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La teoria dello sviluppo sociocognitivo di Vygotskij.

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Presentazione sul tema: "La teoria dello sviluppo sociocognitivo di Vygotskij."— Transcript della presentazione:

1 La teoria dello sviluppo sociocognitivo di Vygotskij

2 Lëv Semenovich Vygotskij ( )  Nato in Russia lo stesso anno di Piaget.  I suoi interessi iniziali sono rivolti alla letteratura, ma ben presto si interessa alla psicologia.  Bambino considerato all’interno della cultura dominante a cui appartiene.  La psicologia deve indagare la tensione fra bambino e società ed il modo in cui tale tensione si risolve nello sviluppo.  Vita breve  Teoria non completata

3 La teoria  Le funzioni intellettuali superiori emergono dalle esperienze sociali  Come Piaget, il bambino è considerato attivo costruttore nell’ambiente: Piaget: ambiente fisico sociale Vygotskij ambiente sociale, inteso sia come cultura che come interazioni

4 Lo sviluppo umano  Esaminato a tre livelli: culturale interpersonale individuale

5 Aspetti culturali  I bambini non partono da zero nel costruire la conoscenza sul mondo  utilizzano le acquisizioni delle generazioni precedenti  Gli strumenti culturali o artefatti culturali sono sviluppati da ogni società aiutano ad adattarsi alla realtà sono tramandati da una generazione alla successiva  Si distinguono 2 tipi di strumenti culturali: strumenti materiali o tecnologici, es. computer strumenti concettuali o psicologici, es. linguaggio  Gli strumenti tecnologici e psicologici esercitano la loro influenza in maniera congiunta

6 Il linguaggio  E’ lo strumento più importante per trasmettere la cultura.  Consente ai bambini di regolare la propria attività.  Si acquisisce nelle interazioni sociali e poi viene internalizzato PIAGET Il linguaggio dipende dal pensiero, è un sottosistema all’interno di una più generale capacità cognitiva, quella simbolica. Prima egocentrico (ripetizioni ecolaliche, monologhi, monologhi collettivi), poi socializzato con la reversibilità operatoriaVYGOTSKIJ Linguaggio e pensiero hanno origini diverse, ma poi si integrano ed influenzano reciprocamente. Prima interpsichico, poi intrapsichico: prima linguaggio sociale comunicativo con minimo di attività cognitiva  svil. Cognitivo, linguaggio sempre più socializzato + linguaggio egocentrico come “pensare ad alta voce”  linguaggio interiore

7 Livello interpersonale  Sviluppo cognitivo = risultato delle interazioni con altre persone più competenti in diversi contesti  La natura umana implica che: Bambino  sfrutta l’aiuto e l’insegnamento Adulto  offre aiuto ed insegnamento  Competenza intellettuale emerge a partire dalle modalità di risolvere i problemi che vengono dapprima conosciute nelle interazioni sociali e successivamente interiorizzate

8 Costruttivismo sociale o socio-costruttivismo Livello individuale  Minore attenzione rispetto a Piaget  Visione costruttivistica dello sviluppo: bambino non solo attivo nello sviluppo delle proprie conoscenze, ma non costruisce da solo  risultato dell’interazione con altre persone più “esperte”.

9 Legge dello sviluppo delle funzioni psichiche superiori  Vygotskij presenta la teoria concentrandosi soprattutto sul livello interindividuale.  Le capacità superiori compaiono prima nell’interazione con gli altri e poi vengono interiorizzate e compaiono a livello intraindividuale.  Le interazioni sociali formano il contesto primario nel quale il bambino viene avviato alle modalità di pensiero più mature presenti in ogni società INTERMENTALE ETEROREGOLAZIONE INTRAMENTALE AUTOREGOLAZIONE BAMBINO = APPRENDISTA

10 Zona di sviluppo prossimale  E’ il concetto unificatore di tutta la sua teoria, supportato da pochi dati empirici (studi successivi)  La differenza tra ciò che il bambino sa fare da solo e ciò che sa fare insieme ad un altro.  Definisce i limiti cognitivi entro cui l’insegnamento può considerarsi efficace. dinamica  Stimola una valutazione dinamica dell’intelligenza  potenziale di apprendimento

11 Zona di sviluppo prossimale Solo Insieme BAMBINO ABAMBINO B

12 Progresso attraverso la zona di sviluppo prossimale  Avviene in tre fasi: 1. La prestazione è controllata dall’adulto/esperto 2. La prestazione è controllata dal bambino 3. La prestazione è automatizzata

13 La partecipazione guidata: Barbara Rogoff  Definisce ciò che accade nella zona di sviluppo prossimale  Procedura grazie alla quale gli adulti aiutano i bambini ad acquisire varie conoscenze mediante la collaborazione in situazioni di problem-solving e in una vasta gamma di interazioni casuali e informali Reciprocità Bambino apprendista

14 Madre – bambino nella composizione di un puzzle (Wertsch, 1979) Luca [4 anni]: “Non ci va” [provando a mettere una tessera di forma sbagliata nella parte inferiore del puzzle] Madre: “Quale pezzo potrebbe andare lì?” [Indicando la parte inferiore del puzzle] L: “Le sue scarpe” [Cerca un pezzo che assomigli alle scarpe del clown, ma prova con quello sbagliato] M: “Be’, quale pezzo ha questa forma?” [indicando sempre il punto del puzzle dove manca la tessera] L: “Quello marrone” [Prova col pezzo marrone e va bene, quindi prova con un altro pezzo e guarda la madre] M: “Perche’ non provi a girarlo un poco?” L: “Ecco! Fatto!” [Mette una serie di pezzi al posto giusto. La madre lo guarda] La madre tiene il compito nella zona di sviluppo prossimale, facendo domande, dando suggerimenti, suggerendo strategie. In questo modo il bambino trasforma il linguaggio di questi dialoghi come parte del suo linguaggio interno, utilizzandolo per organizzare il suo stesso modo di pensare e di comportarsi.


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