La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La questione metodologica. Indicazioni nazionali per il curricolo infanzia e primo ciclo infanzia e primo ciclo “ In matematica, come nelle altre discipline.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "La questione metodologica. Indicazioni nazionali per il curricolo infanzia e primo ciclo infanzia e primo ciclo “ In matematica, come nelle altre discipline."— Transcript della presentazione:

1 La questione metodologica

2 Indicazioni nazionali per il curricolo infanzia e primo ciclo infanzia e primo ciclo “ In matematica, come nelle altre discipline scientifiche, è elemento fondamentale il laboratorio, inteso sia come luogo fisico che come momento in cui l’alunno è attivo, formula le proprie ipotesi e ne controlla le conseguenze, progetta e sperimenta, discute e argomenta le proprie scelte, impara a raccogliere dati, negozia e costruisce significati, porta a conclusioni temporanee e a nuove aperture la costruzione delle conoscenze personali e collettive”.

3 Indicazioni nazionali scienze scuola secondaria “ Lo studente acquisisce la consapevolezza critica dei rapporti tra lo sviluppo delle conoscenze all’interno delle aree disciplinari oggetto di studio. In tale percorso riveste un’importanza fondamentale la dimensione sperimentale, dimensione costitutiva di tale disciplina e come tale da tenere sempre presente. Il laboratorio è uno dei momenti più significativi in cui essa si esprime, in quanto circostanza privilegiata del “fare scienza” attraverso l’organizzazione e l’esecuzione di attività sperimentali, che possono comunque utilmente svolgersi anche in classe o sul campo. “

4 Tale dimensione rimane un aspetto irrinunciabile della formazione scientifica e una guida per tutto il percorso formativo, anche quando non siano possibili attività di laboratorio in senso stretto, ad esempio attraverso la presentazione, discussione ed elaborazione di dati sperimentali, l’utilizzo di filmati, simulazioni, modelli ed esperimenti virtuali, la presentazione – anche attraverso brani originali di scienziati – di esperimenti cruciali nello sviluppo del sapere scientifico. L’esperimento è infatti un momento irrinunciabile della formazione scientifica e va pertanto promosso in tutti gli anni di studio e in tutti gli ambiti disciplinari, perché educa lo studente a porre domande, a raccogliere dati e a interpretarli, acquisendo man mano gli atteggiamenti tipici dell’indagine scientifica ”.

5 Modello praticabile di didattica laboratoriale: (già ampiamente sperimentato in molte scuole, soprattutto toscane) OSSERVAZIONE I° FASE OSSERVAZIONE VERBALIZZAZIONE 2°FASE VERBALIZZAZIONE SCRITTA INDIVIDUALE SCRITTA INDIVIDUALE DISCUSSIONE 3° FASE DISCUSSIONE COLLETTIVA COLLETTIVA AFFINAMENTO DELLA 4° FASE AFFINAMENTO DELLA CONCETTUALIZZAZIONE CONCETTUALIZZAZIONE PRODUZIONE CONDIVISA 5° FASE PRODUZIONE CONDIVISA

6 1^ FASE : L’OSSERVAZIONE: La prima fase dovrebbe essere quella dell'osservazione, del contatto “diretto” con le cose, che non significa che gli esperimenti siano necessariamente effettuati direttamente dagli alunni (condizione difficile ), ma l’esperimento può essere unico e gestito dall’insegnante, ovviamente nel modo più partecipato possibile e in modo tale che tutti possano agevolmente osservare e, quando è necessario, toccare- manipolare. Ciò che è importante è che gli alunni osservino attentamente le azione compiute, gli eventi, le relazioni spazio-tempo, differenze e somiglianze, aspetti qualitativi e quantitativi.

7 “La moderna conoscenza scientifica del mondo si è costruita nel tempo, attraverso un metodo di indagine fondato sull’osservazione dei fatti e sulla loro interpretazione,... L’osservazione dei fatti e lo spirito di ricerca dovrebbero caratterizzare anche un efficace insegnamento delle scienze...” (Indicazioni nazionali)

8 VERBALIZZAZIONE SCRITTA INDIVIDUALE 2^fase: VERBALIZZAZIONE SCRITTA INDIVIDUALE (O RAPPRESENTAZIONE (O RAPPRESENTAZIONE): La seconda fase insieme al disegno, alla raccolta di dati, ecc., è nella proposta la fase più importante. “Con lo sviluppo dei linguaggi e delle capacità di comunicazione, i ragazzi dovrebbero saper descrivere la loro attività di ricerca in testi di vario tipo (racconti orali, testi scritti, immagini, disegni, schemi, mappe, tabelle, grafici, ecc.) sintetizzando il problema affrontato, l’esperimento progettato, la sua realizzazione e i suoi risultati, le difficoltà incontrate, le scelte adottate, le risposte individuate.” (Indicazioni nazionali) La verbalizzazione scritta ed individuale, la parola scritta, come strumento per fare il punto sulle cose, è sicuramente quella modalità che maggiormente attiva una reale rielaborazione e interiorizzazione delle esperienze e quindi una proficua costruzione delle conoscenze e dei concetti ossia consentire il passaggio da conoscenze di senso comune a conoscenze consapevoli, riflessive e sistematiche.

9 Discussione collettiva 3^Fase- Discussione collettiva “ La ricerca sperimentale, individuale e di gruppo, rafforza nei ragazzi la fiducia nelle proprie capacità di pensiero, la disponibilità a dare e ricevere aiuto, l’imparare dagli errori propri e altrui, l’apertura ad opinioni diverse e la capacità di argomentare le proprie.” (Indicazioni nazionali).

10 Con classi numerose può essere davvero complicato permettere a tutti l'esposizione del proprio elaborato. Quello che conta è offrire a tutti la possibilità di partecipare al confronto, imparando ad ascoltare, e di favorire la consapevolezza che, tramite il contributo dei compagni e della regia sapiente dell’insegnante, è possibile sviluppare le proprie conoscenze e competenze.

11 Operativamente si possono attivare tre modalità: a)lettura di alcune verbalizzazioni individuali da riportare sulla lavagna, in modo tale che la classe discuta sulla base delle diverse considerazioni scritte e del confronto tra queste. Nel tempo ci cercherà di coinvolgere tutti gli alunni. b) si procede alla lettura e alla trascrizione fedele alla lavagna di un solo elaborato (né troppo perfetta, né troppo sconclusionata) per confronto personale di ogni alunno tra la propria descrizione e quella alla lavagna. c) si trascrivono le descrizioni sintetizzandole per alcune categorie: percettiva, come, perché, …; concetti che si possono ricavare dall'osservazione di “quella” esperienza (approccio fenomenologico)

12 Dalle Indicazioni Nazionali: «Bisogna incoraggiare l’apprendimento collaborativo. Imparare non è solo un processo individuale. La dimensione sociale dell’apprendimento svolge un ruolo significativo. In tal senso, molte sono le forme di interazione e collaborazione che possono essere introdotte (dall’aiuto reciproco all’apprendimento cooperativo, all’apprendimento tra pari), sia all’interno della classe, sia attraverso la formazione di gruppi di lavoro con alunni di classi e di età diverse...”

13 4^Fase: Affinamento della concettualizzazione Nella quarta fase, assai importante dal punto di vista cognitivo e meta cognitivo, ad ogni alunno, sulla base della discussione collettiva, sarà richiesto di modificare, correggere, completare (riscrivere) ciò che aveva scritto nella seconda fase. Operativamente, per rendere meno gravoso il compito, si possono invitare gli alunni, già dalla seconda fase, a tenere sul quaderno una spaziatura molto ampia, in modo tale che, nella quarta fase, le correzioni possano avvenire permettendo la leggibilità dei testi relativi alla seconda fase e alla quarta fase, ponendo a confronto le due diverse stesure.

14 In alcuni casi, con alunni delle ultime classi della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado, si può dare anche la consegna, molto più impegnativa, di riscrivere. Questa quarta fase non sempre è praticabile; tuttavia possiamo renderla più agevole se organizziamo il quaderno nell’ottica del portfolio.

15 PRODUZIONE CONDIVISA 5^Fase: PRODUZIONE CONDIVISA La quinta fase consiste nella produzione di un testo condiviso per lo studio individuale. Esso può anche essere realizzato dall’insegnante, prendendo le migliori produzioni degli alunni. Ora i termini e le definizioni, anche nella loro precisa formulazione linguistica, rappresentando la conclusione di un processo osservativo logico- linguistico, acquistano valore per la conservazione di conoscenze significative e per il loro utilizzo competente. I concetti ricavabili in questo modo costituiscono delle astrazioni, delle generalizzazioni connesse alla dimensione fenomenologica, sono concetti operativi.

16 Riflessione: Il modello solitamente realizzato prevede la 1^,3^e 5^ fase E NON E’ PRODUTTIVO invece la 2^ ( verbalizzazione scritta individuale ) è la fase FONDAMENTALE PERCHE’ E’ LA FASE DEI TENTATIVI. E NELLA SCUOLA DELL’INFANZIA? LA VERBALIZZAZIONE DIVENTA RAPPRESENTAZIONE SCRITTA INDIVIDUALE. RICORDIAMO CHE ANCHE IL DISEGNO E’ CONSAPEVOLEZZA

17 Il quaderno, in quanto strumento fondamentale che accompagna costantemente l’attività di osservazione e concettualizzazione, acquisisce così uno specifico valore, - sia mantenendo delle tracce del processo conoscitivo di ciascun alunno, - sia diventando il deposito delle produzioni corrette condivise.

18 - Le osservazioni e gli esperimenti che si propongono sono poi importanti nel processo di concentualizzazione solo se sono “inserite in processi di conoscenza”, se non sono, cioè, attività atomiche ma connesse ad altre esperienze. - L’attività di insegnamento-apprendimento va quindi progettata non per segmenti didattici di poche ore, perché in questo caso anche con le esperienze più adeguate non si possono né costruire conoscenze significative, né sviluppare competenze di tipo osservativo- logicolinguistico.

19 - L’attività va invece progettata per segmenti che possono esser chiamata percorso. Da cui ne consegue che in ogni anno scolastico possono essere effettuati 3 o 4 percorsi.


Scaricare ppt "La questione metodologica. Indicazioni nazionali per il curricolo infanzia e primo ciclo infanzia e primo ciclo “ In matematica, come nelle altre discipline."

Presentazioni simili


Annunci Google