grottole, Miglionico, Gorgoglione, Craco - Montagna Materana (10 comuni), Tricarico, Stigliano, Salandra, San Mauro Forte, Accettura, Garaguso, Aliano, Calciano, Oliveto Lucano, Cirigliano - Metapontino (11 comuni), Pisticci, Policoro, Bernalda, Montalbano Jonico, Scanzano Jonico, Tursi, Nova Siri, Rotondella, Colobraro, San Giorgio Lucano, Valsinni

8 Intesa interistituzionale e interventi demandati alla Provincia di Matera LIntesa Interistituzionale tra Regione e Provincia, per il periodo , è finalizzata a sostenere e rendere più efficace il sistema territoriale di orientamento, di istruzione e formazione professionale e di politiche attive del lavoro, mediante unazione programmatica condivisa, improntata alla collaborazione operativa per obiettivi interistituzionali dinteresse comune LIntesa Interistituzionale definisce il programma degli interventi demandati alla Provincia La Provincia di Matera in coerenza con le linee direttrici triennali del PIGI (Piano di Indirizzo Generale Integrato), individua le attività formative da realizzare nel proprio territorio, nel rispetto degli indicatori previsti per lattuazione delle politiche condivise nellIntesa Interistituzionale

9 PIANO FORMATIVO Quadro dei vincoli finanziari per Assi e Attività: Asse I - Adattabilità Linea di Attività: - Apprendistato ( oltre eventuali risorse L.144/99 ) - Formazione Continua (oltre eventuali risorse L. 236/93 e L. 53/00) Protezione Civile - Asse III - Inclusione Sociale Linea di Attività: - Vale la pena di lavorare - Budget - COPES - Budget - Servizi Formativi Immigrati

10 Asse Asse IV - Capitale Umano Linea di Attività: - Cittadinanza Scolastica - Qualificazione Didattica – - Obbligo Formativo – IFP - Alternanza Scuola/Lavoro Un Ponte per lOccupazione Linea di Attività: - Orientamento - Formazione di base

11 LE FASI DELLA PROGETTAZIONE FORMATIVA Le fasi della Progettazioneformativa

12 LAnalisi dei Fabbisogni Professionali LAnalisi dei Fabbisogni Formativi LAnalisi dei Fabbisogni Professionali coglie le dinamiche emergenti nel mercato del lavoro sul trend della domanda e dellofferta di lavoro nei vari comparti economico-produttivi e individua le figure professionali richieste dalle imprese LAnalisi dei Fabbisogni Formativi è riferita a figure professionali già individuate, identifica le caratteristiche del profilo professionale (compiti/competenze e saperi corrispondenti ai processi lavorativi spettanti) I risultati costituiscono input per regolare le scelte di progettazione formativa, obiettivi di sapere (conoscenze), saper fare (abilità pratiche), saper essere (atteggiamenti facilitanti) ed orientamenti competenze di base, rispondenti ai processi produttivi spettanti allo specifico profilo e alla spendibilità delle competenze nel sistema produttivo di riferimento

13 Analisi dei bisogni: quali Bisogni della committenza Bisogni dei soggetti Bisogni del territorio

14 Metodi per la rilevazione dei fabbisogni Individuazione del campione aziendale rappresentativo dei settori produttivi nelle aree di riferimento Elaborazione degli strumenti di rilevazione sui fabbisogni professionali e formativi settoriali, alla luce dei profili di riferimento Lintervista semistrutturata, è rivolta alle principali funzioni aziendali (datore di lavoro, leventuale responsabile del personale, il responsabile del processo corrispondente al profilo di riferimento) Somministrazione del questionario Catalogazione dei dati - raccolta, elaborazione, sistematizzazione Report finale - Diffusione

15 Il rapporto finale conterrà il compendio dei risultati provenienti dallanalisi e dal confronto a vari livelli. Gli output dellanalisi, con riferimento ai profili professionali e alle competenze-chiave nei settori indagati, costituiranno utili input nella fase di progettazione esecutiva delle specifiche offerte formative, qualificando lefficacia delle azioni in aderenza ai bisogni e alle competenze attese dalla realtà aziendale territoriale.

16 Metodi per la rilevazione dei bisogni Losservazione partecipativa Lintervista Il questionario Le storie di vita

17 Ricognizione dei profili professionali nuovi e emergenti Aree e sub-aree/settori occupazionali/professionali: Area della produzione: - Edilizia e costruzioni - Artigianato e mestieri - Industria metalmeccanica - Agricoltura/Zootecnia/Ambiente Area dei servizi: - Servizi alle persone - Servizi alle imprese - Commercio e distribuzione - Turismo/Ospitalità/Ristorazione Area trasversale: - Segreteria, Amministrazione e Lavori dUfficio - Informatica - Lingue

18 Analisi del profilo professionale individuato Analisi del contesto di riferimento e dei relativi processi produttivi Analisi dei compiti professionali che interessano la figura da formare Individuazione delle conoscenze e delle competenze professionali

19 Le competenze per lo svolgimento dei compiti Competenze di base Competenze trasversali Competenze tecniche professionali

20 Le attività indirette del progetto Preparazione dellintervento Preparazione dellintervento Analisi della situazione di partenza Analisi della situazione di partenza Ideazione e Progettazione degli interventi Ideazione e Progettazione degli interventi - Generale e di dettaglio - Generale e di dettaglio - Pianificazione - Pianificazione - Concorso collaborativo dei soggetti esterni (contenuti e modalità…) Analisi, Ricerca e Promozione Analisi, Ricerca e Promozione Reclutamento e selezione dei partecipanti Reclutamento e selezione dei partecipanti Attività di monitoraggio e valutazione ( regolati su standard, indicatori e strumenti di controllo della efficienza/efficacia ) Attività di monitoraggio e valutazione ( regolati su standard, indicatori e strumenti di controllo della efficienza/efficacia ) Controllo della qualità e verifica dei risultati Controllo della qualità e verifica dei risultati Elaborazione dei materiali informativi Elaborazione dei materiali informativi

21 Le attività dirette del progetto Attività di formazione orientativa e bilancio della competenze Attività di formazione orientativa e bilancio della competenze Attività di formazione professionale Attività di formazione professionale Attività di stage Attività di stage Attività di laboratorio/project work Attività di laboratorio/project work Tutoring/Follow-up e valorizzazione, a conclusione dellesperienza formativa, per il feed-back con i partecipanti, la verifica e il rinforzo degli apprendimenti. Tutoring/Follow-up e valorizzazione, a conclusione dellesperienza formativa, per il feed-back con i partecipanti, la verifica e il rinforzo degli apprendimenti.

22 La figura professionale da formare Denominazione della figura professionale da formare Denominazione della figura professionale da formare Tipologia della figura: Tipologia della figura: - operativa, operativa professionale, tecnico- specialistico, tecnico gestionale, gestionale- manageriale Certificazione finale prevista ( Repertorio Regionale delle Attestazioni- Standard minimi DGR n del 17 maggio 2012) : Certificazione finale prevista ( Repertorio Regionale delle Attestazioni- Standard minimi DGR n del 17 maggio 2012) : - attestato di frequenza semplice (in assenza di valutazione pubblica degli apprendimenti maturati) - attestato di apprendimenti non formali e informali (in assenza di valutazione pubblica degli apprendimenti maturati) - attestato di frequenza con profitto ( a seguito di valutazione pubblica degli apprendimenti maturati) - attestato di competenza (a seguito di valutazione pubblica, svolta sulla base di uno specifico standard di certificazione) - attestato di qualifica professionale (a seguito di valutazione pubblica, svolta sulla base di uno specifico standard di certificazione) - attestato di specializzazione professionale (a seguito di valutazione pubblica, svolta sulla base di uno specifico standard di certificazione)

23 Destinatari dellintervento Numero… Numero… Titolo di studio richiesto ed indirizzo di studi Titolo di studio richiesto ed indirizzo di studi Tipologie: Tipologie: -Portatori di handicap fisico e/o mentale -Immigrati extra-comunitari -Tossicodipendenti ed ex-tossicodipendenti -Detenuti ed ex-detenuti -Altri soggetti in condizione di disagio

24 Cronogramma di sviluppo Durata dellintervento Durata dellintervento Tempistica di sviluppo delle attività indirette e dirette del progetto Tempistica di sviluppo delle attività indirette e dirette del progetto

25 La Formazione dei formatori Formazione del personale interno attraverso attività corsuale finalizzata a colmare specifici debiti di competenze Formazione del personale interno attraverso attività corsuale finalizzata a colmare specifici debiti di competenze Partecipazione delle figure esterne coinvolte nellattuazione del progetto Partecipazione delle figure esterne coinvolte nellattuazione del progetto (tutor aziendali, educatori, operatori di servizi sociali …) (tutor aziendali, educatori, operatori di servizi sociali …)

26 Architettura del progetto Articolazione del percorso formativo Articolazione del percorso formativo Rappresentazione grafica dellintervento Rappresentazione grafica dellintervento Risultati finali dellattività di formazione professionale Risultati finali dellattività di formazione professionale I moduli formativi: obiettivi, criteri di valutazione, soglia di accettabilità, contenuti, metodologie, attrezzature e tecnologie didattiche, supporti didattici, unità didattiche I moduli formativi: obiettivi, criteri di valutazione, soglia di accettabilità, contenuti, metodologie, attrezzature e tecnologie didattiche, supporti didattici, unità didattiche

27 Definizione degli obiettivi Obiettivi generali o formativi - nuove forme di pensiero, stili di apprendimento, tipologie comunicativo-relazionali, modelli di socializzazione, atteggiamenti relazionali - non riguardano necessariamente le conoscenze e le competenze che gli utenti sono in grado di padroneggiare, bensì le trasformazioni che latto formativo ha generato in loro

28 Obiettivi specifici o didattici - sono legati ai processi di apprendimento, ovvero alle conoscenze e alle competenze che gli utenti riescono ad acquisire in relazione alla strutturazione dellofferta formativa. - si riferiscono ai saperi delle discipline, i quali vengono a formare una sorta di mix con i saperi informali, i saperi del senso comune, che tutti i portano con sé e che vengono ad integrarsi con saperi di grado superiore, «disciplinati» appunto, poiché dotati di maggiore coerenza logica, rigore scientifico e epistemologico.

29 Strutture di conoscenza e scelta dei contenuti Prospettiva oggettivista - La conoscenza come prodotto - La conoscenza si acquisisce per via trasmissiva - Centralità dellinsegnamento

30 Prospettiva costruttivista - La conoscenza viene attivamente costruita dal soggetto - La conoscenza si costruisce a partire dallesperienza del soggetto e dai percorsi di indagine che egli promuove - La conoscenza è un processo diffuso e situato che nasce dallintegrazione di saperi formali, non formali, informali - Centralità dei bisogni formativi e dellapprendimento

31 Scelta dei contenuti Scelta dei contenuti Saperi disciplinari Conoscenze e abilità Valore strumentale delle conoscenze Formare alle competenze

32 LE METODOLOGIE DIDATTICHE Lezioni Comunicazione dialogica e confronto Discussione Lavoro di gruppo Esercitazioni e casi Simulazioni Role-play

33 LE LEZIONI La lezione deduttiva: Linsegnante procede con lesposizione dei principi generali inerenti largomento che si intende affrontare, per esaminare poi i singoli punti entrando nel dettaglio della tematica prescelta, fino allapplicazione dei principi e dei concetti affrontati a casi o attività pratiche.

34 La lezione induttiva si apre con lanalisi di casi ritenuti significativi, proposti dal formatore o individuati dagli stessi partecipanti, sui quali viene impostata unattività di riflessione al fine di indagare in profondità gli elementi costitutivi delloggetto di studio, le eventuali connessioni, le conseguenze, ecc. Successivamente vengono formalizzati i concetti (o punti-chiave) emersi dalle riflessioni effettuate, per poi applicarli nuovamente allo studio di nuovi casi o esperienze concrete.

35 La lezione «per problemi» parte dalla formulazione di una serie di domande valutate come interessanti e stimolanti per gli utenti. Viene poi illustrato lo scopo dellintervento, precisando quali contributi teorici e applicazioni pratiche si vogliono proporre, per passare subito dopo alla trattazione di ciascuna delle domande individuate, attraverso la selezione dei concetti che meglio si prestano alla trattazione e/o risoluzione di argomenti/problemi.

36 La lezione storico-temporale si focalizza sulla ricostruzione delle tappe «storiche» di un argomento, di un contenuto, di un evento, di una situazione data, ecc. Si procede successivamente allanalisi delle singole fasi per poi passare alla ricostruzione dei vari momenti; si arriva così ad ottenere una visione dinsieme del fenomeno preso in esame.

37 ESERCITAZIONI E CASI Le esercitazioni nozionistiche sono funzionali soprattutto ad «equalizzare» i livelli di apprendimento e a colmare eventuali lacune fra gli alunni del gruppo-classe. Attraverso la predisposizione di questionari, test a risposta aperta, chiusa o a scelta multipla si procede alla verifica delle conoscenze acquisite in modo da omogeneizzare le differenze di apprendimento presenti fra gli utenti

38 Le esercitazioni addestrative batterie di esercizi finalizzati allacquisizione di abilità operative legate allesecuzione di unattività manuale o intellettuale. La caratteristica di fondo di questo tipo di esercitazione è rappresentata dalla possibilità di scomporre unazione in procedure pre-definite, tese a ordinare e organizzare gerarchicamente una serie di comportamenti, detti «chiusi», in quanto definiti a priori. In questo caso ciò che viene valutato non è tanto loriginalità del lavoro o la creatività dellesecutore, quanto la vicinanza alla consegna data e la qualità finale della performance.

39 Le esercitazioni «problem solving» Si parte dallindividuazione di un problema la cui risoluzione viene affidata ad un piccolo gruppo di alunni (meglio se non superiore alle 5 o 6 unità) Il problem solving determina forti cambiamenti concettuali, sviluppa processi di ragionamento e di metacognizione funzionali sia allesplorazione dei dati disponibili sia alla valutazione delle ipotesi prodotte rispetto alla risoluzione di una situazione problematica

40 Le fasi previste da questa tecnica didattica sono: a) analisi del problema b) suddivisione del lavoro di raccolta delle informazioni fra i vari membri del gruppo c) condivisione delle informazioni con il gruppo d) formulazione e condivisione delle ipotesi di intervento e) verifica esperienziale delle ipotesi f) valutazione dei risultati g) eventuale formulazione di un nuovo problema

41 I casi Ad un gruppo di utenti viene affidato il racconto di una situazione problematica, successivamente gli utenti si confrontano su come poterla risolvere. Ciò che differenzia unesercitazione problem solving da un caso vero e proprio è che il primo prevede ununica soluzione corretta, mentre ciò non è possibile per i casi. Nei casi quello che conta è la coerenza interna del processo logico mediante il quale i partecipanti arrivano a prospettare la loro soluzione del problema, che comunque rimane sempre una fra molte possibili e ugualmente valide.

42 LE SIMULAZIONI Le simulazioni addestrative - sono riproduzioni di comportamenti interpersonali specifici, sia in termini di contenuto che di contesto rispetto allevento da simulare. Lobiettivo di questa tecnica didattica è ben chiaro: incrementare le capacità dei bambini nella messa in opera di una determinata procedura che richiede uninterazione fra più persone. Una delle condizioni necessarie per la buona riuscita delle simulazioni addestrative è costituita da una chiara assegnazione delle parti sia rispetto al ruolo da svolgere che al contesto situazionale in cui il comportamento viene agito

43 Il role-play è probabilmente la pratica didattica legata alla simulazione più usata. Prendendo spunto dalle rappresentazioni di tipo teatrale, il role-play parte dalla lettura di un «copione», o meglio di un caso scritto, redatto dallinsegnante, che deve essere «messo in scena». Contestualmente alla «recita» del caso scelto dallinsegnante, i non-attori, muniti di unapposita griglia, osservano criticamente lo svolgersi della simulazione che sarà poi oggetto di discussione in plenaria. Compito di questultima fase della processo di simulazione affidato al role-play è analizzare quanto accaduto, chiarire eventuali malintesi, interrogare gli attori e i non-attori rispetto al loro stato emotivo, valutare lefficacia della simulazione, riportare quanto avvenuto durante lattività simulata a casi reali legati alla propria esperienza, rileggere lesito di esperienze personali sulla base della riflessione conseguente il role-play.

44 I MOMENTI DELLA VALUTAZIONE La valutazione ex ante La valutazione in itinere La valutazione ex post

45 LA VALUTAZIONE EX ANTE La valutazione ex ante viene realizzata prima dellattuazione di un intervento formativo ed è finalizzata a verificarne in primo luogo la fattibilità e la pertinenza. Per questa ragione essa è strettamente legata allanalisi dei bisogni dei soggetti, del contesto e della committenza. Durante questo primo momento valutativo si procede ad una raccolta di informazioni relative ai destinatari dellazione formativa e alle «peculiarità di contesto» rilevate a livello territoriale e/o internamente in formazione.

46 Questi dati vengono poi messi in relazione con lipotesi di intervento educativo che si intende realizzare, valutando in che misura essa è in grado di: - rispondere ai bisogni e alle problematiche individuate - apportare un effettivo miglioramento sia per i soggetti che per il contesto - quanto linvestimento in risorse è congruo con i benefici ipotizzati - qual è il livello di innovazione e di trasferibilità della proposta educativa

47 LA VALUTAZIONE IN ITINERE La valutazione in itinere prende in esame sia lo stato di avanzamento dellintervento formativo e educativo, verificando la corrispondenza fra i risultati di percorso raggiunti e gli obiettivi intermedi individuati, sia i livelli di apprendimento dei soggetti rispetto alle conoscenze e alle competenze acquisite

48 La valutazione in itinere può articolarsi in diverse «forme» valutative: a) la valutazione iniziale-collettiva (o valutazione in ingresso o diagnostica) avente lo scopo condiviso di effettuare una ricognizione delle conoscenze e delle competenze (cognitive, affettive, sociali) che lutente possiede allinizio di un iter di formazione b) la valutazione dei prerequisiti, più specifica della precedente, rimanda al possesso di capacità strumentali e operative, abilità, conoscenze ritenute necessarie a un inserimento positivo del soggetto in un percorso di formazione

49 c) la valutazione formativa (o intermedia) dovrebbe servire da feed-back in itinere non solo per il soggetto in formazione ma anche per coloro che gestiscono e progettano lofferta. Essa pertanto aiuta a individuare soluzioni concrete per unadeguata regolazione del percorso formativo attività di recupero e potenziamento

50 LA VALUTAZIONE EX POST La valutazione ex post è successiva allintero intervento formativo e può essere a sua volta articolata in valutazione interna (o sommativa o finale) e valutazione esterna. Nel primo caso (valutazione interna) latto valutativo è finalizzato a verificare la conformità dei risultati di apprendimento raggiunti dai soggetti in relazione agli obiettivi finali prefissati Risultati finali che devono essere dichiarati mediante la certificazione delle competenze La valutazione esterna, invece, tiene conto della congruità tra i risultati ottenuti e i bisogni del territorio o dellorganizzazione cui era riferito lintervento educativo.

51 Offerta formativa - P.F. Provincia di Matera Linea di attività per linclusione sociale e lavorativa dei soggetti adulti e minori sottoposti a provvedimenti dellAutorità Giudiziaria nella regione Basilicata: - VALE LA PENA LAVORARE

52 ATTIVITÀ CORSUALI REALIZZATE TECNICHE DI SISTEMAZIONE E MANUTENZIONE DELLE AREE VERDI -P.F – durata 300 ore ACQUISIZIONE DI COMPETENZE NELLA VIVAISTICA -P.F (Fondi Aggiuntivi) - durata 300 ore ACQUISIZIONE DI COMPETENZE NELLA MANUTENZIONE EDILE -P.F durata 300 ore ACQUISIZIONE DI COMPETENZE NEL RICICLO E RIUTILIZZO DI MATERIALE DI SCARICO -P.F durata 150 ore TECNICHE DI MANUTENZIONE AREE VERDI -P.F durata 300 ore TECNICHE PER LA REALIZZAZIONE DI PITTURE E DECORAZIONI MURALI -P.F – durata 150 ore TIROCINI FORMATIVI / LAVORATIVI – C.C. LUEPE E LUSSM - P.F – durata 300 ore

53 ATTIVITÀ CORSUALI DA REALIZZARE - IN FASE DI PROGRAMMAZIONE - ANNUALITÀ ATTIVITÀ 2013 Presso C.C. di Matera - Percorsi formativi: - manutenzione edile, durata 300 ore; - riparazione e restauro di arredo e manufatti lignei, durata 300 ore; - manutenzione idraulica, durata 150 ore; - lavorazione di riciclo e riutilizzo di materiale di scarto, durata 150 ore; - informatica di base, durata 150 ore; - lavorazione e applicazione di cartongesso, durata 150 ore Con UEPE - USSM - Tirocini formativo-lavorativi

54 Il modulo di orientamento Obiettivi generali - Lattività di Orientamento, adotta una metodologia centrata sullaccoglienza, lascolto e il counseling (empowerment) - si propone di facilitare lingresso, nel percorso proposto, dei soggetti in difficoltà, predisponendo motivazioni e maggiore fiducia in se, regolando (patto) consapevolezza e aspettative realistiche, verso le opportunità professionali e di job-creation

55 - Laccoglienza orientativa incoraggia le rappresentazioni personalizzate, la valorizzazione delle risorse individuali e le relazioni interpersonali, liberando emozioni e decondizionando i vissuti negativi (paura, delusione, rabbia…) dei partecipanti - Lattività di orientamento, contribuisce, a dotare i partecipanti di una bussola per accedere al percorso formativo e per intraprendere un percorso sociale e lavorativo


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