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La Scuola adotta un Monumento UNA PRIMA ANALISI DEI DETERMINANTI F. CANTONE* F. CUTUGNO* M. MARRELLI* * UNIVERSITÀ DI NAPOLI FEDERICO II.

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1 La Scuola adotta un Monumento UNA PRIMA ANALISI DEI DETERMINANTI F. CANTONE* F. CUTUGNO* M. MARRELLI* * UNIVERSITÀ DI NAPOLI FEDERICO II

2 Il Progetto  La scuola adotta un monumento®, nato a Napoli nel dicembre 1992 su iniziativa della Fondazione Napoli Novantanove, d’intesa con il Provveditorato agli Studi e le Soprintendenze, è un progetto di educazione permanente al rispetto e alla tutela del patrimonio storico-artistico e più in generale dell'ambiente. Il progetto muove dal riconoscimento della centralità della scuola nella formazione della cultura e dei comportamenti dei cittadini ed individua nelle giovani generazioni il soggetto privilegiato per l'affermazione di una nuova consapevolezza del bene culturale.

3 Analisi Descrittiva  633 progetti  20 regioni  336 Comuni

4 La distribuzione dei Comuni che hanno aderito all’iniziativa

5 La mappa interattiva

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8 La mappa interattiva: prospettive di sviluppo. I video Video e scheda del monumento

9 Partecipazione Regioni

10 Aree Geografiche

11 Distribuzione per dimensioni di popolazione  Comuni più piccoli adottano piu progetti in percentuale alla popolazione  Più «sensibili» alla loro identità culturale?  Maggior voglia di affermazione e riscatto attraverso loro culture?

12 Determinanti

13 Alcune considerazioni  Il Numero dei progetti dipende ovviamente dalla popolazione della Provincia.  Ma aumenta con la popolazione in maniera meno che proporzionale. Più progetti per abitante nei piccoli comuni.  Sorprendentemente dipende (anche se in misura limitata) positivamente dall’età media.  Il numero dei progetti è correlato negativamente con il reddito pro- capite  Comuni economicamente piu poveri sono piu «sensibili»  Perché?  Possibili risposte nell’analisi Semantica e Sentiment Analysis delle motivazioni……..

14 Tipologie di monumenti adottati

15  ICCD: SETTORI DISCIPLINARI  BA Beni archeologici  Barchit Beni architettonici e paesaggistici  BD Beni demoetnoantropologici  BF Beni fotografici  BM Beni musicali  BN Beni naturalistici  Bnu Beni numismatici  BST Beni scientifici e tecnologici  BSA Beni storici e artistici  LUOGHI DELLA CULTURA  CATEGORIE: BENI IMMATERIALI Beni archeologiciMonumento archeologico| Tabella Materiali| Saggio Stratigrafico| Complesso archeologico| Sito archeologico| Numismatica| Reperto archeologico| Reperti antropologici | Beni architettonici e paesaggisticiParchi e giardini | Architettura | Beni demoetnoantropologiciBeni demoetnoantropologici immateriali | Beni demoetnoantropologici materiali | Beni demoetnoantropologici materiali extra-europei | Beni fotograficiFotografia | Beni musicali Beni naturalisticiBeni naturalistici-Paleontologia | Beni naturalistici-Mineralogia | Beni naturalistici-Petrologia | Beni naturalistici- Botanica | Beni numismaticiNumismatica | Beni scientifici e tecnologiciPatrimonio Scientifico e Tecnologico Beni storici e artisticiOpera di Arte Contemporanea | Disegno | Opera e oggetto d'Arte | Matrice incisa | Vestimenti antichi e contemporanei | Numismatica | Stampa |

16 …ma  Dati digitali sul patrimonio culturale  Dai giacimenti culturali ai progetti europei  L’emergere di una esigenza.  Un percorso complesso e in fieri.  Patrimonio culturale: diverse competenze, diverse banche dati  enti di tutela territoriali, autorità ecclesiastiche, diverse pertinenze…  Passaggi obbligati  (Digitalizzare), Raccogliere, Standardizzare, Rendere consultabile, Rendere riusabile  Punti Critici  Proteggere, Valorizzare  Costruire conoscenza su conoscenza

17 Distribuzione delle tipologie di monumenti adottati sull’intero territorio nazionale

18 Distribuzione delle tipologie di monumenti adottati in quattro regioni italiane

19 Distribuzione delle tipologie di monumenti adottati

20 Differenze nella distribuzione delle varie tipologie: osservazioni  Non si osservano differenze statisticamente rilevanti fra le distribuzioni di tipologie scelte dalle scuole nelle diverse regioni (il p- value calcolato è sempre superiore al livello di significatività della soglia. Test di Wilcoxon)  Tuttavia questo risultato può dipendere dal livello di aggregazione delle tipologie ICCD adottate

21 EMERSIONE di Patrimonio culturale e criticità  EMERSIONE di Patrimonio culturale non noto se non a pochi  Valore «simbolico» rilevante!!!!!!!!  Identità e problemi di scala  Rischio di «tragedy of commons» (Ostrom)

22 Obiettivi del Programma e il ruolo della Cultura  Nell’impegno a trovare altri parametri da affiancare al tradizionale prodotto interno lordo (PIL) per misurare oltre al benessere materiale anche quello immateriale, viene oggi generalmente incluso il riferimento al “capitale culturale”. Questo concetto è stato introdotto nella letteratura economica da David Throsby nel 2001 per mettere in luce come la cultura svolga un ruolo importante per uno sviluppo socio-economico qualitativamente superiore di un territorio, area vasta, circoscritta o centro urbano che sia.  Nel capitale culturale coesistono la dimensione tangibile della cultura, composta da opere d’arte, manufatti artistici, musei, monumenti ed edifici di valore artistico e architettonico, per la quale il valore di asset è piuttosto evidente, e quella intangibile derivante dall’insieme delle idee degli atteggiamenti, simboli, credenze, usi e costumi, valori e tradizioni comuni o condivisi di una società o di un gruppo a essa appartenente.

23 Cultura e Condivisione  Gli studi socio-economici sul tema della coesione sociale evidenziano che è fondamentale il rapporto tra configurazione di valori e sentimento comunitario  Quanto più alta la condivisione e la conoscenza comune tanto maggiore il valore del «capitale culturale», tanto più alto il benessere materiale e immateriale. (Ronald Inglehart)  Al fine di misurare questi fenomeni si è sviluppata una branca di ricerca che analizza le reti socio-culturale (Social Network Analysis)

24 La Rete  Una rete è “Un insieme di persone che si conoscono e sono unite le une alle altre da legami di parentela, amicizia, vicinato, lavoro…… I membri di una rete condividono un certo numero di valori e di norme o, se si vuole, una cultura comune” (C. Besson)  Dimensione o ampiezza. E’ data dalla somma dei membri di una rete  Composizione. Specifica su quali basi relazionali poggiano le relazioni che compongono il reticolo  Densità Grado di interconnessioni tra i membri di un network.

25 La Rete in Campania

26 Le Reti: es. La Calabria

27 Centralità della Fondazione

28 Cluster Calabria

29 Egonetwork  Ogni progetto costruisce capitale sociale e culturale (studenti – docenti – famiglie)  Incrementa conoscenza e responsabilità.  Ma più densa e coesa è la rete dalla quale vengono condivisi i valori maggiori sono gli effetti e la creazione di Capitale Culturale  Senza la Fondazione insieme di egonetworks….. Possibili criticità…..

30 Ma La Fondazione è un nodo «critico» (alto grado di infra-centralità – betweness Centrality) Bassa «Resilienza» della Rete  Densità della rete diminuisce drasticamente senza la Fondazione  Garantisce adesione ai valori del Programma  Relazioni tre scuole rafforzerebbe la coesione e la creazione di Capitale Culturale  La misura del Capitale Sociale di conseguenza si riduce  Senza, qualità non garantita  Experience Sharing and Best Practice (come possibili risposte…)

31 Le Motivazioni: Semantic e Sentiment Analysis  NB. CAUTELA NELLA INTERPRETAZIONE DEI RISULTATI !!!!!!!!  I dati analizzati sono una sintesi delle motivazioni presentate  La «robustezza» di questo tipo di analisi non è elevatissima.  COSA SONO ?  SI ANALIZZANO DEI TESTI CONFRONTANDOLI CON GRANDI DATABASE E SI INDIVIDUANO CAMPI SEMANTICI E ATTEGGIAMENTO DELLO SCRIVENTE VERSO L’OGGETTO DEL TESTO ATTRAVERSO LE FREQUENZE DEI VOCABOLI UTILIZZATI CHE HANNO GENERALMENTE CONNOTATI POSITIVI E/O NEGATIVI

32 Le Motivazioni: Analisi Linguistica Computazionale  Analisi semantica di testi raccolti con modalità differenti:  Compilazione di schede (descrizioni oggettive)  Interviste (descrizioni soggettive)  Misura del rapporto con il bene culturale scelto:  Profondità di conoscenza (analisi quantitativa)  Legame emotivo (analisi qualitativa)  Tecnologie:  Confronto con dati disponibili in Linked Open Databases  Misura della valenza (positività/negatività) con risorse per sentiment analysis (Sentiwordnet, Sentix...)  Misura delle correlazioni con I parametri di interesse socio- economico

33 Primi risultati  Esistono differenze statisticamente significative fra i progetti presentati nei Comuni di piccole dimensioni (minori di 50000 abitanti) e quelli presentati nei comuni maggiori.  Campi semantici prevalenti nei primi « identità – Culturale- » (48% vs 41%)  Campi semantici prevalenti nei secondi « valorizzazione – Turismo ) (29% vs 18%)  Tutte le motivazioni sono «connotate» positivamente (Ranking in Semantria: -1<x<-0,25 «connotazione negativa»; -0,25<x<0,25 «connotazione neutra»; 0,25<x<1 «connotazione positiva»)  Leggera prevalenza di x nei comuni di piccole dimensioni

34 Possibili Sviluppi  Approfondire Analisi delle connotazioni sulle motivazioni originali (testi molto piu estesi)  Stimare gli effetti di impatto sulle economie locali (necessità di raccolta dati)  Misurare (questionari ecc.) il valore del capitale sociale e culturale.

35 GRAZIE


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