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Bernardi Simona Asl Teramo ASSISTENZA ALLA PERSONA NELL ALIMENTAZIONE.

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Presentazione sul tema: "Bernardi Simona Asl Teramo ASSISTENZA ALLA PERSONA NELL ALIMENTAZIONE."— Transcript della presentazione:

1 Bernardi Simona Asl Teramo ASSISTENZA ALLA PERSONA NELL ALIMENTAZIONE

2 LA RISTORAZIONE IN OSPEDALE

3 Garantire l IDONEITA IGIENICO-SANITARIA in tutto il percorso dalla preparazione alla distribuzione degli alimenti somministrati; Garantire l IDONEITA IGIENICO-SANITARIA in tutto il percorso dalla preparazione alla distribuzione degli alimenti somministrati; Rispondere alle NECESSITA NUTRIZIONALI di tutti i degenti sia quelli che necessitano di terapia specifica ( es. diabetici ) sia quelli che invece possono usufruire del VITTO COMUNE ; Rispondere alle NECESSITA NUTRIZIONALI di tutti i degenti sia quelli che necessitano di terapia specifica ( es. diabetici ) sia quelli che invece possono usufruire del VITTO COMUNE ;

4 Garantire la QUALITA DEI CARATTERI ORGANOLETTICI fino al momento della distribuzione; Garantire la QUALITA DEI CARATTERI ORGANOLETTICI fino al momento della distribuzione; ( odore, sapore, aspetto, ecc ) Garantire STANDARD QUALITATIVI del servizio: Garantire STANDARD QUALITATIVI del servizio: Orari dei pasti non molto diversi da quello familiari; Orari dei pasti non molto diversi da quello familiari; Comfort ambientale; Comfort ambientale; Possibilità di prenotazione pasto e conformità alle richieste; Possibilità di prenotazione pasto e conformità alle richieste; Gentilezza e disponibilità del personale addetto alla distribuzione. Gentilezza e disponibilità del personale addetto alla distribuzione.

5 La RISTORAZIONE OSPEDALIERA o delle COMUNITA può essere: A. GESTITA IN PROPRIO ( dal proprio personale e dalle proprie strutture ) ( dal proprio personale e dalle proprie strutture )

6 B.DATA IN APPALTO A DITTE ESTERNE ( specializzate in ristorazione collettiva ) ( specializzate in ristorazione collettiva ) Il VITTO può essere preparato: NELLA CUCINA STESSA DELLOSPEDALE NELLA CUCINA STESSA DELLOSPEDALE STRUTTURE ESTERNE STRUTTURE ESTERNE Le DITTE stesse provvedono agli: 1.ACQUISTI DEI GENERI ALIMENTARI 2.PREPARAZIONE DEI PASTI 3.CONFEZIONE DEI VASSOI PERSONALIZZATI 4.CONSEGNA ALLE DEGENZE

7 DIETETICO OSPEDALIERO

8 Nel paziente ospedalizzato il VITTO riveste notevole importanza dal punto di vista NUTRIZIONALE e PSICOLOGICO, per alcune patologie riveste un ruolo di vera e propria terapia, ma è anche un momento di svago, di incontro e di rottura della monotonia legata alla routine del ricovero. I MENU della RISTORAZIONE OSPEDALIERA hanno come OBIETTIVO PRIORITARIO quello di garantire, a tutti i degenti, una NUTRIZIONE SANA, EQUILIBRATA, VARIATA e MIRATA ALLE ESIGENZE CLINICHE E METABOLICHE dei singoli soggetti oltre a soddisfare abitudini e tradizioni nel rispetto delle diverse culture.

9 LE CALORIE TOTALI GIORNALIERE VANNO LE CALORIE TOTALI GIORNALIERE VANNO RIPARTITE tra colazione (20%), pranzo (40%) e cena RIPARTITE tra colazione (20%), pranzo (40%) e cena (40%) (40%) ( Qualora siano previsti anche merende o spuntini sarà ( Qualora siano previsti anche merende o spuntini sarà necessario modificare la suddetta ripartizione ) necessario modificare la suddetta ripartizione ) Il Dietetico deve contenere: PRESCRIZIONI DIETETICHE PRESCRIZIONI DIETETICHE ( considerando le patologie prevalenti e le esigenze ( considerando le patologie prevalenti e le esigenze nutrizionali dei ricoverati ) nutrizionali dei ricoverati ) DEVE ESSERE DI FACILE LETTURA E DEVE ESSERE DI FACILE LETTURA E CONSULTAZIONE CONSULTAZIONE ( per consentire al personale di reparto di utilizzarlo presto ( per consentire al personale di reparto di utilizzarlo presto e bene nell'interesse del paziente ) e bene nell'interesse del paziente ) DEVE ESSERE SETTIMANALE DEVE ESSERE SETTIMANALE ( periodicamente aggiornati e variati anche in base alla ( periodicamente aggiornati e variati anche in base alla stagionalità ) stagionalità )

10 PRENOTAZIONE DEL VITTO Può scegliere il vitto che preferisce. La PRENOTAZIONE avviene di solito il giorno precedente la consumazione del pasto, tranne il primo giorno del ricovero e il giorno delleventuale La PRENOTAZIONE avviene di solito il giorno precedente la consumazione del pasto, tranne il primo giorno del ricovero e il giorno delleventuale INTERVENTO CHIRURGICO. Può essere effettuata direttamente dal personale di reparto o sé, il servizio di ristorazione è dato in appalto, da personale della ditta stessa a cui vengono trasmessi allunità centrale e successivamente elaborati o dal personale di cucina interno o dal servizio di ristorazione che provvederà alla preparazione dei piatti richiesti. Il paziente sottoposto ad intervento chirurgico la sera che precede lintervento dovrà stare a digiuno o consumare un pasto molto leggero. Paziente a Dieta Libera

11 Paziente a Dieta Speciale Hanno dei PASTI PERSONALIZZATI che devono rispondere a specifiche esigenze nutrizionali ( in base alla patologia ). La RICHIESTA di DIETA SPECIALE deve essere fatta dal MEDICO che compila un apposito modulo con i dati necessari a formulare la dieta ( età, peso, altezza, patologia ed eventuali esiti di esami ematochimici, glicemia, azotemia, ecc ). ( età, peso, altezza, patologia ed eventuali esiti di esami ematochimici, glicemia, azotemia, ecc ). Alla richiesta segue la DECISIONE da parte della DIETISTA la quale stabilisce la dieta in accordo con il paziente.

12 RUOLI E RESPONSABILITA IN AMBITO EXTRAOSPEDALIERO Tenuto conto che la popolazione anziana è in aumento e i bisogni dellanziano sono diversi e complessi, al fine di contenere le spese, in accordo con le politiche assistenziali dellUE, a livello nazionale si tende a sviluppare un SISTEMA ORGANICO di SERVIZI a favore della persona che prevede: A.Residenze sanitarie assistenziali e case per anziani B.Assistenza domiciliare e assistenza domiciliare integrata C.Centro diurno sociosanitario D.Comunita Alloggio per anziani

13 Nelle STRUTTURE ASSISTNZIALI EXTRAOSPEDALIERE gli attori coinvolti sono: ADI, SERVIZIO ECONOMATO, PERSONALE MEDICO E PARAMEDICO ( INFERMIERI per la rilevazione e monitoraggio dei parametri antropometrici di base, gli operatori socio-sanitari OSS per la partecipazione e controllo nella fase di distribuzione e porzionamento dei pasti e rilevazione degli scarti con valutazione mediante questionari del gradimento del pasto, LOGOPEDISTA per lo screening disfagia e training deglutorio, FISIOTERAPISTA per la riabilitazione finalizzata al contrasto dellobesità e la DIETISTA per lo screening del rischio di malnutrizione, valutazione dello stato nutrizionale, elaborazione delle diete, educazione nutrizionale.

14 LA PREPARAZIONE DEI PASTI

15 La CUCINA deve funzionare secondo criteri di organizzazione razionale del lavoro e tutte le operazioni devono essere svolte secondo un piano ben organizzato al fine di limitare gli errori di dispersione di lavoro. Le OPERAZIONI che si svolgono sono: IL RICEVIMENTO E LA CONSERVAZIONE DELLE DERRATE IL RICEVIMENTO E LA CONSERVAZIONE DELLE DERRATE LA PREPARAZIONE E LA LAVORAZIONE DEGLI ALIMENTI LA PREPARAZIONE E LA LAVORAZIONE DEGLI ALIMENTI

16 LA DISTRIBUZIONE DEL VITTO LA DISTRIBUZIONE DEL VITTO IL LAVAGGIO DELLE STOVIGLIE IL LAVAGGIO DELLE STOVIGLIE SPORCHE SPORCHE LA COTTURA DEI CIBI E LA PREPARAZIONE DELLE PORZIONI LA COTTURA DEI CIBI E LA PREPARAZIONE DELLE PORZIONI

17 La FASE DI PREPARAZIONE e COTTURA deve terminare nella zona di allestimento dei vassoi e carrelli per la distribuzione del vitto. La preparazione e confezione del vitto può essere del tipo in vassoi monoporzione o in carrelli multifunzione. La FASE DI PREPARAZIONE e COTTURA deve terminare nella zona di allestimento dei vassoi e carrelli per la distribuzione del vitto. La preparazione e confezione del vitto può essere del tipo in vassoi monoporzione o in carrelli multifunzione. Esistono allinterno delle moderne cucine, SEZIONI SEPARATE per la preparazione delle CARNI, del PESCE, della VERDURA. Esistono allinterno delle moderne cucine, SEZIONI SEPARATE per la preparazione delle CARNI, del PESCE, della VERDURA. Per ognuna di queste operazioni esiste un CENTRO DI LAVORO, strutturato in maniera da permettere e garantire la CONTINUITA DELLE OPERAZIONI. Per ognuna di queste operazioni esiste un CENTRO DI LAVORO, strutturato in maniera da permettere e garantire la CONTINUITA DELLE OPERAZIONI.

18 La TECNICA DI PREPARAZIONE può basarsi su: Gli alimenti vengono cotti dalla CUCINA (CENTRALIZZATA O IN LOCO) e il trasporto dalla cucina ai reparti, avviene con CARRELLO RISCALDATO o REFRIGERATO. In tale situazione il TRASPORTO deve essere effettuato in TEMPI BREVI dopo la fine della cottura, per evitare: Un notevole scadimento delle qualità organolettiche Un notevole scadimento delle qualità organolettiche La possibilità che si possa verificare una proliferazione batterica incontrollata. La possibilità che si possa verificare una proliferazione batterica incontrollata. A.SISTEMA FRESCO-CALDO:

19 L APPETIBILITA del CIBO è il risultato del giusto bilanciamento tra l UMIDITA NATURALE e la TEMPERATURA DEL CIBO. L APPETIBILITA del CIBO è il risultato del giusto bilanciamento tra l UMIDITA NATURALE e la TEMPERATURA DEL CIBO. Il metodo permette il naturale sviluppo del calore dal basso verso lalto. Ogni piatto riceve la quantità di energia, necessaria a mantenere o raggiungere la temperatura desiderata, evitando sbalzi termici. Il controllo corretto della temperatura e la copertura dei piatti permettono la creazione di un microclima, evitando così che il cibo si secchi. Il tempo intercorrente tra preparazione e somministrazione non deve comunque superare le 2 ore se il cibo è conservato in isotermia.

20 B.SISTEMA COOK AND CHILL Il CIBO, preparato in maniera convenzionale, viene sottoposto a RAFFREDDAMENTO RAPIDO, con ABBATTITORE, fino a 10°C al cuore del prodotto, entro 90 minuti circa. Dopo eventuale porzionamento viene stoccato e conservato sopra il punto di congelamento tra 0 e 3°C. Il prodotto può essere conservato per un massimo di 5 giorni (compreso il giorno della preparazione e abbattimento). Viene trasportato mediante AUTOMEZZI REFRIGERATI, a non più di 4°C, nel luogo del consumo ove, immediatamente prima del consumo, viene portato ad una temperatura di almeno 70°C (con RIGENERAZIONE A VAPORE, IRRADIAMENTO, CONDUZIONE, INDUZIONE O MICRONDE ) e servito.

21 Solitamente si utilizza uno specifico CARRELLLO REFRIGERANTE RISCALDANTE. Solitamente si utilizza uno specifico CARRELLLO REFRIGERANTE RISCALDANTE. Data limportanza di una corretta preparazione, conservazione, trasporto, distribuzione e rinvenimento in reparto al fine di mantenere le qualità organolettiche ed evitare proliferazioni batteriche, si sottolinea limportanza delle attrezzature e della preparazione specifica del personale addetto.

22 Il cibo, preparato in maniera convenzionale, viene subito sottoposto ad abbattimento della temperatura fino a – 18°C in un tempo rapido (3 ore) e confezionato in idonei contenitori. Infine viene STOCCATO in congelatori a –20°C. Infine viene STOCCATO in congelatori a –20°C. Prima della distribuzione, i prodotti vengono fatti rinvenire in maniera corretta. Le attrezzature debbono essere adeguate e correttamente utilizzate al fine di consentire la preparazione di prodotti di elevata qualità e ladeguato scongelamento degli stessi. Prima della distribuzione, i prodotti vengono fatti rinvenire in maniera corretta. Le attrezzature debbono essere adeguate e correttamente utilizzate al fine di consentire la preparazione di prodotti di elevata qualità e ladeguato scongelamento degli stessi. C.SISTEMA COOK AND FREEZE

23 D.SISTEMA MISTO Prevede la possibilità di utilizzare, per differenti preparazioni alimentari, differenti sistemi di produzione che ne ottimizzino il risultato sensoriale, nutrizionale ed igienico- sanitario. Questo sistema, se opportunamente studiato, può produrre grandi vantaggi in termini di FLESSIBILITA DELLOFFERTA GIORNALIERA DEL MENU. Questo sistema, se opportunamente studiato, può produrre grandi vantaggi in termini di FLESSIBILITA DELLOFFERTA GIORNALIERA DEL MENU. (che potrà così prevedere una scelta programmata di piatti, alcuni preparati in fresco-caldo, altri in cook and chill o in sottovuoto). (che potrà così prevedere una scelta programmata di piatti, alcuni preparati in fresco-caldo, altri in cook and chill o in sottovuoto).

24 DISTRIBUZIONE DEI PASTI

25 La DISTRIBUZIONE DEL VITTO è un momento molto delicato legato anche alle molte persone presenti, patologie diversificate e quindi con diete altrettanto diversificate, da servire ad orari prefissati ed in tempi rapidi. Le problematiche da rispettare nella distribuzione e nel trasporto del vitto sono legate a : 1.MANTENERE I CARATTERI DI IGIENICITA CON PERSONALE PREPOSTO, CONTENITORI E TRASPORTO ADEGUATI

26 3.ESEGUIRE LA DISTRIBUZIONE IN UN TEMPO LIMITATO 2.MANTENERE INALTERATI I CARATTERI ORGANOLETTICI DEGLI ALIMENTI

27 SISTEMI DI DISTRIBUZIONE DEL VITTO CENTARLIZZATO Il VITTO è dispensato in VASSOI INDIVIDUALI, questa distribuzione avviene nellapposita sezione sistemata entro lambito della zona di cucina e da qui i CARRELLI PRONTI e CHIUSI vengono trasportati da PERSONALE ADDETTO a zone adiacenti ai reparti. I vassoi, sono accompagnati da una SCHEDA indicante il numero di letto e la scelta espressa dal paziente oppure il tipo di dieta speciale individuale. Vengono consegnati a mano da personale incaricato nelle camere di degenza. Alla fine del pasto verranno raccolti i vassoi, risistemati sul carrello e inviati alla sezione di lavaggio adiacente la cucina.

28 SISTEMA CON CARRELLI MULTIPORZIONE La scelta del vitto è fatta solo al momento della distribuzione con porzionatura a mestoli. In questo caso diventa problematica sia la reale possibilità di scelta da parte del paziente sia il soddisfacimento delle esigenze nutrizionali. Le richieste del vitto comune devono essere seguite o dalla CAPOSALA o da da lei individuato come idoneo. Il tempo che intercorre tra la preparazione del vitto e la distribuzione al paziente deve essere il più breve possibile, per garantire il mantenimento della temperatura e dei caratteri organolettici.

29 DISTRIBUZIONE IN LINEA REFRIGERATA In questo caso il cibo cotto viene refrigerato in maniera rapida e conservato in cella frigorifera a 3° C. Al momento della distribuzione si effettua il confezionamento dei vassoi personalizzati con il cibo refrigerato che si trasporta ai reparti dove avviene il ricondizionamento per mezzo di IMPIANTI A RAGGI INFRAROSSI o a MICROONDE nelle cucinette di reparto e successivamente viene distribuito ai pazienti. I cibi si possono conservare fino a 6 giorni.

30 VANTAGGI Brevità dei tempi sia quelli di confezionamento che di distribuzione; Riduzione delle apparecchiature e degli spazzi; Maggiore garanzia della somministrazione di pasti caldi; Possibilità di fornire il pasto anche in caso di ridotto funzionamento della cucina centrale. SVANTAGGI Brevità dei tempi sia quelli di confezionamento che di distribuzione; Brevità dei tempi sia quelli di confezionamento che di distribuzione; Riduzione delle apparecchiature e degli spazzi; Riduzione delle apparecchiature e degli spazzi; Maggiore garanzia della somministrazione di pasti caldi; Maggiore garanzia della somministrazione di pasti caldi; Possibilità di fornire il pasto anche in caso di ridotto funzionamento della cucina centrale. Possibilità di fornire il pasto anche in caso di ridotto funzionamento della cucina centrale.

31 AIUTO NELLASSUNZIONE DEI PASTI

32 L AIUTO DELL ASSUNZIONE DEI PASTI si svolge a VARI LIVELLI. L operatore non deve tendere a sostituirsi al malato ma a far si che le abilità residue siano conservate: laiuto non deve essere eccessivo. Per certi pazienti sarà sufficiente avvicinare gli accessori ( posate, tovagliolo, bicchiere ) ed il vassoio, mentre per altri sarà indispensabile che vengano imboccati.

33 Prima di procedere allaiuto nellassunzione si deve attuare una PREPARAZIONE DELL AMBIENTE, per far si che risulti ordinato e gradevole, e dell INDIVIDUO sistemandolo in una posizione comoda, quando possibile seduta, altrimenti sul fianco. Inoltre si deve fornire il necessario per l IGIENE DELLE MANI, se il paziente è in grado di eseguirla per conto proprio, oppure può essere effettuata a cura degli operatori sanitari.

34 Quelle rivolte all AMBIENTE: AREARE E DARE LUCE ALLAMBIENTE AREARE E DARE LUCE ALLAMBIENTE ( garantire i ricambi daria per leliminazione degli odori ) ( garantire i ricambi daria per leliminazione degli odori ) TOGLIERE DALLA VISTA AUSILI PER BISOGNI TOGLIERE DALLA VISTA AUSILI PER BISOGNI FISIOLOGICI ( PAPPAGALLI, VASONI, PADELLE, ECC ) FISIOLOGICI ( PAPPAGALLI, VASONI, PADELLE, ECC ) tutto ciò che è sgradevole per la vista e lolaftto tutto ciò che è sgradevole per la vista e lolaftto RIMUOVERE EVENTUALI RESIDUI DI MEDICAZIONE, RIMUOVERE EVENTUALI RESIDUI DI MEDICAZIONE, FLACONI VUOTI FLACONI VUOTI COPRIRE ASPIRATORI ED ALTRI APPARATI CHE COPRIRE ASPIRATORI ED ALTRI APPARATI CHE DISTURBANO LA VISTA DISTURBANO LA VISTA PREDISPORRE I TAVOLI DA LETTO CON IL PREDISPORRE I TAVOLI DA LETTO CON IL NECESSARIO PER LASSUNZIONE DEL CIBO NECESSARIO PER LASSUNZIONE DEL CIBO ( POSATE, ECC ) ( POSATE, ECC )

35 Quelle rivolte alla PERSONA : VERIFICARE CHE NESSUN PAZIENTE DEBBA VERIFICARE CHE NESSUN PAZIENTE DEBBA COMPIERE BISOGNI FISIOLOGICI, NEL CASO COMPIERE BISOGNI FISIOLOGICI, NEL CASO PROVVEDERE ( PER EVITARE CHE SI VERIFICHI IL PROVVEDERE ( PER EVITARE CHE SI VERIFICHI IL BISOGNO AL MOMENTO DEL PASTO ) BISOGNO AL MOMENTO DEL PASTO ) AIUTARE NELLIGIENE MANI, VISO E DENTI AIUTARE NELLIGIENE MANI, VISO E DENTI SISTEMARE I PAZIENTI ALLETTATI NELLA SISTEMARE I PAZIENTI ALLETTATI NELLA MIGLIORE POSIZIONE POSSIBILE MIGLIORE POSIZIONE POSSIBILE ( aiutare lassistito a mettersi in una posizione comoda per ( aiutare lassistito a mettersi in una posizione comoda per mangiare, di solito seduto sul letto o su una sedia ) mangiare, di solito seduto sul letto o su una sedia ) CONTROLLARE LEVENTUALE PROTESI E LA CONTROLLARE LEVENTUALE PROTESI E LA NECESSITA DI INDOSSARE LE LENTI, SE DEL CASO NECESSITA DI INDOSSARE LE LENTI, SE DEL CASO PROVVEDERE. PROVVEDERE.

36 Controllare la documentazione clinica dellassistito per Controllare la documentazione clinica dellassistito per stabilire se è sottoposto a restrizioni dietetiche stabilire se è sottoposto a restrizioni dietetiche ( per esempio digiuno per esami di laboratorio o interventi ). ( per esempio digiuno per esami di laboratorio o interventi ). Controllare per ogni vassoio il nome dellassistito e il tipo di Controllare per ogni vassoio il nome dellassistito e il tipo di dieta. dieta. Controllare il nome del paziente sulla fascetta di Controllare il nome del paziente sulla fascetta di identificazione. identificazione. Se il dolore è un fattore che limita lassunzione di cibo o la Se il dolore è un fattore che limita lassunzione di cibo o la capacità di limitarsi autonomamente, somministrare capacità di limitarsi autonomamente, somministrare analgesici in tempo per permettere di alleviare il dolore al analgesici in tempo per permettere di alleviare il dolore al momento dei pasti. momento dei pasti. Se l affaticamento interferisce con lalimentazione, Se l affaticamento interferisce con lalimentazione, programmare un periodo di riposo prima dei pasti, per programmare un periodo di riposo prima dei pasti, per aumentare lappetito e lautonomia aumentare lappetito e lautonomia

37 COMPROMISSIONE DELLA DEGLUTIZIONE Una capacità della deglutizione adeguata è essenziale per alimentarsi in condizioni di sicurezza. La difficoltà nella deglutizione ( DISFAGIA ) può derivare da una patologia o da un trauma dei nervi cranici. Di solito, tale danno è il risultato di un accidente cerebrovascolare ( ictus cerebrale ) o di un trauma cranico. Patologie come la miastenia grave e la distrofia muscolare, che provocano la lindebolimento dei muscoli, possono portare a disfagia. Per evitare laspirazione del cibo nelle vie aeree, si accerta accuratamente, prima di alimentarlo, la capacità dellassistito di deglutire. Se linfermiere non è sicuro della capacità del paziente di deglutire, non si deve somministrare alcun cibo o liquido per bocca, finchè la capacità di deglutizione non venga accertata con sicurezza. Per evitare laspirazione del cibo nelle vie aeree, si accerta accuratamente, prima di alimentarlo, la capacità dellassistito di deglutire. Se linfermiere non è sicuro della capacità del paziente di deglutire, non si deve somministrare alcun cibo o liquido per bocca, finchè la capacità di deglutizione non venga accertata con sicurezza.

38 Se la supervisione viene attribuita al personale di supporto o ai familiare del paziente, linfermiere deve accertare che essi conoscano la tecnica corretta per imboccare e le procedure di emergenza in caso di soffocamento. Molte istruzioni o una conversazione troppo impegnativa possono distrarre e confondere lassistito con un deficit cognitivo. Ci si limita pertanto a dare istruzioni come mastichi o deglutisca piuttosto che fare discorsi completi. Per le persone che faticano a deglutire, la CONSISTENZA DEL CIBO è particolarmente importante, può essere necessario addensare le bevande, evitare cibi secchi, quali cracker o fette biscottate e cibi appiccicosi come il cioccolato o il miele. Mantenere il tronco in posizione eretta dopo i pasti previene il reflusso gastrico ed il rischio di aspirazione. Si ispeziona infine il cavo orale dellassistito per rilevare eventuali depositi di cibo non deglutito che potrebbero essere successivamente aspirati nelle vie aeree.

39 Aiutare le persone nellassunzione degli alimenti non è un attività semplice come a prima vista può apparire, non si tratta di un atto tecnico bensi di coinvolgere laltro come si farebbe con un commensale, più o meno conosciuto ma allo stesso tempo si devono possedere le capacità di intuire il linguaggio non verbale dellassistito affinchè quel momento non sia percepito come un dovere dufficio ma un piacere della vita; ovvero un breve distacco dalla monotona della routine ospedaliera.

40 NUTRIZIONE ARTIFICIALE Si parla di NUTRIZIONE ARTIFICIALE quando il FABBISOGNO NUTRIZIONALE dellindividuo viene coperto, PARZIALMENTE o TOTALMENTE attraverso VIE NON NATURALI ( diverse dalla orale ) oppure con ALIMENTI ARTIFICIALI. Si parla di NUTRIZIONE ARTIFICIALE quando il FABBISOGNO NUTRIZIONALE dellindividuo viene coperto, PARZIALMENTE o TOTALMENTE attraverso VIE NON NATURALI ( diverse dalla orale ) oppure con ALIMENTI ARTIFICIALI. Si rende necessaria quando non è possibile utilizzare la via orale per un alimentazione normale, a causa di : STENOSI DEL TUBO DIGERENTE, INFEZIONI GRAVI, USTIONI ESTESE, POLITRAUMI, MORBO DI CROHN, COLITE ULCEROSA, PANCREATITE ACUTA, GRAVE DIARREA, VOMITO, COMA, ANORRESIA E PATICOLARE SITUAZIONI CHIRURGICHE.

41 La NUTRIZIONE ARTIFICIALE si divide in: ENTERALE ENTERALE PARENTERALE PARENTERALE La NUTRIZIONE ENTERALE si sfrutta in tutto o in parte l apparato digerente. La somministrazione del cibo può avvenire tramite SONDA NASOGASTRICA oppure, nei casi più impegnativi, attraverso il confezionamento di un PORT. ( valvola esterna alla cute dalla quale con appositi sistemi, si possono introdurre alimenti. Previo addestramento anche il paziente può alimentarsi in prima persona senza cioè linterposizione di operatori )

42 La NUTRIZIONE PARENTERALE consiste nellapporto per VIA ENDOVENOSA dei nutrienti necessari per soddisfare le esigenze metaboliche dell organismo. La NUTRIZIONE PARENTERALE consiste nellapporto per VIA ENDOVENOSA dei nutrienti necessari per soddisfare le esigenze metaboliche dell organismo. Nel caso l'alimentazione parenterale debba prolungarsi per tempo indeterminato, è necessario introdurre un CATETERE IN UNA VENA CENTRALE (posizionamento di catetere venoso centrale) per superare le limitazioni del circolo periferico. La somministrazione prolungata di soluzioni concentrate può infatti danneggiare la parete venosa, provocando una FLEBITE CHIMICA ed in questi casi si ricorre all incannulamento di una vena succlavia.

43 La SOMMINISTRAZIONE e il DOSAGGIO DELLE FORMULE vengono prescritti su PROTOCOLLI, durante la somministrazione, il paziente deve avere una POSIZIONE DI ALMENO 30°, non deve mai essere completamente sdraiato. Di ogni prodotto è importante verificare: Di ogni prodotto è importante verificare: DATA DI SCADENZA DATA DI SCADENZA CHE IL FLACONE SIA INTEGRO CHE IL FLACONE SIA INTEGRO LA CORRETTA CONSERVAZIONE LA CORRETTA CONSERVAZIONE ( il prodotto và tenuto in temperatura ambiente e lontano da fonti di calore dirette. ) Una volta aperta la confezione va consumata nelle 24 ore.

44 Gli INTEGRATORI ALIMENTARI sono FORMULE BILANCIATE particolarmente ricche di uno o più nutrienti da affiancare a unalimentazione per bocca non sufficiente a coprire i fabbisogni desiderati. Serve infatti a coprire eventuali carenze caloriche, vitaminiche e di sali minerali od a aumento del fabbisogno. Apportano la massima concentrazione di principi nutritivi con un volume ridotto. La SOMMINISTRAZIONE e il DOSAGGIO vengono effettuati su indicazione del dietista. Esistono in natura molti alimenti che si prendono come INTEGRATORI NATURALI ( budino, preparati a base di latte, omogeneizzati ecc ). INTEGRATORI ALIMENTARI

45 Grazie per lattenzione


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