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Il genere cinematografico come frame socio-cognitivo

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Presentazione sul tema: "Il genere cinematografico come frame socio-cognitivo"— Transcript della presentazione:

1 Il genere cinematografico come frame socio-cognitivo
1.1 Il genere cinematografico come frame socio-cognitivo MIUR e ANEC-AGIScuola Massimo Locatelli

2 MIUR e ANEC-AGIScuola Massimo Locatelli
Alla fine degli anni Venti ci si inizia a interessare dei processi cognitivi che regolano la nostra esperienza. Negli anni ‘40 Edward Tolman arriva a parlare di “mappe” cognitive dentro le quali inscriviamo le nostre esperienze. Successivamente si inizia a parlare di “schemi”. MIUR e ANEC-AGIScuola Massimo Locatelli

3 MIUR e ANEC-AGIScuola Massimo Locatelli
Il concetto di genere corrisponde alla principale forma di organizzazione dell’esperienza (conoscenza), la categorizzazione in schemi. Kant: l’idea del cerchio corrisponde non alla sua forma, ma alle regole per disegnarlo La conoscenza per schemi è dunque processuale. MIUR e ANEC-AGIScuola Massimo Locatelli

4 MIUR e ANEC-AGIScuola Massimo Locatelli
David Bordwell introduce la nozione di schema nell’analisi dei meccanismi di comprensione del film (1985, Narration in Fiction Film): • schemi prototipici (categoriali) • schemi modello (organizzazione e sintassi) • schemi procedurali (motivazioni) compositiva (coerenza formale); realistica (verosimiglianza); transtestuale (genere e intertestualità); artistica (coerenza estetica e autorialità) MIUR e ANEC-AGIScuola Massimo Locatelli

5 MIUR e ANEC-AGIScuola Massimo Locatelli
Umberto Eco, Kant e l’ornitorinco, 1997 Modello descrittivo dei meccanismi della conoscenza, organizzato su tre livelli: tipo cognitivo contenuto nucleare contenuto molare MIUR e ANEC-AGIScuola Massimo Locatelli

6 MIUR e ANEC-AGIScuola Massimo Locatelli
Un tipo cognitivo è un insieme privato di istruzioni che ci consente di riconoscere una specifica esperienza percettiva come occorrenza di un determinato tipo. Per esempio, esistono strutture gestaltiche, che riportano cioè la percezione a un’unità di senso; è il caso degli oggetti e dei fatti immediati dell’esperienza. MIUR e ANEC-AGIScuola Massimo Locatelli

7 MIUR e ANEC-AGIScuola Massimo Locatelli
Ma esistono anche strutture a blocchi, laddove le singole parti acquistano senso e valore solo all’interno di un tutto: sono i tipi cognitivi che ci permettono di elaborare situazioni, azioni, comportamenti, definizioni, norme e regole sociali, i cosiddetti casi culturali (“cugino”, “amicizia”, “radice quadrata”), miti e universi fittizi. MIUR e ANEC-AGIScuola Massimo Locatelli

8 MIUR e ANEC-AGIScuola Massimo Locatelli
“Categorie selvagge”: il rapporto tra l’esperienza e la sua comprensione non segue la logica dell’unità di senso tra ciò che viene percepito e la sua categorizzazione, ma segue le logiche poco formali del buon senso, dell’adattamento a una situazione (le cosiddette folk theories), in cui valgono nessi a-razionali MIUR e ANEC-AGIScuola Massimo Locatelli

9 MIUR e ANEC-AGIScuola Massimo Locatelli
Con “script” gli psicologi cognitivi indicano il caso particolare in cui delle successioni temporali diventano degli stereotipi. Come al cinema, l’osservazione dei rapporti causali segue normalmente uno script, dal momento che impedisce di vedere altre possibilità di attribuzione causale altrettanto realistiche (Salancic-Porac, 1988). MIUR e ANEC-AGIScuola Massimo Locatelli

10 MIUR e ANEC-AGIScuola Massimo Locatelli
Il contenuto nucleare è il luogo in cui intersoggettivamente cerchiamo di definire i tratti fondamentali di un tipo cognitivo Mentre per quanto riguarda i casi empirici il riconoscimento procede dal tipo cognitivo privato e si riassesta nel contenuto nucleare, per i casi culturali il riconoscimento avviene a partire da procedure condivise pubblicamente. MIUR e ANEC-AGIScuola Massimo Locatelli

11 MIUR e ANEC-AGIScuola Massimo Locatelli
Infine, la conoscenza “allargata” di un oggetto d’esperienza che si compone di definizioni scientifiche, norme d’azione e descrizioni particolareggiate di situazioni codificate da intensi dibattiti all’interno di comunità particolari, fornisce il “contenuto molare” della nostra conoscenza dell’oggetto in questione. E’ qui che funzionano finalmente le logiche classiche della consequenzialità e della scientificità. MIUR e ANEC-AGIScuola Massimo Locatelli

12 MIUR e ANEC-AGIScuola Massimo Locatelli
Il genere cinematografico si comporta come modello di categorizzazione: il suo riconoscimento immediato in un testo avviene per pochi tratti scelti individualmente tra una serie appresa in un processo di condivisione pubblica. MIUR e ANEC-AGIScuola Massimo Locatelli

13 MIUR e ANEC-AGIScuola Massimo Locatelli
Non è necessario dunque che si ritrovi una perfetta corrispondenza del testo con l’intero complesso di tratti che sappiamo essere collegabili al genere, ma solo con quei tratti che riconosciamo come determinanti il tipo cognitivo. MIUR e ANEC-AGIScuola Massimo Locatelli

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Il linguaggio ci offre degli strumenti per raffinare e adattare i nostri schemi categoriali: modificatori di senso cult, remake, d’autore, parodia... prototipi classici categorizzazioni di base “grandi forme”: dramma, comico, … MIUR e ANEC-AGIScuola Massimo Locatelli

15 MIUR e ANEC-AGIScuola Massimo Locatelli
I modelli psicologici cognitivi vengono impiegati anche per spiegare i comportamenti sociali o collettivi: Erving Goffman parla dell’organizzazione dell’esperienza in termini di frames. I frames non definiscono in effetti solo la conoscenza del reale, ma la propria posizione attiva in quanto soggetto nel sistema sociale. I generi costituiscono sistemi di saperi riconoscibili come frame socio-cognitivi MIUR e ANEC-AGIScuola Massimo Locatelli

16 MIUR e ANEC-AGIScuola Massimo Locatelli
La stessa storiografia del cinema deve affrontare il problema della categorizzazione : concept maps - sviluppo di percorsi complessi di conoscenza intorno a un argomento, secondo regole di connessione e interpretazione [periodizzazione] mind maps – creazione personale per associazione di percorsi interpretativi o espressivi [metafore geografiche e familiarità] MIUR e ANEC-AGIScuola Massimo Locatelli

17 MIUR e ANEC-AGIScuola Massimo Locatelli
Il noir secondo Paul Shrader (1972) detective solitario e hard-boiled, femme fatale; riprese in studio di registi di scuola (Michael Curtiz e Tay Garnett); Double Indemnity ne rappresenta sia il culmine che la spinta al superamento. MIUR e ANEC-AGIScuola Massimo Locatelli

18 MIUR e ANEC-AGIScuola Massimo Locatelli
Il noir secondo Paul Shrader (1972) realismo, riprese in esterni, temi politici, riscoperta della mafia e della corruzione; eroi meno romantici (Richard Conte, Burt Lancaster), addirittura ‘proletario’ lo sguardo di alcuni registi come Henry Hathaway, Jules Dassin ed Elia Kazan. MIUR e ANEC-AGIScuola Massimo Locatelli

19 MIUR e ANEC-AGIScuola Massimo Locatelli
Il noir secondo Paul Shrader (1972) crisi dei protagonisti, psicosi e pazzia suicida; caratteri disturbati (e disturbanti), come Robert Ryan e Lee Marvin, e registi inclini a psicoanalizzare i loro personaggi, come Nicholas Ray e Raoul Walsh. MIUR e ANEC-AGIScuola Massimo Locatelli

20 MIUR e ANEC-AGIScuola Massimo Locatelli
Il noir secondo Paul Shrader (1972) Epigoni: The Big Combo (Joseph H. Lewis , 1955), Kiss Me, Deadly (Robert Aldrich, 1955) e fine definitiva: Touch of Evil (Orson Welles, 1958) MIUR e ANEC-AGIScuola Massimo Locatelli

21 MIUR e ANEC-AGIScuola Massimo Locatelli
La mappatura genealogica MIUR e ANEC-AGIScuola Massimo Locatelli


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