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L’Alimentazione Istituto Comprensivo Renato Moro a. s. 2014 D. A. S. Studio eseguito dagli alunni della Classe 2° E.

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Presentazione sul tema: "L’Alimentazione Istituto Comprensivo Renato Moro a. s. 2014 D. A. S. Studio eseguito dagli alunni della Classe 2° E."— Transcript della presentazione:

1 L’Alimentazione Istituto Comprensivo Renato Moro a. s D. A. S. Studio eseguito dagli alunni della Classe 2° E

2 Alimentazione corretta Per “stare bene” bisogna avere una dieta varia ed equilibrata, visto che non esiste l’alimento che contenga tutti i principi nutritivi. Per questo si deve mettere in pratica ciò che ci mostra la piramide alimentare.Per “stare bene” bisogna avere una dieta varia ed equilibrata, visto che non esiste l’alimento che contenga tutti i principi nutritivi. Per questo si deve mettere in pratica ciò che ci mostra la piramide alimentare. 1. Nel primo gruppo ci sono gli alimenti ricchi di amido, che devono essere presenti ogni giorno sulla nostra tavola. 2. Nel secondo gruppo ci sono frutta e ortaggi freschi da consumare ogni giorno, perchè contengono sali minerali e vitamine. 3. Nel terzo gruppo ci sono latte, yogurt, latticini e formaggi. Essi contengono proteine, calcio e vitamine; per questo sono indicati per un corpo in crescita. 4. Nel quarto gruppo ci sono carni, uova, pesci e legumi, che contengono proteine e minerali. Questi alimenti sono quindi da alternare. 5. Nel quinto gruppo ci sono i grassi di origine animale e vegetale. Essi devono essere introdotti senza eccessi, preferendo quelli di origine vegetale.

3 Alimentazione scorretta I bambini italiani mangiano troppe proteine, eccessiva quantità di grassi e zuccheri ed evitano frutta e verdure, avviandosi così verso l’obesità. Nel nostro paese solo l’1% dei bambini adotta un corretto regime alimentare, mentre gli altri bambini si avviano verso l’obesità infantile. Essa costituisce un pericolo per la salute, perché favorisce malattie respiratorie, cardiovascolari, diabete e tumori. Secondo gli esperti, le basi per un fisico sano si gettano all’età di 3 anni, ma assumendo troppe calorie, troppi grassi e proteine fin da piccoli si rischia di compromettere da subito la salute in età adulta.

4 CIBI SI e CIBI NO Per stare bene bisogna, quindi, distinguere gli alimenti in CIBI SI e CIBI NO. Ovviamente ci tentano di più i CIBI NO, ma quelli che fanno bene sono i CIBI SI. CIBI SI CIBI NO

5 L’obesità L’obesità (peso superiore del 20% rispetto al peso ideale) è il più grave problema nutrizionale dei paesi industrializzati della nostra epoca, particolarmente diffuso negli Stati Uniti, ma non solo. L’eccessivo sovrappeso è, infatti, uno dei fattori di maggior rischio per molte malattie, tra cui il diabete di tipo 2 (quello che si manifesta nell’adulto), le malattie cardiache coronariche, il cancro del seno, del colon, del rene e dell’esofago.

6 Anoressia e bulimia L’anoressia e la bulimia sono disturbi psichici alimentari in continuo aumento nei paesi industrializzati. Il problema riguarda per il 90% il sesso femminile, soprattutto in età compresa fra i 13 e i 30 anni.

7 L’anoressia CHE COSA E’? L’anoressia nervosa è caratterizzata dal rifiuto del cibo, che nasce dal terrore di ingrassare. Oltre al digiuno, l’anoressico spesso si autoprovoca il vomito, anche dopo aver ingerito minime quantità di cibo. Questo soggetto, pur di non ingrassare, si sottopone a diete ferree e spesso pratica l’esercizio fisico in maniera eccessiva. In molti casi usa anche regolarmente lassativi. L’anoressia nervosa è caratterizzata dal rifiuto del cibo, che nasce dal terrore di ingrassare. Oltre al digiuno, l’anoressico spesso si autoprovoca il vomito, anche dopo aver ingerito minime quantità di cibo. Questo soggetto, pur di non ingrassare, si sottopone a diete ferree e spesso pratica l’esercizio fisico in maniera eccessiva. In molti casi usa anche regolarmente lassativi. CONSEGUENZE: CONSEGUENZE: amenorrea;amenorrea; stipsi;stipsi; secchezza della pelle;secchezza della pelle; senso di freddo;senso di freddo; danni allo stomaco e ai denti (causati dal vomito frequente);danni allo stomaco e ai denti (causati dal vomito frequente); morte (nel 10% dei casi).morte (nel 10% dei casi).

8 La bulimia CHE COSA E’? La bulimia è un problema dell’alimentazione per cui una persona ingurgita una quantità di cibo esorbitante, perde completamente il controllo sull’atto del mangiare e continua ad ingerire cibo finchè non si sente male. Dopo l’“abbuffata”, il bulimico si autoprovoca il vomito per tranquillizzare la propria coscienza. La bulimia è un problema dell’alimentazione per cui una persona ingurgita una quantità di cibo esorbitante, perde completamente il controllo sull’atto del mangiare e continua ad ingerire cibo finchè non si sente male. Dopo l’“abbuffata”, il bulimico si autoprovoca il vomito per tranquillizzare la propria coscienza. CONSEGUENZE: CONSEGUENZE: depressione e isolamento sociale;depressione e isolamento sociale; amenorrea;amenorrea; danni allo stomaco e ai denti;danni allo stomaco e ai denti; stitichezza e diarrea;stitichezza e diarrea; secchezza della pelle;secchezza della pelle; morte.morte.

9 La dieta mediterranea La dieta mediterranea è un modello nutrizionale ispirato ai modelli alimentari tradizionali di tre paesi europei e uno africano del bacino del Mediterraneo: Italia, Grecia, Spagna e Marocco. Questo modello nutrizionale è stato abbandonato nel periodo del boom economico degli anni Sessanta e Settanta, perché ritenuto troppo povero e poco attraente rispetto ad altri modelli alimentari provenienti, in particolare, dalla ricca America. Negli ultimi anni la dieta mediterranea sta sicuramente riconquistando, tra i modelli nutrizionali, l’interesse dei consumatori. La dieta mediterranea prevede un elevato consumo di pane, frutta, verdura, erbe aromatiche, cereali, olio di oliva, pesce e vino (in quantità moderate).

10 I benefici della dieta mediterranea previene le malattie cardiovascolari e tumorali;previene le malattie cardiovascolari e tumorali; diminuisce il tasso di mortalità per malattia coronarica;diminuisce il tasso di mortalità per malattia coronarica; protegge il cervello, contribuendo a diminuire il declino cognitivo;protegge il cervello, contribuendo a diminuire il declino cognitivo; riduce le possibilità di sviluppare la malattia di Alzheimer;riduce le possibilità di sviluppare la malattia di Alzheimer;


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