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G. Impedovo (Taranto). Malattia carotidea nel diabetico e nel dializzato Relatore: Dott. G. Impedovo Direttore U.O. Chirurgia Vascolare Taranto.

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1 G. Impedovo (Taranto)

2 Malattia carotidea nel diabetico e nel dializzato Relatore: Dott. G. Impedovo Direttore U.O. Chirurgia Vascolare Taranto

3 I PAZIENTI CON DIABETE MELLITO ED I DIALIZZATI HANNO UN RISCHIO PIU' ELEVATO DIALIZZATI HANNO UN RISCHIO PIU' ELEVATO DI SVILUPPARE DI SVILUPPARE MALATTIE CARDIOVASCOLARI MALATTIE CARDIOVASCOLARI

4 Studi mostrano un chiaro aumento del rischio di eventi cardiaci perioperatori nei pazienti con diabete ed I.R.C. - dopo chirurgia maggiore, Studi mostrano un chiaro aumento del rischio di eventi cardiaci perioperatori nei pazienti con diabete ed I.R.C. - dopo chirurgia maggiore, per esempio dopo trapianto renale, endoarteriectomia carotidea e PTCA. per esempio dopo trapianto renale, endoarteriectomia carotidea e PTCA.

5 ALLO STATO ATTUALE NON CI SONO STUDI CHE MOSTRANO UNA EVOLUZIONE DIFFERENTE DELLA PLACCA CAROTIDEA IN QUESTI PAZIENTI RISPETTO AI COMUNI PAZIENTI ATEROSCLEROTICI

6 DIABETE MELLITO

7 Clinical predictors of increased perioperative cardiovascular risk. ECG indicates electrocardiogram. *The American College of Cardiology National Database Library defines recent MI as greater that 7 days but less than or equal to 1 month (30 days). †May include ‘stable’ angina in patients who are unusually sedentary. ‡From reference 25 reproduced with permission. From reference 47 reproduced with permission Major  Unstable coronary syndromes  Recent myocardial infarction* with evidence of important ischaemic risk by clinical symptoms or non ‐ invasive study  Unstable or severe angina† (Canadian Class III or IV)‡  Decompensated congestive heartfailure  Significant arrhythmias  High ‐ grade atrioventricularblock  Symptomatic ventricular arrhythmias in the presence of underlying heart disease  Supraventricular arrhythmias with uncontrolled ventricular rate  Severe valvular desease

8 Clinical predictors of increased perioperative cardiovascular risk. ECG indicates electrocardiogram. *The American College of Cardiology National Database Library defines recent MI as greater that 7 days but less than or equal to 1 month (30 days). †May include ‘stable’ angina in patients who are unusually sedentary. ‡From reference 25 reproduced with permission. From reference 47 reproduced with permission Intermediate  Mild angina pectoris (Canadian Class I or II)  Prior myocardial infarction by history or pathological Q waves  Compensated or prior congestive heart failure  Diabetes mellitus

9 Clinical predictors of increased perioperative cardiovascular risk. ECG indicates electrocardiogram. *The American College of Cardiology National Database Library defines recent MI as greater that 7 days but less than or equal to 1 month (30 days). †May include ‘stable’ angina in patients who are unusually sedentary. ‡From reference 25 reproduced with permission. From reference 47 reproduced with permission Minor  Advanced age  Abnormal ECG (left ventricular hypertrophy, left bundle branch block, ST– T abnormalities)  Rhythm other than sinus (e.g. atrial fibrillation)  Low functional capacity (e.g. inability to climb one flight of stairs with bag of groceries)  History of stroke  Uncontrolled systemic hypertension

10 La patogenesi del danno ateromasico a carico delle piccole arterie dei soggetti diabetici sembra correlarsi ad una interazione tra insulina e cellule muscolari liscie.

11 L'aterosclerosi cerebrovascolare nel diabetico è una malattia diffusa sopratutto nel circolo intracranico.

12 INSUFFICIENZA RENALE CRONICA

13 Pazienti con insufficienza renale cronica hanno una prognosi peggiore in termini di complicanze e mortalita' per la presenza di altri fattori di rischio quali: ipertensione arteriosa malattie vascolari periferiche

14 Nei pazienti affetti da I.R.C. si apprezza un incremento delle calcificazioni vascolari, sia a livello dell'intima che della media, causando un aumento di morbilità e mortalità.

15 Tali calcificazioni hanno un pattern di distribuzione segmentaria che interessa in genere la biforcazione dei vasi fra questi anche l’arteria carotide.

16 Le Calcificazioni Vascolari sono maggiormente presenti nei pazienti affetti da I.R.C. rispetto alla popolazione generale e si associano spesso non solo a fattori di rischio quali l'ipertensione, diabete mellito, dislipidemia, ma anche ad alterazioni del metabolismo minerale e all'infiammazione cronica.

17 Colpiti sono anche i giovani in dialisi, ma sembra che l’evoluzione della placca sia più rapida nei pazienti in pre-trattamento sostitutivo.

18 IN FASE DI STUDIO E SPERIMENTAZIONE I BIOMARKERS DELL'INFIAMMAZIONE COINVOLTI NELL'EVOLUZIONE DELLA PLACCA ATEROSCLEROTICA, I QUALI ASSOCIATI AI COMUNI ESAMI DI ROUTINE: ECOCOLOR DOPPLER, ANGIO TC, RMN, ANGIOGRAFIA; DANNO LA POSSIBILITA' DI INDIVIDUARE PRECOCEMENTE LE “PLACCHE A RISCHIO” E QUINDI DI INTERVENIRE PRONTAMENTE.

19 DI VITALE IMPORTANZA E’ INSTAURARE UNA TERAPIA PRECOCE CON STATINE PER LA STABILIZAZZIONE DELLA PLACCA.

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21 I risultati dell ’ endoarteriectomia carotidea (CEA) in pazienti con insufficienza renale cronica (IRC) sono contraddittori

22 L'alto tasso di mortalita ’ osservato nei pazienti con livelli di creatinina sierica di 3 mg / dL o pi ù, dopo CEA indica un approccio di attesa, se possibile, nella gestione di pazienti asintomatici Carotid endarterectomy in patients with chronic renal insufficiency: a recent series of 184 cases. Ascher E et al

23 I pazienti in dialisi hanno alti tassi di ictus o morte perioperatoria a lungo termine a seguito di CEA o CAS per stenosi asintomatica. Intervento carotidea in questi pazienti sembra essere inappropriata. Revascularization of Asymptomatic Carotid Stenosis Is Not Appropriate In Patients on Dialysis Joseph Sidaoui

24 I pazienti sottoposti a dialisi non sono a maggiore rischio di sviluppo di complicanze quando sottoposti a endoarterectomia carotidea rispetto alla popolazione generale. Patients requiring dialysis are not at risk of greater complication after carotid endarterectomy. Amin A. et al

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28 CONCLUSIONI Nei pazienti sintomatici o asintomatici, in assenza di importanti comorbilità la TEA rappresenta la tecnica di scelta. Lo stenting carotideo è favorito nei casi di elevato rischio anestesiologico o chirurgico.

29 GRAZIE PER L’ATTENZIONE


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