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CARCINOMA SQUAMOSO DELLA CERVICE UTERINA Dott.ssa Morena Malaspina Azienda Regionale dellUmbria USL n.2 CENTRO DI CITOLOGIA DI PERUGIA Corso di aggiornamento.

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1 CARCINOMA SQUAMOSO DELLA CERVICE UTERINA Dott.ssa Morena Malaspina Azienda Regionale dellUmbria USL n.2 CENTRO DI CITOLOGIA DI PERUGIA Corso di aggiornamento professionale La Citologia cervico-vaginale dal microscopio alla Biologia molecolare

2 CARCINOMA INVASIVO DELLA CERVICE UTERINA Ca a cellule squamose 90-95% Adenocarcinoma 5-10% Ca Adenosquamoso 1° Corso di Citologia ASL N°2 Marzo 2003

3 Linvasione tissutale e la disseminazione delle metastasi avvengono attraverso la simulazione,da parte di una cellula neoplastica,di programmi genetici la cui espressione è normalmente limitata ad alcune cellule embrionali durante il processo di sviluppo. Invasività e metastasi 1° Corso di Citologia ASL N°2 Marzo 2003

4 CARCINOMA INVASIVO DELLA CERVICE UTERINA 1 Linvasività avviene quando allinterno di un Ca in situ si seleziona uno o più cloni cellulari che cambiano direzione e oltrepassano la membrana basale Il Carcinoma Squamoso è un tumore maligno le cui cellule superano la membrana basale per infiltrare i tessuti normali circostanti. Il Carcinoma Microinvasivo è caratterizzato da una invasività che non supera la membrana basale oltre i 3 mm 1° Corso di Citologia ASL N°2 Marzo 2003

5 CARCINOMA INVASIVO DELLA CERVICE UTERINA 2 Un clone tumorale acquisisce capacità invasiva mediante la realizzazione dei seguenti fenomeni: Diminuzione adesione cellula-cellula(E-caderina); Alterazione dei meccanismi di adesione con la matrice (integrine) Attivazione della sintesi di enzimi proteolitici (collagenasi,metalloproteasi, serino-proteasi); Capacità di rispondere a proteine ad attività chemiotattica(autotassine,citochine). 1° Corso di Citologia ASL N°2 Marzo 2003

6 CARCINOMA INVASIVO DELLA CERVICE UTERINA 3 Le cellule neoplastiche pur derivando dallo stesso clone tumorale hanno diversa capacità di metastatizzare (Eterogeneità tumorale dovuta alla sua instabilità genetica). Tale proprietà è conferita da geni che regolano la motilità cellulare e la secrezione di proteasi 1° Corso di Citologia ASL N°2 Marzo 2003

7 CARCINOMA INVASIVO DELLA CERVICE UTERINA 4 Vie di Metastatizzazione Via linfatica (Linfonodi pelvici,para- aortici,para-cavali) Contiguità (Fornici vaginali, ureteri, vescica, retto) Via Ematica ( Polmone, Fegato, Intestino, Ossa) 1° Corso di Citologia ASL N°2 Marzo 2003

8 Studi molto recenti hanno evidenziato alcuni dei fattori che entrano in gioco nella progressione della malignità del carcinoma cervicale: -Integrazione HPV 18 nel DNA cellulare (J Med Virol 2002 Aug) -Oncogene R-Ras incrementa la migrazione delle cellule tumorali mediante attivazione delle integrine (Cancer 2003 Feb 1;97) -Aumento dellattività telomerasica nel carcinoma invasivo rispetto alle lesioni precancerose -Valori più elevati di AgNOR negli istotipi Ca cheratinizzante e nel Ca a piccole cellule. 1° Corso di Citologia ASL N°2 Marzo 2003 CARCINOMA INVASIVO DELLA CERVICE UTERINA 5

9 CARCINOMA INVASIVO DELLA CERVICE UTERINA 6 INCIDENZA: 10 casi / donne in Italia 8 casi / donne in Umbria ETA MEDIA: 50 aa per il Ca Invasivo 40 aa per il Ca Microinvasivo 1° Corso di Citologia ASL N°2 Marzo 2003

10 CARCINOMA INVASIVO DELLA CERVICE UTERINA 7 FATTORI DI RISCHIO: Precoce attività sessuale Molteplici partners sessuali Partner sessuale ad alto rischio Basso livello socio-economico Infezioni genitali 1° Corso di Citologia ASL N°2 Marzo 2003

11 CARCINOMA INVASIVO DELLA CERVICE UTERINA 8 FATTORI DI PROGNOSI: Volume tumorale e stato linfonodale Istotipo e grado di differenziazione citoistologica Grado di neoangiogenesi Diffusione neoplastica negli spazi capillaro-simili Percentuale di stroma cervicale invaso Estensione al corpo uterino Stato dei margini di resezione 1° Corso di Citologia ASL N°2 Marzo 2003

12 CARCINOMA SQUAMOSO o A CELLULE PIATTE Ca. a piccole cellule indifferenziato In base a criteri istologici si può classificare: Ca. a grosse cellule piatte non cheratinizzante Ca. a cellule piatte cheratinizzante 1° Corso di Citologia ASL N°2 Marzo 2003

13 MORFOLOGIA NUCLEARE Nella diagnosi citologica è opportuno riferirsi oltre che alle caratteristiche delle cellule da cui queste lesioni sono derivate, anche a dei criteri di malignità. NUMERO DELLE CELLULE FONDO DEL PREPARATO DISPOSIZIONE DELLE CELLULE MORFOLOGIA DELLE CELLULE TUMORALI 1° Corso di Citologia ASL N°2 Marzo 2003

14 FONDO DEL PREPARATO Si osserva un precipitato granulare ricco di proteine, eosinofilo o anche cianofilo che trae origine dallessudato infiammatorio e dalla distruzione tessutale operata dalla necrosi. Si rinvengono inoltre eritrociti disintegrati e leucociti con alterazioni degenerative. (Diatesi tumorale) 1° Corso di Citologia ASL N°2 Marzo 2003

15 NUMERO DELLE CELLULE Nel carcinoma invasivo lo striscio può non contenere cellule neoplastiche o contenerne soltanto poche. Tuttavia per lo più tali cellule sono presenti in gran numero o addirittura in massa. Nei carcinomi molto estesi ed avanzati può riscontrarsi nello striscio, a causa della necrosi del tumore, solo materiale necrotico. 1° Corso di Citologia ASL N°2 Marzo 2003

16 DISPOSIZIONE DELLE CELLULE Nel carcinoma a cellule pavimentose le cellule tumorali si riscontrano isolate o riunite in aggregati irregolari con perdita della polarità nucleare e cellulare e margini cellulari non riconoscibili ( aggregati sinciziali) 1° Corso di Citologia ASL N°2 Marzo 2003

17 MORFOLOGIA DELLE CELLULE TUMORALI Le cellule del carcinoma derivante dallepitelio piatto sono di solito più piccole delle corrispondenti cellule normali. Le dimensioni e la forma sono variabili e possono assumere le forme più bizzarre: a girino, a fibra, a serpente, a palla di cannone. Nel carcinoma a piccole cellule indifferenziate troviamo cellule anaplastiche che ricordano le cellule dello strato basale. Queste cellule tumorali presentano variabilità nelle proprietà tintoriali. Ad esempio le cellule del carcinoma non cheratinizzante a grossi elementi e quelle del carcinoma indifferenziato a piccole cellule sono spesso cianofile, mentre leosinofilia si ritrova soprattutto nel carcinoma a cellule pavimentose cheratinizzate. Il citoplasma è trasparente, finemente granulare; opaco nella corneificazione. 1° Corso di Citologia ASL N°2 Marzo 2003

18 MORFOLOGIA NUCLEARE La forma dei nuclei, poiché si adegua a quella delle cellule, varia notevolmente: è spesso rotonda od ovale, più di rado fusata o irregolare. Il rapporto nucleo-citoplasma è alterato a favore del nucleo. La membrana nucleare è più evidente a causa delladdensamento della cromatina al di sotto di essa. La struttura della cromatina è in prevalenza grossolanamente granulare, con ipercromasia. Inoltre è possibile osservare nucleoli e macronucleoli. 1° Corso di Citologia ASL N°2 Marzo 2003

19 CARCINOMA A GROSSE CELLULE NON CHERATINIZZANTE Evidente fondo tumorale Cellule tumorali di grandi dimensioni (per lo più isolate oppure in sincizi) Citoplasma cianofilo scarso Evidente citolisi Cromatina ipercromatica finemente o grossolanamente granulare Numerosi macronucleoli Nuclei voluminosi e ipercromatici La sua frequenza è doppia rispetto a quella del carcinoma cheratinizzante 1° Corso di Citologia ASL N°2 Marzo 2003

20 1 1 Sincizio Cellule carcinomatose e nuclei nudi 3 3 Cromatina grossolana con rarefazioni 1° Corso di Citologia ASL N°2 Marzo 2003

21 CARCINOMA A CELLULE PIATTE CHERATINIZZANTE Fondo del preparato generalmente pulito Cellule polimorfe (fusiformi e oblunghe) e cellule giganti Cellule isolate Cellule eosinofile orangiofile o gialle Citoplasma denso ed opaco Nuclei di media grandezza Cromatina nucleare ipercromatica e irregolare Rari macronucleoli Presenza di perle cornee maligne Cannibalismo 1° Corso di Citologia ASL N°2 Marzo 2003

22 4 Grossa cellula tumorale eos Fondo tumorale Cellule abnormi con nuclei picn. 3 3 Cellula fusiforme con nucleo ingrandito picnotico e fusiforme 1° Corso di Citologia ASL N°2 Marzo 2003

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24 CARCINOMA INDIFFERENZIATO A PICCOLE CELLULE E la forma con comportamento biologico più aggressivo per la diffusione metastatica Piccole cellule immature isolate o in piccoli grappoli scarsamente aderenti Scarso citoplasma cianofilo, come sottile rima che circonda il nucleo Rapporto nucleo citoplasma fortemente alterato Nuclei piccoli, rotondi od ovali con contorno indistinto Cromatina grossolana Diatesi tumorale Presenza di nucleoli basofili sparsi nella matrice nucleare 1° Corso di Citologia ASL N°2 Marzo 2003

25 Cellule superficiali Nucleoli Nuclei nudi 1° Corso di Citologia ASL N°2 Marzo 2003

26 1 1 1 Cellule superficiali Cellule immature 1° Corso di Citologia ASL N°2 Marzo 2003


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